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Gomorra e Murgia Collage fuori dagli Oscar. Pubblico e critici concordi: è una vergogna

di skanderbeg69 (30/01/2009 - 14:42)

Niente da fare per Matteo Garrone e per il gruppo di doppiatori altamurani; né GomorraMurgia Collage hanno ottenuto nomination per i premi Oscar 2008. I due capolavori del cinema italiano sono stati esclusi dalle selezioni per il miglior film, per il montaggio, per il montaggio sonoro e per il miglior film straniero.

Vada per Gomorra, che pure è un ottimo film, ma per Murgia Collage la decisione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha destato sconcerto e scalpore.

Murgia Collage è la quinta opera del gruppo di doppiatori altamurano (e gravinese), già autore de Il Gladiatore, Troy, Fast and furious, Fast and furious 2.

Si tratta di un’opera anomala, una specie di medley di film stranieri comunque uniti da un filo conduttore piuttosto autoreferenziale (la ricerca di personale per i ridoppiaggi). Tra gli appassionati del genere il film ha suscitato un diffuso apprezzamento, pur se con toni nostalgici per i film più tradizionali. L’auspicio, naturalmente, è che l’opera abbia voluto rappresentare una sorta di bilancio dei primi anni di attività del gruppo, un momento di riflessione in vista di una ripartenza verso nuovi capolavori. Accanto ai doppiatori storici, guidati da Ismaele Ariano, c’è stata anche l’autorevole collaborazione di Gianni Ciardo, che ha doppiato Dustin Hoffman.

Sull’esclusione dagli Oscar abbiamo raccolto il parere di alcuni dei più autorevoli critici cinematografici.

Cominciamo da Ninetta Buontorni della Stampa: “Ancora una volta Hollywood dimostra superficialità e premia film di cassetta, assecondando le esigenze delle grandi major del settore. Gomorra era un film duro ma pregevole. Ancora più geniale era Murgia Collage, un’opera in cui il montaggio moderno, che riprende Gonzales Inarritu e Soderbergh, sapeva fondersi ad un linguaggio popolare ed istintivo.”

Fulvio Cosich del Corriere della Sera è sdegnato: “L’esclusione di Murgia Collage dalle nomination rappresenta il punto più basso nella storia dell’industria cinematografica. Quel film raccoglie il testimone dei Blues Brothers (anche il loro film era centrato sulla ricostituzione di un gruppo, musicale nel loro caso) e corre vittorioso verso il traguardo di una comicità colta e raffinata. Troppo colta e raffinata, evidentemente, per quegli omuncoli dell’Academy. Spero che questa esclusione non provochi demotivazione negli autori. Già nel film si coglie qualche esitazione, espressa in modo velato e criptico: Tutt’ ‘stu casìne pe’ ‘nu doppiagg’ d’ mmerd’... Vaffangùle tu e ‘sti doppiaggi...

O si pensi alle perplessità lucidamente espresse dal gravinico: Uagnù, ma ‘u sapìte ca m’avìte già scassàte l’ cugghiùne. Io non ne fazz’ cchiù d’ ‘sti cose...

Frasi che hanno allarmato ed angosciato gli appassionati.”

John Beckerman del Washington Post: “Murgia Collage non è il film migliore della scuola di Altamura; non raggiunge quelle punte di eccellenza di Troy e Fast and Furious. Però è un’opera d’arte ed è mille volte meglio delle porcherie che escono da Hollywood o dall’Europa. I ridoppiatori hanno raccolto materiale banale e scontato (i film originali) e lo hanno trasformato in oro. La cerimonia degli Oscar, a questo punto, perde di significato e di senso. Ma gli altamurani devono andare avanti; loro sono grandi, sono i migliori. Io voglio sposare Lucrezia Denora soltanto per la sua voce”.

Brad Pitt, uno degli attori più ridoppiati, ha annunciato che diserterà la cerimonia degli Oscar quale segno di solidarietà verso Ismaele e compagni: “Qua è tutto uno schifo. Dovevano vincere almeno quattro premi e invece non hanno avuto neanche una nomination da ‘sti chin’ d’ mmerd’...”

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Aderite alla campagna pro Ivana e Paoletta nello spogliatoio NAT

di skanderbeg69 (28/01/2009 - 09:27)

Ivana e Paoletta giocano ad Ostuni ed hanno l’obbligo morale di impegnarsi e di fare quanti più punti possibile con la maglia gialloblu, che poi è giallonera. Anche contro la Nati a Taranto.

Lo sanno; lo sappiamo; è giusto così.

Però non possiamo dimenticare la storia di Ivana e di Paoletta, i loro anni trascorsi con noi e i sentimenti che le legano alla NAT.

Per questo lanciamo una campagna perché, in occasione della partita del 14 febbraio al Palafiom, le due giocatrici tarantine, in prestito all’Ostuni, possano cambiarsi nello spogliatoio della NAT. Poi, sul parquet, ci facciano pure 30 punti, non importa. Ma utilizzino il nostro spogliatoio.

      Sappiamo che la deontologia del buon giocatore non dovrebbe permetterlo perché bisogna condividere ogni momento pre e post partita con la propria squadra; serve la coesione, l’identificazione con i colori, ecc. Tutto giustissimo, ma per una volta chiediamo a coach Solombrino di chiudere un occhio e di consentire questa eccezione, in nome dei sentimenti.

In caso favorevole, ci si impegna a non fumare nello spogliatoio.

Per convincere Tonino Solombrino, ho preparato una cartolina che chiunque potrà scaricare e spedire all’allenatore ostunese.

Aderite alla campagna pro Ivana e Paoletta nello spogliatoio NAT!

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Nati a Taranto-Aversa 3-0

di skanderbeg69 (25/01/2009 - 13:22)

Sabato 24 gennaio 2009 – ore 19.00

Tanto per cominciare chiedo scusa se ieri non ho risposto al saluto di molte persone, facendo la figura dello scostumato. Colgo l’occasione per precisare che il mio mutismo derivava da una violenta forma di stomatite, conseguente all’assunzione di antibiotici. Mi sono sentito come Alessandra...

So anche che la cronaca della partita non sarà neanche particolarmente spiritosa, ma non è facile essere creativo mentre guardi le stelle. E poi ci sono altri motivi di tristezza.

Nella Bosnia ottomana, così efficacemente descritta dallo scrittore Ivo Andric, una delle forme di pena capitale inflitte dai turchi era l’impalamento. Il Ponte sulla Drina inizia proprio con questa scena invero assai cruenta. Si piantava un palo appuntito in quel posto, lo si faceva risalire facendo attenzione a non trafiggere organi vitali e poi si lasciava il condannato ad una lenta agonia.

La stessa sorte tocca al manichino della Nati a Taranto. Poiché non si regge in piedi, si pensa bene di sostenerlo appoggiandolo ad un palo che arriva giusto giusto lì. Il metodo non è molto raffinato, ma lo scopo di tenere in piedi il manichino è raggiunto. E così – come direbbe Checco Zalone riferendosi allu pollu cusutu ‘nculu – abbiamo sfogato anche le nostre frustrazioni.

Per sfogare le frustrazioni delle due sconfitte consecutive in Campania, invece, l’ideale sarebbe battere l’Aversa. Beh, non sono state sconfitte frustranti, a dire il vero; sono state ottime partite, ma ora bisogna riprendere anche a fare punti.

Aversa ci regala emozioni e ricordi; fu proprio contro la squadra casertana, infatti, che l’allora Palafiom conquistò la matematica salvezza con tre turni d’anticipo l’anno scorso. Era il Jambo Normanni, non il Centro Santulli, ma questa sera ci sono molte giocatrici di allora.

Il sestetto iniziale di coach Varriale è composto dalla palleggiatrice Teresa Iorio, dall’opposto Federica Cantelli, dalle centrali Michela Pelosi e Maria Russo, dalle schiacciatrici Carmen Gargiulo e Rosa Mattiello e dal libero Angela Ianniello.

In panchina: Giuseppina Pisano, Maria Cristina Guadagnino, Amalia Battiniello, Angela D’Aniello, Marianna Sigala e Roberta Luisi.

Nati a Taranto anomala: Alessandra Certa in regia, Sonia Tinelli opposto, Cristiana Zonca e Marcella Scaglioso centrali, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Simona Leone libero.

A disposizione: Désirée Fiore, Simona Mucci e Silvia Mastandrea.

Sugli assenti torneremo più in là, nei prossimi giorni.

Primo set

Dopo le fatiche salernitane, l’incontro appare subito di un altro ritmo. Si inizia con un murazzo di Sonia, si prosegue con un ace della Corallina (3-0) e con uno di Marcella (6-1), poi raggiungiamo un distacco di 5 punti con un primo tempo di Cristiana (7-2) e una pipe di Simona (8-3).

A questo punto, le joniche, così brave in trasferta con avversarie toste, sembrerebbero voler confermare che in casa, con avversarie più abbordabili, bisogna complicarsi un po’ la vita da sole e consentono a Pelosi e compagne di pareggiare (8-8). Timore infondato. In realtà, le rossoblu sanno subito riprendere in pugno la partita e il successivo break di 7 punti chiude virtualmente la prima frazione (15-8).

Bene, in particolare, Marcella nell’inedito ruolo di centrale, ma le più prolifiche sono Simona ed una Sonia davvero in serata felice: suo il punto del 21-13; suo l’ace del 23-13.

Un errore in battura delle ospiti chiude il set sul 25-15.

Secondo set

Alla ripresa del gioco, nell’Aversa c’è Battiniello per Cantelli nel ruolo di opposto. Nella NAT nessun cambio ca già amma cangiàte assaje.

Sonia è strepitosa: tre punti suoi, un muro di Cristiana e siamo 4-3, poi però sbagliamo qualcosa in attacco e Aversa va al primo time-out tecnico in vantaggio per 5-8.

Fast Marcella, attacco Sonia, attacco Michi, ma Maria Russo tiene ancora avanti le casertane (9-11), poi il fondamentale del muro si conferma un’arma sempre efficace per Zonca e compagne (13-11).

Entra Sigala per Iorio, va a servire e sbaglia (15-13).

Buon momento della Corallina, a cui replicano Gargiulo e Russo.

Poi rientra Iorio per D’Aniello, va a servire e sbaglia (21-16).

Dev’essere sempre imbarazzante entrare per servire e mandare il pallone sulla rete, anche se in questo caso i cambi non mi sono sembrati proprio finalizzati alla battuta.

Sbaglia anche Marcella, dopo aver però realizzato un ace (23-17), ed è ancora un errore ospite a regalare il 25^ punto alla Nati a Taranto (25-17).

Terzo set

Nell’Aversa adesso c’è Maria Cristina Guadagnino, che si rivelerà una giocatrice promettente.

L’equilibrio regge fino al 6-6. Un muro della Iorio viene festeggiato dal libero Iannello con un balzo ed un abbraccio degni della finale di Coppa dei Campioni. Bisogna dire che in questo set il muro sarà fonte di soddisfazione per coach Varriale (4).

Dopo una pipe di Michela ed una fast di Cristiana, sale in cattedra Marcella, a suo agio al centro della rete: fast a pallonetto, primo tempo a pallonetto e ribattuta su una difesa lunga (13-9). Interessante giocare con due potenziali palleggiatrici (tre, se includiamo anche Leone) contemporaneamente.

La grande mattatrice di questo set, comunque, è Michela. Incontenibile.

Sul 15-11 anche coach Marcello decide di effettuare delle sostituzioni: prima introduce Silvietta, poi Mucci; più in là entrerà anche Désirée.

Con Silvietta in battuta c’è il micidiale break di nove punti che chiude di fatto l’incontro: due aces della nostra giovane opposta, tre attacchi vincenti di Michela, una fast di Cristiana e tre conclusioni out delle ospiti (23-11).

Guadagnino e Gargiulo rendono il passivo meno pesante con due punti cadauna (23-15), poi c’è gloria per Truciolina.

Il punto finale, quello del 25-17, lo schiaccia Simona-di-metallo.

Tabellino: TARANTO-Aversa 3-0 (25-15, 25-17, 25-17)

Nati a Taranto: Zonca 7, Corallo 10, Fiore 1, Benefico 10, Scaglioso 10, Mucci 1, Tinelli 10, Mastandrea 2, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 8, errori in battuta 7, muri-punto 6.

Centro Santulli Aversa: Pisano 0, Pelosi 6, Gargiulo 7, Mattiello 3, Iorio 1, Cantelli 0, Guadagnino 3, Russo 4, Battiniello 3, D’Aniello 1, Luisi NE, Sigala 0, Ianniello (L) – All. Varriale.

Aces 2, errori in battuta 6, muri-punto 4.

Arbitri: Giuseppe Persia (MT) e Mario Chiechi (MT).

Durata set: 19’, 22’, 23’ – Durata totale dell’incontro: 1.10’.

Altri risultati: Tuglie-Trani 0-3, Sarno-Scafati 0-3, Molfetta-Benevento 3-2, Battipaglia-Sala Consilina 3-0, Ostuni-Nojaturi 0-3, Potenza-Matera 0-0, Montescaglioso-Salerno 0-0.

Classifica: Trani 45; Salerno 40; Matera 38; TARANTO 35; Scafati 32; Sarno e Benevento 29; Tuglie e Potenza 27; Sala Consilina e Molfetta 23; Nojaturi 21; Battipaglia 18; Aversa 13; Montescaglioso 7; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 560,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.

      Il derby barese Nojaturi-Molfetta lo ha vinto il Molfetta, ma nello speciale trofeo Bin Laden prevale la formazione di casa: 120 euri per le offese ai direttori di gara; 80 per la squalifica comminata ad un dirigente (frasi offensive all’arbitro accompagnate da gesti plateali).

In questo modo Nojaturi supera proprio il Molfetta e conquista la zona play-off.

Perde la verginità anche Scafati, però si tratta di appena 40 euro (un isolato spettatore protestava nei confronti degli arbitri rivolgendo loro parole offensive).

Prossimo turno: Molfetta-TARANTO, sabato 7 febbraio, ore 00.00, dopo la pausa.

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Ora che hai giurato... ricordati degli amici !!!

di skanderbeg69 (23/01/2009 - 21:12)

La foto che questo blog, nonché quello di sorama, avevano mostrato in anteprima un anno fa, oggi è sul Corriere del Giorno.

Massachussets, estate 2007. Mia sorella incontra l’allora candidabile alle primarie democratiche, Barack Obama, mentre entrambi fanno la fila al noleggio delle biciclette e gli chiede di farsi una foto. In cambio spero che l’abbia almeno fatto passare avanti nella fila.

Dopo un anno e mezzo, quel padre di famiglia in vacanza è diventato l’uomo più potente del mondo.

L’appello, a questo punto, non può che essere: Obama, ricordati degli amici! E delle amiche dei fratelli delle amiche. Annùsci qualche cosa alla Nati a Taranto, a piacere tuo...

E visto che ci siamo, pure tu, sorella, ricordati di tuo fratello! Non fissare la data del battesimo proprio il 28 febbraio, m’ raccomand’...

 

NOTE:

La foto è tratta dal Corriere del Giorno, 23 gen 2009, pag. 1.

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Cristiano Ronaldo in fuga dal ritiro per incontrare Michela Benefico

di skanderbeg69 (22/01/2009 - 08:54)

Cristiano Ronaldo ha parlato. Il campione portoghese ha indicato la destinazione della sua folle corsa in Ferrari ed ha spiegato le ragioni che lo avevano indotto ad allontanarsi dal ritiro del Manchester United.

Ricordiamo che il Pallone d’Oro 2008 due settimane fa era uscito miracolosamente illeso da un incidente nei pressi dell’aeroporto di Manchester; distrutta, invece, la sua Ferrari 599 GTB del valore di 200mila euri.

“Stavo andando a Taranto – ha dichiarato davanti al taccuino di Giuseppe Di Cera, che lo ha intervistato in esclusiva – avevo pianificato tutto. Un volo Manchester-Milano, un Eurostar, un autobus della linea 8 e finalmente avrei coronato il mio sogno: assistere ad un allenamento di Michela Benefico per poi chiederle un autografo. La schiacciatrice tarantina è il mio idolo; guardo sempre le sue partite in streaming.

      Avevo chiesto un permesso di tre giorni al mio allenatore Ferguson, ma quello, pensando che volessi andare a Madrid per accordarmi con il Real, me l’ha negato. E così ho preso l’iniziativa.

Capisco di aver sbagliato, ma, che volete?, ho proprio perso la testa. Michi, per me, è un mito.”

La laterale rossoblu non ha commentato la notizia; in compenso è trapelata qualche osservazione dagli ambienti familiari. Sembra che il padre della giocatrice abbia espresso un commento sferzante sul campione portoghese: “L’ho sempre detto che è un buffone; i veri fuoriclasse sono altri. Però devo riconoscere che capisce di pallavolo. Certo che tra la Ferrari distrutta da Cristiano Ronaldo e il go-kart danneggiato da mia figlia quand’era piccola, avrebbero fatto una bella coppia...”

Anche il fidanzato della schiacciatrice jonica ha esternato un parere sulla vicenda: “Non credo proprio che alla fine dell’allenamento sarebbe riuscito ad avvicinarsi a Michela. Diciamo, anzi, che deve ringraziare il destino per l’imprevisto che gli è capitato per strada...”

Sulla vicenda abbiamo sentito anche il presidente della Nati a Taranto, Vincenzo Lupo: “Beh, io l’avrei fatto entrare volentieri al Palafiom. Credo che avremmo avuto una ricaduta positiva in termini di immagine e di attenzione da parte dei media. E poi, se fosse rimasto a Taranto, un raccattapalle durante le partite ci sarebbe tornato utile; i nostri incontri durano in media dieci minuti in più di quello che dovrebbero a causa della mancanza di ausiliari. Se dovesse fuggire nuovamente dal ritiro del Manchester, Cristiano Ronaldo qui è il benvenuto.”

 

NOTE:

La foto della Ferrari è tratta da www .repubblica.it, quella di Cristiano Ronaldo da http:// it.wikipedia.org.

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Silvia Renna è stata rapita

di skanderbeg69 (20/01/2009 - 19:25)

Purtroppo i timori erano fondati. La centrale della Tekla Scafati, Silvia Renna, è stata rapita dalle Brigate Rossoblu, un gruppo criminale che rappresenta una sintesi tra le Brigate Rosse e l’Anonima Sarda.

Nella giornata di ieri la società scafatese ha ricevuto un messaggio inequivocabile: una foto ed un comunicato. La giocatrice di Trepuzzi appariva visibilmente provata dalla prigionia e mostrava una copia del Corriere del Giorno; alle sue spalle campeggiava una bandiera rossoblu (in realtà era rossa, blu e bianca con lo stemma di un’aquila bianca, che qui è coperto, perché bandiere del Taranto non ne abbiamo trovate; tanto solo Viviana può accorgersi dell’errore). Sulle spalle della centrale era stata appoggiata una sciarpa del Taranto.

Questo il comunicato:

“Silvia Renna è stata rapita al termine della partita Tekla Scafati-Nati a Taranto. La squadra jonica è stanca di subire rimonte; il sequestro della centrale gialloblu rappresenta un monito a chiunque osi contrastare il progresso della Nati a Taranto verso il radioso sole dell’avvenire. La Renna, inoltre, sconta uno sgarbo che risale a due anni fa. Se volete riaverla, dovete sborsare 100mila euri. Gradito anche qualche rustico leccese.

In caso contrario, fra qualche giorno le taglieremo la falange dell’indice destro e così vi abbassiamo il muro di due centimetri; poi passeremo alle altre dita. Vi conviene fare presto e guai a voi se avvisate la polizia.”

Ma le forze dell’ordine, avendo intuito la pista del sequestro già dalla notte tra sabato e domenica, hanno provveduto a bloccare i beni della Tekla e quelli della famiglia Renna.

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Scafati-Nati a Taranto 3-2

di skanderbeg69 (19/01/2009 - 12:05)

Sabato 17 gennaio 2009 – ore 18.00

Sarei tentato di fare il copia e incolla con la partita di Sarno, cambiando solo i nomi delle nostre avversarie. Stesso risultato, stessi rimpianti, stessa irritazione per i match-ball sfumati, ma anche stesso bel gioco e – per fortuna – effetti collaterali non particolarmente devastanti: la triade di testa si allontana, ma il quarto posto solitario è addirittura consolidato.

Cominciamo con una prece per l’Orion Napoli, che si è ritirata dal campionato di serie B1. A noi piace ricordare la squadra perfetta che abbiamo ammirato l’anno scorso, l’organizzazione e la simpatia dell’intero ambiente. Senza sponsor, purtroppo, non si va molto lontano.

Ora i resti dell’Orion sono terreno di caccia. Ce ne rendiamo conto proprio a Scafati visto che sull’allenatore Peppe Nica si è già avventata la società gialloblu. Prima di questa scoperta c’è da fare un passo indietro.

      Il buon Antonio ci viene a raccogliere dal casello autostradale quando ormai eravamo agonizzanti per le canzoni proposte sul pullman. La caprese ricostituente avremmo dovuto assumerla prima della partita e tramite flebo. Belle canzoni, per carità, ma più adatte a prepararsi ad un incontro galante piuttosto che ad una partita di pallavolo. Scontro diretto, per giunta.

Giorgia, vaffancapo, due punti sulla tua coscienza!

Quando arriviamo in palestra, i sedili sono già stati installati; in più ci sono panchine vere. Quelle del parco sono diventate ornamentali.

Peppe Nica propone Annalisa Villani in palleggio, Sara Giogli opposto, Serenella Matarazzo e Andreia De Almeida di banda, Ketty Vinaccia e Francesca Di Cristo centrali, Lucia Giuliani libero.

In panchina: Teresa Esposito, Valentina Ferrara, Anna Fedele, Silvina Boccia, Silvia Renna ed Emilia Manzo.

Coach Marcello Presta conferma le Sette anime delle ultime prestazioni: Marcella Scaglioso in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, Simona Leone (sostenuta da un tifo particolarmente caloroso) libero.

A disposizione: Silvia Buso, Simona Mucci (che li porti lei i cd per la prossima trasferta!), Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Primo set

Bello iniziare la partita con un servizio vincente (Simona).

Sul 3-3 il gioco è già stato interrotto tre volte per la verifica della rotazione chiesta dalla giocatrici scafatesi, cui è stata fischiata anche un’irregolarità sull’argomento in questione. Si vede che il coach è arrivato giovedì e ancora non ha memorizzato la formazione.

Dopo che Sara Giogli si è già messa in evidenza da posto due e Michela ha salvato di piede una palla impossibile, la Nati a Taranto ha il primo scatto: muro Marcella+Clara, ace-culo di Michela e attacco della Corallina (6-8).

Scafati ottiene un provvisorio pareggio con un punto del libero Giuliani in pallonetto, molto apprezzabile.

La nostra Simona Leone, nel quarto set, tenterà di replicare schiacciando, sia pure senza sollevare i piedi. E’ il volley totale.

Nati a Taranto praticamente perfetta in questa fase: mani-soffitto di Simona, difesa con mano stesa a terra di Leo, bomba di Sonia da posto due e punto di Michela dall’altra parte dell’attacco (11-16).

Prova a reagire Francesca, l’atleta Di Cristo, un’altra aderente al movimento evangelico che annovera tra i propri seguaci Leandro Vissotto, Kakà e Marcello Presta, ma le rossoblu sono magnifiche: fast di Clara, tocco di seconda di Marcella, primo tempo di Cristiana (16-22).

Andreia De Almeida realizza il suo secondo punto (Matarazzo è ancora a secco), ma poi c’è l’ultima batteria jonica: Cristiana prima è reattiva nel raccogliere una palla smorzata dal nastro e poi va a murare il contrattacco gialloblu. Mura anche Michela, che subito dopo pesca anche le mani del blocco avversario (17-25).

NAT da ovazione.

Secondo set

E’ un’altra Tekla. Piano piano Matarazzo e De Almeida entrano in partita, ma intanto l’attaccante più pericolosa si conferma Sara Giogli (6-1).

Una bella certezza è il muro rossoblu: Cristiana e Marcella stoppano per due volte consecutive gli attacchi locali e in tal modo sfioriamo già il pareggio (7-6).

L’atleta Di Cristo appoggia una bella fast a pallonetto e regala alla Tekla, con un ace, un vantaggio significativo (13-9), ma le joniche sfruttano l’ottimo servizio di Cristiana per infilare un break di sei punti (13-15). Strepitosa Michela e continuiamo a ricevere e a difendere con accanimento.

Duello di opposti: Sonia di fioretto (14-16), Giogli di mannaia (17-16).

E’ una gran bella partita.

Sul 19-18 nuovo sorpasso rossoblu con duplice fast del nostro sottotenente di vascello (19-21). Sfruttiamo due errori offensivi delle salernitane, incassiamo il risveglio di Serenella Matarazzo, che annulla l’ennesimo miracolo difensivo di Simona Leone (23-23) e poi chiudiamo con un ace di Cristiana che trae in inganno De Almeida (23-25).

Terzo set

Durante l’intervallo il presidente scafatese contesta una decisione arbitrale (un attacco di Matarazzo giudicato fuori sul 20-22). Anche dalla gradinata ovest, in effetti, era parso dentro.

La maturazione della Tekla, comunque, è pienamente raggiunta nel terzo set. Già i primi scambi rivelano le intenzioni, molto cattive, di Matarazzo: mani-fuori che sfiora il direttore di gara, per vendetta; pallone spinto con forza sul nostro parquet e diagonale da posto quattro. Muro di Vinaccia ed è 4-0.

Ficcanti anche gli attacchi di De Almeida; noi proviamo a resistere con Michela, Sonia e con i soliti muri.

Sul 14-8 coach Marcello prova le carte Alessandra e Silvietta; quest’ultima ha il merito di salvare un pallone disperato, consentendo poi a Simona Corallo di murare (15-11).

Coach Nica, dal canto suo, utilizza sistematicamente Emilia Manzo per servire e per difendere in seconda linea e dopo il secondo time-out tecnico introduce anche Silvia Renna.

Scafati forza il servizio; inizia a sbagliarne alcuni, ma in questo modo incrina la solidità della nostra ricezione. Giuliani, dietro, assicura un rendimento notevole e De Almeida sta dando spettacolo (6 punti la brasiliana, 7 Matarazzo).

Il muro di Cristiana sul 18-12 è l’ultimo atto delle rossoblu in questo parziale che viene agevolmente controllato dalle padrone di casa (25-14).

Quarto set

L’avvio del quarto set è da manuale del volley, una bellissima partita.

Matarazzo, De Almeida e Giogli continuano a martellare incessantemente, ma Sonia, Michela e Simona Corallo reagiscono colpo su colpo e i muri di Clara e soprattutto di Cristiana sembrano in grado di fare la differenza. Ben 18 punti rossoblu, alla fine, saranno frutto di questo fondamentale.

Il vantaggio di 8-12 viene risucchiato in un baleno da Scafati, che sfrutta bene l’insidioso servizio della Villani.

A proposito, ho una missione questa sera: capire finalmente come si chiama la palleggiatrice salernitana, date le incongruenze tra Annuario, sito FIPAV ed altre fonti. Gli uffici dell’Anagrafe il sabato sono chiusi, ma i nomi scritti sulle maglie dovrebbero essere risolutivi. Appena si sposta la coda, scorgo nitidamente “Annalisa”, dunque non Anna Elisa, Annaelisa o Anna Lisa.

Bel lungolinea di De Almeida (14-13) e replica di Clara (primo tempo e muro): 14-16.

Poco prima si stava dimenticando di entrare al posto del libero.

Ancora a segno la brasiliana e servizio vincente di Silvia Renna appoggiata alla parete (17-16). Sorpassi e controsorpassi. Ora tocca a noi con due pallette quasi consecutive della Corallina (17-19).

Emozionando, direbbe Giorgia.

De Almeida e Matarazzo: 22-20 per la Tekla, mentre la palestra San Pietro si surriscalda per il tifo. In effetti, nel Palamangano cotanto calore andrebbe disperso.

Però pure il nostro presidente si difende bene.

Errore in battuta delle gialloblu, ace di Simona Corallo, muro di Cristiana e fast dell’atleta Di Cristo che termina a lato (22-24).

Due palle-match a disposizione. Tre punti di platino a portata di mano, su un parquet violato soltanto da Sarno e da cui sono uscite sconfitte finanche Matera e Salerno (qualcuno vicino alla società gialloblu è pronto a scommettere che perderà anche Trani; giochiamoci un vassoio di pasticcini).

Prima palla-match annullata da un pallonetto di Matarazzo; seconda annullata da una fast fuori misura (24-24). Visto che c’è, Matarazzo continua l’opera e NAT sprecona con l’ultimo attacco che finisce lungo (26-24).

Tie-break

Scambio di sorrisi in prima linea in merito all’attribuzione del primo servizio. Gli attacchi di Matarazzo e De Almeida mettono sempre più in difficoltà la nostra difesa (4-2), ma in attacco restiamo incisivi.

A rischiare, piuttosto, sono gli incisivi di Matarazzo dopo che una cannonata di Sonia le rimbalza sul volto (4-3).

Vantaggio NAT con Clara ed una splendida Michela, che prima riceve e poi va a chiudere il punto del 5-7.

Finta Villani per la fast dell’atleta Di Cristo ed ace di De Almeida (9-8).

Break rossoblu: pallonetto Corallo, doppia giallublu, attacco Corallo e muro Zonca (il suo decimo muro personale): 9-12.

Scocca l’ora dell’autolesionismo. Beh, no, in verità è Scafati che costruisce un capolavoro di tecnica e sangue freddo. Matarazzo in versione super: lungolinea e duplice mani-fuori (12-13).

Bomba di Michela da posto quattro (12-14) e ancora due palloni a disposizione per la vittoria.

Che sfuma anche questa sera.

La sequenza è: Matarazzo, De Almeida, Vinaccia e punto finale di Giogli che, al termine di uno scambio lunghissimo e palpitante, scova l’angolino del posto uno incustodito (16-14).

Tutta colpa di Giorgia.

Come saprei

capir la squadra che sei,

come saprei

scoprire poi

il risultato che vuoi,

non ci riuscirei

a comprendere perché

queste pause tue

emozionando

sempre più.

Beh, tanto di cappello alla rimonta della Tekla: hanno recuperato due set ed hanno annullato due match-point nel quarto set ed altrettanti nel tie-break. Ed hanno giocato davvero una partita magnifica.

La Nati a Taranto si blocca di nuovo nei momenti più delicati, ma è talmente bella che ho difficoltà a rimproverarle qualcosa.

Sulla vittoria dello Scafati, però, si stende un’ombra inquietante. Da ieri sera non si hanno più notizie di Silvia Renna. L’ultimo avvistamento certo risale alle 21.15, quando la centrale è stata vista salire sul pullman della Nati a Taranto.

Qualcuno asserisce di averla vista allacciare con cinque nodi le scarpe di Gisela Scialacomo a Taranto alle due di notte, circostanza ritenuta poco credibile dagli inquirenti. Si teme un sequestro; vi daremo notizie in settimana.

Tabellino: Scafati-Taranto 3-2 (17-25, 23-25, 25-14, 26-24, 16-14)

Nati a Taranto: Zonca 16, Corallo 15, Buso NE, Benefico 17, Clemente 10, Scaglioso 7, Mucci NE, Tinelli 9, Mastandrea 0, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.

Aces 6, errori in battuta 4, muri-punto 18.

Tekla Scafati: Esposito NE, Di Cristo 9, Ferrara NE, Matarazzo 21, De Almeida 23, Vinaccia 5, Villani 1, Fedele NE, Boccia NE, Renna 2, Giogli 13, Manzo 0, Giuliani (L) 1 – All. Nica.

Aces 8, errori in battuta 9, muri-punto 4.

Arbitri: Russo (NA) e La Gala (NA).

Durata set: 25’, 24’, 21’, 26’, 18’ – Durata totale dell’incontro: 2.06’.

Altri risultati: Matera-Battipaglia 3-1, Salerno-Tuglie 3-0, Benevento-Sarno 3-1, Nojaturi-Molfetta 2-3, Trani-Montescaglioso 3-0, Sala Consilina-Potenza 0-3, Aversa-Ostuni 3-0.

Classifica: Trani 42; Matera 38; Salerno 37; TARANTO 32; Sarno e Scafati 29; Benevento 28; Tuglie 27; Potenza 24; Sala Consilina 23; Molfetta 21; Nojaturi 18; Battipaglia 15; Aversa 13; Montescaglioso 7; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 560,00; Molfetta 390,00; Nojaturi 280,00; Sarno 225,00; Potenza 230,00; Montescaglioso 185,00; Sarno e Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO 40,00; Aversa, Battipaglia, Scafati e Trani 0,00.

Settimana relativamente tranquilla per fortuna. Sarno è multata di 55 euri per isolate offese (parzialmente recidiva) e per mancanza del servizio di asciugatura. E’ vero: ha provveduto la Corallina; i 55 euri bisognerebbe darli a lei. Però c’era il servizio di caffè caldo allo staff ospite, nonché gli scout in tempo reale.

Perde la verginità il Tuglie: 150 euri, di cui 40 per l’asciugatura e 110 “per aver propri sostenitori reiteratamente offeso la coppia arbitrale, nonché per aver, uno di quegli esagitati, lanciato in campo un oggetto non contundente”.

      Oggetto NON contundente... E qui si potrebbe aprire una discussione lessicale e giuridica. Che cosa vuol dire non contundente?Sul dizionario leggo che “contundente” si riferisce a qualunque oggetto usato per percuotere, che può produrre contusioni, lesioni.

Cosa sarà mai stato lanciato a Tuglie? Una moneta è contundente, uno smartie può essere contundente solo se va in un occhio, il peluche di Winnie the Pooh – ora che ci rifletto – probabilmente non è contundente; difficilmente può procurare contusioni o lesioni. Attendiamo che Luigi ci sveli il mistero dell’oggetto non contundente di Tuglie.

Ora una nota statistica interessante. A fine stagione faremo anche la classifica dei provvedimenti disciplinari individuali e privi di oneri (diffide, ammonizioni, ecc.). Ad oggi, posso soltanto far presente che l’unica squadra a non aver subìto alcun tipo di provvedimento (né a carico di tesserati né a carico di sodalizi) è il Battipaglia. Complimenti.

Prossimo turno: TARANTO-Aversa, sabato 24 gennaio, ore 19.00.

Un sms per Ivana:

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All'ombra del Vesuvio

di skanderbeg69 (16/01/2009 - 16:48)

La presentazione di Scafati arriva direttamente dal... Palazzo Presidenziale della Tekla. Prima ancora di leggere il testo, non posso non esprimere lo stupore che ho provato quando Antonio Villani, telefonicamente, mi ha anticipato qualcosa della storia di Scafati, del suo stretto legame con Pompei, del rapporto con il fiume Sarno (in un ideale raccordo con il contributo di Maria Teresa), del prestigio di molti sport di squadra. Per non parlare di alcuni aneddoti divertenti (Totò e la Scafatese...). E poi, certo, ci sono anche i problemi, che non suonano nuovi per noi tarantini e – temo – per molti meridionali. Un presente che non riesce ad essere all’altezza di un passato glorioso, la minaccia di un inquinamento perfido devastante.

E’ un testo lungo quello di Antonio, ma scritto con tanta competenza e soprattutto con tanto amore per la propria città. Per noi che credevamo che Scafati fosse il centro anziani San Pietro e la palestra con le gradinate smontabili, è una lettura molto interessante. Grazie, Antonio!

 

Caro Michele,

rispondendo al tuo cortese invito, tenterò, non senza qualche imbarazzo e nel modo più breve ed esaustivo possibile di aprire una finestra sulla mia città e sulla sua storia.

Scafati è città caotica e dinamica, rilevante centro industriale e commerciale e fondamentale nodo comunicativo tra i comuni dell’entroterra vesuviano e nocerino ed i capoluoghi di Napoli e Salerno.

Il toponimo “Scafati” deriva dal termine latino “scapha“ (imbarcazione, battello fluviale): tali mezzi (chiamati in seguito “lontri“) erano delle vere e proprie gondole a fondo piatto indispensabili per la navigazione del Sarno e per lo svolgimento della febbrile vita commerciale della città.

La storia e l’evoluzione di Scafati (primo comune per estensione ed abitanti dell’Agro Nocerino Sarnese) sono strettamente connesse da un lato alla sua favorevole collocazione geografica (in una pianura fertilissima tagliata dal vasto bacino idrografico del Sarno) dall’altro dalla centralità rispetto alle città di Napoli e Salerno e dalla vicinanza alla città di Pompei, con la quale costituisce un unico agglomerato urbano.

I primi insediamenti nell’area corrispondente all’odierna Scafati furono di “genti” osche e sannite. L’area circostante al “Pons Sarni“ prese a popolarsi significativamente dopo il terremoto del 62 d.C. e l’eruzione del 79 d.C. (come risulta evidente dagli scavi archeologici che negli ultimi anni hanno interessato il territorio scafatese e che hanno riportato alla luce una Villa Rusticaappartenuta a Popidio Narciso). Prima d’allora “il Ponte sul Sarno“ rappresentava un nodo di comunicazione tra le due Urbes di Pompei e Nuceria.

Scafati subì le dominazioni bizantina (fino al 601 d.C., anno in cui fu conquistata da Arechi, duca di Benevento) e longobarda: testimonianza di questa dominazione è la torre sul Ponte che compare nello stemma cittadino, presidio strategico nella guerra ai saraceni.

Nel XIII secolo Scafati fu Angioina. Stupenda testimonianza di questa dominazione è l’ Abbazia di Santa Maria di Real Valle, fatta innalzare nel 1274 da Carlo I D’Angiò sul modello dell’abbazia francese di Real Monte in Borgogna. L’abbazia, in stile gotico, segnò, in assoluto, il primo punto di contatto tra l’architettura francese e quella napoletana (ed oggi giace, ahinoi!!!, in uno stato di penoso e doloroso semi-abbandono).

Di particolare rilievo storico ed architettonico sono, altresì, il Palazzo Meyer (oggi sede del Municipio) ed il Parco Wenner (vero e proprio polmone verde della città) risalenti ai primi anni del 1800.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, a Scafati si assistette, e ciò per me è motivo di particolare vanto ed orgoglio, alla costituzione del primo gruppo armato resistente del meridione d'Italia, successivamente denominato “Gruppo 28 Settembre” che contribuì enormemente alla liberazione del territorio cittadino dall’ “invasor“ nazifascista.

Le eroiche azioni partigiane valsero nel 1962 l'assegnazione al Comune di Scafati della medaglia d'oro da parte dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.

 

La festa de’ bagni

Michè, ho pensato di mandarti questa citazione tratta da “Travels in the Two Sicilies“ ( 1777-1780 ) di Henry Swinburne:

 

«Attraversai il Sarno al ponte de La Scafata, proprio vicino al luogo dove Teia, re dei Goti, fu sconfitto e ucciso, nel 553, da Narsete. La Scafata è oggi conosciutissima per la sua chiesa, dedicata a una Madonna che compie i suoi miracoli nell’acqua. Nel giorno della sua solennità viene scavato nei campi adiacenti uno stagno che si riempie quasi istantaneamente di acqua, e migliaia di devoti fanno il bagno per curare varie malattie; nel passato uomini e donne si immergevano in modo promiscuo, ma disposizioni di anni successivi li hanno obbligati a fare il bagno in stagni separati; il segreto di questa straordinaria affluenza di acqua è nel fatto che il terreno si trova così al livello del letto del fiume Sarno o tale è la quantità di vapore acqueo che filtra dalle adiacenti colline, che dovunque si scavi, l’acqua seguirà immediatamente la vanga »

Questa citazione, presenta con esattezza quasi fotografica un rito che tutt’oggi si svolge a Scafati nei giorni dedicati a S.Maria di Bagni (Bagni è una frazione di Scafati vicinissima, tra l’altro, alla palestra di S.Pietro). In pratica, in questa zona c’è una fonte spontanea e consacrata (un ramo sotterraneo del fiume che affiora in superficie) all’interno della quale si immergono uomini e donne in preghiera. I riti celebrativi della festa “de’ bagni” (che attira numerosi turisti nelle nostre zone) rappresentano in realtà un chiaro fenomeno di “sincretismo“ religioso: risulta evidente la commistione di pratiche di culto pagane (consistenti nella adorazione di Attis, divinità campestre, al ritmo frenetico delle tipiche “tammurriate”) e i riti cattolici del battesimo e la pratica della benedizione.

Ogni anno il Santuario della Madonna de’ Bagni (XVII secolo) è, praticamente, preso d’assalto da turisti di diversa provenienza.

 

Totò e la Scafatese

La storia moderna di Scafati è, tuttavia, legata alle vicende sportive delle sue compagini .

La società più gloriosa e di più risalente fondazione (1922) è senz’altro la  S.s.c. Scafatese.

La “signora“ del calcio campano che attualmente milita in Seconda Divisione Pro (la vecchia C2) raggiunse l’apice dei suoi successi e della sua notorietà nell’immediato dopoguerra (stagioni 1946/’47 e 1947-’48), quando prese parte a due campionati di Serie B sfiorando, al primo anno, la serie A e vincendo (udite, udite …!) una Coppa Disciplina di Lega (alla faccia degli smarties !!!)

Una simpatica curiosità: una nota battuta di Totò in “Totò al Giro d’ Italia“ (diretto da Mario Mattoli nel 1948), testimonia la fama mediatica raggiunta in quegli anni dalla Scafatese.

Il professor Ugo Casamandrei (interpretato da Totò) intende farsi arrestare. Dopo alcuni inutili tentativi  (come fare il saluto romano, cantare "Giovinezza", farsi trovare armato, o "inneggiare alle donne nude"), tenta di provocare una reazione irata del comandante di polizia esibendosi in alcuni abbasso calcistici: dopo quelli rivolti alle squadre del Napoli e del Palermo, riesce nell'intento di farsi arrestare esclamando: “Abbasso la Scafatese !“.

 

Sulla vetta d’Italia

Se il calcio rappresenta la storia e la tradizione sportiva scafatese, è però nell’ handball e nel basket che la Scafati sportiva ha raggiunto le vette più alte.

La A.s.d. Handball Scafati (oggi in serie B), infatti, è stata la prima società al di sotto del Tevere ad aggiudicarsi uno scudetto nella stagione 1983-’84 (col nome di Cierre Scafati). Alla storica impresa è dedicata la struttura sportiva di Via Oberdan (dall’anno scorso “Palazzetto Campioni D’Italia 1984“).

Oggi è la realtà cestistica scafatese, tuttavia, a monopolizzare l’attenzione sportiva e mediatica sui colori giallo-blu e sulla nostra città. La società (fondata nel 1969 col nome di Centro Sportivo Scafatese) è stata protagonista nel corso della presidenza Longobardi di una entusiasmante e romantica scalata ai più alti livelli del basket nazionale ottenendo dal 1995 al 2001 ben 4 promozioni (in pratica: dalla C1 alla A2 in sei anni) e raggiungendo la serie A dopo 5 stagioni ad altissimi livelli in A2. Al primo anno di serie A  la matricola Legea Scafati, guidata da coach Teoman Alibegovic e con atleti del calibro Anthony Bernard Carter – attualmente playmaker dei Denver Nuggets in Nba – e Ricky Jason Apodaca – nel 2006-2007 miglior marcatore della Lega con la maglia gialloblu - riuscì a piazzarsi decima e a sfiorare i play-off scudetto (restano scolpite nella mente le storiche vittorie contro l’Olimpia Milano - davanti alle telecamere di Sky - in un Palamangano gremito, e la Fortitudo Bologna) . Amaro, invece, è stato l’esito della scorsa stagione (2007/2008)  segnata dalla retrocessione in Legadue.

Quest’anno il team disputa (occupando attualmente una posizione di centro classifica) nuovamente il campionato di Legadue col nome di Harem Scafati.

A Sabato , dunque …

Vi attende una dolce sorpresa … (Michè nun pensà a’ partita… non c’entra nulla con la Pallavolo…)

 

Con affetto,

Antonio Villani.

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Ora Munir è in Israele, al centro di una spy-story

di skanderbeg69 (15/01/2009 - 17:16)

Cara Nati a Taranto,

adesso mi avete proprio rotto le palle. Speditemi i soldi!!!!!

Sono riuscito a fuggire dal mio covo in Malesia ricordandomi che da piccolo ero stato alle celebrazioni dell’anniversario dello Stato di Israele. In quella occasione Taranto Sera titolò “Sempre più stretti i rapporti tra ASL-TA1 e lo Stato africano (sic!) dopo il convegno di marzo”. [1]

Lì, in... Africa ho conservato alcuni amici e li ho contattati dicendo che avevo importanti segreti militari da offrire al Mossad.

E’ venuta una squadra di teste di cuoio, mi hanno prelevato dall’albergo e – dopo avermi mascherato da Pokemon - mi hanno portato a Tel Aviv su un volo segreto. Manco fossi Mordechai Vanunu...

In effetti, qualche informazione da passare ce l’avevo: mappe segrete di covi talebani, depositi di armi chimiche di Al Qaeda, la cartella clinica di Karzai, documenti riservatissimi dell’esercito italiano, i piani di costruzione del nuovo Stealth... Mi ero dato da fare; con i prodotti dell’agricoltura afghana, diciamo così, e con le bottiglie di San Marzano ti si spalancano molte porte.

      Gli agenti del Mossad hanno dato un’occhiata a tutte le carte, hanno fatto qualche smorfia di disappunto e poi mi hanno chiesto di tirare fuori quello che gli interessava veramente.

E no, belli, per quello non basta avermi tirato fuori da Kuala Lumpur; voglio anche un po’ di grana.

E così, per 10 milioni di euri gli ho passato l’indirizzo di Osama Bin Laden, completo di fotografie del nascondiglio, numero di cellulare e fotocopia dell’agenda con i suoi appuntamenti delle prossime settimane (per la cronaca, domenica andrà a vedere le corse di cavalli all’ippodromo Paolo VI, mercoledì sera prenderà una birra al Siddharta e giovedì ha prenotato una visita medica dal fisiatra all’ASL di via Cagliari).

A quel punto gli agenti del Mossad si sono ripresi i soldi e si sono incazzati di brutto. “Vuoi fare lo stronzo con noi?” – hanno gridato. “Non sappiamo cosa farcene di tutta questa robaccia. Ci puliamo il culo. Dacci quello che ci interessa veramente!”

“Ma come?! Cosa vi interessa veramente?!” – ho chiesto, senza nascondere il mio stupore.

“Dacci le strategie tattiche della Nati a Taranto. Vogliamo sapere chi giocherà in posto due sabato. Vogliamo conoscere i loro metodi di allenamento. Vogliamo analizzare i video di tutte le loro partite. Vogliamo il numero di telefono di Clara Clemente...”

Ho preso tempo. Ho detto che dovevo tornare in Italia per avere tutto quello che gli serviva. Forse ci hanno creduto, non so.

     Intanto non sarebbe male se mi inviaste finalmente questi fottuti soldi che mi dovete. Bella adozione a distanza avete fatto... E’ così che si aiutano i bambini?!

Se decideste finalmente di calarvi la mano in sacca, adesso ho un conto presso Bank Leumi. Qua affianco ci sono gli estremi.

Sbrigatevi, stronzi!

Vostro Munir

 

NOTE:

(1) “Taranto Sera”, 29 aprile 2006, pag. 7.

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Non è reato

di skanderbeg69 (14/01/2009 - 23:06)

La sindacalista che avrebbe indotto un minore a scrivere sui muri dell’ILVA “Riva assassino” (all’indomani dell’ennesimo incidente mortale nello stabilimento) è stata assolta. Il fatto non costituisce reato.

Respinta anche la richiesta di maxi-risarcimento dell’imprenditore (che figura da pezzente; con tutti i milioni che ha. “Pezzente” si può scrivere, no? A questo punto...).

La sindacalista dovrà soltanto pagare una multa di 60 euro per concorso in imbrattamento, la qual cosa è abbastanza singolare. E per le porcherie provenienti dalle ciminiere dell’ILVA che quotidianamente imbrattano i nostri quartieri e soprattutto i nostri polmoni, quanto ci deve risarcire il padrone delle ferriere?

Tag: taranto

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Mucci va in tv? Presi d'assalto i negozi di videoregistratori

di skanderbeg69 (13/01/2009 - 21:45)

La città di Taranto ha vissuto una giornata campale, come non si era vista neanche ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Appena si è diffusa la voce che Simona Mucci sarebbe stata la prossima ospite di Sport & Sport, la gente ha preso d’assalto i negozi di elettrodomestici alla ricerca di videoregistratori, che sono andati esauriti nel giro di poche ore. A quel punto si è scatenata la rabbia popolare: vetrine distrutte, manifestazioni spontanee, barricate, incendi. La città è stata messa a ferro e fuoco da appassionati inferociti.

La Prefettura ha disposto la chiusura delle scuole per tre giorni e la Questura ha sospeso ferie e permessi a tutto il personale di polizia.

Abbiamo intervistato il titolare di un negozio di elettronica nel centro della città: “Sia il periodo di Natale che quello dei saldi non erano andati benissimo. Improvvisamente ieri ho trovato una ventina di persone che attendevano davanti al negozio la riapertura pomeridiana; altre sono arrivate nelle ore successive. Tutti volevano acquistare videoregistratori. Mucci va in tv! Mucci va in tv! – gridavano.”

Sentiamo un altro esercente: “Per disciplinare gli ingressi nel negozio ho dovuto distribuire i numeretti, ma è stato comunque il caos perché nessuno rispettava l’ordine e tutti si accalcavano sugli scaffali e vicino alle casse. Ho chiamato la vigilanza privata e mi è pure andata bene perché da un mio collega i videoregistratori li hanno saccheggiati.”

Da un ipermercato abbiamo raccolto un’altra testimonianza: “Venduto l’ultimo videoregistratore che avevo in magazzino, ho dovuto fronteggiare una folla inferocita. Ho promesso che ne avrei ordinati altri, ma quelli hanno devastato il negozio e poi sono usciti per le strade bruciando i cassonetti e ribaltando le auto parcheggiate.”

      Alcuni facinorosi hanno lanciato uova marce e sacchi di spazzatura contro una gioielleria in via D’Aquino. Non c’entra con i videoregistratori, ma ci sta sempre bene.

Problemi anche nei pressi dell’emittente Studio 100. “Da tre giorni ci sono persone accampate nei terreni attorno agli studi – spiega Fabrizio Cafaro – perché sanno che Simona Mucci sta per arrivare, ospite della mia trasmissione, e vogliono vederla da vicino. Aumentano di ora in ora; qua ormai sembra di stare a Woodstock. Anzi, al viale del Tramonto il giorno di Ferragosto. Le linee telefoniche sono impazzite, tanto che abbiamo dovuto eliminare il numero dalla sovrimpressione di Sport & Sport; le proposte di matrimonio già non si contavano più. A proposito, com’è ‘sta Mucci? E’ vero che è bona?”

Per concludere, il parere del coach: “Beh, questa mobilitazione non mi sorprende; Simona è una bellissima ragazza e – aggiungo - è anche una splendida persona. Però – mi chiedo – perché affannarsi a comprare videoregistratori quando ogni due sabati c’è la possibilità di vederla dal vivo al Palafiom? Ecco, questo è l’invito che mi sento di rivolgere agli ammiratori: venite alle partite della Nati a Taranto”.

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Sarno-Nati a Taranto 3-2

di skanderbeg69 (11/01/2009 - 19:52)

Sabato 10 gennaio 2009 – ore 18.30

All’adunata presso il Palafiom mancano Simona Mereu e Silvietta Mastandrea (malanni di stagione). In compenso c’è un raduno di rottami di un vecchio partito famoso per comportamenti contrari al codice penale, con particolare riferimento ai reati contro il patrimonio. Conviene non perdere di vista i borsoni.

Ad essere persa di vista per qualche minuto è Cristiana, che poi però ricompare trionfante mentre esce dal cancello del palazzetto.

Non siamo ancora saliti sul pullman e già le conversazioni vertono su argomenti poco raffinati.

Lungo la strada osservo il cielo minaccioso. Sembra che a Sarno sia stata allertata la Protezione Civile, ma non so se è per il maltempo o per noi. Ci temono così tanto...? Coach Marcello osserva le pale eoliche, alcune ferme, altre in movimento. Clara decanta le virtù di Sant’Arcangelo di Potenza: aria pulita, gente cordiale, ottima gastronomia. Sorgerà una sede della NASA, ossia una nostra filiale, una scuola-volley decentrata (NASA sta per Nati a Sant’Arcangelo).

      Il coach pianifica una sosta breve, fisiologica, cinque minuti al massimo, ed una sosta più lunga. Resto colpito dal rigore normativo con cui viene disciplinata la sosta breve: “Il cronometro parte dall’ultima che scende” – precisa un’atleta che gioca da palleggiatrice.

L’autogrill è della catena “Sarni”, tanto per entrare in argomento.

Nella città campana l’accoglienza è cordiale grazie alla proverbiale cortesia dello staff locale. C’è anche un servizio di fornitura di caffè caldo. Ad essere meno caldo è il palazzetto; si prevede una serataccia per le nostre ragazze più sensibili alle temperature rigide. In compenso gli spogliatoi sono appena un metro dietro le panchine; è una bella soluzione logistica, visto l’andazzo.

A proposito – e chiudiamo temporaneamente con le questioni fisiologiche - sullo sciacquone del bagno dei maschietti c’è una scritta che riguarda un Comune della nostra provincia la cui squadra giocava in B2 l’anno scorso (ma probabilmente il riferimento è al basket).

Durante il riscaldamento Sonia colpisce allu cuturso Braccio di Ferro.

Luca Loparco, assistito come nei gloriosi tempi dell’Orion da Sasà Albanese (4 vittorie in 4 partite da primo allenatore in B1, ribadiamolo), è costretto a fare a meno del libero Matilde Barberis. Spero che faccia giocare in quel ruolo Veronica Grimaldi, così oggi non rompe i... cioè, non può attaccare, ma il tecnico campano decide di giocare senza libero.

Che bello, erano anni che non vedevo una squadra monocolore.

Più precisamente, scendono in campo Veronica Masella in palleggio, Susy Di Pietrangelo opposto (ha giocato da opposto?), Lucia Campolo e Veronica Grimaldi di banda, Maria Rosa Familio e Rossella Giordano centrali.

In panchina: Cristina Comanzo, Carolina Piemonte, Annalucia Citarella, Clara Palmieri, Simona Sannino e Valeria Ricciardi con guanti dal colore molto discreto.

Il secondo arbitro somiglia vagamente all’allenatore del Matera, Tommaso Galtieri.

Marcello Presta replica con Marcella Scaglioso in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, una debilitata Simona Leone libero (stringerà i denti).

In panchina: Silvia Buso, Désirée Fiore, Simona Mucci e Alessandra Certa.

In tribuna, oltre al subcomandante Marcos, ci sono Valentina Borrelli e Nunzia Campolo (Viviana Vincenti aveva altri impegni). Hanno fatto allenamento alle 13.30; meno male che di solito consumano una colazione molto sostanziosa con i cornetti giganti.

Decido che ad ogni punto realizzato da Lucia, per vendetta, colpirò in testa Nunzia con il mio blocco-notes.

Primo set

Sonia e Michela realizzano i primi due punti e il vantaggio resiste sino al 4-6; poi Veronica Grimaldi mette due palloni a terra intervallati da un pallonetto di Veronica Masella (7-6). Ricordo ai lettori che la schiacciatrice dell’Aito Sarno fu la protagonista assoluta delle due vittorie dello Scafati ai nostri danni l’anno scorso. Sembra malintenzionata pure stasera.

Susy Di Pietrangelo, ex-compagna di Clara e Laura nell’epica Tempesta di B1, incrementa il vantaggio (12-8), ma Sonia è strepitosa: tre punti consecutivi del nostro opposto e il set si riapre (12-11).

Scatto decisivo del Sarno grazie anche ad una difesa eccellente: miracolo di Maria Rosa Familio e palla appoggiata lunga, con precisione, da Grimaldi; salvataggio con mano sul parquet di Masella che poi va anche a fare punto e mani-fuori di Grimaldi (17-11).

Rosicchiano punti Michela, Cristiana e Marcella, quest’ultima con un meraviglioso tocco di seconda “in rovesciata” (18-15); le gialloblu, però, trovano il break decisivo con un ace di Lucia Campolo e due punti della nostra bestia nera (22-15).

Errori in attacco e in battuta su entrambi i fronti e si arriva alla bomba finale di Susy Di Pietrangelo (25-20). L’opposto sarnese ricorda un po’ nello stile Alessandra Piccione: stesso saltello di assestamento.

Secondo set

Tre punti di Lucia Campolo segnano l’avvio del secondo set (3-1), ma raggiungiamo il pareggio sul 4-4 e poi prendiamo il largo con una Marcella stellare ed un muro di Cristiana (4-8). Mi pare che stiamo servendo discretamente, riceviamo così così e muriamo molto bene. Le note più liete sono, comunque, le splendide prestazioni di Sonia e Marcella.

Bene in attacco anche Michela, che trova un varco in fondo alla difesa gialloblu, palletta di Sonia e muro di Cristiana (10-16).

Sarno si affida a Lucia Campolo e fa bene; l’attaccante napoletana non sbaglia un colpo ed una sua tripletta avvicina pericolosamente le padrone di casa (13-16).

La battuta qui sopra, per onestà, non è mia...

Un attacco rossoblu finisce out e durante il conseguente time-out chiamato da Marcello sento nitidamente le parole “vaffanculo” e “muro aperto”. Deduco che il coach avrebbe gradito attacchi più incisivi date le condizioni sopra citate.

Ma la Nati a Taranto c’è ed ha voglia di vittoria: grande Marcella anche in difesa, fast di Clara e capolavoro finale di Sonia: prima mura insieme alla vigilessa, poi schiaccia la palla del 18-25.

Terzo set

Durante gli intervelli, quando Sasà si allontana, tento di sabotare i dati presenti nel suo computer a fondo campo. Alla fine risulterà che la partita è durata 19 ore, che la nostra top-scorer è stata Simone Leone e che Simona Sannino ha murato 53 volte.

Partenza fulminante delle rossoblu: pallonetto Clara, muro Cristiana, mani-fuori Sonia, bomba Michela, doppia avversaria e pipe Corallina: 0-6.

E’ la solita Lucia Campolo a tenere a galla la formazione locale, ma un ace di Michela ed un pallone spinto giù con decisione da Marcella mantengono le distanze (4-10).

Stiamo murando tutto. Stiamo difendendo ogni pallone.

Le uniche a soffrire, in questa fase, sono le ragazze in panchina, infreddolite come i naufraghi del Titanic in mezzo all’oceano.

Poi decolliamo: fast di Clara, pallonetto di Sonia e ribattuta di Clara sulla ricezione lunga del Sarno (5-13).

Coach Loparco introduce Comanzo per Giordano e la nuova entrata contribuisce a ridurre lo svantaggio con una fast e due servizi vincenti (13-16).

Simona Corallo è un po’ a secco di punti, ma si rende comunque utile alla causa rossoblu.

Michela, Marcella e Clara allontanano le minacce campane (15-23) e poi si tratta di amministrare fino alla fine, nonostante gli attacchi efficaci di Susy Di Pietrangelo (19-25).

Quarto set

E’ una bellissima partita; entrambe le squadre danno spettacolo. Un dato statistico: nessuno dei primi dodici scambi del quarto set termina con un errore o con un’irregolarità; tutti punti cercati.

Inizia Ricciardi, che sarà una delle protagoniste del set; replica Sonia. Scatto campano con un’ottima Di Pietrangelo (5-2), risposta rossoblu: mani-soffitto di Michela e due muri consecutivi di Marcella su Grimaldi (5-5).

Sì, Marci, vendicaci tu! Sapessi quante ce ne ha fatte l’anno scorso...

Solo a questo punto le bocche di fuoco del Sarno sbagliano qualcosa e la NAT ne approfitta innalzandosi sino al 7-13.

Iniziamo a pregustare i tre punti (che su questo parquet sarebbero d’oro), ma non abbiamo fatto i conti con il grande carattere delle ragazze di coach Loparco.

Mentre Marcella continua a schiacciare come una furia, Ricciardi e Comanzo sfiorano il pareggio (13-14).

Il time-out chiamato da Marcello ha l’effetto di consolidare il muro rossoblu, fondamentale a cui ricorrono Michela e – per due volte consecutive – Cristiana (15-19).

L’ingresso di Cristina Comanzo, però, è stata una bella pensata e la centrale campana tiene in vita la partita con le sue fast (19-20).

Magico punto di Michela, che rigioca e valorizza un pallone che sembrava perduto (19-21).

Scocca, però, l’ora di Maria Rosa Familio: palletta e fast del sorpasso (22-21) con un errore tarantino nel mezzo.

Zonca c’è (22-22), ma adesso è Sarno che gioca volley-champagne e difende anche l’indifendibile.

Un tocco di seconda di Masella fa saltare Loparco più in alto di Familio, poi c’è un’invasione fischiata a Clara, che aveva spinto giù una palla vagante. E’ una decisione piuttosto discutibile e infatti si scatenano le proteste tarantine.

Ci pensa Valeria Ricciardi a chiudere le polemiche con un lungolinea (25-22), ma è un set che brucia. Brucia l’invasione dubbia, ma brucia soprattutto l’occasione sciupata.

Tie-break

Simona Leone è eroica: salva due palloni destinati al pavimento e permette prima a Michela e poi a Marcella di fare punto (2-3).

Muro Marcella-Sonia, pallone lungo del Sarno ed ace di Sonia (2-6).

Punto di Di Pietrangelo contestato da Michela. Il clima sul parquet si fa incandescente e adesso ad ogni punto seguiranno urla in faccia e gesti rabbiosi.

Mani-fuori di Michela ed ennesima magia di Marcella; quando il gioco si fa duro, i rottweiler della NAT scendono in campo (3-9).

Pipe di Michela con vaffa che si sente fino alla cima del Vesuvio e punto di Marcella con urlo (4-11).

Fast di Clara e palletta di Corallo difesa male dal Sarno.

Sul 6-13 cosa potrà più impedirci di vincere?

Doveva essere una domanda retorica, una di quelle a cui non segue la risposta, ma questa sera la risposta c’è. Cosa può impedirci di vincere? Il grande cuore e la tecnica di una splendida squadra che non si arrende mai.

Urla anche Maria Rosa Familio dopo la fast e prima di un ace (9-13); difendiamo più volte gli attacchi di Ricciardi e poi chiudiamo lo scambio con un bel primo tempo di Clara (9-14).

Cinque palle-match a disposizione.

Fuori la prima, fuori la seconda, inefficace un’azione difensiva. Poi – mentre continua a servire Veronica Masella - c’è una diagonale di Di Pietrangelo e infine un attacco vincente di Ricciardi dopo che Familio aveva recuperato un pallone stendendo la mano sul parquet.

14-14.

Sugli spalti Lisa ed io siamo sgomenti.

Primo tempo di Clara e sesto match-point annullato dal Sarno (Comanzo, primo tempo anche lei: 15-15).

Sbaglia il servizio Ricciardi (non poteva sbagliarlo Masella due minuti prima?!), ma ancora Cristina Comanzo, dopo uno scambio infinito che seguiamo con il cuore in gola, annulla il settimo match-point con un pallonetto (16-16).

Veronica Grimaldi aveva messo sette palloni a terra nel primo set, poi sembrava essere uscita di scena accogliendo il mio invito a non infierire come al solito. Gliene sarei stato grato. Ma poteva non rompere i coglioni (in senso sportivo, ovviamente) alla Nati a Taranto? No, ovviamente. Ed è lei che mura una fast di Cristiana, regalando al Sarno la prima palla-match della serata.

Beh, noi ne abbiamo sprecate sette; ne sbaglieranno qualcuna anche loro, no?

Anche in questo caso la retorica va a farsi benedire; la NAT cerca il cambio-palla attaccando, ma il punto finale è un muro di Susy Di Pietrangelo in collaborazione con Maria Rosa Familio (18-16).

Dopo l’urlo rabbioso dell’opposto di Francavilla, è festa nella metà campo gialloblu, mentre lo sconforto cala tra le joniche.

Coach Loparco deve raffreddare le proprie emozioni, ma sa attrezzarsi adeguatamente.

Che peccato. Potevano essere tre punti e invece ce ne resta soltanto uno.

Con il Montescaglioso abbiamo vinto giocando male, oggi abbiamo perso giocando bene.

Stranamente Marcello la prende con filosofia: “Questo è il volley” commenta a sangue caldo. Nel corso della notte, però, più ci si avvicina al Palafiom e più le sue considerazioni risultano sempre meno filosofiche.

Bah, proviamo a pensare positivo. Intanto è stata una delle partite più belle ed emozionanti che io abbia visto nella pur breve esperienza di tifoso in B2 e questo è merito di entrambe le squadre. Lo sport è come la danza; per riuscire bene bisogna saper ballare in due.

La Nati a Taranto ha giocato bene; anzi, tranne il primo set, la fine del quarto e la fine del quinto, è stata addirittura meravigliosa. Il muro è tornato grande e Marcella è finalmente lei: una palleggiatrice magnifica. Ripartiremo da qui.

In un autogrill notiamo che ci sono i CUCS del Trani e i Carabinieri, però non c’è alcuna relazione tra le due presenze. I CUCS del Trani sono reduci dalla vittoria di Battipaglia. Piuttosto mi chiedo (ed è l’ultima domanda che doveva essere retorica ma non lo è): può, Sonia Tinelli, incontrare un carabiniere che conosce in un autogrill di Vallata, provincia di Avellino, a mezzanotte?

Può.

Solo a fini statistici: la NAT effettua cinque soste in autogrill in circa quattro ore. Neanche nelle comitive di anziani con ipertrofia prostatica, di ritorno dai soggiorni termali, si piscia tanto.

Tabellino: Sarno-Taranto 3-2 (25-20, 18-25, 19-25, 25-22, 18-16)

Aito Volley Sarno: Comanzo 10, Campolo 15, Masella 3, Piemonte NE, Citarella NE, Palmieri NE, Di Pietrangelo 18, Grimaldi 12, Familio 12, Giordano 1, Sannino NE, Ricciardi 7 – All. Loparco.

Nati a Taranto: Zonca 12, Corallo 4, Buso NE, Fiore NE, Benefico 16, Clemente 14, Scaglioso 13, Mucci 0, Tinelli 16, Certa NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 3, errori in battuta 5, muri-punto 17.

Aces 7, errori in battuta 12, muri-punto 8.

Arbitri: Flavio Guarino (CE) e Roberto Aliberti (CE).

Durata set: 20’, 27’, 24’, 30’, 17’ – Durata totale dell’incontro: 2.10’.

Altri risultati: Battipaglia-Trani 0-3, Matera-Ostuni 3-0, Tuglie-Benevento 0-3, Molfetta-Aversa 3-1, Sala Consilina-Salerno 3-2, Potenza-Scafati 3-1, Montescaglioso-Nojaturi 1-3.

Classifica: Trani 39; Matera 35; Salerno 34; TARANTO 31; Sarno 29; Tuglie e Scafati 27; Benevento 25; Sala Consilina 23; Potenza 21; Molfetta 19; Nojaturi 17; Battipaglia 15; Aversa 10; Montescaglioso 7; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 560,00; Molfetta 390,00; Nojaturi 280,00; Potenza 230,00; Montescaglioso 185,00; Sarno e Benevento 170,00; Sala Consilina 150,00; Salerno 80,00; TARANTO 40,00; Aversa, Battipaglia, Scafati, Trani e Tuglie 0,00.

Il ruggito della Puglia. Dopo l’offensiva lucana della settimana prenatalizia, la nostra regione replica con determinazione in un’altra giornata di intense battaglie. E meno male che era Natale; figuriamoci ce cos’ adda succedere mo ca hann’ spicciàte le feste...

Ostuni balza al secondo posto e scavalca Molfetta proprio in occasione del derby: 440 euri per aver il pubblico locale rivolto alla coppia arbitrale ripetute offese durante il corso della gara e per aver altresì due spettatori posto in essere atti di violenza nei confronti dei beni della struttura (copertura della panchina), i quali atti hanno comportato l’interruzione della gara di alcuni minuti (e fascìv’ pure ‘frijdd’– ma questo nel comunicato non c’è scritto).

Bel passo in avanti del Nojaturi che, con 150 euri di multa, passa dal 7^ al 4^ posto: ha messo a disposizione un segnapunti rivelatosi inadeguato alla funzione (che sia lo stesso di Sala Consilina? Fa il pendolare?).

Multato con recidiva il Benevento: 50 euri per spogliatoio arbitrale privo di servizi igienici.

Però qua io mi soffermerei un po’. La società aveva subito la stessa multa il 23 ottobre scorso; in mezzo ci sono state altre quattro partite. La palestra è sempre la stessa; com’è che gli arbitri non ci hanno fatto caso? Forse dipende dal tipo di esigenza fisiologica che gli arbitri devono espletare...?

Chiudiamo con Salerno, che fa il proprio ingresso in classifica con gli 80 euri di multa per aver il pubblico locale rivolto più volte offese al 1^ arbitro durante la partita.

Prossimo turno: Scafati-TARANTO, sabato 17 gennaio, ore 18.00.

Un sms per Ivana:

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Album di Familio

di skanderbeg69 (09/01/2009 - 14:51)

      Per la consueta presentazione della trasferta della Nati a Taranto, questa volta accogliamo il bel contributo di Maria Rosa Familio, che ringrazio per la collaborazione ed anche per la simpatia.

Maria Rosa, 27 anni, centrale, napoletana, da tempo amica del nostro blog, è stata una delle brillanti protagoniste della promozione dell’Orion Napoli lo scorso anno, unitamente a coach Luca Loparco e al suo vice Sasà Albanese, che pure ritroveremo nella cittadina salernitana domani. Grazie Maria Rosa, buona lettura a tutti.

 

Caro Michele,

prima che tu mi chiedessi di presentare per i tuoi affezionati lettori la città, Sarno era per me quasi esclusivamente l’uscita dell’autostrada Caserta-Salerno. Non mi ero mai soffermata a pensare che questo luogo potesse avere una sua storia e una sua antica identità. Non me ne vogliano i sarnesi, il mio più che snobismo è stato l’atteggiamento di chi ogni giorno prende di corsa l’auto o il treno e non riesce a guardarsi intorno, presa dalla frenesia dei ritmi della vita odierna ….o più semplicemente (per quanto mi riguarda) dall’ansia di far tardi all’allenamento.

Mi accorgo solo ora, spulciando qua e là, che la città ha avuto dominazioni longobarde, angioine, sannite. Fu il fiume Sarno a dare il nome alla ridente cittadina omonima.

Per la sua fertilità al tempo degli antichi la valle fu il cuore della Campania Felix prima, divenuta “real valle” poi, per mano degli angioini.

Diverse popolazioni remote si contesero il dominio di questo ricco territorio e furono infine gli etruschi a coniare il nome “Sarno” che stava a significare il “fiume dalle molte sorgenti”.

       Solo ora mi accorgo che sarebbe bastato semplicemente alzare un po’ lo sguardo per riuscire ad intravedere il castello medioevale, o allontanarmi un po’ dal palazzetto per scorgere il santuario di Santa Maria della Foce con i suoi raffinati interni e gli stupendi affreschi, oppure fare due passi più in là, verso il cuore del paese, per scoprire con un po’ di stupore che il palazzo comunale fu opera di quel Luigi Vanvitelli la cui stessa mano creò la celebre Reggia di Caserta.

Insomma la mia è stata solo disattenzione, cui sto ponendo celermente rimedio!

Dopo questo breve excursus storico posso darvi alcuni consigli culinari (come nelle migliori guide Lonely Planet, eh?) e dirvi che nel territorio sarnese si producono probabilmente i migliori pomodori del mondo, neppure gli abilissimi cinesi riusciranno mai a clonare il sapore e il profumo dei pomodori San Marzano Dop!

Per assaporarli al meglio bastano una veloce spaghettata, un piatto di maccheroni oppure una bella pizza!

Molto noto è anche il chioschetto che troverete subito dopo il casello di Sarno, la cui trippa, pare, sia la migliore di tutto l’agro nocerino sarnese!

Sarno purtroppo divenne famosa ai più per la terribile frana che nel maggio del 1998, dopo giorni di pioggia incessante, portò sul tranquillo paesino del salernitano fango, morte e distruzione; ne ha parlato nel suo libro “La Crepa” anche Lucia Annunziata, uno dei più illustri cittadini di Sarno, nonchè giornalista ed ex presidente Rai.

La Sarno sportiva ha vissuto negli anni addietro i fasti della serie A, ed ora il presidente Generoso Aito si è ripromesso di riportare con un progetto a medio-lungo termine la compagine della propria città nuovamente nell’elite del volley che conta.

Il primo tassello per questo lungo cammino è stato posto durante l’estate 2008, quando la compagine sarrastra ha stravinto la post season approdando con merito in B2. Le reduci di quella vittoriosa avventura sono il capitano Susy Di Pietrangelo, la centrale Rossella Giordano, il libero Matilde Barberis, le attaccanti di banda Clara Palmieri, Carolina Piemonte e Annalucia Citarella, cui si sono aggiunti durante la campagna acquisti ben 7 nuovi elementi, oltre ad uno staff tecnico completamente rinnovato.

La classifica parla di 27 punti, ottenuti con 9 vittorie e 5 sconfitte….per una neopromossa alle prese negli ultimi tempi con guai di qualsiasi genere sono un bottino più che apprezzabile….non credete?

Ma si sa l’appetito vien mangiando...in bocca al lupo e che vinca il migliore!

Mrosa#11#

 

NOTE:

Le foto del Palazzo Comunale e di Santa Maria di Foce sono tratte da www.comune.sarno.sa.it; quelle dei pomodori San Marzano DOP da www.turismoinsalerno.it; quella di Maria Rosa è di Maria Rosa; quelle dell’Aito Volley sono di Matilde Barberis, che ringrazio per la cortesia.

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Quasi ci siamo

di skanderbeg69 (08/01/2009 - 13:00)

Ancora una volta è stata rapinata una gioielleria a Taranto, ancora una volta quella sbagliata. Però la mira si sta affinando dato che l’esercizio si trova a pochi metri dall’Impero del Male.

Deprecando il furto compiuto in via De Cesare, si auspica che il 2009 sia finalmente l’anno buono per l’atto unilaterale di redistribuzione proletaria del dissesto.

 

NOTE:

L’immagine è tratta da “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 7 gen ’09, pag. 6.

Tag: taranto,politica

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Il piccolo Munir è in pericolo

di skanderbeg69 (07/01/2009 - 13:00)

Cara Nati a Taranto,

sto nella merda ed è anche colpa vostra e dei vostri ritardi nel pagamento del sostegno a distanza.

Ho detto all’infermiere Hamed che erano arrivati 800 euri dall’Italia e invece era bugia, come del resto sapete meglio di me. Stronzi.

Lui, comunque, ci ha creduto e mi ha dato diversi pani di brown sugar, oltre che una bottiglia di San Marzano importata illegalmente. Ho fatto fuori la merce in un batter d’occhio rivendendola ai migliori esportatori del Paese. Mi sono anche comprato una Mercedes spider anche se poi una cretina mi ha tamponato. Avevano ragione i talebani a dire che le femmine non dovrebbero guidare.

       Nel frattempo, però, Hamed si è accorto del bidone ed è venuto a cercarmi in orfanotrofio. Ha combinato un casino, facendo anche esplodere un’autobomba all’ingresso. Io sono riuscito a scappare guidando l’ambulanza del 118 fortemente voluta dal mullah Lospinuso, sono arrivato fino all’aeroporto di Kabul e mi sono imbarcato su un volo militare italiano. Un aviere compiacente mi ha nascosto nella stiva; peccato per il San Marzano che gli ho dovuto regalare come segno di riconoscenza.

Ora mi trovo a Kuala Lumpur, come avrete notato dal francobollo e dal timbro postale, ma ho quasi finito i soldi. Vi lascio gli estremi del mio albergo; spediteli qui e fate in fretta questa volta, cacchio!

Il vostro piccolo Munir

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Nati a Taranto-Montescaglioso 3-1

di skanderbeg69 (04/01/2009 - 14:42)

Sabato 3 gennaio 2009 – ore 18.00

“Abbiamo le palle sgonfie”.

Non è una valutazione sullo stato di forma o sulla grinta delle giocatrici tarantine; è l’informazione che l’addetto agli arbitri trasmette a coach Marcello dopo che i direttori di gara hanno constatato il difetto dei nostri Mikasa.

In effetti, sono quegli inconvenienti che possono sorgere quando si controlla la pressione dei palloni in media una volta ogni 12 anni.

Fa freddino a Taranto, e piove. Ma le ragazze sono sempre più attrezzate e adesso utilizzano borse dell’acqua calda elettriche a fiorellini.

Speriamo ca Alessandra no’ s’ pigghie ‘na scossa...

A quando le termocoperte?

Durante il riscaldamento faccio altre osservazioni. Per la prima volta noto che – nel Montescaglioso - c’è una giocatrice con orecchini penzolanti. Un po’ rischiosi, mi pare.

Già con il piercing c’è qualche problema e ne sa qualcosa la nostra Mucci, che ad Ostuni, l’anno scorso, ricevette una pallonata devastante.

Più in generale la multinazionale Montescaglioso è un enigma. Questa sera, ad esempio, è priva di bulgare ma schiera una brasiliana inattesa. Le bulgare sono Zdravka Boyadzhieva Svetoslavova e Tsvety Petkova. La prima è assente per la nota questione del tesseramento, ormai approdata al Tribunale Penale Internazionale ma posta in calendario dopo la conclusione del processo Karadzic.

La seconda assenza è – per noi – una gradita sorpresa, non trattandosi di un infortunio ma di una decisione concordata: la Petkova ha prolungato il proprio soggiorno nel paese d’origine. In effetti, il Natale ortodosso è il 7 gennaio.

      Ecco, sabato prossimo si va a Sarno. Dall’Annuario leggo che Veronica Grimaldi è nata ad Aversa; magari trascorrerà lì la festività dell’Epifania e magari chiederà alla società di prolungare il suo soggiorno fino al 10 compreso e magari il Sarno le accorderà questo permesso... Le radici sono importanti e vanno coltivate...

La brasiliana inattesa ma non più... in attesa è Regiane Falsarella, fresca mamma di una magnifica bambina di 5 mesi e pronta a servire la causa del Montescaglioso. Questa sera è in panchina. Ha giocato in A2 e in B1 (anche nella Tempesta Taranto in questo stesso palazzetto).

La Planitalia Montescaglioso, che da qualche settimana è affidata a coach Alfredo Rampino, schiera dunque Alessia Tuselli in palleggio, Rosa Dasco opposto, Noemi Piscopo e Claudia Tralli laterali, Daniela Cianflone e Federica De Leo centrali, Desiré Timpanaro libero.

A disposizione: Sara Ambrosecchia, Giuditta Tancredi e Regiane Falsarella.

Il vaccino antinfluenzale è stata una grande pensata dato che in casa rossoblu hanno tutte regolarmente marcato il cartellino e il ministro Brunetta può essere contento del crollo dell’assenteismo in una stagione in cui alcune squadre sono state decimate dalla febbre (chiedere al Castellana). L’allenatore Marcello Presta manda sul parquet Marcella Scaglioso, Sonia Tinelli, Michela Benefico, Simona Corallo, Clara Clemente, Cristiana Zonca e Simona Leone; i ruoli so’ sembr’ chidd’.

In panchina: Silvia Buso, Désirée Fiore, Simona Mereu, Simona Mucci, Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Primo set

All’inizio fa tutto la Nati a Taranto. Clara mostra subito che per lei sarà una serata di gloria e realizza i primi due punti, poi tiriamo fuori tre attacchi consecutivi, poi c’è un altro primo tempo della nostra centrale e quindi un errore in battuta rossoblu. La prima “marcatrice” azzurra è Noemi Piscopo: ace e vantaggio ospite (4-5).

Sul 6-6 la prima fuga della NAT: bel pallonetto di Michela, attacco di Sonia da posto due e mani-fuori di Cristiana (9-6).

Sbagliamo un altro servizio e poi riprendiamo la marcia con Cris in battuta ed un break di cinque punti (14-7).

Errore offensivo e altri tre punti: secondo tocco di Marcella, muro di Sonia, oggi molto efficace in questo fondamentale, e primo tempo di Clara (17-8). Anche l’intesa Marcella-Clara questa sera sta funzionando a meraviglia.

Il primo punto “su azione” per il Montescaglioso arriva solo a questo punto e lo realizza Noemi Piscopo da posto quattro (17-9).

Entrano Silvia per Cristiana (la capitana non giocava da NAT-Matera) e Desi (seconda apparizione dopo Ostuni) per Ercolina.

A conclusione del set si segnalano una splendida pipe della Corallina, un astuto pallonetto di Federica De Leo, una schiacciata di Marcella tra due doppie della sua collega di ruolo e il punto finale di Michela (25-14).

Nati a Taranto eccellente.

Secondo set

L’avvio è ottimo: pallonetti di Sonia e Clara, secondi tocchi di Marcella e qualche errore delle ospiti (8-2). Simona Leone, peraltro, sta difendendo benissimo.

Daniela Cianflone guida la reazione lucana, ma, sotto i colpi di Simona Corallo, la Nati a Taranto ottiene un ulteriore break e si porta sul 13-6.

Poi riprendiamo a tirare fuori misura mentre Noemi Piscopo continua a crescere e consente alla Planitalia di sfiorare per due volte il pareggio (15-14).

Rimedia Sonia con altri due attacchi che centrano il bersaglio e il servizio vincente di Silvia ipoteca anche il secondo set (20-14).

Rientra in campo Cristiana, ma non al posto di una centrale; il sottotenente prova a giocare da martello ricettore.

Il muro oppostole della Cianflone non è molto incoraggiante, ma Cristiana, se non altro, è perfetta in palleggio: serve alla Corallina un passaggio millimetrico e la laterale rocchese non perdona (24-17). Sarà uno schema provato nel salone di casa.

Finisce sulla rete l’ultima azione del Montescaglioso e l’incontro ormai sembra segnato (25-17).

Terzo set

Sembra.

Nel terzo set, infatti, il gioco del Montescaglioso continua a migliorare mentre la Nati a Taranto subisce un calo vistoso.

I primi tempi continuano a funzionare, ma sono gli attacchi a risultare adesso piuttosto imprecisi. Intanto, l’esperimento-Zonca è terminato; Cristiana resta sul parquet ma torna al ruolo tradizionale di centrale.

Sette dei primi nove punti delle ospiti in questo parziale sono errori nostri (due in battuta) e in più c’è una Piscopo sempre più insidiosa; suo il punto dell’ 8-11 e suo l’ace del 9-15. Anche la difesa del Montescaglioso si è fatta più tenace.

Dopo un tiro fuori misura delle lucane, va in battuta Michela. Servirà dieci palloni consecutivi che produrranno due aces, due punti di Cristiana, due di Simona Corallo e qualche errore ospite. Il micidiale break ribalta il risultato e porta la NAT sul 19-15.

Sembra fatta, ma un pallonetto di Rosa Dasco e due conclusioni sfortunate di Cristiana consentono alla squadra di coach Rampino un riavvicinamento (19-18).

Piscopo, forzando il suo pericoloso servizio incappa in un errore mentre Simona continua a macinare punti. Sul 23-19 sembra davvero fatta.

Montescaglioso ha il merito di non arrendersi e di crederci; Tancredi e Piscopo ottengono il clamoroso pareggio (23-23).

Clara, con l’ennesimo primo tempo d’autore, offre alla Nati a Taranto un match-point che viene però annullato da un mani-fuori di Noemi Piscopo (24-24).

L’occasione per attaccare ce l’abbiamo, ma le nostre laterali, per due volte, tirano il pallone fuori. Di poco, ma fuori (24-26).

Quarto set

Nell’intervallo c’è una scena simpatica. La bimba di Regiane Falsarella, Martina, fino a quel momento spettatrice modello, inizia a piangere. Si vede che tifa per noi ed è dispiaciuta per il set perso. Ha ragione la creatura.

La mamma chiede all’arbitro il permesso per allontanarsi dalla panchina e raggiungere così la piccina in curva nord. Si tratta del primo permesso per allattamento a cui assisto da quando seguo la pallavolo. La bimba, in effetti, non piangeva per il set ceduto dal Taranto ma perché aveva fame.

Peccato che la foto sia venuta scura (gli occhi, per la cronaca, sono celesti). Complimenti ai genitori.

Complimenti anche alla Nati a Taranto che in questo parziale reagisce bene. Michela scaglia due missili da posto quattro, ma le ospiti replicano con le fast di Cianflone e De Leo (3-2).

Bene Simona Corallo, bene Sonia, insuperabile a muro (10-6).

Agli attacchi delle nostre bocche di fuoco si oppone una Cianflone encomiabile (sei punti solo in questo set).

Sul 15-12 brilla la stella di Clara Clemente. Non ho più parole per definire questa campionessa. Straordinaria. Eccezionale. Mette a terra quattro palloni consecutivi, compresi due muri (uno in comproprietà con Michela) e un pallonetto da manuale (19-12).

E dopo un attacco della Cianflone, realizza il 19^ ed ultimo punto personale della serata: l’ennesimo primo tempo. L’ennesimo capolavoro (20-13).

Sul 21-15 (Michi) il match sembrerebbe pronto per l’archivio, ma, nel bene e nel male, torna in evidenza Noemi Piscopo: prima schiaccia due palloni che riaprono pericolosamente la partita (21-19), poi, dopo un punto ed una splendida difesa di Michela, commette i tre errori consecutivi che chiudono l’incontro (25-19). Cose che capitano a chi sa assumersi responsabilità ed ha il coraggio di rischiare quando i palloni scottano.

La Nati a Taranto si prende i tre punti al termine di una buona partita. C’è stato indubbiamente un calo di tensione nel terzo set, ma nel complesso le rossoblu hanno giocato discretamente. Montescaglioso, dal canto suo, non ci pensa proprio ad alzare bandiera bianca; le concorrenti per la salvezza sono avvisate.

Tabellino: TARANTO-Montescaglioso 3-1 (25-14, 25-17, 24-26, 25-17)

Nati a Taranto: Zonca 7, Corallo 15, Buso 1, Fiore 0, Mereu NE, Benefico 12, Clemente 19, Scaglioso 5, Mucci NE, Tinelli 12, Mastandrea NE, Certa NE, Leone (L) – All. Presta.

Aces 5, errori in battuta 7, muri-punto 11.

Planitalia Montescaglioso: Tralli 0, Piscopo 15, Ambrosecchia NE, Dasco 1, Tuselli 4, Cianflone 11, Tancredi 1, De Leo 10, Falsarella NE, Timpanaro (L) – All. Rampino.

Aces 4, errori in battuta 6, muri-punto 5.

Arbitri: Gianluca Mallardi (BA) e Vito Caragnano (BR).

Durata set: 23’, 25’, 27’, 26’ – Durata totale dell’incontro: 1.50’.

Altri risultati: Salerno-Battipaglia 3-1, Nojaturi-Tuglie 3-0, Scafati-Sala Consilina 3-1, Benevento-Potenza 3-1, Ostuni-Molfetta 1-3, Trani-Matera 0-0, Aversa-Sarno 0-0.

Classifica: Trani 36; Salerno 33; Matera 32; TARANTO 30; Tuglie, Scafati e Sarno 27; Benevento 22; Sala Consilina 21; Potenza 18; Molfetta 16; Battipaglia 15; Nojaturi 14; Aversa 10; Montescaglioso 7; Ostuni 1.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Montescaglioso 185,00; Sarno 170,00; Sala Consilina 150,00; Nojaturi 130,00; Benevento e Ostuni 120,00; TARANTO 40,00; tutte le altre 0,00.

Nella settimana prenatalizia è successo di tutto. Multe senza precedenti, ammonizioni, squalifiche.

Ma soffermiamoci sulle sanzioni economiche. Matera subisce una colossale multa di 1.150 euri per insulti del pubblico agli arbitri e alle avversarie, per minacce agli arbitri e per lancio di sputi su questi ultimi. Primo posto e – pensate – dopo 13 turni è quasi stato raggiunto lo Scafati 2007-’08, che concluse l’intero campionato a quota 1.350,00.

Il dominio lucano è rafforzato dal Potenza (100 euri per frasi offensive agli arbitri da parte del pubblico).

Fa il proprio ingresso in classifica Sala Consilina: 150 euri “per aver fornito un segnapunti federale inadeguato in relazione al ruolo da svolgere”.

Vorrei far notare che Scafati quest’anno non è stato sanzionato di un solo centesimo.

Prossimo turno: Sarno-TARANTO, sabato 10 gennaio, ore 18.30.

Un sms per Ivana:

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Pagherete caro, pagherete tutto

di skanderbeg69 (02/01/2009 - 12:30)

Il 21 settembre assistetti all’esordio del Montescaglioso contro il Trani sul parquet di casa. Vinsero le baresi per 3-1 al termine di una partita molto intensa e spettacolare.

Di quell’incontro ricordo gli sguardi torvi delle giocatrici in prima linea che a un certo punto della gara si scambiarono parole poco gentili; ricordo l’affetto testimoniato a Mirela Sesti dai tifosi del Trani; ricordo la mossa di Rosa Ricci esibita con successo in ciascun set.

Ma c’è un’altra cosa che colpì me, ma anche Clara e Marcello, qualcosa che non potremo mai dimenticare: il biglietto d’ingresso di 5 euri.

Non celando il nostro stupore, dicemmo qualcosa agli addetti all’ingresso; costoro – molto cortesi, bisogna dire - fecero una rapida verifica, come nelle discoteche, ma i nostri nominativi non figuravano nella lista degli invitati.

Meno cortesi furono i nostri propositi quando, dopo aver pagato, entrammo nel palazzetto alla ricerca di coach La Fratta, che all’epoca allenava il Montescaglioso. Purtroppo, però, il tecnico tarantino era già impegnato nel riscaldamento prepartita e non potemmo vendicarci.

La vendetta arriva adesso.

Le partite della Nati a Taranto sono gratuite, ma eccezionalmente e solo per l’incontro di sabato prossimo, la società rossoblu ha dato notizia che saranno applicate le seguenti tariffe d’ingresso al Palafiom:

tifosi del Montescaglioso: euri 15 cadauno;

giocatrici del Montescaglioso: euri 30 cadauna;

dirigenti e tecnici del Montescaglioso: euri 50 cadauno;

presidente del Montescaglioso: euri 100;

Lorenzo La Fratta: euri 250;

familiari di Lorenzo La Fratta: altri euri 200 cadauno.

 

NOTE:

Post approvato dal Comitato nazionale per la diffusione del plurale Euri con la i.

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