Gomorra e Murgia Collage fuori dagli Oscar. Pubblico e critici concordi: è una vergogna

Niente da fare per Matteo Garrone e per il gruppo di doppiatori altamurani; né Gomorra né Murgia Collage hanno ottenuto nomination per i premi Oscar 2008. I due capolavori del cinema italiano sono stati esclusi dalle selezioni per il miglior film, per il montaggio, per il montaggio sonoro e per il miglior film straniero.
Vada per Gomorra, che pure è un ottimo film, ma per Murgia Collage la decisione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha destato sconcerto e scalpore.
Murgia Collage è la quinta opera del gruppo di doppiatori altamurano (e gravinese), già autore de Il Gladiatore, Troy, Fast and furious, Fast and furious 2.
Si tratta di un’opera anomala, una specie di medley di film stranieri comunque uniti da un filo conduttore piuttosto autoreferenziale (la ricerca di personale per i ridoppiaggi). Tra gli appassionati del genere il film ha suscitato un diffuso apprezzamento, pur se con toni nostalgici per i film più tradizionali. L’auspicio, naturalmente, è che l’opera abbia voluto rappresentare una sorta di bilancio dei primi anni di attività del gruppo, un momento di riflessione in vista di una ripartenza verso nuovi capolavori. Accanto ai doppiatori storici, guidati da Ismaele Ariano, c’è stata anche l’autorevole collaborazione di Gianni Ciardo, che ha doppiato Dustin Hoffman.

Sull’esclusione dagli Oscar abbiamo raccolto il parere di alcuni dei più autorevoli critici cinematografici.
Cominciamo da Ninetta Buontorni della Stampa: “Ancora una volta Hollywood dimostra superficialità e premia film di cassetta, assecondando le esigenze delle grandi major del settore. Gomorra era un film duro ma pregevole. Ancora più geniale era Murgia Collage, un’opera in cui il montaggio moderno, che riprende Gonzales Inarritu e Soderbergh, sapeva fondersi ad un linguaggio popolare ed istintivo.”
Fulvio Cosich del Corriere della Sera è sdegnato: “L’esclusione di Murgia Collage dalle nomination rappresenta il punto più basso nella storia dell’industria cinematografica. Quel film raccoglie il testimone dei Blues Brothers (anche il loro film era centrato sulla ricostituzione di un gruppo, musicale nel loro caso) e corre vittorioso verso il traguardo di una comicità colta e raffinata. Troppo colta e raffinata, evidentemente, per quegli omuncoli dell’Academy. Spero che questa esclusione non provochi demotivazione negli autori. Già nel film si coglie qualche esitazione, espressa in modo velato e criptico: Tutt’ ‘stu casìne pe’ ‘nu doppiagg’ d’ mmerd’... Vaffangùle tu e ‘sti doppiaggi...
O si pensi alle perplessità lucidamente espresse dal gravinico: Uagnù, ma ‘u sapìte ca m’avìte già scassàte l’ cugghiùne. Io non ne fazz’ cchiù d’ ‘sti cose...
Frasi che hanno allarmato ed angosciato gli appassionati.”

John Beckerman del Washington Post: “Murgia Collage non è il film migliore della scuola di Altamura; non raggiunge quelle punte di eccellenza di Troy e Fast and Furious. Però è un’opera d’arte ed è mille volte meglio delle porcherie che escono da Hollywood o dall’Europa. I ridoppiatori hanno raccolto materiale banale e scontato (i film originali) e lo hanno trasformato in oro. La cerimonia degli Oscar, a questo punto, perde di significato e di senso. Ma gli altamurani devono andare avanti; loro sono grandi, sono i migliori. Io voglio sposare Lucrezia Denora soltanto per la sua voce”.
Brad Pitt, uno degli attori più ridoppiati, ha annunciato che diserterà la cerimonia degli Oscar quale segno di solidarietà verso Ismaele e compagni: “Qua è tutto uno schifo. Dovevano vincere almeno quattro premi e invece non hanno avuto neanche una nomination da ‘sti chin’ d’ mmerd’...”
Aderite alla campagna pro Ivana e Paoletta nello spogliatoio NAT

Ivana e Paoletta giocano ad Ostuni ed hanno l’obbligo morale di impegnarsi e di fare quanti più punti possibile con la maglia gialloblu, che poi è giallonera. Anche contro la Nati a Taranto.
Lo sanno; lo sappiamo; è giusto così.
Però non possiamo dimenticare la storia di Ivana e di Paoletta, i loro anni trascorsi con noi e i sentimenti che le legano alla NAT.
Per questo lanciamo una campagna perché, in occasione della partita del 14 febbraio al Palafiom, le due giocatrici tarantine, in prestito all’Ostuni, possano cambiarsi nello spogliatoio della NAT. Poi, sul parquet, ci facciano pure 30 punti, non importa. Ma utilizzino il nostro spogliatoio.
Sappiamo che la deontologia del buon giocatore non dovrebbe permetterlo perché bisogna condividere ogni momento pre e post partita con la propria squadra; serve la coesione, l’identificazione con i colori, ecc. Tutto giustissimo, ma per una volta chiediamo a coach Solombrino di chiudere un occhio e di consentire questa eccezione, in nome dei sentimenti.
In caso favorevole, ci si impegna a non fumare nello spogliatoio.
Per convincere Tonino Solombrino, ho preparato una cartolina che chiunque potrà scaricare e spedire all’allenatore ostunese.
Aderite alla campagna pro Ivana e Paoletta nello spogliatoio NAT!

Nati a Taranto-Aversa 3-0

Sabato 24 gennaio 2009 – ore 19.00
Tanto per cominciare chiedo scusa se ieri non ho risposto al saluto di molte persone, facendo la figura dello scostumato. Colgo l’occasione per precisare che il mio mutismo derivava da una violenta forma di stomatite, conseguente all’assunzione di antibiotici. Mi sono sentito come Alessandra...
So anche che la cronaca della partita non sarà neanche particolarmente spiritosa, ma non è facile essere creativo mentre guardi le stelle. E poi ci sono altri motivi di tristezza.
Nella Bosnia ottomana, così efficacemente descritta dallo scrittore Ivo Andric, una delle forme di pena capitale inflitte dai turchi era l’impalamento. Il Ponte sulla Drina inizia proprio con questa scena invero assai cruenta. Si piantava un palo appuntito in quel posto, lo si faceva risalire facendo attenzione a non trafiggere organi vitali e poi si lasciava il condannato ad una lenta agonia.
La stessa sorte tocca al manichino della Nati a Taranto. Poiché non si regge in piedi, si pensa bene di sostenerlo appoggiandolo ad un palo che arriva giusto giusto lì. Il metodo non è molto raffinato, ma lo scopo di tenere in piedi il manichino è raggiunto. E così – come direbbe Checco Zalone riferendosi allu pollu cusutu ‘nculu – abbiamo sfogato anche le nostre frustrazioni.

Per sfogare le frustrazioni delle due sconfitte consecutive in Campania, invece, l’ideale sarebbe battere l’Aversa. Beh, non sono state sconfitte frustranti, a dire il vero; sono state ottime partite, ma ora bisogna riprendere anche a fare punti.
Aversa ci regala emozioni e ricordi; fu proprio contro la squadra casertana, infatti, che l’allora Palafiom conquistò la matematica salvezza con tre turni d’anticipo l’anno scorso. Era il Jambo Normanni, non il Centro Santulli, ma questa sera ci sono molte giocatrici di allora.
Il sestetto iniziale di coach Varriale è composto dalla palleggiatrice Teresa Iorio, dall’opposto Federica Cantelli, dalle centrali Michela Pelosi e Maria Russo, dalle schiacciatrici Carmen Gargiulo e Rosa Mattiello e dal libero Angela Ianniello.
In panchina: Giuseppina Pisano, Maria Cristina Guadagnino, Amalia Battiniello, Angela D’Aniello, Marianna Sigala e Roberta Luisi.

Nati a Taranto anomala: Alessandra Certa in regia, Sonia Tinelli opposto, Cristiana Zonca e Marcella Scaglioso centrali, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Simona Leone libero.
A disposizione: Désirée Fiore, Simona Mucci e Silvia Mastandrea.
Sugli assenti torneremo più in là, nei prossimi giorni.
Primo set
Dopo le fatiche salernitane, l’incontro appare subito di un altro ritmo. Si inizia con un murazzo di Sonia, si prosegue con un ace della Corallina (3-0) e con uno di Marcella (6-1), poi raggiungiamo un distacco di 5 punti con un primo tempo di Cristiana (7-2) e una pipe di Simona (8-3).

A questo punto, le joniche, così brave in trasferta con avversarie toste, sembrerebbero voler confermare che in casa, con avversarie più abbordabili, bisogna complicarsi un po’ la vita da sole e consentono a Pelosi e compagne di pareggiare (8-8). Timore infondato. In realtà, le rossoblu sanno subito riprendere in pugno la partita e il successivo break di 7 punti chiude virtualmente la prima frazione (15-8).
Bene, in particolare, Marcella nell’inedito ruolo di centrale, ma le più prolifiche sono Simona ed una Sonia davvero in serata felice: suo il punto del 21-13; suo l’ace del 23-13.
Un errore in battura delle ospiti chiude il set sul 25-15.

Secondo set
Alla ripresa del gioco, nell’Aversa c’è Battiniello per Cantelli nel ruolo di opposto. Nella NAT nessun cambio ca già amma cangiàte assaje.
Sonia è strepitosa: tre punti suoi, un muro di Cristiana e siamo 4-3, poi però sbagliamo qualcosa in attacco e Aversa va al primo time-out tecnico in vantaggio per 5-8.
Fast Marcella, attacco Sonia, attacco Michi, ma Maria Russo tiene ancora avanti le casertane (9-11), poi il fondamentale del muro si conferma un’arma sempre efficace per Zonca e compagne (13-11).

Entra Sigala per Iorio, va a servire e sbaglia (15-13).
Buon momento della Corallina, a cui replicano Gargiulo e Russo.
Poi rientra Iorio per D’Aniello, va a servire e sbaglia (21-16).
Dev’essere sempre imbarazzante entrare per servire e mandare il pallone sulla rete, anche se in questo caso i cambi non mi sono sembrati proprio finalizzati alla battuta.
Sbaglia anche Marcella, dopo aver però realizzato un ace (23-17), ed è ancora un errore ospite a regalare il 25^ punto alla Nati a Taranto (25-17).
Terzo set
Nell’Aversa adesso c’è Maria Cristina Guadagnino, che si rivelerà una giocatrice promettente.

L’equilibrio regge fino al 6-6. Un muro della Iorio viene festeggiato dal libero Iannello con un balzo ed un abbraccio degni della finale di Coppa dei Campioni. Bisogna dire che in questo set il muro sarà fonte di soddisfazione per coach Varriale (4).
Dopo una pipe di Michela ed una fast di Cristiana, sale in cattedra Marcella, a suo agio al centro della rete: fast a pallonetto, primo tempo a pallonetto e ribattuta su una difesa lunga (13-9). Interessante giocare con due potenziali palleggiatrici (tre, se includiamo anche Leone) contemporaneamente.
La grande mattatrice di questo set, comunque, è Michela. Incontenibile.

Sul 15-11 anche coach Marcello decide di effettuare delle sostituzioni: prima introduce Silvietta, poi Mucci; più in là entrerà anche Désirée.
Con Silvietta in battuta c’è il micidiale break di nove punti che chiude di fatto l’incontro: due aces della nostra giovane opposta, tre attacchi vincenti di Michela, una fast di Cristiana e tre conclusioni out delle ospiti (23-11).
Guadagnino e Gargiulo rendono il passivo meno pesante con due punti cadauna (23-15), poi c’è gloria per Truciolina.
Il punto finale, quello del 25-17, lo schiaccia Simona-di-metallo.

Tabellino: TARANTO-Aversa 3-0 (25-15, 25-17, 25-17)
Nati a Taranto: Zonca 7, Corallo 10, Fiore 1, Benefico 10, Scaglioso 10, Mucci 1, Tinelli 10, Mastandrea 2, Certa 0, Leone (L) – All. Presta.
Aces 8, errori in battuta 7, muri-punto 6.
Centro Santulli Aversa: Pisano 0, Pelosi 6, Gargiulo 7, Mattiello 3, Iorio 1, Cantelli 0, Guadagnino 3, Russo 4, Battiniello 3, D’Aniello 1, Luisi NE, Sigala 0, Ianniello (L) – All. Varriale.
Aces 2, errori in battuta 6, muri-punto 4.
Arbitri: Giuseppe Persia (MT) e Mario Chiechi (MT).
Durata set: 19’, 22’, 23’ – Durata totale dell’incontro: 1.10’.

Altri risultati: Tuglie-Trani 0-3, Sarno-Scafati 0-3, Molfetta-Benevento 3-2, Battipaglia-Sala Consilina 3-0, Ostuni-Nojaturi 0-3, Potenza-Matera 0-0, Montescaglioso-Salerno 0-0.
Classifica: Trani 45; Salerno 40; Matera 38; TARANTO 35; Scafati 32; Sarno e Benevento 29; Tuglie e Potenza 27; Sala Consilina e Molfetta 23; Nojaturi 21; Battipaglia 18; Aversa 13; Montescaglioso 7; Ostuni 1.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Matera 1.330; Ostuni 560,00; Nojaturi 480,00; Molfetta 390,00; Potenza 230,00; Sarno 225,00; Montescaglioso 185,00; Benevento 170,00; Sala Consilina e Tuglie 150,00; Salerno 80,00; TARANTO e Scafati 40,00; Aversa, Battipaglia e Trani 0,00.
Il derby barese Nojaturi-Molfetta lo ha vinto il Molfetta, ma nello speciale trofeo Bin Laden prevale la formazione di casa: 120 euri per le offese ai direttori di gara; 80 per la squalifica comminata ad un dirigente (frasi offensive all’arbitro accompagnate da gesti plateali).
In questo modo Nojaturi supera proprio il Molfetta e conquista la zona play-off.
Perde la verginità anche Scafati, però si tratta di appena 40 euro (un isolato spettatore protestava nei confronti degli arbitri rivolgendo loro parole offensive).
Prossimo turno: Molfetta-TARANTO, sabato 7 febbraio, ore 00.00, dopo la pausa.

Ora che hai giurato... ricordati degli amici !!!

La foto che questo blog, nonché quello di sorama, avevano mostrato in anteprima un anno fa, oggi è sul Corriere del Giorno.
Massachussets, estate 2007. Mia sorella incontra l’allora candidabile alle primarie democratiche, Barack Obama, mentre entrambi fanno la fila al noleggio delle biciclette e gli chiede di farsi una foto. In cambio spero che l’abbia almeno fatto passare avanti nella fila.
Dopo un anno e mezzo, quel padre di famiglia in vacanza è diventato l’uomo più potente del mondo.
L’appello, a questo punto, non può che essere: Obama, ricordati degli amici! E delle amiche dei fratelli delle amiche. Annùsci qualche cosa alla Nati a Taranto, a piacere tuo...
E visto che ci siamo, pure tu, sorella, ricordati di tuo fratello! Non fissare la data del battesimo proprio il 28 febbraio, m’ raccomand’...
NOTE:
La foto è tratta dal Corriere del Giorno, 23 gen 2009, pag. 1.
Cristiano Ronaldo in fuga dal ritiro per incontrare Michela Benefico

Cristiano Ronaldo ha parlato. Il campione portoghese ha indicato la destinazione della sua folle corsa in Ferrari ed ha spiegato le ragioni che lo avevano indotto ad allontanarsi dal ritiro del Manchester United.
Ricordiamo che il Pallone d’Oro 2008 due settimane fa era uscito miracolosamente illeso da un incidente nei pressi dell’aeroporto di Manchester; distrutta, invece, la sua Ferrari 599 GTB del valore di 200mila euri.
“Stavo andando a Taranto – ha dichiarato davanti al taccuino di Giuseppe Di Cera, che lo ha intervistato in esclusiva – avevo pianificato tutto. Un volo Manchester-Milano, un Eurostar, un autobus della linea 8 e finalmente avrei coronato il mio sogno: assistere ad un allenamento di Michela Benefico per poi chiederle un autografo. La schiacciatrice tarantina è il mio idolo; guardo sempre le sue partite in streaming.
Avevo chiesto un permesso di tre giorni al mio allenatore Ferguson, ma quello, pensando che volessi andare a Madrid per accordarmi con il Real, me l’ha negato. E così ho preso l’iniziativa.
Capisco di aver sbagliato, ma, che volete?, ho proprio perso la testa. Michi, per me, è un mito.”
La laterale rossoblu non ha commentato la notizia; in compenso è trapelata qualche osservazione dagli ambienti familiari. Sembra che il padre della giocatrice abbia espresso un commento sferzante sul campione portoghese: “L’ho sempre detto che è un buffone; i veri fuoriclasse sono altri. Però devo riconoscere che capisce di pallavolo. Certo che tra la Ferrari distrutta da Cristiano Ronaldo e il go-kart danneggiato da mia figlia quand’era piccola, avrebbero fatto una bella coppia...”
Anche il fidanzato della schiacciatrice jonica ha esternato un parere sulla vicenda: “Non credo proprio che alla fine dell’allenamento sarebbe riuscito ad avvicinarsi a Michela. Diciamo, anzi, che deve ringraziare il destino per l’imprevisto che gli è capitato per strada...”

Sulla vicenda abbiamo sentito anche il presidente della Nati a Taranto, Vincenzo Lupo: “Beh, io l’avrei fatto entrare volentieri al Palafiom. Credo che avremmo avuto una ricaduta positiva in termini di immagine e di attenzione da parte dei media. E poi, se fosse rimasto a Taranto, un raccattapalle durante le partite ci sarebbe tornato utile; i nostri incontri durano in media dieci minuti in più di quello che dovrebbero a causa della mancanza di ausiliari. Se dovesse fuggire nuovamente dal ritiro del Manchester, Cristiano Ronaldo qui è il benvenuto.”
NOTE:
La foto della Ferrari è tratta da www .repubblica.it, quella di Cristiano Ronaldo da http:// it.wikipedia.org.





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