Ciao sono skanderbeg69
Vedi il mio profilo


Novembre 2008

DLMM GVS
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Novembre 2008
Pagine:

Elogio della rufola

di skanderbeg69 (26/11/2008 - 19:50)

“Cosa succede quando un giocatore sbaglia un’azione importante?”

Era, grosso modo, la domanda di Fabrizio Cafaro, conduttore di Sport & Sport lunedì scorso.

Mentre gli atleti del Villa Rosa Martina presenti in studio parlavano di spunti di riflessione utili ad una crescita centrata sulla valorizzazione dell’esperienza, la risposta della nostra Michela è stata spiazzante come le sue schiacciate: “Ti aspetta una rùfola...!”

Grande Michi, travolgente come sempre!

Il giornalista è rimasto un po’ interdetto e si è sentito in dovere di fornire spiegazioni ai telespettatori (“la rùfola è una punizione corporale di gruppo”).

Ma cos’è esattamente la rùfola?

Nel Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino di Nicola Gigante ci sono due significati; nessuno dei due spiega esattamente quello che intendeva Michela, ma entrambi possono essere riconducibili alla prassi menzionata dalla nostra schiacciatrice.

Rúfele: soffio di vento che a tratti cresce e diminuisce; folata, buffo di vento. Dal latino refulum.

Rúfele: moltitudine, calca di folla; dal longobardo (addirittura!, nda) (bi)hröff(j)an. [1]

Per me, potrebbe essere più il secondo.

Tecnicamente potremmo definirla una gragnola di schiaffi più o meno vigorosi assestati da un gruppo di persone sulla testa di un’altra persona, singola, posta nel mezzo del gruppo stesso”.

Può essere iniziatica, scherzosa, rituale o punitiva.

La rùfola iniziatica mi fa tornare con la memoria ai bei tempi degli scout. Quando i lupetti più grandi passavano nel reparto di esploratori, diventandone così i membri più piccoli, c’erano due cerimonie. La prima, quella ufficiale, faceva riferimento all’accoglienza, alla fratellanza e alla solidarietà. Appena i capi si distraevano, partiva la seconda cerimonia, quella informale: un bel rufolòne ai neofiti per far saggiare loro le asprezze della vita di reparto e per far capire cosa sia - veramente - la legge della jungla.

La rùfola può essere scherzosa quando la vittima viene colpita soltanto allo scopo di sottolineare un suo comportamento anomalo, un evento della sua vita (potremmo definirla anche “celebrativa”) o magari una piccola gaffe. Di solito gli schiaffi sono dati con tenerezza, ma anche in questi casi c’è sempre uno stronzo che, coperto dall’anonimato, appioppa una sventola.

Poi c’è la rùfola rituale. E’ quella che subisce Sonia dopo il riconoscimento prepartita. Ma mi è parso di capire che anche a Valenzano ci sia la stessa usanza.

Quella a cui si riferiva Michela è invece la rùfola punitiva. La nostra laterale ha così divulgato un segreto dello spogliatoio, che a questo punto non ha più motivo di restare celato alla collettività. Ormai può essere attuato sul parquet nell’immediatezza dei fatti.

Errore in battuta sul 24 e rufolòne sotto gli occhi degli arbitri e del pubblico; credete che si possa fare?

 

NOTE:

(1) Cfr. GIGANTE, N., Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino, Lacaita, Manduria, 1986, pag. 430.

La foto della rufola del Valenzano è di Luca.

Vota questo post