Coach Marcello aderisce al movimento degli Atleti di Cristo

Il primo segnale risale a due anni fa, quando Marcello vinse il premio Don Bosco, riconoscimento per gli allenatori che svolgono un ruolo di educatori verso i ragazzi in conformità con gli insegnamenti salesiani.
Poi è arrivato a Taranto Leandro Vissotto, opposto brasiliano aderente al movimento degli Atleti di Cristo. Quei lunghi dialoghi al termine degli allenamenti della Prisma al Palafiom, dunque, non riguardavano la tecnica pallavolistica; Presta e Vissotto si confrontavano sulle interpretazioni del catechismo.
Un’altra presenza che ha influito sulla conversione del tecnico jonico è quella di Flavia Prado, il pivot brasiliano del CRAS, il cui compagno è stato spesso notato al Maria Pia, dopo gli incontri della Palafiom.
Ecco come si spiegano le due pagine dedicate dal settimanale diocesano Nuovo Dialogo alla Nati a Taranto poche settimane fa.
Coach Marcello spiega al quotidiano della CEI, Avvenire, le ragioni della sua conversione e racconta anche come il nuovo credo religioso abbia influito sulla sua professione, sul suo approccio con la squadra e con le partite, sui suoi rapporti col prossimo.
Ecco alcuni stralci dell’intervista.
Quando, come e perché hai aderito agli Atleti di Cristo?
La parola adesione non mi piace, fa pensare ad una setta. Il nostro movimento vuole semplicemente diffondere il messaggio evangelico attraverso lo sport, in primo luogo con la testimonianza e poi con il dialogo. Devo ringraziare Leandro Vissotto perché è intervenuto in un periodo buio della mia vita corrispondente al girone d’andata dello scorso anno. Avevamo perso malamente con l’Ostuni ed eravamo attesi dalla trasferta ad Aversa, un altro scontro diretto. La squadra non era pronta; giocava male ed il morale era a pezzi.
Leandro mi disse di confidare nel Cielo, che mi avrebbe inviato un segno. Il giorno della partita nevicò. Nevicò come non si era mai visto: una tormenta, strade bloccate, disagi in tutta la regione. La partita fu rinviata. In quella occasione vidi nel volto di Désirée, infreddolita ed affamata, il volto dei nostri fratelli profughi e dell’umanità sofferente che ci circonda e ne fui illuminato interiormente. La squadra ebbe un’altra settimana per recuperare, arrivarono anche le vacanze di Natale e il resto lo sapete: iniziammo una rimonta straordinaria.
Ma non ti sembra di ridurre l’intervento divino ad un colpo di fortuna utilitaristico?
Ehi, a me quello serviva. Non stiamo a fare i difficili...
Come sei cambiato da allora come allenatore?
Sono più tollerante, più paziente, do meno importanza alla tecnica e più alla crescita spirituale delle mie atlete. Ormai ci alleniamo soltanto mezz’ora al giorno; per un’ora e mezza, invece, discutiamo di morale, leggiamo le Scritture, recitiamo i Vespri.
Anche dopo Benevento?
Soprattutto dopo Benevento. Lì abbiamo giocato molto male e mi dispiace per i tifosi a cui abbiamo arrecato un forte dispiacere...
E quindi cosa hai fatto? Hai triplicato le ore di allenamento? Hai moltiplicato le rullate per le atlete? Le hai picchiate?...
No, ho deciso di espiare io per loro. Ho legato una corona di cilicio alla mia gamba e mi sono autoflagellato per una notte intera. Questo per espiare il senso di colpa nei confronti dei tifosi, ma alle ragazze ho riservato la festa per la sconfitta.

La festa per la sconfitta...?
Sì, lunedì in palestra hanno trovato festoni colorati, dolci, spumante e regali. Voglio che apprezzino le cose che realmente contano nella vita. I risultati, le partite e la classifica sono vicende secolari che ci distolgono dalle priorità spirituali. E poi ero stato io a dire loro di perdere...
Come sarebbe?
E’ scritto che dobbiamo condividere i frutti della terra con i nostri fratelli. Noi avevamo 15 punti in classifica e Benevento soltanto 13. Questo non era giusto; le mie ragazze devono imparare il senso del dono e rinunciare all’accaparramento dei beni materiali che servono soltanto ad esaltare la nostra superbia.
Battipaglia, prossima avversaria, ha solo due punti in classifica. Dunque condivid...
Ehi, vai a fare in culo! Una volta è festa a Palagiano...
NOTE:
Le foto di Flavia Prado e di Leandro Vissotto sono tratte da www.atletidicristo.org.





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