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La scuola pallavolistica salernitana

di skanderbeg69 (28/11/2008 - 15:07)

Questo blog si onora di ospitare un gradito contributo da parte di quattro giocatrici dell’Autoluna Nissan Salerno, prossima avversaria della Nati a Taranto (Valentina Borrelli, Arianna Formisano, Gisela Scialacomo e Viviana Vincenti). Il loro valore tecnico era già ben noto agli appassionati tarantini (talmente noto che non è il caso domani di fornire ulteriori dimostrazioni...); adesso possiamo apprezzare anche la loro straordinaria simpatia. Grazie, ragazze!

Ciao Michele!

Come promesso, e con grande piacere, abbiamo messo in moto i nostri cervelli per preparare un simpatico intervento da pubblicare sul tuo magnifico ed esilarante blog!

Lo scopo, in teoria, dovrebbe essere presentare la città di Salerno e la sua squadra: l’Autoluna Nissan, prossima avversaria della Nati a Taranto.

Fin qui ci siamo. La presentazione di una città, solitamente, implica anche accennare alla storia del luogo. Ed è qui che, invece, casca l’asino: hai affidato l’incarico ad una brindisina, un’argentina, una cagliaritana e, cosa ancora più grave, ad una napoletana D.O.C.!

Niente paura, “quando la lotta si fa dura, i duri cominciano a giocare”, ragion per cui anche questo difficile ostacolo è stato superato con successo. Ringraziamo il Word Wide Web e la Wikipedia, the free enciclopedia!

Salerno è un comune di 140.580 abitanti ed è la seconda città della Campania per popolazione. La città sorge sul golfo del mar Tirreno, tra la Costiera Amalfitana a ovest e la piana del Sele a sud, nel punto in cui la valle dell’Irno si apre verso il mare. Ti consigliamo di fare un giro in costiera, se non l’hai già fatto, il paesaggio è incantevole. Il clima è tipicamente mediterraneo, con inverni miti, estati moderatamente calde e con piogge molto scarse.

E’ conosciuta per la sua Scuola Medica Salernitana, che fu la prima e più importante istituzione medica d’Europa all’inizio del Medioevo (IX secolo) e come tale considerata da molti un’antesignana delle moderne  università.

A questo punto, concordiamo tutte sul fatto che il copia e incolla rigorosamente utilizzato finora possa bastare!

Non essendo originarie di Salerno questa città è per noi un luogo di costante scoperta. Per questo motivo preferiamo soffermarci sulle nostre impressione e sensazioni.

La nuova stagione sportiva quest’anno per noi è iniziata il 28 luglio. Ringraziamo la FIPAV per aver anticipato l’inizio del campionato. Questa magnifica sorpresa ha sconvolto la nostra esistenza, ma soprattutto i nostri programmi estivi!

Terminato il campionato la nostra mente era già al mare, non restava che trasportare la nostra carcassa stanca in acqua e lasciarla abbrustolire al sole. Ciò non è stato possibile, quindi puoi immaginare quanto ci abbia affrante la triste notizia!

Alla guida tecnica della squadra è stato riconfermato il peruviano Ivan Castillo, già al timone da novembre dello scorso anno, simpaticamente ribattezzato Castigo Divino dalle sue atlete… chissà per quale strana ragione!

L’organico costruito per affrontare questo nuovo campionato è composto in gran parte da nuovi innesti, le uniche superstiti della passata stagione sono Valentina Borrelli, Antonella Cataldo, Anna Maio e Gisela Scialacomo. Dopo l’esperienza ricca di infortuni dell’anno scorso, abbiamo sfidato la sorte restando ancora per un anno!

Piccola curiosità, la nostra è una squadra variegata: 6 atlete provengono da Napoli e sono Annamaria Amitrano, Valentina Borrelli, Nunzia Campolo, Pina Esposito, Antonella Salvati e Grazia Sforza. C’è una brindisina di origini, ovvero Viviana Vincenti, e una acquisita che è Gisela Scialacomo. La cagliaritana Arianna Formisano, la siciliana Antonella Cataldo, mentre giocano in casa le salernitane Paola Barletta, Monica Fierro, Anna Maio, e Serena Matarazzo Orilia. L’ultimissimo arrivo proviene direttamente dall’Argentina e debutterà proprio in occasione dell’incontro con la Nati a Taranto. Signori e signore, Norma Ruggiero è quiii! In questo momento ci sentiamo tanto le figlie di Raffaella Carrà…che degne eredi!

Noi, autrici di questo intervento, viviamo in una grande casa situata nella zona di Fratte. Conduciamo uno stile di vita molto tranquillo, quasi monotono, non usciamo mai degli schemi…

In parole povere siamo delle atlete modello, soprattutto quando si tratta di seguire un’alimentazione sana ed equilibrata. Mai una caloria di troppo!

Spesso, insieme alle nostre compagne e al coach, ci concediamo delle piacevoli serate nella nostra ormai affezionatissima pizzeria Pizza Mania. Ovviamente, secondo Vale, non c’è paragone con la pizza napoletana. Ma ammette comunque che rispetto alle altre pizzerie salernitane, la pizza qui è davvero buona.

Tappa obbligatoria delle nostre uscite serali è la gelateria Nettuno. Ti consigliamo di farci una capatina e di assaggiare i gusti nocciotella e kinderone. Siamo tutte d’accordo nell’affermare che sia uno dei migliori gelati mai assaggiati. Del resto, da come avrai capito, sull’argomento cibo siamo molto preparate!

 

La caratteristica migliore del nostro gruppo è sicuramente la forte unione. Questa dote ci permette di affrontare e superare le difficoltà causate dai numerosi infortuni che si sono susseguiti in questo periodo. La nostra avventura è iniziata sotto il segno di una sconfitta ma il costante lavoro, la determinazione e la passione per la pallavolo, ci hanno permesso di accantonare la brutta batosta presa alla prima giornata e di ottenere i risultati positivi che si sono susseguiti in queste ultime giornate di campionato.

Altra caratteristica fondamentale è l’astenersi assolutamente dai pronostici! La scaramanzia regna sovrana, diciamo che garantiremo sempre il nostro impegno sia durante gli allenamenti che durante le partite, con la speranza di raggiungere un buon traguardo. Il duro lavoro ripaga sempre, speriamo valga anche per questa esperienza!

 

In questo momento l’orologio ci fa notare che è mezzanotte e tenere sveglia Gisela a quest’ora è una vera impresa. Solitamente il nostro capitano alle 21:00 già dorme…

Per concludere, vorremmo solo precisare un aspetto, una cosuccia da niente. Visto che ci siamo impegnate così tanto per te, ci sembra giusto meritare… tu già sai cosa!

Scherzi a parte, facciamo alla Nati a Taranto il nostro più sincero in bocca al lupo, augurandoci di giocare da entrambe le parti un’avvincente partita.

Non ci resta che salutarti e dirti “a presto!”.

 

Arrivederci a Salerno!

 

Arianna, Gisela, Valentina e Viviana

Tag: pallavolo,volley,sport,salerno

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Alta marea

di skanderbeg69 (28/11/2008 - 08:53)

Tag: politica,taranto

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Una miscela di caffè dedicata a Simona Corallo

di skanderbeg69 (27/11/2008 - 16:18)

La splendida prestazione di Simona Corallo contro il Sala Consilina non è passata inosservata e per la schiacciatrice rossoblu iniziano a piovere riconoscimenti e contratti pubblicitari.

La prima azienda ad appropriarsi del nome e dell’immagine dell’atleta rossoblu è stata la Caffè Ninfole, una ditta storica della nostra provincia.

Super Corallo è il nome di un nuovo tipo di miscela appena lanciato sul mercato e già disponibile nei migliori punti-vendita del territorio.

“E’ un tipo di caffè dal gusto intenso, deciso e duraturo – ci spiega l’amministratore delegato della Ninfole – proprio come la giocatrice che abbiamo ammirato sabato scorso, peraltro originaria di un Comune a dieci chilometri dalla sede della nostra azienda.

Non è la prima volta che ci affacciamo nel mondo della pallavolo; basti pensare alla sponsorizzazione della Magna Grecia di serie A2 maschile alla fine degli anni Novanta.

Ci siamo affrettati ad ingaggiare Simona Corallo come testimonial perché è un’atleta affidabile, brillante ed anche radicata nel territorio, proprio come la nostra azienda ed i nostri prodotti. Non escludiamo, comunque, di lanciare sul mercato altri tipi di miscele da associare alle giocatrici della NAT. Stiamo pensando, ad esempio, al Super Leone, un caffè dall’aroma forte per essere costantemente dinamici e scattanti; al Super Clemente, un decaffeinato da gustare in ogni momento della giornata e dal gusto fine e delicato, clemente appunto. Infine, potremmo lanciare anche la nostra prima camomilla, che pensiamo di chiamare Trucioli di Fiore, sempre che si riesca a mettere sotto contratto Désirée prima che arrivi la Chicco.”

Perplesso l’allenatore Marcello Presta: “Non metto in dubbio la positività della prestazione di Simona, ma non dimentichiamo che sabato scorso il muro di Sala Consilina non ha opposto una grande resistenza. Già a Salerno affronteremo una squadra di ben altra caratura. Una cosa è certa: se adesso la Corallina si monta la testa, Trombetta è un uomo morto...”

 

NOTE:

La foto del pacco di caffè è tratta da www .ninfole.it. E’ vero che Simona è stata super ed è vero che esiste una miscela denominata Super Corallo; quasi tutto il resto è frutto di fantasia.

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Elogio della rufola

di skanderbeg69 (26/11/2008 - 19:50)

“Cosa succede quando un giocatore sbaglia un’azione importante?”

Era, grosso modo, la domanda di Fabrizio Cafaro, conduttore di Sport & Sport lunedì scorso.

Mentre gli atleti del Villa Rosa Martina presenti in studio parlavano di spunti di riflessione utili ad una crescita centrata sulla valorizzazione dell’esperienza, la risposta della nostra Michela è stata spiazzante come le sue schiacciate: “Ti aspetta una rùfola...!”

Grande Michi, travolgente come sempre!

Il giornalista è rimasto un po’ interdetto e si è sentito in dovere di fornire spiegazioni ai telespettatori (“la rùfola è una punizione corporale di gruppo”).

Ma cos’è esattamente la rùfola?

Nel Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino di Nicola Gigante ci sono due significati; nessuno dei due spiega esattamente quello che intendeva Michela, ma entrambi possono essere riconducibili alla prassi menzionata dalla nostra schiacciatrice.

Rúfele: soffio di vento che a tratti cresce e diminuisce; folata, buffo di vento. Dal latino refulum.

Rúfele: moltitudine, calca di folla; dal longobardo (addirittura!, nda) (bi)hröff(j)an. [1]

Per me, potrebbe essere più il secondo.

Tecnicamente potremmo definirla una gragnola di schiaffi più o meno vigorosi assestati da un gruppo di persone sulla testa di un’altra persona, singola, posta nel mezzo del gruppo stesso”.

Può essere iniziatica, scherzosa, rituale o punitiva.

La rùfola iniziatica mi fa tornare con la memoria ai bei tempi degli scout. Quando i lupetti più grandi passavano nel reparto di esploratori, diventandone così i membri più piccoli, c’erano due cerimonie. La prima, quella ufficiale, faceva riferimento all’accoglienza, alla fratellanza e alla solidarietà. Appena i capi si distraevano, partiva la seconda cerimonia, quella informale: un bel rufolòne ai neofiti per far saggiare loro le asprezze della vita di reparto e per far capire cosa sia - veramente - la legge della jungla.

La rùfola può essere scherzosa quando la vittima viene colpita soltanto allo scopo di sottolineare un suo comportamento anomalo, un evento della sua vita (potremmo definirla anche “celebrativa”) o magari una piccola gaffe. Di solito gli schiaffi sono dati con tenerezza, ma anche in questi casi c’è sempre uno stronzo che, coperto dall’anonimato, appioppa una sventola.

Poi c’è la rùfola rituale. E’ quella che subisce Sonia dopo il riconoscimento prepartita. Ma mi è parso di capire che anche a Valenzano ci sia la stessa usanza.

Quella a cui si riferiva Michela è invece la rùfola punitiva. La nostra laterale ha così divulgato un segreto dello spogliatoio, che a questo punto non ha più motivo di restare celato alla collettività. Ormai può essere attuato sul parquet nell’immediatezza dei fatti.

Errore in battuta sul 24 e rufolòne sotto gli occhi degli arbitri e del pubblico; credete che si possa fare?

 

NOTE:

(1) Cfr. GIGANTE, N., Dizionario critico etimologico del dialetto tarantino, Lacaita, Manduria, 1986, pag. 430.

La foto della rufola del Valenzano è di Luca.

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Cercansi volontari scopo matrimonio

di skanderbeg69 (25/11/2008 - 18:49)

Il girone di andata non è ancora terminato ma in casa Nati a Taranto già si guarda al futuro. E il futuro – secondo le indiscrizioni che sono trapelate – comporterà cambiamenti radicali.

Esiste un progetto esplosivo denominato Za dom spremni! che traccerà il nuovo volto e il nuovo corpo della squadra jonica.

Per settimane, nel cuore della notte, si sono succedute in via Golfo di Taranto le misteriose riunioni di una task-force ristretta, da cui sono state escluse Laura Passaro, Gabriella Leone, Maristella Bagiolini (già rea di aver posto il veto su un’ipotesi di nuovo logo della squadra), insomma tutte le donne dello staff. Questa cabina di regia – a cui si è aggiunto come consulente esperto Sasà Albanese - ha lavorato nella massima segretezza sia per non irritare le attuali giocatrici e sia per non regalare un’idea alla concorrenza.

Dall’inizio di novembre alla task-force si è aggiunto anche un misterioso personaggio che poi si è scoperto trattarsi di Ante Norac, un noto procuratore croato.

Proprio con quest’ultimo è stato raggiunto un importante accordo, nero su bianco, banconota su banconota, e il progetto Za dom spremni! può finalmente decollare.

Di cosa si tratta esattamente?

Ce lo spiega proprio il signor Norac:

“Siamo in piena fase di globalizzazione e l’intero pianeta è un unico grande mercato. Chi lo ha capito, fa affari; gli altri restano al palo, u pičku materinu. Le grandi aziende delocalizzano, struttano mercati del lavoro più convenienti, sfruttano le opportunità fiscali migliori, sfruttano le condizioni geopolitiche più accoglienti per investire.

Ora anche la Nati a Taranto si aprirà alla globalizzazione e lo farà con quella che voi italiani chiamate creatività.

La Nati a Taranto 2009-’10 sarà costituita interamente da giocatrici croate, le migliori giocatrici croate, quelle che vedete in queste foto: Sanja Popovic, Senna Usic, Ivana Kamenjarin Ingrao, Matea Ikic, Maja Poljak, Biljana Gligorovic.

Abbiamo già raggiunto un accordo di prelazione.

La FIPAV fissa un tetto per le straniere o addirittura ne vieta l’impiego in serie B? Nema problema; qui entra in gioco la creatività. Le croate diventeranno italiane attraverso la modalità più rapida e più sicura: il matrimonio con un cittadino italiano.

Ma il tempo stringe perché, tra la celebrazione del matrimonio e la richiesta di acquisizione della cittadinanza devono trascorrere sei mesi (senza contare i tempi di risposta). Per questa ragione il progetto Za dom spremni! si articola in cinque fasi, i cui tempi devono essere rispettati con estremo rigore. Ci vorrà un po’, ma... bolje danas kokoš nego sutra jaje.”

Eccole le cinque fasi del progetto:

1) novembre 2008: la NAT pubblica un bando per reperire cittadini italiani disposti... ehm... a sacrificarsi e a sposare le giocatrici croate che vedete in queste foto.

2) dicembre 2008: termina la raccolta delle adesioni volontarie e si procede alla celebrazione dei matrimoni.

3) gennaio-giugno 2009: trascorrono i sei mesi previsti dalla legge.

4) luglio 2009: partono le domande di acquisizione della cittadinanza e al tempo stesso ci si muove, sempre con... creatività, per ungere un po’ i meccanismi burocratici al ministero degli Interni e renderli più veloci.

5) agosto 2009: la NAT presenta alla Federazione i tesseramenti di tutte le giocatrici ormai naturalizzate. La “clonazione” della nazionale croata è compiuta, previe accurate visiche mediche del dottor Formoso.

La prima fase, quella della pubblicità, è già partita. Attraverso gli organi di informazione e attraverso questo blog la Nati a Taranto cerca volontari che siano disposti a sposare queste giocatrici. I candidati saranno accettati nell’ordine di presentazione delle domande, che vanno indirizzate alla Nati a Taranto, via Golfo di Taranto 16, 74100 Taranto.

Trombetta non può sacrificarsi perché è già stato opzionato dalla bronceada dei Caraibi.

Sabato prossimo sarà distribuito ai tifosi il calendario della nazionale croata, da cui sono tratte le foto che vedete.

Dunque, Za dom spremni! Per la patria, pronti!

 

NOTE:

Le foto sono tratte da www .totallyupyours.com. Ho messo le più sobrie.

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Nati a Taranto-Sala Consilina 3-0

di skanderbeg69 (23/11/2008 - 16:57)

Sabato 22 novembre 2008 – ore 19.00

La città di Taranto si sveglia con i nuvoloni in cielo e un po’ di pioggia battente. E’ Santa Cecilia: si mangiano le pettole e le bande suonano per le strade.

In verità l’unica banda che vedo io, in via Minniti, è costituita da tre elementi con le “divise” ed un paio di individui vestiti come dei contrabbandieri di sigarette. Segni dei tempi; il degrado non si arresta.

C’è un’altra novità in città. Una signorina dorme in un letto piazzato al centro di piazza della Vittoria. E’ la protesta contro uno sfratto? E’ la Di Bello a cui finalmente avranno pignorato tutti i beni immobili per recuperare il dissesto prodotto dall’ex-sindaca? Nonostante la maschera sugli occhi, la ragazza sembra carina. Quindi non può essere la Di Bello.

E’ la presentazione di “Amore, svegliati!”, l’avvio di una stagione di eventi legati alla cultura e all’arte nel nostro territorio. Un progetto in cui è coinvolta l’associazione culturale Nati a Taranto.

“Dall’esilio ci libererà l’ostinato mio amore”, recita la frase attribuita a James Joyce, ma anche a Giuseppe Ungaretti, a Ivana e Paoletta in esilio, a Walter Scotti che si rivolge a Emilio Riva. La diossina nei cieli azzurri del “Magico Sud” il pittore ex-socialista, ex-PCI, ex-mancato assessore di Cito, ex-Verde, ecc., non ce la mette mai...

      A proposito, è tornato a colpire con i suoi manifesti il disegnatore misterioso, il mitico protagonista della campagna contro la diossina. Questo sì che è un pittore!

E’ in questo clima che la Nati a Taranto accoglie la Puntotel Sala Consilina al Palafiom.

E’ una squadra interessante: alle giovani e promettenti protagoniste della vittoria nel campionato di serie C lucano (pur trattandosi di una cittadina campana) sono state affiancate giocatrici di grande spessore: la centrale Giulia Radice (otto anni in B1), la palleggiatrice Simona Ancora (anche lei già in B1 a Brindisi, Soverato e Potenza), la schiacciatrice Moira Giovino (ex Manfredonia), l’opposto Marida Troiano (da Mercato San Severino, B1) e le ex-potentine (sponda Giocoleria) Carmen Vantaggiato, laterale, e Antonella Micca, libero. La formazione iniziale schierata da coach Giuseppe Iannarella è completata dall’altra centrale Federica Buonocore.

In panchina: Raffaella Buccino, Francesca Mele, Tonia Petrosino e Annamaria Giarletta.

Coach Marcello Presta propone Marcella Scaglioso in regia, Silvietta Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo di banda, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, Simona Leone libero.

In panchina, Silvia Buso, Désirée Fiore, Simona Mucci, Sonia Tinelli e Alessandra Certa.

Primo set

Brutto l’impatto con la partita: 0-3 per le ospiti, che poi si trasforma addirittura in 3-9. Qualche errore di troppo da parte nostra e molti attacchi efficaci delle salernitane: Giovino, Vantaggiato e soprattutto Troiano; quest’ultima va a segno di potenza e d’astuzia con un bel pallonetto.

La grande protagonista di questa fase iniziale, però, è Antonella Micca, il libero della Puntotel: sempre ben piazzata, agile e concentrata.

Una Troiano in formato super incrementa ulteriormente il vantaggio con il terzo attacco vincente personale e con un ace che sorprende la nostra ricezione.

Due fast della Radice ed un attacco della Giovino (6-14) turbano ulteriormente l’umore della tifoseria rossoblu. Sembra configurarsi una serata di sofferenza con la NAT che sonnecchia come la ragazza in piazza della Vittoria.

Ma le giocatrici joniche sono un diesel che necessita di tempo per carburare.

La svolta è sull’ 11-17 col break di sette punti della Nati a Taranto. Ecco la progressione: pipe sulla rete della Giovino, pallonetto della Corallina, muro di Clara, tre punti consecutivi di Simona e ancora un muro della nostra magica centrale (18-17). C’è sempre il suo nome nelle pagine più belle che scrive questa squadra, ma un altro nome che questa sera compare con grande frequenza è quello di Simona Corallo, un gioiello di giocatrice.

Ace di Marcella Scaglioso (20-18), ma Carmen Vantaggiato (21-20) ci riporta sotto pressione. A Potenza domenica corsa si era sentita la sua mancanza, per nostra fortuna; al Palafiom si avverte la sua presenza, purtroppo.

Ma dalla zona d’attacco, la nostra, si avverte anche la presenza incisiva di Silvietta, che ci porta sul 22-20.

Entra la giovanissima Giarletta, che supera brillantemente l’esame di ricezione, poi la Puntotel ricambia le pettole: due errori in attacco e doppia della palleggiatrice (25-20).

Secondo set

Prima del fischio d’inizio Michela depone un fazzolettino usato sotto la sedia dell’arbitro. Per chi l’ha preso? Per un netturbino? Speriamo che non ci diano una multa per questo...

Grande Giovino nei primi scambi (1-3); d’altra parte, se non partiamo in svantaggio, non c’è gusto...

Ma sono ancora Simona Corallo e Clara Clemente a trascinare la Nati a Taranto verso il pareggio (6-6).

Molto bene la Vantaggiato in questa fase, sostenuta da un nutrito gruppo di sostenitori personali. La schiacciatrice ospite è di Nardò ed ha iniziato la carriera nell’Azzurra Lecce, società che colgo l’occasione per salutare con affetto.

Sala Consilina si riporta avanti di tre punti (9-12), ma Marcella e Zonca suonano la carica (12-12).

Riprendiamo a giocare molto bene; soltanto Michela è un po’ in ombra da posto quattro, ma sta comunque facendo valere le sue grandi doti di ricettrice.

Dal 15-13 fino al termine, il set è orribile – senza offesa per nessuno. Bene le difese, ma per il resto è una sagra di errori che non sto neanche ad elencare. Dati alla mano: su 18 scambi, 4 errori e 2 punti “buoni” delle nostre; 8 errori e 4 punti “buoni” delle ospiti. Totale: 12 errori su 18 azioni.

Dei 4 punti “buoni” di Sala Consilina, 3 sono della Troiano.

L’unica cosa emozionante è l’andamento del punteggio visto che le biancorosse si riportano per un momento in parità (21-21) e il parziale resta in bilico.

L’azione più bella è il punto finale di Simona Corallo: una bomba coronata dal meritato urlo di gioia finale (25-22).

Terzo set

Questa volta cominciamo bene noi: 4-0 con due muri (Zonky e Marcella) ed il gradito risveglio di Michela in attacco.

Conserviamo il vantaggio grazie alla prolificità delle nostre bande; accade che Michela cresce e Simona continua a dare spettacolo. Contemporaneamente.

Un bel pallonetto di Giulia Radice è l’ultimo segnale di speranza per la Puntotel (9-7). Poi inizia un bombardamento che Dresda ci fa una pippa.

Corallina (che non disdegna il posto due), Michela e Silvietta mettono il pallone a terra; dalla parte opposta replica un’ottima Giovino, mentre Vantaggiato è in lieve calo (13-10).

Partita ancora aperta grazie a Troiano e Radice (15-12), ma Simona Corallo raggiungerà la cifra di 8 punti solo in questo parziale (20 nell’intero incontro, record stagionale personale). La visibilità mediatica (Studio 100 e Gazzetta del Mezzogiorno) ha evidentemente giovato alla nostra laterale. Mandiamola anche al Grande Fratello e vediamo cosa succede...

A parte gli scherzi, questa ragazza di 19 anni è una grande promessa della pallavolo pugliese; non dico che la serata odierna rappresenti la sua consacrazione, ma, se non altro, noi tifosi abbiamo avuto un saggio indiscutibile del valore immenso di questa magnifica giocatrice.

Ma adesso tutta la NAT gira bene: Michela strepitosa, Leo abilissima in difesa, Marcella ispirata.

Il vantaggio aumenta sino al 18-12 e viene amministrato grazie a tre palloni messi a terra da Michela (22-16).

Marida Troiano, capitana delle biancorosse, si concede la soddisfazione di un muro sulla Corallina (22-17), che si rifà subito dopo (23-17).

In realtà, Sala Consilina ha un’altra capitana: l’attrice Ramona Badescu. Appassionata di pallavolo, la Badescu ha incontrato la squadra di coach Iannarella alcuni giorni fa, accettando l’investitura di “capitana onoraria” ed esprimendo interesse per il campionato della Puntotel.

In qualità di capitana, ci aspettavamo di vederla in campo al Palafiom, ma qualcosa mi dice che Peppe Iannarella si fidi di più della capitana reale, Marida Troiano, che questa sera ha ampiamente ripagato la fiducia.

Però, almeno in tribuna, la Badescu poteva venire; avremmo offerto una pettola pure a lei.

Ehi, perché non troviamo una capitana onoraria anche per la Nati a Taranto? Chessò, Rossella Brescia, ad esempio?

L’incontro finisce con un attacco sulla rete delle nostre ospiti (25-18).

Consolidiamo il quarto posto in classifica e festeggiamo con lu mieru gentilmente offerto dalla famiglia Corallo. Adesso si spiegano molte cose... Più che l’antidoping, al nostro martello avrebbero dovuto fare la prova del palloncino a fine gara.

Veramente io sono astemio, il coach e Laura il vino non l’hanno toccato; mi sa che la bottiglia, alla fine, se l’è scolata tutta il presidente...

Sabato prossimo grande partita a Salerno; chissà se verrà Antonio dell’Orion a sostenere la sua Nunzia. O se invece andrà a Massafra...

Ma ci pensate che l’anno scorso, di questi tempi, eravamo penultimi con 7 punti?

Infine, desidero salutare pubblicamente Radames Lattari, che ha concluso la sua esperienza di allenatore a Taranto. Lo scorso anno lo abbiamo visto più volte al Maria Pia quando giocava la nostra Palafiom; ha dimostrato interesse e affetto verso la nostra squadra e la sua bella salvezza con la Prisma è andata di pari passo con la nostra. Non è stato un caso; gli dobbiamo qualcosa.

E certamente non dimenticheremo la sua umanità e la sua grande simpatia.

Tabellino: TARANTO-Sala Consilina 3-0 (25-20, 25-22, 25-18)

Nati a Taranto: Zonca 4, Corallo 20, Buso n.e., Fiore n.e., Benefico 7, Clemente 5, Scaglioso 3, Mucci n.e., Tinelli n.e., Mastandrea 6, Certa n.e., Leone (L) – All. Presta.

Aces 1, errori in battuta 4, muri-punto 8.

Puntotel Sala Consilina: Buccino 0, Radice 7, Giovino 10, Vantaggiato 8, Mele n.e., Petrosino n.e., Buonocore 2, Ancora 2, Troiano 13, Giarletta 0, Micca (L) – All. Iannarella.

Aces 2, errori in battuta 5, muri-punto 2.

Arbitri: De Pascale (BA) e Chiriatti (LE).

Durata set: 30’, 27’, 27’ – Durata totale dell’incontro: 1.30’.

Altri risultati: Nojaturi-Matera 2-3, Scafati-Salerno 3-2, Benevento-Trani 2-3, Ostuni-Tuglie 0-3, Sarno-Montescaglioso 3-0, Molfetta-Potenza 1-3, Aversa-Battipaglia 0-3.

Classifica: Matera 29; Salerno e Trani 25; TARANTO 23; Tuglie 22; Scafati e Sarno 20; Benevento 17; Sala Consilina 15; Potenza 12; Battipaglia 9; Molfetta 7; Nojaturi 6; Aversa 5; Montescaglioso 4; Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Montescaglioso 185,00; Sarno 170,00; Nojaturi e Potenza 130,00; Benevento 120,00; Matera e Ostuni 80,00; tutte le altre 0,00.

Fine-settimana rovente. Ingresso del Potenza nella speciale classifica (130 euro tra insulti di un tifoso e insulti di un dirigente). Piovono offese anche dai sostenitori del Benevento e dell’Ostuni (altri 80 euro). Altri 65 euro al Montescaglioso “per avere alcuni esagitati, tra il 1° e il 2° set, rivolto frasi offensive nei confronti di una atleta in campo” e in questo modo la società lucana si insedia al primo posto scavalcando il Sarno.

Noto una cosa: se un tesserato offende gli arbitri, nei comunicati resta un tesserato, il pubblico sostenitore resta pubblico sostenitore, l’isolato sostenitore resta isolato sostenitore. Chi, invece, insulta le atlete viene definito “esagitato”. Per certi versi è giusto perché le atlete sono pur sempre delle gentili signore o signorine e vanno rispettate a prescindere.

Richiamo alla Nati a Taranto per l’assenza dell’allenatore. E che cavolo: prima lo squalificate e poi lo richiamate perché è assente... Mittìt’v d’accord’... A parte il fatto che era pres... ehm, vabbè, lasciamo stare...

Prossimo turno: Salerno-TARANTO, sabato 29 novembre, ore 18.30.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

La foto di Ramona Badescu con le giocatrici del Sala Consilina è pubblicata con il cortese consenso dell’autore, Giuseppe Palmieri, ed è tratta da www.giuseppepalmieri.it.

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Stranieri, per loro classi-ponte ed anche squadre-ponte

di skanderbeg69 (21/11/2008 - 14:27)

Evviva gli stranieri,

evviva l’integrazione,

ma solo se so’ femmine

e solo quelle bone

(Checco Zalone, La Taranta di centrodestra)

 

Una delle più controverse riforme in ambito scolastico riguarda l’istituzione delle cosiddette classi-ponte riservate agli scolari immigrati. Un passo indietro persino rispetto alla satira del grande Checco Zalone.

L’idea è della Lega, secondo cui gli stranieri, prima di accedere alle scuole di ogni ordine e grado, dovrebbero superare un test. Chi non ce la fa, è tenuto a frequentare un corso propedeutico che faciliti l’apprendimento della lingua italiana.

Il modo migliore per imparare la lingua e per integrarsi, invece, è proprio quello di condividere quanto più tempo possibile con gli italiani. Meglio se da piccoli. Ma vallo a spiegare alla componente troll della casta parlamentare.

Secondo la mozione leghista le classi-ponte dovrebbero prevedere corsi di lingua italiana, ma anche l’insegnamento del “rispetto delle tradizioni territoriali e regionali del Paese accogliente”, nonché “rispetto per la diversità morale e cultura religiosa”, sempre del Paese accogliente.

Bella idea; speriamo solo che i corsi non li tengano i nostri ministri e parlamentari... Quale morale e cultura religiosa possono insegnare i ministri bresciani che per diventare avvocati acquisiscono la residenza fittizia a Reggio Calabria? O sarà l’onorevole Mele a tenere i corsi per gli immigrati al termine delle sue nottate in albergo a base di cocaina e mignotte?

      Famiglia Cristiana (unica opposizione...!) si chiede: ma, se i bambini stranieri di 5/6 anni vengono collocati in queste classi-ponte perché non sanno bene l’italiano, come fanno a capire tradizioni territoriali, morale e cultura religiosa...? Il settimanale paolino usa la parola “apartheid” e conclude chiamando le classi-ponte con il loro vero nome: “classi-ghetto”. [1]

In effetti, c’è anche una certa ipocrisia nella scelta della definizione.

Classi-ponte...

Ponte. Lo scrittore bosniaco Ivo Andric scriveva che “dopo la fontana, la più grande buona azione è costruire un ponte”. [2]

Ma il ponte è una buona azione in quanto strumento che unisce, in quanto simbolo di dialogo.

Comunque sia, adesso veniamo a noi. Leggendo più attentamente il testo della mozione leghista, già votata dalla maggioranza con 256 voti favorevoli, si coglie un aspetto che è sfuggito anche all’opposizione dormiente: la norma si applica anche alla pallavolo ed è immediatamente esecutiva.

Nei campionati di ogni ordine e grado, le giocatrici straniere non potranno più giocare insieme alle italiane, ma si dovranno costituire squadre-ponte in cui le atlete originarie di Paesi esteri seguiranno programmi di allenamento e strategie tattiche differenziate, oltre che corsi di lingua italiana.

La norma si applica anche alle straniere comunitarie.

Nel girone G della serie B2 la squadra-ponte sarà costituita dall’argentina Gisela Scialacomo, dalle brasiliane Andreia De Almeida e Mirela Sesti, dalla ceka Micaela Vecerkova, dalle bulgare Iliyana Petkova e Zdravka Boyadzheva Svetoslavova (io non mi azzarderò neanche a pronunciare questo nome per lo starting-six a Taranto; prenderà lei il microfono e si annuncerà da sola...) e della marziana Ida Taurisano.

Sono al vaglio del Ministero per le Politiche Razziali le posizioni di Alejandra Rodriguez e di Ratiba El Gamal, che sono italiane ma hanno quarti di sangue stranieri.

Il maestro unico, nonché mediatore culturale, sarà Ivan Castillo, che ha dichiarato: “Ho a disposizione una squadra molto competitiva sebbene un tantino sbilanciata in attacco. Anche le centrali sono fortissime e come libero potrei impiegare Gisela, non nuova a questo ruolo; il vero problema è l’individuazione di una palleggiatrice, ma per il resto sono a posto.”

 

NOTE:

(1) Cfr. Si dice “classi-ponte”, leggasi “classi-ghetto”, “Famiglia Cristiana”, n. 43, 26 ottobre 2008, pag. 3.

(2) ANDRIC, I., Il ponte sulla Drina, Club degli Editori, Milano, 1962, pag. 316.

La foto del film La classe è tratta da www.movieplayer.it.

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Le ragazze della NAT su Studio 100

di skanderbeg69 (19/11/2008 - 17:57)

Ma quanto sono belle e telegeniche le nostre piccine! E che parole sagge.

L’apparizione su Studio 100, al programma Sport & Sport, di Marcella e Simona, che segue quella di Marcello e quelle di Cristiana (ormai più presente di Baldacconi), è stata molto apprezzata nell’ambiente televisivo al punto che Pippo Baudo avrebbe indicato le tre giocatrici della Nati a Taranto quali presentatrici ideali del prossimo festival di Sanremo.

Sembra che quello del lunedì sera possa diventare un appuntamento fisso e invero già la settimana scorsa ci aspettavamo di trovare in video Marcella e Simona. Invece l’ospite della trasmissione era un certo Granvorka. Siccome è possibile intervenire in diretta inviando un sms al numero che appare in sovrimpressione, stavo pensando di protestare: “Granvorka? Ci cazz’ è ‘stu Granvorka...?! Addò stonn’ Scaglioso e Corallo...?!”

Il servizio sms è proprio la nota stonata del programma. Lunedì ho davvero inviato una domanda da rivolgere a Marcella (Voglio chiedere a Marcella Scaglioso se è vero che prima delle partite schiaccia sempre una cacca di cane perché porta bene. Grazie. Trombetta), mi è arrivata anche la risposta automatica dell’emittente (Studio 100 ti ringrazia per aver partecipato. Per informazioni su termini e condizioni del servizio offerto: www .studio100.it), ma la domanda in trasmissione non è stata proposta. Meh, e che cos’è? A caricatura...?

Questo blog ha deciso allora di dare voce a chi non ha voce. Adesso pubblico tutte le domande che rivolgerò alle altre giocatrici, così se poi le vogliono censurare, so’ cavoli loro.

A Cristiana: Vediamo se stai facendo progressi: cosa vuol dire “Ci n’amma a scè, sciàm’n; ci no’ n’amma a scè, no’ sciàm scenn’?”

A Corallo: Tu hai giocato nel Massafra per due anni. Chi è più bravo come allenatore, Presta o Fanelli? A chi vuoi più bene?

A Silvia: Quando l’arbitro te lo chiede, scegli la testa o la croce della monetina?

A Désirée: E’ vero che non gradisci la decisione del coach di aggregarti alla NAT Tempesta di serie D perché il sabato mattina preferiresti fare filone a scuola con la scusa delle trasferte lunghe della B2?

A Michela: Nella tua carriera c’è mai stata una trasferta in cui non hai fatto casino in pullman al ritorno?

A Clara: Cosa hai pensato dopo il quarto primo-tempo a vuoto nella partita contro il Battipaglia?

A Mucci: E’ vero che il nuovo palazzetto dello sport di Lizzano si chiamerà Palamucci in tuo onore?

A Sonia: Dopo i nastrini rasta e il fermacapelli con le palle di Natale, l’acconciatura 2009-‘10 cosa prevederà? Anguille che spuntano dai ciuffi?

A Silvietta: Sei mai stata tentata di chiedere lo stato di adottabilità quando i tuoi genitori preferiscono andare a vedere le partite di tuo fratello piuttosto che le tue?

Ad Alessandra: Anche quest’anno, all’ultima giornata di campionato, ti lanceremo qualcosa addosso; hai qualche preferenza?

A Leo: Chi è più forte al Nintendo?

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Potenza-Nati a Taranto 1-3

di skanderbeg69 (17/11/2008 - 17:32)

Domenica 16 novembre 2008 – ore 18.00

Marcello è squalificato e non può dirigere la squadra dalla panchina.

Durante la partita della NAT Tempesta contro il Valenzano (serie D) ha rivolto all’arbitro una frase offensiva “mentre era posizionato tra il pubblico” e la squalifica si sconta in B2. Mah.

Mi sono ripromesso di non criticare gli arbitri e intendo dare seguito a questo proposito. Però il dubbio che mi pongo è un altro: può un tesserato essere squalificato per una condotta assunta in veste di spettatore?

Nel caso di Tempesta-Valenzano è capitato che questo specifico arbitro conoscesse questo specifico allenatore, ma in tal modo vengono danneggiati gli allenatori più noti e se la passano liscia quelli più scurisciùti. Mica è giusto. O no?

     Prendiamo la cosa con filosofia e cerchiamo di attrezzarci per la partita di Potenza: nuove tecnologie e antichi metodi da servizi segreti di fine Ottocento inducono il coach a provare il travestimento per entrare indisturbato nella palestra Caiazzo.

Il risultato – secondo Michela – è che Marcello somiglia ad Action Man.

Arrivati nel capoluogo lucano, Marcella calpesta una merda. A giudicare dal risultato che maturerà tre ore dopo, la diceria secondo cui questo maleodorante imprevisto porta bene sarà ampiamente confermata.

Per la partita di sabato prossimo invitiamo tutti i porci di Taranto che portano a cacare i cani senza paletta (e sono tanti) a darsi appuntamento nel piazzale del Palafiom. Facciamo trovare un tappeto marrone alle nostre ragazze...!

Vabbè, la cronaca è già degenerata.

Durante il riscaldamento Mucci attenta alle attrezzature di Jotv; forse le vibrazioni scuotono il microfono che funzionerà soltanto per un set facendomi parlare come un deficiente per un’ora e mezza.

Si riscalda (e gioca) anche Sonia, con il suo nuovo fermacapelli portafortuna. Bentornata!

Formazioni.

Coach Caliendo schiera Katia Sinisi in palleggio, Aurora Avena opposto, Paola Felicetti e Adriana Carbonara laterali (troppa confidenza con coach Marcello, cioè con... il fantasma di coach Marcello, prima della partita), Angelica Muscillo e Katia Taddei centrali, Marianna Santangelo libero.

In panchina: Di Camillo, Di Lucchio, Pontillo e Prete.

Nati a Taranto: Marcella Scaglioso in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, Simona Leone libero.

In panchina con Laura Passaro: Silvia Buso, Simona Mucci, Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Désirée è impegnata con la NAT Tempesta di serie D, ma c’è il suo elastico che porterà bene a mamma Cristiana.

Primo set

Dall’esterno della palestra, si ode un urlo: “Svegliati, Zonca!!!”. Mi sembra di riconoscere la voce; soltanto che la partita non è ancora iniziata.

“Volevo cautelarmi” racconterà Action Man ai microfoni (spenti) di Jotv.

Veramente, in avvio di partita, è tutta la squadra che appare un po’ rilassata e Potenza ne approfitta sfruttando il bel servizio di Katia Taddei, che prima di tirare si passa il pallone da una mano all’altra (chi è che batte così? Bovolenta?). Muscillo, Felicetti e Avena sono travolgenti e la Giocoleria è avanti per 9-3.

Reazione jonica con il primo punto di Sonia (un ace) tra due attacchi di Michela e un muro di Clara (11-8). Non è finita. Dopo il timeout di coach Caliendo, mura anche Michela e poi Marcella spinge giù un tocco di seconda (11-10).

Entra Caterina Di Lucchio per Adriana Carbonara e le padrone di casa allungano nuovamente ma poi vengono raggiunte dalla NAT, che sta difendendo ottimamente (15-15).

A questo punto commettiamo cinque errori consecutivi, compreso quel primo tempo a caccia di farfalle visto troppe volte nella partita contro il Battipaglia (questa sera, comunque, sarà un caso isolato).

Sul 20-15 Laura riceve un messaggio telepatico da Marcello: entrano Ale per Marcella e Simona-di-metallo per Simona Corallo.

Veramente il cambio di Ale era stato deciso dieci minuti prima, sul 7-1, ma c’è voluto un po’ perché la ragazza riuscisse a sfilarsi la maglia (la Adidas pensa erroneamente che le atlete siano concave...).

Miss Grand Prix, dal canto suo, accantona il metallo e attacca d’astuzia: pallonetto (21-16).

Potenza, però, non si fa sorprendere e chiude la questione con Avena, Di Lucchio e un primo tempo tosto della Taddei (25-18).

Secondo set

Potenza è l’unica squadra a cui l’allora Palafiom non riuscì a strappare neanche un set l’anno scorso. Asfaltatura all’andata; asfaltatura al ritorno. La tradizione sembra perpetuarsi, ma sull’asfalto di via Cirillo quell’elemento organico marrone di cui abbiamo diffusamente parlato sta per influenzare le sorti del match.

Marcello restituisce fiducia al sestetto iniziale; Nello, invece, conferma sul parquet la Di Lucchio.

L’avvio del secondo parziale è un botta e risposta tra la Corallina e la Felicetti (5-5).

La campionessa di Monterotondo la conosciamo bene: è una di quelle giocatrici che in B2 sono decisamente sprecate. Stanno qui solo per umiliare il prossimo...

Simona Corallo stiamo imparando a conoscerla: che grinta, che potenza!

Silvietta rileva Sonia, ma l’equilibrio durato sino al 9-9 viene spezzato da Felicetti, Muscillo e Avena (la centrale e l’opposto erano state indicate da coach Presta nel sestetto ideale 2007-’08 e stasera capisco perché; per la Felicetti c’era troppa concorrenza): Potenza avanti per 13-10.

E’ una bella partita adesso: attacchi spettacolari e difese aggressive. Ottima la nostra Leo.

Un ace di Silvietta accorcia le distanze; poi arriva il sorpasso grazie ai mitici muri della Nati a Taranto, in gran spolvero questa sera: prima c’è una fast di Cristiana (17-16), poi la nostra piemontese tosta mura con Marcella (17-17) e infine mura anche Simona Corallo (17-18).

Potenza sbanda: tre errori in attacco consecutivi e rientra la Carbonara (17-21). Le rossoblu non si fermano più: ace Michela e muro Zonca-Cory (17-23).

Reagiscono tardi le padrone di casa, bene ma tardi. I due punti mancanti sono palloni schiacciati da Cristiana su fast (19-24) e da Clara in muro con Marcella (21-25).

Una bella Nati a Taranto!

Terzo set

Grande equilibrio anche nel terzo set. All’inizio si lotta punto a punto e la partita continua ad essere intensa (6-6). Poi arrivano i black-out a campi alternati: errori lucani e siamo avanti per 6-9; errori jonici e Potenza si innalza sul 15-10.

E’ Clara che chiama i time-out. Stranamente tutte le volte che c’è un’interruzione Laura è occupata al telefono; che atteggiamento irrispettoso e poco professionale...

Tutte parlano e gesticolano. E’ il cosiddetto brain-storm, la tempesta di idee con la quale questa squadra, una squadra plurale, raccoglie i pensieri e le intuizioni di tutte per individuare le strategie più creative e adatte ad affrontare e a risolvere i problemi. Io la vedo così.

Più brutale il giudizio del coach squalificato, secondo cui gli odierni time-out della NAT sembrano talk-show...

Marcella, stranamente, tocca la palla in modo irregolare per tre volte nell’arco di pochi scambi e un uccellino suggerisce alla recchia di Laura di cambiare palleggiatrice.

Alessandra diventa anche la referente dell’arbitro per le comunicazioni d’ufficio quando Clara (a sua volta sostituta della capitana Silvia) è fuori per aver ceduto il posto al libero, ma prima di individuare Alessandra sono trascorsi secondi di spaesamento. Se non altro, Ale non allungherà le discussioni visto che la ragazza è di poche parole.

Potenza si affida a Felicetti e Muscillo e fa bene, ma in casa rossoblu Cristiana e Simona Corallo continuano a fare scintille (18-14).

Sembra finita ma... no surrender! – come canta Bruce Springsteen. Magnifico pallonetto della Corallina, muro di Clara e poi scocca l’ora di Michela Benefico, che comunque da tempo sta facendo miracoli in difesa insieme a Leo.

La laterale mette a terra il pallone del 19-18, lascia sbagliare per due volte le avversarie e poi scaglia sul muro avversario un pallone che passeggia sulla rete e poi esce fuori (19-21). Suo anche il punto del 20-22, suo quello del 21-23 e suo quello che vale il set (22-25). Grande Michi!

Quarto set

La prostata di uno spettatore anziano rischia di tenere fuori dal quarto set la nostra Cristiana, che si mette in fila e attende il proprio turno per usare il bagno comune.

Al suo rientro tira una nuova aria sul parquet: la Nati a Taranto è eccellente in tutti i fondamentali e questa volta l’equilibrio si spezza dall’inizio. Con tre muri attivi in dieci scambi, le rossoblu orientano da subito la storia del parziale (2-8). Mura anche Carbonara – lei è l’unica potentina che invece sta crescendo – ma Michela è indifendibile (4-11). In questa fase sbaglia tanto la pur brava Avena e coach Caliendo reintroduce Di Lucchio.

Non viene accolta bene la bella attaccante di Melfi: Michela le spara una pallonata sul volto dopo che l’arbitro aveva già fermato il gioco per una doppia di Alessandra. S’ ‘a fa’ sempr’ canòscer...

Dopo un ace-culo di Mucci, Potenza si avvicina (10-13). Scampiamo il pericolo grazie ai soliti muri di Clara (suoi 9 dei 17 muri vincenti della squadra), agli attacchi di Michela (17 punti personali, 3 in meno della Felicetti) e a qualche errore in attacco delle padrone di casa (11-18).

Pochissime battute sbagliate questa sera da entrambi i lati del campo (4 errori NAT, 3 Potenza); complimenti a tutte per la mira.

E complimenti a Cristiana per i due servizi vincenti consecutivi che di fatto chiudono la contesa (11-20), sebbene il massimo vantaggio lo si raggiunga con un pallonetto di Simona Corallo, un muro di Clara ed un errore della Sinisi (11-23).

C’è spazio per l’orgoglio lucano della Felicetti e per un muro della Muscillo che stoppa una pipe di Michela, gesto tecnico (la pipe in questo momento) che lascia sbalordito un signore ai bordi della palestra con giaccone rosso e non molti capelli. Perché soffocare la creatività della nostra Alessandra che tanti successi ha prodotto nella storia recente della società?

Comunque, ormai la partita è finita: l’ultimo attacco del Potenza termina lungo e il risultato finale si fissa sul 16-25.

Sfatato il tabù del Potenza.

Nella notte di luna piena si vaga lungo la Basentana alla ricerca di un posto dove mangiare. Se chiude il bar-ristorante vicino alla stazione di Salandra, è una tragedia.

Marcello scopre che per comunicare con Laura l’auricolare è utile anche da vicino. Quando sono uno di fronte all’altra, per intenderci.

Tabellino: Potenza-TARANTO 1-3 (25-18, 21-25, 22-25, 16-25)

Giocoleria Potenza: Avena 9, Di Camillo n.e., Prete n.e., Carbonara 7, Muscillo 7, Pontillo n.e., Taddei 7, Sinisi 1, Felicetti 20, Di Lucchio 1, Santangelo (L) - All. Caliendo.

Aces: 1, errori in battuta: 3, muri-punto: 5.

Nati a Taranto: Zonca 12, Corallo 13, Buso n.e., Benefico 17, Clemente 13, Scaglioso 4, Mucci 3, Tinelli 1, Mastandrea 2, Certa 0, Leone (L) – All. in spirito Presta, all. in carne Passaro.

Aces: 7, errori in battuta: 4, muri-punto: 17.

Arbitri: Persia (MT) e Chiechi (MT).

Durata set: 20’, 22’, 32’, 22’ – Durata totale dell’incontro: 1.25’.

Altri risultati: Matera-Montescaglioso 3-0, Salerno-Benevento 3-0, Trani-Nojaturi 3-0, Tuglie-Sarno 2-3, Scafati-Molfetta 3-0, Sala Consilina-Aversa 3-1, Battipaglia-Ostuni 3-0.

Classifica: Matera 27; Salerno 24; Trani 23; TARANTO 20; Tuglie 19; Scafati 18; Benevento e Sarno 17; Sala Consilina 15; Potenza 9; Molfetta 7; Battipaglia 6; Aversa e Nojaturi 5; Montescaglioso 4; Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Sarno 170,00; Nojaturi 130,00; Montescaglioso 120,00; Matera 80,00; Benevento 40,00; tutte le altre 0,00.

Tutti buoni tranne Marcello quando fa lo spettatore, ma le squalifiche dei giudici regionali non valgono per il trofeo Bin Laden.

Prossimo turno: TARANTO-Sala Consilina, sabato 22 novembre, ore 19.00, Palafiom, via Golfo di Taranto 16.

Serie D: Dopo la vittoria sul Valenzano, la NAT Tempesta vince anche a Bari e si piazza al terzo posto in classifica! Il sacrificio di Désirée è stato utile.

Un sms per Ivana:

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Verso Potenza

di skanderbeg69 (16/11/2008 - 21:11)

Ricevo in ritardo e pubblico... retroattivamente la presentazione di Potenza che ci aveva gentilmente inviato il mitico Nello Caliendo:

 

     Potenza sorge su una collina che domina la valle del Basento, 823m sul livello del mare. Dinamica e moderna, assume un aspetto in evoluzione, fatta eccezione per il centro storico (dove passeggio quotidianamente) ricco di edifici antichi, tra cui sorge la chiesa di S.Michele del dodicesimo secolo. La cattedrale costruita nel 1100 da A. Magri discepolo di Vanvitelli e la chiesa si S.Francesco del 1274. La villa di S. Maria custodisce alberi secolari. Il ponte di Musmeci collega il centro urbano con la superstrada.

Enogastronomia: prodotti semplici e genuini piatti tradizionali gli Strascinati mollicati, peperoni secchi, funghi e carni podoliche accompagnate dall’aglianico (io da buon campano preferisco la Pizza, ma lo stomaco si riempie comunque e come….).

Qui si sta molto bene, oltre alle bellezze della città ed i prodotti gastronomici la cosa che rende speciale Potenza è la Gente. Ti fanno sentire il calore giusto e sono ancora presenti i valori di una volta il rispetto per il prossimo e lo spirito di sacrificio.

Dal punto di vista Pallavolistico qui sono tutti competenti di volley, sempre presenti alle partite e pronti a sostenere la squadra in qualsiasi momento e situazione, non è cosa da poco.Vi aspettiamo domenica AMICI DI TARANTO.

Ciao

Nello

 

NOTE:

La foto di Potenza è tratta da http://it.wikipedia.org.

Tag: potenza,pallavolo,volley,sport

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Auguri, presidente!

di skanderbeg69 (15/11/2008 - 08:35)

Avrebbe dovuto essere una festa; il compleanno del presidente della Nati a Taranto sarà invece vissuto con mestizia.

Come si rileva dalla Gazzetta del Mezzogiorno dell’11 novembre scorso (pag. 7 dell’edizione locale), Vincenzo Lupo è stato tratto in arresto dai Carabinieri. La foto segnaletica ci svela anche il vero volto del massimo dirigente jonico, che nulla ha a che vedere con quel giovane dall’aria distinta che frequenta il palazzetto di via Golfo di Taranto.

Inquietanti anche i canali di finanziamento della Nati a Taranto: furti nelle ville estive disabitate. A questo proposito, proprio mentre veniva condotto nella casa circondariale, il presidente Lupo ha esternato una considerazione ai giornalisti presenti: “Come credete che l’abbiamo arredato l’appartamento di Cristiana e Simona...?”

Requisito anche l’Apecar societario; per le trasferte si renderà necessario l’uso di mezzi pubblici.

Al presidente detenuto vanno gli auguri di buon compleanno. Nonostante tutto.

Forza ragazze, regalategli un sorriso!

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La città di Chernobyl è pronta ad accogliere i bambini di Taranto

di skanderbeg69 (13/11/2008 - 13:36)

E’ indubbiamente ammirevole l’iniziativa promossa dal sindaco di Chernobyl, Konstantin Myronenko. La città ucraina è pronta ad ospitare per l’imminente inverno circa 200 bambini di Taranto grazie ad un progetto di accoglienza al quale hanno aderito altrettante famiglie.

Il sindaco ha spiegato che la città di Chernobyl non vuole restare indifferente di fronte al disagio della popolazione di Taranto, una delle aree più inquinate del mondo.

Su Taranto grava il 92% della diossina italiana (il triplo di Seveso), il 49% del Mercurio, il 95% di Ipa, il 32% di Benzene, il 67% del Piombo, il 13% dell’Arsenico. Tutte sostanze cancerogene.

Lo segnala anche il Corriere della Sera del 21 ottobre scorso, che riprende con un po’ di ritardo dati ben noti alle associazioni ambientaliste locali.

I punti più esposti all’inquinamento sono il quartiere Tamburi e lo spogliatoio della Nati a Taranto, dove si registra una concentrazione di fumi impressionante. Ma non di odori. Anche al termine delle partite e degli allenamenti, le ragazze profumano come rose, checché ne dicano alcune malelingue.

Un ragazzo tarantino di 13 anni ha contratto una malattia, un tipo di cancro, che si riscontra soltanto in fumatori adulti ed incalliti. Questo piccino non si è ammalato per caso; è stato avvelenato dalle fabbriche cittadine.

E’ successo un casino per le mozzarelle di bufala campane l’anno scorso; qua c’è una situazione drammatica e ben peggiore con tumori in aumento, capi di bestiame abbattuti e modificazioni genetiche nelle persone e nessuno batte ciglio. Quasi nessuno: per fortuna ci sono alcune associazioni ambientaliste come Legambiente e soprattutto Peacelink.

Un po’ inerme la politica. Chissà. Sarei curioso di leggere i bilanci dei partiti, in particolare la voce relativa ai finanziamenti volontari degli imprenditori. Soprattutto di certi imprenditori.

Comunque, questa non è l’ora delle polemiche, ma è l’ora della solidarietà.

     L’iniziativa di accoglienza dei 200 bambini di Taranto è ben sostenuta dalle autorità ucraine, in stretto contatto con quelle pugliesi. L’oncologo Vassily Karkov collabora con l’associazione Un ponte per Taranto e spiega al nostro blog:

“I bambini tarantini vivono in una zona fortemente contaminata; sottrarli, sia pure per tre mesi, ad un ambiente dannoso per la loro salute può contribuire a migliorarne le condizioni ed anche l’umore.

Noi crediamo che l’aria di Chernobyl, il sole dell’inverno ucraino ed una alimentazione più sana, centrata sulla frutta e sulla verdura coltivate nelle nostre campagne, possano migliorare le difese immunitarie di questi bambini riducendo i rischi di contrarre malattie derivanti dall’inquinamento.

Il nostro presidente Viktor Yushenko non ha proprio un’immagine rassicurante per chi teme gli effetti della diossina, ma pazienza. [1]

Oltre alle cure mediche e all’alimentazione più sana, vogliamo circondare questi fanciulli anche di affetto; per questo le nostre famiglie ospitanti saranno affiancate da un’equipe di psicologi e di assistenti sociali altamente qualificati”.

Conclude il sindaco di Chernobyl:

“L’accoglienza temporanea dei bambini di Taranto è utile, ma da sola non basta. Oltre alla sfortuna della contaminazione, sappiamo che questi bambini devono confrontarsi con istituzioni ancora molto arretrate. In Italia le politiche ambientali sono lacunose, in ritardo rispetto a Paesi più sviluppati. L’avidità criminale di imprenditori senza scrupoli non conosce limiti e subordina la salute al profitto; l’ignavia o la malafede dei politici fa il resto.

D’altra parte, il vostro ministro per l’Ambiente di sinistra, Alfonso Pecoraro Scanio, è indagato per associazione per delinquere e corruzione in relazione ad alcuni imprenditori che si occupavano di smaltimento dei rifiuti. E la Sinistra Arcobaleno ha avuto la sfacciataggine di imporlo come capolista in Puglia (in Campania era impresentabile nel periodo della monnezza)... Per fortuna gli elettori di sinistra sono meno coglioni di chi seleziona i candidati e quel personaggio è rimasto con un pugno di mosche.

Il vostro ministro per l’Ambiente di destra è Stefania Prestigiacomo, che recentemente ha sostituito i tecnici della commissione incaricata di decidere sulla concessione dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) all’ILVA con tecnici di propria fiducia, che dunque risponderanno al governo e non alla coscienza. Azzerato senza (apparente) motivo il lavoro di mesi; il nuovo referente per la concessione dell’AIA è l’ingegner Bonaventura Lamacchia, un pluripregiudicato (false fatturazioni, ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, evasione fiscale, bancarotta fraudolenta, tentata estorsione). Questa è la gente che starebbe facendo del bene al vostro Paese e cercherebbe di cambiarlo in meglio...

Nel frattempo Emilio Riva è entrato nella CAI, la cordata di sciacalli dell’Alitalia carichi di precedenti penali e di conflitti d’interessi. Ma la sostituzione dei tecnici della commissione è solo una coincidenza...

Invece di chiudere le fabbriche nocive, i vostri politici ostacolano le commissioni scientifiche oppure mantengono i limiti di legge per le sostanze inquinanti a livelli graditi agli avvelenatori. Incredibile. Siete proprio nel terzo mondo...

Ma qui si ferma il nostro compito. Noi, da Chernobyl, possiamo soltanto regalare un sorriso ai bambini tarantini mettendo loro a disposizione una terra meno inquinata e l’aria salubre del nostro cielo”.

 

NOTE:

Il volto di Viktor Yushenko è sfigurato da cloracne a seguito di un presunto tentativo di avvelenamento alla diossina.

Le foto di Chernobyl sono tratte da http://uk.wikipedia.org.

Tag: politica,taranto

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Ciao Pupa

di skanderbeg69 (12/11/2008 - 00:07)

Ciao Pupa... Sei stata un grande cane... In tanti ti hanno amata e tanti hai amato...

Ti abbandonarono malata davanti al nostro cancello e Giovanni ti raccolse salvandoti da una morte sicura... Piano piano ti riprendesti grazie alle sue cure e diventasti la regina del Palafiom... Bellissima, buonissima, intelligentissima...

Quando Giovanni andò via mi lasciò la tua eredità, la tua cura... i tuoi occhi, il tuo sguardo, il tuo calore... Sapevi leggere dentro e osservavi tutti come una mamma i suoi figli; sembrava volessi proteggere tutti...

Poi arrivarono Alfredo e Gabriella che con grande amore ti hanno aiutata, curata e nutrita fino all'ultimo giorno... Sì, sembrava che dovesse finire molto prima, ma il grande amore di Gabriella, i suoi sacrifici, ti hanno concesso di vivere ancora un po', sempre da regina...

Poi l'altra mattina, con la tua consueta riservatezza e educazione, hai aspettato che finissi allenamento e che andassero via tutti... mi hai guardato dritto negli occhi e mi hai detto "basta", non ce la facevi più... lo stesso sguardo di quando Malcom mi salutò... Ti sei alzata per l'ultima volta, per l'ultima camminata con me, stanca, lenta, diretta alla tua ultima meta... Chiusi la porta, e tu rimanesti in piedi a guardarmi... per l'ultima volta...

Marcello

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Nati a Taranto-Battipaglia 3-2

di skanderbeg69 (09/11/2008 - 19:39)

Sabato 8 novembre 2008 – ore 19.00

La Nati a Taranto è reduce da due sconfitte consecutive, molto diverse l’una dall’altra ma entrambe dannose sul piano dell’umore. Contro Matera le rossoblu non hanno demeritato: ciascun set è stato in equilibrio per quattro quinti, poi, nei rush finali, ha giocato bene solo la Time Volley. Il messaggio insidioso che si può insinuare nella testa delle ragazze è che Matera ha già la maturità della grande squadra e noi no.

Benevento è stata definita una disfatta. Mai in partita, disastro assoluto. Una volta all’anno può capitare; tutti ricordano ancora il tracollo subìto a Tuglie nel 2005-’06, quando le salentine vinsero in venti minuti...

Sul Corriere del Giorno la saggia Clara ha fornito un’interpretazione interessante: è esagerato – sostiene la nostra centrale - parlare di crisi. I cali di rendimento individuali possono capitare nell’arco di un campionato; il guaio è che a Benevento sono capitati in blocco. [1]

Non dimentichiamo, comunque, che si gioca anche contro le avversarie e nel caso del Matera e del Benevento si è trattato di avversarie che hanno giocato davvero molto bene.

E questo è il punto di partenza di NAT-Battipaglia. Le tarantine lottano sì contro i propri fantasmi, ma non trascuriamo una squadra la cui posizione in classifica (penultima con soli due punti) può essere ingannevole. Nella formazione campana ci sono tante atlete di categoria (Francesca Nolè), atlete di categoria superiore (Tatiana Lombardo) e giocatrici che nel proprio ruolo si sono rivelate delle splendide rivelazioni in questo avvio di campionato (Ratiba El Gamal).

Insomma, si gioca contro una squadra tosta che però non è considerata tale dalla classifica; in questi casi, se le cose non girano, può subentrare un nervosismo ancora maggiore.

Nati a Taranto con Marcella Scaglioso in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, Simona Leone libero. In panchina: Silvia Buso, Désirée Fiore, Simona Mucci e Alessandra Certa. A lucculàre dietro la telecamera per inserire il filo nella presa, Laura Passaro.

Coach Claudio Bifulco schiera invece Giusy Palladino in regia, Maria Antonietta Dellomonaco (ex Ostuni) opposto, Tatiana Lombardo e Francesca Nolè laterali, Antonella Miano e Ratiba El Gamal centrali, Ileana Evangelista libero. A disposizione e in compagnia del secondo allenatore Francesco Tescione: Valentina Fusco, Ilenia Sellitto, Lorena Serban, Maria D’Andrea e Sabrina De Maio.

Il d.j. Pino Russo presenta un reclamo al presidente Vincenzo Lupo: la sua postazione non è degna di un professionista della sua fama. Mostra alla fotocamera la sedia “da d.j. sbarcato dall’Albania” e si vendica durante il riscaldamento. Poi, quando c’è da annunciare lo starting six, sparisce come al solito...

Primo set

C’era una certa attesa intorno al rendimento delle due schiacciatrici, sotto tono a Benevento, ma le prime risposte, positive e nette, vengono da Simona Corallo, che spinge avanti la Nati a Taranto con le sue bordate (4-3).

Che non sarà una serata facile ce lo comunica Francesca Nolè, protagonista del primo sorpasso in concorso con un ace della Lombardo (4-7).

Primo malinteso tra Marcella e Clara, ma la nostra centrale e la sua collega di ruolo, Cristiana, rimediano con quattro muri distribuiti in questo parziale. Zonky questa sera è diventata prima centrale, Clara seconda centrale. Lo vengo a sapere a fina partita perché da solo non me ne sarei mai accorto.

Nati a Taranto agganciata a un solo punto dalle ospiti fino al 12-13, poi c’è un inquietante break di quattro punti della Cofimar, grazie agli attacchi efficaci di Tatiana Lombardo e di  Dellomonaco (12-17). Il terrore dilaga nel Palafiom.

Secondo malinteso tra Marcella e Clara, disincroniche nella costruzione del primo tempo. In questi casi non si capisce mai di chi sia la colpa; certo è che la figura di merda la fa sempre la centrale, dato che è lei a saltare a vuoto. Soltanto Rossella Garaguso aveva un superpotere che le permetteva di restare sospesa in aria per dieci secondi e di smanacciare in qualche modo il pallone nel campo avverso.

Intanto siamo sotto di cinque punti (14-19).

Qui succede qualcosa che non basterà a vincere il set, ma risulterà decisivo per l’andamento della serata: entra in partita Michela Benefico, fino a questo momento a secco di punti. E che entrata! La nostra laterale diventa la mattatrice dell’incontro con una serie di attacchi che la innalzano a top-scorer. I primi tre punti ci portano in parità (20-20).

Sembra la rimonta destinata a buttarci finalmente alle spalle il momento negativo, ma non è così: Nolè schiaccia da destra, El Gamal stoppa un secondo tocco di Marcella e poi mette a terra altri due palloni decisivi (22-25).

E’ il settimo set consecutivo perduto dalla Nati a Taranto e il Palafiom ritorna ad essere una zona d’ombra.

Secondo set

Non so quali esperienze comuni leghino la centrale italo-egiziana alla vecchia guardia della NAT, ma indubbiamente l’incontro con Laura e Clara è particolarmente cordiale. Ratiba è un nome che sembra uscito da un romanzo di Naghib Mahfuz. Sono molto belli i nomi femminili arabi, mentre quelli maschili, a mio avviso, sono un po’ monotoni. Nell’onomastica slava è il contrario.

Messe da parte le smancerie, torniamo ad occuparci della partita. Che è amara. Drammatica. Battipaglia conduce per 1-7 dopo il terzo malinteso Marcella-Clara.

Il coach rossoblu sostituisce la palleggiatrice con Alessandra, confidando nella sua calma Zen, inattaccabile anche da eventuali bombardamenti nucleari.

Un po’ è Battipaglia che ci dà una mano con qualche imprecisione, poi riprende lo show di Michela: prima mura (8-10), poi mette a terra due palloni consecutivi (11-11).

La Cofimar è un osso duro. Ogni volta che la riprendiamo, fugge di nuovo come una lepre e noi, si sa, siamo animalisti. Doppia di Alessandra (12-15) con Marcello che inizia a digitare il numero di telefono di Simona Muraglia.

Per fortuna Ale si riprende subito ed alimenta sia le bande che le centrali: pareggio di Clara (17-17) e sorpasso – finalmente! – della Corallina, direttamente in battuta.

Grande equilibrio, ma sul 19-20 escono fuori il grande cuore e la grande tecnica di Michela: mani-fuori, punto che valorizza un miracolo difensivo di Simona Leone, diagonale e poi appoggio aria-terra di una ricezione lunga. Quattro punti consecutivi (23-20).

C’è spazio per un ace di Silvietta e poi l’ultimo punto è ancora di Michela, questa volta con un delizioso pallonetto (25-21).

Terzo set

Nati a Taranto subito avanti grazie alle schiacciatrici e a due servizi vincenti di Marcella, che è tornata in campo (6-2).

Quando si pensa che il pericolo sia alle spalle, il Battipaglia ti infila sette punti di seguito, con Lombardo in evidenza ed una Miano sempre più brava (6-9).

La NAT non crolla; anzi, reagisce bene. La partita adesso è un po’ confusa, con le ricezioni di entrambe le squadre che non vivono momenti di gloria, però c’è grande intensità e grande spettacolo.

Il sorpasso questa volta porta la firma di Simona Corallo, a segno da posto quattro e micidiale a muro (17-16). Sbaglia qualcosa in attacco Battipaglia e il parziale di 19-16 sembra spianare alle rossoblu la porta del paradiso.

Purtroppo le cose vanno diversamente: Lombardo va ancora a segno e Antonella Miano realizza un primo tempo, poi sfrutta le mani del muro avversario e infine approfitta di un errore di valutazione della nostra ricezione (20-20). Sbagliamo due volte anche in attacco (20-22). Mani-fuori Nolè (20-23).

Che bella partita sta giocando l’ex-massafrese. Io non ricordo che giocasse così bene l’anno scorso; se la vede Conforti, si mangia le mani...

Ci si affida alla grinta di Michela, che mette a terra due palloni delicatissimi (22-23), ma anche Nolè alterna potenza a precisione e sa assumersi grandi responsabilità: 22-24.

Bomba Michi, ma il set lo chiude Tatiana Lombardo (23-25).

Quarto set

Questa volta Alessandra gioca dall’inizio e dimostra di meritare la fiducia del coach perché va a segno con un tocco di seconda classico e con un pallone scagliato di pugno oltre la rete, meno elegante ma altrettanto efficace. Un po’ di culo non guasta mai.

Clara e Michela fanno il resto: NAT in vantaggio per 10-2.

Reazione ospite affidata a Lombardo e Nolè, ma i pallonetti di Michela questa sera sono indifendibili (12-5).

Vi vogliamo così!

Battaglia recupera con Nolè e con Dellomonaco (12-9), ma le rossoblu riescono a tenere le ospiti a debita distanza (17-11).

Punto di Clara, ace della Corallina, punto Michi e palla messa a terra da Silvietta: è il break che chiude virtualmente la contesa del quarto parziale (21-12).

C’è spazio per un evento raro e sempre gradito: il punto segnato dal libero. La nostra Leo appoggia in bagher nel campo avversario con molta precisione ed un po’ di fortuna (22-14). Va bene. Serve tutto. Anzi, come recita un motto della società (pronunciato soprattutto a tavola): “Non si butta via niente”.

E’ il momento di due lungolinea perentori: il primo è una fast tremenda di Cristiana Zonca (che poi segnerà anche il punto conclusivo, arrivando così in doppia cifra); il secondo è un attacco di Michela Benefico.

Chiudiamo sul 25-16; otteniamo la parità nei set e ci accingiamo a disputare il primo tie-break stagionale, dopo aver tirato un lungo sospiro di sollievo.

Tie-break

Una Corallo in formato super pone la Nati a Taranto in posizione di vantaggio (3-0). Nolè ed El Gamal reagiscono; Lombardo pareggia (5-5), ma una Clara sempre magnifica ci riporta avanti (6-5).

C’è da soffrire fino alla fine.

Antonella Miano schiaccia un primo tempo e poi riesce a murare da sola un bolide della Corallino. Ha fatto punto ma ha rischiato di fratturarsi tutte le falangi.

Tenta il primo tempo anche Clara, ma si ripete quell’incomprensione già vista troppe volte nell’arco della gara. Solo che questa volta la palleggiatrice è Alessandra (6-8).

Clara evita la crisi di nervi ripetendo l’azione in modo finalmente efficace e andando a murare con Silvietta (9-8). Grande Michi e ancora grande Clara, che spinge giù una ricezione lunga del Battipaglia (11-8).

Le giocatrici salernitane, però, non si arrendono e tornano in parità (11-11).

Sul 13-11 il momento chiave della partita. Una schiacciata ospite finisce a terra, almeno così sembra al 99% dei presenti. Nel restante 1% ci sono l’arbitro e Clara Clemente. La palla, in realtà, è finita sul piede destro della nostra centrale ed è rimbalzata in aria mentre già le ragazze campane esultavano, il pubblico si disperava e Marcello stava per mettere mano alla rivoltella. La prosecuzione del gioco ha portato il pallone nello spazio aereo di Michela Benefico, che non ha fallito (14-11).

A fine partita Clara confermerà che il pallone le è effettivamente caduto sul piede ed essendo una ragazza onesta le possiamo credere.

E’ fatta. L’ultimo scambio termina con un errore ospite: la Nati a Taranto vince 15-11.

Il 3-2 sembra un punto perduto, ma per come è andata la partita e per come ha giocato bene il Battipaglia, possiamo festeggiare. Il nostro gioco presenta qualche inestetismo, ma è piaciuta la reazione d’orgoglio delle rossoblu. Nessuno è perfetto e le battute a vuoto possono capitare; l’importante è rimediare, coprendo con il cuore le zone d’ombra che ancora oscurano un pochino la tecnica.

E allora chiudiamo con il citato Mahfuz: queste giocatrici “non sono forse un esempio del doloroso sforzo della vita che si perfeziona? Le loro tenebre non ricevono i raggi splendenti del bene?” [2]

A proposito di raggi splendenti, informo gli appassionati che Simona Corallo e Marcella splenderanno anche in televisione lunedì sera. Il programma è Sport & Sport su Studio 100, ore 21.30 circa.

La partita NAT-Battipaglia, invece, sarà trasmessa tutti i giorni in differita in streaming su www.jotv.tv.

     Concludo con un appello a tutti i fans di Sabrina Cosentino. Sul sito che riporto di seguito c’è un sondaggio per votare il giocatore e la giocatrice-simbolo del volley catanese. Clicchiamo sul nome della bella alzatrice del Valenzano:

http://www.cataniasottorete.it/SONDAGGI.HTML

Tabellino: TARANTO-Battipaglia 3-2 (22-25, 25-21, 23-25, 25-16, 15-11)

Nati a Taranto: Zonca 11, Corallo 17, Buso n.e., Fiore n.e., Benefico 24, Clemente 20, Scaglioso 2, Mucci n.e., Mastandrea 3, Certa 2, Leone (L) 1 – All. Presta.

Aces: 6, errori in battuta: 5, muri-punto: 12.

Cofimar Battipaglia: Nolè 19, D’Andrea n.e., De Maio n.e., Serban 0, Fusco n.e., Lombardo 20, Miano 7, Dellomonaco 10, Palladino 0, Sellitto n.e., El Gamal 8, Evangelista (L) - All. Bifulco.

Aces: 7, errori in battuta: 7, muri-punto: 6.

Arbitri: Argese (BR) e Alemanni (LE).

Durata set: 25’, 26’, 30’, 26’, 15’ – Durata totale dell’incontro: 2.14’.

Altri risultati: Nojaturi-Salerno 0-3, Ostuni-Trani 0-3, Benevento-Scafati 2-3, Sarno-Potenza 3-1, Molfetta-Sala Consilina 2-3, Aversa-Matera 0-0, Montescaglioso-Tuglie 0-0.

Classifica: Matera 24; Salerno 21; Trani 20; Tuglie 18; Benevento e TARANTO 17; Scafati e Sarno 15; Sala Consilina 12; Potenza 9; Molfetta 7; Aversa e Nojaturi 5; Montescaglioso 4; Battipaglia 3; Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Sarno 170,00; Nojaturi 130,00; Montescaglioso 120,00; Matera 80,00; Benevento 40,00; tutte le altre 0,00.

Piomba in classifica il Nojaturi che rompe il ghiaccio per la Puglia e si piazza subito al secondo posto. Euro 130 per aver il pubblico sostenitore per tutta la durata dell’incontro rivolto insulti verbali (beh, non credo che scrivessero letterine...) nei confronti del 1^ arbitro; inoltre, al termine della gara un isolato spettatore raggiungeva l’arbitro all’uscita dello spogliatoio rivolgendogli epiteti offensivi (verbali, si presume...).

Prossimo turno: Potenza-TARANTO, domenica 16 novembre, ore 18.00.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) Cfr. DI CERA, G., La Nati a Taranto cerca il rilancio con il Battipaglia, “Corriere del Giorno”, 8 nov 2008, pag. 25.

(2) MAHFUZ, N., Vicolo del mortaio, Edizione CDE su licenza Feltrinelli, Milano, 1989, pag. 239.

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"Anche Sonia è abbronzata". L'ultima gaffe di Berlusconi

di skanderbeg69 (08/11/2008 - 13:12)

Unfit to lead Italy.

Inadatto a guidare l’Italia. Il famoso titolo dell’Economist alla vigilia delle elezioni del 2001 è sempre più attuale. Silvio Berlusconi non ha la statura dello statista. In tutti i sensi. Le gaffes e le figuracce che sta collezionando il capo del governo finiscono con l’oscurare i veri pericoli e le sue vere nefandezze, ma ancora una volta bisogna parlarne. Perché Berlusconi ne ha combinata un’altra delle sue.

Questa volta la gaffe riguarda il mondo dello sport. Berlusconi stava assistendo alla diretta in streaming di Benevento-Nati a Taranto su Jotv in compagnia di Gianni Letta. Sorvoliamo sui commenti relativi alle avvenenti forme delle giocatrici perché l’osservazione incriminata riguarda una valutazione di altro genere. Mentre l’allenatore rossoblu ruotava giocatrici in posto due, il capo del governo avrebbe chiesto a Letta:

     “Scaglioso, Mucci, Mastandrea... E quell’altro opposto forte dell’anno scorso non c’è? Come si chiama...? La negra...”

“Allude forse a Sonia Tinelli?” – ha puntualizzato Gianni Letta.

“Eh, sì, sì, quella molto abbronzata. La negra, appunto”.

L’infelice espressione è stata ascoltata da un giornalista del TG4 che in quel momento si trovava nel salotto di Palazzo Chigi per pulire il pavimento. Costui, a sua volta, l’avrebbe riferita ad un collega dell’agenzia Reuter e da lì la notizia ha fatto il giro del mondo.

The Guardian ha accostato il razzismo idiota di Berlusconi a quello minaccioso del presidente iraniano Ahmadinejad.

Le Monde usa il termine consternation per sottolineare l’imbarazzo suscitato dall’ennesima figuraccia del capo del governo italiano.

El Pais parla di barrera racial in riferimento all’intervento di Berlusconi.

De Telegraaf ripercorre tanto le gaffes del presidente del Consiglio quanto gli episodi di razzismo nel mondo dello sport.

Leggermente diverso il tono dei commenti di alcune emittenti italiane: “Berlusconi, che umorista straordinario!” (TG1), “Berlusconi, competente e anche simpatico. Come la Di Bello” (Studio 100).

Il premier dapprima ha smentito. Poi ha detto che si è trattato di una carineria e che chi non ha capito la battuta è un imbecille.

Più che irritata, Sonia Tinelli è parsa sorpresa: “Sono anni che gioco a pallavolo e mai nessuno mi aveva etichettata per il colore della mia pelle. Io mi sono sempre trovata bene in Italia e sono stata giudicata per le mie schiacciate e non per la mia pelle scura. La battuta di Berlusconi sembrerebbe banalmente stupida se non provenisse da un’alta carica dello Stato che dovrebbe parlare come tale e non come un cabarettista da trivio. Comunque, a me interessa soltanto tornare a giocare quanto prima. Sto bene, ho ripreso ad allenarmi e non vedo l’ora di dare il mio contributo alla squadra.”

Durissima la replica della Nati a Taranto alle parole di Berlusconi: “Se non si fosse fatto le leggi su misura potrebbe già essere in galera, quel piduista che non ha mai spiegato l’origine delle proprie ricchezze. Amico di Craxi e degli stallieri mafiosi. E non fu Paolo Borsellino a parlare di legami con la mafia poche settimane prima di essere ucciso? Berlusconi si è circondato di fascisti, di mafiosi, di rottami socialisti, di piduisti, di soubrette da calendario e adesso ha il coraggio di parlare del colore della pelle degli altri.

Quel vecchio nano pelato. Ma, sia chiaro, lo diciamo come carineria...”.

 

NOTE:

Tranne le parole usate da The Economist, The Guardian, Le Monde e El Pais, che sono vere e si riferiscono agli “apprezzamenti” di Berlusconi a Obama, questo post è in gran parte frutto di fantasia.

La foto di Berlusconi è tratta da www.elpais.com.

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Coach Marcello aderisce al movimento degli Atleti di Cristo

di skanderbeg69 (07/11/2008 - 15:27)

Il primo segnale risale a due anni fa, quando Marcello vinse il premio Don Bosco, riconoscimento per gli allenatori che svolgono un ruolo di educatori verso i ragazzi in conformità con gli insegnamenti salesiani.

Poi è arrivato a Taranto Leandro Vissotto, opposto brasiliano aderente al movimento degli Atleti di Cristo. Quei lunghi dialoghi al termine degli allenamenti della Prisma al Palafiom, dunque, non riguardavano la tecnica pallavolistica; Presta e Vissotto si confrontavano sulle interpretazioni del catechismo.

Un’altra presenza che ha influito sulla conversione del tecnico jonico è quella di Flavia Prado, il pivot brasiliano del CRAS, il cui compagno è stato spesso notato al Maria Pia, dopo gli incontri della Palafiom.

Ecco come si spiegano le due pagine dedicate dal settimanale diocesano Nuovo Dialogo alla Nati a Taranto poche settimane fa.

Coach Marcello spiega al quotidiano della CEI, Avvenire, le ragioni della sua conversione e racconta anche come il nuovo credo religioso abbia influito sulla sua professione, sul suo approccio con la squadra e con le partite, sui suoi rapporti col prossimo.

Ecco alcuni stralci dell’intervista.

 

Quando, come e perché hai aderito agli Atleti di Cristo?

La parola adesione non mi piace, fa pensare ad una setta. Il nostro movimento vuole semplicemente diffondere il messaggio evangelico attraverso lo sport, in primo luogo con la testimonianza e poi con il dialogo. Devo ringraziare Leandro Vissotto perché è intervenuto in un periodo buio della mia vita corrispondente al girone d’andata dello scorso anno. Avevamo perso malamente con l’Ostuni ed eravamo attesi dalla trasferta ad Aversa, un altro scontro diretto. La squadra non era pronta; giocava male ed il morale era a pezzi.

      Leandro mi disse di confidare nel Cielo, che mi avrebbe inviato un segno. Il giorno della partita nevicò. Nevicò come non si era mai visto: una tormenta, strade bloccate, disagi in tutta la regione. La partita fu rinviata. In quella occasione vidi nel volto di Désirée, infreddolita ed affamata, il volto dei nostri fratelli profughi e dell’umanità sofferente che ci circonda e ne fui illuminato interiormente. La squadra ebbe un’altra settimana per recuperare, arrivarono anche le vacanze di Natale e il resto lo sapete: iniziammo una rimonta straordinaria.

Ma non ti sembra di ridurre l’intervento divino ad un colpo di fortuna utilitaristico?

Ehi, a me quello serviva. Non stiamo a fare i difficili...

Come sei cambiato da allora come allenatore?

Sono più tollerante, più paziente, do meno importanza alla tecnica e più alla crescita spirituale delle mie atlete. Ormai ci alleniamo soltanto mezz’ora al giorno; per un’ora e mezza, invece, discutiamo di morale, leggiamo le Scritture, recitiamo i Vespri.

Anche dopo Benevento?

Soprattutto dopo Benevento. Lì abbiamo giocato molto male e mi dispiace per i tifosi a cui abbiamo arrecato un forte dispiacere...

E quindi cosa hai fatto? Hai triplicato le ore di allenamento? Hai moltiplicato le rullate per le atlete? Le hai picchiate?...

No, ho deciso di espiare io per loro. Ho legato una corona di cilicio alla mia gamba e mi sono autoflagellato per una notte intera. Questo per espiare il senso di colpa nei confronti dei tifosi, ma alle ragazze ho riservato la festa per la sconfitta.

La festa per la sconfitta...?

Sì, lunedì in palestra hanno trovato festoni colorati, dolci, spumante e regali. Voglio che apprezzino le cose che realmente contano nella vita. I risultati, le partite e la classifica sono vicende secolari che ci distolgono dalle priorità spirituali. E poi ero stato io a dire loro di perdere...

Come sarebbe?

E’ scritto che dobbiamo condividere i frutti della terra con i nostri fratelli. Noi avevamo 15 punti in classifica e Benevento soltanto 13. Questo non era giusto; le mie ragazze devono imparare il senso del dono e rinunciare all’accaparramento dei beni materiali che servono soltanto ad esaltare la nostra superbia.

Battipaglia, prossima avversaria, ha solo due punti in classifica. Dunque condivid...

Ehi, vai a fare in culo! Una volta è festa a Palagiano...

 

NOTE:

Le foto di Flavia Prado e di Leandro Vissotto sono tratte da www.atletidicristo.org.

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Barack Obama lancia la Nati a Taranto

di skanderbeg69 (05/11/2008 - 18:24)

Ha commosso lo spogliatoio della Nati a Taranto il primo discorso di Barack Obama da presidente degli Stati Uniti. E lo ha caricato in vista dei prossimi impegni di campionato.

Proprio le vicende della squadra tarantina erano state l’argomento più discusso negli ultimi giorni di campagna elettorale, quelli decisivi. Le due sconfitte consecutive della formazione del presidente Lupo avevano suscitato apprensione in America e le ricette per affrontare questo momento geopolitico delicato avevano ulteriormente spaccato il Paese. John Mc Cain aveva proposto l’invasione del Palafiom con il vice designato, Sarah Palin, che si era spinta oltre: «Fate giocare me nel sestetto tarantino; vi faccio vedere come spacco il mondo!».

Più equlibrata la posizione di Barack Obama, che ha saputo iniettare fiducia e speranza nel Paese.

Riportiamo integralmente il breve discorso con cui, accompagnato da moglie e figlie, ha salutato la folla di un milione di americani riunitasi a Chigaco per festeggiare il nuovo presidente. Ricordiamo che le figlie di Obama si chiamano Clemente e Benefica, in onore delle due colonne della squadra jonica.

 “La Nati a Taranto – ha detto Obama - è il posto dove tutto è possibile, anche un tracollo come quello di Benevento. Ma noi siamo e saremo sempre una grande squadra e dimostreremo al mondo intero che non siamo semplicemente una collezione di atlete.

Il cambiamento è arrivato. Nati a Taranto, we can believe in!

Non ho mai pensato di perdere. Anzi, sì, l’unico momento in cui ho avuto paura di non farcela è stato ieri, quando Veltroni ha radunato i miei sostenitori italiani al tempio di Adriano a Roma. Quando l’ho saputo mi sono grattato.

Ora chiedo a tutti voi di sostenere la Nati a Taranto nel lavoro che l’attende, mattone dopo mattone, schiacciata dopo schiacciata. Serve un nuovo patriottismo, un nuovo spirito di servizio. E’ il momento di iniziare ad immaginare ed a costruire il nostro futuro.

Siamo un unico grande Paese. Non vedo né rossi né blu; vedo solo rossoblu. Non conta che siamo pugliesi o piemontesi, di Paolo VI o della Salinella. Siamo uniti verso un unico obiettivo: la vittoria! Yes, we can.

Sabato tutti al Palafiom! Ci no’ zump’ è repubbl’càne...”

 

NOTE:

La foto di Barack Obama con la famiglia è tratta da www.repubblica.it.

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Colpo d'occhio

di skanderbeg69 (04/11/2008 - 21:21)

Consolazione doveva essere e consolazione è stata.

Marianna Masoni, il più bel gioiello di famiglia della Palafiom, ha giocato a San Vito dei Normanni, ha contribuito alla vittoria, non ha fatto molti punti, ma ha deliziato i suoi fans nel corso di una serata epica.

Apriamo questa finestra sulla serie A con la bella notizia di un altro mito della pallavolo tarantina, Luigi Mastrangelo (il Masoni in scala ridotta...), che finalmente gioca per i colori della sua terra. Più o meno, visto che lui è di Mottola.

A San Vito dei Normanni, dunque, si affrontano la squadra locale e l’Urbino di Marianna, ma anche di un’altra tarantina, Roberta Bottiglione.

Un’altra stella del volley, Valentina De Mitri, è in tribuna a sostegno proprio della sua amica Bottiglione, ma anche per verificare gli esiti del proprio investimento. E’ lei, infatti, lo sponsor dell’Urbino, come si nota chiaramente dalla scritta sulle maglie delle ospiti...

Il palazzetto è stracolmo. E’ piccolo ma bello, perché è raccolto e il calore del tifo può abbracciare il parquet. E le foto vengono meravigliosamente bene anche stando comodamente seduti. L’unico problema del Palamacchitella è l’area destinata al parcheggio: l’auto di Marcello trova spazio nei pressi di Carovigno, ma anche questa alla fine risulterà una circostanza fortunata.

Pensare positivo.

Pensare positivo anche quando scopri che Marianna non fa parte del sestetto titolare. Dimmi tu se abbiamo fatto tanto strada per vedere la nostra beniamina, sangue del nostro sangue, nascosta da un pilastro...

Ci sarà almeno Alessandra Piccione a deliziarci con le sue giocate magnifiche – penso. Niente da fare: la Fenomena è infortunata. Se Marianna è in piedi accanto alla panchina e coperta da un pilastro, Alessandra osserva l’incontro da fondo campo, appoggiandosi ad un ripiano strutturale del palazzetto. Vista da lontano, sembra una commare di paese, di un centro storico, affacciata alla finestra del piano terra per essere partecipe della vita del borgo.

Pazienza. Gli ultras del San Vito distribuiscono bandierine bianche e bandierine blu, sottolineando che vanno restituite a fine partita. Bah, se fregassimo tutte quelle blu, poi ci resterebbero da produrre soltanto quelle rosse. La metà dei costi sarebbe ammortizzata con questo metodo, per così dire, creativo.

La partita inizia e devo dire che il gioco è spettacolare. Io credo che l’A1 e l’A2 femminili esaltino la pallavolo meglio di qualunque altra categoria. Il volley maschile, infatti, è troppo potente e finisce con l’essere quasi scontato. Chi riceve, di solito, contrattacca e fa punto. Bastano un paio di battute vincenti o di muri per segnare le sorti di un set. La pallavolo femminile di B2, al contrario, comporta scambi molto più lunghi, che esaltano soprattutto le difese. Break e controbreak sono frequenti. Il che non è male.

Però trovo che nell’A2 femminile ci sia un equilibrio perfetto tra potenza ed agilità; i cambi-palla immediati (quelli da uno-due-tre punto) ci sono, ma non sono così automatici come nella serie A maschile. Le partite sono molto spettacolari.

E questa lo è in modo particolare.

Non c’è la Fenomena, non c’è (ancora) Marianna, ma ci sono comunque giocatrici come Prado, Pinedo e Germanova a dare un senso a questa gita fuori porta. 

E nell’Urbino c’è un’altra stella di prima grandezza: la palleggiatrice Katja Luraschi.

Che tocco incredibile. Sembra che il contatto mani-palla duri un millesimo di secondo e poi che precisione, che visione di gioco, che capacità di far girare la palla dove vuole. E non mancano le conclusioni a sorpresa con il tocco di seconda.

Forse è la prima volta che vedo una palleggiatrice più brava di Ale, di Marcella e della Cosentino.

Nonostante l’assenza di Marianna, Urbino vince il primo set 23-25. Nel secondo arriva la punizione divina: San Vito decolla finché il coach marchigiano non introduce finalmente la pupa nostra. Non era mancato un accenno di contestazione da parte mia (“Fa’ trasè ‘a Masoni ca amma venùt’ appòst’!”).

Con l’opposta tarantina sul parquet, Urbino compie una rimonta incredibile: da 6-16 pareggia 22-22 e poi va a vincere il set (23-25). Ecco perché bisogna crederci sempre.

Brava, Marianna. Grande Marianna. Poi dicono che non capisco niente di pallavolo quando invece dovrei fare il selezionatore per la nazionale (per Masoni, Luraschi e Piccione, posto assicurato)...

Bella reazione del San Vito nel terzo set con Georgina Pinedo che si mette in evidenza per i suoi servizi impressionanti. Sembra Sartoretti. Propongo a Marcello di insegnarlo a tutte le ragazze della NAT, ma il day after di Benevento non è la giornata adatta per formulare ipotesi tecniche ambiziose. La risposta del coach tarantino non è di quelle che faciliteranno la sua candidatura al premio Nobel quest’anno.

Nel frattempo Valentina De Mitri manifesta una particolare sensibilità al fumo; se viene accesa una sigaretta a Ceglie, lei riesce a percepirlo da San Vito dei Normanni. Sospetto che la ditta De Mitri, quella che sponsorizza Urbino, produca impianti antincendio.

Coach Pistola fa uscire Marianna. E che cavolo! Non si interrompe così un’emozione. A quel punto esce anche il signor Masoni, che adesso ha la scusa buona per andarsi a vedere il gran premio dal monitor della sua automobile (ma non mentre guida).

Il modo con cui Urbino spreca un quasi match-ball è piuttosto sconcertante: due giocatrici si ostacolano a vicenda e la palla cade soavemente a terra, proprio in mezzo a loro. Il coach ospite conserva un ammirevole self-control; Marcello si sarebbe precipitato in campo con una mannaia.

Poco male: Urbino vince lo stesso (24-26). Senza la sostituzione di Marianna nel terzo set avrebbe vinto prima.

Comunque, che belle squadre, che bel gioco, che spettacolo, cavoli.

Pure a Taranto lo voglio vedere un gioco così; andiamo in serie A, dai!

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Benevento-Nati a Taranto 3-0

di skanderbeg69 (02/11/2008 - 13:24)

Sabato 1^ novembre 2008 – ore 18.30

Le streghe di Benevento hanno colpito ancora e questa volta – sarà per effetto della notte di Halloween – la mazzata è stata più forte che mai.

“Disfatta” è la parola usata da Marcello, in diretta su Jotv al termine della partita. Quando, un minuto dopo la conclusione del match, ho visto Candelli avvicinarsi al coach per l’intervista a caldo, ho temuto per l’incolumità delle attrezzature.

Però bisogna dare atto al mister che anche dopo sconfitte così dolorose ed irritanti sa garantire aplomb al microfono. Senza trascendere.

Questa sarà una cronaca centrata sulle immagini di Jotv visto che finalmente ho reperito il programma giusto. Speriamo che sia l’ultima partita che mi perdo; dovrebbe finalmente essere così.

Le immagini scorrono, un po’ frammentate, sin dal riscaldamento. Ogni tanto si bloccano e bisogna premere il tasto Aggiorna; dopo qualche secondo, però, rivedi la stessa sequenza di prima con qualche altro secondo in più. E che diretta è?!

Per tutto il riscaldamento l’immagine è fissa su Alessandra, che dev’essere la beniamina degli organi di informazione di Taranto.

Lo speaker beneventano invita sul parquet il sestetto jonico iniziando dal numero 7 Michela... Benefìcio...

Può capitare; lo speaker di Taranto fa di peggio. Il sorrisino che scaturisce da questo errore sarà il primo e l’unico della serata in casa rossoblu.

Simona-di-metallo e Silvietta sono recuperate, ma l’allenatore tarantino ripropone la soluzione creativa con Marcella nel ruolo di opposto. Dunque, il sestetto è Certa, Scaglioso, Clemente, Zonca, Beneficio e Corallo con Leone libero. A disposizione Buso, Fiore, Mucci e Mastandrea.

Coach Feleppa propone Lonardo in palleggio, Mauriello opposto, Bernardi e Miriam Napolitano centrali, Agozzino e Mara Napolitano laterali, Leone libero. In panchina Sigala, Petito, Piscopo e Musto.

Non mi dite che anche Mara Napolitano e Miriam Napolitano sono gemelle... Se è così, mi pare che le mamme del volley sgràvino a doppio...

Un consiglio, rivolto a tutti i genitori del mondo, per la scelta dei nomi: non date ai vostri figli nomi che inizino con la stessa lettera.

Prendiamo le sorelle Napolitano, Mara e Miriam. Già il cognome è lungo; inoltre le ragazze sono alte, longilinee e magre. Giuste, direi. Non un grammo in eccesso. Per scrivere sulla maglia “Napolitano”, le spalle non bastano; bisogna quasi partire dai gomiti. In più, per distinguerle, bisogna aggiungere non una lettera del nome ma ben due perché la sola M. sarebbe equivoca (c’è scritto, infatti, Ma. e Mi.). Ed è andata pure bene che non si chiamano Mariagrazia e Mariastella; in tal caso non sarebbe bastata una maglia XXL...

     Di buono c’è che, se a fine campionato la squadra dovesse essere ricevuta al Quirinale dal presidente della Repubblica, non ci sarebbe bisogno di stampare “Napolitano” su una maglia da sacrificare all’uopo, ma sarebbe sufficiente staccare due lettere dalla maglia di una delle due sorelle. L’altra, quella che rimane, se la possono dividere fraternamente.

E’ evidente che sto allungando il brodo per non parlare della partita.

A proposito, avete notato che entrambi i liberi si chiamano Leone (Simona e Valentina)? Che siano gemelle anche loro...?

Meh, mo avast’. Sciàm’, il dovere mi chiama.

Primo set

L’inedita diagonale Certa-Scaglioso all’inizio della partita sembra funzionare, ma i problemi in casa rossoblu sono altri ed emergono dopo un illusorio equilibrio durato sino all’8-6.

Benevento forza il servizio quanto basta a far trascorrere un pomeriggio di passione alla ricezione NAT, attacca con grande efficacia e difende quasi tutti i palloni che piovono dalle bande ospiti. Il vantaggio aumenta (16-12), ma la Nati a Taranto sembra ancora in grado di recuperare. Ci provano Cristiana e Marcella, ma le atlete sannite tengono duro: una pipe della Agozzino ed un servizio vincente di Mara Napolitano lanciano la squadra di casa verso il traguardo parziale (25-15).

Secondo set

Il secondo set si vede perfettamente, in diretta. Purtroppo, però, lo spettacolo non offre soddisfazioni ai tifosi tarantini.

Teresa Agozzino sfrutta al meglio il proprio turno in battuta (4-1), poi si affina ulteriormente il muro-difesa del Benevento, i cui attacchi non sembrano incontrare molta resistenza. Sul 9-4 coach Presta introduce Silvietta al posto della Corallina; il rientro del giovane opposto tarantino è di per sé una buona notizia, ma neanche la promettente atleta cresciuta nel vivaio NAT riuscirà ad essere incisiva. Marci si arrabatta da entrambi i lati dell’attacco tarantino e tiene ancora in vita la squadra rossoblu, ma in questa fase è la Agozzino a salire in cattedra e ad incrementare il vantaggio beneventano (13-7). La schiacciatrice campana manda in tilt la ricezione jonica, beffata da due servizi consecutivi.

Il telecronista di Jotv non interviene per tutta la partita; in compenso si percepisce qualcosa dei contenuti del time-out chiamato da Marcello sul 13-6. Dice quattro o cinque volte in 20 secondi la parola di cinque lettere che inizia con c e finisce con o. Controllate la differita se non ci credete.

Quando in tv avvicinano i microfoni a Barbolini o a Montali durante i time-out, non sono così volgari...

Intanto Mucci sostituisce Ale mentre Marcella torna al proprio ruolo naturale di palleggiatrice; il cambio, però, non interrompe il micidiale break di sei punti delle padrone di casa. Bene in questa fase anche la centrale Bernardi.

Ma la centrale beneventana è la sorella gemella di Lorenzo Bernardi...?

 Rientra Simona Corallo (per Silvietta), ma Benevento procede come un treno. Sul 21-8 la Nati a Taranto mette a terra tre palloni consecutivi ed accenna ad una reazione con qualche conclusione di Cristiana ed un ace di Mucci; punti che servono soltanto ad attenuare il passivo (25-16).

Terzo set

La parola disfatta risulta calzante soprattutto per il terzo set, nel quale soltanto Zonky e Clara giocano decorosamente. Quest’ultima chiuderà con un bottino personale di 9 punti; nessuna rossoblu arriverà in doppia cifra.

     Il collegamento in streaming si interrompe di nuovo; quando riprende, Benevento è già sul 6-2. Poi dilaga, ma per fortuna ci sono ancora problemi tecnici che risparmiano ai telespettatori il tracollo definitivo della NAT.

Quando tornano le immagini in diretta, il punteggio è agghiacciante: 21-11. Non ci voglio credere. Il forte opposto Mauriello e le sorelle Napolitano partecipano alla marcia trionfale che terminerà con l’eloquente punteggio di 25-12, proiettando la matricola sannita al quarto posto in classifica.

Sopra di noi, ahimè.

A beneficio degli appassionati e dei giornalisti, questa settimana avrei voluto iniziare a pubblicare i tabellini con gli scout. Credo convenga rinviare alla prossima.

Tutti i tifosi e gli amici della NAT hanno, comunque, un motivo di consolazione: stasera il gioiello made in Palafiom, Marianna Masoni, attualmente opposto a Urbino in A2, torna in Puglia. Alle 17.30 affronta il San Vito dei Normanni al Palamacchitella. La consolazione sta nel fatto che il risultato non conta: che Marianna vinca o perda non ce ne fotte niente. Anzi, speriamo che vinca San Vito dei Normanni. L'importante è che lei giochi, giochi bene e faccia un sacco di punti.

Altri risultati: Salerno-Molfetta 3-0, Battipaglia-Tuglie 0-3, Scafati-Nojaturi 3-0, Matera-Sarno 3-1, Trani-Aversa 3-0, Potenza-Montescaglioso 3-1, Sala Consilina-Ostuni 3-0.

Classifica: Matera 21; Salerno 18; Trani 17; Benevento 16; Tuglie e TARANTO 15; Scafati 13; Sarno 12; Sala Consilina 10; Potenza 9; Molfetta 6; Aversa e Nojaturi 5; Montescaglioso 4; Battipaglia 2; Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Sarno 170,00; Montescaglioso 120,00; Matera 80,00; Benevento 40,00; tutte le altre 0,00.

Nessuna multa, ma per la prima volta in questa stagione la Nati a Taranto è protagonista: “Richiamo per illuminazione insufficiente sul terreno di gioco (presenti zone d’ombra)”. Se il Palafiom era illuminato in modo insufficiente, cosa dire della palestra di Talsano in cui Rossella stava per giocare con gli occhiali a raggi infrarossi per quanto era buio...?

Ma non fa niente; apprezziamo la poesia del comunicato: “presenti zone d’ombra”... Poche parole che si adattano soprattutto ai contenuti di quella partita. E’ una metafora. Le zone d’ombra sono i tre finali dei set, quelli in cui la NAT si è spenta e Matera si è presa la meritata vittoria.

Prossimo turno: TARANTO-Battipaglia, sabato 8 novembre, ore 19.00, Palafiom, via Golfo di Taranto.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

La foto di Giorgio Napolitano è tratta da http://it.wikipedia.org, quella di Lorenzo Bernardi da http://fried.li/volleyball, quella di Clara è di Luca.

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