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Le streghe di Benevento

di skanderbeg69 (31/10/2008 - 14:58)

     Con particolare piacere ospito sul blog un intervento della schiacciatrice Teresa Agozzino, che ci presenta la sua città e la sua squadra, la Benevento Volley, prossima avversaria della Nati a Taranto. Le foto sono di Renato Melillo (che salutiamo e ringraziamo).

 

Certe occasioni capitano una sola volta nella vita e, conscia di ciò, ho accettato di buon grado l’invito fattomi per raccontare un po’ di Benevento e della mia squadra: la Benevento Volley.

Per chi non lo sapesse (spero pochi!) Benevento è un comune della Campania, capoluogo dell’omonima provincia, conosciuta come Sannio. Con i suoi 62.940 abitanti è il nono comune più popoloso della regione. Città sannitica, romana, longobarda e poi pontificia, vanta un interessante patrimonio storico ed archeologico.

E’ sede dell’Università degli Studi del Sannio e dell’Arcidiocesi. La sua nascita risale al IV secolo a.C. col nome osco-sannita di “Maloenton” che i Romani mutarono in “Beneventum” dopo la vittoria del 275 a.C. su Pirro, il re dell’Epiro, a testimonianza del bonus eventus.

Una leggenda che risale al medioevo la vuole la “Città delle Streghe”, fama che sopravvive ancora oggi.

E saranno state proprio le Streghe beneventane a fare una fattura alle nostre avversarie consentendoci di raggiungere quota 13 punti in classifica inanellando quattro vittorie consecutive su cinque partite? Chissà!!!

Per ora ci godiamo questa piacevole vista dall’alto con la consapevolezza che il “bello” deve ancora arrivare. Ma ad una squadra neopromossa, che già due anni fa aveva sfiorato per un soffio la promozione in B2, promozione poi centrata lo scorso anno al termine della lotteria dei play off, e che per la prima volta nella sua storia calca i parquet della serie B2 femminile, non si poteva chiedere di più.

Con un organico composto per 9/12 da atlete beneventane e con un occhio sempre attento alla cura e alla crescita delle giovanissime, l’obiettivo della società continuerà ad essere il raggiungimento della salvezza il prima possibile, obiettivo non facile viste le cinque retrocessioni.

Se poi ci sarà modo di togliersi qualche soddisfazione strappando punti alle più quotate avversarie nessuno dirà di no.

Una società seria, quella del Presidente Antonio Feleppa, abituata a non fare il passo più lungo della gamba che, considerato il mare agitato in cui naviga la nave del volley,non è cosa da poco!

Vi aspetto a Benevento... e non è una minaccia! ;)

 

Teresa

Tag: volley,sport,pallavolo,benevento

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Centomila pagine viste! Vi voglio bene

di skanderbeg69 (30/10/2008 - 08:00)

Il contatore Shiny Stat che vedete in fondo alla pagina oggi dovrebbe raggiungere le sei cifre: 100mila pagine viste dalla data in cui è stato installato (data che non mi ricordo; mi pare fosse intorno all’aprile 2007). E’ un traguardo simbolico perché quello effettivo è stato raggiunto molto tempo prima dato che il blog è nato nell’ottobre 2006.

Beh, grazie a tutti. Le visite, di per sé, non implicano il gradimento, ma spero che questo sito vi piaccia. Io mi diverto un sacco.

Le centomila pagine viste possono rappresentare una tappa di verifica. Alcuni difetti posso riconoscerli: dall’incompetenza tecnica alla censura dei commenti per i motivi che non sto a ripetere (comunque le censure non sono state più di una ventina e solo un paio erano obbligate; le altre sono state una scelta di opportunità fatta a malincuore). Di altri difetti certamente non mi accorgo, ma ogni proposta costruttiva sarà valutata con la dovuta attenzione.

Tornando al contatore, io provo una certa soddisfazione nel notare una certa “fedeltà” anche tra i lettori connessi da regioni nelle quali la Nati a Taranto non gioca più. L’anno scorso era il Salento (non c’erano squadre leccesi in B2 ma c’erano sempre numerosi lettori); quest’anno resiste un piccolo zoccolo duro in Abruzzo.

A proposito, quest’anno tenterò di ripetere l’esperimento di Manoppello, quando Verino ci illustrò la storia dell’Arabona e le caratteristiche del paese abruzzese; già nelle prossime ore dovrebbe esserci il primo contributo esterno altrettanto gradito in vista della trasferta in Campania (quello di Ivana lo considero un contributo interno).

E se ogni tanto scrivessero un articolo anche le giocatrici rossoblu? Perché no? Le protagoniste del blog siete voi...

E se qualcuno ci aggiornasse periodicamente anche sulla NAT-Tempesta di serie D? Io qualche partita verrò a vederla, ma con l’intento di godermela senza blocchetto, microfono e macchina fotografica. Solo con la trombetta.

     Beh, intanto, in occasione del centesimo contatto, vorrei leggere una testimonianza che mi ha particolarmente commosso...

“Mi chiamo Luigi e lavoro alle Risorse Finanziarie del Comune di Taranto. Nonostante le numerose inchieste in cui sono coinvolto, nonostante gli accertamenti che la magistratura sta compiendo sulle mie presunte responsabilità nel noto dissesto, nessuno mi ha ancora cacciato a calci in culo da questa città. Qui in via Speziale il blog è molto seguito. Se volete potremmo anche accordarci per alcuni interventi migliorativi nell’interesse di entrambi: inviatemi qualche fattura di materiale di cancelleria, di informatica, di arredo. Sia cose che servono, sia – soprattutto – cose che non servono. Possiamo arrivare fino a 6 milioni di euro. Pagano i contribuenti e i cittadini di Taranto. ‘Azz..., sta venendo la guardia; vi devo lasciare...”

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Dopo la Wertmuller, anche l'emittente Jotv subisce richieste estorsive

di skanderbeg69 (28/10/2008 - 20:05)

Non si è ancora spenta l’eco della clamorosa denuncia di Lina Wertmuller, a cui due delinquenti avevano chiesto 50mila euro per poter continuare senza problemi le riprese in città vecchia del film Mannaggia alla miseria (ennesima figura per Taranto), quando un nuovo inquietante espisodio sale alla ribalta delle cronache.

La notizia è trapelata soltanto ieri, ma l’evento criminoso è avvenuto due settimane fa, ad Ostuni, e riguarda questa volta una troupe dell’emittente Jotv, che trasmette in streaming le partite della Nati a Taranto.

I cronisti avevano appena sistemato l’apparecchiatura nella tribuna stampa del palazzetto di Ostuni e si apprestavano ad iniziare le riprese dell’incontro di volley. Improvvisamente si è presentato un individuo con il volto coperto da un passamontagna, una maglietta blu a righe bianche orizzontali, pantaloni neri e scarpe da ginnastica. Costui, di età compresa tra 46 e 48 anni, codice fiscale che inizia con PRSMRC, avrebbe imposto ai cronisti il pagamento di 50mila euro; in caso contrario avrebbe minacciato gravi ritorsioni ai danni delle attrezzature, non garantendo neanche per l’incolumità degli operatori televisivi. “Non ci saranno altri avvertimenti – ha concluso il malvivente – ora scusatemi, ma devo consegnare le formazioni agli arbitri”.

Nel corso della diretta – denunciano i cronisti di Jotv – ci sarebbe stato un secondo segnale minaccioso, più ambiguo, più velato, ma sufficiente a far loro comprendere chi fossero i beneficiari della richiesta estorsiva. Durante l’intervista al termine del secondo set, il presidente della Nati a Taranto ha detto testualmente: “Per mantenere alto il rendimento e gli standard qualitativi della squadra rossoblu, soprattutto in questi tempi di crisi finanziarie globali, l’immissione di ulteriori contanti nel bilancio della società farebbe comodo. Diciamo altri 50mila euro. E’ nell’interesse di tutti, anche vostro. Vedo che avete apparecchiature belle e costose. A proposito, sono assicurate in caso di incendio...? Così, per curiosità...”

     La polizia avrebbe già acquisito la registrazione della partita. Dopo accurate ricerche, inoltre, nei pressi di un cassonetto è stato ritrovato il passamontagna utilizzato dal primo estorsore. La polizia scientifica ha tentato di prelevare eventuali capelli rimasti attaccati al copricapo per analizzarli e risalire al DNA del reo, ma stranamente non ne hanno trovati...

Visto che siamo in argomento, segnaliamo che il programma più adatto a vedere le partite della Nati a Taranto su Jotv è Windows Media Player 11.

Anche l’incontro NAT-Matera è stato seguito, almeno in parte, da quasi 200 spettatori, molti dei quali erano tifosi tarantini sparsi per l’Italia. Il più giovane supporter è mio nipote, che ha seguito la partita da un monitor appositamente installato nell’ospedale Careggi di Firenze, dove il piccino è nato (con una certa premura) la settimana prima.

Al termine dell’incontro, Francesco, visibilmente contrariato, ha pronunciato le sue prime parole di senso compiuto:

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Nati a Taranto-Matera 0-3

di skanderbeg69 (26/10/2008 - 14:27)

Sabato 25 ottobre 2008 – ore 19.00

Si interrompe la serie positiva della Nati a Taranto; nel big-match della sesta giornata in cui si sono affrontate le uniche due squadre imbattute del girone, prevale Matera. Nettamente nel risultato, non altrettanto nettamente nell’andamento dei tre set visto che siamo stati in vantaggio 20-18 nel primo, 21-18 nel secondo, 20-19 nel terzo e poi li abbiamo persi tutti e tre. Qui ci sono i rimpianti per la NAT, ma qui, e non solo qui, c’è anche la bravura del Matera, spietato quando i palloni scottano. Le grandi squadre si vedono anche da questo.

Non facciamo drammi. Ripartiamo da quello che non ha funzionato per migliorare. Lo spettacolo, comunque, non è mancato al Palafiom.

Si comincia con lo stip-tease di Cristiana al termine del riscaldamento (nel deposito, per dovere di cronaca) e si prosegue con il tifo costante dell’Armata Jonica, a sostegno della NAT.

La prima emozione la vive coach Galtieri. Quell’imbranato dello speaker chiama in campo Roberta Calculli, che ha il numero uno, ma non è nel sestetto titolare della squadra lucana. L’anno scorso scambiai Simona Mereu con Manuela; il biondo ex-libero rossoblu, per coprire l’errore, si fiondò in campo. La Calculli, invece, resta disciplinatamente seduta mentre il mister suda freddo per il timore di aver consegnato agli arbitri il foglietto con i numeri sbagliati.

In realtà scendono sul parquet Arianna Amati, Ilenia Di Blasi, Micaela Vecerkova, Emanuela Romano, Jessica Romano, Michela Ristits e il libero Raffaella De Vita. Restano in panchina la citata Calculli, Teresa Russo e Anna Maria Sarra.

Problemi in posto due per coach Marcello Presta: oltre a Sonia Tinelli, è assente anche Silvia Mastandrea (infortunata al ginocchio), ma c’è Simona Mucci che nel ruolo di opposto ha già giocato ad Ostuni. In diagonale con lei c’è Marcella Scaglioso, in diagonale anche Clara Clemente e Cristiana Zonca, come pure Michela Benefico e Simona Corallo. Libero Simona Leone. In panchina Silvia Buso, Alessandra Certa e Désirée Fiore.

Silvietta gioca in diagonale con Alfredo al segnapunti.

Arbitrano Giuseppe Stallone e Roberta Anelli. Piccola curiosità statistica: era dal 13 ottobre 2007 che la Federazione non mandava una donna ad arbitrare a Taranto. Mandate, mandate...

Primo set

Michela protagonista della prima fase dell’incontro: suoi quattro degli otto punti che ci portano al primo time-out tecnico in vantaggio per 8-5. Ed è sempre lei a riprendere la corsa della Nati a Taranto. La Time Volley Matera ha qualche difficoltà ad entrare in partita e il gioco, piuttosto spezzettato, ne risente.

Poi le rossoblu iniziano a sbagliare qualche conclusione e le atlete lucane ne approfittano per il sorpasso (10-11). Dal repertorio della Ristits non può mancare la pipe vincente. Sul 12-14 attacca la Vecerkova, ma le si oppone Clara con un muro imperioso. E’ un duello tra giganti; il muro successivo è proprio della centrale ceka (13-15). Murano anche Marcella e Cristiana; mura Simona Corallo (16-15). Poi dice che l’edilizia è in crisi.

Il sottotenente è scatenato: altri tre punti e andiamo sul 20-18. Fra l’altro la centrale piemontese mi ha risposto su Facebook e dunque avrà una valutazione particolarmente positiva; chi oserà respingermi sul social network sarà descritto in termini critici sia sul blog che sulla stampa. Ho già un paio di nomi nella lista nera.

Una giocatrice rossoblu sbaglia la battuta sul 20-18, ma non dico il nome in ragione di quello che ho appena scritto...

Matera ottiene il pareggio (20-20), ma il problema serio è un altro: nell’azione si fa male Simona Mucci. L’avvenente giocatrice rossoblu si tocca la caviglia di metallo e purtroppo deve abbandonare tra gli applausi di incoraggiamento del pubblico, il sostegno caloroso dell’Armata Jonica e la solidarietà dei tifosi materani, sportivissimi.

Tinelli, Mastandrea e ora Mucci. Chiunque entri in posto due quest’anno farebbe bene a mettere la mano dove sa.

Tocca a Silvia Buso, che è una centrale, ma in passato ha giocato anche da schiacciatrice. Purtroppo Matera va a segno con Jessica Romano e con Micaela Vecerkova (20-23). La NAT è un po’ frastornata dall’infortunio a Simona, ma il vantaggio è frutto della determinazione delle lucane. Ci si affida a Michela, che annulla il primo set-point, ma alla fine il punteggio si fissa sul 22-25.

Secondo set

Ace di Silvia Buso, doppio colpo di Clara e attacco vincente della Corallina (5-2). La paura è alle spalle e la partita torna in equilibrio. Magia di Ilenia Di Blasi con una precisa diagonale stretta in palleggio, poi la Ristits mette a terra un pallone con metodi più tradizionali e risoluti.

Sul 5-5 c’è un break della Nati a Taranto: vi contribuiscono Marcella, Cristiana e una strepitosa Corallo (10-5).

Reazione materana con Di Blasi e Jessica Romano, poi Emanuela Romano sbaglia il servizio compromettendo il lavoro della sorella gemella. Quante gemelle monozigote nel mondo del volley... Tutte notevoli, bisogna dire.

Notevole anche il mani-fuori di Michela che replica ad una fast della Vecerkova. Muro NAT e siamo 14-10, poi riprendiamo a sbagliare e soffriamo un po’ in ricezione. Simona Leone si vede costretta ad appoggiare in bagher riproponendosi nell’antico ruolo di palleggiatrice, ma non basta: un malinteso in fase di costruzione del gioco regala il pareggio alle ospiti (14-14).

Per fortuna non manca la grinta alle rossoblu: muro di Clara, attacco di Michela e servizio vincente della nostra schiacciatrice “storica” (17-15). Mani-fuori Ristits, mani-fuori Corallo e punto Buso che respinge una ricezione lunga della Time Volley (20-17). Qui esce la classe e il sangue freddo del Matera e in particolare di Ilenia Di Blasi. Non basta un muro di Cristiana (21-18) ad arrestare la rimonta lucana: noi tiriamo due volte fuori misura; Vecerkova, Emanuela Romano e Ristits mettono la palla a terra (22-25) e l’unico punto delle tarantine è una gentile doppia donataci dalla Amati.

E’ Matera ad essere più determinata nei momenti decisivi o è la NAT ad avere le vertigini in un incontro così sentito?

Terzo set

C’è Alessandra sul parquet al posto di Marcella.

Si lotta punto a punto nei primi scambi del terzo parziale. Bene la Corallina, ma è soprattutto Michela a lanciare l’ennesima fuga delle rossoblu (6-4). Questa dura poco perché Di Blasi e Vecerkova pareggiano (6-6) e si resta in equilibrio sino all’8-8.

A quel punto è Matera che tenta l’allungo con una Michela Ristits che mette il pallone a terra anche ad occhi chiusi...

Sul 10-13 il coach jonico tenta una soluzione creativa: rientra Marcella, ma non esce Alessandra. Esce Silvia. Si tenta di sfruttare l’aggressività della Scaglioso ed i suoi centimetri; in effetti il muro in comproprietà con il sottotenente è incoraggiante in tal senso. Michela, Cristiana e ancora Michela coronano la rimonta (15-14), poi la Corallina commette l’ottavo errore di squadra in battuta. Non sto a ripetervi le parole del coach.

Per fortuna Michela in questa fase è un fulmine di guerra e va a segno in tutti i modi: diagonali, mani-fuori, lungolinea e se il muro le si oppone, lei rimedia con un pallonetto (19-18). Sbaglia qualcosa anche Matera e restiamo in vantaggio sul 20-19.

Poi si spegne la luce e brillano soltanto le stelle lucane: punto Ristits, ace Amati, pallonetto Ristits, fast rossoblu sul nastro, bomba Ristits indifendibile (dai sassi di Matera alle sassate di Matera) e conclusione lunga di Simona Corallo (25-20).

Purtroppo i set non finiscono a 20 ma a 25. La determinazione nei momenti decisivi, che in altre occasioni era stata l’arma vincente della NAT (contro il Molfetta, ad esempio), questa volta si rivela una risorsa per le nostre avversarie. E’ una risorsa che legittima questa vittoria, grazie alla quale le ragazze di coach Galtieri possono guardare la classifica dall’alto in basso in beata solitudine.

Nati a Taranto bella a tratti, ma incostante. Ha sofferto un’avversaria di grande livello e urge correre ai ripari nell’arco di una settimana perché sabato prossimo a Benevento ne affronteremo un’altra dello stesso genere.

Intanto, coach Sasà, all’esordio come primo allenatore in B1, vince 3-0. Complimenti! Qualcuno si è chiesto: come può essere esonerato un allenatore dopo la prima giornata...? Mah, che c’è di strano? Sappiamo di allenatori che hanno subìto due esoneri addirittura prima che il campionato iniziasse...

Altri risultati: Nojaturi-Benevento 2-3, Sarno-Battipaglia 3-1, Molfetta-Trani 1-3, Tuglie-Potenza 3-0, Ostuni-Scafati 0-3, Aversa-Salerno 0-3, Montescaglioso-Sala Consilina 0-3.

Classifica: Matera 18; TARANTO e Salerno 15; Trani 14; Benevento 13; Sarno e Tuglie 12; Scafati 10; Sala Consilina 7; Potenza e Molfetta 6; Aversa e Nojaturi 5; Montescaglioso 4; Battipaglia 2; Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Sarno 170,00; Montescaglioso 120,00; Matera 80,00; Benevento 40,00; tutte le altre 0,00.

Un dirigente del Matera è stato squalificato per comportamento antisportivo nei confronti di un collega avversario e per le proteste nei confronti del 2^ arbitro. Da qui la multa di 80 euro. Metà dell’importo dovrà versarlo Benevento perché la suite dell’arbitro non aveva il bagno. Graziato Scafati nonostante un richiamo per analoghi motivi: lo spogliatoio dell’arbitro era privo sia di bagno che di chiave. Ma, in effetti, pensandoci bene, non essendoci il bagno, che bisogno c’è di chiudersi a chiave...? Sarebbe grave se ci fosse il bagno, ma non ci fosse la chiave, no?

Prossimo turno: Benevento-TARANTO, sabato 1^ novembre, ore 18.30.

Un sms per Ivana:

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Berlusconi: "Contro le occupazioni della Ristits, polizia nei palazzetti"

di skanderbeg69 (23/10/2008 - 14:29)

Usa il pugno duro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alla vigilia della partita Nati a Taranto-Time Volley Matera: “Michela Ristits sta realizzando troppi punti. Lei e tutte le ex-brindisine (Taurisano, Casalino, ecc.) stanno alterando pesantemente gli equilibri di questo campionato occupando i parquet del meridione. Io ho il dovere di garantire l’ordine, come ho già dimostrato a Genova in occasione del G8, e per farlo non esiterò ad utilizzare le forze di polizia”.

Il premier se la prende anche con il mondo dell’informazione, a suo dire troppo indulgente nei confronti delle fuoriclasse che da alcune settimane occupano i palazzetti e le palestre della B2: “Ritornano i cattivi maestri degli anni di piombo e ritornano le bugie della sinistra, ma le riforme del ministro Gelmini andranno avanti”.

     Per la cronaca, Mariastella Gelmini è il ministro che denunciò il livello di preparazione, a suo dire, inadeguato degli insegnanti meridionali.

Peccato che lei, bresciana, si sia trasferita a Reggio Calabria nel 2001 per sostenere l’esame di abilitazione alla professione di avvocato. Nel capoluogo calabrese la percentuale di ammessi agli orali è del 93%, a Brescia è del 31%; da qui la decisione della futura ministra.

Due fenomeni inquietanti: indubbiamente è scandalosa la differenza di percentuali, ma è scandalosa anche l’ipocrisia della Gelmini in considerazione delle sue future dichiarazioni circa gli insegnanti del sud. In pubblico parlano come Braveheart per prendere per il culo i leghisti, ma poi in privato agiscono come il clan degli avellinesi... Vabbè lasciamo perdere.

Berlusconi descrive a tinte fosche lo scenario del girone G: “Ci sono palazzetti e scuole in cui tante atlete vorrebbero giocare serenamente, ma la Ristits e le sue ex-compagne, istigate dall’estrema sinistra e dai centri sociali, lo impediscono. Questo non lo permetteremo.

Le occupazioni dei parquet non sono espressione di democrazia; si tratta, al contrario, di violenza nei confronti delle altre giocatrici, delle famiglie, degli appassionati. Tutti devono giocare e divertirsi, non solo la Ristits. La pallavolo non può essere ostaggio di poche facinorose”.

Il capo del governo ha poi spiegato che nei palazzetti la polizia sarà nel tradizionale assetto antisommossa; nelle palestre delle scuole i tutori dell’ordine indosseranno il grembiule, così come previsto dalla riforma.

L’ipotesi che già da sabato le forze dell’ordine possano intervenire nei palazzetti per sgomberarli dalla Ristits e dalle altre ex-brindisine ha provocato una serie di reazioni.

Il leader della cosiddetta opposizione, Walter Veltroni, accusa il premier di soffiare sul fuoco: “C’è un deficit di democrazia. Perché Michela Ristits non deve poter esprimere liberamente il proprio gioco? Ricorrendo alla polizia, Berlusconi rischia di alimentare una nuova strategia della tensione. Siamo ormai alla militarizzazione del conflitto sociale e sportivo”.

Pochi i commenti che filtrano dalla Nati a Taranto. Coach Presta: “Vogliamo cercare di battere il Matera sul campo, senza l’intervento del governo, soprattutto di questo governo. Continuino ad aiutare manager bancari incapaci e cordate di imprenditori sciacalli. Abbiamo grande rispetto per il Matera e conosciamo il valore enorme di Michela Ristits, ma io conosco anche il valore della mia squadra e so che giocando al massimo possiamo farcela, contando sulle nostre forze e non sulle forze di polizia.

Comunque, se davvero dovesse entrare la polizia al Palafiom, mi sono già raccomandato con le ragazze: occhio a quello che mettete nei borsoni. Non voglio problemi con la narcotici...”

 

NOTE:

Le foto della carica della polizia e quella di Silvio Berlusconi sono tratte da http://it.wikipedia.org; quella del ministro Mariastella Gelmini da www.ilmessaggero.it.

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Diamo un nome alla mascotte di Italia 2010

di skanderbeg69 (20/10/2008 - 22:16)

Ha un volto, ha un corpo, ma non ha ancora un nome. Parliamo della mascotte dei mondiali di pallavolo che saranno ospitati dal nostro Paese tra due anni.

Il nome possono sceglierlo gli appassionati votando sui siti www.volley2010.com e http://skanderblog.blog.dada.net.

Intanto, bisogna fare un plauso all’autore del pupazzo, la rondine con il numero 10, che ha un’aria simpatica ed ha l’aspetto di una vera mascotte.

Vent’anni fa le cose andarono diversamente.

      Molti di noi ricordano ancora con orrore quella cacata di mascotte imposta per i mondiali di calcio del 1990: un pallone sopra uno scheletro composto da cubi verdi, bianchi e rossi. Una sorta di cubo di Rubik decomposto. Una delle pagine più nere nella storia dello sport italiano. Un’autentica schifezza che non aveva precedenti e che per fortuna non avrebbe avuto eredi così obbrobriosi nelle edizioni successive.

Se la rondine dei mondiali di pallavolo è più carina, non altrettanto può dirsi per la rosa di nomi individuati dalla Federazione: Fly, Gamp, Italo, Mimmo e Volly. La solita angofilia da strapazzo (Fly, Gamp e un Volly che sembra volley scritto male...) e – come contrappeso sciovinista – un Italo che può piacere solo a Pino Rauti. A ‘sto punto, il nome migliore è Mimmo.

Ma Skanderblog vuole ampliare la scelta dei nomi e propone ai propri lettori una consultazione alternativa per trasmettere alla Federazione un nome più popolare. La rosa di nomi è doppia: ben dieci possibilità.

Intanto proporrei Cataldo, che è il patrono di Taranto e così diamo lustro alla nostra identità locale. Non ci azzecca niente con i mondiali di pallavolo; embé? Perché Mimmo ci azzecca qualcosa?

Attenzione: la rondine ha il numero 10, che in casa Palafiom-NAT recentemente è stato usato da Simona Mucci e da Alessandra Passaro. Poiché, però, mi pare che la rondine sia un maschietto (visti i nomi di Italo e Mimmo proposti dalla Federazione), serve un correttivo di genere. Potrebbe andar bene Simone-di-metallo, mentre Passaro può restare così com’è. O al massimo trasformarsi in Passero, che è sempre un uccello; ma è meglio Passaro.

Se si parla di uccelli, non possiamo non ricordare la grande Alessandra Piccione; credo che i suoi fans sarebbero ben lieti di poter votare il cognome della propria beniamina che pure calza bene per il volatile che funge da mascotte: Piccione. Non so se sarà d'accordo l’interessata, ma tanto in questi giorni non le funziona la connessione ad Internet e quindi ne approfitto.

      Se proprio vogliamo un nome maschile, invece di Italo e di Mimmo sarebbe meglio un nome che abbia la stessa radice del sostantivo uccello. Uccio, a mio avviso, unisce la zoologia con la pallavolo, se pensiamo all’ex-palleggiatore della Borgocanale, Uccio Lapacciana, che al suo esordio in A1 murò Andrea Giani.

Anche l’attuale allenatore della Prisma ha un nome originale ed è una persona simpatica che merita di essere onorata da una competizione internazionale come i mondiali del 2010: Radames può essere un’altra valida soluzione per la mascotte.

Qualcuno, però, potrebbe obiettare che i nomi individuati fino adesso non sono espressivi dell’identità italiana, ossia del Paese che ospita i mondiali.

Pensiamoci un po’. Per cosa siamo famosi nel mondo, a parte la pizza, la mafia e il mandolino?

Io direi che alcune caratteristiche nazionali sono la monnezza per le strade, l’obliterazione dei biglietti ferroviari, i volantini delle società finanziarie che infestano le nostre strade e l’impunità dei politici (garantita dai vari lodo Schifani, lodo Alfano, ecc.). Questi ultimi due fenomeni possono ben essere sintetizzati nei nomi Volantino e Lodo. Voglio far notare come Volantino si richiami al concetto di volo e quindi alla rondine.

Se la Federazione propone un astruso Gamp, perché non utilizzare un nome che, conservando una certa assonanza, è familiare a tutti gli addetti ai lavori anche se è un po’ burocratico? Camp 3! Facciamolo conoscere al mondo.

     Concludiamo con il personaggio istituzionale locale che, da presidente della Provincia, voleva candidarsi anche a sindaco di Taranto. Qualcuno per questo lo definì Imperatore (salvo poi appoggiarlo al ballottaggio...). Sicuramente non vorrà mancare anche a questa elezione e noi lo accontentiamo: Gianni Florido.

Allora, riepiloghiamo la rosa dei nomi che possiamo votare e proporre alla Federazione:

CATALDO

SIMONE-DI-METALLO

PASSARO

PICCIONE

UCCIO

RADAMES

LODO

VOLANTINO

CAMP 3

GIANNI FLORIDO

Signori, fate il vostro gioco ed esprimete la vostra preferenza!

Con le leggi elettorali antidemocratiche che i nostri parlamentari stanno adattando anche alle Europee, oltre che alle Politiche, sarà l’unica preferenza che potremo esprimere per chissà quanti decenni...

 

NOTE:

Le foto della mascotte è tratta da www.volley2010.com.

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Nojaturi-Nati a Taranto 1-3

di skanderbeg69 (19/10/2008 - 15:06)

Sabato 18 ottobre 2008 – ore 18.30

Ancora un’assenza, purtroppo, e dunque cronaca della partita Nojaturi-Nati a Taranto che salta. Speravo di guardarla in streaming, ma ho scoperto di essere l’unico essere umano sulla faccia della terra a non possedere i programmi adatti alla visione. Anzi, ne approfitto per un appello. Ho scaricato nel pomeriggio tutti i codec del mondo, eppure lo schermo resta nero, immobile e silenzioso. L’unica cosa che riesco a vedere su Jotv è il telegiornale. Perché?

Bah, purtroppo per oggi il blog è senza commento e senza foto.

Cosa posso scrivere...? Potrei raccontarvi una barzelletta...

Allora, un signore si presenta alla portineria del Municipio e chiede di parlare con il sindaco, Rossana Di Bello.

“Impossibile. La Di Bello non è più il sindaco di Taranto” – risponde il vigile.

La scena si ripropone il giorno successivo:

“Vorrei parlare con la Di Bello”.

“Come le dicevo ieri, ma forse non mi ha sentito, la Di Bello non è più il sindaco di Taranto”.

Si va avanti così per un mese. Alla fine il vigile sbotta:

“Ma insomma! Le ho ripetuto mille volte che qui non c’è più nessuna Di Bello! Forse è nella sua bottega in via D’Aquino, forse è in tribunale, forse sta per entrare in carcere, ma qui in Municipio non c’è! La Di Bello non è più sindaco, ha capito?!?!”

“Certo che ho capito. E’ che godo nel sentirmelo ripetere ogni giorno...”

 

Ora la partita, commentata in modo sobrio e solo per dovere di cronaca.

Luci ed ombre a Turi. Bene la vittoria, bene i tre punti, bene la reazione caratteriale nella seconda metà della partita. Ma, a parte il set lasciato per strada, il primo dall’inizio del campionato, la prestazione della squadra non è stata affatto brillante e diverse atlete hanno giocato al di sotto delle proprie potenzialità. E’ bastato un Nojaturi grintoso e determinato per mettere più volte a disagio la Nati a Taranto nel corso della prima metà del match.

Non mi posso assentare un attimo...

Sestetti. Simona-di-metallo nuovamente in posto due, questa volta per necessità e non per scelta tecnica come ad Ostuni, e per il resto coach Marcello ha impiegato la formazione standard: Marcella in palleggio, Michela e la Corallina di banda, Clara e Cristiana centrali, Leo libero.

Dall’altra parte della rete l’allenatore Moramarco ha utilizzato Roberta Sanitate in regia, con il compito di alimentare gli attacchi di Rosemary Ricciardi, Betty Tortora e Stefania Topputi; le centrali Serena Di Pierro e Grazia Spinelli hanno completato il sestetto e Marika Grassano ha ricoperto il ruolo di libero. Nel corso del match entrerà anche Alejandra Graniero Rodriguez.

Che non sarebbe stata una serata facile lo si capisce dai primi scambi: le baresi  attaccano con ardore e la difesa tarantina non appare reattiva come in altre occasioni. Molto efficaci in questa fase Rosemary Ricciardi e Betty Tortora, le due giocatrici più esperte tra quelle a disposizione di coach Moramarco. La Nati a Taranto riesce, comunque, a rimediare e l’esiguo svantaggio iniziale si trasforma in un 12-16 che forse appaga precocemente le rossoblu.

Nojaturi, invece, pareggia e rimette in discussione il parziale. Sul 18-18 è il preciso servizio del nostro sottotenente di vascello a creare difficoltà alla ricezione avversaria; le nostre riescono a contrattaccare ed il break di sei punti (18-24) le pone in posizione di sicurezza. Finisce 19-25.

Appare equilibrato anche il secondo set, ma soltanto fino al primo time-out tecnico.

Poi le baresi prendono il largo e si portano sul 14-9, continuando a mostrare un atteggiamento molto determinato e la giusta precisione in attacco. Le rossoblu vanno in tilt: lacunosa la ricezione; confuse le azioni offensive e difficoltosa la ricostruzione del gioco. Il gap aumenta in favore delle biancazzurre (19-12), al cui cospetto la NAT appare disunita. Il parziale è compromesso (25-15) ed è il primo set perso dalla squadra del presidente Lupo dall’inizio del campionato.

L’intervallo è utile a riacquistare lucidità. Le giocatrici rossoblu tornano sul parquet con un atteggiamento mentale diverso e finalmente giocano una buona pallavolo, quella a cui avevano abituato i propri sostenitori. La difesa è più attenta, le attaccanti vanno a segno con maggiore continuità e le centrali completano l’opera con un rendimento molto positivo.

I parziali del terzo e del quarto set sono eloquenti (11-25 e 14-25). Le tre attaccanti joniche, Cory, Michela e Mucci, chiudono l’incontro con lo stesso numero di palloni messi a terra (12), ma la miglior realizzatrice della serata è la laterale del Nojaturi, Stefania Topputi (17 punti).

Sugli altri parquet, l’Azzurra Molfetta dà filo da torcere al Matera, che alla fine vince e conserva il primato. Sabato al Palafiom, grande partita proprio tra le due formazioni leader in questa effimera classifica di avvio. Effimera ma bella a vedersi. Potenza pazzerello: dopo aver battuto Trani al tie-break la settimana scorsa (15-2), questa volta perde con il Battipaglia. Ancora al tie-break e ancora con un parziale sorprendente (15-4).

Altri risultati: Matera-Molfetta 3-1, Salerno-Ostuni 3-0, Benevento-Aversa 3-1, Battipaglia-Potenza 3-2, Scafati-Montescaglioso 3-1, Trani-Sarno 3-0, Sala Consilina-Tuglie 2-3.

Classifica: TARANTO e Matera 15; Salerno 12; Trani e Benevento 11; Sarno e Tuglie 9; Scafati 7; Potenza e Molfetta 6; Aversa 5; Nojaturi, Montescaglioso e Sala Consilina 4; Battipaglia 2; Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Sarno 170,00; Montescaglioso 120,00; tutte le altre 0,00.

Si sblocca la classifica. Sarno: 170 euro per le offese e le minacce rivolte dal pubblico agli arbitri. Montescaglioso: 120 euro (di cui 40 per le offese del pubblico agli arbitri e 80 per la sospensione di un dirigente).

Prossimo turno: TARANTO-Matera, sabato 25 ottobre, ore 19.00.

Un sms per Ivana:

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Verso Turi, la terra del Mago

di skanderbeg69 (17/10/2008 - 14:53)

Mi sono sbagliato. Il Nojaturi, squadra nata dalla fusione tra Noicattaro e Turi, non gioca a Noicattaro, ma gioca (anche) a Turi. Alcune partite sono ospitate nella palestra Pertini di Turi, altre nel Palasport di Noicattaro.

Sabato prossimo il derby Nojaturi-Nati a Taranto per fortuna si giocherà a Turi. Non ho nulla contro Noicattaro, ci mancherebbe, ma sono contento – e lo scrissi in tempi non sospetti - di andare in pellegrinaggio nella terra delle ciliegie più buone del mondo nonché, soprattutto, città natale del mago Vincenzino Di Pinto, il grande coach che tanto ha dato alla pallavolo jonica.

Coach Marcello mi correggerà se sbaglio, ma in passato l’utilizzo del Palafiom da parte della Prisma di Di Pinto per le partite e soprattutto per gli allenamenti non è stato privo di spunti utili anche per la crescita della nostra Nati a Taranto, che all’epoca si chiamava ancora Palafiom.

Quando fu insignito del “Premio Turi 2006”, La Gazzetta del Mezzogiorno dedicò al coach pugliese un lungo e bell’articolo che qui riporto in alcune parti salienti:

 

Nella fascinosa cornice di Villa Menelao, scorrono le immagini della vita di Di Pinto. Il maxischermo è un mosaico pieno di tessere: il Di Pinto studente modello, il Di Pinto nella sua prima squadra che si allenava nella scuola media Resta (“era poco più di un ripostiglio, dove negli anni settanta giocavamo a pallavolo con uno spago di rete” ricorda il tecnico), il Di Pinto giocatore con l’aria di stratega, il Di Pinto allenatore di un gruppo di amici che animavano la Asp Turi tra gli anni settanta e ottanta, il Di Pinto artefice di promozioni difficili ma emozionanti come salti mortali (Mottola, Castellana Grotte, Gioia del Colle, Taranto), il Di Pinto mister spagnolo, il Di Pinto domatore della pressione agonistica di Macerata, il Di Pinto lacerato dall’unica sua retrocessione in carriera nel 2005, il Di Pinto rivitalizzato dal salto in A1 nel 2006 (...).

     Duro quanto un sasso della sua città natale, Vincenzo Di Pinto “dettava le regole ai compagni, già quando giocava a calcio sul selciato del largo vicino la nostra casa, sulla via per Conversano” appunta mamma Lauretta, tante volte disperatasi per le sudate del figlio, “che dapprima per il pallone e dopo per la pallavolo, era pronto a far tutto. Mi ricordo che di nascosto passava agli amici le scarpette dalla finestra con le quali andare a giocare. Poi tornava a casa accalorato ed io lo asciugavo con la paura che si potesse ammalare. Alla fine, però, ci mettevano d’accordo le mie deliziose polpette fritte con le uova...”

Quello del discolo era un male d’amore, perché Di Pinto a 23 anni era già seduto sulla panchina dell’Asp Turi. E’ quella la prima squadra che plasmò col suo istinto.

Il martello venezuelano Henry Josè Graniero Rodriguez: “Un pregio ed un difetto di Di Pinto? Risiedono entrambi nel suo stacanovismo. Lavora e fa lavorare troppo, ma lui è un grande esempio per i tecnici che stanno nascendo adesso”. [1]

 

E l’Asp Turi, prima formazione allenata da Di Pinto, è proprio, nella sua versione femminile, una delle due costole da cui è nata la Nojaturi che affronterà domani la nostra NAT. Coincidenza vuole che nella squadra barese ci sia oggi la seconda generazione dei campioni allenati dal mago di Turi; il riferimento è alla figlia d’arte Alejandra Graniero Rodriguez.

La strada Ginestre della palestra Pertini è dalla parte opposta della via per Conversano. Peccato; io un paio di polpette fritte non le avrei disdegnate.

 

NOTE:

(1) Cfr. SALVATORE, A., Di Pinto: la pallavolo vincente del Sud, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 10 marzo 2007, pag. 13.

La foto delle ciliegie Ferrovia è tratta da http://it.wikipedia.org.

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I grandi quesiti dell'umanità - 21 (diagonale e opposto)

di skanderbeg69 (16/10/2008 - 00:30)

Si dice che l’opposto giochi “in diagonale” con la palleggiatrice. Questo concetto di diagonale (nonché la stessa definizione di “opposto”) continua a risultarmi poco chiaro, nonostante le disperate spiegazioni del coach.

Da quello che ho capito, la posizione diagonale riguarderebbe lo schieramento della squadra “da ferma”, prima cioè che il pallone venga messo in gioco. Poi, come è noto, la palleggiatrice va a collocarsi al centro dell’attacco, in posto tre, diciamo.

Ora, se il campo è un quadrilatero, le diagonali dovrebbero essere due e non una. Pure le centrali sono in diagonale. Perché, allora, nessuno scrive mai che Clemente gioca in diagonale con Zonca?

In secondo luogo, nel momento in cui la palla è in gioco e la palleggiatrice si piazza al centro, in prima linea, la stessa palleggiatrice diventa centro di simmetria tra il posto due e il posto quattro.

Perché, allora, l’opposto si chiama opposto? Come è opposto alla palleggiatrice chi sta in posto due, allo stesso modo è opposto alla palleggiatrice chi sta in posto quattro, no? Dipende da dove si gira l’alzatrice. Né è il medico che prescrive alla palleggiatrice di girarsi sempre verso sinistra dando le spalle al posto due.

Come si gira verso sinistra, si può anche girare verso destra e passare la palla all’indietro alla schiacciatrice.

Sono per l’uguaglianza tra laterali e opposti. Tutti laterali, nessun opposto.

Niente più opposizione; prendiamo esempio dal PD...

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Coincidenza o malizia?

di skanderbeg69 (15/10/2008 - 20:36)

L’immagine qui sopra è tratta dall’edizione pugliese di Repubblica del 26 settembre scorso (pag. VII) e l’articolo riguarda un “borseggiatore seriale” che a Bari ha derubato quattro signore in una settimana. “Educato e ben vestito” lo descrivono le cronache. Fin qui quasi nulla di strano.

Nella foto, inoltre, si vede chiaramente una volante della polizia con la didascalia: “I controlli della polizia: sospetti su un pregiudicato”.

Ed ecco la stranezza: la volante non si trova affatto nel quartiere Picone a Bari, dove operava il borseggiatore seriale, bensì a Roma, in largo Febo, davanti all’hotel Raphael.

I lettori più giovani forse ignorano cosa sia l’hotel Raphael e cosa abbia rappresentato per la politica italiana nella Prima Repubblica. Il lussuoso albergo alle spalle di piazza Navona era il domicilio romano di Bettino Craxi, defunto leader del PSI e simbolo della corruzione scoperchiata dall’epica inchiesta Mani Pulite. Craxi ha subìto due condanne definitive: 5 anni e 6 mesi per corruzione (processo ENI-SAI) e 4 anni e 6 mesi per le mazzette della Metropolitana Milanese. Altri processi, per i quali vi erano state condanne in primo e in secondo grado, sono stati archiviati per il sopraggiunto decesso del segretario, latitante (non esule) in Tunisia.

      Solo una casta immorale e in malafede ha tentato e tenta di riabilitare Craxi proponendo per lui funerali di Stato ed esaltandolo quale vittima di persecuzioni giudiziarie e grande statista di caratura internazionale (solo perché fece scappare i terroristi che sull’Achille Lauro avevano buttato a mare un cittadino americano sulla sedia a rotelle).

Il piazzale dell’hotel Raphael è quello in cui una folla di cittadini irritati per la decisione del Parlamento di negare l’autorizzazione a procedere lanciò monetine sul politico socialista nel corso di una dimostrazione spontanea. Formidabili quegli anni; formidabile quella breve primavera morale.

Come mai Repubblica, parlando di un “borseggiatore seriale” e dei “sospetti su un pregiudicato” utilizza proprio la foto di una volante nei pressi dell’hotel Raphael...?

Coincidenza o malizia?

In ogni caso, direi che la foto non stona.

Tag: politica

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Ostuni-Nati a Taranto 0-3

di skanderbeg69 (12/10/2008 - 16:23)

Sabato 11 ottobre 2008 – ore 19.30

Questa partita passerà alla storia per l’esperimento della diretta on-line. Come temevo m’attocca fare il cronista, anzi il commentatore tecnico. Io...

Di conseguenza la cronaca e soprattutto le immagini del blog ne risentono, ma è stato un sacrificio in nome del progresso e della democrazia.

Già, la democrazia. Uno dei vantaggi di Internet è quello di creare, con pochi mezzi e con costi contenuti, canali informativi alternativi a quelli tradizionali controllati da una ristretta oligarchia. La televisione non è più necessaria e può essere sostituita da migliaia di altre fonti, più libere e eterogenee (ed anche più legittime se consideriamo che Rete 4 è abusiva).

Grazie a Internet, le televisioni da vomito (“deficienti”, secondo la signora Ciampi) e le agenzie di stampa tradizionali possono essere accantonate e chiunque può scegliersi le proprie fonti di informazione. Il sito di Marco Travaglio, ad esempio, piuttosto che i telegiornali di regime. Peacelink piuttosto che l’emittente locale che per anni ha intervistato quotidianamente, in ginocchio, la sindachessa del dissesto.

Anche la pallavolo nel suo piccolo diventa indipendente e la Nati a Taranto può essere seguita in diretta dagli appassionati. La qualità delle immagini (e dei commenti tecnici) di Jotv non sarà quella di Sky, ma l’emozione di vedere le proprie beniamine in diretta ripaga del gap. Ed è tutto gratis.

Insomma, come direbbe l’astronauta Neil Armstrong, quello di Ostuni è un piccolo passo sul parquet, ma un grande passo per l’umanità...

Ma la trasferta nella città bianca è anche e soprattutto l’occasione per ritrovare amici. Il riferimento non è soltanto allo stimato coach Solombrino, ma soprattutto alle nostre ex in prestito alla Lightning: Ivana e Paoletta. Vederle con le maglie di altri colori fa uno strano effetto. Lontane, poco lontane, nello spazio geografico, ma sempre nel centro di tutti i cuori rossoblu.

In tribuna ci sono ovviamente anche i genitori di Paoletta. Come è noto, Annarita porta fortuna e spero che la chiacchierata con lei e con Antonio, oltre che piacevole di per sé, rappresenti una scorta sufficiente di buona sorte fino alla partita di ritorno.

Sugli spalti molti tifosi tarantini ed anche il nostro opposto Sonia. Mi auguro che si sia seduta vicino ad Annarita così da ridurre i tempi di recupero.

Due parole per i tifosi ostunesi: nonostante le quattro sconfitte consecutive, il pubblico locale continua opportunamente ad essere vicino alla squadra, comprendendo le temporanee difficoltà della formazione gialloblu: è un gruppo nuovo, costruito da zero, in gran parte frutto del vivaio, età media molto bassa. Ci vuole tempo e pazienza, ma la squadra crescerà. E’ importante non abbandonarla. E se poi arrivasse anche qualche aiutino di mercato, beh, nulla è compromesso; bastano un paio di vittorie per rivoluzionare la classifica.

Coach Solombrino manda sul parquet Paoletta Marcianò (17 anni), Ivana Gallo Ingrao (26 anni), Veronica Parisi (20 anni), Sara Stefanelli (20 anni), Daniela Casalino (26 anni), Raffaella Pastore (37 anni) e il libero Simona Minetti (22 anni). In panchina: Gabriella Buongiorno (17 anni), Maria Carmela Nigro (17 anni), Donatella Sacco (18 anni), Milena Flore (16 anni) e Francesca Monopoli (20 anni).

Vengo a sapere che questa Francesca Monopoli è la stessa che prende gli scout e scrive gli articoli per il sito retegialloblu. Beh, se lei riesce a farlo giocando, forse posso farcela pure io commentando al microfono. Mi chiedo solo cosa succederebbe in caso di sostituzione: andrebbe in campo con il blocchetto? Dopo ogni scambio chiederebbe all’arbitro qualche secondo di tempo per annotare quello che è successo?

Purtroppo questa sera la mia curiosità non sarà appagata perché la Monopoli resterà in panchina.

Nati a Taranto. Coach Marcello quest’anno ha la panchina lunga; perché non usarla? E così oggi Simona Mucci gioca dall’inizio in diagonale con Marcella Scaglioso. ‘Stu fatt’ d’ ‘a diagonale ‘nu ggiurn’ di chist’ l’amma chiarì. Addò stè ‘sta diagonale tra palleggiatrice e opposto angòra non ‘nge l’agghie capìte... Tengo a precisare, comunque, di non aver esternato al microfono questo dubbio esistenziale.

Il sestetto è completato da Michela Benefico, Simona Corallo, Clara Clemente, Cristiana Zonca e Simona Leone. A disposizione: Silvia Buso, Désirée Fiore, Silvia Mastandrea e Alessandra Certa.

Il libero rossoblu aveva avuto una buona idea in tema di beneficenza prima di partire per Ostuni, ma Marcello è parso scettico.

Primo set

Dopo il primo punto di Clara, Ivana realizza il sorpasso con un bell’attacco riuscito. Ma siamo solo sul 2-1 e l’illusione dura poco; le schiacciate di Simona-di-metallo, unitamente a qualche errore delle gialloblu, daranno subito la fisionomia alla gara (2-4).

Simona Corallo forza il servizio e realizza un ace; Michela aumenta il vantaggio (3-7).

Mucci serve al salto, ma da una posizione un po’ troppo decentrata rispetto ai limiti laterali del campo e l’arbitro fischia l’irregolarità. E’ il regolamento e l’arbitro l’ha applicato bene. Però faccio un’osservazione più in generale: c’è un po’ di perfidia in alcune prassi dello sport, come quella di osservare un’infrazione che sta per compiersi ed aspettare che si compia per poi sanzionarla.

E’ come se un vigile urbano presidiasse un divieto d’accesso. Si avvicina un’automobile e il vigile - invece di avvisare l’autista che lì non si può entrare - si sposta, lascia entrare la macchina e un secondo dopo eleva la contravvenzione.

Non sarebbe stato meglio se l’arbitro avesse detto a Simona: “Giovane, prima di battere, spostati un po’ più al centro”...?

A segno la Pastore con un mani-fuori (5-10) e replica NAT con un break di quattro punti (Cristiana in evidenza). Molto bene Mucci, punto Casalino (7-16) e mazzata finale delle rossoblu con cinque punti consecutivi (7-21). Ivana è la top-scorer gialloblu di questo parziale (8-21).

Non si erano ancora visti muri attivi, ma Clara rimedia, mentre Michela è in vena di pipe. C’è un’azione piuttosto disincronica tra Marcella e Clara; il primo tempo non riesce (9-23), ma la nostra palleggiatrice non disdegna le conclusioni individuali e rimedia subito dopo lanciando la Nati a Taranto verso la conquista del parziale (9-25).

Bah, insomma, non si possono nascondere le difficoltà dell’Ostuni: ricezione molto lacunosa, che soffre quando la NAT forza il servizio, e la povera Paoletta ha davvero pochi palloni buoni da smistare verso le attaccanti.

Cinque dei novi punti gialloblu sono errori delle ospiti (tre in battuta).

Nati a Taranto con la giusta concentrazione; ora si tratta di mantenerla per tutto l’incontro.

Secondo set

Corallina poco precisa questa sera; il suo tiro lungo rappresenta l’ultimo vantaggio dell’Ostuni in questo incontro.

Ace di Simona-di-metallo su Ivana e Simona Minetti che si scontrano. E meno male che hanno fatto amicizia. Ma insomma, Ivana, non fare sempre casino; non sei più libero; fai ricevere l’amica tua in santa pace...!

La Minetti, a giudicare dalla maglia interna, dev’essere stata alla Notte della Taranta; non so se a quella di quest’estate o se a quella del 2007 perché mi pare che il logo fosse uguale nelle due edizioni.

Dopo qualche errore su entrambi i fronti, Ivana prova a schiacciare, ma Marcella la mura (3-5). Splendidi i due lungolinea consecutivi di Michela e parte la fuga della Nati a Taranto interrotta solo da un ace di Paoletta (6-10).

La nostra palleggiatrice non è da meno: tre servizi vincenti consecutivi a corona di una prestazione perfetta. Oggi Marcella ha fatto di tutto (muri, aces, distribuzione di gioco totale) e ha fatto tutto bene.

Sul 7-16 inizia la girandola di cambi. Nella Lightning entra la sedicenne Milena Flore non mi ricordo al posto di chi. Nella NAT entrano Desi per Simona Corallo e Alessandra per Marcella. Truciolina si presenta con un punto, Alessandra con una doppia.

Il vantaggio aumenta con un primo tempo di Cristiana e con qualche tiro fuori misura delle padrone di casa (8-20). Muro di Paoletta (10-20).

Entra anche Silvia. Nel commento tecnico esalto la sua bravura a muro e la capitana blocca un attacco gialloblu proprio con questo fondamentale, facendomi fare bella figura. E chi sono? Lo Zorzi dello Jonio?

A cercare il pelo nell’uovo (e sui peli coach Marcello avrebbe qualcosa da dire, ma mi riservo di esternare tali considerazioni nell’eventualità di un secondo commento on line...), la NAT sta commettendo troppi errori in battuta: già 7 fino adesso. E’ anche vero, però, che forzando il servizio abbiamo messo in crisi la ricezione dell’Ostuni impedendo loro di costruire il gioco.

Benefico scatenata nella fase finale del set e punto finale di Cristiana che stoppa un’azione d’attacco avversaria (13-25).

Terzo set

Coach Marcello conferma Ale in regia. Scatto rossoblu (0-4) ed una Clara Clemente stratosferica, con tre punti consecutivi, mette un precoce sigillo sul set (1-7).

Muro di Sara Stefanelli, ma i martelli tarantini riprendono a macinare punti. La Nati a Taranto è brava a mantenere la giusta determinazione per tutta la partita. Soltanto la Corallina sembra un po’ demotivata e spedisce out un altro pallone.

Punto Michi, punto Ivana (8-15).

Serve Paoletta. Invito i web-spettatori a tenere d’occhio il servizio insidioso della palleggiatrice ostunese, ma Paoletta spedisce la palla sulla rete. Non sono più lo Zorzi dello Jonio... La mia carriera di commentatore tecnico è stata stroncata.

Un ace, invece, lo realizza l’altra rossoblu in prestito, Ivana (10-16).

Michela, Alessandra e Simona-di-metallo incrementano il vantaggio (12-20); ormai si tratta solo di amministrare e sul parquet rientrano Désirée e Silvia.

Michi continua ad attaccare efficacemente da seconda linea e dopo qualche tiro fuori misura delle rossoblu, che sprecano i primi due dei dieci match-ball a disposizione, il set termina con il punteggio di 16-25.

Il campionato è lungo. Per noi e per l’Ostuni.

La NAT sta sfruttando bene un calendario (sulla carta) relativamente agevole. Non era agevole l’esordio con Scafati, ma le campane sono state “generose”; sembrava più agevole il derby con Molfetta e invece è stata una partita tiratissima. Comunque sia, dritt’ e stuert’ (come dice Cristiana Zonca...), sono 12 punti in quattro partite, senza un set perso.

 Ostuni ha perso tre potenziali scontri diretti, ma nulla è perduto, soprattutto se arriverà qualche rinforzo.

“Non credere impossibile quel che sembra soltanto improbabile”. [1]

E rivedere Ivana e Paoletta è stato un piacere immenso.

Altri risultati: Sarno-Salerno 1-3, Tuglie-Scafati 3-2, Molfetta-Battipaglia 3-0, Aversa-Noicattaro 3-2, Potenza-Trani 3-2, Sala Consilina-Matera 0-3, Montescaglioso-Benevento 2-3.

Classifica: TARANTO e Matera 12; Sarno e Salerno 9; Trani e Benevento 8; Tuglie 7; Molfetta 6; Potenza e Aversa 5; Scafati, Montescaglioso e Noicattaro 4; Sala Consilina 3; Battipaglia e Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Aversa, Battipaglia, Benevento, Matera, Molfetta, Montescaglioso, Noicattaro, Ostuni, Potenza, Sala Consilina, Salerno, Sarno, Scafati, TARANTO, Trani, Tuglie 0,00.

Ancora tutti a zero. Stranamente...

Prossimo turno: Noicattaro-TARANTO, sabato 18 ottobre, ore 18.30.

Un sms per Ivana:

 

NOTE:

(1) SHAKESPEARE, W., Misura per misura, Atto V, Scena I.

Ringrazio Paolo per alcune fotografie.

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Borse in crisi, ma i bond "Nati a Taranto" salvano l'economia mondiale

di skanderbeg69 (11/10/2008 - 10:13)

Quando sembrava di essere sulla soglia di una seconda grande depressione come quella del 1929, arriva una speranza per le economie del pianeta e soprattutto per le banche italiane.

Ad avere evitato un crack colossale sono stati i bond Nati a Taranto, obbligazioni strutturate che sono andate letteralmente a ruba nelle scorse settimane. Il rendimento della squadra, a cui i bond sono legati, ha fatto il resto. I titoli Nati a Taranto volano, trascinando sotto il segno del Toro anche le azioni di Ceres, Bar Old Fashion e Voltaren.

Il successo dei bond NAT, nel frattempo, garantisce liquidità alle banche e le salva dai rischi di fallimento. Le obbligazioni della società di via Golfo di Taranto sono sicure, garantite e regalano agli acquirenti cedole sostanziose. Contrariamente ai bond Parmalat e agli altri bidoni rifilati scientemente dalle banche in passato, gli investitori possono stare tranquilli.

     Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel suo atteso discorso alla Camera ha analizzato la situazione italiana: “I conti pubblici sono stati messi in sicurezza per tempo e il sistema bancario italiano, grazie ai bond NAT, ha sufficiente liquidità.

Non sarà necessario alcun provvedimento d’urgenza né un decreto salva-banche per tamponare questa crisi, ma colgo l’occasione per ringraziare la cosiddetta opposizione per la sua disponibilità al dialogo ed alla collaborazione. L’ipotesi di rinunciare alla manifestazione contro i soci di governo del 25 ottobre prossimo mi ha commosso. Mi chiedo solo cosa aspettino a confluire tutti nel Popolo delle Libertà. Per Ottaviano Del Turco avremmo già incarichi di prestigio alla luce del suo curriculum di tutto rispetto. Sarebbe un ottimo ministro della Sanità”.

Tra mille polemiche, il premier Berlusconi ha invitato gli investitori a comprare azioni Eni, Enel e Nati a Taranto. Poi ha suggerito di tentare l’ambo puntando sul 5 e sul 36 della ruota di Bari.

Grazie al successo dei bond NAT, l’indice Mibtel è già in risalita, ma adesso i mercati attendono con ansia i prossimi risultati della Nati a Taranto; nelle mani di Scaglioso e compagne c’è la delicata responsabilità di evitare una crisi senza precedenti nell’economia mondiale.

Ricordiamo che la partita contro l'Ostuni di stasera (fischio d’inizio alle 19.30) sarà trasmessa in diretta su www.jotv.tv. Il mondo ci guarda, dall’Afghanistan all’Irlanda, dal Manzanarre ai Cagioni; non facciamo brutte figure. Spero che si riesca ad individuare un cronista decente, ma, se dovesse toccare a me, si accettano offerte in denaro o in natura dalle giocatrici per avere commenti tecnici favorevoli...

 

NOTE:

La foto del NYSE è tratta da www.repubblica.it; quella di Giulio Tremonti da http://it.wikipedia.org.

 

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Verso Ostuni

di skanderbeg69 (10/10/2008 - 11:00)

Un autorevole lettore, attualmente domiciliato in Afghanistan, mi ha proposto di presentare, di volta in volta, le località in cui la Nati a Taranto avrebbe giocato. L’anno scorso lo abbiamo fatto solo con Manoppello, grazie al tempestivo contributo del dirigente Verino. L’idea, quindi, sfonda una porta aperta; il problema sono i contenuti.

Sintetizzare quello che scrivono le guide turistiche non mi sembra molto coinvolgente; meglio sarebbe riportare testimonianze dirette, impressioni, sensazioni personali o aneddoti. La storia della pallavolo a Manoppello, per esempio, mi sembrava molto suggestiva, ma non sempre possiamo contare su validi aiuti in loco. Vedremo di volta in volta.

La prossima trasferta, intanto, è in quel di Ostuni. Ci siamo stati un po’ tutti visto che è uno dei borghi pugliesi più belli in assoluto. Io ci andai per la prima volta in pernottamento con gli scout e ricordo che la notte, quando ci allontanavamo a piedi dal centro abitato, la città bianca sembrava un presepe.

Ma ad Ostuni c’è qualcuno che conosciamo bene: Ivana e Paoletta. Lasciamo dunque che siano loro a raccontarci, in poche righe, com’è la cittadina brindisina. Più precisamente, lasciamo che sia la sola Ivana:

 

Ostuni? SI MANGIA BENISSIMO!!!

Mamma mia, che vergogna, penso sempre ad una cosa... invece di visitare chiese, conoscere un minimo di storia ed acculturarmi un po’... NO, solo cibo!!!

Ostuni la conoscevo; ci sono spesso andata d’estate. Ciò che mi ha impressionata la prima volta è stata la tanta gente in piazza e innanzi la chiesa, non immagini lo sguardo dei tanti ragazzi quando alle 23 circa ci entrai: erano quasi increduli...

Poi sono rimasta colpita dalla quantità di turisti, dai carinissimi locali e bar ed ora ti posso dire degli ostunesi che sono persone veramente gentili e splendide.

E’ evidente che mi riferisco alla società, a partire dalla dirigenza e dall’allenatore per finire alle ragazze: ci sono le piccoline del settore giovanile dell’Ostuni che sono delle potenze, dei veri e propri peperoncini.

Il libero che casualmente si chiama Simona è una ragazza veramente socievole, spigliata, simpatica, di compagnia; con lei mi sono sentita subito a mio agio.

Le altre ragazze sono di Brindisi ed una di Maglie, anche con loro si è creato un bel rapporto. L’ambiente è tranquillo, nonostante le sconfitte...

Michè, non so più che scrivere...

Un bacione e mi raccomando sabato strombazza anche per me!!!

 

Ivana

NOTE:

La foto di Ostuni è tratta da http://it.wikipedia.org.

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Vincenzo Lupo come Ligabue

di skanderbeg69 (08/10/2008 - 19:25)

Leggevo l’altro giorno che l’agenzia di comunicazione T9, quella che cura i rapporti con la stampa per la Nati a Taranto, è stata inserita nel rapporto Eurispes tra le cento esperienze istituzionali e imprenditoriali di successo. Gli articoli sui giornali locali che riportavano la notizia ricordavano, tra le altre produzioni di T9, una raccolta di testimonianze di tarantini di successo. La pubblicazione, manco a farlo apposta, si intitola “Nati a Taranto”.

Quando ancora non conoscevo Vincenzo Lupo, avevo letto soltanto alcuni interventi di questa pubblicazione (quelli degli scrittori Flavia Piccinni e Cosimo Argentina, del giornalista Stefano Maria Bianchi, dei magistrati Giancarlo De Cataldo e Armando Spataro).

Ho ripreso in mano la raccolta per completarne la lettura e sono rimasto colpito sia dal suggestivo titolo dell’intervento di Carmine Bizzarro (La filosofia della controra) che – soprattutto – dalla sua biografia:

“Carmine Bizzarro è nato a Taranto nel 1974. A 15 anni inizia a scrivere canzoni. Con l’amico Vincenzo Lupo forma il duo Lupo Bizzarro, che sforna demo demenziali venduti agli amici per pagarsi le vacanze”. [1]

Non so se mi spiego... Abbiamo una pop-star alla presidenza della società e non lo sapevamo.

Adesso cambia tutto.

Tanto per cominciare, cambiano le canzoni proposte da Pino Russo nella fase di riscaldamento: solo brani presidenziali, anzi padronali. Come i buffet.

In secondo luogo, cambia anche il programma del prossimo Siddharta Summer Festival. Invece di Joss Stone e di Zucchero, l’evento clou sarà il mega-concerto di Vincenzo Lupo. Attese 250mila persone, più di quelle che hanno affollato il concerto di Ligabue a Campovolo nel 2005. Biglietto di un euro a testa e siamo a posto con la copertura finanziaria della Nati a Taranto 2009-2010.

 

NOTE:

(1) Nati a Taranto, Racconti, Taranto, 2007, pag. 30.

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Nati a Taranto-Molfetta 3-0

di skanderbeg69 (05/10/2008 - 14:43)

Sabato 4 ottobre 2008 – ore 19.00

La Nati a Taranto cala il tris: terza vittoria in tre partite. Ma è stata dura, durissima. Non c’è stata un’involuzione nelle rossoblu, che hanno giocato benissimo come al solito; è stata l’Azzurra Molfetta a rivelarsi una formazione estremamente ostica. Ma Marcella e compagne sono state brave a mantenere i nervi saldi anche nei momenti più delicati (ad esempio, i tre set-point subìti nel terzo set) e così abbiamo incamerato un altro successo. “Nervi saldi” all’interno del rettangolo di gioco; fuori c’è stata una certa cedevolezza...

Ma andiamo con ordine.

Si registra, così a occhio, un certo incremento di pubblico sulle gradinate del Palafiom. Sembra, però, che un buon 20% di spettatori fosse convinto di assistere ad un incontro di pallanuoto, dato il manifesto.

Non fa niente; avranno gradito. E comunque – a parte gli scherzi - l’immagine era suggestiva; questi diventeranno manifesti da collezione.

Meno suggestive sono le ombre sul volto di Sonia, che anche quest’anno è costretta ad iniziare la stagione dalla tribuna. Ma siamo certi che anche quest’anno arriverà il suo contributo e sarà un contributo prezioso come sempre. Forza Sonia!

Intanto c’è spazio in panchina per un volto nuovo, Bruna Clemente, precettata dalla NAT-Tempesta di serie D, come mi fa notare con legittimo orgoglio coach Monopoli. Non si chiama Simona e questo è un bene, senza dubbio. Però vedo che anche per i cognomi non c’è grande fantasia in casa rossoblu...

In casa molfettese, invece, pesa l’assenza di Valentina Testini, che si limiterà a timbrare il cartellino nel primo set. Pesa sulla carta perché in campo una strepitosa Valeria Brattoli (20 anni) saprà presidiare il posto due con grande autorevolezza.

Formazioni, dunque.

Nati a Taranto con Marcella Scaglioso in palleggio, Silvia Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Corallo laterali, Clara Clemente e Cristiana Zonca centrali, Simona Leone libero. In panchina con coach Marcello Presta: Alessandra Certa, Simona Mucci, Désirée Fiore, Silvia Buso e Bruna Clemente.

Azzurra Molfetta con Giovanna De Vincenzo in palleggio, Valeria Brattoli opposto, Maria Teresa Francioso e Simona Marasco laterali, Paola Di Bucchianico e Alessandra Nappi centrali, Brigida Fortunato libero. A disposizione di coach Annagrazia Matera: Mara Racanati, Silvia La Forgia, Marilena Fracchiolla, Cristina D’Agostino e in teoria Valentina Testini, di fatto infortunata alla spalla destra.

Primo set

Avvio equilibrato e buon ritmo nel primo set.

Dei primi quattro punti rossoblu, due sono secondi tocchi di un’ispirata Marcella.

A parte Luana, che con noi ha giocato troppo poco, ho notato qualche differenza tra i secondi tocchi delle ultime palleggiatrici tarantine. Alessandra dà un colpetto secco e preciso; Paoletta fa una specie di rovesciata; Marcella spinge giù con forza.

Quest’azione, il secondo tocco, continua ad essere la mia preferita chiunque la faccia. Un giorno, però, mi piacerebbe vedere anche “la mossa di Rosa Ricci” eseguita da una nostra alzatrice.

Avanti Molfetta con una bella diagonale della Francioso ed un attacco della Marasco, che annulla un miracolo difensivo di Michela (5-7).

Pareggiamo, ma sono ancora i martelli azzurri ad innalzare le ospiti sul 7-10 e sul 10-13.

Simona Corallo tiene in corsa la Nati a Taranto; ci prova anche Michela, che cerca le mani del muro ospite senza però trovarle.

Splendida pipe della Corallina ed ace di Clara che approfitta di un dubbio amletico del libero molfettese in merito alla modalità da utilizzare per ricevere il pallone (14-16). A parte questa svista, Brigida e compagne stanno difendendo in modo suberbo, probabilmente la migliore difesa vista sino a questo punto della stagione.

E dai posti quattro continuano a pungere con Maria Teresa Francioso, che è anche tanto simpatica (14-16).

Silvietta piega il muro ospite, ma il nostro muro e la nostra difesa non riescono a fermare un lungolinea della Marasco, circostanza che provoca qualche osservazione critica del nostro coach. Ottima Leo in difesa, ma commettiamo qualche errore in attacco (15-18).

Marcello introduce Simona-di-metallo, ma a brillare è una giocatrice rimasta in ombra sino a questo momento, Cristiana Zonca. Farà scintille. Sarà top-scorer dell’incontro con 16 punti complessivi. Ce uagnèdda!

Ace Corallina e siamo in parità (18-18), fast Zonca, ma si lotta punto a punto e la Brattoli riporta in vantaggio l’Azzurra. Rientra Silvietta.

Un pallonetto della Francioso scavalca il nostro muro. Si mette male (19-21).

Ma un mini-break di tre punti consente alla Nati a Taranto di passare finalmente in vantaggio (22-21): merito dell’ennesimo tocco di seconda di Marcella e di una ribattuta di Clara, che soffoca così una ricezione lunga del Molfetta.

Le biancazzurre pareggiano con Nappi, ma Clara e Marci murano un attacco da posto quattro e siamo nuovamente avanti (23-22). Finale batticuore e rispetto al terzo set questo è niente ancora.

Coach Matera sostituisce Nappi con La Forgia e rischia la carta Testini. Quest’ultima somiglia vagamente alla Brattoli e dunque non so chi delle due spedisce fuori, di pochissimo, un lungolinea molto delicato (24-22).

Le emozioni non sono finite: a segno la Brattoli e a segno anche la Francioso, che approfitta di una nostra ricezione non ottimale (24-24). Ma scocca l’ora delle mani d’acciaio: attacco strepitoso di Simona Corallo e grande muro della nostra piemontese tosta: 26-24!

Che bella partita. E che brava la Corallina; non ho chiesto a Laura, ma mi sa che ha una percentuale superiore al 99%.

Secondo set

Aumentano i muri attivi della NAT in questo secondo parziale (il primo è di Michela) mentre Simona Corallo continua a cannoneggiare (3-2). Dall’altra parte si mette in evidenza la Di Bucchianico, ma sul 5-4 le rossoblu provano la fuga in avanti: grande Cory, muro di Cristiana da sola e muro di Cristiana con Marcella (8-4).

Zonky è scatenata: la Fortunato difende di piede una sua fast, ma le compagne non l’aiutano (9-6). A segno anche Silvietta.

Il sottotenente di vascello porta le padrone di casa sull’ 11-8, ma l’Azzurra non demorde e riduce lo svantaggio (12-11). Il punteggio è elastico; Michela e Simona cercano di consolidarlo e un servizio vincente di Marcella porta la NAT a +4.

Una mano involontaria ce la offrono gli errori in battuta delle ospiti (sei in questo parziale), poi coach Matera ripropone un cambio piuttosto ricorrente: La Forgia per Nappi e viceversa.

Le due giocatrici, peraltro, hanno lo stesso tipo di capelli: neri e ricci. Caperezze. Non per niente sono molfettesi come il cantante di Vieni a ballare in Puglia.

Le biancazzurre stanno per avvicinarsi, ma tutte, tranne le due caperezze, hanno deciso di sbagliare una battuta a testa: mancava all’appello soltanto la brava capitana, il cui servizio è decisamente anomalo (21-18).

Inconsueto pallone fuori misura della Corallina dopo un riuscito primo tempo della Di Bucchianico ed aumentano le palpitazioni (21-20).

Simona Marasco, che era stata indifendibile nel primo set, ha il pallone del pareggio, ma Marcella riesce a murarla ed a salvare il risultato (22-20). Mura anche Cristiana (23-20)!

L’Azzurra continua ad affidarsi alla Marasco, che ripaga la fiducia (23-21), ma per la Nati a Taranto c’è il settimo muro vincente del set: ancora Marcella (24-21). E’ un muro sporco che la difesa ospite non riesce a gestire nonostante un tentativo di salvataggio, ma non è il caso di sottilizzare.

L’ultimo punto è una fast imperiosa di una splendida Cristiana (25-22).

Terzo set

Questo set durerà 50 minuti: 25 di discussioni, 5 di gioco. Gli altri 20 minuti sono la durata del primo scambio. Non finisce mai. Lo chiude Clara per sfinimento delle avversarie. Brattoli e Di Bucchianico portano in vantaggio l’Azzurra (1-4), ma riusciamo a bloccare la fuga in tempo utile con l’ennesima bomba della Corallo (4-5).

Bel tocco di seconda di Giovanna De Vincenzo, che ha disputato un’ottima partita. Diciassette anni, ricordiamolo. Marcella si sente chiamata in causa dalla collega di ruolo; allora finta e spinge giù un secondo tocco pure lei (5-6).

Grazie ad una bella diagonale di Silvietta, andiamo al primo time-out tecnico in vantaggio di misura (8-7).

Dopo i time-out tecnici la NAT, di solito, va a punti. Il d.j. Pino Russo rivendica i propri meriti: gli stacchetti musicali esaltano il pubblico e il pubblico, a sua volta, trascina le atlete. Mi ha detto lui di scriverlo...

Sul 9-7 abbiamo l’opportunità di vedere Cristiana in azione come palleggiatrice: il suo passaggio a fil di rete viene raccolto da Michela, costretta ad un’acrobazia da circo Orfei. Improduttiva. Credo che Cristiana continuerà a giocare da centrale...

Mura anche Molfetta, che passa in vantaggio con un’efficace palletta della Brattoli e dilaga grazie a qualche imprecisione delle nostre attaccanti (10-13). Per nostra fortuna, sbaglia qualcosa anche l’Azzurra e ritorniamo in vantaggio (14-13).

Grande equilibrio; si lotta punto a punto. Solito cambio tra le due caperezze. Due primi tempi di Zonky spezzano l’equilibrio e sul 20-18 coach Matera reintroduce Nappi per La Forgia.

Ennesimo primo tempo di Cristiana; benedetta la Marina Militare che ce l’ha portata a Taranto (21-18).

Attenzione: ancora un cambio in casa biancazzurra, ma questa volta la sostituzione avviene tra Racanati e Nappi. C’è il tempo per un tiro fuori delle ospiti e per un time-out, poi si apre il giallo della serata. Si discute sulla regolarità dei cambi molfettesi, si pronuncia la parola “reclamo”, il primo arbitro scende dalla sedia e l’avvocato Francioso si costituisce parte civile.

Non comprendo il problema, ma, così a intuito, presumo che ad essere irregolare fosse la sostituzione tra due giocatrici dalla pettinatura non omogenea: finché si davano il cambio Nappi e La Forgia, la cosa andava bene; Mara Racanati, però, ha i capelli lisci e lei avrebbe potuto sostituire solo la Brattoli o la Francioso o la De Vincenzo o tutt’al più la Marasco.

Il presidente ospite sostiene che toccava al segnapunti vigilare e l’osservazione non risulta gradita ad Alfredo. Nel dibattito intervengono anche gli allenatori e qualche spettatore ed i toni tendono a degenerare. Io sto usando eufemismi, ma è una brutta pagina quella che si sta scrivendo al Palafiom; speriamo di dimenticarla presto.

La lunga interruzione mi fa rivivere i momenti di Massafra-Palafiom. Cosa succederà adesso? Sarà annullato il punto? Sarà annullato il set? Sarà annullato il campionato? E poi perché un’interruzione così lunga? Forse siamo in attesa di un parrucchiere che farà la permanente anche alla Racanati in modo tale da regolarizzare retroattivamente la sostituzione?

“Non ci si rivolge così ad un anziano!” - sostiene qualcuno riferendosi al segnapunti, ed è la cosa più offensiva della serata... Ma come? Alfredo è anziano?!

Per fortuna, sotto rete c’è armonia. Mentre il mondo intorno si agita, Cristiana, così aggressiva quando schiaccia palloni, si rivela particolarmente cordiale e scambia due chiacchiere in allegria con Alessandra Nappi e Giovanna De Vincenzo.

E’ proprio vero che ormai le nostre forze armate sono esperte nelle operazioni di peace-keeping.

La ripresa del gioco non è felice per la Nati a Taranto: Simona Marasco mette a terra tre palloni consecutivi, mentre le nostre tirano fuori. Parità (22-22).

La lunga interruzione non c’entra; è tutta bravura della schiacciatrice molfettese.

Nel frattempo è entrata Mucci per Silvietta.

La nostra capitana Silvia preannuncia una controdenuncia cautelativa e lo fa mettere a verbale. Il primo arbitro ridiscende dalla sedia, l’avvocato di parte civile si riavvicina al tavolo, altra interruzione. In verità, Maria Teresa e Silvia non mi sembrano molto convinte delle difese di fiducia assunte.

Ma torniamo alla partita, che è bellissima. Ace De Vincenzo e Molfetta passa in vantaggio (22-23). Fast di Cristiana che la Fortunato non riesce a contenere in ragione della notevole potenza e magnifica pipe di Simona Corallo: sorpasso e match-point (24-23)! Ma che begli acquisti abbiamo fatto quest’estate!

Possiamo attaccare, ma sprechiamo sulla rete, mentre gli errori in battuta del Molfetta nel secondo set adesso si trasformano in aces: è Marasco ad offrire un set-point alla propria compagine (24-25).

Anche le ospiti, per nostra fortuna, sprecano con un tiro a lato l’occasione di chiudere, ma una palletta dell’avvocato concede una seconda opportunità (25-26).

Clara annulla il secondo set-point con una bella fast e il lungo scambio successivo viene interrotto dal fischio dell’arbitro, che sanziona un tocco falloso alla De Vincenzo (27-26).

Match-point Nati a Taranto. Corallina, però, tira a lato e un muro della Di Bucchianico concede alle ospiti il terzo set-point (27-28). Matò.

L’Azzurra difende e contrattacca. Matò, matò! Il contrattacco è out.

Il pubblico invoca Cristiana; l’ufficiale e gentildonna non delude i suoi fans: muro robusto e sedicesimo punto personale (29-28)! Il terzo match-point è quello decisivo, grazie ad un’ottima azione offensiva di Simona Corallo: 30-28!

Che batticuore!

Beh, tolte le interruzioni e soprattutto il contorno di nervosismo, è stata una bella partita, palpitante in tutti i parziali. Quando la NAT va sotto, non sono mai in grado di individuare la linea che separa i meriti altrui dai demeriti nostri, ma questa sera di demeriti ne ho visti pochi su entrambi i fronti. E un altro merito delle rossoblu, forse, è quello di saper incassare senza andare ko, riuscendo, anzi, a ribaltare le sorti dei parziali nei momenti più importanti.

E adesso siamo a quota nove in classifica, con nove set vinti e nessuno perso. Non c’è male.

Sabato prossimo c’è un altro derby, un derby che per noi ha un significato speciale e al quale spero proprio di non mancare: andiamo a trovare Ivana e Paoletta a Ostuni. Sono già commosso.

Altri risultati: Noicattaro-Sarno 0-3, Matera-Tuglie 3-1, Salerno-Potenza 3-0, Scafati-Aversa 3-0, Benevento-Ostuni 3-0, Battipaglia-Montescaglioso 1-3, Trani-Sala Consilina 3-0.

Classifica: TARANTO, Sarno e Matera 9; Trani 7; Salerno e Benevento 6; Tuglie 5; Sala Consilina, Scafati, Potenza, Noicattaro-Turi, Montescaglioso, Aversa e Molfetta 3; Battipaglia e Ostuni 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Aversa, Battipaglia, Benevento, Matera, Molfetta, Montescaglioso, Noicattaro, Ostuni, Potenza, Sala Consilina, Salerno, Sarno, Scafati, TARANTO, Trani, Tuglie 0,00.

Ancora tutto fermo. Un’ammozione ad una giocatrice del Trani ed un richiamo al Benevento, ma senza spargimento di multe. Qualcosa mi dice che la settimana prossima ci saranno movimenti in classifica...

Prossimo turno: Ostuni-TARANTO, sabato 11 ottobre, ore 19.30.

Un sms per Ivana.

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Dopo gli Eurostar, la Puglia perde anche le gemelle Liguori

di skanderbeg69 (04/10/2008 - 14:14)

Ogni volta che esce un nuovo orario ferroviario, in Puglia gli attacchi di panico aumentano vertiginosamente. Fatti i dovuti scongiuri, prendiamo il libretto e controlliamo quanti treni sono stati cancellati dalle nostre tratte. Quest’anno è toccato all’Eurostar Milano-Taranto, dequalificato in Intercity. Quella dei nomi (Eurostar che in realtà sono Intercity, Intercity che sono gli ex-Espressi, Espressi che sono diligenze da far-west, ecc.) è un’altra presa per il culo su cui non è il caso di soffermarsi: i prezzi sono conformi al nome; la natura del treno non è molto conforme al nome.

Ma la Puglia ha subìto quest’anno un altro scippo, molto più grave, più di tutti gli Eurostar d’Italia, più dell’esclusione dell’aeroporto di Bari dallo... starting six della cordata degli sciacalli.

La Puglia ha perso le gemelle Liguori.

Roberta è andata a Sabaudia, nel Lazio; Stefania è andata a Spezzano, in Calabria. In realtà potrebbe anche essere avvenuto il contrario, ma sfido le società a verificarlo...

      Fatto sta che le splendide gemelle non sono più in questa altrettanto (ma adesso un po’ meno) splendida regione.

Non potendo rivederle nell’immediato futuro, posso solo ricordare il passato con una letterina. Sarebbe già la seconda quest’anno; la prima non ha avuto un grande riscontro... Se scopro che a Sabaudia Roberta gioca da... bah...

 

Care gemelle,

ricordo come fosse ieri la prima volta che vi ho viste. Fu all’Alfieri per i play-off di serie C, quando, in una serata infrasettimanale (era il 17 maggio), le tenebre furono illuminate dalla luce della vostra bellezza. Devo dire che ad illuminare quella serata fu anche il gioco meraviglioso della Palafiom, che ribaltò con un esaltante 3-0 l’1-3 dell’andata. Diciamo che c’erano molte stelle ad illuminare la serata. Peraltro anche voi eravate in buona compagnia: c’era Virginia, c’era Doriana. Una squadra che resta una leggenda.

All’epoca non sapevo distinguervi; notai soltanto che una giocava con le calze bianche e l’altra con le calze rosa, intonate alla maglia dell’epoca. Ricordo anche un’occhiataccia glaciale che una di voi mi rivolse quando strombazzai per festeggiare un punto della Palafiom.

Taranto e Manfredonia vinsero i successivi campionati di serie C e il doppio confronto della Coppa d’Oro rappresentò la felice occasione per rivedervi. Quello che per le atlete era un seccante rinvio delle vacanze per me era un’opportunità attesa da 11 mesi, 359 giorni e 21 ore. Ricordo che con vostro padre veniste a prenderci al casello autostradale anche se all’epoca la macchina di Marcello aveva i freni guasti e fu costretta a fare il giro del Gargano prima di riuscire a fermarsi. Nonostante il clima pre-vacanziero, fu una bella partita. Manfredonia vinse i primi due set proprio grazie ai vostri frequenti e precisi attacchi, ma Silvia Buso e compagne dettero vita a una coraggiosa rimonta e si aggiudicarono il match per 3-2.

Al ritorno al Palafiom, purtroppo, foste voi a ribaltare il risultato, vincendo 3-1 e aggiudicandovi la Coppa. Anche in questa occasione riusciste a esprimere tutto il vostro talento sul parquet e manifestaste anche una grande simpatia consentendomi una foto che ho appeso alla parete e che contemplo in meditazione mistica tre volte al giorno.

L’anno scorso ci fu il doppio confronto in B2. All’andata giocò soltanto Stefania perché sulla caviglia di Roberta, la settimana prima, era precipitata una giocatrice avversaria. Fu l’occasione per esibire un’altra calza creativa.

Al ritorno giocaste entrambe. Coach Marcello commise l’errore di affidarmi la videocamera e non ci vuole molta fantasia per intuire quale uso abbia fatto di questo strumento nei time-out e negli intervalli. Per vendetta, l’allenatore non ha voluto farmi una copia di quella cassetta, alla quale pure avrei avuto diritto in qualità di regista. Disse soltanto: “E adesso come faccio a spedirla ai colleghi che me l’hanno chiesta?!” Aggiungendo epiteti rivolti alla mia persona che qui non è il caso di specificare.

Per effettuare le riprese, mi collocai in una posizione decentrata, affianco al distributore delle bevande e dei farmaci contro le aritmie cardiache (necessari per vedere le vostre partite al PalaDante), ma ogni volta che Roberta rincorreva la palla in quella direzione avevo l’opportunità di ascoltare le sue soavi e delicate esclamazioni. Anche a questo proposito, non ricordo le parole precise.

Finita la partita, devo dire che la simpatia e la gentilezza non furono intaccate dal risultato. Che ragazze meravigliose: tanto forti e combattive in campo quanto simpatiche e amabili fuori.

Resterà quella la vostra ultima partita in Puglia?

      Roberta, sei destinata ad oscurare il mito di Andrea Giani, che iniziò la propria carriera pallavolistica proprio a Sabaudia, forse nella stessa palestra che adesso ospiterà le tue avvenenti membra.

Stefania, vivrai un’esperienza culturale significativa in uno dei principali centri arbëreshë d’Italia. Ma per quello non c’era bisogno di finire in Calabria; bastava che venissi a San Marzano, in provincia di Taranto.

Per la Puglia è un dramma. L’associazione degli albergatori ha già segnalato un calo del flusso turistico del 35% ed ha chiesto la proclamazione dello stato di calamità naturale.

Pure per me è un dramma. Chiederò a vostro padre di allestire un “tempietto liguoriano” in Regione, con le vostre gigantografie ed una sala conferenze dove periodicamente lui, io e i vostri sostenitori pugliesi potremmo riunirci in adorazione sotto le vostre immagini e restare in attesa di una vostra video-chiamata.

La lontananza da casa, già sperimentata qualche anno fa, e adesso anche la separazione rappresentano una piccola sfida all’interno della sfida più grande di sperimentare voi stesse come giocatrici in un contesto diverso da quello in cui siete cresciute. L’auspicio è che questa sfida sia vinta. Ma non mi riferisco soltanto ai risultati, che pure sono importanti.

Mi riferisco all’esperienza del trasferimento, del viaggio. “Ci sono viaggi – scrive un certo Andrea Bocconi – in cui conta più l’andare in sé della destinazione” e il viaggio è sempre “un momento per cercare un io più vero, più profondo”. [1]

Comunque vada, sarà un successo. Ve lo auguro.

 

NOTE:

(1) BOCCONI, A., Viaggiare e non partire, Guanda, Parma, 2002, pagg. 7 e 82.

La foto di Roberta è di Luca; quelle di Sabaudia e di Spezzano Albanese sono tratte da http://it.wikipedia.org.

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Silvia Buso: "Al via una stagione di riforme democratiche nella NAT"

di skanderbeg69 (01/10/2008 - 21:42)

A 40 anni esatti dalla primavera di Praga, anche nella Nati a Taranto si apre un processo di democratizzazione.

Ieri, nel corso del comitato centrale della squadra, la capitana Silvia Buso ha promesso alcune storiche riforme: “Credo che sia arrivato il momento di superare la figura del capitano unico e che sia opportuno allargare il governo della squadra alla partecipazione democratica e collettiva. Sperimenteremo una pallavolo dal volto umano, in cui ogni giocatrice potrà esprimere liberamente agli arbitri le proprie opinioni. Chiederemo di tener conto di questo modello riformista, abolendo l’egemonia del capitano unico”.

Il presidente Vincenzo Lupo esprime cauto interesse verso questa forma di perestrojka del volley, purché non incida sul rendimento collettivo.

Contrario l’allenatore Marcello Presta, secondo cui questa riforma è una pericolosa fuga in avanti, una deriva liberista destinata a minare dall’interno la solidità e l’unità della squadra.

Ma le riforme promesse da Silvia sono una necessità. Anzi, più precisamente, sono la presa d’atto di una situazione già esistente che adesso si tenterà di governare con criterio.

Il dato di fatto è che nella metà campo della Nati a Taranto la capitana cambia ad ogni scambio. Non si capisce più una mazza. Ufficialmente è Silvia Buso; è lei che risulta a referto, è lei che presenzia al lancio della monetina e sceglie il campo.

Ma se Silvia siede in panchina, serve un’altra capitana-facente-funzioni tra le sei giocatrici in campo. Toccherebbe a Clara.

E tuttavia, quando è in seconda linea, anche Clara talvolta esce dal parquet per cedere il posto al libero. E quando Clara e Silvia sono in panchina, chi comanda? A chi sono affidate le relazioni diplomatiche con gli arbitri?

Se vogliamo rispettare i gradi militari, ci sarebbe un sottotenente di vascello, ma forse nel regolamento FIPAV le stellette non vengono contemplate. E allora chi?

Ecco perché la risoluzione del comitato centrale della NAT apre alla democrazia: nessuna capitana, tutte capitane.

Chissà, però, se la FIPAV accetterà queste riforme o se, come a Praga, ci sveglieremo una mattina con i carri armati sul parquet del Palafiom.

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