Olimpiadi e libertà
Manco a farlo apposta, in allegato al n. 4/2008 della rivista MicroMega c’è un supplemento dedicato alle Olimpiadi di Pechino.
Ritroviamo le stesse questioni affrontate tempo fa su questo blog, trattate ovviamente con maggiore autorevolezza. Ci sono interventi di Cannavò, Mennea, Barca, Pastorin e Smith sulle Olimpiadi, i boicottaggi, il business nello sport. Altri interventi riguardano la situazione dei diritti umani in Cina, che, nonostante le patetiche illusioni di Pescante e del CIO, non è affatto migliorata. Anzi, le Olimpiadi hanno ulteriormente aumentato la repressione.
Al momento ho letto solo i primi due interventi. Sinceramente né Cannavò né Mennea mi sono mai stati troppo simpatici, però mi devo ricredere. Entrambi sostengono la mia linea: 1) errore scegliere Pechino; 2) ormai inopportuno il boicottaggio; 3) auspicabili azioni dimostrative eclatanti come quelle in Messico nel 1968.
Cioè, io sostengo la loro linea.
E lo Smith che ha scritto un altro intervento è proprio Tommie Smith, una delle due “pantere nere” di Città del Messico.
Insomma, anche se impegnativa (non solo economicamente: 14 euri), io la trovo una lettura interessante. Pure il fumetto del blog andrà giù pesante con il regime cinese, ma in modo decisamente più rozzo e senza molte pretese. Il fumetto per riderci sopra (amaramente); MicroMega per capire.
I bronzi di Warendorf

I Mondiali Militari di pallavolo si sono conclusi. La nostra Cristiana ha conquistato la medaglia di bronzo (auguri!). Troppo forte la Cina (oro); i rimpianti, semmai, riguardano la partita con la Germania terminata al tie-break dopo un lungo testa a testa. Con un altro risultato, la finale e l’argento sarebbero stati possibili, anzi probabili.
Osservando la foto della squadra, faccio un’altra riflessione: in caso di secessione e di disgregazione del Paese, la Puglia, come rappresentativa militare, sarebbe a posto: Cristiana sta per acquistare la cittadinanza pugliese e in più vedo Domenica Monteleone e le “tempestose” Ida Zelletta e Rosy Corigliano (colei che due anni fa tentò di attestare la praticabilità del parquet di San Giorgio con una frase che qui non è il caso di ripetere...). Un quarto (o un terzo, se includiamo Cristiana) della squadra, quindi, è made in Puglia.
Ripercorriamo le tappe di questi Mondiali: 3-0 sul Canada, 2-3 con la Germania, 0-3 con la Cina, 3-1 sugli Stati Uniti, 3-1 sull’Olanda e 3-0 ancora sull’Olanda nella finale per il terzo posto.
L’importante, comunque, è che nessuna si sia fatta male o abbia preso freddo o abbia fatto indigestione di crauti, ecc...
NOTE:
La foto è tratta da www.cism-championship.info.
Auguri, Silvia !

Una capitana! C’è solo una capitana! Una capitaaaaaaana! C’è solo una capitana!
Questa è Taranto

Nonostante la nuova denominazione “Nati a Taranto”, la Palafiom si sta globalizzando, come dimostra il recente ingaggio della piemontese Cristiana Zonca.
A proposito, ieri, alle 8.30 di mattina (!), la nazionale militare ha battuto 3-0 il Canada in 32 minuti. A saperlo, avrebbero potuto svegliarsi una mezzoretta più tardi... Oggi, alla stessa ora, affrontano la Wehrmacht.
Tornando a noi e visto che ci stiamo globalizzando, vorrei favorire la conoscenza della nostra città a beneficio delle nuove giocatrici e soprattutto di coloro che sono ancora indecise.
Libro aperto di arte e di storia
Capitale della Magna Grecia, ogni strada di Taranto è una testimonianza di arte e di storia. Fino a due anni fa, tanto per fare un esempio, la Palafiom giocava in una palestra che si affacciava su un corso tagliato in due dai resti di antiche mura romane. Le colonne del tempio di Poseidone sono invece una traccia dell’antica civiltà ellenica, i cui reperti – quando non viaggiano nelle mostre di mezzo mondo – sono conservati nell’imponente museo archeologico nazionale (MArTa), recentemente riaperto al pubblico. La suggestiva città vecchia è invece un’isola caratterizzata da vicoli stretti e tortuosi che di notte, illuminati da antichi lampioni, acquistano un carattere particolarmente suggestivo.
Tra movida e commercio
Basta superare il cosiddetto Ponte Girevole, lasciandosi alle spalle il centro storico e il Castello Aragonese, per immergersi in una città completamente diversa. “The city that never stops” la definiscono i visitatori e gli uomini d’affari che di giorno affollano banche, uffici finanziari e negozi e di notte si tuffano nella tumultuosa movida, spostandosi da un locale ad un pub, da una discoteca ad un ristorante. Fino all’alba. I trasporti pubblici effettuano anche turni notturni e speciali navette (soprattutto il sabato e la domenica) riaccompagnano i giovani nei paesi di provenienza o persino in altre province. Per facilitare la scelta tra centinaia di opportunità, ogni settimana nei locali viene diffusa la guida (bilingue) al divertimento mondano What’s on.
D’estate molte discoteche, come la celeberrima Siddharta, si trasferiscono in spiaggia.
Per quanto riguarda lo shopping, è inevitabile il transito dal cosiddetto quadrato della moda, tagliato a metà da via D’Aquino, la via Condotti locale: Armani, Dior, Dolce e Gabbana, Gucci, Prada, Valentino ed altri importanti marchi hanno un punto vendita a Taranto, ma non mancano sigle più alla portata per tutte le tasche (da Zara a Benetton).
Come le Maldive
E’ indubbiamente il mare il fiore all’occhiello di questa città: limpido, cristallino, tiepido. Ce n’è per tutti i gusti: sabbia sottile come polvere e scogli, spiagge lunghe come Bay-watch (costa occidentale) e romantiche conche per pochi intimi (costa orientale), dune selvagge ed isolate ed attrezzati stabilimenti. Ma quello che ci ha regalato la natura sarebbe forse inutile se non si fosse sviluppata una rete di servizi che rendono ancora più piacevole i soggiorni balneari. Già a 5 chilometri dalla città è possibile tuffarsi nello Jonio, ma per chi volesse raggiungere le estremità dei confini provinciali può comodamente raggiungerle in quindici minuti di superstrada a sei corsie. Tutte le attività sono praticabili: vela, immersioni, sci nautico, pesca subacquea e soprattutto beach-volley.
Alpinismo nel Meridione? Perché no?
Rispetto alle perle delle Alpi, le vette di Monteparano, Montemesola e Monteiasi non godono della stessa fama. Eppure questi angoli di montagna incontaminata a due passi dalla città acquistano sempre maggior credito tra i veri cultori dell’alpinismo e dello sci. Le piste di Monteparano, in particolare, sono in lizza per ospitare le gare della Coppa del Mondo di sci, sebbene il responso della FIS tardi ad arrivare.
Taranto città sicura
Non possiamo negare che la città abbia attraversato un momento difficile sul piano della criminalità organizzata alla fine degli anni Ottanta. La reazione della gente e l’azione repressiva di magistratura e forze dell’ordine è però riuscita a stroncare tutti i sodalizi criminali. Le statistiche sui reati ci pongono agli ultimi posti d’Italia.
Forse è proprio a Taranto che la formula “Tolleranza Zero” ha trovato la più puntuale applicazione grazie alla cosiddetta Broken windows theory: vedere una finestra rotta abitua le persone a tollerare altre finestre rotte ed a vivere in un ambiente devastato senza reagire. La legalità si afferma punendo anche le piccole trasgressioni. Per questo a Taranto anche guidare il motorino senza casco o buttare una carta per terra può comportare sanzioni molto severe e salate. In compenso, la città è pulita, il traffico ordinato e la qualità della vita si attesta su livelli scandinavi.
Quando l’industria incontra l’ambiente
Il bilancio sociale dell’ILVA, il più grande impianto siderurgico d’Italia, è un manuale che dovrebbe essere studiato nei corsi di politiche ambientali delle università. Riduzione dei livelli d’inquinamento, sicurezza sul lavoro, democrazia partecipativa in fabbrica, sensibilità verso le esigenze cittadine; è questa la ricetta che fa di Emilio Riva il prosecutore dell’esperienza di Adriano Olivetti. Fontane, servizi sociali, biblioteche, asili e parchi ecologici riportano il logo dell’ILVA quale tangibile espressione di questo felice matrimonio tra industria e città, tra impresa e sociale.
Ma i risultati più sorprendenti sono quelli ottenuti per azzerare l’inquinamento al punto che l’ILVA di Taranto è quotidianamente visitata e studiata da industriali cinesi e indiani desiderosi di ridurre l’impatto ambientale delle rispettive fabbriche.
Una politica virtuosa d’esempio per il Mezzogiorno
Il federalismo qui non fa paura. Anzi, Taranto manifesta una certa stanchezza nel veder sfumare dentro il calderone del bilancio statale i benefici economici conquistati nell’ultimo decennio. La politica virtuosa di Rossana Di Bello ha fatto di Taranto un caso nazionale in positivo: controllo della spesa, lotta alla corruzione, trasparenza in ogni appalto. Il bilancio comunale di Taranto vanta da anni un attivo che è quasi imbarazzante e che ha suscitato interrogativi: può un ente pubblico guadagnare in misura così rilevante? Di qui la decisione di far beneficiare di questa gestione finanziaria virtuosa gli stessi cittadini mediante l’abbattimento delle tasse locali e la riduzione delle tariffe (trasporti pubblici, rette degli asili, ecc.).
Terminata l’esperienza amministrativa, Rossana Di Bello, come Cincinnato, si è ritirata in una modesta casetta di campagna a Noci, dove vive esclusivamente dei frutti della terra, rinunciando ad una carriera politica che si prospettava brillante.
Collegamenti efficienti
Le strade del Sud si intrecciano a Taranto. Tra l’Adriatico e la Sicilia, tra la Campania e il Salento, il passaggio dalla città jonica è quasi obbligato. Ma a favorirne il transito sono i collegamenti di varia natura che rendono Taranto facilmente raggiungibile con ogni mezzo. La stazione ferroviaria, che ogni anno viene potenziata e servita da un crescente numero di vettori, unisce la dorsale adriatica con la Calabria e Lecce con Roma e le maggiori località sul Tirreno. Anche diverse autolinee private collegano Taranto con le principali città italiane.
Ma anche il mare e il cielo fanno la loro parte, nel primo caso favorendo il turismo verso la Grecia e il Nordafrica (traghetti quotidiani con Patrasso, Igoumenitsa e Creta; settimanali con Tunisi), nel secondo caso accorciando i tempi. L’aeroporto di Grottaglie “Marche Polle” unisce la città pugliese con Roma, Milano, Torino, Firenze e Catania, oltre che con Francoforte, Londra, Bruxelles e Barcellona.
Dove gli stranieri si sentono a casa
“Yes, we care”. C’è un po’ di Obama, un po’ di Veltroni e un po’ di don Milani nel poster che campeggia alle spalle di Giancarlo Cito, direttore della Caritas Diocesana tarantina. Che riassume in una citazione biblica la fonte d’ispirazione per il suo instacabile lavoro in favore degli immigrati: “Se uno straniero soggiorna con te, nella vostra terra, non lo molestare. Lo straniero che è con voi, sarà per voi come un cittadino. Tu l’amerai come te stesso: poiché foste stranieri nella terra d’Egitto”.
La presenza di stranieri in città è contenuta, ma questo ha favorito un approccio diverso con l’immigrazione: non un problema di ordine pubblico, ma un’opportunità di crescita e di integrazione. A Taranto gli immigrati fruiscono di una corsia preferenziale nell’assegnazione delle case popolari, seguono corsi di alfabetizzazione gestiti dal Comune e dalla Caritas e frequentano lo sportello unico per l’integrazione, che si occupa di adempimenti burocratici, di servizi per le famiglie e di attività volte alla socializzazione. Un mese fa, per volere del direttore della Caritas, Giancarlo Cito, è stato completato un campo attrezzato per circa duemila rom in via Cesare Battisti.
Un’università che guarda all’Europa
Più facile elencare i corsi che non ci sono piuttosto che quelli esistenti. L’università di Taranto continua a crescere ed abbraccia ormai quasi tutte le discipline umanistiche e scientifiche. Oltre alla qualità dei corsi, in città si è puntato soprattutto alla qualità dei servizi: gli studenti, soprattutto i fuori sede, possono fruire di mense, alloggi, sconti per palestre, sport ed attività culturali, oltre che di aule e laboratori moderni ed attrezzati. Un sondaggio commissionato dall’Unione Europea ha indicato Taranto al terzo posto, dopo Perugia e Siena, tra le città più apprezzate dagli studenti stranieri in Italia.
La pallavolo d’eccellenza e di base
E chiudiamo con lo sport. L’annuale inchiesta del Sole 24 Ore ha confermato che anche nello sport il Sud arranca. Nella geografia dello sport – elaborata attraverso numerosi parametri: società sportive presenti sul territorio, risultati, discipline praticate, impiantistica, società per disabili, ecc. - Taranto non brilla (91^ posto), ma c’è un’eccezione: il volley. La pallavolo jonica raggiunge vette d’eccellenza grazie alla Prisma ed alla Palafiom. “Società solide, allenatori brillanti e creativi, staff altamente professionali, risultati conseguiti negli ultimi due anni, attrezzature di qualità e capacità di attrazione per bambini e ragazzi” sono tra le motivazioni che hanno innalzato il ranking del volley locale.
NOTE:
La foto del Ponte Girevole è di Carmine La Fratta; quella di Cristiana che schiaccia alle 9 di mattina è tratta da www.cism-championship.info.
Militari nelle città: a Taranto arriva Cristiana Zonca

Approvato il decreto-sicurezza. Saranno tremila i soldati che coadiuveranno le forze dell’ordine nei compiti di prevenzione del crimine nelle città italiane. A Taranto sono già state individuate le aree a rischio: il quartiere Salinella, sede dell’impianto Palafiom, e il quartiere Solito Corvisea, sede della palestra Maria Pia.
A garantire la sicurezza nella città jonica ci penserà una presenza particolarmente qualificata e rispondente alle tradizioni militari locali: il sottotenente di vascello Cristiana Zonca.
La 26enne centrale piemontese ha un curriculum di tutto rispetto: cresciuta nel Volley Novara, ha giocato in B2 e in B1 nell’Agil Trecate, in C con il Volley Galliate, in A2 ancora con l’Agil Trecate, in B2 con l’Ardor Pallavolo Busto Arsizio e con la Pallavolo Vigliano, in C con la Libertas Livorno.
Al suo attivo ben quattro promozioni, ma anche la partecipazione a tornei internazionali (Olimpiadi e Mondiali Militari).
A proposito, l’ufficiale e gentildonna dal 20 giugno prossimo sarà impegnata nei mondiali militari di pallavolo a Warendorf, in Germania. Possiamo seguire i suoi risultati sul sito http://www.cism-championship.info/?Women:Pool_W.
Sulla carriera di Cristiana hanno evidentemente influito (e – per nostra fortuna – continuano ad influire...) le scelte professionali visto che l’atleta proviene dall’Accademia di Livorno.
Destinata a Taranto dal suo Ministero, l’incontro con la Palafiom Nati a Taranto è risultato quasi naturale, favorito dalla segnalazione di un amico abruzzese che ringraziamo di cuore. Sia lodato il destino; pensate se fosse stata assegnata a Manfredonia, che pure è sede di una Capitaneria di Porto e di importanti siti della Marina Militare...
Secondo quanto previsto dal decreto, la Zonca rivestirà mansioni essenziali per la sicurezza della Palafiom Nati a Taranto: potrà giocare, schiacciare, stoppare le aggressioni avversarie, ma non potrà esercitare funzioni di polizia giudiziaria.
Soddisfatto coach Marcello, che sulla Gazzetta del Mezzogiorno ha dichiarato: “E’ una giocatrice molto dotata ed esperta che è cresciuta sotto la guida tecnica di coach famosi come Pedullà e Bosetti. E’ cresciuta nel Novara dove ha giocato per tre stagioni in A2. [1]
Condivido l’opinione del ministro della Difesa: l’arrivo di Cristiana costituisce un efficace strumento di prevenzione avanzata per la qualità della nostra compagine e rappresenta un deterrente per le avversarie”.
Continuano, intanto, le proteste dell'opposizione e delle altre squadre, contrarie a quella che è stata definita una militarizzazione del campionato.

Anche se non conosciamo Cristiana personalmente (e la conosceremo personalmente soltanto poche settimane prima dell’avvio del campionato, quando arriverà in città a bordo della Vespucci), il suo è un ingaggio che mi ispira per due motivi extra-tecnici (sui motivi tecnici non avrei titolo per giudicare...).
Primo: è il fato che l’ha portata da noi e già questo rende il suo arrivo pittoresco come un romanzo.
Secondo: sono convinto che un’atleta proveniente da un’altra realtà, dal nord nel caso specifico, possa offrire alla squadra un arricchimento di mentalità e di cultura sportiva, prima ancora che tecnico. Ma naturalmente l’auspicio è che questa unione possa arricchire entrambe le parti, rappresentando un’esperienza tecnica e umana costruttiva e gratificante sia per Cristiana che per la Palafiom.
Dall’Afghanistan è arrivato anche il placet presidenziale: “Visto che qui sono cambiate le regole d’ingaggio, noi ingaggiamo un sottotenente. Quand’ è guerr’, è guerr’ pe’ tutt’...”
NOTE:
(1) OCCHINEGRO, A., Taranto perde la Prisma e il volley diventa... rosa, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 16 giugno 2008, pag. 26.
La foto della nave nel canale navigabile è di Franco; quella della nazionale militare è tratta da www.cism-championship.info.
Verso la nuova B2 - il punto della situazione

Rifatte le solite premesse sulle incognite e sugli imprevisti che possono cambiare il volto della serie B2 (acquisti di titoli, fusioni, ripescaggi, rinunce, ecc.), rivediamo un po’ la situazione alla luce delle retrocessioni e delle promozioni maturate sul campo ed alla luce delle indicazioni che ci hanno fornito i nostri amici di Napoli e di Tuglie.
La Federazione, per la stagione appena conclusa, aveva disposto le seguenti promozioni dalla serie C alla serie B2, regione per regione:
Sicilia 2+1 wild card (Priolo, Tremestieri Etneo, LVS Palermo?)
Calabria 1 (E.Sozzi RC?)
BASILICATA+CAMPANIA 1 (chiamiamola così visto che il girone regionale era misto, tanto è vero che alla fine lo ha vinto una squadra salernitana: Sala Consilina)
CAMPANIA 2 (AS Benevento, Sarno)
PUGLIA 3 (Tuglie, Azzurra Molfetta, Noicattaro)
ABRUZZO+MOLISE 1 (Montorio al Vomano)
Tuttavia la serie C siciliana era costituita da 3 gironi (per 3 promozioni complessive). Logica avrebbe voluto che fossero promosse le vincenti di ciascun girone (non ‘ngi agghie capìte ‘u sens’ d’ ‘sta wild card...). Da una rapida e sommaria ricerca su internet, so che hanno festeggiato la promozione in B2 il Priolo e il Tremestieri Etneo. Il terzo girone lo ha vinto la LVS Palermo, dei cui festeggiamenti non ho però notizia. Vabbè, in ogni caso deve salire una terza squadra siciliana (io indico la LVS Palermo con beneficio d’inventario).
Le squadre centro-meridionali retrocesse dalla B1 alla B2 sarebbero: Marsala (Sicilia), Golem Lamezia (Calabria), San Giorgio del Sannio (Campania).
Vediamo adesso, invece, chi dovrebbe lasciare la B2.
Per promozione nella categoria superiore: Messina (Sicilia), Engeco Lamezia (Calabria), Orion Napoli (Campania), Valenzano (Puglia).
Per retrocessione in C: APS Catania (Sicilia), TTT Catania (Sicilia), Montescaglioso (Basilicata), Massafra (Puglia), Centro Ester Napoli (Campania), Aversa (Campania).

Allora, partendo dalla Sicilia come ci ha suggerito Simone, la nuova B2 (maturata sul campo) dovrebbe essere la seguente:
SICILIA 11 (Marsala, Erice, Argia Ribera, Siracusa, Cefalù, GM Palermo, Catania, Barcellona, Priolo, Tremestieri Etneo, presumibilmente LVS Palermo).
Calabria 4 (Golem Lamezia, Cutro, Terme di Spezzano, Reggio Calabria).
BASILICATA 1 (Potenza).
CAMPANIA 6 (San Giorgio del Sannio, Salerno, Scafati, Benevento, Sarno, Sala Consilina).
PUGLIA 7 (Trani, Taranto, Manfredonia, Ostuni, Tuglie, Molfetta, Noicattaro).
ABRUZZO 3 (Manoppello, Lanciano, Montorio al Vomano).
Conclusione: le siciliane e le calabresi sono 15; le altre squadre centro-meridionali sono 17. I gironi devono essere da 16 squadre, quindi...

Stando così le cose, una delle 17 (e in particolare Potenza, Sala Consilina e noi) ha validi motivi per trascorrere un’estate di terrore...
La Sicilia è meravigliosa, per carità, ma le trasferte sono un po’ troppo impegnative. Non mandateci noi, nooo!!! Mandate Sala Consilina, che è più vicina e si trova proprio sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria...! Mandate il Tuglie, che ha un conto da regolare con la Grande Migliore Palermo...! Mandate Nello Caliendo così nessuna regione viene spezzata e ci troviamo coi conti...! Mandate Montorio al Vomano, che tanto è neopromossa e quindi è contenta lo stesso...! Ma non noi!!!
Incateniamoci per protesta alla scalinata che sale verso il cielo del Palasoccavo! Incateniamoci al Santuario del Volto Santo di Manoppello!
Lasciateci nel girone G!
Palacampus 2008

Da oggi, 9 giugno, al 1^ agosto, presso la Polisportiva Palafiom (nell’omonimo palazzetto in via Golfo di Taranto 16), i bambini ed i ragazzi di età compresa tra i 5 e i 14 anni potranno partecipare al PALACAMPUS 2008 sotto l’attenta guida di Lady Sisa e Max Sport.
Cosa prevede il progetto?
Sport di squadra (pallavolo, calcio, basket, pallamano, ecc.) praticati in modo non esasperato agonisticamente ma come occasione di crescita e di divertimento, giochi di movimento, giochi da tavolo, laboratorio artistico (disegno e creazioni con carta, colori, pasta di mais, sughero...), laboratorio di arti visive (creazione di cortometraggi), attività di svago (film, cartoni animati, musica...) ed altre idee da realizzare insieme: badminton, peteca, costruzione di un villaggio in miniatura, battaglie d’acqua, ecc.
L’iscrizione costa 30 euro alla settimana. Non è assai perché – se si considera che l’orario va dalle 8.30 alle 13.00, dal lunedì al venerdì – viene appena 1,33 euro all’ora.
Per informazioni: ASD Palafiom, tel. 099-7762528.
Verso la nuova B2

Ipotizzare l’assetto del nuovo girone G della serie B2 è impresa ardua per tanti motivi.
Primo: non ho capito come funzionano i play-off della serie C campana. I due gironi li hanno vinti AS Benevento e Vico Equense, che poi, però, si sono affrontate nella fase 1 dei play-off (ha vinto Benevento; del Vico non si è saputo più niente perché nelle fasi successive si sono affrontate le seconde e le terze. Vico Equense è stata risucchiata in un buco nero dell’universo).
In secondo luogo ora si apre la fase delle cessioni dei titoli, delle fusioni, delle rinunce, ecc.
In terzo luogo non è detto che la Lega confermi gli stessi raggruppamenti regionali; ci vorrebbe una coincidenza di natura matematica. E’ possibile che qualche regione venga spezzata o che cambino gli accorpamenti. Speriamo di no.
Quindi, quello che sto scrivendo va preso con le pinze; diciamo che è solo un esercizio di immaginazione. Comunque sia, vediamo un po’ quale dovrebbe essere la situazione al momento.
ABRUZZO: Dalla B1 non è retrocessa nessuna. Promossa dalla C alla B2 Montorio al Vomano (TE), a due passi dalle Marche, più a nord di Manoppello...
CAMPANIA: Perdiamo Orion Napoli (B1), Centro Ester Napoli e Aversa (C). Dalla B1 scende San Giorgio del Sannio. Dalla C salgono l’A.S. Benevento Volley, forse Vico Equense e forse Sarno.
BASILICATA: Non dovrebbero esserci nuovi arrivi, né dall’alto né dal basso.
PUGLIA: Valenzano felicemente in B1, Massafra purtroppo in C. Arrivano Tuglie, Azzurra Molfetta e Noicattaro.
Peccato. Svanite le speranze di Ceglie e San Pietro, a quel punto io speravo che almeno ce la facesse il Turi in modo tale da permetterci un pellegrinaggio spirituale nella piazzetta in cui iniziò a predicare e a compiere miracoli Vincenzino Di Pinto.
Teoricamente, molto teoricamente, nella nuova B2 (i cui gironi saranno a 16 squadre, 2 in più rispetto allo scorso anno) potrebbero figurare:
Montorio al Vomano (TE)
Manoppello (PE)
Lanciano (CH)
AS Benevento
San Giorgio del Sannio (BE)
Vico Equense (NA)?
Sarno (SA)?
Salerno
Scafati (SA)
Potenza
Manfredonia (FG)
Trani (BAT)
Azzurra Molfetta (BA)
Noicattaro (BA)
Ostuni (BR)
Taranto
Tuglie (LE)
Ma sono 17; ce n’è una di troppo...








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