Come d'incanto

Francioso santa subito.
Non tanto per aver offerto, con le sue schiacciate, un contributo decisivo alla vittoria della Coppa d’Oro per la sua Azzurra Molfetta.
Anzi, ad essere sincero, prima della partita io speravo in una vittoria del Tuglie.

Francioso santa subito per altri motivi. Lei li conosce.
Si sostituisca il patrono di Taranto con questa giocatrice; venga portata in processione lungo il canale navigabile.

Era dal 17 maggio 2006 che attendevo questo momento. Ormai iniziavo a dubitare dei miei stessi ricordi, iniziavo a credere che quella della palestra dell’Alfieri fosse stata una visione.
Quello fu, in verità, un incontro ricco di visioni paradisiache, alcune delle quali si sarebbero poi materializzate nei mesi seguenti dandomi conferma che si trattava di persone in carne ed ossa.
Ma non la visione più incantevole.

Avevo perso ogni speranza; credevo che fosse stata un’apparizione metafisica, uno scherzo della mente e della memoria, finché ieri sera è finalmente ricomparsa nel suo immutato splendore.
E poi la Francioso ha fatto quello per cui le sarò grato per tutta la vita.

Avrei dovuto predisporre una cronaca della partita, ma non posso. La mente era in subbuglio e conservo solo ricordi frammentari.
Prima di entrare nel bel palazzetto di Gioia del Colle, quando cioè ero ancora lucido, ho notato la scritta che ho fotografato e che mostro di seguito:

La Palafiom giocò a Gioia tre anni fa. Michela c’era. Ne sa niente di questa scritta...?
Passiamo ai ricordi frammentari, cominciando dalla Coppa d’Argento (Bisceglie contro Corsano; mi pare che abbia vinto il Bisceglie).
Anche il Corsano, al pari del Trani, ha un motivational counselor.
Katia Accogli in serie D è stato un crimine contro l’umanità.

Coppa d’Oro.
Sugli spalti, in rappresentanza della serie B1, c’è Paola Cesario, che però non ha voluto raccontarmi un segreto. Una rettifica, più che altro.

La signora Matera ha dato uno schiaffetto ad una sua giocatrice. Forse è quello di cui avrei avuto bisogno anch’io per rinvenire.
Comunque, l’allenatrice dell’Azzurra Molfetta mi sembra una donna precisa: quando fornisce spiegazioni alle proprie atlete è esaustiva ed anche se il gioco riprende, lei prosegue finché non completa il concetto.

Dall’altra parte, invece, Scanferlato è il solito vulcano in eruzione.
La panchina del Tuglie è caratterizzata dalla serenità grazie ai perenni sorrisi di una giocatrice. Dovrebbe essere sempre così.
Non riesco ad interpretare il tatuaggio sul braccio della Isceri. Così, da lontano, mi sembra una macchia del test Rorschach.

L'incontro è spettacolare. Due belle squadre, complimenti.
La Coppa d’Oro l’ha vinta l’Azzurra Molfetta dopo una partita troppo breve. Bisogna cambiare il regolamento: almeno nove set su diciassette ed abolizione del rally point system. Perché questa partita è già finita? Perché dobbiamo lasciare questo palazzetto?

“E’ uno di quei momenti perfetti della vita, quelli che vorresti fermare e mettere da parte, tenere sempre in tasca e portarti dietro per l’inverno dell’anima”. [1]

Ultima osservazione. Quando la Palafiom contese il trofeo regionale al Manfredonia l’anno scorso c’era soltanto la coppa per i vincitori; ieri c’era anche quella per la squadra sconfitta.
Cos'è quest'ingiustizia? Ora vogliamo gli arretrati.

NOTE:
(1) BANDINI, G., Il bacio della tarantola, Newton Compton, Roma, 2006, pag. 132.





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