Ciao sono skanderbeg69
Vedi il mio profilo


Aprile 2008

DLMM GVS
1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Aprile 2008
Pagine:

Vicecampionesse regionali

di skanderbeg69 (25/04/2008 - 23:45)

Il “Massafra arricchito” conquista a Ostuni il titolo di vicecampione regionale Under 16. Detta così, suona bene...

Purtroppo la formazione di coach Latte ha dovuto arrendersi al cospetto di un Altamura strepitoso, che ha difeso in modo egregio ed ha attaccato con una nostra vecchia conoscenza, la travolgente Graziana Caputo (finale provinciale Under 16 del 2006-‘07: Palafiom-Torricella). A Pulsano perse 3-0; questa volta Dinamite-12 ha vinto con lo stesso risultato. Beh, pazienza, è lo sport.

Complimenti all’Altamura che ha meritato il titolo e gli applausi del pubblico del tensostatico, ma complimenti anche al Massafra e alle nostre ragazze d’oro Désirée, Silvietta e Valentina.

Vota questo post

E' giusto andare a Pechino?

di skanderbeg69 (25/04/2008 - 11:03)

L’estate del 2008 si avvicina. Anche se non ci sono al momento molte possibilità che le giocatrici della Palafiom Nati a Taranto Volley possano essere convocate in nazionale per le Olimpiadi di Pechino, nonostante la brillante salvezza in B2, la questione ci interessa come sportivi.

Ancora una volta le Olimpiadi si svolgono in un Paese che non è proprio cristallino in fatto di diritti umani. La Cina è una dittatura retta dallo stesso partito da decenni, vi sono persecuzioni per motivi ideologici e religiosi, il ricorso alle condanne a morte è smisurato (bisogna dire, però, che quando le Olimpiadi si svolsero ad Atlanta pochi sollevarono il problema) e nel 1989 le dimostrazioni pacifiche e democratiche di piazza Tien An Men furono soffocate nel sangue di una carneficina. La questione tibetana è solo uno dei tanti problemi.

Aggiungiamo che per costruire impianti olimpionici, sono state deportate (spostate forzatamente dal luogo dove vivevano ad un altro) masse di cittadini.

Ora si pone il solito problema: in nome dello spirito olimpico, lo sport deve essere superiore alla politica ed ai drammi appena accennati oppure è uno scandalo giocare in una terra oppressa e insanguinata facendo finta di niente e contribuendo all’operazione di marketing d’immagine di un regime dittatoriale?

Alcune Federazioni occidentali (ad esempio, quella britannica) stanno già facendo pressioni sui propri atleti invitandoli a tenere il becco chiuso sulle questioni dei diritti umani.

Forse adesso è troppo tardi per il boicottaggio e tendo a condividere quanto ha affermato il canoista Carlo Mornati: “Andrò a Pechino storcendo il naso. (...) L’errore più grave è stato l’inserimento della Cina tra le candidate ai Giochi”. [1]

Della stessa opinione il mago Velasco, che aggiunge: “Non ricordo di aver sentito qualcuno, né adesso né prima, chiedere di boicottare gli affari con la Cina. Sarebbe molto più incisivo, ma siccome tutti sanno che è troppo costoso, nessuno lo chiede. Invece, si chiede di boicottare la vita degli sportivi”. [2]

In effetti, perché si propone il boicottaggio e non si accenna neanche di sfuggita ad un embargo economico ed energetico oppure all’interruzione dei rapporti diplomatici?

Perché pretendere che atleti ragazzini rinuncino a quattro anni di allenamenti e di sacrifici per protestare contro una decisione che non hanno preso loro e non si chiede a governi e ad imprese di rinunciare a politiche ed investimenti che, invece, decidono loro e loro possono cambiare? Perché Tania Cagnotto dovrebbe mostrare più senso di responsabilità del ministro degli Esteri o di Confindustria?

     Magari, per non ferire lo sport e al tempo stesso per usare la ribalta internazionale come forte strumento di denuncia nei confronti del regime cinese, si potrebbe andare a Pechino senza la bandiera nazionale oppure ci si potrebbe astenere dal partecipare alla cerimonia iniziale e a quella finale o ancora – con un po’ di coraggio (non tanto nei riguardi del regime cinese quanto nei riguardi delle proprie federazioni) – ci si potrebbe rifiutare di presentarsi sul podio o magari si potrebbe esibire qualche maglietta o qualche gesto particolare.

E’ un atto che comporterebbe l’esclusione dalle gare successive (come è successo al nuotatore Milorad Cavic per aver indossato sul podio degli Europei una maglietta con la scritta “Il Kosovo è Serbia”), ma se lo facessero tutti gli atleti dei paesi sensibili ai diritti umani, non credo che ci sarebbero esclusioni di massa perché in tal caso diventerebbero Olimpiadi chiaramente falsate e questo non conviene neanche alla Cina.

Chissà poi che lo sport non riesca ad inventarsi situazioni gustose, come le quattro medaglie d’oro vinte dall’afroamericano Jesse Owens, che nella Berlino nazista del 1936 stracciò i rivali “ariani” provocando un travaso di bile al führer.

Aggiungo solo una considerazione. Alcuni errori hanno responsabili facilmente individuabili con nome e cognome. Inserire Pechino tra le città candidate alle Olimpiadi è stato un errore; averla addirittura votata è stato anche peggio. Ad aver scelto Pechino è stato il CIO, di cui faceva parte anche un rappresentante italiano, Mario Pescante.

 “L’inquinamento è l’unico vero problema” – dichiarò Pescante dopo le votazioni con cui Pechino superò Toronto, Parigi, Istanbul e Osaka.

E’ un po’ come dire che il più grave problema di Taranto è il traffico...

E aggiunse con grande sensibilità: “La politica i problemi se li deve risolvere da soli”... [3]

  Questo signore, poi sottosegretario di Forza Italia nel governo Berlusconi (2001-2006), si ricorda evidentemente di essere anticomunista soltanto prima delle elezioni per abbindolare gli elettori italiani.

Quando si è trattato di votare per la candidatura olimpica di una vera e sanguinaria dittatura comunista (e lui – lo disse pubblicamente - votò per Pechino), l’anticomunismo da avanspettacolo è stato accantonato.

Cosa può aver indotto il futuro esponente di un governo anticomunista (sia pure da avanspettacolo) a votare per la candidatura di una dittatura comunista? Sul piano logico e ideologico non ha senso. Pescante avrà avuto qualche altra buona ragione.

 

NOTE:

(1) SISTI, E., A Pechino per l’oro, senza censure, “La Repubblica”, 7 dic 2007, pag. 68.

(2) CHIARI, E., CERQUETI, G., Boicottare? Troppo tardi, “Famiglia Cristiana”, n. 14, 6 apr 2008, pag. 25.

(3) http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,4459,00.html.

Le foto sono tratte da http://fotodiario.files.wordpress.com/ (Amnesty), http ://en.wikipedia.org (Piazza Tien An Men e Tommie Smith e John Carlos), www.gabecapallavolo.it (Velasco), www.repubblica.it (fiaccola olimpica), www.b92.net (Cavic),  www.padovanews.it (Pescante).

Vota questo post