Fallisce un blitz della Palafiom per sabotare il palazzetto di Ostuni

Ostuni. E’ stata una guardia giurata dell’istituto di vigilanza “Gente Sveglia” ad essersi accorta che qualcosa non quadrava: “Erano le tre di notte – racconta - e stavo compiendo il mio consueto giro di controllo quando ho notato un furgone parcheggiato in viale dello sport. All’interno del palazzetto, inoltre, c’era una luce fioca e sentivo dei rumori. Mi è sembrato strano che le giocatrici dell’Ostuni si stessero ancora allenando; è vero che è vero... Allora ho subito allertato alcune volanti, che sono sopraggiunte nell’arco di pochi minuti.”
Le forze dell’ordine hanno denunciato a piede libero per violazione di domicilio e danneggiamenti due persone, Marcello P. e Paolo L., entrambi di Taranto. Indossavano due giacconi della Polisportiva Palafiom Taranto.
I due, sorpresi dagli agenti, hanno tentato di giustificarsi sostenendo che stavano effettuando urgenti lavori straordinari, ma la verità è venuta subito a galla dando un’occhiata alle attrezzature del palazzetto. Manomesse.
Marcello P. e Paolo L. avevano quasi terminato di sabotare la rete utilizzata per gli incontri di pallavolo, installandovi degli aghi appuntiti tecnicamente noti come “dissuasori per piccioni”.

Si tratta di un accorgimento solitamente adottato per impedire che i volatili stazionino su tetti e davanzali, lasciando tracce non proprio pittoresche del loro soggiorno.
I due sono già stati interrogati dal GIP e subito rimessi in libertà. Al termine dell’udienza abbiamo raccolto una dichiarazione dell’avvocato Vespa:
“Il mio assistito ha collaborato con l’autorità giudiziaria ammettendo le proprie responsabilità. Per questo sono venute meno le esigenze di applicazione di una misura cautelare.
Il signor P. allena una squadra di pallavolo e rimase turbato da Palafiom-Ostuni 0-3 dello scorso dicembre, quando Alessandra Piccione concluse con una media di 9 punti a set. Quella partita rischiò di compromettere la stagione della Palafiom e tutt’ora pesa dannatamente sulla classifica della squadra jonica.
Data l’importanza della partita di ritorno, non si poteva rischiare ancora.

Il mio assistito, sfruttando le competenze tecniche del coimputato, ha costruito uno speciale dissuasore per Piccione. Piccione al singolare. Sono aghi più lunghi di quelli usati per i volatili, ma più sottili e costruiti con un materiale trasparente. Sostanzialmente sono invisibili. Applicati alla rete e rivolti verso le avversarie, avrebbero bloccato tutte le schiacciate della Piccione.
Qualche pallone si sarebbe forato, ma, con un po’ di fortuna, nessuno si sarebbe accorto di niente.

Al tempo stesso Marcello P. e Paolo L. avevano costruito un telecomando che avrebbe spostato la direzione degli aghi in occasione dei cambi di campo in modo tale che i dissuasori fossero sempre rivolti contro la Piccione e le sue compagne.”
L’allenatore e il team manager sono a piede libero e la FIPAV non ha ancora preso alcuna decisione; è dunque probabile che entrambi torneranno nel palazzetto di Ostuni per l’incontro di domenica prossima. Ma senza dissuasori.





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