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Hollywood, Murgia

di skanderbeg69 (01/04/2008 - 21:05)

  Mi sento in colpa. Sono stato ad Altamura per il derby di A1 e non ho menzionato i veri grandi miti della città murgese.

Altamura non è solo Fofinha. E non è neanche solo il pane o Ciccillo (come viene cordialmente chiamato l’ homo neanderthalensis scoperto nel 1993). Non posso parlare di Altamura senza citare quei geniali artisti che hanno dato lustro alla moderna tecnica del “ridoppiaggio”.

Di cosa si tratta? Semplice: si prende un film e lo si doppia artigianalmente, fra amici, utilizzando le tecnologie informatiche. Il risultato, oltre che esilarante, è una nuova arte che – a mio avviso – meriterebbe di essere premiata alla cerimonia degli Oscar con un’apposita statuetta, quella per il ridoppiaggio, appunto.

Ho visto Troy e The fast and the furious (Murgia version...) doppiati in altamurano e posso affermare che si tratta di due capolavori. Si eccede un tantinello nelle volgarità gratuite, ma si tratta dei film più divertenti che abbia mai visto. Certamente migliori degli originali.

Immaginate Achille che ascolta le canzoni di Gianni Celeste (il carro ha l’autoradio...) mentre va a vendicare Patroclo e, giunto sotto le mura della città assediata, si sente dire: “Ma che cazz’ vuè alle ott’ d’ matìn’, uaglio’?!”

Ma le multinazionali di Hollywood non ci stanno e conducono una spietata guerra legale a colpi di copyright contro i ridoppiatori (e qui ricordiamo anche i Gem Boy di Star Whores).

Come se Brad Pitt che parla in altamurano fosse un plagio. Come se Troy in dialetto murgese non fosse un’opera “altra”, diversa, neanche paragonabile all’originale.

Nel suo Elogio della pirateria, il mio amico Carlo Gubitosa scrive:

 

“Il pirata audiovisivo non ha a disposizione grandi studi di produzione, non ha dietro le spalle una casa discografica, non lavora con budget da milioni di euro, non è favorito da massicce campagne pubblicitarie, non ha uffici stampa o uomini del marketing che promuovono la sua immagine. E’ un Davide della comunicazione multimediale, che utilizza come fionda e come sasso contro i Golia di Hollywood due potentissimi strumenti: la propria immaginazione e le nuove tecnologie della comunicazione, che permettono di trasformare il computer di qualsiasi ragazzo, opportunamente collegato a internet, in uno studio di doppiaggio, una casa di produzione musicale, un laboratorio di regia o una sala di montaggio.” [1]

 

Onore, dunque, ai ridoppiatori altamurani Ismaele Ariano, Michele Forte, Alessandro Quattromini, Gianfranco Chierico e a tutti i loro collaboratori.

 

NOTE:

(1) GUBITOSA, C., Elogio della pirateria, Terre di mezzo, Milano, 2005, pag. 104.

La foto della Cattedrale di Altamura è tratta da http:it.wikipedia.org.

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