Palafiom Taranto-Scafati 0-3

Sabato 29 marzo 2008 – ore 18.00
Pur con tutta la buona volontà dubito che verrà fuori una cronaca divertente. La Palafiom vive una delle peggiori giornate di questa stagione. Peggio che a Manoppello, peggio che con l’Ostuni, perché questa volta ai limiti tecnici si è aggiunto un atteggiamento mentale sbagliato.
Troppa supponenza, forse. Troppo trionfalismo anche su questo blog, bisogna riconoscere. Meno male che la settimana prossima sarà dedicata solo all’Ostuni.
“Esser troppo sicuri è il nemico peggiore degli uomini” – diceva Lady Macbeth, che non è certo un modello da imitare, ma in questo caso ha ragione. [1]
E’ stato questo l’errore della Palafiom?
Certamente non c’è stata nessuna sottovalutazione dell’avversario: si sapeva che Scafati avrebbe giocato come ha giocato, ossia con una difesa tenace, con un atteggiamento grintoso e con le percussioni dalle bande di Grimaldi e Amitrano. Coach Demata ha aggiunto un piccolo colpo di scena riproponendo Melis nel ruolo di libero, ma per il resto era lo Scafati che ci si aspettava. Il miglior Scafati che ci si aspettava. Non ci si aspettava una Palafiom così arrendevole.
La Tekla si sente talmente in forma da presentarsi al Palafiom di via Golfo di Taranto per sfidare la Prisma.
L'opposto brasiliano Leandro Vissotto ha spiegato che non era il caso, ma le atlete campane hanno talmente insistito che al Maria Pia sono arrivate con una ventina di minuti di ritardo, quando già noi iniziavamo ad esult... ehm, a preoccuparci.
Ad Aversa anche noi arrivammo in ritardo e vincemmo in un’oretta. Non è che troppo riscaldamento fa male...?

Annaelisa Villani in palleggio per lo Scafati, Sara Giogli opposto, Veronica Grimaldi e Anna Maria Amitrano laterali, Loredana Turchi e Antonella Salvati centrali, Rita Melis libero. In panchina: Teresa Esposito, Giulia Simini, Azzurra Bonsignore, Simona Romano ed Emilia Manzo.
Emergenza in casa Palafiom, priva delle due Simone: Alessandra Certa in regia, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Silvia Mastandrea di banda, Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, Ivana Gallo Ingrao libero. In panchina: Silvia Buso, Désirée Fiore, Paola Marcianò e Valentina Moro.

Primo set
Si inizia con qualche errore di troppo su entrambi i fronti, poi un ace di Silvietta ed un attacco di Michela illudono la Palafiom (5-2). Clara e la nostra top-scorer conservano il vantaggio (8-5) e la Palafiom sembra indirizzata verso una vittoria che varrebbe mezza salvezza. Ci sono anche i tambureggianti tifosi a sostenere Alessandra e compagne in quella che avrebbe dovuto essere una cavalcata trionfale e si rivelerà invece un incubo.

Infatti, le rossoblu si fermano e le salernitane realizzano un break di quattro punti con il sorpasso firmato da Veronica Grimaldi (8-9). Clara e la Turchi si scambiano un primo tempo reciproco; per il resto sono tutti errori: invasioni, tiri fuori, battute sbagliate. A leggere l’evoluzione del punteggio sembrerebbe un appassionante testa a testa fino al 15-15; in realtà è un bruttissimo parziale.
Ace di Ale e mani-fuori di Michela (17-15); questi sì che sono punti belli!
Ma anche Scafati costruisce buone azioni: Salvati e Grimaldi pareggiano nuovamente (17-17).
Passa Silvietta da posto quattro, ma la Grimaldi sta crescendo, poi la Palafiom sbaglia un servizio, un primo tempo ed un attacco (murato dalle ospiti) e sul 20-21 coach Marcello chiama il time-out.
Clara, con un pallonetto, chiude un lungo scambio tenuto in vita dalle strepitose difese salernitane e replica ad un muro ospite. Invasione e mani-fuori della Salvati (23-24).

Al primo set-point, coach Demata alza il muro inserendo la Esposito al posto della Villani, ma Michela passa lo stesso e tiene in vita la Palafiom (24-24).
Rientrata per palleggiare, la Villani ottiene un punto proprio su un duello a rete, ossia la circostanza per la quale coach Demata aveva preferito tutelarsi con una giocatrice dotata di qualche centimetro in più. Si vede che la palleggiatrice sopperisce alla statura con la grinta ed è lei a spingere giù una palla contesa. L’attacco di Sonia si infrange sul muro scafatese, altro fondamentale che sta dando soddisfazioni soltanto alle nostre avversarie (24-26).

Il presidente della Tekla, osservato speciale in ragione dei 750 euro di multa già sborsati, invita gli arbitri a non tartassare la squadra. Ma lo dice con garbo, bisogna riconoscere.
Secondo set
Staffetta non inconsueta tra le rossoblu: il muro è a secco di punti e non sta aiutando la nostra difesa; Silvia, dunque, rileva Rossella. I risultati sembrano arrivare con immediatezza, sebbene per altri mani: muro Silvietta e muro Clara (3-2). Purtroppo sarà un’altra illusione e resteranno – se ho calcolato bene - gli unici muri-punto della triste serata rossoblu.

Silvietta, Sonia e Michela vanno a segno, ma accanto alla Grimaldi sale in cattedra anche la Amitrano (7-7). Come nella partita d’andata. E’ la Giogli a non essere ancora entrata in partita (questione di tempo, purtroppo per noi), mentre il nostro opposto continua a macinare punti (9-8).
Le crepe intraviste nella nostra difesa diventano crateri e le bande salernitane vi si tuffano con piacere (12-14).

L’esordio in B2 di Valentina Moro (al posto di Silvietta) non coincide con una fase felice della partita. Se nel primo parziale hanno sbagliato molto entrambe le squadre, adesso la partita diventa asimmetrica: noi continuiamo a difendere male e ad attaccare fuori misura; Scafati gioca alla perfezione e fa punti in tutte le maniere: ace Amitrano, diagonale Grimaldi e muro su una fast di Clara (12-19).

In tribuna si apre un dibattito interessante: è tecnica o culo? Ancora una volta devo dare atto al presidente ospite di esprimersi con saggezza questa sera: è tecnica, indubbiamente, però un po’ di fortuna non guasta mai. Cosa gli è successo? Forse al Palafiom ha davvero incontrato Vissotto (aderente al gruppo degli Atleti di Cristo brasiliani) che gli ha regalato una Bibbia...?
A proposito di culo, perché soltanto Valentina porta il numero stampato sui pantaloncini?

E sempre a proposito di culo, sul 13-19 si sente nitidamente un “vaffa” urlato dalla difesa ospite in riferimento ad una ricezione non perfetta (ma neanche disastrosa). Prendiamolo come una testimonianza di carica agonistica e come una forma di autoincitamento.
Silvia e Michela vanno a segno (15-20), ma Grimaldi e Giogli non stanno a guardare (15-22). Punto di Sonia (16-22) e il set delle rossoblu finisce qui. C’è invece spazio ancora per Sara Giogli e per una Amitrano che riesce a trovare un mani-fuori impossibile (16-25).

Terzo set
Beh, rimontiamo. Come stava riuscendo nella partita d’andata. Per la classifica andrebbe bene pure un tie-break.
Magari. Il terzo set è tutto scafatese con la sola Michela che tardivamente tenterà di scuotere la Palafiom da uno sconcertante torpore. L’entusiasmo carica le ospiti che passano a condurre per 2-6. Doppio miracolo difensivo della Grimaldi vanificato da un bel lungolinea di Michela. Meno male che c’è qualche doppia avversaria a tenere in gioco la Palafiom. Le ospiti difendono tutto, tranne una micidiale bomba di Sonia ed un bel secondo tocco di Alessandra (10-13).

Silvietta, che pure attraversava un buon periodo di forma, non riesce a passare più, mentre Anna Maria Amitrano valorizza l’ottimo lavoro difensivo compiuto dalle compagne (12-16).
Ace della Giogli ai danni di una ricezione che ormai è andata in tilt, attacco lungo di Michela e punto della Amitrano da posto quattro (12-19).
Non è finita, purtroppo. Adesso la Tekla Scafati dà anche spettacolo con una fast-pallonetto di Antonella Salvati (12-20). Tra i meriti di questa ragazza c’è quello di essere nata a San Giorgio a Cremano, il paese del grande e indimenticato Massimo Troisi.

Orgoglio rossoblu con tre punti strappati con il cuore da Michela (15-20) e coach Demata reputa opportuno chiamare un time-out.
La Amitrano trova un altro mani-fuori da posizione difficile, Michela guida la resistenza e poi la Villani, oggi particolarmente ispirata, finta e cede l’ennesimo pallone vincente ad una compagna (16-22).
Entra Paoletta. Se le riescono quattro secondi tocchi consecutivi come in allenamento mercoledì scorso, può darsi che la partita si riapra.

Purtroppo la nostra giovane palleggiatrice ha solo il tempo per assistere alla debacle finale della nostra ricezione, colpita e affondata dall’ace che vale il 17-25 e chiude questa serata sconvolgente.
Scafati ci raggiunge in classifica a quota 26, ma perdiamo punti anche dall’Ostuni (che vince ad Aversa), dal Manfredonia (che ottiene un punto d’oro a Salerno) e dal Centro Ester (che batte il Manoppello), in attesa di conoscere il risultato del Massafra.
L’Aversa è matematicamente in C e la nostra classifica si è fatta improvvisamente precaria. Visto che parliamo di precarietà, una soluzione per le nostre giocatrici ci sarebbe: sposare i figli di Berlusconi...

Ma forse è meglio ritrovare la concentrazione, la grinta e l’umiltà per affrontare nel modo giusto l’Ostuni. Che cavolo: si era creato un clima tale che nella città bianca sembrava quasi che saremmo andati a farci una pizza in amicizia e invece adesso sarà una battaglia (sportiva) spietata.
Altri risultati: Lanciano-Orion Napoli 0-3, Salerno-Manfredonia 3-2, C.Ester-Manoppello 3-2, Aversa-Ostuni 0-3, Trani-Valenzano 3-1, Potenza-Massafra 3-0.
Classifica: Valenzano 55, Orion Napoli 53, Trani 50, Potenza 43, Salerno 33, Lanciano 32, Manoppello 31, PALAFIOM e Scafati 26, Ostuni 25, Massafra 22, Manfredonia e C.Ester Napoli 20, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 200,00; Trani 160,00; Massafra 150,00; Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.
Tutti buoni; classifica ferma.
Sangue del nostro sangue: Marianna riposa, Marcella-Benevento 0-3.
Prossimo turno: Ostuni-PALAFIOM, domenica 6 aprile, ore 18.00. Prossimo turno casalingo: PALAFIOM-Aversa, sabato 12 aprile, ore 18.00, al Maria Pia, via Galilei.
NOTE:
(1) SHAKESPEARE, W., Macbeth, Atto III, Scena V.
L'immagine di Lady Macbeth è tratta da http://en.wikipedia.org; la foto di Leandro Vissotto è tratta da www .atletidicristo.org.





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