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Ancora un'indagine sulla Palafiom

di skanderbeg69 (26/03/2008 - 16:21)

Scoop: pubblichiamo in esclusiva un verbale dei Carabinieri di *** **** *** ********:

L’anno 2008, addì 20 del mese di marzo in *** **** *** ********, negli uffici della Stazione Carabinieri alle ore 14.45 noi sottoscritti Ufficiali ed Agenti di PG Mar. ********, Brig. ********, Appuntati ******** e ********, tutti effettivi al suddetto Reparto, ognuno per la parte di competenza, diamo atto a chi di dovere di quanto segue.

Una segnalazione anonima, pervenuta in data 27 febbraio u.s. alle ore 01.15, informava gli scriventi della presunta esistenza di attività illecite in San Vito dei Normanni. La fonte invitava a prendere visione del blog ***********, in cui una sedicente Alessandra#3 scriveva: “Se Marcello ha bisogno di altri dna, io sono disponibile il giovedì mattina al solito posto per lo scambio di provette”.

Un sedicente Marcello replicava: “Penso proprio che giovedì prossimo organizziamo uno scambio... Mi raccomando al travestimento, io sono quello con la tuta da benzinaio”.

Questo Reparto riteneva che lo scambio di messaggi per via telematica fosse inerente ad un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, indicate con nomi in codice come è nella prassi delle organizzazioni dedite a tali traffici. Si notiziava, pertanto, l’Autorità Giudiziaria competente, chiedendo ed ottenendo al contempo l’autorizzazione ad effettuare intercettazioni telefoniche.

  Da successive indagini e dall’ascolto di una fonte confidenziale di Manfredonia, qui indicata con le iniziali E.L., si accertava che Alessandra#3 risultava essere Piccione Alessandra, residente in Sava, e Marcello risultava essere Presta Marcello, residente in Taranto. Le loro utenze telefoniche venivano da quel momento attenzionate.

Nel primo caso risultavano numerose chiamate in entrata con proposte di ingaggio da parte di società pallavolistiche ed in particolare lunghe ed insistenti chiamate quotidiane dall’utenza 340*******, poi risultata in uso a tale Barbolini Massimo, incensurato.

Nel caso del Presta risultavano numerose chiamate in entrata e in uscita (in particolare quelle intercorse con tali Cataldino Gianni, Nistri Davide, Cervellera Alfredo, Signorelli Luca e Buso Silvia) che facevano supporre un’attività politica eversiva volta a destabilizzare le istituzioni democratiche nonché la preparazione di un attentato ai danni di una nota personalità politica locale. Il gruppo accennava anche all’imminente apertura di campi di addestramento in Afghanistan, nella zona di Herat.

Dei contenuti delle telefonate in argomento si notiziava la competente Autorità Giudiziaria, che disponeva l’apertura di separata indagine.

In data 17 marzo u.s. alle ore 8.15 il Presta telefonava alla Piccione. Di seguito si riporta il contenuto integrale della conversazione.

 

A.P. – Pronto?

M.P. – Alessandra, sono Marcello...

A.P. – ...Mmh... uff...

M.P. – Stavi dormendo?

A.P. – Sempre di prima mattina devi rompere le palle?

M.P. – Ti sei procurata i cosi di Orion Napoli e Tekla Scafati?

A.P. – Sì, in cambio ci serve il materiale di Jambo Aversa e Primadonna Trani. Ce l’hai?

M.P. – Sì, sì...

A.P. – Ehi, Solombrino dice che il materiale dell’altra volta faceva schifo.

M.P. – Non è...

A.P. – Roba scadente, proprio. Tutta tagliata, ma tagliata male.

M.P. – Non è colpa mia. E’ quell’impedito di Trombetta che...

A.P. – Non ci interessa di chi è la colpa. Faceva schifo, hai capito? Non ci serviva a niente. Noi ti diamo roba di prima qualità e tu in cambio ci passi solo bidoni... Vedi che il mio capo è incavolato nero con te. Lui pensa che lo fai apposta, che vuoi fare il furbo... La prossima volta che...

M.P. – No, no, ascolta, stavolta sono venute bene, vedrai.

A.P. – Speriamo.

M.P. – Allora ci vediamo alla solita stazione di servizio di San Vito dei Normanni alle 11... Metano Basile...

A.P. – Ok.

M.P. – A posto. Ciao.

A.P. – Ehi!

M.P. – Che c’è?

A.P. – Se mi telefoni ancora prima delle 9, giuro che quando vieni a Ostuni ti faccio 40 punti da sola con le mie mani...

M.P. – Stai attenta a come parli. Noi siamo cambiati da dicembre: non siamo più disposti a subire; ora difendiamo tutte le nostre zone, anche dalle bande, e siamo più aggressivi... Molto aggressivi. Ti ho avvisata...

A.P. – Vedremo. Ciao.

M.P. – Ciao.

 

La conclusione della telefonata evidenzia la possibile esistenza di clan intenti a controllare i rispettivi territori (“zone”), ma anche il rischio di conflitti tra “bande” che metterebbero in discussione gli attuali equilibri criminali, al punto che Piccione Alessandra minaccia palesemente di procurare 40 punti di sutura all’interlocutore.

Per quanto attiene ai presunti fornitori citati nella conversazione, questo Reparto ha compiuto minuziose e successive indagini ed alla luce di specifici precedenti penali, si suppone trattarsi di:

 

Esposito Gennaro, detto “Orion”, domiciliato a Napoli.

Cimmino Tecla, domiciliata in Scafati.

Russo Giambattista, detto “Jambo”, domiciliato in Aversa.

Leccese Concettina, detta “a Primadonna”, domiciliata in Trani.

 

In data odierna, all’ora indicata dagli indagati, i sottoscritti verbalizzanti decidevano di appiattarsi nei pressi della stazione di servizio Metano Basile, che trovasi effettivamente in zona poco frequentata e pertanto idonea all’espletamento di attività delittuose e in particolare dello spaccio.

Piccione Alessandra giungeva puntuale all’appuntamento, scendeva dall’autovettura e restava in attesa di Presta Marcello. Dopo circa un quarto d’ora la Piccione iniziava a mostrare segni di impazienza per il ritardo del coindagato finché, alle ore 11.16, giungeva anche l’autovettura del suddetto.

Dopo aver notato uno scambio di contenitori di plastica trasparente di forma quadrata, i sottoscritti verbalizzanti decidevano di entrare in azione e bloccavano la Piccione, il Presta e il benzinaio, successivamente identificato in Lomuscio Cosimino, incensurato. Quest’ultimo dichiarava di non conoscere la Piccione e il Presta e di aver, anzi, egli stesso segnalato più volte il loro presunto coinvolgimento in attività criminose in quanto i succitati erano soliti incontrarsi periodicamente in loco per scambiarsi materiale sospetto.

Tale circostanza veniva effettivamente riscontrata in quanto il Lomuscio aveva più volte chiamato il 113 nei mesi precedenti.

Si procedeva alla perquisizione personale della Piccione e del Presta, nonché a quella delle rispettive autovetture.

La perquisizione dell’autovettura del Presta, a causa dell’inquietante disordine ivi presente, richiedeva un notevole dispendio di tempo. Tra gli oggetti rinvenuti (alcuni dei quali posti sotto sequestro), vi erano:

 

n. 20 palloni di marca Mikasa;

n. 15 cd musicali sparsi sui tappetini;

n. 1 telefono cellulare;

n. 2 borsoni;

n. 1 borsa del ghiaccio (aperta);

n. 1 bandiera di gruppo eversivo denominato SDS;

n. 3 documenti di identità di ragazze, presumibilmente contraffatti;

n. 1 bilancino elettronico mascherato da segnapunti;

n. 4 pacchetti di sigarette di marca Marlboro;

n. 6 bottiglie con la scritta “Acqua Frasassi” contenenti liquido trasparente (già trasmesso ai laboratori della Sezione Narcotici);

n. 1 mazza da baseball recante la scritta “per allenamenti”.

 

Il Presta diffidava i sottoscritti dal toccare la borsa del ghiaccio adducendo motivi pretestuosi e scaramantici e minacciava gli scriventi di gravi conseguenze qualora avessimo sgonfiato i palloni contenuti nel portabagagli per visionarne il contenuto in quanto asseriva di averli appena gonfiati (a distanza di dodici anni dall’ultima volta) dopo averne controllato la pressione.

Il nervosismo del Presta insospettiva i verbalizzanti, che procedevano pertanto alla lacerazione dei n. 20 palloni sospettando che gli stessi fossero il nascondiglio delle sostanze stupefacenti oggetto dell’indagine. Mentre i verbalizzanti tagliavano i palloni per visionarne il contenuto (con esito negativo), il Presta dava in escandescenze e tentava di aggredire i militari scriventi.

Addosso alla Piccione veniva rinvenuto il materiale che era stato precedentemente oggetto dello scambio col Presta e consistente in n. 2 dvd recanti la scritta “Aversa-Palafiom” e “Palafiom-Trani”.

Addosso al Presta si riscontravano altrettanti dvd con la scritta “Orion Napoli-Ostuni” e “Ostuni-Scafati”, anch’essi precedentemente oggetto di scambio.

La ricerca di sostanze stupefacenti dava in ogni caso esito negativo.

Nei confronti di Piccione Alessandra non vi erano motivi per procedere a denuncia e tanto meno ad arresto, mentre Presta Marcello veniva denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio, minacce e turpiloquio.

Letto, firmato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra.

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Prendiamo l'aereo!

di skanderbeg69 (26/03/2008 - 00:15)

Non ci volevo credere ma purtroppo è vero. La compagnia Air Italy mette in vendita biglietti aerei per la tratta Bari-Brindisi. Si tratta di un volo low-cost da 10 euro della durata di 25 minuti. L’iniziativa è pubblicizzata anche da Aeroporti di Puglia, secondo cui si tratta di un esperimento per testare l’interesse dei pugliesi verso l’uso del mezzo aereo e di un’iniziativa per “accorciare” la Puglia. [1]

Che la nostra splendida regione sia effettivamente un po’ lunghetta lo sanno bene tutte le società sportive che nei fine settimana vanno in trasferta. Però la Puglia si accorcerebbe meglio con treni che non ci mettano due ore per percorrere i 100 chilometri tra Bari e Taranto o con autostrade che non finiscano a 15 chilometri ed altrettanti semafori dalla nostra città.

Dal centro, e sottolineo centro, di Bari al centro di Brindisi un treno Euro Star ci mette 56 minuti. Calcoliamo i tempi effettivi di un volo Bari-Brindisi. Allora: 25 minuti nel cielo, un’ora per il check-in, 20 minuti per prendere il bagaglio, 15 minuti – ad essere buoni – per raggiungere il centro di Bari ed altrettanti per raggiungere il centro di Brindisi. Totale: due ore e dieci minuti.

Più che un esperimento per testare l’interesse dei pugliesi verso l’uso del mezzo aereo, dunque, a me sembra un esperimento per testare i tempi di fallimento (che prevedo assai rapidi) di talune compagnie aeree e soprattutto per testare il quoziente intellettivo dei pugliesi.

Il sito internet di Air Italy raggiunge la massima punta di comicità quando precisa che il volo da Bari a Brindisi è “senza scalo”...! Peccato, uno scalo a Torre Canne poteva starci bene... Avrebbe ulteriormente accorciato la Puglia.

Però, pensandoci meglio, è un’esperienza che bisogna fare.

La Palafiom volerà con Air Italy per la trasferta di Trani. Raggiungeremo Brindisi in pullman, prenderemo l’aereo per Bari e dal capoluogo pugliese saliremo nuovamente sul pullman (che nel frattempo, durante le procedure d’imbarco, avrà raggiunto Palese) per arrivare a Trani.

 

NOTE:

(1) Cfr. GIULIANO, F., Bari-Brindisi, in volo, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 7 dicembre 2007, pag. 9.

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