Murgia dreaming

Un sogno che si realizza. Per la prima volta in vita mia ho assistito ad un incontro di serie A1 femminile. Ossia, sei Alessandre Piccione contro sei Alessandre Piccione.
Non solo: ho avuto l’onore di assistere al mitico derby pugliese dell’igiene intima: Assorbenti Lines Altamura contro Pannoloni Tena Santeramo.
La rivalità tra le due tifoserie si intuisce già dalla forma dei rispettivi palazzetti: quello di Santeramo è a punta, quello di Altamura è rotondo. Sono proprio due entità geometricamente incompatibili.
Prima del match coach Marcello ha salutato i suoi allievi Gianni D’Onghia e Dragan Nesic (Samo Sloga Srbina Spasava. Kosmet je Srbija; Thaci, idi u kurac!), poi ci siamo accomodati in tribuna – c’era anche la giovane Clara, che, a giudicare dall’Annuario, gioca a pallavolo soltanto dal 2004 – e ci siamo goduti l’incontro. Molto tirato, molto intenso. Hanno vinto gli assorbenti per 3-1. Bella partita.

Bella partita, sì, però...
...Però, ad esaminare l’incontro senza condizionamenti emotivi ed in modo scientifico, è emerso che la Palafiom, per tanti motivi, è degna dell’A1. Anzi, è meglio dell’A1. Vediamo quali sono questi motivi.
1) Le atlete delle due squadre-ammiraglie della Puglia pallavolistica hanno mediamente una decina di centimetri in più delle nostre però sono terribilmente magre. Sembrano denutrite. Sembrano due squadre di anoressiche. Volete mettere con le forme più equilibrate ed umane delle nostre rossoblu, che sono l’immagine della salute e del benessere?
2) Le scelte del d.j., che ha insistito con gli Imagination, mi sono parse poco consone ad un confronto agonistico. Pino Russo è molto più bravo.
3) Ho visto appena un paio di secondi tocchi in tutta la partita, peraltro non riusciti. Alessandra e Paoletta sono, dunque, molto più aggressive e fantasiose delle palleggiatrici di A1.

4) Alessandra è anche più leale ed onesta perché non prende in giro le avversarie con il continuo ricorso alle finte. Non ne ha bisogno.
5) Pochissimi aces. Servono meglio Désirée, Silvietta e tutte le altre nostre Under 18.
6) L’ingresso è a pagamento, mentre le politiche di customer care della Palafiom nei confronti dei propri tifosi sono più rispettose dell’attuale congiuntura economica.
7) A fine partita, le maglie di molte atlete di A1 sono più sporche, mentre le nostre giocatrici si buttano a terra soltanto quando è necessario e pertanto noi risparmiamo sui lavaggi degli indumenti, non diffondiamo detersivi inquinanti e tuteliamo l’ambiente.
8) Le giocatrici di Altamura e Santeramo sono disordinate e fanno confusione: non rispettano le zone e corrono da tutte le parti del campo.

Insomma, coach Marcello a fine partita era un po’ deluso, non avendo individuato nessuna giocatrice utile alla Palafiom. Anzi, è stato Nesic ad aver chiesto, per piacere, qualche giocatrice promettente per rinforzarsi in vista dei play-off.
C’è qualcosa, però, di cui potremmo fare tesoro. Come a Napoli, anche ad Altamura le giocatrici sono definite “leonesse”. A Taranto, invece, non abbiamo ancora trovato un soprannome per le nostre giocatrici, magari un animale con cui identificarle. E l’ipotesi formulata in proposito dal coach, oltre ad essere un po’ osé, non è di quelle che mettono in soggezione le avversarie...
E poi le varie Fofinhe e Soninhe mi suggeriscono di rendere più esotici anche i nomi delle nostre atlete. Una Soninha, in effetti, ce l’abbiamo anche noi (Soninha Tinelli). Aggiungiamo anche Silvinha, Sandrinha, Paolinha, Muccinha, ecc., e siamo a posto.





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