Palafiom Taranto-Scafati 0-3

Sabato 29 marzo 2008 – ore 18.00
Pur con tutta la buona volontà dubito che verrà fuori una cronaca divertente. La Palafiom vive una delle peggiori giornate di questa stagione. Peggio che a Manoppello, peggio che con l’Ostuni, perché questa volta ai limiti tecnici si è aggiunto un atteggiamento mentale sbagliato.
Troppa supponenza, forse. Troppo trionfalismo anche su questo blog, bisogna riconoscere. Meno male che la settimana prossima sarà dedicata solo all’Ostuni.
“Esser troppo sicuri è il nemico peggiore degli uomini” – diceva Lady Macbeth, che non è certo un modello da imitare, ma in questo caso ha ragione. [1]
E’ stato questo l’errore della Palafiom?
Certamente non c’è stata nessuna sottovalutazione dell’avversario: si sapeva che Scafati avrebbe giocato come ha giocato, ossia con una difesa tenace, con un atteggiamento grintoso e con le percussioni dalle bande di Grimaldi e Amitrano. Coach Demata ha aggiunto un piccolo colpo di scena riproponendo Melis nel ruolo di libero, ma per il resto era lo Scafati che ci si aspettava. Il miglior Scafati che ci si aspettava. Non ci si aspettava una Palafiom così arrendevole.
La Tekla si sente talmente in forma da presentarsi al Palafiom di via Golfo di Taranto per sfidare la Prisma.
L'opposto brasiliano Leandro Vissotto ha spiegato che non era il caso, ma le atlete campane hanno talmente insistito che al Maria Pia sono arrivate con una ventina di minuti di ritardo, quando già noi iniziavamo ad esult... ehm, a preoccuparci.
Ad Aversa anche noi arrivammo in ritardo e vincemmo in un’oretta. Non è che troppo riscaldamento fa male...?

Annaelisa Villani in palleggio per lo Scafati, Sara Giogli opposto, Veronica Grimaldi e Anna Maria Amitrano laterali, Loredana Turchi e Antonella Salvati centrali, Rita Melis libero. In panchina: Teresa Esposito, Giulia Simini, Azzurra Bonsignore, Simona Romano ed Emilia Manzo.
Emergenza in casa Palafiom, priva delle due Simone: Alessandra Certa in regia, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Silvia Mastandrea di banda, Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, Ivana Gallo Ingrao libero. In panchina: Silvia Buso, Désirée Fiore, Paola Marcianò e Valentina Moro.

Primo set
Si inizia con qualche errore di troppo su entrambi i fronti, poi un ace di Silvietta ed un attacco di Michela illudono la Palafiom (5-2). Clara e la nostra top-scorer conservano il vantaggio (8-5) e la Palafiom sembra indirizzata verso una vittoria che varrebbe mezza salvezza. Ci sono anche i tambureggianti tifosi a sostenere Alessandra e compagne in quella che avrebbe dovuto essere una cavalcata trionfale e si rivelerà invece un incubo.

Infatti, le rossoblu si fermano e le salernitane realizzano un break di quattro punti con il sorpasso firmato da Veronica Grimaldi (8-9). Clara e la Turchi si scambiano un primo tempo reciproco; per il resto sono tutti errori: invasioni, tiri fuori, battute sbagliate. A leggere l’evoluzione del punteggio sembrerebbe un appassionante testa a testa fino al 15-15; in realtà è un bruttissimo parziale.
Ace di Ale e mani-fuori di Michela (17-15); questi sì che sono punti belli!
Ma anche Scafati costruisce buone azioni: Salvati e Grimaldi pareggiano nuovamente (17-17).
Passa Silvietta da posto quattro, ma la Grimaldi sta crescendo, poi la Palafiom sbaglia un servizio, un primo tempo ed un attacco (murato dalle ospiti) e sul 20-21 coach Marcello chiama il time-out.
Clara, con un pallonetto, chiude un lungo scambio tenuto in vita dalle strepitose difese salernitane e replica ad un muro ospite. Invasione e mani-fuori della Salvati (23-24).

Al primo set-point, coach Demata alza il muro inserendo la Esposito al posto della Villani, ma Michela passa lo stesso e tiene in vita la Palafiom (24-24).
Rientrata per palleggiare, la Villani ottiene un punto proprio su un duello a rete, ossia la circostanza per la quale coach Demata aveva preferito tutelarsi con una giocatrice dotata di qualche centimetro in più. Si vede che la palleggiatrice sopperisce alla statura con la grinta ed è lei a spingere giù una palla contesa. L’attacco di Sonia si infrange sul muro scafatese, altro fondamentale che sta dando soddisfazioni soltanto alle nostre avversarie (24-26).

Il presidente della Tekla, osservato speciale in ragione dei 750 euro di multa già sborsati, invita gli arbitri a non tartassare la squadra. Ma lo dice con garbo, bisogna riconoscere.
Secondo set
Staffetta non inconsueta tra le rossoblu: il muro è a secco di punti e non sta aiutando la nostra difesa; Silvia, dunque, rileva Rossella. I risultati sembrano arrivare con immediatezza, sebbene per altri mani: muro Silvietta e muro Clara (3-2). Purtroppo sarà un’altra illusione e resteranno – se ho calcolato bene - gli unici muri-punto della triste serata rossoblu.

Silvietta, Sonia e Michela vanno a segno, ma accanto alla Grimaldi sale in cattedra anche la Amitrano (7-7). Come nella partita d’andata. E’ la Giogli a non essere ancora entrata in partita (questione di tempo, purtroppo per noi), mentre il nostro opposto continua a macinare punti (9-8).
Le crepe intraviste nella nostra difesa diventano crateri e le bande salernitane vi si tuffano con piacere (12-14).

L’esordio in B2 di Valentina Moro (al posto di Silvietta) non coincide con una fase felice della partita. Se nel primo parziale hanno sbagliato molto entrambe le squadre, adesso la partita diventa asimmetrica: noi continuiamo a difendere male e ad attaccare fuori misura; Scafati gioca alla perfezione e fa punti in tutte le maniere: ace Amitrano, diagonale Grimaldi e muro su una fast di Clara (12-19).

In tribuna si apre un dibattito interessante: è tecnica o culo? Ancora una volta devo dare atto al presidente ospite di esprimersi con saggezza questa sera: è tecnica, indubbiamente, però un po’ di fortuna non guasta mai. Cosa gli è successo? Forse al Palafiom ha davvero incontrato Vissotto (aderente al gruppo degli Atleti di Cristo brasiliani) che gli ha regalato una Bibbia...?
A proposito di culo, perché soltanto Valentina porta il numero stampato sui pantaloncini?

E sempre a proposito di culo, sul 13-19 si sente nitidamente un “vaffa” urlato dalla difesa ospite in riferimento ad una ricezione non perfetta (ma neanche disastrosa). Prendiamolo come una testimonianza di carica agonistica e come una forma di autoincitamento.
Silvia e Michela vanno a segno (15-20), ma Grimaldi e Giogli non stanno a guardare (15-22). Punto di Sonia (16-22) e il set delle rossoblu finisce qui. C’è invece spazio ancora per Sara Giogli e per una Amitrano che riesce a trovare un mani-fuori impossibile (16-25).

Terzo set
Beh, rimontiamo. Come stava riuscendo nella partita d’andata. Per la classifica andrebbe bene pure un tie-break.
Magari. Il terzo set è tutto scafatese con la sola Michela che tardivamente tenterà di scuotere la Palafiom da uno sconcertante torpore. L’entusiasmo carica le ospiti che passano a condurre per 2-6. Doppio miracolo difensivo della Grimaldi vanificato da un bel lungolinea di Michela. Meno male che c’è qualche doppia avversaria a tenere in gioco la Palafiom. Le ospiti difendono tutto, tranne una micidiale bomba di Sonia ed un bel secondo tocco di Alessandra (10-13).

Silvietta, che pure attraversava un buon periodo di forma, non riesce a passare più, mentre Anna Maria Amitrano valorizza l’ottimo lavoro difensivo compiuto dalle compagne (12-16).
Ace della Giogli ai danni di una ricezione che ormai è andata in tilt, attacco lungo di Michela e punto della Amitrano da posto quattro (12-19).
Non è finita, purtroppo. Adesso la Tekla Scafati dà anche spettacolo con una fast-pallonetto di Antonella Salvati (12-20). Tra i meriti di questa ragazza c’è quello di essere nata a San Giorgio a Cremano, il paese del grande e indimenticato Massimo Troisi.

Orgoglio rossoblu con tre punti strappati con il cuore da Michela (15-20) e coach Demata reputa opportuno chiamare un time-out.
La Amitrano trova un altro mani-fuori da posizione difficile, Michela guida la resistenza e poi la Villani, oggi particolarmente ispirata, finta e cede l’ennesimo pallone vincente ad una compagna (16-22).
Entra Paoletta. Se le riescono quattro secondi tocchi consecutivi come in allenamento mercoledì scorso, può darsi che la partita si riapra.

Purtroppo la nostra giovane palleggiatrice ha solo il tempo per assistere alla debacle finale della nostra ricezione, colpita e affondata dall’ace che vale il 17-25 e chiude questa serata sconvolgente.
Scafati ci raggiunge in classifica a quota 26, ma perdiamo punti anche dall’Ostuni (che vince ad Aversa), dal Manfredonia (che ottiene un punto d’oro a Salerno) e dal Centro Ester (che batte il Manoppello), in attesa di conoscere il risultato del Massafra.
L’Aversa è matematicamente in C e la nostra classifica si è fatta improvvisamente precaria. Visto che parliamo di precarietà, una soluzione per le nostre giocatrici ci sarebbe: sposare i figli di Berlusconi...

Ma forse è meglio ritrovare la concentrazione, la grinta e l’umiltà per affrontare nel modo giusto l’Ostuni. Che cavolo: si era creato un clima tale che nella città bianca sembrava quasi che saremmo andati a farci una pizza in amicizia e invece adesso sarà una battaglia (sportiva) spietata.
Altri risultati: Lanciano-Orion Napoli 0-3, Salerno-Manfredonia 3-2, C.Ester-Manoppello 3-2, Aversa-Ostuni 0-3, Trani-Valenzano 3-1, Potenza-Massafra 3-0.
Classifica: Valenzano 55, Orion Napoli 53, Trani 50, Potenza 43, Salerno 33, Lanciano 32, Manoppello 31, PALAFIOM e Scafati 26, Ostuni 25, Massafra 22, Manfredonia e C.Ester Napoli 20, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 200,00; Trani 160,00; Massafra 150,00; Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.
Tutti buoni; classifica ferma.
Sangue del nostro sangue: Marianna riposa, Marcella-Benevento 0-3.
Prossimo turno: Ostuni-PALAFIOM, domenica 6 aprile, ore 18.00. Prossimo turno casalingo: PALAFIOM-Aversa, sabato 12 aprile, ore 18.00, al Maria Pia, via Galilei.
NOTE:
(1) SHAKESPEARE, W., Macbeth, Atto III, Scena V.
L'immagine di Lady Macbeth è tratta da http://en.wikipedia.org; la foto di Leandro Vissotto è tratta da www .atletidicristo.org.
Afghanistan, prime grane per Urago
Da alcuni giorni – lo diciamo a beneficio dei lettori - il nostro presidente si trova in Afghanistan per un progetto di cooperazione internazionale: la riorganizzazione di tre ospedali nella zona di Herat. E cogliamo l’occasione per salutarlo.
Non è un impegno di poco conto visto che sono note a tutti le vicissitudini di un Paese martoriato negli anni da guerre, occupazioni e regimi fanatici.
Purtroppo è proprio da questo contesto difficile che arrivano le prime grane per il nuovo direttore generale dell’ASL Herat 1.
Al termine della preghiera del venerdì, da una moschea del quartiere di Al-Ardewan, si è levata la voce minacciosa del mullah Lospinuso. L’influente religioso islamico ha contestato l’incarico di Urago e le linee programmatiche del medico tarantino:

“Questi crociati venuti da Occidente pretendono di dettare legge nella nostra terra imponendoci i loro costumi empi e miscredenti.
Il nuovo direttore della ASL trascura le esigenze dei piccoli centri periferici, come Ginosa-i-Sharif e Al-Laterzawar, ancora privi di una postazione del 118. L’infedele venuto da lontano sostiene di voler istituire la neuropsichiatria infantile dimenticando che a Herat la neuropsichiatria infantile vanta una storia ventennale.
Il crociato dalla pelle scura tollera che nelle corsie degli ospedali le infermiere lavorino senza burqa.
Eppure egli viene dalla città del dissesto e della perdizione: da cittadino di Taranto dovrebbe sapere meglio di chiunque che alle donne, soprattutto a certe donne, non dev’essere permesso governare, né firmare i bilanci, né uscire di casa. E tanto meno – nel caso specifico - mostrare il volto in pubblico.
Invito i sindacati islamici di categoria a scendere in piazza contro questa gestione che corromperà la purezza della nostra fede e le tradizioni dei nostri usi in nome di un falso progresso alternativo alle leggi coraniche.”
Fin qui il discorso del mullah Lospinuso.
Tiepide le reazioni dei sindacati islamici: “Noi non condividiamo la presa di posizione del mullah ed esprimiamo fiducia nei confronti del nuovo direttore.
Gli chiediamo soltanto di non ridipingere l’ingresso dell’ospedale come se fosse un ipermercato...”
NOTE:
La foto della moschea di Herat (bella!) è tratta da http://en.wikipedia.org.
Ancora un'indagine sulla Palafiom

Scoop: pubblichiamo in esclusiva un verbale dei Carabinieri di *** **** *** ********:
L’anno 2008, addì 20 del mese di marzo in *** **** *** ********, negli uffici della Stazione Carabinieri alle ore 14.45 noi sottoscritti Ufficiali ed Agenti di PG Mar. ********, Brig. ********, Appuntati ******** e ********, tutti effettivi al suddetto Reparto, ognuno per la parte di competenza, diamo atto a chi di dovere di quanto segue.
Una segnalazione anonima, pervenuta in data 27 febbraio u.s. alle ore 01.15, informava gli scriventi della presunta esistenza di attività illecite in San Vito dei Normanni. La fonte invitava a prendere visione del blog ***********, in cui una sedicente Alessandra#3 scriveva: “Se Marcello ha bisogno di altri dna, io sono disponibile il giovedì mattina al solito posto per lo scambio di provette”.

Un sedicente Marcello replicava: “Penso proprio che giovedì prossimo organizziamo uno scambio... Mi raccomando al travestimento, io sono quello con la tuta da benzinaio”.
Questo Reparto riteneva che lo scambio di messaggi per via telematica fosse inerente ad un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, indicate con nomi in codice come è nella prassi delle organizzazioni dedite a tali traffici. Si notiziava, pertanto, l’Autorità Giudiziaria competente, chiedendo ed ottenendo al contempo l’autorizzazione ad effettuare intercettazioni telefoniche.
Da successive indagini e dall’ascolto di una fonte confidenziale di Manfredonia, qui indicata con le iniziali E.L., si accertava che Alessandra#3 risultava essere Piccione Alessandra, residente in Sava, e Marcello risultava essere Presta Marcello, residente in Taranto. Le loro utenze telefoniche venivano da quel momento attenzionate.
Nel primo caso risultavano numerose chiamate in entrata con proposte di ingaggio da parte di società pallavolistiche ed in particolare lunghe ed insistenti chiamate quotidiane dall’utenza 340*******, poi risultata in uso a tale Barbolini Massimo, incensurato.
Nel caso del Presta risultavano numerose chiamate in entrata e in uscita (in particolare quelle intercorse con tali Cataldino Gianni, Nistri Davide, Cervellera Alfredo, Signorelli Luca e Buso Silvia) che facevano supporre un’attività politica eversiva volta a destabilizzare le istituzioni democratiche nonché la preparazione di un attentato ai danni di una nota personalità politica locale. Il gruppo accennava anche all’imminente apertura di campi di addestramento in Afghanistan, nella zona di Herat.
Dei contenuti delle telefonate in argomento si notiziava la competente Autorità Giudiziaria, che disponeva l’apertura di separata indagine.

In data 17 marzo u.s. alle ore 8.15 il Presta telefonava alla Piccione. Di seguito si riporta il contenuto integrale della conversazione.
A.P. – Pronto?
M.P. – Alessandra, sono Marcello...
A.P. – ...Mmh... uff...
M.P. – Stavi dormendo?
A.P. – Sempre di prima mattina devi rompere le palle?
M.P. – Ti sei procurata i cosi di Orion Napoli e Tekla Scafati?
A.P. – Sì, in cambio ci serve il materiale di Jambo Aversa e Primadonna Trani. Ce l’hai?
M.P. – Sì, sì...
A.P. – Ehi, Solombrino dice che il materiale dell’altra volta faceva schifo.
M.P. – Non è...
A.P. – Roba scadente, proprio. Tutta tagliata, ma tagliata male.
M.P. – Non è colpa mia. E’ quell’impedito di Trombetta che...
A.P. – Non ci interessa di chi è la colpa. Faceva schifo, hai capito? Non ci serviva a niente. Noi ti diamo roba di prima qualità e tu in cambio ci passi solo bidoni... Vedi che il mio capo è incavolato nero con te. Lui pensa che lo fai apposta, che vuoi fare il furbo... La prossima volta che...
M.P. – No, no, ascolta, stavolta sono venute bene, vedrai.
A.P. – Speriamo.
M.P. – Allora ci vediamo alla solita stazione di servizio di San Vito dei Normanni alle 11... Metano Basile...
A.P. – Ok.
M.P. – A posto. Ciao.
A.P. – Ehi!
M.P. – Che c’è?
A.P. – Se mi telefoni ancora prima delle 9, giuro che quando vieni a Ostuni ti faccio 40 punti da sola con le mie mani...
M.P. – Stai attenta a come parli. Noi siamo cambiati da dicembre: non siamo più disposti a subire; ora difendiamo tutte le nostre zone, anche dalle bande, e siamo più aggressivi... Molto aggressivi. Ti ho avvisata...
A.P. – Vedremo. Ciao.
M.P. – Ciao.
La conclusione della telefonata evidenzia la possibile esistenza di clan intenti a controllare i rispettivi territori (“zone”), ma anche il rischio di conflitti tra “bande” che metterebbero in discussione gli attuali equilibri criminali, al punto che Piccione Alessandra minaccia palesemente di procurare 40 punti di sutura all’interlocutore.

Per quanto attiene ai presunti fornitori citati nella conversazione, questo Reparto ha compiuto minuziose e successive indagini ed alla luce di specifici precedenti penali, si suppone trattarsi di:
Esposito Gennaro, detto “Orion”, domiciliato a Napoli.
Cimmino Tecla, domiciliata in Scafati.
Russo Giambattista, detto “Jambo”, domiciliato in Aversa.
Leccese Concettina, detta “a Primadonna”, domiciliata in Trani.
In data odierna, all’ora indicata dagli indagati, i sottoscritti verbalizzanti decidevano di appiattarsi nei pressi della stazione di servizio Metano Basile, che trovasi effettivamente in zona poco frequentata e pertanto idonea all’espletamento di attività delittuose e in particolare dello spaccio.
Piccione Alessandra giungeva puntuale all’appuntamento, scendeva dall’autovettura e restava in attesa di Presta Marcello. Dopo circa un quarto d’ora la Piccione iniziava a mostrare segni di impazienza per il ritardo del coindagato finché, alle ore 11.16, giungeva anche l’autovettura del suddetto.
Dopo aver notato uno scambio di contenitori di plastica trasparente di forma quadrata, i sottoscritti verbalizzanti decidevano di entrare in azione e bloccavano la Piccione, il Presta e il benzinaio, successivamente identificato in Lomuscio Cosimino, incensurato. Quest’ultimo dichiarava di non conoscere la Piccione e il Presta e di aver, anzi, egli stesso segnalato più volte il loro presunto coinvolgimento in attività criminose in quanto i succitati erano soliti incontrarsi periodicamente in loco per scambiarsi materiale sospetto.

Tale circostanza veniva effettivamente riscontrata in quanto il Lomuscio aveva più volte chiamato il 113 nei mesi precedenti.
Si procedeva alla perquisizione personale della Piccione e del Presta, nonché a quella delle rispettive autovetture.
La perquisizione dell’autovettura del Presta, a causa dell’inquietante disordine ivi presente, richiedeva un notevole dispendio di tempo. Tra gli oggetti rinvenuti (alcuni dei quali posti sotto sequestro), vi erano:
n. 20 palloni di marca Mikasa;
n. 15 cd musicali sparsi sui tappetini;
n. 1 telefono cellulare;
n. 2 borsoni;
n. 1 borsa del ghiaccio (aperta);
n. 1 bandiera di gruppo eversivo denominato SDS;
n. 3 documenti di identità di ragazze, presumibilmente contraffatti;
n. 1 bilancino elettronico mascherato da segnapunti;
n. 4 pacchetti di sigarette di marca Marlboro;
n. 6 bottiglie con la scritta “Acqua Frasassi” contenenti liquido trasparente (già trasmesso ai laboratori della Sezione Narcotici);
n. 1 mazza da baseball recante la scritta “per allenamenti”.

Il Presta diffidava i sottoscritti dal toccare la borsa del ghiaccio adducendo motivi pretestuosi e scaramantici e minacciava gli scriventi di gravi conseguenze qualora avessimo sgonfiato i palloni contenuti nel portabagagli per visionarne il contenuto in quanto asseriva di averli appena gonfiati (a distanza di dodici anni dall’ultima volta) dopo averne controllato la pressione.
Il nervosismo del Presta insospettiva i verbalizzanti, che procedevano pertanto alla lacerazione dei n. 20 palloni sospettando che gli stessi fossero il nascondiglio delle sostanze stupefacenti oggetto dell’indagine. Mentre i verbalizzanti tagliavano i palloni per visionarne il contenuto (con esito negativo), il Presta dava in escandescenze e tentava di aggredire i militari scriventi.
Addosso alla Piccione veniva rinvenuto il materiale che era stato precedentemente oggetto dello scambio col Presta e consistente in n. 2 dvd recanti la scritta “Aversa-Palafiom” e “Palafiom-Trani”.

Addosso al Presta si riscontravano altrettanti dvd con la scritta “Orion Napoli-Ostuni” e “Ostuni-Scafati”, anch’essi precedentemente oggetto di scambio.
La ricerca di sostanze stupefacenti dava in ogni caso esito negativo.
Nei confronti di Piccione Alessandra non vi erano motivi per procedere a denuncia e tanto meno ad arresto, mentre Presta Marcello veniva denunciato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale, oltraggio, minacce e turpiloquio.
Letto, firmato e sottoscritto in data e luogo di cui sopra.
Prendiamo l'aereo!

Non ci volevo credere ma purtroppo è vero. La compagnia Air Italy mette in vendita biglietti aerei per la tratta Bari-Brindisi. Si tratta di un volo low-cost da 10 euro della durata di 25 minuti. L’iniziativa è pubblicizzata anche da Aeroporti di Puglia, secondo cui si tratta di un esperimento per testare l’interesse dei pugliesi verso l’uso del mezzo aereo e di un’iniziativa per “accorciare” la Puglia. [1]
Che la nostra splendida regione sia effettivamente un po’ lunghetta lo sanno bene tutte le società sportive che nei fine settimana vanno in trasferta. Però la Puglia si accorcerebbe meglio con treni che non ci mettano due ore per percorrere i 100 chilometri tra Bari e Taranto o con autostrade che non finiscano a 15 chilometri ed altrettanti semafori dalla nostra città.
Dal centro, e sottolineo centro, di Bari al centro di Brindisi un treno Euro Star ci mette 56 minuti. Calcoliamo i tempi effettivi di un volo Bari-Brindisi. Allora: 25 minuti nel cielo, un’ora per il check-in, 20 minuti per prendere il bagaglio, 15 minuti – ad essere buoni – per raggiungere il centro di Bari ed altrettanti per raggiungere il centro di Brindisi. Totale: due ore e dieci minuti.

Più che un esperimento per testare l’interesse dei pugliesi verso l’uso del mezzo aereo, dunque, a me sembra un esperimento per testare i tempi di fallimento (che prevedo assai rapidi) di talune compagnie aeree e soprattutto per testare il quoziente intellettivo dei pugliesi.
Il sito internet di Air Italy raggiunge la massima punta di comicità quando precisa che il volo da Bari a Brindisi è “senza scalo”...! Peccato, uno scalo a Torre Canne poteva starci bene... Avrebbe ulteriormente accorciato la Puglia.
Però, pensandoci meglio, è un’esperienza che bisogna fare.
La Palafiom volerà con Air Italy per la trasferta di Trani. Raggiungeremo Brindisi in pullman, prenderemo l’aereo per Bari e dal capoluogo pugliese saliremo nuovamente sul pullman (che nel frattempo, durante le procedure d’imbarco, avrà raggiunto Palese) per arrivare a Trani.
NOTE:
(1) Cfr. GIULIANO, F., Bari-Brindisi, in volo, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 7 dicembre 2007, pag. 9.
Murgia dreaming

Un sogno che si realizza. Per la prima volta in vita mia ho assistito ad un incontro di serie A1 femminile. Ossia, sei Alessandre Piccione contro sei Alessandre Piccione.
Non solo: ho avuto l’onore di assistere al mitico derby pugliese dell’igiene intima: Assorbenti Lines Altamura contro Pannoloni Tena Santeramo.
La rivalità tra le due tifoserie si intuisce già dalla forma dei rispettivi palazzetti: quello di Santeramo è a punta, quello di Altamura è rotondo. Sono proprio due entità geometricamente incompatibili.
Prima del match coach Marcello ha salutato i suoi allievi Gianni D’Onghia e Dragan Nesic (Samo Sloga Srbina Spasava. Kosmet je Srbija; Thaci, idi u kurac!), poi ci siamo accomodati in tribuna – c’era anche la giovane Clara, che, a giudicare dall’Annuario, gioca a pallavolo soltanto dal 2004 – e ci siamo goduti l’incontro. Molto tirato, molto intenso. Hanno vinto gli assorbenti per 3-1. Bella partita.

Bella partita, sì, però...
...Però, ad esaminare l’incontro senza condizionamenti emotivi ed in modo scientifico, è emerso che la Palafiom, per tanti motivi, è degna dell’A1. Anzi, è meglio dell’A1. Vediamo quali sono questi motivi.
1) Le atlete delle due squadre-ammiraglie della Puglia pallavolistica hanno mediamente una decina di centimetri in più delle nostre però sono terribilmente magre. Sembrano denutrite. Sembrano due squadre di anoressiche. Volete mettere con le forme più equilibrate ed umane delle nostre rossoblu, che sono l’immagine della salute e del benessere?
2) Le scelte del d.j., che ha insistito con gli Imagination, mi sono parse poco consone ad un confronto agonistico. Pino Russo è molto più bravo.
3) Ho visto appena un paio di secondi tocchi in tutta la partita, peraltro non riusciti. Alessandra e Paoletta sono, dunque, molto più aggressive e fantasiose delle palleggiatrici di A1.

4) Alessandra è anche più leale ed onesta perché non prende in giro le avversarie con il continuo ricorso alle finte. Non ne ha bisogno.
5) Pochissimi aces. Servono meglio Désirée, Silvietta e tutte le altre nostre Under 18.
6) L’ingresso è a pagamento, mentre le politiche di customer care della Palafiom nei confronti dei propri tifosi sono più rispettose dell’attuale congiuntura economica.
7) A fine partita, le maglie di molte atlete di A1 sono più sporche, mentre le nostre giocatrici si buttano a terra soltanto quando è necessario e pertanto noi risparmiamo sui lavaggi degli indumenti, non diffondiamo detersivi inquinanti e tuteliamo l’ambiente.
8) Le giocatrici di Altamura e Santeramo sono disordinate e fanno confusione: non rispettano le zone e corrono da tutte le parti del campo.

Insomma, coach Marcello a fine partita era un po’ deluso, non avendo individuato nessuna giocatrice utile alla Palafiom. Anzi, è stato Nesic ad aver chiesto, per piacere, qualche giocatrice promettente per rinforzarsi in vista dei play-off.
C’è qualcosa, però, di cui potremmo fare tesoro. Come a Napoli, anche ad Altamura le giocatrici sono definite “leonesse”. A Taranto, invece, non abbiamo ancora trovato un soprannome per le nostre giocatrici, magari un animale con cui identificarle. E l’ipotesi formulata in proposito dal coach, oltre ad essere un po’ osé, non è di quelle che mettono in soggezione le avversarie...
E poi le varie Fofinhe e Soninhe mi suggeriscono di rendere più esotici anche i nomi delle nostre atlete. Una Soninha, in effetti, ce l’abbiamo anche noi (Soninha Tinelli). Aggiungiamo anche Silvinha, Sandrinha, Paolinha, Muccinha, ecc., e siamo a posto.
Buona Pasqua!

Il torneo pasquale che si disputa oggi pomeriggio al Maria Pia mi offre l’occasione per augurare Buona Pasqua a tutti e soprattutto al nostro presidente lontano!







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