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Il decalogo di Capello

di skanderbeg69 (29/02/2008 - 12:26)

   Nei giorni scorsi si è discusso dei nuovi orientamenti “educativi” che Fabio Capello avrebbe imposto alla nazionale di calcio inglese e che sono stati riassunti nello specchietto riportato più in basso (tratto dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 7 febbraio 2008, pag. 18).

Alcune norme del “decalogo” le comprendo e le condivido.

Mangiare allo stesso tavolo o indossare lo stesso tipo di tenuta serve – credo – a rafforzare la coesione e il senso di appartenenza al gruppo-squadra. Anni fa, come racconta lo scrittore anglo-veronese Tim Parks, l’ex-presidente del Verona, Claudio Pastorello, intuì che nel Bari qualcosa non andasse per il verso giusto osservando alcuni dettagli in aeroporto, dopo una sconfitta dei pugliesi:

 

Pastorello risponde di aver notato fra i giocatori del Bari un paio di comportamenti che gli hanno fatto una brutta impressione. Per esempio, alcuni indossavano la divisa sociale e altri no. Poi il direttore sportivo aveva rimproverato i giocatori per la maleducazione mostrata con gli addetti al check-in. - Ha fatto bene a fargli la ramanzina, ma non davanti a me. In realtà li stava sgridando perché avevano perso la partita.

Come nella conversazione di ieri con Foschi, resto colpito dall’estrema sensibilità per le dinamiche di gruppo di questi uomini, che non hanno mai studiato psicologia. [1]

 

Altre norme del decalogo di Capello mi risultano incomprensibili, in particolare quella che vieta i soprannomi e quella sull’obbligo di presentarsi alle partite in giacca e cravatta.

 

NOTE:

(1) PARKS, T., Questa pazza fede, Einaudi, Torino, 2002, pag. 236.

La foto di Fabio Capello è tratta da http://it.wikipedia.it.

Tag: sport,calcio

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Federica, mandaci una cartolina!

di skanderbeg69 (28/02/2008 - 18:43)

Federica Tonon, schiacciatrice della Telcom Ostuni, in questo momento dovrebbe trovarsi negli Stati Uniti, impegnata in tornei internazionali di beach-volley. Ha saltato la partita con il Valenzano e quella con l’Orion Napoli.

Negli Stati Uniti in questo periodo fa freddo; molti stati del nord dovrebbero essere addirittura coperti di neve. Allora i casi sono due: o quelli di Federica sono tornei indoor oppure la ragazza si trova in un luogo caldo, magari alle Hawaii, dove l’ex-nazionale italiana di beach-volley ha già dimorato per un certo periodo.

Ora, se le Hawaii sono quel posto da favola che vediamo anche in queste foto, per quale ragione la Tonon dovrebbe affrettarsi a rientrare da questo paradiso terrestre...?

Gioca tutti i tornei che vuoi, Federica! Resta a goderti il sole, il mare, i tramonti, le palme, le danze hawaiiane. Quando capitano altre occasioni così?

Anzi, invita pure qualche tua compagna di squadra (la Piccione e la Favino, senza fare nomi); socializza questa bella esperienza.

Potresti rientrare con calma a Ostuni a metà aprile, dopo la 22^ giornata di campionato. Questo è il mio invito disinteressato.

In subordine, portaci un ricordino o mandaci una cartolina: l’indirizzo è AS Polisportiva Palafiom, via Golfo di Taranto 16, 74100 Taranto, ITALY. Grazie.

 

NOTE:

La tattica è questa: nel girone d’andata si fa amicizia con le avversarie; in quello di ritorno... si batte cassa: mozzarelle, dna, cartoline...

Le foto sono tratte da http:// en.wikipedia.org e da www .weissmantours.com.

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La domenica al parquet

di skanderbeg69 (27/02/2008 - 00:20)

Il campionato di serie B2 sabato prossimo osserverà un turno di riposo, ma in casa Palafiom c’è chi è chiamato a fare gli straordinari.

Domenica 2 marzo, infatti, si disputeranno le semifinali regionali del torneo Under 18, articolate quest’anno in due gironi da tre squadre ciascuno. Nel primo si affronteranno Foggia, Altamura e San Vito dei Normanni (a Foggia). Le gare del secondo girone saranno ospitate tutte al Maria Pia: alle 10.30 si affronteranno Palafiom e Sport Fit Center Lecce; alle 15.30 la perdente del primo incontro giocherà contro la Telcom Assi Amatori Brindisi; alle 17.30 sarà la vincente di Palafiom-Lecce ad affrontare la squadra brindisina.

La vincente del girone ospitato a Foggia e la vincente del girone ospitato a Taranto si contenderanno il titolo regionale Under 18 in una finale secca in campo neutro il prossimo 9 marzo.

Intanto concentriamoci sulle semifinali e diamo un’occhiata alle nostre avversarie.

La Sport Fit Center ha dominato il girone leccese con punteggi da brivido nella regular season (8 vittorie su 8 partite, 24 set vinti e uno perso). La mascotte è un cane San Bernardo di peluche, quindi ci sarà una sfida nella sfida tra il cane e Winnie the Pooh.

Non è da meno la Telcom Assi Amatori Brindisi: 10 vittorie in 10 partite, 30 set vinti e uno perso. La Telcom Assi Amatori Brindisi non va confusa con la Telcom Assi Manzoni Brindisi o con la Telcom Ostuni. Ma la Telcom sponsorizza tutte le squadre della provincia di Brindisi...?!

Comunque sia, il girone è composto da tre grandi squadre che daranno spettacolo. Siamo certi che Désirée e compagne terranno alto l’onore della Palafiom anche in questa occasione.

Ed a sostegno dei nostri gioielli di famiglia, che stanno rinnovando le nobili tradizioni della società nel settore giovanile, serve – come suol dirsi – tutto il calore del Maria Pia!

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Manfredonia-Palafiom Taranto 0-3

di skanderbeg69 (24/02/2008 - 18:27)

Sabato 23 febbraio 2008 – ore 18.00

La matematica ce lo consente: Valenzano è irraggiungibile, ma se vincessimo tutte le restanti partite con tre punti e Trani e Orion Napoli le perdessero tutte tranne una, potremmo ancora aspirare al secondo posto che vale i play-off per la B1.

Perché la Palafiom vista a Manfredonia è da B1.

E’ da A1!!

E’ da Olimpiadi!!!

Che partitona!!!!!

Ma andiamo con ordine.

La prima previsione della chiromante Clara si avvera: Ivana, in mattinata, prende 30 e lode all’esame di diritto penale. Leggermente sbagliata soltanto la previsione della durata: 25 minuti invece dei 5 sentenziati dall’indovina.

Durante il viaggio in auto scopro che Alessandra pizzica e no’ pare. La ragazza di solito non parla molto, ma oggi si sbilancia e mi annoto una frase con cui potrò ricattarla per il resto della sua carriera. Fra l’altro, esame brillantemente superato anche per lei dieci giorni fa. E’ proprio un momento d’oro per la Palafiom!

Anche Clara avrebbe superato un concorso, ma la sede è troppo lontana; fino alla fine sorgerà qualche intoppo burocratico.

Simona Mucci è imprudente e tocca la borsa del ghiaccio prima di entrare nel palazzetto. La cosa dovrebbe portare sfiga, ma, come vedremo, la scaramanzia ogni tanto è fatta per essere smentita.

Durante il riscaldamento Clara e Sonia intrecciano le loro tute, altro rituale scaramantico. Non ho parole. Ogni settimana scopro cose nuove.

Quando coach Delli Carri, influenzato, arriva al PalaDante, Marcello non è particolarmente cordiale: “Non avvicinarti. Non mi infettare. Non infettare le mie giocatrici...”

Tra le sue giocatrici c’è una novità: mentre Stefania è rimasta bionda, Roberta è diventata nera. Il cambiamento non intacca il fascino, ma almeno così è più facile distinguerle.

Ogni tanto mi chiedo: le gemelle Liguori sono tante o sono poche?

Di norma si nasce uno alla volta; da questo punto di vista le gemelle Liguori sono tante ed è senz’altro una fortuna per l’umanità che cotanto splendore sia stato prodotto in duplice copia. Da un altro punto di vista, però, sarebbe stato ancora meglio se di gemelle Liguori ne fossero nate – contemporaneamente – tre miliardi e duecento unità, così da soddisfare l’intero genero umano. In questo senso due gemelle sono poche “perché la bellezza di una donna – scrive Coetzee - non appartiene solo a lei. Fa parte del tesoro con cui approda in questo mondo. Ha il dovere di spartirla”. [1]

Per coach Marcello credo che siano troppe; sarebbe stato meglio non affrontarne alcuna.

Per coach Delli Carri credo che siano poche; qualche altra Liguori sarebbe tornata utile alla causa.

Per Enzo non saprei se due sono poche o sono troppe.

Prima di andarmi a sistemare in un angolo sperduto del palazzetto (da cui le foto risulteranno orribili; mi scuso con i lettori) per gestire la telecamera, Marcello mi concede nuovamente l’esperienza mistica di raccogliere i palloni alzati da Alessandra-Mani-Fatate. Che precisione. Che tocco. Godo. Che delicatezza.

Meno delicata è la pallonata che finisce sul volto della sua collega sipontina, per fortuna senza gravi conseguenze.

In partita anche Michela riceverà una pallonata, che susciterà ulteriore motivazione agonistica.

Si comincia. La Conscoop Manfredonia schiera Marilena Montenegro palleggiatrice, Loredana Montenegro opposto (anche quando a casa si siedono a tavola, osservano lo schema e mantengono le posizioni per tenersi in allenamento), Roberta Liguori e Moira Giovino di banda, Luciana La Torre e Giusy Scarale centrali, Lucia Fusilli libero. In panchina: Stefania Liguori, Rosanna Prencipe, Ilaria Barbaro, Ida Lioi e Carla Martino.

Palafiom con Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci di banda, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Ivana Gallo Ingrao libero. In panchina: Rossella Garaguso, Paoletta Marcianò e Silvia Mastandrea. Per la prima volta in panchina c’è anche il presidente Marco Urago, che farà sentire la sua voce.

Decido di sperimentare delle riprese video creative. Perché tenere la telecamera fissa quando esiste la possibilità di fare anche zoom e primi piani? Il caso vuole che nel primo set, quando cioè tento queste sperimentazioni, nella metà campo in favore di telecamera ci sia il Manfredonia. Sarà sempre a seguito di una circostanza casuale che i primi piani ripresi in video saranno quelli delle gemelle...

Primo set

Il primo punto è già un buon indizio: attacco determinato di Sonia e difesa locale non propriamente reattiva. Replica La-Torre-non-gemella e bis del nostro opposto da posto due (1-2). Fallisce, invece, l’attacco della Giovino e c’è un’invasione di Loredana Montenegro seguita da un bell’attacco di Simona-di-metallo. E’ la prima fuga della Palafiom (1-5) e coach Delli Carri chiama il primo time-out.

E’ la svolta dell’incontro. Il tecnico manfredoniano dimentica, infatti, di essere infettivo e con il time-out le giocatrici gli si avvicinano in modo fatale: il malessere del tecnico contagia le atlete compromettendone la prestazione.

Ma prima che il virus dell’influenza entri in circolazione, una bomba di Roberta consente al Manfredonia di pareggiare (6-6).

La Palafiom sfrutta qualche errore delle sipontine e coach Delli Carri inaugura la serie di sostituzioni richiamando la gemella nera, murata da una Silvia in gran forma (6-11). A tenere in corsa le padrone di casa è una Scarale particolarmente combattiva, ma Michela, sebbene non ancora stuzzicata dalla pallonata sul volto, mette giù un mani-fuori ed un muro (7-13).

La difesa delle rossoblu ormai si è assestata e Sonia – travolgente in questo parziale – aumenta il vantaggio (7-15).

Break di quattro punti delle sipontine: bel secondo tocco della libellula, ace sporco della Scarale, inconsueto errore di Ale e attacco lungo di Michela (11-15).

Un muro a due Silvia-Sonia soffoca la rimonta manfredoniana e all’ulteriore ace di Marilena replicano Supersilvia con un gran primo tempo e Sonia con un pallonetto fantastico (13-19).

Dopo la giovane Barbaro, il tecnico locale manda sul parquet anche Stefania Liguori e la Prencipe, ma Manfredonia continua a commettere troppi errori.

Punto in battuta di Sonia e attacco riuscito da posto quattro di Simona (14-23). Sembra fatta, ma il Manfredonia ha una reazione d’orgoglio e va a segno con Luciana La Torre e con un muro della Scarale (19-23), sospinti dalle decisive urla di incitamento di Roberta dalla panchina.

Urla che si sentono fino a Cerignola. Quando litiga con qualcuno, l’interlocutore non deve avere vita facile.

Questa volta è Marcello a chiamare un time-out. Lungo scambio tenuto in vita dalle strepitose difese di Michela e della Fusilli e poi “assassinato” da una doppia della Prencipe. Un ulteriore errore, questa volta in attacco, del Manfredonia consente alla Palafiom di chiudere il set sul 19-25.

La Palafiom sta giocando in modo egregio: Ale è ispirata, Ivana difende alla perfezione, Silvia sta disputando forse la migliore partita stagionale e in attacco affondiamo colpi da tutte le parti. Lo score relativamente basso (per ora) dei nostri martelli è bilanciato da una Sonia eccellente (5 punti). Soltanto Clara è ancora un po’ in ombra, ma questi sono gli effetti dei concorsi vinti dove non dovrebbe e della settimana di militanza nella Tempesta...

Secondo set

Gemelle Liguori in campo contemporaneamente: Stefania trova le mani del muro ospite e Roberta mette giù una diagonale stretta, mentre i tentativi di Clara continuano ad essere difesi (3-2). Rinuncia all’assunzione...! Fai ancora in tempo...

   Visto che adesso l’unica gemella bionda è rimasta Stefania, presumo che sia lei ad avere ispirato il cartellone affisso sui muri del palazzetto.

Michela ha fame di punti, ma il sorpasso della Palafiom è frutto di tre capolavori consecutivi di Sonia (attacco di potenza, pallonetto e muro a due con Silvia), agevolati dai consueti servizi efficaci di Alessandra (4-7). In macchina la nostra palleggiatrice ha detto che non ha ancora ...omissis...

Mani-fuori Scarale e tocco di seconda della Prencipe, che poi, però, palleggia in modo falloso (6-8).

Michela sfiora l’ace-culo agevolato dal nastro, ma in ogni caso è Sissa a ottenere il punto (6-10).

Passa una diagonale della Giovino, passa anche La-Torre-non-gemella dal centro e Simona tira sulla rete (11-11). Questo dev’essere l’effetto del contatto con la borsa del ghiaccio, ma non durerà a lungo: ancora una volta il martello lizzanese riserverà i suoi colpi migliori per la fase finale dell’incontro.

Stefania prima tira fuori misura poi trova una diagonale imprendibile (12-12). E’ una delle rare concessioni del muro della Palafiom, che questa sera ha smorzato molti attacchi delle avversarie trasformando, con il contributo di una difesa impeccabile, le azioni offensive altrui in contrattacchi efficaci.

Difende bene anche il libero sipontino, ma finalmente Clara si sblocca con una bella fast e torniamo in vantaggio (12-13). Anzi, andiamo in fuga perché, con Mucci in battuta, Manfredonia tira due volte fuori, Michela mette a terra una palletta velenosa e Clara va a segno con un primo tempo dopo che un tiro di Michela era stato murato (dalla rete, secondo la contestazione del pubblico locale). Siamo 12-17.

La Palafiom adesso riesce a contenere anche la giocatrice più in forma del Manfredonia, Giusy Scarale, difesa due volte da Clara, e Michela è scatenata: lungolinea e mani-fuori intervallati da un muro a due Ale-Silvia (13-21). Che squadra! Che gioco!

Altro muro di Silvia (13-22) e reazione della Scarale, ma una favolosa diagonale di Michela, regina del posto quattro, toglie speranza alle sipontine (15-23). Concediamo due errori in battuta, ma un mani-fuori di Sonia (16-24) e un primo tempo furbetto di Silvia, che mira al posto sei incustodito, chiudono il parziale sul 17-25.

Terzo set

Nella metà-campo avversaria torna Marilena Montenegro, ma pesa l’assenza giustificata di Enzo Liguori (a cui rinnovo i saluti ed i complimenti per la “produzione”).

Il primo attacco vincente è di Luciana La Torre, appena cinque punti stasera, irriconoscibile rispetto alla strepitosa partita di Taranto, quando fu la migliore delle sue.

Simona e Clara replicano ai colpi del Manfredonia (2-2).

Ace di Sissa, che sta riscaldando il braccio, attacco di Michela, ormai indifendibile, e palletta di Roberta (4-5).

Dopo un punto di Michela, la rotazione prevede che Roberta venga a trovarsi in posto uno, proprio sotto la telecamera dove mi trovo io. Questa circostanza coinciderà con il momento peggiore per il Manfredonia, che subirà otto punti di fila, e questo determinerà una certa irritazione che Roberta esprimerà, di volta in volta, con termini qui irriferibili. Spero che non ci sia anche l’audio nella telecamera.

Dal centro della rete Silvia smanaccia la palla dove non c’è nessuno, poi Sonia schiaccia su una Fusilli questa volta non impeccabile e si va al primo time-out tecnico sul 4-8.

Al rientro in campo, la Giovino prova a passare per tre scambi consecutivi ma viene sempre difesa da una Palafiom che adesso gioca proprio alla perfezione. A terra non cade più nulla; grande Ivana.

Punto di Silvia, muro di Alessandra ed erroraccio della Barbaro, che appoggia a lato (4-13).

Dopo il time-out di coach Delli Carri, Marilena compie una magia restando sospesa nell’aria a domare un pallone difficile e passando alla Scarale un primo tempo che interrompe la corsa delle rossoblu (5-13).

Poi riprendiamo a difendere tutto, tranne un attacco di Stefania da posto due (7-14), e consentiamo a Simona-di-metallo e a Sonia di incrementare il vantaggio (7-17).

Coach Delli Carri tenta di scuotere la propria squadra con una serie di sostituzioni, ma la Palafiom continua a dare spettacolo: magnifico lungolinea di Mucci e secondo tocco da antologia di Alessandra (8-20).

Stefania trova un secondo muro-punto in questo set (10-20) e c’è poi uno scambio lunghissimo alimentato da interventi difensivi efficaci su entrambi i fronti, ma a risolvere la situazione è un magico pallonetto di Simona (10-21), grande protagonista di questo finale.

La Mucci va a servire. Primo ace. Poi Michela segna il dodicesimo punto personale, che le permette di essere top-scorer anche questa sera. L’ultimo punto è un ace lungolinea di Sissa e il parziale termina con un punteggio che nessuno avrebbe preventivato (10-25).

Non sappiamo se sono più belli i tre punti guadagnati in classifica oppure se è la prestazione della Palafiom a rappresentare il miglior elemento di fiducia per il futuro. Comunque sia, il ciclo di scontri diretti è iniziato come meglio non si poteva: in classifica guadagniamo tre punti sullo stesso Manfredonia, sullo Scafati e sull’Aversa, uno sul Massafra e domenica sera attendiamo buone notizie da Napoli e da Potenza.

Riguardo alle sipontine, mi pare che sia mancata un po’ di convinzione dopo che la partita ha preso la direzione della Palafiom. Più meriti delle rossoblu, comunque, che demeriti del Manfredonia, squadra che era e resta forte. Dobbiamo cercare di salvarci tutti e due!

Comunque le sorelle Liguori, nonostante l’amarezza per la sconfitta, acconsentono a spartire la loro bellezza – come diceva Coetzee – per la tradizionale foto ricordo. Dobbiamo farne una all’anno così monitoriamo i loro progressi ed i miei regressi.

Uscendo dal palazzetto, Michela attraversa la strada bloccando le automobili con le testuali parole: “Fèrmati ché sono di Taranto e ho vinto”.

Esistono, di norma, due tipi di riconoscimento nella pallavolo: il primo è formale e lo fanno gli arbitri prima delle partite; il secondo è informale e lo fa la Palafiom nelle città in cui gioca e negli autogrill. Riconoscimento nel senso che ci facciamo sempre riconoscere...

La birra ingurgitata per l’occasione si chiama “Strong Ale”, che vuol dire “Forte Alessandra”, nome quanto mai rispondente alla prestazione della nostra mitica palleggiatrice. Che in macchina ha detto...

   La società ha iniziato anche a pianificare il proprio futuro.

Ci saranno investimenti nel settore dell’agricoltura, alcune giocatrici ed ex-giocatrici saranno responsabilizzate nel fund-raising ed organizzeremo ogni anno un torneo maschile e femminile.

Di più, per ora, non possiamo dire.

Speriamo solo che non ci fossero microfoni nascosti nell’autogrill di Bisceglie-Dolmen.

A grande richiesta (della sola interessata...), comunico che nelle 14 partite su 18 in cui ho rilevato gli scout, Michela ha realizzato 227 punti in 54 set con una media di 4,20 punti a set (ossia 16,21 punti a partita). E scusate se è poco.

Altri risultati: Valenzano-Scafati 3-0, Salerno-Trani 3-1, Massafra-Lanciano 3-2, Manoppello-Aversa 3-1, Orion Napoli-Ostuni 3-1, Potenza-Ester Napoli 3-1.

Classifica: Valenzano 50, Orion Napoli 44, Trani 43, Potenza 35, Lanciano 31, Salerno 30, Manoppello 27, PALAFIOM 23, Scafati 20, Ostuni e Massafra 19, Manfredonia 17, Ester Napoli 15, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 200,00; Trani e Lanciano 80,00; Massafra 50,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Passettino in avanti dell’Aversa (40 euro per insufficiente e inadeguato servizio asciugatura), ma la zona podio è ancora distante.

Sangue del nostro sangue: Marianna-Roma 3-0, Mercato San Severino-Marcella 3-1.

Prossimo turno: PALAFIOM-Massafra, sabato 8 marzo, ore 18.00 al Maria Pia.

 

NOTE:

(1) COETZEE, J.M., Vergogna, Einaudi, Torino, 2000, pag. 18.

Le foto di repertorio del primo piano di Ivana e del servizio di Simona sono di Franco. La foto del... papavero è tratta da http:// en.wikipedia.org.

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Sostieni Medici Senza Frontiere

di skanderbeg69 (23/02/2008 - 08:20)

Medici Senza Frontiere è un’organizzazione internazionale nata per offrire soccorso sanitario alle squadre di pallavolo e testimoniare la loro situazione.

Medici Senza Frontiere è indipendente e non ha scopo di lucro. Agisce secondo l’universale etica medica, senza discriminazione alcuna di razza, religione, opinione o classifica.

Medici Senza Frontiere chiede che il diritto all’assistenza sanitaria sia rispettato e che sia garantita ai propri operatori la possibilità di curare anche in zone di conflitto, senza discriminazioni tra le parti in causa.

Da oltre quattro mesi le squadre di pallavolo tarantine, Palafiom ed Eurobios, sono oggetto di una forte offensiva dalla Campania, dall’Abruzzo, dalla Basilicata e dal nord della Puglia. Schiacciate, primi tempi, aces e pipes stanno mettendo a dura prova le nostre atlete. E, come se non bastasse, per due volte all’anno, Palafiom ed Eurobios si affrontano in una guerra civile senza esclusione di schiacciate.

Serve anche il tuo aiuto per sostenere la pallavolo jonica e per contribuire all’opera di medici che instancabilmente lavorano per restituire agli allenatori giocatrici in forma.

Sostieni le campagne sanitarie di Medici Senza Frontiere. Aiuta il dottor Formoso a prestare assistenza sanitaria alla pallavolo jonica.

 

NOTE:

Ho disegnato giocatrici generiche. Eventuali somiglianze sono casuali.

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Che fretta c'era?

di skanderbeg69 (22/02/2008 - 23:36)

Un ex-terrorista, nonché narcotrafficante (almeno secondo Pino Arlacchi e il Washington Times), Hashim Thaci, proclama l’indipendenza del Kosovo e dopo un paio di giorni arrivano i riconoscimenti di molti Paesi occidentali, Italia compresa.

L’88% della popolazione del Kosovo è albanese e questo non si può ignorare (come non si può ignorare che è tedesco il 70% della popolazione dell’Alto Adige...), ma era proprio necessario decidere così in fretta? I riconoscimenti delle pensioni di invalidità giacciono nei cassetti per mesi; un nuovo Stato viene riconosciuto in poche ore... Senza porsi alcune domande:

1) Cosa succederà alla minoranza serba e allo straordinario patrimonio storico-culturale ortodosso? Durante il pogrom antiserbo del 2004 vennero distrutti monasteri secolari e furono uccise decine di persone (che valgono ovviamente più di tutti i monasteri del mondo).

2) Quali conseguenze ci saranno nel resto dei Balcani e in particolare nella Bosnia, splendida e delicata, il cui equilibrio si regge su un filo? Il principio di autodeterminazione può valere, a questo punto, anche per l’entità serba della Bosnia?

3) Cosa succederà al diritto internazionale ora che il principio della sovranità nazionale è stato violato?

4) Cosa succederà quando uno stronzo qualunque (Borghezio, poniamo) proclamerà l’autodeterminazione della Padania o di qualche altra cosa?

La questione kosovara è complessa e non si può essere semplicisticamente filo-serbi o filo-albanesi. Ma proprio per questo, a farmi rabbia è la leggerezza e l’incredibile velocità con cui si è deciso di riconoscere questo nuovo Stato.

Il Vaticano ci ha messo 45 anni per riconoscere lo Stato di Israele (nonostante l’avallo dell’ONU, che nel caso del Kosovo ancora non c’è); Taiwan esiste dal 1949 e l’Italia non l’ha mai riconosciuta eppure non è crollato il mondo. Perché tutta ‘sta fretta per il Kosovo? Un governo già morto si è assunto questa responsabilità in appena 72 ore dopo essere stato capace, per quasi due anni, di “indecidersi” su tutto o quasi.

Se per la società della Palafiom nulla osta, alla prossima partita casalinga voglio fare una protesta simbolica e un atto di solidarietà con una minoranza in pericolo appendendo una bandiera serba al Maria Pia. Tanto con il rosso e il blu ci siamo; in più c’è anche il bianco, ma spero che non sia un problema.

 

NOTE:

Le foto sono tratte da www.kosovo.net, da www.repubblica.it e da www.ossrb.org.

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Addio, Palafiom. Clara torna a giocare nella Tempesta

di skanderbeg69 (21/02/2008 - 15:09)

Quella foto a pagina 19 del Corriere del Giorno di ieri è stata uno shock per tutti, ma purtroppo ormai il dado è tratto: Clara Clemente, bandiera della Palafiom Taranto, indossa già la maglia della Tempesta, altra formazione del capoluogo.

Il “patto del Castellino” è prematuramente sciolto. Dopo tante stagioni nella compagine di coach Presta, la forte centrale ha deciso di laciare la società di via Golfo di Taranto.

“Non ci sono stati problemi particolari – spiega la Clemente – ma mi sono accorta di non avere più stimoli. Le piccine d’oro della squadra ormai sono diventate grandi e il mio ruolo di Mamma Chioccia qui è esaurito. Adesso il mio obiettivo è quello di rilanciare la Tempesta, come in passato. Ma con le ex-compagne della Palafiom continuerò a giocare a ping-pong al termine degli allenamenti al Maria Pia.”

Coach Marcello ha preso atto della decisione della sua ex-giocatrice:

“Ringrazio Clara per la professionalità dimostrata in tutti questi anni. Lei ha cambiato la Palafiom, lei l’ha resa competitiva, lei si è sempre posta come modello di serietà e di bravura in ogni partita, in ogni allenamento, attraverso ogni gesto dentro e fuori dal parquet.

Accetto con amarezza la sua decisione di trasferirsi alla Tempesta, ma la rispetto. D’altra parte gli stimoli e le motivazioni sono fondamentali per un’atleta. Guardate la foto sul giornale di ieri: il cambio di casacca sembra averla già ringiovanita...

Auguro a Clara una radiosa prosecuzione della carriera.”

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Scoperti altri pizzini: Provenzano tifava Palafiom

di skanderbeg69 (19/02/2008 - 16:52)

“Dite a Tore di incaricare Uccio di sciogliere nell’acido gli arbitri di Tuglie-Palafiom se non fanno vincere la squadra tarantina sabato prossimo”.

Da un nascondiglio del rifugio del boss mafioso Bernardo Provenzano spuntano altri pizzini, i bigliettini scritti a macchina con cui il capo di Cosa Nostra, latitante per 40 anni, dava disposizioni ai propri affiliati.

E si aprono scenari inquietanti e impensabili. Non soltanto il boss delineava le strategie militari di Cosa Nostra, non soltanto orientava il voto politico e stringeva accordi finanziari, ma addirittura influiva sui campionati di pallavolo.

Bernardo Provenzano tifava per una squadra di pallavolo femminile di Taranto, la Palafiom, vincitrice dell’ultimo campionato di serie C e attualmente in B2.

Tifava al punto da non poter tollerare che le ragazze di coach Presta mancassero l’obiettivo della promozione.

Insieme alla biancheria, il boss si faceva portare nel covo i ritagli degli articoli di Giuseppe Di Cera e di Pietro Cinieri, articoli che lo rassicuravano dato che la Palafiom nella scorsa stagione procedeva come un treno. Come nu tratturi...

   Dopo Palafiom-Ugento 0-3, però, Provenzano iniziò a preoccuparsi. Totuccio Buscemi, un pentito sottoposto al programma di protezione del Ministero degli Interni, racconta che il boss era imbufalito e gridava vendetta.

Prima spedì un pizzino all’allenatore della Palafiom: “Chiudile in palestra. Non farle uscire per una settimana”.

Poi fece mettere un sonnifero misto a candeggina nelle bottiglie usate dal San Giorgio Jonico, liquidato in un’ora nell’incontro successivo. Infine si organizzò per evitare che il sogno della B2 svanisse e per tutelarsi scrisse il pizzino trascritto in apertura, predisponendo un’atroce vendetta per gli arbitri della partita decisiva, Tuglie-Palafiom.

Incaricò un sicario, conosciuto come Pino lu Moro, di far sapere agli arbitri, nei modi dovuti, quale fosse il risultato gradito al boss ed in effetti nel referto si fa riferimento ad un isolato tifoso che durante l’incontro minacciò i direttori di gara.

In tribuna c’era un altro picciotto di Provenzano, Alfio Cucullo, che, al termine della partita vinta per 3-2 dal Tuglie (risultato comunque utile alla Palafiom per la promozione), inviò un pizzino prioritario al boss. Cucullo, ignorando che alla Palafiom bastasse solo un punto per ottenere la promozione, ritenne che l’ordine di Provenzano (“far vincere la Palafiom”) fosse stato violato e scrisse:

“Minchia, perse la Palafiom! Procediamo con l’acido?”

A stretto giro di pizzino, il boss di Cosa Nostra rispose:

“Soprassediamo. L’importante fu arrivare in B2. Il punto che serviva arrivò. Dimmi solo se Tuglie scassò troppo la minchia perché prima o poi in Sicilia devono venire per i play-off interregionali e gliela facciamo pagare...”.

Ma il sicario fornì al boss una risposta conciliante:

“Nellu parquet scassarono la minchia e pure assai, soprattutto nel primo set. Ma prima e dopo la partita galantuomini furono”.

Come mai Bernardo Provenzano è così legato alla Palafiom?

   Sempre secondo le rivelazioni del pentito Buscemi, la passione nacque dai play-off 2005-’06, che si svolsero in provincia di Catania ed ai quali Provenzano fu invitato da un’ex-giocatrice della Palafiom oggi domiciliata in Sicilia (Marcella S., che nei confronti delle avversarie utilizza sul parquet le stesse strategie intimidatorie di Cosa Nostra). Il boss assisté a tutte le partite della final-four e divenne un tifoso sfegatato. Dopo la sconfitta della Palafiom all’ultimo ostacolo, ordinò una strage: un camion imbottito di tritolo avrebbe dovuto far saltare in aria il palazzetto di Aci Castello, piano poi sfumato a causa del congegno elettronico difettoso.

Rigorosamente muti i dirigenti della Palafiom. Uno scarno comunicato informa che la società apprende solo adesso e solo dalla stampa del presunto interessamento di Cosa Nostra alle proprie vicende agonistiche.

L’Italgest Tuglie ha invece chiesto alla FIPAV di revocare la promozione in B2 della squadra tarantina, proponendo la ripetizione della partita a porte chiuse.

 

NOTE:

Le foto di Provenzano sono tratte da http://it.wikipedia.org e da www.ansa.it.

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Palafiom Taranto-Manoppello 3-0

di skanderbeg69 (17/02/2008 - 15:18)

Sabato 16 febbraio 2008 – ore 18.00

In Abruzzo nevica quando l’Arabona prende la strada che porta in Puglia. Qui fa freddo e c’è un brutto ventaccio. Simona Mereu è vittima dell’influenza e la maglia di libero torna sulle spalle di Ivana. Quest’anno, veramente, ogni giocatrice ha due maglie, una rossa e una blu, e quindi non è necessario adattare e deformare quella maglia di libero che nella scorsa stagione conobbe diverse proprietarie. A proposito, non ho capito perché non si gioca più con le maglie blu, che sono tanto belle.

Comunque, oggi non è il caso di stuzzicare la scaramanzia. Però è l’ora di sperimentare il “fattore G”. Esperimento riuscito alla perfezione. E’ infallibile. Il fattore G sarebbe capace di portare vicino allo zero persino la temperatura a Ferragosto...

Marcello rinuncia alla catena divisoria del pubblico. Per fortuna gli arbitri sono persone tranquille e non sollevano rilievi. Peraltro il clima tra le tifoserie è estremamente cordiale sebbene le condizioni igieniche degli spogliatoi rasentino l’incidente diplomatico. Un altro incidente non-diplomatico rischia di verificarsi quando le nostre atlete ordinano il caffé con servizio in camera. Marcello non la reputa un’ottima idea.

In tribuna c’è ancora Alessandra Passaro, che ricambia i saluti dell’omonima Fenomena.

Pino is back! Ma purtroppo mancano gli ultras.

Oggi voglio diventare giornalista e per farlo mi impongo di usare le seguenti espressioni: volàno per lo sviluppo, cabina di regia, fare sistema, silenzio assordante e soprattutto valore aggiunto.

L’Arabona Manoppello schiera Laura Mastrodicasa, Lisa Mancini, Marta Franchi, Daniela Belfiglio, Elisa Feliziani, Roberta Bianchi e il libero Ilaria Cesaroni. In panchina con coach Gobbi: Alice Di Muzio, Chiara Ciaschetti, Francesca De Dominicis e Lavinia Diodato.

Palafiom con Alessandra Certa in cabina di regia (l’ho detto), Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci schiacciatrici, Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, Ivana Gallo Ingrao libero. In panchina con coach Marcello Presta: Silvia Buso, Désirée Fiore, Paola Marcianò e Silvia Mastandrea.

Primo set

Buon avvio delle ospiti spinte dalla temibile Feliziani (1-3), ma la Palafiom recupera con Sissa, che prima va a segno e poi forza il servizio consentendo a Michela di chiudere un altro scambio (5-3). Marta Franchi pareggia, ma un muro a due Michela-Rossella riporta la Palafiom sopra di due lunghezze (7-5).

Palletta di Michela ed ace sporco di Alessandra, ma le ospiti riacciuffano nuovamente la parità (9-9). Bene Rossella dal centro, Sonia da posto due e Simona-di-metallo dall’altra banda: il vantaggio è ancora di due punti (12-10).

Sonia e Clara replicano agli attacchi riusciti di Belfiglio e Mancini, ma un errore delle padrone di casa consente nuovamente al Manoppello di pareggiare (14-14). Miracolo di Ilaria da una parte e di Ivana da quest’altra e poi è Michela a ritentare l’allungo. Elisa Feliziani pareggia (15-15). Mi piace come attacca questa ragazza, ma nella nostra metà campo c’è una Michela stratosferica, la cui diagonale finisce in un angolino (16-15).

 Sorpasso Manoppello (17-18) con un ace della Mastrodicasa, che proprio non ci voleva in questo momento. Si continua a lottare punto a punto: bomba di Sonia e attacco Belfiglio, che piega il muro Palafiom (18-19). Splendido pallonetto di Sonia e replica della Feliziani con un mani-fuori (19-20).

Senza respiro.

Alessandra serve un pallone improbabile a Sissa, che non prova neanche ad attaccare (19-21). Time-out Marcello. Provvidenziale doppia della palleggiatrice ospite e questa volta è coach Gobbi a fermare subito il tempo (20-21). Ma le abruzzesi continuano a commettere errori fatali: prima un pallone che finisce fuori e poi un’irregolarità della Feliziani (invasione?). Nuovo time-out Manoppello sul 22-21.

Clara aumenta il vantaggio, ma la Feliziani lo riduce (23-22). Ace Bianchi con qualche responsabilità della nostra ricezione (23-23) e poi scambio targato Cesaroni: prima il libero ospite compie un miracolo in difesa e poi appoggia dove non c’è nessuna avversaria, ottenendo un punto pulito pulito (23-24). E’ sempre commovente quando un libero realizza un punto. Che giornata per Ilaria: prima un 26 all’università, poi la rincorsa al pullman e infine un punto, evento che non capita tutti i sabati. Auguri.

Dài, Ivana, prendi esempio, attacca pure tu! Non appoggiare, schiaccia proprio!

Per nostra fortuna l’attacco abruzzese che poteva valere un set si infrange sulle solide mani di Clara (24-24). La Palafiom contiene anche l’attacco successivo e va a segno con una palletta di Ale (25-24). Il set-point Palafiom è compromesso da un errore in battuta, ma Michela offre alle rossoblu un’altra opportunità (26-25). Non si gioca perché le mani fatate di Alessandra trovano il punto direttamente su battuta!

Secondo set

Sonia firma l’avvio del secondo parziale, ma all’inizio c’è grande equilibrio. Sui pericolosi servizi di Simona-di-metallo la Palafiom riesce a fare sistema (l’ho detto) e Clara mura la problematica respinta abruzzese. Michela, dal canto suo, scalda il braccio per quello che sarà un set da incorniciare e andiamo sul 5-3.

Stiamo prendendo le misure alla Feliziani mentre la Belfiglio è solo l’ombra della splendida protagonista della partita d’andata. Grande difesa Palafiom; per terra, in questa fase, non cade neanche la polvere.

Magnifica bomba di Michela, che subito dopo tira lungo. Ma stiamo facendo tutto noi. Fast di Rossella e poi è la Bianchi a spezzare l’assedio (8-5).

Adesso, secondo i calcoli, dovrebbe partorire Alessandra Passaro.

Michela va ancora a segno e poi si concede un ace; il vantaggio aumenta (11-5).

Sonia – bella partita – stasera è in vena di pallonetti e poi una stratosferica Michela realizza una pipe che sembrava impossibile (13-7). E’ la fuga decisiva. Manoppello si riprende affidandosi agli attacchi dal centro di Lisa Mancini, ma la Palafiom amministra fino alla fine. Elisa Feliziani riprende ad attaccare efficacemente, Marta Franchi contribuisce alla causa e si sblocca in questo set anche la Belfiglio, ma da questa parte della rete Michela continua a ribattere colpo su colpo. Quando gioca così, abbiamo una fenomena anche in casa nostra.

Ma bisogna dire che tutte stanno giocando bene: Ivana si è adattata al ruolo inconsueto, Ale sta dettando bene i tempi, le centrali garantiscono un contributo fondamentale, di Sonia si è già detto. Sissa non sta attraversando una fase di gara felice, ma nel terzo set farà faville anche lei.

Sonia appoggia un pallone che atterra indisturbato nella metà campo abruzzese. Non è il vero Manoppello. Ma, nonostante tutto, un ace della Franchi riavvicina pericolosamente le ospiti (19-17).

Mucci realizza un punto che vale oro e finalmente arriva il momento dei muri: prima Clara, da sola, poi ancora Clara con Sonia (22-17). Belfiglio ha ancora frecce nella faretra e Clara tira fuori misura di un centimetro (22-19). Poi la nostra centrale affonda un bel primo tempo (23-19) e coach Gobbi manda sul parquet Francesca De Dominicis al posto di Lisa Mancini. Due errori delle ospiti (un pallonetto fuori della Belfiglio e una doppia della Mastrodicasa) permettono alla Palafiom di chiudere il set (25-20).

Terzo set

Battiamo il ferro finché è caldo: magnifico lungolinea di Simona ed ace di Rossella (2-0), ma la reazione abruzzese non tarda ad arrivare e il sorpasso lo effettua la Bianchi con due servizi vincenti consecutivi (4-5). Impappinamento difensivo del Manoppello e nuovo vantaggio Palafiom (6-5), ma una bomba della Feliziani produce una nuova alternanza in avanti (6-7).

Adesso è Manoppello che sta facendo la partita e il vantaggio aumenta con un lungolinea della Bianchi ed un muro a due (9-11).

Ma se Michela sta tirando il fiato, scocca – come preannunciato - l’ora di Simona, protagonista della rimonta (11-11). Il break delle rossoblu prosegue con un errore offensivo ospite, un ace di Sonia ed un muro di Clara (14-11).

La Mancini riavvicina l’Arabona (15-14), ma anche Michela vuole mettere la firma su questo parziale e due punti consecutivi del nostro martello ci riportano in alto (18-15).

Franchi e Feliziani dimostrano che le abruzzesi non si sono arrese (19-18), ma Silvietta, da poco subentrata a Sonia, offre il suo giovane e prezioso contributo (20-18). Simona Mucci è il volàno per lo sviluppo (l’ho detto) di questo parziale (21-18) e coach Gobbi è costretto a fermare il tempo nel silenzio assordante (l’ho detto) del pubblico ospite, che fino a quel momento aveva sostenuto senza pausa le abruzzesi.

Il time-out ha un effetto rigenerante visto che l’Arabona riesce addirittura a pareggiare (21-21), ma la Palafiom ha un valore aggiunto (l’ho detto) di classe e di tecnica che si chiama Clara Clemente. La centrale che il mondo ci invidia prima schiaccia un primo tempo e poi blocca a muro un attacco ospite (23-21).

Il secondo time-out del Manoppello questa volta si rivela improduttivo perché uno dei nostri gioielli di famiglia, Silvietta, realizza un ace sporco e poi Simona schiaccia un pallone meraviglioso da posto quattro. A distanza di ventiquattr’ore il parquet sta ancora tremando...! (25-21).

Pure la mia prestazione è da incorniciare, se permettete: scout nostri, scout avversari, durata set, videoriprese perfette. Forse ho solo sbagliato un po’ i tempi della spiegazione del minuto di silenzio.

A fine partita, i nostri ospiti parlano di quote salvezza, discorso che, a mio modesto avviso, non li riguarda. Oggi non hanno giocato benissimo, ma la salvezza per le abruzzesi non è in discussione. Anzi, peccato per le troppe battute a vuoto del passato, altrimenti avrebbero potuto esserci obiettivi più ambiziosi. Comunque sia, è stato bello incontrarci e speriamo di rivederci ancora.

La Palafiom sale a quota 20, ma alle nostre spalle si muovono in molte; la lotta per non retrocedere si fa veramente spietata. Si ferma la serie positiva dello Scafati, Ostuni spaventa la capolista ma resta a secco, come il Manfredonia sconfitto a Lanciano, mentre Massafra prende tre punti ad Aversa e l’Ester Napoli riesce a piegare il Salerno.

Beh, pazienza, questa Palafiom non deve temere nessuno. Oggi la squadra di coach Marcello è stata splendida e finalmente, dopo tre mesi, si vince anche al Maria Pia. Sabato prossimo il derby a Manfredonia; sarà una grande partita, c’è da giurarci.

Intanto, al Palafiom-palazzetto è atteso il ritorno del grande Velasco, attuale coach del Montichiari e già... allievo di Marcello.

Altri risultati: Ostuni-Valenzano 1-3, Scafati-Orion Napoli 1-3, Lanciano-Manfredonia 3-1, Ester Napoli-Salerno 3-1, Aversa-Massafra 1-3, Trani-Potenza 3-0.

Classifica: Valenzano 47, Trani 43, Orion Napoli 41, Potenza 32, Lanciano 30, Salerno 27, Manoppello 24, Scafati e PALAFIOM 20, Ostuni 19, Manfredonia e Massafra 17, Ester Napoli 15, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 160,00; Trani e Lanciano 80,00; Massafra 50,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Cinquanta euro al Massafra per le isolate offese del pubblico agli arbitri a fine gara. Anche la Puglia si muove. Ehi, noi non avevamo le transenne! Teniamone conto...

Sangue del nostro sangue: Volta Mantovana-Marianna 3-2, Marcella-Tortolì 3-1.

Prossimo turno: Manfredonia-PALAFIOM, sabato 23 febbraio, ore 18,00 – Prossimo incontro casalingo: PALAFIOM-Massafra, sabato 8 marzo, ore 18.00 al Maria Pia.

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Deja vù, corsa contro il tempo

di skanderbeg69 (15/02/2008 - 14:41)

Dopo la 16^ giornata non abbiamo ancora mosso la classifica del trofeo Bin Laden. Ne siamo orgogliosi e notiamo con soddisfazione come più della metà delle squadre del nostro girone abbia ancora la fedina penale immacolata. O gli arbitri in B2 sono più buoni oppure in serie C eravamo tutti più vastàsi.

Però, zero punti sono sempre zero punti; non sono affatto belli a vedersi.

Anche la tifoseria del Massafra, notoriamente molto corretta, ha mosso la classifica e noi no.

Prima che finisca il campionato qualcosa, dunque, bisognerà pur fare.

Avremmo anche un’idea su quale possa essere la squadra ospite su cui riversare la nostra aggressività repressa, ma forse è meglio rispettare la tradizione e beccarci una multa all’ultima giornata. Esattamente come l’anno scorso.

Se volete, mi sacrifico io: al termine di Palafiom-Lanciano mi prendo da parte l’arbitro e gli dico: “Mi scusi, ma dobbiamo rispettare una tradizione societaria. Anche se in realtà non è vero, mi permetta di dirle che lei è uno stronzo e che all’uscita le faremo tanto di culo. Così, per dire. Grazie. Mi scusi di nuovo.”

   Anzi, visto che abbiamo un addetto agli arbitri, perché non ci pensa Lisa? Invece di offrire il caffè, potrebbe scaraventarlo addosso ai direttori di gara...

Una cosa è certa: con gli amici dell’Arabona Manoppello è richiesta la massima correttezza visto che in Abruzzo siamo stati accolti con grande cortesia ed ospitalità. Sul parquet Belfiglio & compagne sono state un po’ meno ospitali, ma questo è lo sport; ci mancherebbe altro. Beh, cerchiamo di ricambiare sia l’ospitalità sugli spalti che il risultato sul parquet... In ogni caso, anticipo il mio personale benvenuto a giocatrici e staff dell’Arabona.

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Sequestra un asilo per chiedere più sostegno alla Palafiom

di skanderbeg69 (14/02/2008 - 14:07)

Ore di terrore all’asilo nido “Il Girasole”, ma alla fine la vicenda si è risolta in modo incruento, nel sollievo di bambini e genitori.

Tutto era iniziato intorno alle 11, quando un signore si è introdotto nel nido con la scusa di averlo scambiato per una ferramenta, cosa peraltro decisamente plausibile data la struttura. Ma l’uomo ha subito bloccato dall’interno la porta d’accesso ed ha estratto un taglierino con cui ha minacciato la maestra, mentre i bambini hanno continuato a giocare come se niente fosse.

Alla base del gesto c’era una richiesta economica. Marcello, questo il nome dell’aggressore, ha chiesto 500.000 euro quale contributo alle tasse gara, sostegno alle spese per le ultime trasferte ed acquisto di un nuovo pallone per sostituire quello che si perse nel giardino del Maria Pia tre mesi fa. Ha inoltre invitato gli organi di informazione a dedicare maggiori attenzioni alla pallavolo e agli sport cosiddetti minori. Per quale motivo – ha poi aggiunto – noi dobbiamo pagare tasse e tassine quando a quell’evasore di (...censura...) di Valentino Rossi viene condonato il 90% della sanzione?

Sul posto è giunto il presidente della Palafiom, Marco Urago, che ha tentato di indurre l’uomo a rilasciare gli ostaggi, ottenendo un riscontro parziale dato che il sequestratore ha fatto uscire soltanto una bambina riccioluta chiamata Désirée.

Poi sono arrivati sul posto il sindaco Ezio Stefano, accompagnato da Giancarlo Cito, e l’arcivescovo.

Mentre l’ex-parlamentare di AT6 rompeva i vetri dell’asilo a colpi di manganello, il sindaco Stefano ha aperto una trattativa: “Dobbiamo affrontare i problemi con un sorriso e scegliere di partecipare. Siamo tutti fratelli. Se farete qualcosa a uno di questi piccoli, l’avrete fatto a me. Operiamo il bene verso tutti, soprattutto verso i più piccoli e i più indifesi...”

A questo punto l’arcivescovo se n’è andato, un po’ stizzito: “Sta dicendo tutto lui... Io che cosa sono venuto a fare?! Se vuole, gli cedo pure il pulpito della Concattedrale per l’omelia di domenica...”

Le parole del sindaco sono comunque riuscite a illuminare il cuore del sequestratore, che in pochi minuti ha rilasciato gli ostaggi.

“Non ci ha fatto niente – hanno dichiarato i bambini dopo il rilascio – Solo non voleva che giocassimo con la cera-pongo e con i birilli. Ci ha imposto di giocare a minivolley. Si arrabbiava un po’ soltanto quando il muro-difesa presentava delle imperfezioni.”

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Pino come back

di skanderbeg69 (13/02/2008 - 20:24)

Anni fa i muri di Taranto, in particolare quelli della città vecchia, erano caratterizzati dalla scritta “Ezio come back”, con riferimento ad un personaggio piuttosto popolare nell’ambiente dei centri sociali.

Una scritta analoga è comparsa sui muri del Maria Pia.

Pino, torna presto!

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Un embrione con otto genitori per creare in laboratorio la giocatrice perfetta

di skanderbeg69 (12/02/2008 - 12:50)

Non era lo studio del gioco avversario la ragione che ha spinto coach Presta a visionare Massafra-Ostuni sabato scorso. Questa era solo l’apparenza.

La vera ragione era aggiungere l’ultimo tassello al mosaico di una missione segretissima, destinata a rivoluzionare lo sport e la bioetica: il progetto Dolly-volley.

Durante la partita Marcello è riuscito a introdursi furtivamente nello spogliatoio dell’Ostuni ed ha prelevato un campione di DNA di Alessandra Piccione.

   Era il pezzo mancante – il più importante – per la realizzazione del progetto che prende il nome dalla famosa pecora Dolly, il primo celebre esempio di clonazione nella storia.

Nei mesi scorsi il coach della Palafiom aveva recuperato altre cellule appartenenti alle migliori giocatrici in circolazione: una della Piccinini quando venne ad allenarsi all’Alfieri, una di Marianna Masoni, una della Aguero durante il Kleenex All Star Game (in un fazzolettino usato dalla giocatrice italo-cubana c’erano tracce di moccio, da cui è stato ricavato il DNA).

“Ho aggiunto – spiega il coach – una cellula di un’Under 18 (per i servizi) e quella di una gemella Liguori perché Trombetta ha insistito. Poiché serviva anche un padre, ho mescolato il tutto con uno spermatozoo di Anderson (una nostra giocatrice l’aveva conservato in frigo dall’anno scorso) e con un po’ di zucchero e di tuorlo d’uovo. Ma mi mancava la parte più importante: una cellula della Piccione, l’unica atleta capace di raggiungere la cifra di 36 punti a partita.

Adesso che si libera il posto, impianteremo l’embrione nato da questa miscela dentro Alessandra Passaro e fra nove mesi nascerà la giocatrice perfetta! E non finisce qui. La seconda parte del progetto Dolly-volley prevede la clonazione di questa giocatrice in dodici esemplari. Titolari e riserve. Tutte uguali. Tutte capaci di segnare 36 punti a partita! Sììììì !!!”

Preoccupazione nella comunità scientifica. Il presidente della società di bioetica, professor Filippo Boscia, ha parlato di vergogna sociale e di una frontiera scientifica, quella degli “OGM umani”, che non andava oltrepassata.

L’Osservatore Romano usa termini come aberrazione e mostruosità. Anonime fonti vaticane riferiscono, però, che Benedetto XVI sarebbe curioso di vedere all’opera il sestetto geneticamente modificato in laboratorio non appena scenderà sul parquet.

 

NOTE:

Mi scuso per gli strafalcioni scientifici, ma erano necessari per la realizzazione del post. E’ inutile anche aggiungere che la squadra perfetta esiste già: l’attuale Palafiom!

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Potenza-Palafiom Taranto 3-0

di skanderbeg69 (10/02/2008 - 20:24)

Domenica 10 febbraio 2008 – ore 18.00

Lo “spirito corsaro” che aveva permesso alla Palafiom di realizzare una striscia di tre vittorie consecutive in trasferta questa volta non è bastato. Troppo grande il gap tecnico rispetto alla Supermercati Pick Up Potenza.

Certamente, però, nonostante l’identico punteggio di 3-0, non si è trattato di una disfatta, anzi di un’asfaltatura, come nel match d’andata.

Soprattutto nel primo set, le atlete di coach Presta hanno lottato alla pari con le padrone di casa, guardando quasi tutto il parziale dall’alto. Già in vantaggio al primo time-out tecnico (5-8), le rossoblu hanno avuto persino l’opportunità di chiudere la prima frazione (23-24), sprecando l’unico set-point a disposizione. La Pick Up ha agganciato le ospiti ed ha manifestato più sangue freddo nel momento decisivo (28-26).

Tutta un’altra musica nel secondo parziale. Le giocatrici lucane sono rientrate sul parquet sfoderando grande concentrazione e determinazione, oltre che un opposto, Aurora Avena, particolarmente ispirato. Già in netto vantaggio sull’ 8-4, la Pick Up ha dominato il set chiudendo sul 25-19. Al calo delle rossoblu, coach Presta ha tentato di rimediare effettuando una serie di sostituzioni (Mastandrea, Buso, Gallo Ingrao e l’esordiente Marcianò).

Auguri Paoletta; un’altra domanda per l’imminente intervista...

Molto combattuto il terzo set: parte bene la formazione di Caliendo, ma non va oltre i due punti di vantaggio (7-5). La Palafiom, anzi, trova il pareggio ed il vantaggio (13-14). Il parziale resta in equilibrio fino al 19-19, poi la Pick Up compie lo scatto decisivo e definitivo e si aggiudica set e incontro (25-21).

Altri risultati: Orion Napoli-Valenzano 1-3, Trani-Ester Napoli 3-0, Salerno-Lanciano 3-1, Manoppello-Scafati 3-2, Massafra-Ostuni 1-3, Manfredonia-Aversa 3-1.

Classifica: Valenzano 44, Trani 40, Orion Napoli 38, Potenza 32, Lanciano e Salerno 27, Manoppello 24, Scafati 20, Ostuni 19, PALAFIOM e Manfredonia 17, Massafra 14, Ester Napoli 12, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 160,00; Trani e Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Tutti buoni; classifica ferma.

Sangue del nostro sangue: Castelfidardo-Marianna 3-2, Aversa-Marcella 2-3.

Prossimo turno: PALAFIOM-Manoppello, sabato 16 febbraio, ore 17.30 al Maria Pia.

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Diffida alla Palafiom da parte dei Savoia

di skanderbeg69 (09/02/2008 - 09:03)

  Dopo la patetica richiesta di risarcimento allo Stato italiano (260 milioni di euro) per i presunti disagi patiti dalla famiglia negli anni dell’esilio, i Savoia si aggrappano ad un altro pretesto pur di raccattare un po’ di spiccioli.

Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto hanno inviato una diffida alla Palafiom. Chi vi ha autorizzato – chiedono in sostanza – ad utilizzare il nome di Maria Pia di Savoia per la palestra in cui giocate? Avete corrisposto il pagamento relativo ai diritti di sfruttamento d’immagine della nostra parente?

Non c’è che dire. Chi era contrario al rientro in patria di questi signori ha dovuto ricredersi: oltre a vivacizzare le pagine delle cronache giudiziarie, il signor Savoia non mancherà di far ridere gli italiani così come suo nonno non mancò di farli piangere.

L’Italia ha tanti difetti, ma certamente questi signori sono indegni del nostro Paese, oltre che indegni della dignitosa memoria del re di maggio, che si ritirò in esilio garantendo il sereno trapasso istituzionale senza recriminazioni e senza rompere ulteriormente le palle a un popolo distrutto (anche) dalle responsabilità dei suoi familiari.

Visto, però, che la Palafiom non naviga nell’oro e che questa gente è capace di tutto, si è deciso di non correre rischi; meglio cambiare subito nome alla palestra.

Al vaglio della società ci sono al momento tre possibilità.

Si potrebbe dedicare la palestra a Henry John Woodcock, il sostituto procuratore che ha mandato in galera il signor Savoia.

   La seconda possibilità è Dirk Hamer, il ragazzo tedesco ucciso nel 1978 nel corso di una sparatoria in cui Vittorio Emanuele prese un fucile per difendere il proprio canotto sull’isola di Cavallo. Il Savoia è stato assolto dall’accusa di omicidio; resta un comportamento invero non molto regale ed anzi piuttosto affine ad usanze degne dei più rozzi guappi di periferia. D’altra parte, storicamente, in famiglia non si è mai avuta molta abilità nel distinguere i tedeschi buoni da quelli cattivi...

Ma, soprattutto dopo le travolgenti prestazioni delle scorse settimane, prende sempre più corpo la possibilità che la palestra venga dedicata a Clara Clemente.

 

NOTE:

E’ falso che i Savoia abbiano chiesto i diritti di immagine di Maria Pia. Visti i personaggi, è meglio precisarlo. E’ vera, invece, la parte più comica del post: i Savoia hanno real-mente chiesto un risarcimento di 260 milioni di euro allo Stato Italiano...

Le foto dei signori Savoia e quella dell’ingresso nel carcere di Potenza sono tratte da www. repubblica.it, quella della vittoria al referendum da http://it.wikipedia.org.

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Premiata la Palafiom Under 18

di skanderbeg69 (07/02/2008 - 00:10)

Mercoledì 6 febbraio la formazione Under 18 della Palafiom è stata premiata per la vittoria nel torneo provinciale 2007-‘08. Il titolo l’hanno vinto un mese fa, ma la formula del girone all’italiana non aveva permesso l’assegnazione formale del trofeo.

La cerimonia di premiazione ha avuto luogo nella palestra del Maria Pia al termine di un allenamento della Palafiom ed alla presenza dei dirigenti provinciali e regionali De Luca, Tarantino e Mastillone. E’ il giusto tributo per i “gioiellini di famiglia” che rappresentano il futuro (in parte, già il presente) della società.

In una recente intervista su un quotidiano, il ct giramondo Bruno Metsu ha dichiarato: “Il compito dei settori giovanili non è vincere, ma portare il maggior numero possibile di ragazzi in prima squadra”. [1]

Beh, se si vince e – al tempo stesso – cinque ragazze figurano in prima squadra, è ancora meglio.

All’Under 18, che si prepara ad affrontare il torneo regionale, rinnovo le mie congratulazioni. Ed è l’occasione per ricordare i nomi delle giocatrici: Federica Cofano, Désirée Fiore, Federica Litti, Paola Marcianò, Silvia Mastandrea, Simona Mereu, Valentina Macripò, Silvia Miglietta, Valentina Moro, Federica Pantile, Carlotta Pastore, Priscilla Pisani, Anita Urago e Winnie the Pooh. Coach Marcello Presta, è ovvio.

Si è trattato di una cerimonia sobria e raccolta. Dopo i discorsi dei dirigenti e la consegna delle medaglie e della coppa, la premiazione è stata conclusa dalle auliche parole di una giocatrice: “Meh, sciàm’n...”

Questo è lo stile della Palafiom post-Lanciano: una squadra indubbiamente molto pragmatica...

 

NOTE:

(1) CURRO’, E., Metsu, il ct di terre lontane: “Il mio calcio produce sogni”, “La Repubblica”, 13 gen 2008, pag. 56.

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Shiny blog: le chiavi di ricerca di gennaio

di skanderbeg69 (06/02/2008 - 19:02)

A grande richiesta, riprendiamo l’esame delle più curiose (o inquietanti) chiavi di ricerca che hanno condotto a questo blog.

Le chiavi di ricerca dimostrano che molti navigatori capitano su questo blog per sbaglio: cercano notizie - magari da Trieste o da Cagliari – sull’ispettorato del lavoro e si ritrovano su questo sito a vedere il fotomontaggio di Désirée che cuce i palloni perché a fine estate parlai del (finto) blitz dell’ispettorato al Palafiom.

L’interpretazione della mappa di sopra (che riproduce la localizzazione dei visitatori di questo blog nel mese di gennaio con la pallina tanto più grande quanto più numerosi sono stati i contatti dalla località considerata) va interpretata alla luce di queste valutazioni. Molte palline sono casuali o dovute ad errori ed equivoci; altre, invece, sono indice di un pubblico consapevole. Oserei dire, affezionato.

Non dovrebbero essere casuali le concentrazioni che vediamo in Campania e in Abruzzo, sedi di avversari della Palafiom.

In Basilicata, invece, non mi calcola nessuno... Da Potenza hann’ venut’ a ‘u Maria Pia, s’hann’ pigghiàte i tre punti e se n’hann’ sciùte senza da’ cunfidènz’ a nisciùne... Buongiorno e buonasera...

Riguardo alla Puglia noto una cosa: sebbene quest’anno si giochi contro il nord della regione (Manfredonia, Valenzano, Trani) oltre che contro Ostuni e Massafra, i lettori continuano ad essere concentrati nel Salento. Non so se essere deluso per la scarsa penetrazione nel barese o se essere felice per l’attenzione che il blog continua a ricevere in zone dove la Palafiom non sta più giocando. Anzi, in realtà lo so: decisamente la seconda che ho detto.

Passiamo ora alla parte più divertente: le chiavi di ricerca del mese appena trascorso.

   Oroscopo febbraio 2008 (24 ricerche...! Il mago Trumpet dovrebbe aprire uno studio) chi è livio tempesta (ecco altre persone che si sono poste il mio interrogativo; qui avranno finalmente trovato una risposta. Blog di pubblica utilità), devo trasferirmi a taranto (la Piccinini...?), colica nei cuccioli chihuahua (questa è la migliore del mese), come trovare gruppi musicali a manoppello (un batterista lo trovate nella villa di fronte al palazzetto), conventirsi allo shintoismo (c’è chi è interessato), esempio di richiesta di sponsorizzazione (ahahah, speriamo che non le abbiano prese sul serio...), garaguso olio manduria (non è la prima volta che cercano notizie in merito; Rosse’, dammi i riferimenti dell’azienda, li pubblichiamo e così rendiamo un altro servizio. La pubblicità è gratuita), gesto scaramantico femminile (ecco... ora siete un riferimento per i navigatori; insegnatelo a tutti), nn sappiamo che fare stasera siamo di lecce e cerchiamo situazioni emozionanti (c’è gente che si rivolge al computer come se fosse un impiegato di qualche ufficio informazioni), pregi e difetti del parquet ad olio (purché sia Olio Garaguso), primadonna =palafiom (beh, non esageriamo, non montiamoci la testa), rischio tsunami mediterraneo (c’è, c’è, noi ci siamo passati...), santa desiree’ (per come ha servito nella finale Under 18, sono d’accordo), santa liberata rappresentata con due bambini in braccio (ma allora è veramente la protettrice delle partorienti!), sono cocainomane? quesiti (penso di sapere da quale parlamentare sia arrivata questa ricerca), testo discorso evita peron casa rosada (quello della Scialacomo va bene lo stesso?), torre di guardia & geova subliminale (come si sia arrivati qui è un mistero).

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Palafiom Taranto-Salerno 2-3

di skanderbeg69 (03/02/2008 - 17:58)

Sabato 2 febbraio 2008 – ore 18.00

Le giocatrici dell’Autoluna Nissan Salerno entrano sul parquet con una scatola di compensato bianco, portata come un dono dei Re Magi. Non ci possono essere dubbi sul contenuto di quella scatola: mozzarelle di bufala campana! Silvia e Gisela hanno raccolto l’appello. Che gentili. Che ragazze garbate.

Peccato che abbia chiesto le mozzarelle. Chissà? Magari se avessi chiesto un Rolex d’oro, sarebbero state altrettanto gentili. Avrei dovuto osare di più.

Mai come questa sera, prepararmi alla lettura del sestetto ospite è cosa facile: basta scorrere i nomi delle sei giocatrici “superstiti” più il libero. Nel corso della stagione Salerno ha perso per strada Montemurro e Di Santo (infortunate), Losasso e Palumbo (per fatti loro), nonché coach Esposito sostituito da Castillo. Resta, però, una formazione che, sia pur ridimensionando i programmi iniziali, fa una certa soggezione. Tutte le bocche di fuoco, infatti, sono al proprio posto. Maglie rosse per le campane e nuovo numero per Silvia: l’addizione proposta nella partita d’andata (1+9) ha portato alla somma (10). L’anno prossimo sulla maglia della centrale salentina ci sarà un’equazione di secondo grado.

In casa Palafiom stanno tutte bene, tranne Rossella. Corrono voci circa presunti sviluppi sentimentali riguardanti una Under 18 ed un familiare del presidente.

L’eroica Alessandra Passaro continua a seguire la squadra nonostante un pancione di otto mesi e mezzo. Il parto è previsto alle 18.35 del 16 febbraio, durante il secondo set di Palafiom-Manoppello, sempre qui al Maria Pia. La cittadinanza è invitata.

Due assenze inquietanti in gradinata: gli ultras con il tamburo e l’anima divisa in due del dottor Formoso. Sarà andato a fare qualche visita domiciliare a Massafra in vista della trasferta di domenica...

Gli arbitri di questa sera sono Pizzolato e Notarnicola. Sono sensibili al problema degli infortuni sul lavoro e difatti impongono la copertura degli attrezzi ginnici con i materassi.

Palafiom con Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto e aiuto-d.j., Michela Benefico e Simona Mucci laterali, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Simona Mereu libero. In panchina: Rossella Garaguso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò e Silvia Mastandrea.

Salerno con Anna Maio adattata al ruolo di palleggiatrice, Antonella Cataldo opposto, Gisela Scialacomo e Andreia De Almeida laterali, Silvia Renna e Valentina Borrelli centrali, Marianna Granozio libero. In panchina: Sara Bignardi e Rosanna Barone.

Primo set

Dopo un affascinante secondo tocco di Alessandra, c’è la prima fuga delle ospiti, agevolata da un pallonetto della Scialacomo, due errori consecutivi di Simona-di-metallo, una diagonale al fulmicotone della Cataldo ed attacchi di Renna e Borrelli. Si va al primo time-out tecnico sul 2-8 e non è proprio un buon inizio. Pazienza, l’importante è avere le mozzarelle...

Clara scuote la squadra, ma in attacco continuiamo a spedire palloni fuori misura. Non è una Palafiom disastrosa; le ragazze stanno giocando. E’ che sono un po’ imprecise (un servizio sulla rete e cinque tiri fuori).

Il muro così prezioso a Napoli e a Lanciano prende forma anche al Maria Pia (7-10) e Michela ribatte ai colpi di Gisela e di Silvia (9-12).

Che ragazze d’oro.

Primo punto di Simona, ma la brasiliana De Almeida va a segno per due volte. Mucci tira in direzione della telecamera, che questa sera attirerà pallonate come api sul miele.

Sul 10-16 finalmente arrivano gli ultras con il tamburo rossoblù. Con loro la partita cambierà volto e già adesso è tutta un’altra atmosfera: solito sostegno encomiabile e senza pause, però, ‘uagnù, nu picche d’ puntualità...!

C’è anche Gianni Cataldino, fratello minore di Antonella Cataldo.

Primo tempo di Clara, pallonetto di Valentina Borrelli, fast di Clara e tiro millimetrico di Michela (13-17). Simona Mereu sta difendendo molto bene e la Palafiom si avvicina ancora grazie ad un pallonetto di Clara (15-17).

Michela trova un bel lungolinea e Alessandra schiaccia un pallone che vaga al centro della rete (16-18). Replica Gisela, a segno da posto quattro e dalla zona di battuta (16-20).

La Palafiom recupera altri punti con le proprie laterali (20-21), ma l’occasione per pareggiare si infrange sulla rete. Le ospiti ci vengono incontro con un errore in battuta, un’invasione ed un attacco che non supera il nastro. E’ il sorpasso: 23-22.

La Palafiom commette il quinto errore in battuta (23-23) e Marcello non la prende molto bene. Peraltro, dopo aver messo giù un primo tempo, Valentina Borrelli serve in modo molto insidioso, ma riusciamo a difendere ed a servire a Simona-di-metallo il pallone del 25-24. Emozioni!

Entra Ivana e il lungo scambio che fa seguito al suo servizio finisce con un tiro fuori di Michela (25-25), che tuttavia si fa perdonare con una diagonale meravigliosa (26-25).

Salerno si affida alla propria argentina magica, ma la Palafiom riesce a difenderla per due volte e il terzo tentativo va a lato. E’ il punto che vale il set (27-25) e la speranza che la serie positiva possa essere allungata.

Secondo set

Alla Cataldo e alla Scialacomo tenta di replicare Michela, ma i soliti errori favoriscono la fuga delle ospiti (6-9). L’Autoluna alza il muro, ma commette errori a sua volta e il parziale resta in equilibrio (9-10).

Pareggio Palafiom con Simona Mucci, ma in questa fase bisogna fare i conti con una De Almeida particolarmente efficace. Quando trova le mani a muro di Sonia, il nostro opposto esprime un concetto che non bisognerebbe far ascoltare ai bambini.

Non è una fase piacevole dell’incontro; si susseguono errori da entrambe le parti.

Ivana rileva Simona, Ale ripropone un secondo tocco, Clara passa dal centro e il muro rossoblù blocca un attacco di Gisela. E’ il sorpasso della Palafiom (15-14). Michela corregge un pallone non facile e le tarantine raddoppiano il vantaggio (16-14).

E’ immediata la reazione delle ospiti (16-17), ma la Palafiom passa nuovamente avanti (19-18). Che testa a testa!

Pareggio di Gisela e tiro lungo di Sonia, sostituita da Silvietta (19-20). Il posto due, comunque, viene occupato con successo da Michela e siamo ancora in parità (20-20).

Alla De Almeida e alla Borrelli replica Ivana, che schiaccia finalmente come ai vecchi tempi adesso che la spalla l’accompagna (21-22). Un lungo e intenso scambio viene compromesso da una doppia della Maio ed è nuovamente pareggio (22-22)!

Bisogna dire, comunque, che questa ragazza si è adattata alla perfezione al nuovo ruolo di palleggiatrice. Sembra che ci sia nata.

Ora che il pallone brucia, il Salerno punta sulla De Almeida e viene ripagato dato che la brasiliana scaglia un ordigno che viene deviato fuori dal muro rossoblù (22-23). La Palafiom può attaccare, ma spreca per imprecisione l’ennesima opportunità; in compenso, Silvietta tiene viva la partita ed entra nello score della serata (23-24).

Potremmo pareggiare dopo essere riusciti a fare la cosa più difficile (contenere la De Almeida), ma purtroppo s’inceppa l’intesa Ale-Clara, così proficua nel primo parziale, e il secondo set-point è quello che vale il riequilibrio dell’incontro (23-25).

Terzo set

Nell’intervallo, nonostante le emozioni e l’incertezza dei primi due set, una delle due riserve salernitane si concede un robusto sbadiglio. Con la mano davanti. Questa è una squadra di persone educate.

Il turno in battuta della De Almeida è particolarmente virtuoso (1-5), ma anche la Borrelli forza un servizio e trova due aces consecutivi (3-8).

Nel time-out tecnico coach Marcello suona la sveglia e la Palafiom dà soddisfazione al mago di via Golfo di Taranto: Mucci, Michela e ancora Michela, dopo che il muro campano aveva bloccato per una decina di volte gli attacchi della nostra schiacciatrice (6-8). Di nuovo Michela, aiutata dal nastro, e siamo a ridosso del Salerno!

Le ospiti spengono il break rossoblù con un muro a due Renna-Cataldo. I muri a due, se non si è in buona posizione, pongono spesso un dubbio sull’assegnazione del punto. Lo attribuisco a Silvia, che ci ha portato le mozzarelle, oppure ad Antonella, che ha socializzato le paste leccesi? Tenuto conto che le paste leccesi le ha portate la famiglia di Silvia, il punto lo attribuisco alla centrale.

E’ così che faccio gli scout; è bene che i giornalisti a cui mando i tabellini lo sappiano...

Duello fra centrali (Clara-Silvia), mani-fuori di Michela ed ace di Alessandra, grazie ad una ricezione difettosa della Granozio. Il libero campano è innocente; aveva la visuale coperta dai riccioli della De Almeida. Parità (10-10)!

Salerno ritorna in vantaggio, ma Sonia si sblocca e va a segno da posto quattro; il rimbalzo colpisce Priscilla (11-13).

Mentre scrivo delle annotazioni anch’io vengo colpito in volto da una pallonata. Riprendo subito a scrivere e in questo modo non mi accorgo di nulla. Cioè, mi accorgo – eccome - della pallonata, ma non di chi e come me l’abbia tirata e delle conseguenze che seguiranno. Infatti, quando poi solleverò lo sguardo verso il tabellone, non mi troverò più con il punteggio. Valentina – penserò - avrà fatto qualche imbroglio pro-Palafiom con il tabellone elettronico...

Verrò a sapere, a fine partita, che la pallonata era stata provocata da un tiro di piede della De Almeida e che il gesto di stizza istintivo era stato sanzionato con il cartellino giallo.

Ho contribuito alla causa della Palafiom! Un punto per merito mio!

Devo dire che questi brasiliani con i piedi sono veramente eccezionali: fanno centro anche quando non mirano; è stato più forte di lei...

Spero solo che non ci siano conseguenze sul piano disciplinare. Chiedo al giudice unico di usare clemenza e – se serve – attesto, in qualità di parte lesa nel procedimento a carico di Silva De Almeida Andreia, che la pallonata è stata involontaria, non mi sono fatto niente, la giocatrice ha spontaneamente chiesto scusa e probabilmente mi trovavo pure in un punto dove non avrei dovuto trovarmi. Grazie, vostro onore.

Tornando al terzo set, la De Almeida sta continuando a provocare danni nella nostra difesa; un suo lungolinea incrementa il vantaggio (11-15). Controffensiva Palafiom: Silvia, Simona-di-metallo e Clara. Doppia della Maio e le tarantine passano in vantaggio (16-15).

La Cataldo e la Renna non ci stanno e la Scialacomo avvicina l’Autoluna alla meta (17-19). Dentro il lungolinea dell’argentina; fuori quello di Simona, un po’ opaca questa sera (18-21). Il martello di metallo viene sostituito da Ivana e forse Salerno ci vuole veramente regalare il set ricambiando la cortesia rossoblù nell’incontro di andata: errore in battuta e malinteso tra Gisela e la Granozio con il pallone che atterra lemme lemme tra le due giocatrici (20-21). Si può fare!

Fast della Renna e ace della Scialacomo (20-23). Si potrebbe sempre fare, ma ora è un po’ più difficile.

Michela va giù di potenza da posto quattro e Salerno tira lungo (22-23); coach Castillo chiama il time-out. Silvia Renna ci riprova e questa volta realizza un punto fondamentale. L’ultimo attacco è della De Almeida; la difesa rossoblù riesce solo a toccare la palla, ma il set è dell’Autoluna (22-25).

Quarto set

Vantaggio campano con le laterali sudamericane (2-4), ma Michela, Ale e Sonia impediscono che le ospiti prendano il volo anche in avvio di questo parziale (6-5). Grande Michela da posto due e in battuta (9-6).

Rimonta salernitana e quarto ace di Valentina Borrelli (10-10). Altra brava ragazza. Io, quando mi dicono di portare i saluti a qualcuno, al 90% me ne scordo; lei si è ricordata (grazie, Sasà; ricambio).

Le due squadre restano appaiate sino al 13-14, poi Alessandra va in battuta e per la Palafiom si apre la fase più bella dell’incontro con uno straordinario break di ben undici punti.

Ed anche il pubblico del Maria Pia può deliziarsi con i muri che erano risultati così preziosi in Abruzzo e in Campania.

Questa è la successione della cavalcata rossoblù, che merita di essere ricordata punto per punto: primo tempo di Silvia, muro a due Silvia-Sonia, ace di Alessandra, doppia delle ospiti, muro di Silvia, irregolarità fischiata al Salerno, ancora un muro della capitana, mani-fuori di Michela, ace di Ale, muro a uno di Silvia e muro a due Silvia-Sonia (24-14).

Palestra in estasi e dieci set-ball a disposizione.

Sprechiamo i primi due con tiri fuori misura, ma poi sbaglia l’attacco anche la squadra ospite (25-16), che ha fretta di riunirsi in panchina per riprendersi dallo shock.

L’arbitro, però, non ha dato il permesso e le giocatrici campane vengono richiamate sul parquet mentre le tarantine si scambiano vicendevoli e meritate congratulazioni. Quante formalità in questo sport. Ritrovato l’ordine sul parquet, si può andare in panchina per la pausa.

Tie-break

Perché una squadra deve per forza vincere? E’ tanto bello il pareggio: 2-2 e siamo tutti contenti.

Niente da fare; si torna sul parquet.

Muro a cappuccio della Borrelli e bel primo tempo di Clara. Un po’ in ombra nella prima fase della partita, Antonella Cataldo, nel momento decisivo del match, decide che bisogna concedere al pubblico del Maria Pia un saggio del proprio talento. Ne avremmo fatto volentieri a meno; ci fidiamo sulla parola...

Prima di un ace (3-5), l’opposto salernitano trova un buco nel nostro schieramento difensivo. Marcello mostra segni di insofferenza e guarda brutto una giocatrice con la maglia di colore diverso dalle altre.

Ora tocca alla Scialacomo: mani-fuori e bomba che centra in pieno Simona-peperoncino. Mary applica una museruola al coach per evitare che sbrani il nostro libero. Tie-break a parte, comunque, la piccina ha difeso bene.

Entra Rossella e Michela interrompe la serie positiva del Salerno.

La Palafiom chiede una verifica delle posizioni in campo. C’è un po’ di agitazione sul parquet; i secondi scorrono lenti, il panico aumenta, ma è tutto in ordine. Si può ricominciare. Anche se sarebbe stato meglio di no.

Silvia Renna schiaccia su Michela, che, atterrando, può solo ribattere sull’asticella; poi la centrale campana mura su Sonia (4-9).

In realtà, la centrale è originaria di Campi Salentina, il paese dei semafori. Per bypassarlo e procedere verso Lecce c’è una specie di semicirconvallazione con un semaforo ogni cento metri (recentemente un paio di semafori sono stati sostituiti da rondò). Io sono convinto che ci sia una scorciatoia per evitare i semafori ed attraversare il paese in un minuto. Sarà il prossimo grande quesito dell’umanità.

Entra Ivana per Michela, ma si becca un energico servizio di Gisela (4-10).

Salerno fa un po’ di confusione in difesa (5-10), ma si riprende rapidamente: diagonale De Almeida, ace Renna e punto Cataldo (5-13).

La Palafiom è in tilt. Peccato, non sono riuscite a tenere per tutta la partita il ritmo delle ultime prestazioni. E’ un errore ospite che ci permette di restare in vita, ma dopo l’undicesima battuta sbagliata dalle nostre, il match-point lo firma Antonella Cataldo (6-15).

Come cantava Fred Buscaglione nella celebre “Guarda che Autoluna”:

Resta soltanto tutto il rimpianto

perché ho peccato nel desiderarti tanto,

ora son solo a ricordare e vorrei poterti dire

guarda che Autoluna, guarda che mare.

Peccato che al Maria Pia non si riesca a vincere dal 10 novembre scorso; chiediamo alla FIPAV di giocare sempre in trasferta.

In ogni caso, ci resta un punto e ci restano tante ottime mozzarelle di bufala, che il coach, Alfredo ed io ci dividiamo al Palafiom con il bilancino e lontano da occhi indiscreti, come se fossimo spacciatori. E le mozzarelle sono proprio buone; meglio del Rolex.

Tra un saluto e l’altro (un abbraccio a Rossana) e dopo il tributo delle atlete rossoblù al caloroso pubblico dei tamburellisti, compare anche un vassoio di paste leccesi.

Ma che ragazze d’oro queste giocatrici del Salerno. Grazie ancora.

Altri risultati: Valenzano-Manoppello 3-1, Aversa-Trani 0-3, Scafati-Potenza 1-3, Lanciano-Ester Napoli 3-1, Ostuni-Manfredonia 3-2, Orion Napoli-Massafra 3-0.

Classifica: Valenzano 41, Orion Napoli 38, Trani 37, Potenza 29, Lanciano 27, Salerno 24, Manoppello 22, Scafati 19, PALAFIOM 17, Ostuni 16, Manfredonia e Massafra 14, Ester Napoli 12, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 160,00; Trani e Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Niente da fare: è un dominio campano. Avanzano, entrambe per offese nei confronti degli arbitri, il Centro Ester (120) e il Salerno (80), che sfruttano così le due trasferte consecutive dello Scafati. Soltanto l’Orion è ancora ferma a zero euro.

Sangue del nostro sangue: Marianna-Urbino 2-3, Marcella-San Mastella del Sannio 3-0.

Prossimo turno: Potenza-PALAFIOM, domenica 10 febbraio, ore 18.00 – prossimo turno casalingo: PALAFIOM-Manoppello, sabato 16 febbraio, ore 18.00 al Maria Pia.

   Mi sia concessa una piccola finestra sulla serie C. L’anno scorso, di questi tempi, il Torre Santa Susanna decideva di ritirarsi dopo aver concluso il girone d’andata a zero punti (incasinando classifiche e campionato). Non giudico male perché effettivamente proseguire non doveva essere facile sul piano emotivo. Quest’anno a zero punti c’è l’Olimpius Casarano. C’era. Sabato, infatti, Cutaia & compagne hanno vinto a Monopoli sbloccando finalmente la classifica. Continuare a giocare dopo quattordici sconfitte consecutive diventa una sfida per migliorare se stessi, senza guardare la classifica, ed anche una sola vittoria, magari all’ultima giornata, in questi casi ha il valore di una coppa dei campioni. Questo è sport; non i titoli. A Casarano l’hanno capito, hanno stretto i denti, la vittoria è arrivata e i complimenti di questo blog sono un tributo piccolo ma doveroso. Senza contare che la classifica si può comunque guardare tranquillamente visto che i play-out sono ad appena sei punti.

 

NOTE:

La foto della chiesa matrice di Casarano è tratta da http://it.wikipedia.org.

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Obama è amico nostro

di skanderbeg69 (02/02/2008 - 11:59)

La foto di sopra non è un fotomontaggio. Dopo tutto quello che si è visto su questo blog, so di non essere credibile, ma ve l’assicuro. In vacanza negli Stati Uniti ad agosto, mia sorella Laura, quella che ogni tanto ci manda dei messaggi, ha incontrato il candidato democratico Barack Obama, che ha acconsentito a farsi una foto.

L’episodio è avvenuto a Martha’s Vineyard, un’amena isola del Massachusetts, dove Obama stava noleggiando alcune biciclette per le figlie.

Nessuna sorpresa: solo in Italia la casta politica non sa muoversi senza autoblù e senza il solito codazzo di portaborse e di giornalisti a quattro zampe. Il sindaco di Londra prende quotidianamente la metropolitana; Anna Lindh faceva la spesa al supermercato; anche al giornalista Beppe Severgnini capitò di incontrare Jimmy Carter in un negozio della Georgia, nei cui pressi l’ex-presidente aveva parcheggiato la bicicletta. [1]

Ora,

1) se Laura è mia sorella

2) e se Laura ha fatto amicizia con Obama,

3) per la proprietà transitiva anche Obama è amico nostro, ossia della Palafiom.

Auguriamoci allora che il supertuesday del 5 febbraio sia per Barack un landslide, una vittoria a valanga nelle primarie democratiche; avere un amico alla Casa Bianca può tornare utile.

Passeremmo in un colpo solo da Gianni Cataldino al presidente degli Stati Uniti; e scusate se è poco (con tutta la stima per Cataldino)...

Bando alla bella politica fatta di ideali e di valori, per Obama abbiamo già una lista di favori da chiedere.

Tanto per cominciare, pensando alla nostra città dissestata, gli chiederemmo un nuovo piano Marshall soltanto per Taranto. Possibilmente in euro, dato che il dollaro ormai lo schifano persino i tassisti portoricani.

Poi gli daremmo una lista di palestre da invadere. Hanno invaso l’Iraq a uecchio; cosa gli costerà occupare militarmente le palestre delle nostre dirette concorrenti nella lotta per la salvezza? Inventiamoci che pure Aversa, Centro Ester, Manfredonia, Massafra, Ostuni e Scafati nascondono armi di distruzione di massa...

Gli chiederemmo di completare l'unità d'Italia con l’annessione di San Marino (perché esiste? Ce lo siamo scordato durante il Risorgimento?) e di provvedere al bombardamento di tutti i call-center, nonché allo spostamento dello scudo stellare in modo tale da intercettare i missili della Piccione.

Se poi rinchiudesse a Guantanamo Sua Sfrontatezza la gioielliera, sarebbe cosa gradita.

Forza Obama, vinci per noi!

 

NOTE:

(1) Cfr. SEVERGNINI, B., Italiani con valigia, Rizzoli, Milano, 1993, pag. 175.

La foto del comizio di Obama è tratta da http://sc.barackobama.com.

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