Il decalogo di Capello
Nei giorni scorsi si è discusso dei nuovi orientamenti “educativi” che Fabio Capello avrebbe imposto alla nazionale di calcio inglese e che sono stati riassunti nello specchietto riportato più in basso (tratto dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 7 febbraio 2008, pag. 18).
Alcune norme del “decalogo” le comprendo e le condivido.

Mangiare allo stesso tavolo o indossare lo stesso tipo di tenuta serve – credo – a rafforzare la coesione e il senso di appartenenza al gruppo-squadra. Anni fa, come racconta lo scrittore anglo-veronese Tim Parks, l’ex-presidente del Verona, Claudio Pastorello, intuì che nel Bari qualcosa non andasse per il verso giusto osservando alcuni dettagli in aeroporto, dopo una sconfitta dei pugliesi:
Pastorello risponde di aver notato fra i giocatori del Bari un paio di comportamenti che gli hanno fatto una brutta impressione. Per esempio, alcuni indossavano la divisa sociale e altri no. Poi il direttore sportivo aveva rimproverato i giocatori per la maleducazione mostrata con gli addetti al check-in. - Ha fatto bene a fargli la ramanzina, ma non davanti a me. In realtà li stava sgridando perché avevano perso la partita.
Come nella conversazione di ieri con Foschi, resto colpito dall’estrema sensibilità per le dinamiche di gruppo di questi uomini, che non hanno mai studiato psicologia. [1]
Altre norme del decalogo di Capello mi risultano incomprensibili, in particolare quella che vieta i soprannomi e quella sull’obbligo di presentarsi alle partite in giacca e cravatta.
NOTE:
(1) PARKS, T., Questa pazza fede, Einaudi, Torino, 2002, pag. 236.
La foto di Fabio Capello è tratta da http://it.wikipedia.it.
Federica, mandaci una cartolina!

Federica Tonon, schiacciatrice della Telcom Ostuni, in questo momento dovrebbe trovarsi negli Stati Uniti, impegnata in tornei internazionali di beach-volley. Ha saltato la partita con il Valenzano e quella con l’Orion Napoli.
Negli Stati Uniti in questo periodo fa freddo; molti stati del nord dovrebbero essere addirittura coperti di neve. Allora i casi sono due: o quelli di Federica sono tornei indoor oppure la ragazza si trova in un luogo caldo, magari alle Hawaii, dove l’ex-nazionale italiana di beach-volley ha già dimorato per un certo periodo.

Ora, se le Hawaii sono quel posto da favola che vediamo anche in queste foto, per quale ragione la Tonon dovrebbe affrettarsi a rientrare da questo paradiso terrestre...?
Gioca tutti i tornei che vuoi, Federica! Resta a goderti il sole, il mare, i tramonti, le palme, le danze hawaiiane. Quando capitano altre occasioni così?
Anzi, invita pure qualche tua compagna di squadra (la Piccione e la Favino, senza fare nomi); socializza questa bella esperienza.
Potresti rientrare con calma a Ostuni a metà aprile, dopo la 22^ giornata di campionato. Questo è il mio invito disinteressato.
In subordine, portaci un ricordino o mandaci una cartolina: l’indirizzo è AS Polisportiva Palafiom, via Golfo di Taranto 16, 74100 Taranto, ITALY. Grazie.

NOTE:
La tattica è questa: nel girone d’andata si fa amicizia con le avversarie; in quello di ritorno... si batte cassa: mozzarelle, dna, cartoline...
Le foto sono tratte da http:// en.wikipedia.org e da www .weissmantours.com.
La domenica al parquet

Il campionato di serie B2 sabato prossimo osserverà un turno di riposo, ma in casa Palafiom c’è chi è chiamato a fare gli straordinari.
Domenica 2 marzo, infatti, si disputeranno le semifinali regionali del torneo Under 18, articolate quest’anno in due gironi da tre squadre ciascuno. Nel primo si affronteranno Foggia, Altamura e San Vito dei Normanni (a Foggia). Le gare del secondo girone saranno ospitate tutte al Maria Pia: alle 10.30 si affronteranno Palafiom e Sport Fit Center Lecce; alle 15.30 la perdente del primo incontro giocherà contro la Telcom Assi Amatori Brindisi; alle 17.30 sarà la vincente di Palafiom-Lecce ad affrontare la squadra brindisina.
La vincente del girone ospitato a Foggia e la vincente del girone ospitato a Taranto si contenderanno il titolo regionale Under 18 in una finale secca in campo neutro il prossimo 9 marzo.

Intanto concentriamoci sulle semifinali e diamo un’occhiata alle nostre avversarie.
La Sport Fit Center ha dominato il girone leccese con punteggi da brivido nella regular season (8 vittorie su 8 partite, 24 set vinti e uno perso). La mascotte è un cane San Bernardo di peluche, quindi ci sarà una sfida nella sfida tra il cane e Winnie the Pooh.
Non è da meno la Telcom Assi Amatori Brindisi: 10 vittorie in 10 partite, 30 set vinti e uno perso. La Telcom Assi Amatori Brindisi non va confusa con la Telcom Assi Manzoni Brindisi o con la Telcom Ostuni. Ma la Telcom sponsorizza tutte le squadre della provincia di Brindisi...?!
Comunque sia, il girone è composto da tre grandi squadre che daranno spettacolo. Siamo certi che Désirée e compagne terranno alto l’onore della Palafiom anche in questa occasione.
Ed a sostegno dei nostri gioielli di famiglia, che stanno rinnovando le nobili tradizioni della società nel settore giovanile, serve – come suol dirsi – tutto il calore del Maria Pia!
Manfredonia-Palafiom Taranto 0-3

Sabato 23 febbraio 2008 – ore 18.00
La matematica ce lo consente: Valenzano è irraggiungibile, ma se vincessimo tutte le restanti partite con tre punti e Trani e Orion Napoli le perdessero tutte tranne una, potremmo ancora aspirare al secondo posto che vale i play-off per la B1.
Perché la Palafiom vista a Manfredonia è da B1.
E’ da A1!!
E’ da Olimpiadi!!!
Che partitona!!!!!
Ma andiamo con ordine.
La prima previsione della chiromante Clara si avvera: Ivana, in mattinata, prende 30 e lode all’esame di diritto penale. Leggermente sbagliata soltanto la previsione della durata: 25 minuti invece dei 5 sentenziati dall’indovina.
Durante il viaggio in auto scopro che Alessandra pizzica e no’ pare. La ragazza di solito non parla molto, ma oggi si sbilancia e mi annoto una frase con cui potrò ricattarla per il resto della sua carriera. Fra l’altro, esame brillantemente superato anche per lei dieci giorni fa. E’ proprio un momento d’oro per la Palafiom!
Anche Clara avrebbe superato un concorso, ma la sede è troppo lontana; fino alla fine sorgerà qualche intoppo burocratico.

Simona Mucci è imprudente e tocca la borsa del ghiaccio prima di entrare nel palazzetto. La cosa dovrebbe portare sfiga, ma, come vedremo, la scaramanzia ogni tanto è fatta per essere smentita.
Durante il riscaldamento Clara e Sonia intrecciano le loro tute, altro rituale scaramantico. Non ho parole. Ogni settimana scopro cose nuove.
Quando coach Delli Carri, influenzato, arriva al PalaDante, Marcello non è particolarmente cordiale: “Non avvicinarti. Non mi infettare. Non infettare le mie giocatrici...”
Tra le sue giocatrici c’è una novità: mentre Stefania è rimasta bionda, Roberta è diventata nera. Il cambiamento non intacca il fascino, ma almeno così è più facile distinguerle.

Ogni tanto mi chiedo: le gemelle Liguori sono tante o sono poche?
Di norma si nasce uno alla volta; da questo punto di vista le gemelle Liguori sono tante ed è senz’altro una fortuna per l’umanità che cotanto splendore sia stato prodotto in duplice copia. Da un altro punto di vista, però, sarebbe stato ancora meglio se di gemelle Liguori ne fossero nate – contemporaneamente – tre miliardi e duecento unità, così da soddisfare l’intero genero umano. In questo senso due gemelle sono poche “perché la bellezza di una donna – scrive Coetzee - non appartiene solo a lei. Fa parte del tesoro con cui approda in questo mondo. Ha il dovere di spartirla”. [1]
Per coach Marcello credo che siano troppe; sarebbe stato meglio non affrontarne alcuna.
Per coach Delli Carri credo che siano poche; qualche altra Liguori sarebbe tornata utile alla causa.
Per Enzo non saprei se due sono poche o sono troppe.
Prima di andarmi a sistemare in un angolo sperduto del palazzetto (da cui le foto risulteranno orribili; mi scuso con i lettori) per gestire la telecamera, Marcello mi concede nuovamente l’esperienza mistica di raccogliere i palloni alzati da Alessandra-Mani-Fatate. Che precisione. Che tocco. Godo. Che delicatezza.
Meno delicata è la pallonata che finisce sul volto della sua collega sipontina, per fortuna senza gravi conseguenze.

In partita anche Michela riceverà una pallonata, che susciterà ulteriore motivazione agonistica.
Si comincia. La Conscoop Manfredonia schiera Marilena Montenegro palleggiatrice, Loredana Montenegro opposto (anche quando a casa si siedono a tavola, osservano lo schema e mantengono le posizioni per tenersi in allenamento), Roberta Liguori e Moira Giovino di banda, Luciana La Torre e Giusy Scarale centrali, Lucia Fusilli libero. In panchina: Stefania Liguori, Rosanna Prencipe, Ilaria Barbaro, Ida Lioi e Carla Martino.
Palafiom con Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci di banda, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Ivana Gallo Ingrao libero. In panchina: Rossella Garaguso, Paoletta Marcianò e Silvia Mastandrea. Per la prima volta in panchina c’è anche il presidente Marco Urago, che farà sentire la sua voce.

Decido di sperimentare delle riprese video creative. Perché tenere la telecamera fissa quando esiste la possibilità di fare anche zoom e primi piani? Il caso vuole che nel primo set, quando cioè tento queste sperimentazioni, nella metà campo in favore di telecamera ci sia il Manfredonia. Sarà sempre a seguito di una circostanza casuale che i primi piani ripresi in video saranno quelli delle gemelle...
Primo set
Il primo punto è già un buon indizio: attacco determinato di Sonia e difesa locale non propriamente reattiva. Replica La-Torre-non-gemella e bis del nostro opposto da posto due (1-2). Fallisce, invece, l’attacco della Giovino e c’è un’invasione di Loredana Montenegro seguita da un bell’attacco di Simona-di-metallo. E’ la prima fuga della Palafiom (1-5) e coach Delli Carri chiama il primo time-out.
E’ la svolta dell’incontro. Il tecnico manfredoniano dimentica, infatti, di essere infettivo e con il time-out le giocatrici gli si avvicinano in modo fatale: il malessere del tecnico contagia le atlete compromettendone la prestazione.

Ma prima che il virus dell’influenza entri in circolazione, una bomba di Roberta consente al Manfredonia di pareggiare (6-6).
La Palafiom sfrutta qualche errore delle sipontine e coach Delli Carri inaugura la serie di sostituzioni richiamando la gemella nera, murata da una Silvia in gran forma (6-11). A tenere in corsa le padrone di casa è una Scarale particolarmente combattiva, ma Michela, sebbene non ancora stuzzicata dalla pallonata sul volto, mette giù un mani-fuori ed un muro (7-13).
La difesa delle rossoblu ormai si è assestata e Sonia – travolgente in questo parziale – aumenta il vantaggio (7-15).

Break di quattro punti delle sipontine: bel secondo tocco della libellula, ace sporco della Scarale, inconsueto errore di Ale e attacco lungo di Michela (11-15).
Un muro a due Silvia-Sonia soffoca la rimonta manfredoniana e all’ulteriore ace di Marilena replicano Supersilvia con un gran primo tempo e Sonia con un pallonetto fantastico (13-19).
Dopo la giovane Barbaro, il tecnico locale manda sul parquet anche Stefania Liguori e la Prencipe, ma Manfredonia continua a commettere troppi errori.
Punto in battuta di Sonia e attacco riuscito da posto quattro di Simona (14-23). Sembra fatta, ma il Manfredonia ha una reazione d’orgoglio e va a segno con Luciana La Torre e con un muro della Scarale (19-23), sospinti dalle decisive urla di incitamento di Roberta dalla panchina.
Urla che si sentono fino a Cerignola. Quando litiga con qualcuno, l’interlocutore non deve avere vita facile.

Questa volta è Marcello a chiamare un time-out. Lungo scambio tenuto in vita dalle strepitose difese di Michela e della Fusilli e poi “assassinato” da una doppia della Prencipe. Un ulteriore errore, questa volta in attacco, del Manfredonia consente alla Palafiom di chiudere il set sul 19-25.
La Palafiom sta giocando in modo egregio: Ale è ispirata, Ivana difende alla perfezione, Silvia sta disputando forse la migliore partita stagionale e in attacco affondiamo colpi da tutte le parti. Lo score relativamente basso (per ora) dei nostri martelli è bilanciato da una Sonia eccellente (5 punti). Soltanto Clara è ancora un po’ in ombra, ma questi sono gli effetti dei concorsi vinti dove non dovrebbe e della settimana di militanza nella Tempesta...
Secondo set
Gemelle Liguori in campo contemporaneamente: Stefania trova le mani del muro ospite e Roberta mette giù una diagonale stretta, mentre i tentativi di Clara continuano ad essere difesi (3-2). Rinuncia all’assunzione...! Fai ancora in tempo...
Visto che adesso l’unica gemella bionda è rimasta Stefania, presumo che sia lei ad avere ispirato il cartellone affisso sui muri del palazzetto.
Michela ha fame di punti, ma il sorpasso della Palafiom è frutto di tre capolavori consecutivi di Sonia (attacco di potenza, pallonetto e muro a due con Silvia), agevolati dai consueti servizi efficaci di Alessandra (4-7). In macchina la nostra palleggiatrice ha detto che non ha ancora ...omissis...
Mani-fuori Scarale e tocco di seconda della Prencipe, che poi, però, palleggia in modo falloso (6-8).
Michela sfiora l’ace-culo agevolato dal nastro, ma in ogni caso è Sissa a ottenere il punto (6-10).
Passa una diagonale della Giovino, passa anche La-Torre-non-gemella dal centro e Simona tira sulla rete (11-11). Questo dev’essere l’effetto del contatto con la borsa del ghiaccio, ma non durerà a lungo: ancora una volta il martello lizzanese riserverà i suoi colpi migliori per la fase finale dell’incontro.

Stefania prima tira fuori misura poi trova una diagonale imprendibile (12-12). E’ una delle rare concessioni del muro della Palafiom, che questa sera ha smorzato molti attacchi delle avversarie trasformando, con il contributo di una difesa impeccabile, le azioni offensive altrui in contrattacchi efficaci.
Difende bene anche il libero sipontino, ma finalmente Clara si sblocca con una bella fast e torniamo in vantaggio (12-13). Anzi, andiamo in fuga perché, con Mucci in battuta, Manfredonia tira due volte fuori, Michela mette a terra una palletta velenosa e Clara va a segno con un primo tempo dopo che un tiro di Michela era stato murato (dalla rete, secondo la contestazione del pubblico locale). Siamo 12-17.

La Palafiom adesso riesce a contenere anche la giocatrice più in forma del Manfredonia, Giusy Scarale, difesa due volte da Clara, e Michela è scatenata: lungolinea e mani-fuori intervallati da un muro a due Ale-Silvia (13-21). Che squadra! Che gioco!
Altro muro di Silvia (13-22) e reazione della Scarale, ma una favolosa diagonale di Michela, regina del posto quattro, toglie speranza alle sipontine (15-23). Concediamo due errori in battuta, ma un mani-fuori di Sonia (16-24) e un primo tempo furbetto di Silvia, che mira al posto sei incustodito, chiudono il parziale sul 17-25.
Terzo set
Nella metà-campo avversaria torna Marilena Montenegro, ma pesa l’assenza giustificata di Enzo Liguori (a cui rinnovo i saluti ed i complimenti per la “produzione”).
Il primo attacco vincente è di Luciana La Torre, appena cinque punti stasera, irriconoscibile rispetto alla strepitosa partita di Taranto, quando fu la migliore delle sue.
Simona e Clara replicano ai colpi del Manfredonia (2-2).

Ace di Sissa, che sta riscaldando il braccio, attacco di Michela, ormai indifendibile, e palletta di Roberta (4-5).
Dopo un punto di Michela, la rotazione prevede che Roberta venga a trovarsi in posto uno, proprio sotto la telecamera dove mi trovo io. Questa circostanza coinciderà con il momento peggiore per il Manfredonia, che subirà otto punti di fila, e questo determinerà una certa irritazione che Roberta esprimerà, di volta in volta, con termini qui irriferibili. Spero che non ci sia anche l’audio nella telecamera.
Dal centro della rete Silvia smanaccia la palla dove non c’è nessuno, poi Sonia schiaccia su una Fusilli questa volta non impeccabile e si va al primo time-out tecnico sul 4-8.
Al rientro in campo, la Giovino prova a passare per tre scambi consecutivi ma viene sempre difesa da una Palafiom che adesso gioca proprio alla perfezione. A terra non cade più nulla; grande Ivana.

Punto di Silvia, muro di Alessandra ed erroraccio della Barbaro, che appoggia a lato (4-13).
Dopo il time-out di coach Delli Carri, Marilena compie una magia restando sospesa nell’aria a domare un pallone difficile e passando alla Scarale un primo tempo che interrompe la corsa delle rossoblu (5-13).
Poi riprendiamo a difendere tutto, tranne un attacco di Stefania da posto due (7-14), e consentiamo a Simona-di-metallo e a Sonia di incrementare il vantaggio (7-17).
Coach Delli Carri tenta di scuotere la propria squadra con una serie di sostituzioni, ma la Palafiom continua a dare spettacolo: magnifico lungolinea di Mucci e secondo tocco da antologia di Alessandra (8-20).
Stefania trova un secondo muro-punto in questo set (10-20) e c’è poi uno scambio lunghissimo alimentato da interventi difensivi efficaci su entrambi i fronti, ma a risolvere la situazione è un magico pallonetto di Simona (10-21), grande protagonista di questo finale.
La Mucci va a servire. Primo ace. Poi Michela segna il dodicesimo punto personale, che le permette di essere top-scorer anche questa sera. L’ultimo punto è un ace lungolinea di Sissa e il parziale termina con un punteggio che nessuno avrebbe preventivato (10-25).

Non sappiamo se sono più belli i tre punti guadagnati in classifica oppure se è la prestazione della Palafiom a rappresentare il miglior elemento di fiducia per il futuro. Comunque sia, il ciclo di scontri diretti è iniziato come meglio non si poteva: in classifica guadagniamo tre punti sullo stesso Manfredonia, sullo Scafati e sull’Aversa, uno sul Massafra e domenica sera attendiamo buone notizie da Napoli e da Potenza.
Riguardo alle sipontine, mi pare che sia mancata un po’ di convinzione dopo che la partita ha preso la direzione della Palafiom. Più meriti delle rossoblu, comunque, che demeriti del Manfredonia, squadra che era e resta forte. Dobbiamo cercare di salvarci tutti e due!

Comunque le sorelle Liguori, nonostante l’amarezza per la sconfitta, acconsentono a spartire la loro bellezza – come diceva Coetzee – per la tradizionale foto ricordo. Dobbiamo farne una all’anno così monitoriamo i loro progressi ed i miei regressi.
Uscendo dal palazzetto, Michela attraversa la strada bloccando le automobili con le testuali parole: “Fèrmati ché sono di Taranto e ho vinto”.
Esistono, di norma, due tipi di riconoscimento nella pallavolo: il primo è formale e lo fanno gli arbitri prima delle partite; il secondo è informale e lo fa la Palafiom nelle città in cui gioca e negli autogrill. Riconoscimento nel senso che ci facciamo sempre riconoscere...

La birra ingurgitata per l’occasione si chiama “Strong Ale”, che vuol dire “Forte Alessandra”, nome quanto mai rispondente alla prestazione della nostra mitica palleggiatrice. Che in macchina ha detto...
La società ha iniziato anche a pianificare il proprio futuro.
Ci saranno investimenti nel settore dell’agricoltura, alcune giocatrici ed ex-giocatrici saranno responsabilizzate nel fund-raising ed organizzeremo ogni anno un torneo maschile e femminile.
Di più, per ora, non possiamo dire.
Speriamo solo che non ci fossero microfoni nascosti nell’autogrill di Bisceglie-Dolmen.

A grande richiesta (della sola interessata...), comunico che nelle 14 partite su 18 in cui ho rilevato gli scout, Michela ha realizzato 227 punti in 54 set con una media di 4,20 punti a set (ossia 16,21 punti a partita). E scusate se è poco.
Altri risultati: Valenzano-Scafati 3-0, Salerno-Trani 3-1, Massafra-Lanciano 3-2, Manoppello-Aversa 3-1, Orion Napoli-Ostuni 3-1, Potenza-Ester Napoli 3-1.
Classifica: Valenzano 50, Orion Napoli 44, Trani 43, Potenza 35, Lanciano 31, Salerno 30, Manoppello 27, PALAFIOM 23, Scafati 20, Ostuni e Massafra 19, Manfredonia 17, Ester Napoli 15, Aversa 5.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 305,00; Salerno 250,00; Aversa 200,00; Trani e Lanciano 80,00; Massafra 50,00; Manfredonia, Manoppello, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.
Passettino in avanti dell’Aversa (40 euro per insufficiente e inadeguato servizio asciugatura), ma la zona podio è ancora distante.
Sangue del nostro sangue: Marianna-Roma 3-0, Mercato San Severino-Marcella 3-1.
Prossimo turno: PALAFIOM-Massafra, sabato 8 marzo, ore 18.00 al Maria Pia.
NOTE:
(1) COETZEE, J.M., Vergogna, Einaudi, Torino, 2000, pag. 18.
Le foto di repertorio del primo piano di Ivana e del servizio di Simona sono di Franco. La foto del... papavero è tratta da http:// en.wikipedia.org.
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Da oltre quattro mesi le squadre di pallavolo tarantine, Palafiom ed Eurobios, sono oggetto di una forte offensiva dalla Campania, dall’Abruzzo, dalla Basilicata e dal nord della Puglia. Schiacciate, primi tempi, aces e pipes stanno mettendo a dura prova le nostre atlete. E, come se non bastasse, per due volte all’anno, Palafiom ed Eurobios si affrontano in una guerra civile senza esclusione di schiacciate.

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NOTE:
Ho disegnato giocatrici generiche. Eventuali somiglianze sono casuali.
Che fretta c'era?

Un ex-terrorista, nonché narcotrafficante (almeno secondo Pino Arlacchi e il Washington Times), Hashim Thaci, proclama l’indipendenza del Kosovo e dopo un paio di giorni arrivano i riconoscimenti di molti Paesi occidentali, Italia compresa.
L’88% della popolazione del Kosovo è albanese e questo non si può ignorare (come non si può ignorare che è tedesco il 70% della popolazione dell’Alto Adige...), ma era proprio necessario decidere così in fretta? I riconoscimenti delle pensioni di invalidità giacciono nei cassetti per mesi; un nuovo Stato viene riconosciuto in poche ore... Senza porsi alcune domande:
1) Cosa succederà alla minoranza serba e allo straordinario patrimonio storico-culturale ortodosso? Durante il pogrom antiserbo del 2004 vennero distrutti monasteri secolari e furono uccise decine di persone (che valgono ovviamente più di tutti i monasteri del mondo).
2) Quali conseguenze ci saranno nel resto dei Balcani e in particolare nella Bosnia, splendida e delicata, il cui equilibrio si regge su un filo? Il principio di autodeterminazione può valere, a questo punto, anche per l’entità serba della Bosnia?

3) Cosa succederà al diritto internazionale ora che il principio della sovranità nazionale è stato violato?
4) Cosa succederà quando uno stronzo qualunque (Borghezio, poniamo) proclamerà l’autodeterminazione della Padania o di qualche altra cosa?
La questione kosovara è complessa e non si può essere semplicisticamente filo-serbi o filo-albanesi. Ma proprio per questo, a farmi rabbia è la leggerezza e l’incredibile velocità con cui si è deciso di riconoscere questo nuovo Stato.
Il Vaticano ci ha messo 45 anni per riconoscere lo Stato di Israele (nonostante l’avallo dell’ONU, che nel caso del Kosovo ancora non c’è); Taiwan esiste dal 1949 e l’Italia non l’ha mai riconosciuta eppure non è crollato il mondo. Perché tutta ‘sta fretta per il Kosovo? Un governo già morto si è assunto questa responsabilità in appena 72 ore dopo essere stato capace, per quasi due anni, di “indecidersi” su tutto o quasi.

Se per la società della Palafiom nulla osta, alla prossima partita casalinga voglio fare una protesta simbolica e un atto di solidarietà con una minoranza in pericolo appendendo una bandiera serba al Maria Pia. Tanto con il rosso e il blu ci siamo; in più c’è anche il bianco, ma spero che non sia un problema.
NOTE:
Le foto sono tratte da www.kosovo.net, da www.repubblica.it e da www.ossrb.org.
Addio, Palafiom. Clara torna a giocare nella Tempesta

Quella foto a pagina 19 del Corriere del Giorno di ieri è stata uno shock per tutti, ma purtroppo ormai il dado è tratto: Clara Clemente, bandiera della Palafiom Taranto, indossa già la maglia della Tempesta, altra formazione del capoluogo.
Il “patto del Castellino” è prematuramente sciolto. Dopo tante stagioni nella compagine di coach Presta, la forte centrale ha deciso di laciare la società di via Golfo di Taranto.
“Non ci sono stati problemi particolari – spiega la Clemente – ma mi sono accorta di non avere più stimoli. Le piccine d’oro della squadra ormai sono diventate grandi e il mio ruolo di Mamma Chioccia qui è esaurito. Adesso il mio obiettivo è quello di rilanciare la Tempesta, come in passato. Ma con le ex-compagne della Palafiom continuerò a giocare a ping-pong al termine degli allenamenti al Maria Pia.”

Coach Marcello ha preso atto della decisione della sua ex-giocatrice:
“Ringrazio Clara per la professionalità dimostrata in tutti questi anni. Lei ha cambiato la Palafiom, lei l’ha resa competitiva, lei si è sempre posta come modello di serietà e di bravura in ogni partita, in ogni allenamento, attraverso ogni gesto dentro e fuori dal parquet.
Accetto con amarezza la sua decisione di trasferirsi alla Tempesta, ma la rispetto. D’altra parte gli stimoli e le motivazioni sono fondamentali per un’atleta. Guardate la foto sul giornale di ieri: il cambio di casacca sembra averla già ringiovanita...
Auguro a Clara una radiosa prosecuzione della carriera.”
Scoperti altri pizzini: Provenzano tifava Palafiom

“Dite a Tore di incaricare Uccio di sciogliere nell’acido gli arbitri di Tuglie-Palafiom se non fanno vincere la squadra tarantina sabato prossimo”.
Da un nascondiglio del rifugio del boss mafioso Bernardo Provenzano spuntano altri pizzini, i bigliettini scritti a macchina con cui il capo di Cosa Nostra, latitante per 40 anni, dava disposizioni ai propri affiliati.
E si aprono scenari inquietanti e impensabili. Non soltanto il boss delineava le strategie militari di Cosa Nostra, non soltanto orientava il voto politico e stringeva accordi finanziari, ma addirittura influiva sui campionati di pallavolo.
Bernardo Provenzano tifava per una squadra di pallavolo femminile di Taranto, la Palafiom, vincitrice dell’ultimo campionato di serie C e attualmente in B2.
Tifava al punto da non poter tollerare che le ragazze di coach Presta mancassero l’obiettivo della promozione.
Insieme alla biancheria, il boss si faceva portare nel covo i ritagli degli articoli di Giuseppe Di Cera e di Pietro Cinieri, articoli che lo rassicuravano dato che la Palafiom nella scorsa stagione procedeva come un treno. Come nu tratturi...
Dopo Palafiom-Ugento 0-3, però, Provenzano iniziò a preoccuparsi. Totuccio Buscemi, un pentito sottoposto al programma di protezione del Ministero degli Interni, racconta che il boss era imbufalito e gridava vendetta.
Prima spedì un pizzino all’allenatore della Palafiom: “Chiudile in palestra. Non farle uscire per una settimana”.
Poi fece mettere un sonnifero misto a candeggina nelle bottiglie usate dal San Giorgio Jonico, liquidato in un’ora nell’incontro successivo. Infine si organizzò per evitare che il sogno della B2 svanisse e per tutelarsi scrisse il pizzino trascritto in apertura, predisponendo un’atroce vendetta per gli arbitri della partita decisiva, Tuglie-Palafiom.
Incaricò un sicario, conosciuto come Pino lu Moro, di far sapere agli arbitri, nei modi dovuti, quale fosse il risultato gradito al boss ed in effetti nel referto si fa riferimento ad un isolato tifoso che durante l’incontro minacciò i direttori di gara.

In tribuna c’era un altro picciotto di Provenzano, Alfio Cucullo, che, al termine della partita vinta per 3-2 dal Tuglie (risultato comunque utile alla Palafiom per la promozione), inviò un pizzino prioritario al boss. Cucullo, ignorando che alla Palafiom bastasse solo un punto per ottenere la promozione, ritenne che l’ordine di Provenzano (“far vincere la Palafiom”) fosse stato violato e scrisse:
“Minchia, perse la Palafiom! Procediamo con l’acido?”
A stretto giro di pizzino, il boss di Cosa Nostra rispose:
“Soprassediamo. L’importante fu arrivare in B2. Il punto che serviva arrivò. Dimmi solo se Tuglie scassò troppo la minchia perché prima o poi in Sicilia devono venire per i play-off interregionali e gliela facciamo pagare...”.
Ma il sicario fornì al boss una risposta conciliante:
“Nellu parquet scassarono la minchia e pure assai, soprattutto nel primo set. Ma prima e dopo la partita galantuomini furono”.
Come mai Bernardo Provenzano è così legato alla Palafiom?
Sempre secondo le rivelazioni del pentito Buscemi, la passione nacque dai play-off 2005-’06, che si svolsero in provincia di Catania ed ai quali Provenzano fu invitato da un’ex-giocatrice della Palafiom oggi domiciliata in Sicilia (Marcella S., che nei confronti delle avversarie utilizza sul parquet le stesse strategie intimidatorie di Cosa Nostra). Il boss assisté a tutte le partite della final-four e divenne un tifoso sfegatato. Dopo la sconfitta della Palafiom all’ultimo ostacolo, ordinò una strage: un camion imbottito di tritolo avrebbe dovuto far saltare in aria il palazzetto di Aci Castello, piano poi sfumato a causa del congegno elettronico difettoso.
Rigorosamente muti i dirigenti della Palafiom. Uno scarno comunicato informa che la società apprende solo adesso e solo dalla stampa del presunto interessamento di Cosa Nostra alle proprie vicende agonistiche.
L’Italgest Tuglie ha invece chiesto alla FIPAV di revocare la promozione in B2 della squadra tarantina, proponendo la ripetizione della partita a porte chiuse.
NOTE:
Le foto di Provenzano sono tratte da http://it.wikipedia.org e da www.ansa.it.





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