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Un'anima divisa in due

di skanderbeg69 (30/01/2008 - 21:02)

Neanche avevo finito di parlare di conflitto d’interessi che sul sito del Massafra compare la notizia che il nostro dottor Formoso è (anche) medico sociale delle nostre avversarie e vicine di casa.

Tradimento!

Sarà interessante monitorare l’attività del fisiatra nella settimana che precederà il derby. Mi raccomando, ci riveli tutti gli eventuali disturbi delle massafresi... Bando ai dati sensibilissimi protetti dalla privacy...

A proposito, dotto’, dia un’occhiatina a Zaby ché ultimamente l’abbiamo vista un po’ sciupata la piccina. Non ci faccia stare in pensiero.

 

NOTE:

L’immagine è tratta da www.volleymassafra.net.

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La politica come lo sport: apriamo agli stranieri

di skanderbeg69 (30/01/2008 - 17:25)

Il governo Prodi è caduto. C’è chi è contento e chi no. Io sono convinto che a sinistra come a destra e al centro ci siano molti elettori che continuano a credere che la politica debba essere guidata dai valori e dall’etica e che non si sentono rappresentati da questa marmaglia di avidi ed arroganti signorotti feudali. Tutti questi cittadini sanno che l’Italia procede verso una sconvolgente quanto silenziosa deriva morale, peggiore della  fase storica scoperchiata da quella meravigliosa (e breve) stagione di legalità ricordata con il nome di Mani Pulite.

   E lo spettacolo vergognoso del voto di sfiducia a Prodi ne è solo l’anticipazione. Non il voto in sé, ma l’aver trasformato il Parlamento in una bettola di periferia in cui persino i contrabbandieri di sigarette si sarebbero sentiti in imbarazzo.

In passato, fino a pochi anni fa, si utilizzavano i princìpi a seconda della convenienza di parte. Il principio dell’onestà veniva sbandierato solo dall’opposizione quando chi governava rubava, ma era almeno sottinteso il disvalore del rubare.

Adesso non c’è più neanche quello. La solidarietà totale, da maggioranza e opposizione, a un ministro nel momento in cui viene indagato (e per il solo fatto di essere indagato) è la certificazione che la questione morale è morta e sepolta.

Chiunque vinca le elezioni nei prossimi mesi non farà che peggiorare la situazione visto che ormai il marcio, la furbizia, gli interessi privati sono diventati valori condivisi a destra come a sinistra dalla casta dei politici. Spero non dai cittadini.

La democrazia è sacra e i partiti sono necessari; i comici, ottimi comici, che pretendono di assegnare bollini andranno incontro a situazioni equivoche se commetteranno l’errore delle candidature dirette.

Voteremo, dunque.

   Ma chi vota a sinistra non dimentichi che la politica progressista e ambientalista è cosa ben diversa da quel programma di 281 pagine che peraltro non è mai uscito dal cassetto, dalla marea di voltaggabana che abbiamo visto all’opera, da certi ministri e sottosegretari impresentabili, dall’affossamento definitivo del conflitto di interessi, dall’indulto per i reati finanziari, dalla guerra ai magistrati piuttosto che alla mafia e alla corruzione, da simboli bocciati dalla storia, da un ministro dell’Ambiente (verde) la cui efficienza è misurabile dallo stato delle strade della sua stessa regione, da un nuovo leader che parla di bella politica ma si sta già rivelando un bugiardo. [1]

Il salvatore della sinistra avrebbe dovuto essere tale Nuccio Cusumano, pluritrasformista e già indagato per 416 bis, cioè per mafia (poi assolto). Clemente Mastella lo ha rimproverato di ingratitudine: “E’ stato un tradimento atroce in termini umani. Io l’ho candidato che aveva il 416 bis; l’ho candidato dietro di me al Senato in Campania, perché l’Ulivo non lo voleva”. [2]

E lo dice (dice, cioè, di averlo candidato ad un seggio sicuro proprio in ragione dell’indagine per 416 bis) senza vergognarsi e senza che nessuno batta ciglio. In altri Paesi, come vedremo, fondati sospetti su fatti assai meno rilevanti stroncano una carriera. In Italia essere indagati è un merito. Più è grave il reato, più brilla il curriculum e scatta il soccorso dei partiti.

   A destra c’è un esempio ancora più eclatante: Totò Cuffaro, uno che festeggia una condanna a cinque anni di carcere per favoreggiamento a singoli mafiosi (ma non alla mafia in modo sistematico; allegria!) e che certamente sarà piazzato in ottima posizione nelle liste per le prossime politiche dal partito che finge di essere la voce più critica del proprio schieramento, dopo che, però, per cinque anni ha diligentemente votato tutte le porcherie del governo Berlusconi.

Io non ho mai votato a destra, ma chi vota a destra in base a dei valori, siano pure conservatori, ha comunque tutto il mio rispetto, a condizione che sia consapevole che nel resto del mondo le destre serie sono esattamente l’opposto di quella massa di corruttori e amici dei mafiosi che inquinano la sedicente Casa delle Libertà o come diavolo vuole chiamarsi adesso.

   Senza contare che anche i valori cristiani sono esattamente l’opposto di quelli testimoniati in privato da Berlusconi, Fini, Casini e Mele. E che il Papa si ascolta anche quando parla dell’accoglienza agli immigrati, non solo quando fa comodo per strumentalizzarlo contro quei comunisti che non sono ancora passati in Forza Italia.

Ora, non è che all’estero siano dei santi, però...

Prendiamo il tanto osannato modello americano, così caro a Berlusconi. Non Cuba o la Corea del Nord, dunque, ma gli Stati Uniti. I responsabili del crac della Enron sono in carcere e ci resteranno per anni (24 – ventiquattro - anni di “carcere vero” all’amministratore delegato!) senza che lì nessuno strilli contro la magistratura o depenalizzi tutto il depenalizzabile.

E poi voglio raccontare un piccolo episodio.

Nel 2004 il quasi-ministro per la sicurezza interna, Bernard Kerik, già nominato da Bush, rinunciò all’incarico perché si scoprì che la sua colf non era in regola con le leggi sull’immigrazione e con alcuni versamenti al fisco. [3]

Era la colf a non essere in regola – attenzione -, non il ministro designato.

  Confrontiamo l’irregolarità della posizione della colf di Kerik con i sette reati per cui è stato indagato il nostro ministro della giustizia (concorso esterno in associazione per delinquere, due concorsi in concussione, tentata concussione, concorso in abuso d’ufficio, due concorsi in falso).

Una commissione britannica presieduta dal giudice Nolan ha stabilito le caratteristiche su cui dovrebbe basarsi la condotta di coloro che servono la cittadinanza: “disinteresse, disponibilità a rendere conto delle proprie azioni, onestà, integrità e trasparenza. Per giunta, chi occupa una carica pubblica dovrebbe prendere decisioni esclusivamente nell’interesse generale.” [4]

Cosa c’entra tutto questo con lo sport? In effetti, l’ho presa un po’ alla lontana. Scusate lo sfogo ma ho già la nausea per quello che ci aspetta nell’immediato futuro. Mai come questa volta la Palafiom non c’entra nulla con quello che sto scrivendo e di cui sono l’unico responsabile.

Nello sport gli stranieri acquisiti dai club italiani hanno arricchito le nostre discipline. Pensiamo alle coppe europee che continuano ad essere vinte spesso e volentieri dalle squadre di calcio italiane. Pensiamo ai vari Zola che hanno imparato l’arte dei calci di punizione guardando Maradona.

   E pensiamo soprattutto al volley italiano, a cui Julio Velasco ha trasmesso conoscenze, metodi e stile. La competitività, ossia il fatto che la nazionale sia da allora una delle più forti del mondo, non è neanche il regalo più bello di Velasco. Forse ne è solo un effetto.

E se si facesse lo stesso con i politici...? Prendiamo per qualche anno presidenti del consiglio, ministri e governatori stranieri che ci facciano crescere con il loro esempio laddove abbiamo qualche... lacuna, diciamo così. Che portino, a destra e a sinistra, un’etica più pulita e rigorosa, una nuova cultura ambientale, esempi di lealtà e di responsabilità, un nuovo modello di amministrazione.

Adattiamo la sentenza Bosman alla politica...

Qual è il problema? Preferireste essere governati da un italiano ladro e incapace oppure da – chessò? – un australiano onesto ed efficiente?

E’ chiaro: anche qui bisognerà saper distinguere i fuoriclasse dai bidoni, ma è l’ultima spiaggia e bisogna tentare.

Tanti Velasco per salvare l’Italia e per uscire dall’era barbarica.

 

NOTE:

(1) Dichiarazione di Walter Veltroni a “Che tempo che fa”, RAI 3, 8 gen 2006: «Davvero io considero che se farò di nuovo il sindaco di Roma nel corso dei prossimi cinque anni, alla fine di questo secondo quinquennio avrò concluso la mia esperienza politica. Sì, perché non bisogna fare la politica a vita; bisogna continuare a fare le cose nelle quali si crede facendo altro; e ci sono tante cose che si possono fare. Io so che quando dico questo tutti mi guardano dicendo: “Eh, guarda che furbacchione; dice così ma non è vero”. Ne parleremo tra cinque anni; si vedrà fra cinque anni se sarà vero o no».

(2) Mastella e le forche caudine di Romano, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 25 gen 2008, pag. 2.

(3) BRICCHI LEE, L., Kerik deve lasciare per colpa della tata, “Avvenire”, 12 dic 2004, pag. 19.

(4) LANE, D., Un paese senza etica, “Internazionale”, n. 566, 19 nov 2004, pag. 21.

Le foto del sen. Strano, del sen. Cusumano, del sen. Barbato sono tratte da www.repubblica.it; quella di Cuffaro da www.regioni.it; quella di Mangano da http://it .wikipedia.org; quella di Velasco da www.gabecapallavolo.it.

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