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1-3, il risultato più irritante

di skanderbeg69 (17/01/2008 - 00:05)

Quando perdi 0-3, come a Manoppello o come con l’Ostuni, ci resti male ma riesci a fartene una ragione. Sei deluso per la prestazione della squadra, ma il risultato rispecchia l’andamento della partita e non c’è nulla da eccepire. Anche restare a secco di punti è una conseguenza appropriata di quella prestazione.

Quando perdi 2-3, può anche darsi che ci siano motivi di rammarico (rendimento altalenante, mancanza di “cattiveria” al tie-break, calo di concentrazione, episodi, ecc.), ma almeno c’è la consolazione del punticino. Che, a seconda dei casi, può anche essere un punto d’oro (come nel derby con il Valenzano).

La cosa peggiore in assoluto è perdere 1-3. In tal caso non si è giocato male, o almeno non sempre. In un set si è raggiunto il traguardo di 25 punti prima dell’avversario. Ed è raro che in questi casi i tre parziali perduti siano tutti stati giocati disastrosamente; almeno in uno, di solito, si è lottato fino alla fine. Non c’è nulla di più irritante, allora, che perdere una partita in cui si è fatto qualcosa di buono e restare completamente a secco di punti.

Prendiamo l’1-3 con il Salerno. Un set vinto bene (25-17) e uno perso sul filo di lana dopo essere stati sul 21-17. E alla fine di questa partita non ci resta nulla.

Oppure la partita con l’Orion Napoli. Eravamo in vantaggio di un set con l’allora capolista (evento già lodevole di per sé), nel terzo set si è lottato sino al 21-23 e alla fine non c’è neanche la consolazione di un punticino.

E il recente derby con il Trani, caso ancora più eclatante: vittoria nel primo set, vantaggio per 23-21 nel secondo, rimonta da 9-16 a 15-17 nel terzo e alla fine si resta con la saccoccia vuota.

Io propongo di attribuire un punto in classifica ogni cinque 1-3 o almeno di assegnare alle squadre che perdono con quel risultato un bonus da 100 euro spendibile in negozi convenzionati. O magari sgravi fiscali...

A parte gli scherzi, quello che trovo discutibile è il fatto (ma chiedo conferma) che a parità di punti in classifica prevalga il maggior numero di vittorie piuttosto che la differenza set che darebbe un valore, sia pur minimo, anche alle sconfitte per 1-3.

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