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Aversa-Palafiom Taranto 0-3

di skanderbeg69 (06/01/2008 - 20:58)

Sabato 5 gennaio 2008 – ore 19.30

Archiviata la bella prestazione contro il Valenzano, riprende la storia infinita della trasferta ad Aversa. Dopo la tormenta di neve e l’autostrada bloccata il 15 dicembre scorso, oggi tocca alla nebbia, al diluvio universale, ai cartelli stradali vacanti e alle barriere di spazzatura. Il terremoto arriverà con qualche ora di ritardo alle 6.15 della mattina successiva.

Non so se è per moda o per fronteggiare eventuali emergenze, ma le ragazze della Palafiom hanno fatto scorta di cuscini e sono attrezzatissime. Silvia indossa un copricapo con cui sarebbe in grado di affrontare anche l’inverno siberiano.

Ci si porta anche da leggere. Mary, in particolare, ha con sé un libro di tale Patrick Suskind intitolato Il profumo di tua sorella. Sottotitolo: colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini. Cos’è? Un manuale su come trattenere le scoreggie?

Qualunque cosa sia, Mary non lo legge con particolare coinvolgimento preferendo dedicarsi al consueto sfilamento degli stivali e soprattutto alla conversazione. Coach Marcello rileva, infatti, che la nostra terapista parla per 33 minuti consecutivi.

Il presidente, dal canto suo, non ha potuto raggiungere la Concattedrale per il consueto saluto alla squadra; ne valuteremo le conseguenze sul piano scaramantico.

Sotto esame è anche Annarita. In ogni caso, per la presenza della dietologa, questa volta non ci si potrà divertire molto a tavola.

Alla guida del pullman c’è ancora Reverseman, il re della retromarcia, il mago delle inversioni.

Si parte alle 10.30, ma alle 14.30 inizia la difficoltosa ricerca di Castelvolturno. Le indicazioni telefoniche non aiutano e sembra che in Campania i cartelli stradali siano inversamente proporzionali ai sacchi di monnezza. Dal canto suo, il Tom Tom riesce soltanto ad urtare i nervi del coach ogni volta che scatta l’allarme autovelox.

Passiamo Capua e Caianello, arriviamo nel Lazio quel tanto per poter dire che siamo stati nel Lazio e facciamo inversione tornando indietro. Si sono fatte le quattro quando intravediamo, grazie all’ennesima retromarcia, l’unico cartello di Castelvolturno nel raggio di 200 chilometri.

   I primi sacchi di spazzatura accumulati li notiamo a Cancello ed Arnone. Non è una coppia di comici di Zelig, tipo Ale e Franz o Ficarra e Picone; è il nome di un Comune del casertano.

E’ impressionante. E’ peggio di Taranto nei giorni dell’emergenza causati dal dissesto dibelliano.

Che peccato: una regione così bella sommersa dalla monnezza.

L’Holiday Inn, in compenso, è magnifico e le atlete, dopo aver mangiato, avranno l’opportunità di riposare un po’. Qualche preoccupazione è legata all’atipico orario di pranzo. La digestione tardiva influirà sulla prestazione in campo? Scapperà qualche ruttino sul parquet? Vedremo.

Intanto Maria Rita, che prima di iniziare una brillante carriera manageriale ha studiato al Maria Pia (la palestra della Palafiom, un segno del destino), ci mostra la struttura. Letti a una piazza e mezzo, piastrelle firmate, piscina, sale convegni. In più ci sono i calciatori del Napoli. Ora fingo di trovarmi per caso e realizzo il mio antico sogno chiedendo a Lavezzi: “Scusa, giovane, mi scatti una foto vicino a Simona Mereu? Mi presti una penna ché mi faccio fare un autografo dalle ragazze della Palafiom?”

   Per la palestra di Aversa basteranno venti minuti – ci dicono. Per prudenza, usciamo dall’albergo alle 17.40. Prima di individuare la palestra “Cimarosa” (che sarà miracolosamente una delle cose più semplici da reperire), il problema è individuare Aversa. Ci perdiamo in svincoli e sottosvincoli, mentre l’irritazione del coach è sempre meno controllata. Mary racconta le proprie esperienze in Albania, durante la rivolta per le piramidi finanziarie, e in Thailandia, quando ha viaggiato su un’imbarcazione di fortuna. Forse lo fa per distrarre il coach; forse per fargli comprendere che nel mondo esistono sciagure peggiori rispetto ad una sconfitta a tavolino con penalizzazione di tre punti, quella sconfitta che ci appare inevitabile e nitida davanti agli occhi, alle 18.35, sotto forma di un cumulo di monnezza in fondo ad un buio vicolo cieco.

Ma dopo l’ennesima retromarcia, riusciamo ad arrivare ad Aversa. Reverseman non infila la strada giusta e le atlete devono percorrere a piedi gli ultimi cento metri. Ma ormai ci siamo; siamo arrivati! Potremo giocare, porca p...a!

Perché mi sono dilungato in questo racconto? Perché questa Odissea in due atti, a mio avviso, è decisiva per comprendere le ragioni di una vittoria così netta. Dopo neve, nebbia, ritardi, digestione, monnezza, buio, terrore di non arrivare, ore e ore sul pullman, le giocatrici della Palafiom si fiondano sul pallone come se fosse un baule pieno di monete d’oro. Scalpitano dalla voglia di giocare. Non vedono l’ora di scaricare sul parquet tutti i travagli di questa Odissea. Aggiungerà qualcuna che avevano anche fretta di chiudere il match per poter fumare visto che tra il pullman e lo spogliatoio non c’è stata neanche una pausa.

La palestra è suggestiva, postmoderna. Il pubblico osserva le partite dall’alto, in piedi. Oltre a quelle di Castelvolturno e di Aversa, anche le indicazioni per i bagni sono poco visibili.

Le padrone di casa scendono in campo con Carmen Brillantino in palleggio, Amalia Battiniello opposto, Carmen Gargiulo e Donatella Carechino di banda, Michela Pelosi e Carmela De Santis centrali, Angela Ianniello libero. In panchina con coach Della Volpe, Sara Zazzaro, Milena Oliva, Martina Orta, Alessia Sigala e Adele Monaco.

Palafiom con Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci schiacciatrici, Rossella Garaguso e Clara Clemente centrali, Simona Mereu libero. Con coach Marcello, che per la prima volta dall’inizio del campionato non sentirà il bisogno di effettuare sostituzioni: Silvia Buso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò e Silvia Mastandrea.

Sugli spalti, a sostegno della Palafiom, Maria Rita e famiglia. Devo dire che fa un bell’effetto trovare tifosi anche in trasferta. Palafiom Club Castelvolturno... Manco la Juventus...

E ricordo al nostro lettore Angeleyes che il 19 gennaio lo aspettiamo a Lanciano.

La Palafiom deve confermare il proprio valore al cospetto di una diretta concorrente per la salvezza. Giocare bene e strappare un punticino ogni tanto a squadre d’alta classifica va bene ma serve a poco se poi si crolla disastrosamente nelle sfide-salvezza (Ostuni e Manoppello, anche se in realtà la squadra abruzzese sembra ora lanciata verso le zone alte, altro che salvezza). Oggi ci si gioca una fetta di permanenza.

Primo set

L’approccio alla gara è ottimo. Clara si accaparra subito il dominio del centro della rete con due muri e una fast, ma la Battiniello replica con due sciabolate. Mani-fuori di Michela, fast di Rossella ed ace della nostra numero sette; è il primo allungo (5-8). Salvataggio difensivo con Ale che va a recuperare un pallone dalla soglia dello spogliatoio, ma la sua collega di ruolo beffa le rossoblù con un secondo tocco in stile-Paoletta (6-9).

Ancora un break Palafiom: mani-fuori Mucci, ace Roxy, pallonetto Clara dopo un’ottima difesa ed altro punto di Simona-di-metallo (6-13).

Coach Della Volpe chiama il time-out e le casertane reagiscono (8-13).

Ma una strepitosa Palafiom, ben orchestrata da un’Alessandra praticamente perfetta, realizza dieci punti di seguito.

Clara, che avverte di più l’astinenza da nicotina, è ancora la mattatrice, ma adesso è in buona compagnia perché anche Sonia e Simona mettono palla a terra. L’Aversa, peraltro, manda fuori o sulla rete i palloni che riesce a giocare.

Sull’ 8-23 è ancora la Brillantino a doversi inventare un secondo tocco per bloccare la valanga di punti delle rossoblù.

Ormai, però, il set è segnato e Simona Mucci è particolarmente scatenata (11-25).

Secondo set

Inesorabile marchio della Palafiom anche sul secondo set sin dai primi minuti: 0-4 con Clara e Simona-di-metallo ancora in evidenza.

Il vantaggio aumenta, nonostante i palloni messi a terra dalla Pelosi (osservata speciale della nostra prima linea) e dalla Gargiulo (5-10), poi Michela realizza il suo secondo ace quotidiano. Il nostro martello spesso e volentieri ha messo in difficoltà la ricezione campana; per il suo nuovo modello di servizio la ragazza si è ispirata alla televisione.

Orgoglio casertano (8-11), ma per la Palafiom si apre un’altra fase estremamente positiva (10-15). Adesso a pesare sono più gli errori della Jambo Aversa che i meriti della Palafiom, finché la De Santis non restituisce efficacia all’attacco locale (11-15).

Scatta, inesorabile, l’ora di Michela Benefico, che in questo parziale realizza 9 dei propri 14 punti personali. Quelli che chiudono il set vanno raccontati uno per uno, giusto per renderci conto di cosa sia stata capace di fare la nostra travolgente laterale.

Si comincia con un mani-fuori da posto quattro (12-18), a cui l’Aversa replica con un break di tre punti (15-18). Poi Michela mette giù una diagonale, lascia spazio ad un primo tempo perentorio di Rossella, chiude a muro, trova un mani-fuori (e siamo 15-22), subisce un primo tempo della Pelosi, realizza un mani-fuori dal lato destro, va immediatamente a servire un ace e attende che il tiro della Battiniello finisca sulla rete (16-25).

Esaltante. Che giocatrice!

Grande Palafiom, ma Jambo Aversa molto al di sotto delle proprie possibilità. La classifica della squadra casertana è fuorviante; le giocatrici campane sanno giocare un buon volley e diranno la loro fino alla fine nella lotta per la salvezza, ma oggi sono piuttosto deludenti.

Terzo set

La Palafiom non si rilassa, sebbene conceda per la prima volta dall’inizio del match un brevissimo vantaggio alle padrone di casa (4-3). Con un primo tempo ed un ace di Clara, il punteggio è subito ribaltato (4-5), ma Aversa si aggrappa con le unghie a questa partita (7-7).

Ancora una volta, però, a metà del set, le rossoblù scaricano sul parquet una sequenza di punti impressionante: primo tempo di Rossella, errore casertano, attacco di Sonia, primo tempo di Clara (17 punti personali), ace sporco della nostra centrale manduriana, muro di Sonia, altro primo tempo di Clara ed altro ace, pulito pulito, di Rossella: è la fuga finale verso la vittoria (8-15).

   Tanti muri (oltre ai sette muri-punto), ottima difesa, grande fluidità di gioco e 12 servizi vincenti per la Palafiom di questa sera. Una prova encomiabile.

Senza dimenticare la sagacia tattica del coach ed il ruolo rivestito dal premio Nobel Michele Formoso e da Mary: Michela è come nuova.

E meno male che qualche stronzo di addetto-stampa (io...) aveva messo in dubbio la sua presenza...

Rientra sul parquet Donatella Carechino. Pugliesi contro. Questa laterale, infatti, è nata a Galatina 27 anni fa; scommetto che a fine partita ci chiederà un passaggio visto che ogni volta che si va in Campania ‘u pulmo d’ ‘a Palafiom ha diventàt’ come a ‘u radio-taxi...

Intanto la Carechino mette a terra la palla del 10-15. Ora che ci penso, Galatina è lo stesso paese della web-master di Forzaragazze.it. Se il martello dell’Aversa si azzarda a farci un altro punto, per vendetta, non mando più gli articoli al sito della sua concittadina.

Il vantaggio della Palafiom riprende ad aumentare con un attacco ed un ace di Simona-di-metallo (11-19).

Fino alla fine, si tratta solo di amministrare. L’ultimo punto è uno dei servizi vincenti visti in televisione da Michela (16-25). Secondo la nostra schiacciatrice, questo genere di servizio ha anche un nome scientifico ben preciso: battuta a uecchio...

Gli scout della serata, “corretti” in base ai commenti al blog: Garaguso 15, Buso 10, Fiore -5, Gallo Ingrao 5, Benefico 14, Clemente 22, Marcianò -5, Mucci 5, Tinelli 2, Mastandrea 3, Certa -4, Mereu -5.

La Palafiom non vinceva in trasferta dal 21 aprile 2007 (Corsano, 3-1), non vinceva 3-0 dal 14 aprile (San Giorgio. C’era anche Candy, che fu determinante per la vittoria... scherzo), non vinceva 3-0 in trasferta dal 13 gennaio (Torre Santa Susanna).

Fuori sta diluviando, ma ormai non ce ne frega più niente. Possiamo pure tornare a Taranto fra tre giorni.

Per onore di cronaca, però, è doveroso raccontare anche gli ultimi contrattempi. Per le docce bisogna trasferirsi al palazzetto, che è dall’altra parte della strada. Alcune coraggiose, consapevoli che “colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini”, ci vanno. Inutilmente, dato che la doccia se la fanno già nei metri che separano la palestra dal palazzetto.

Poi dimentichiamo il referto, che è in realtà è stato acquisito come ricordo dall’osservatore.

Mentre aspettiamo che gli arbitri finiscano di cambiarsi, mi pongo un quesito. Di solito c’è un solo spogliatoio per gli arbitri, anche quando – come stasera - uno è maschietto e una è femminuccia. Cambiarsi in questa intimità dev’essere interessante.

Quando siamo sul pullman, Manuela, bloccata a casa da un’indisposizione, telefona a coach e compagne. Tutti hanno dolci parole di conforto e di incoraggiamento nei suoi confronti. Una sensibilità ed una solidarietà commoventi:

“Manu, senza di te abbiamo vinto”.

“Manu, hai perso il posto”.

“Manu, non venire più”.

Parole da libro Cuore...

E passatempi da caserma sul pullman: le atlete, dopo un quarto d’ora di disco-music, si dedicano al gioco dello schiaffo. Mi ritornano in mente le parole pronunciate da coach Marcello dopo aver assistito ad un tentativo di aggressione ad un’avversaria da parte di Marcella: “Avrò mai giocatrici normali?”...

Dopo il passaggio della Palafiom dagli autogrill, le birre in Campania diventano introvabili. Un’altra emergenza. E il mercato impazzisce perché, a causa dell’esaurimento delle scorte, il prezzo delle birre a Caserta ha superato i 100 dollari al barile.

Classifica: Valenzano 29, Orion Napoli 28, Trani* 24, Potenza 23, Lanciano 19, Manoppello 17, Salerno 15, Massafra e Manfredonia 13, Scafati* 12, PALAFIOM TA 11, Ostuni 10, Ester Napoli 9, Aversa 5 (Trani e Scafati hanno una partita in meno).

Prossimo turno: PALAFIOM TA-Trani, sabato 12 gennaio, ore 18.00, palestra dell’istituto Maria Pia, via Galilei.

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