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Approvato il pacchetto sicurezza

di skanderbeg69 (02/01/2008 - 22:47)

Secondo l’annuale dossier della Caritas, il 6% degli immigrati regolari presenti in Italia ha commesso un reato (stessa percentuale degli italiani) mentre il 10% dei parlamentari italiani della penultima legislatura aveva subito condanne o era inquisito. [1]

E’ vero, sono dati disomogenei. Nel caso degli stranieri si riferiscono ai regolari e alle condanne definitive, mentre nel caso dei parlamentari si riferiscono anche a procedimenti in corso. Però bisogna anche tener conto che gli immigrati non guadagnano gli stipendi dei parlamentari, non hanno la pensione dopo una legislatura (in cui magari hanno brillato solo per assenteismo), non hanno benefit feudali, non si fanno leggi su misura per depenalizzare o prescrivere i propri reati e spesso vivono in condizioni esistenziali e sociali che li rendono più inclini a sopravvivere mediante espedienti.

Tuttavia è evidente che la situazione sia diventata insostenibile.

Sicurezza nelle città ma anche sicurezza sul lavoro. Qui le responsabilità dei colletti bianchi si moltiplicano considerando la mattanza nelle fabbriche e nelle imprese (40 morti all’ILVA dal 1993, tanto per fare un esempio) o lo sfruttamento in nero di lavoratori italiani e stranieri, spesso senza tutele.

Basta.

Ieri pomeriggio i rappresentanti dei campi nomadi e delle comunità straniere in Italia si sono incontrati nella roulotte parcheggiata nel cortile del Palafiom ed hanno varato un pacchetto di misure urgenti per la sicurezza.

“Non se ne può più – ha dichiarato il portavoce Ilie Balan – abbiamo paura di camminare per strada, siamo preoccupati per le nostre donne e per i nostri bambini tutte le volte che passano da Montecitorio. Soprattutto la notte. Parlamentari corrotti, sporchi, drogati... Non si lavano. Lasciano piste di cocaina negli alberghi. Noi non siamo razzisti, ma dobbiamo anche tutelarci. Non abbiamo nulla contro i parlamentari e gli imprenditori, ma rispettino le leggi. Altrimenti se ne tornino a casa loro.”

Il decreto approvato ad ampia maggioranza prevede che i parlamentari potranno essere espulsi con atto motivato per motivi di sicurezza dello Stato e della pubblica morale. Il divieto di reingresso non potrà essere inferiore a 10 anni.

In alcuni casi, il questore potrà disporre il trattenimento dei parlamentari inquisiti in strutture destinate all’accoglienza temporanea (CPT).

Tutti i parlamentari dovranno sottoporsi ai rilievi fotodattiloscopici (impronte digitali).

Ogni volta che un onorevole esce dal Parlamento dovrà darne notizia al più vicino ufficio di polizia. Egli dovrà, inoltre, indicare le risorse economiche di cui dispone derivanti da fonti lecite e dimostrabili.

Queste le misure d’emergenza decise a Taranto dai rappresentanti di rom e immigrati, ma non si esclude che possano esserci dei correttivi in futuro.

Al termine dei lavori, è stato invitato nella roulotte il nuovo schiacciatore della Prisma Taranto, il romeno Valentin Pereu, quale ospite d’onore e rappresentante di una comunità spesso posta in cattiva luce ma che esprime personalità che testimoniano valori di convivenza civile, dedizione al lavoro ed onestà.

Pereu è la dimostrazione – come scrive il primo ministro romeno - che “la maggior parte della comunità romena in Italia è formata da lavoratori onesti ed estremamente apprezzati dai datori di lavoro italiani. Loro non dovrebbero soffrire a causa di qualche individuo per il quale la legge non esiste. I romeni che lavorano in Italia onorano il nostro paese. Sono persone oneste, che hanno scelto di cercare oltre i confini una vita migliore, che siano professionisti o operai”. [2]

 

NOTE:

(1) Cfr. BARBACETTO, G., GOMEZ, P., TRAVAGLIO, M., Mani pulite. La vera storia, Editori Riuniti, Roma, 2002, pag. 653.

 (2) POPESCU TARICEANU, C., I lavoratori emigrati onorano la Romania, “La Repubblica-Metropoli”, 18 nov 2007, pag. 12. 

La foto del parlamentare (pregiudicato) è tratta da www .disinformati.org.

Non vorrei essere frainteso e non vorrei dare un cattivo esempio di antipolitica soprattutto ai lettori minorenni. La politica, il Parlamento, i partiti e soprattutto la democrazia sono beni preziosi da difendere. Ma, appunto per questo, cosa c’entra la democrazia con reati come l’evasione fiscale, la corruzione, le false fatturazioni, la ricettazione, la truffa aggravata, ecc., commessi da nostri (dis)onorevoli? Non sono io a oltraggiare il Parlamento, ma i parlamentari stessi con le loro condotte.

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