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Nostradamus l'aveva previsto

di skanderbeg69 (31/01/2008 - 13:59)

   La Palafiom vince a Lanciano e a Napoli, ma per qualcuno non è stata una sorpresa.

Il professor Arrigo Mantovani, uno dei più autorevoli studiosi delle profezie di Nostradamus, spiega al nostro blog:

“Le centurie del medico e alchimista francese sono un’intricata matassa, senza un ordine cronologico, la cui interpretazione è densa di insidie. Ma, nel caso delle recenti vittorie della Palafiom, direi che le profezie sono fin troppo chiare ed eloquenti.”

Il riferimento è soprattutto ad alcuni versi della quarta centuria, effettivamente impressionanti se riletti alla luce dei fatti:

 

Come briganti di malavitosa razza

saliranno su due carri eroiche combattenti,

svetterà al centro giovanissima ragazza

che in terra di lupi menerà fendenti.

 

Ella sposerà principe di Francia

e renderà perpetuo patto del Castellino;

tutte di liquido al malto riempiran la pancia

non avendo in bisaccia acqua, chinotto o vino.

 

Crollerà in quel tempo la guardia dei sigilli

trascinando seco grossa Mortadella,

ma furie rosse e blù scanseranno lapilli

del gran vulcano che guarda cittadella.

 

Marte armerà la mano del Bisonte

sotto i cui dardi Ester cederà,

festa sarà dall’uno all’altro ponte,

capa di generale più lucente brillerà.

 

Vogliamo leggere le tre quartine successive o le lascio in una busta chiusa da aprire fra tre settimane? Se volete, sono già pronte.

 

Esotiche guerriere di un altro continente

(...)


NOTE:
La foto di Nostradamus è tratta da http://fr.wikipedia.org.

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Un'anima divisa in due

di skanderbeg69 (30/01/2008 - 21:02)

Neanche avevo finito di parlare di conflitto d’interessi che sul sito del Massafra compare la notizia che il nostro dottor Formoso è (anche) medico sociale delle nostre avversarie e vicine di casa.

Tradimento!

Sarà interessante monitorare l’attività del fisiatra nella settimana che precederà il derby. Mi raccomando, ci riveli tutti gli eventuali disturbi delle massafresi... Bando ai dati sensibilissimi protetti dalla privacy...

A proposito, dotto’, dia un’occhiatina a Zaby ché ultimamente l’abbiamo vista un po’ sciupata la piccina. Non ci faccia stare in pensiero.

 

NOTE:

L’immagine è tratta da www.volleymassafra.net.

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La politica come lo sport: apriamo agli stranieri

di skanderbeg69 (30/01/2008 - 17:25)

Il governo Prodi è caduto. C’è chi è contento e chi no. Io sono convinto che a sinistra come a destra e al centro ci siano molti elettori che continuano a credere che la politica debba essere guidata dai valori e dall’etica e che non si sentono rappresentati da questa marmaglia di avidi ed arroganti signorotti feudali. Tutti questi cittadini sanno che l’Italia procede verso una sconvolgente quanto silenziosa deriva morale, peggiore della  fase storica scoperchiata da quella meravigliosa (e breve) stagione di legalità ricordata con il nome di Mani Pulite.

   E lo spettacolo vergognoso del voto di sfiducia a Prodi ne è solo l’anticipazione. Non il voto in sé, ma l’aver trasformato il Parlamento in una bettola di periferia in cui persino i contrabbandieri di sigarette si sarebbero sentiti in imbarazzo.

In passato, fino a pochi anni fa, si utilizzavano i princìpi a seconda della convenienza di parte. Il principio dell’onestà veniva sbandierato solo dall’opposizione quando chi governava rubava, ma era almeno sottinteso il disvalore del rubare.

Adesso non c’è più neanche quello. La solidarietà totale, da maggioranza e opposizione, a un ministro nel momento in cui viene indagato (e per il solo fatto di essere indagato) è la certificazione che la questione morale è morta e sepolta.

Chiunque vinca le elezioni nei prossimi mesi non farà che peggiorare la situazione visto che ormai il marcio, la furbizia, gli interessi privati sono diventati valori condivisi a destra come a sinistra dalla casta dei politici. Spero non dai cittadini.

La democrazia è sacra e i partiti sono necessari; i comici, ottimi comici, che pretendono di assegnare bollini andranno incontro a situazioni equivoche se commetteranno l’errore delle candidature dirette.

Voteremo, dunque.

   Ma chi vota a sinistra non dimentichi che la politica progressista e ambientalista è cosa ben diversa da quel programma di 281 pagine che peraltro non è mai uscito dal cassetto, dalla marea di voltaggabana che abbiamo visto all’opera, da certi ministri e sottosegretari impresentabili, dall’affossamento definitivo del conflitto di interessi, dall’indulto per i reati finanziari, dalla guerra ai magistrati piuttosto che alla mafia e alla corruzione, da simboli bocciati dalla storia, da un ministro dell’Ambiente (verde) la cui efficienza è misurabile dallo stato delle strade della sua stessa regione, da un nuovo leader che parla di bella politica ma si sta già rivelando un bugiardo. [1]

Il salvatore della sinistra avrebbe dovuto essere tale Nuccio Cusumano, pluritrasformista e già indagato per 416 bis, cioè per mafia (poi assolto). Clemente Mastella lo ha rimproverato di ingratitudine: “E’ stato un tradimento atroce in termini umani. Io l’ho candidato che aveva il 416 bis; l’ho candidato dietro di me al Senato in Campania, perché l’Ulivo non lo voleva”. [2]

E lo dice (dice, cioè, di averlo candidato ad un seggio sicuro proprio in ragione dell’indagine per 416 bis) senza vergognarsi e senza che nessuno batta ciglio. In altri Paesi, come vedremo, fondati sospetti su fatti assai meno rilevanti stroncano una carriera. In Italia essere indagati è un merito. Più è grave il reato, più brilla il curriculum e scatta il soccorso dei partiti.

   A destra c’è un esempio ancora più eclatante: Totò Cuffaro, uno che festeggia una condanna a cinque anni di carcere per favoreggiamento a singoli mafiosi (ma non alla mafia in modo sistematico; allegria!) e che certamente sarà piazzato in ottima posizione nelle liste per le prossime politiche dal partito che finge di essere la voce più critica del proprio schieramento, dopo che, però, per cinque anni ha diligentemente votato tutte le porcherie del governo Berlusconi.

Io non ho mai votato a destra, ma chi vota a destra in base a dei valori, siano pure conservatori, ha comunque tutto il mio rispetto, a condizione che sia consapevole che nel resto del mondo le destre serie sono esattamente l’opposto di quella massa di corruttori e amici dei mafiosi che inquinano la sedicente Casa delle Libertà o come diavolo vuole chiamarsi adesso.

   Senza contare che anche i valori cristiani sono esattamente l’opposto di quelli testimoniati in privato da Berlusconi, Fini, Casini e Mele. E che il Papa si ascolta anche quando parla dell’accoglienza agli immigrati, non solo quando fa comodo per strumentalizzarlo contro quei comunisti che non sono ancora passati in Forza Italia.

Ora, non è che all’estero siano dei santi, però...

Prendiamo il tanto osannato modello americano, così caro a Berlusconi. Non Cuba o la Corea del Nord, dunque, ma gli Stati Uniti. I responsabili del crac della Enron sono in carcere e ci resteranno per anni (24 – ventiquattro - anni di “carcere vero” all’amministratore delegato!) senza che lì nessuno strilli contro la magistratura o depenalizzi tutto il depenalizzabile.

E poi voglio raccontare un piccolo episodio.

Nel 2004 il quasi-ministro per la sicurezza interna, Bernard Kerik, già nominato da Bush, rinunciò all’incarico perché si scoprì che la sua colf non era in regola con le leggi sull’immigrazione e con alcuni versamenti al fisco. [3]

Era la colf a non essere in regola – attenzione -, non il ministro designato.

  Confrontiamo l’irregolarità della posizione della colf di Kerik con i sette reati per cui è stato indagato il nostro ministro della giustizia (concorso esterno in associazione per delinquere, due concorsi in concussione, tentata concussione, concorso in abuso d’ufficio, due concorsi in falso).

Una commissione britannica presieduta dal giudice Nolan ha stabilito le caratteristiche su cui dovrebbe basarsi la condotta di coloro che servono la cittadinanza: “disinteresse, disponibilità a rendere conto delle proprie azioni, onestà, integrità e trasparenza. Per giunta, chi occupa una carica pubblica dovrebbe prendere decisioni esclusivamente nell’interesse generale.” [4]

Cosa c’entra tutto questo con lo sport? In effetti, l’ho presa un po’ alla lontana. Scusate lo sfogo ma ho già la nausea per quello che ci aspetta nell’immediato futuro. Mai come questa volta la Palafiom non c’entra nulla con quello che sto scrivendo e di cui sono l’unico responsabile.

Nello sport gli stranieri acquisiti dai club italiani hanno arricchito le nostre discipline. Pensiamo alle coppe europee che continuano ad essere vinte spesso e volentieri dalle squadre di calcio italiane. Pensiamo ai vari Zola che hanno imparato l’arte dei calci di punizione guardando Maradona.

   E pensiamo soprattutto al volley italiano, a cui Julio Velasco ha trasmesso conoscenze, metodi e stile. La competitività, ossia il fatto che la nazionale sia da allora una delle più forti del mondo, non è neanche il regalo più bello di Velasco. Forse ne è solo un effetto.

E se si facesse lo stesso con i politici...? Prendiamo per qualche anno presidenti del consiglio, ministri e governatori stranieri che ci facciano crescere con il loro esempio laddove abbiamo qualche... lacuna, diciamo così. Che portino, a destra e a sinistra, un’etica più pulita e rigorosa, una nuova cultura ambientale, esempi di lealtà e di responsabilità, un nuovo modello di amministrazione.

Adattiamo la sentenza Bosman alla politica...

Qual è il problema? Preferireste essere governati da un italiano ladro e incapace oppure da – chessò? – un australiano onesto ed efficiente?

E’ chiaro: anche qui bisognerà saper distinguere i fuoriclasse dai bidoni, ma è l’ultima spiaggia e bisogna tentare.

Tanti Velasco per salvare l’Italia e per uscire dall’era barbarica.

 

NOTE:

(1) Dichiarazione di Walter Veltroni a “Che tempo che fa”, RAI 3, 8 gen 2006: «Davvero io considero che se farò di nuovo il sindaco di Roma nel corso dei prossimi cinque anni, alla fine di questo secondo quinquennio avrò concluso la mia esperienza politica. Sì, perché non bisogna fare la politica a vita; bisogna continuare a fare le cose nelle quali si crede facendo altro; e ci sono tante cose che si possono fare. Io so che quando dico questo tutti mi guardano dicendo: “Eh, guarda che furbacchione; dice così ma non è vero”. Ne parleremo tra cinque anni; si vedrà fra cinque anni se sarà vero o no».

(2) Mastella e le forche caudine di Romano, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 25 gen 2008, pag. 2.

(3) BRICCHI LEE, L., Kerik deve lasciare per colpa della tata, “Avvenire”, 12 dic 2004, pag. 19.

(4) LANE, D., Un paese senza etica, “Internazionale”, n. 566, 19 nov 2004, pag. 21.

Le foto del sen. Strano, del sen. Cusumano, del sen. Barbato sono tratte da www.repubblica.it; quella di Cuffaro da www.regioni.it; quella di Mangano da http://it .wikipedia.org; quella di Velasco da www.gabecapallavolo.it.

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Silvia e Gisela, portateci le mozzarelle!

di skanderbeg69 (29/01/2008 - 12:19)

Il bello del girone di ritorno, soprattutto per i neofiti, è che adesso le partite sono anche una rimpatriata.

In secondo luogo potrò lasciare in pace il coach alla vigilia degli incontri non essendoci più la necessità di un suo autorevole parere sulle giocatrici avversarie più pericolose da citare nel comunicato per la stampa.

Archiviata la trasferta napoletana, sabato prossimo rivedremo l’Autoluna Nissan Salerno, nostra ospite al Maria Pia.

Nella partita di andata noi siamo stati gentili. Abbiamo offerto un passaggio a Silvia Renna e a Gisela Scialacomo, abbiamo fatto diventare quest’ultima presidente dell’Argentina sul blog, le nostre ragazze hanno indossato l’elegante abito scuro solo per quella partita e soprattutto abbiamo regalato il secondo set. Sì, abbiamo anche dato un colpo di martello (ricettore) sulla gamba di Rossana, ma è stato involontario.

Ora, non dico che le salernitane ci debbano regalare un set a loro volta perché sarebbe antisportivo (però – come dicono i posteggiatori abusivi di Taranto – “a piacere vostro...”; noi i regali non respingiamo mai), ma da Silvia e Gisela sarebbe gradito almeno un sacchetto di mozzarelle di bufala campana.

   Come quello che non siamo riusciti a fregare sul pullman.

Ci sono tanti caseifici invitanti vicino al Palavestuti...

Beh, io l’ho detto. Se poi, per vendetta, sbaglierò di proposito a pronunciare il nome della Scialacomo durante lo starting-six (e le possibilità sono tante: Gisella, Ghisela, Gisela...), non dite che non vi ho avvisate.

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Ester Napoli-Palafiom Taranto 1-3

di skanderbeg69 (27/01/2008 - 14:50)

Sabato 26 gennaio 2008 – ore 18.00

Diciamo che questa volta non sono venuto perché avevo la febbre. Comunque vi avviso: dalla prossima volta niente disegni, foto, cronache e vignette se non vengo alle partite...

Per questa volta vada con la cronaca seria.

Inizia decisamente nel migliore dei modi il girone di ritorno della Palafiom Taranto, così come altrettanto bene si era conclusa la prima parte di questo campionato di serie B2. La squadra di coach Presta sembra non volersi fermare più e coglie la terza vittoria consecutiva in trasferta, a Napoli. E questa volta, visto che dall’altra parte della rete c’era una diretta concorrente nella lotta per la salvezza, anche la classifica sorride finalmente alle rossoblù, che mettono alle proprie spalle cinque squadre e vantano ora un margine di tre punti sulla soglia del pericolo.

Vietato illudersi, naturalmente; dato il grande equilibrio che regna nella parte bassa della classica, basterebbe una giornata storta per stravolgere nuovamente le posizioni, ma l’indicazione più rassicurante che proviene da Napoli non riguarda soltanto il risultato ma anche e soprattutto il gioco. La Palafiom sembra aver trovato quella continuità che è mancata in avvio di stagione e la grande determinazione caratteriale delle atlete ha completato il capolavoro ai piedi del Vesuvio.

E poi ho saputo che c’è stato il grande ritorno del Bisonte !!!

Centro Ester Napoli con Filomena Afeltra, Valentina Russo, Carmela Imperato, Marianna Iarnone, Marica Armonia, Brigida Viscatale, Lorena Coppola, Mina Draganova e Francesca Caggiula (L). Non entrate: Floriana Coppola, Maria Ammendola, Giorgia Staiano e Carmela Cuomo.

Palafiom con Rossella Garaguso, Silvia Buso, Michela Benefico, Clara Clemente, Simona Mucci, Sonia Tinelli, Alessandra Certa e Simona Mereu (L). Non entrate: Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Silvia Mastandrea.

A proposito di nomi. Gli elenchi da cui prendo le formazioni sono stati aggiornati all’11^ giornata, ma sono comparsi strani colori e strani numeri.

http://portal.federvolley.it/pls/portal/docs/PAGE/ PGR_STAGIONESPORTIVA/PAG_CAMPIONATI/PAG_SERIEB
PAG_ORGANICI/B2F_2008.PDF

La Palafiom è a pagina 31. Perché i nomi sono quasi tutti arancioni? Perché Valentina ha il numero 88?

Ancora una domanda: so che a Napoli c’è uno speaker; che cosa ha detto prima della partita?

   Centro Ester Napoli-Palafiom Taranto. Partono bene le rossoblù, in vantaggio di tre punti al primo time-out tecnico.

Bisogna, però, fare i conti con un Centro Ester che fa della tenacia una delle proprie armi più incisive e che ottiene il pareggio sul 16-16. Il parziale diviene così una battaglia sportiva in cui si lotta su ogni pallone, ma lo scatto vincente è della Palafiom, trascinata dalla sapiente regia di Alessandra e dalla migliore Sonia di questa stagione (17 punti per l’opposto rossoblù). In vantaggio per 18-20, le ragazze di coach Marcello resisteranno fino al termine del set (23-25).

Nel secondo parziale la prevedibile reazione partenopea impensierisce la Palafiom sino all’8-7, poi le tarantine trovano un break di quattro punti (8-11) e dilagano con una pallavolo tanto efficace quanto spettacolare che avrà nel muro un decisivo punto di forza. Il vantaggio aumenta inesorabilmente (10-17, poi 13-21) e la cavalcata trionfale si conclude con ben nove punti di vantaggio (14-25).

Le passeggiate con il Centro Ester, però, non sono consentite. La squadra di coach Vitale è già stata capace di bloccare formazioni di vertice come l’Orion Napoli e il Potenza. Nel terzo set resta appaiata alla Palafiom sino al 9-10, poi compie il sorpasso (14-13) e resiste agli assalti delle tarantine. Viscatale e compagne chiudono il set sul 25-20 e riaprono questa delicata sfida-salvezza.

Dopo l’intervallo la Palafiom non soltanto non si perde d’animo, ma rientra sul parquet con una determinazione impressionante. Sale in cattedra Clara Sarkozy (top-scorer con 20 punti) e bastano poche battute per comprendere la direzione che ha scelto di prendere la vittoria (0-4). Al primo riposo tecnico si arriva con un risultato ancora più eclatante (1-8). A questo punto viene fuori l’orgoglio delle giocatrici napoletane (5-10), ma le ospiti ritrovano il ritmo giusto e spiazzano le partenopee (12-21). Un break di tre punti nella fase finale della gara serve soltanto a rendere meno amaro il punteggio finale per le padrone di casa (17-25), ma le rossoblù tornano a casa con il bottino pieno e con la felice consapevolezza di attraversare una fase tecnica in costante evoluzione.

Altri risultati: Manfredonia-Valenzano 1-3, Manoppello-Orion Napoli 1-3, Salerno-Ostuni 3-2, Massafra-Scafati 1-3, Trani-Lanciano 3-2, Potenza-Aversa 3-0.

Classifica: Valenzano 38, Orion Napoli 35, Trani 34, Potenza 26, Lanciano 24, Manoppello 22 e Salerno 22, Scafati 19, PALAFIOM 16, Ostuni e Massafra 14, Manfredonia 13, Ester Napoli 12, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 185,00; Salerno 170,00; Aversa 160,00; Trani e Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Muove la classifica soltanto l’Aversa: 80 euro per il “comportamento offensivo e pesantemente intimidatorio” di un dirigente nei confronti dell’arbitro.

Sangue del nostro sangue: Castellana-Marianna 3-0, Lamezia Terme-Marcella 2-3.

Prossimo turno: PALAFIOM TA-Salerno, sabato 2 febbraio, ore 18.00 al Maria Pia.

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Sarkozy ha sposato in segreto Clara Clemente

di skanderbeg69 (24/01/2008 - 21:51)

Il presidente della repubblica francese Nicolas Sarkozy, incalzato dai giornalisti nel corso di una conferenza-stampa, ha confermato di essersi sposato in segreto giovedì scorso. Ma qui c’è il colpo di scena: la nuova moglie non è Carla Bruni ma Clara Clemente, celeberrima giocatrice di pallavolo della Palafiom Taranto.

La cerimonia è stata celebrata nella chiesa di Gesù Divin Lavoratore ai Tamburi in forma strettamente privata. Gli impegni professionali della Clemente hanno indotto la coppia a rinviare il viaggio di nozze, ma da indiscrezioni si è appreso che si tratterebbe di una crociera lungo il fiume Galeso.

E’ certo, invece, il regalo di fidanzamento: un anello che Cecilia aveva dimenticato in un cassetto durante lo “scasamento” dall’Eliseo e che il presidente ha elegantemente riciclato. Ed è pure lo stesso modello che aveva regalato a Carla Bruni.

   A proposito di Carla Bruni, è evidente che la top-model sia stata presa per il culo: esibita davanti alle telecamere, portata in vacanza in Egitto, ma solo per gettare fumo negli occhi alla stampa e all’opinione pubblica. Nel frattempo Sarkozy coltivava nell’ombra il suo vero amore.

Il trasferimento di Clara a Parigi è rinviato alla scadenza contrattuale della giocatrice; sarà Sarkozy, per il momento, a trasferire a Taranto l’ufficio di presidenza della repubblica francese. Per il nuovo “Eliseo all’estero” pare che sia stato individuato un appartamento alle case parcheggio di via Machiavelli.

La Palafiom ha chiesto alla FIPAV il permesso di suonare la marsigliese in onore del presidente, atteso al Maria Pia per il prossimo incontro casalingo con il Salerno.

 

NOTE:

La foto di Sarkozy con Carla Bruni è tratta da www .repubblica.it.

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Il senso della Svezia per lo sport

di skanderbeg69 (22/01/2008 - 22:09)

   Ve l’avevo promesso: anche in Svezia ho lavorato per voi. Non mi sono dimenticato neanche del Manfredonia perché passeggiare per Stoccolma offre la sensazione di essere circondato da migliaia di gemelle Liguori...

La Svezia, per me, è il miglior esempio mondiale di politiche sociali. Anche se in questa sede non si può che semplificare sommariamente, io trovo che tra i simboli velleitari che vanno bene solo sulle bandiere come Che Guevara e le derive centriste, forse la risposta era lassù, nel Nordeuropa: il modello scandinavo che ha in Olof Palme il suo più noto rappresentante ma che affonda le proprie radici in decenni di buongoverno e di politiche virtuose.

Come si pratica il volley in Svezia? Qual è lo stato di salute dello sport? Quali politiche per lo sport e per i giovani vengono attuate in questo paradiso terrestre?

Grazie a Marie Bergman, giovane giocatrice del Bromma, possiamo farci un’idea del modello svedese di sport giovanile, allargando così gli orizzonti del blog.

L’ideale sarebbe confrontarci con altri modelli significativi: quello americano dei campus, ad esempio, o quello serbo della fabbrica di vittorie in tutti gli sport di squadra. O quello giapponese di Mila e Shiro... Vedremo in futuro.

Intanto ringrazio Marie per la disponibilità e per la puntualità delle sue risposte, specie se teniamo conto che la piccina ha dovuto utilizzare una lingua non sua. Sotto l’intervista in italiano (a nostro beneficio), c’è anche l’intervista in inglese perché anche lei possa riscontrare in rete i frutti del proprio lavoro.

 

INTERVISTA A MARIE BERGMAN

 

Prima raccontaci qualcosa di te, dei motivi che ti hanno indotta a giocare a pallavolo, della tua carriera e delle tue aspettative.

Bene, mi chiamo Marie Bergman, ho 17 anni e frequento la scuola superiore qui a Stoccolma. Gioco a pallavolo nel Bromma, squadra che si è formata nel settembre del 2003. E’ da allora che le mie compagne ed io giochiamo insieme. Io ho iniziato per via di Lovisa, il cui fratello maggiore giocava nel club e venne a sapere che il Bromma stava allestendo una nuova formazione. Lovisa me lo disse e così cominciammo. Probabilmente è la cosa migliore che abbia mai fatto. Nella nostra squadra non tutte hanno le stesse aspettative; alcune giocano solo per divertirsi, per incontrare le compagne. Io, però, ho propositi più ambiziosi; vorrei giocare nel campionato maggiore della Svezia.

Cos’altro fai oltre a giocare a pallavolo?

Nella nostra squadra studiamo tutte. Alcune di noi hanno ancora davanti due o tre anni per conseguire il diploma e per poter quindi lavorare o iniziare l’università. Qualcuna alterna scuola e lavoro, ma dato che ci alleniamo tre volte alla settimana ed abbiamo molto da studiare, risulta difficile trovare il tempo anche per un lavoro.

Dicci qualcosa di Bromma come quartiere.

Bromma è un sobborgo di Stoccolma, piuttosto agiato. Ci vogliono 15 minuti di metropolitana per raggiungere il centro. Abbiamo molto verde attorno al nostro quartiere e ci sono sia appartamenti che zone residenziali.

Come è organizzato il campionato di pallavolo svedese? Quali sono le principali categorie? Ci sono campionati giovanili?

La nostra squadra gioca nella 3^ divisione, area di Stoccolma. Ci sono fino a quattro divisioni qui; penso che in altre parti della Svezia siano di meno. Se vinci il campionato di 1^ divisione della tua area, hai l’opportunità di salire in Elitserien, la categoria in cui si affrontano le 10 migliori squadre della Svezia. Ovviamente c’è un campionato maschile ed uno femminile.

Ci sono anche tornei giovanili e per bambini; ogni regione organizza i propri. Ma una volta all’anno ci sono i tornei nazionali, chiamati Svenska Mästerkapen, per Under 21, Under 19, Under 17, Under 15 e Under 13.

E il Bromma, la tua squadra, in quale categoria gioca?

Il Bromma ha diverse squadre, sia maschili che femminili. Le nostre prime squadre, maschile e femminile, giocano entrambe in 1^ divisione (equivalente alla vostra serie A2). Questo significa che potrebbero aspirare alla promozione in Elitserien, ma sfortunatamente la mia società non ha al momento sufficienti risorse economiche per il salto di categoria. Però è un obiettivo dei prossimi due anni.

Secondo molti italiani, la Svezia è una specie di “paradiso terrestre” per quanto riguarda i servizi sociali, il sistema scolastico, la sanità pubblica, ecc. Immaginiamo il tuo Paese come uno Stato che premurosamente assiste i propri cittadini dalla culla alla tomba. E’ un’immagine che corrisponde alla realtà o pensi che anche il welfare svedese abbia qualche problema?

Non mi occupo molto di politica, ma cercherò di rispondere ugualmente. Io credo che la Svezia sia un ottimo Paese dove vivere e so di potermi considerare fortunata per essere nata qui. Come dici tu, in effetti, qui i cittadini sono seguiti. Se commetti un reato da minorenne, ottieni assistenza; i bambini in difficoltà ricevono molto sostegno. Non proprio tutti, ma la maggior parte, perché c’è sempre qualcuno che si occupa di te e finché frequenti la scuola gli insegnanti hanno una responsabilità che impone loro di parlare con gli studenti che manifestano o che potrebbero avere difficoltà.

Però, ovviamente, anche noi abbiamo i nostri problemi. Ad esempio, ci sono persone senza fissa dimora che vivono per le strade, ma ci sono dei ricoveri e ci sono risorse che possono essere attivate, così se una persona in difficoltà si sforza di utilizzarle non è impossibile ricostruirsi una vita migliore.

Tu parli di sistema scolastico e di sanità pubblica; tutti vanno a scuola, i primi nove anni sono obbligatori, tra i 7 e i 15 di età. Poi puoi studiare per altri tre anni (quando ne hai 16-19) prima di accedere all’università. Questi tre anni non sono obbligatori ma quasi tutti proseguono gli studi. E il servizio sanitario è gratuito fino ai 18 anni di età, quindi per ora non devo ancora preoccuparmene.        

Quante ore sono dedicate allo sport nelle scuole svedesi e come sono impiegate? E’ vero che la scuola svedese dedica molto tempo ad attività extrascolastiche (sport, teatro, musica, ecc.)? Tu cosa fai, ad esempio?

In Svezia ogni scuola può regolarsi diversamente, ma di solito c’è un’ora alla settimana per lo sport, rigorosamente guidata dall’insegnante. Tranne nell’ultimo anno di scuola obbligatoria, quando gli studenti devono tenere una lezione di sport per poter ottenere la promozione.

Pratichiamo molti sport diversi sia perché è più divertente e sia perché in questo modo gli allievi hanno più opportunità per scegliere la disciplina più gradita. Abbiamo anche attività extrascolastiche legate alla pittura, ad esempio, o al teatro e alla musica. Sono attività che ci rilassano e che, al pari dello sport, ci permettono di riempire il tempo libero.

E’ vero che il 50% dei giovani e dei bambini di Stoccolma sono iscritti a società sportive?

Non saprei esattamente. Forse è un dato corretto per i bambini ma non per i ragazzi della mia età perché credo che molti giovani si stanchino di proseguire quello che magari hanno fatto per anni e preferiscono piuttosto dedicare più attenzioni allo studio. Oppure preferiscono semplicemente uscire con i propri amici, andare alle feste o cose del genere.

Com’è la situazione degli sport dilettantistici o giovanili in Svezia? Qui in Italia abbiamo avuto qualche problema con aggressioni o con eccessive pressioni dei genitori sui propri figli perché diventassero piccoli campioncini. Talvolta arbitri o allenatori sono stati aggrediti per aver preso decisioni a discapito di questi ragazzini. Pensi che in Svezia ci sia una valida cultura dello sport o ci sono anche lì problemi di violenza o di eccessive aspettative verso campioncini in erba?

Qui in Svezia abbiamo una parola, lagom, che non esiste in nessun altro Paese ed è simpatica; significa grosso modo “non troppo, non troppo poco, una via di mezzo”. Moderazione. Ed è così che siamo in Svezia. Non ci piace litigare; non prendiamo eccessiva confidenza con persone che non conosciamo. Non alziamo la voce. Se un genitore aggredisse un arbitro o un allenatore, probabilmente ne parlerebbe il telegiornale. Però anche noi abbiamo il problema degli eccessivi investimenti emotivi nei piccoli praticanti, desiderati come “piccoli campioni”. Vengono lanciati in squadra da piccoli e se non sono abbastanza bravi a 8 anni possono essere rispediti in panchina dove restano per l’intera stagione. Questo avviene soprattutto nel calcio dato che molti svedesi sono convinti di essere una grande nazione calcistica. Io credo che sia una sopravvalutazione, ma pazienza. Sì, questo è stato motivo di dibattito sui giornali.

Le squadre di volley ricevono aiuti economici dallo Stato, dal Comune o da privati? Pensi che il Bromma abbia quanto gli serve per finanziare le proprie attività?

Mi sembra che abbiamo un piccolo contributo economico dallo Stato, ma non sono proprio sicura. Lo Stato ci fornisce le strutture per allenarci e per giocare; i tempi di utilizzo dipendono dal numero di giovani (fino a 21 anni) che fanno attività durante la stagione. Non abbiamo molti quattrini. Quando giochiamo in trasferta o in altri tornei dobbiamo sempre mettere mano al nostro portafoglio personale per poter viaggiare.

Parte della popolazione di Stoccolma è costituita da immigrati. Lo sport è utilizzato anche come strumento di integrazione?

Un po’ sì, ma non come si potrebbe. Spesso si inizia a praticare sport nel proprio quartiere di residenza e in questo modo si entra a far parte di una squadra composta da persone che vivono nella stessa zona. Ma naturalmente quando giochi contro squadre provenienti da quartieri di Stoccolma abitati da immigrati, entri in contatto con queste realtà. Sfortunatamente penso che molti immigrati non abbiano le stesse possibilità di praticare sport che ci sono nei quartieri più benestanti. Nelle loro zone si preferisce investire nelle abitazioni piuttosto che nelle strutture sportive.

Ci sono buoni impianti per il volley in Svezia?

Tranne per alcune strutture al coperto destinate al beach-volley, non ci sono palazzetti costruiti appositamente per il volley. E molte strutture non hanno la giusta delimitazione del campo o le attrezzature adatte alla pallavolo, che è uno sport poco considerato in Svezia. Comunque è uno sport in ascesa e sarà necessario fare alcuni cambiamenti nel futuro.

In effetti la Svezia dev’essere più attrezzata per gli sport invernali. In altri sport come la pallavolo, però, il tuo Paese non ottiene molti successi a livello internazionale. Non come la Serbia, ad esempio, pur avendo la stessa popolazione e maggiori risorse. Come mai?

Non abbiamo una grande tradizione pallavolistica. Il volley ha poco spazio sui media e le nostre squadre ricevono scarsa attenzione e questo complica il reperimento di sponsor e l’acquisizione di denaro.

L’ultima volta che la Svezia ha ben figurato in una competizione internazionale è stato agli Europei del 1989, in cui arrivammo secondi. Io non ero neanche nata e non posso ricordarlo, ma ho saputo che l’interesse della gente è scemato dal momento che non c’è stata continuità nei risultati. Sembra che la gente si appassioni a questa disciplina soltanto se ci sono buoni risultati.

Recentemente abbiamo avuto grossi problemi con il calcio, completamente corrotto: corruzione, doping, violenza, affari, scommesse illegali. Pensi che gli sport svedesi siano puliti?

Quanto meno più puliti. Guardiamo con molta severità a questi fenomeni, che sono considerati vergognosi. Il nostro principale problema in Svezia credo che siano le tifoserie del calcio. Ogni volta che c’è un derby in città, si verificano scontri violenti tra tifosi, alcuni dei quali cercano esclusivamente il conflitto. Lo scorso anno una squadra è stato retrocessa di categoria proprio in conseguenza dei gravi danni causati dai suoi sostenitori.

Gli sport femminili in Svezia hanno la stessa “dignità” di quelli maschili, ad esempio ottenendo gli stessi spazi televisivi?

Non hanno gli stessi spazi, ma le cose stanno migliorando. Ogni volta che ci sono squadre maschili di calcio in TV, però, gli sport femminili vengono estromessi.

Qual è la capienza del palazzetto del Bromma e quanta gente viene a vedere le vostre partite?

Direi che la nostra struttura può contenere 50 persone e si tratta esclusivamente di parenti e amici. Il numero varia di solito da 0 a 30, penso. Il volley non è molto popolare; le partite più importanti in Svezia non richiamano più di 500 spettatori.

Quali sono gli obiettivi del Bromma (ed i tuoi) per questa stagione?

Il nostro obiettivo è la permanenza, magari tentando la promozione, ma è una possibilità resa difficile dalla concorrenza di due ottime squadre nella nostra divisione.

Il mio obiettivo personale è quello di entrare in prima squadra l’anno prossimo. Già quest’anno mi alleno due volte alla settimana con la mia squadra e una volta con la formazione maggiore. E’ divertente e spero di trovare un posto in quella squadra il più presto possibile.

Cosa ti piace dell’Italia? Ci sei già stata? Cosa conosci del nostro volley?

Credo che l’Italia sia un Paese bellissimo. Ci sono stata due volte, a Venezia e soprattutto a Cesenatico l’estate scorsa, dove ho partecipato all’Eurocamp di volley. E’ stata una grande settimana con pallavolo al coperto e beach volley. Non conosco molto della pallavolo italiana, tuttavia è stato splendido essere lì d’estate e dato che avevo studiato italiano a scuola l’anno prima, ho avuto l’opportunità di parlarlo un po’. Dopo ho smesso di studiarlo e quindi l’ho un po’ dimenticato.

Ciao!

Marie

 

NOTE:
Alcune foto sono cortesemente offerte dal Bromma C e da http://brommavolley.blogg.se.

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