Nostradamus l'aveva previsto
La Palafiom vince a Lanciano e a Napoli, ma per qualcuno non è stata una sorpresa.
Il professor Arrigo Mantovani, uno dei più autorevoli studiosi delle profezie di Nostradamus, spiega al nostro blog:
“Le centurie del medico e alchimista francese sono un’intricata matassa, senza un ordine cronologico, la cui interpretazione è densa di insidie. Ma, nel caso delle recenti vittorie della Palafiom, direi che le profezie sono fin troppo chiare ed eloquenti.”
Il riferimento è soprattutto ad alcuni versi della quarta centuria, effettivamente impressionanti se riletti alla luce dei fatti:
Come briganti di malavitosa razza
saliranno su due carri eroiche combattenti,
svetterà al centro giovanissima ragazza
che in terra di lupi menerà fendenti.
Ella sposerà principe di Francia
e renderà perpetuo patto del Castellino;
tutte di liquido al malto riempiran la pancia
non avendo in bisaccia acqua, chinotto o vino.
Crollerà in quel tempo la guardia dei sigilli
trascinando seco grossa Mortadella,
ma furie rosse e blù scanseranno lapilli
del gran vulcano che guarda cittadella.
Marte armerà la mano del Bisonte
sotto i cui dardi Ester cederà,
festa sarà dall’uno all’altro ponte,
capa di generale più lucente brillerà.
Vogliamo leggere le tre quartine successive o le lascio in una busta chiusa da aprire fra tre settimane? Se volete, sono già pronte.
Esotiche guerriere di un altro continente
(...)
NOTE:
La foto di Nostradamus è tratta da http://fr.wikipedia.org.
Un'anima divisa in due

Neanche avevo finito di parlare di conflitto d’interessi che sul sito del Massafra compare la notizia che il nostro dottor Formoso è (anche) medico sociale delle nostre avversarie e vicine di casa.
Tradimento!
Sarà interessante monitorare l’attività del fisiatra nella settimana che precederà il derby. Mi raccomando, ci riveli tutti gli eventuali disturbi delle massafresi... Bando ai dati sensibilissimi protetti dalla privacy...
A proposito, dotto’, dia un’occhiatina a Zaby ché ultimamente l’abbiamo vista un po’ sciupata la piccina. Non ci faccia stare in pensiero.
NOTE:
L’immagine è tratta da www.volleymassafra.net.
La politica come lo sport: apriamo agli stranieri

Il governo Prodi è caduto. C’è chi è contento e chi no. Io sono convinto che a sinistra come a destra e al centro ci siano molti elettori che continuano a credere che la politica debba essere guidata dai valori e dall’etica e che non si sentono rappresentati da questa marmaglia di avidi ed arroganti signorotti feudali. Tutti questi cittadini sanno che l’Italia procede verso una sconvolgente quanto silenziosa deriva morale, peggiore della fase storica scoperchiata da quella meravigliosa (e breve) stagione di legalità ricordata con il nome di Mani Pulite.
E lo spettacolo vergognoso del voto di sfiducia a Prodi ne è solo l’anticipazione. Non il voto in sé, ma l’aver trasformato il Parlamento in una bettola di periferia in cui persino i contrabbandieri di sigarette si sarebbero sentiti in imbarazzo.
In passato, fino a pochi anni fa, si utilizzavano i princìpi a seconda della convenienza di parte. Il principio dell’onestà veniva sbandierato solo dall’opposizione quando chi governava rubava, ma era almeno sottinteso il disvalore del rubare.
Adesso non c’è più neanche quello. La solidarietà totale, da maggioranza e opposizione, a un ministro nel momento in cui viene indagato (e per il solo fatto di essere indagato) è la certificazione che la questione morale è morta e sepolta.
Chiunque vinca le elezioni nei prossimi mesi non farà che peggiorare la situazione visto che ormai il marcio, la furbizia, gli interessi privati sono diventati valori condivisi a destra come a sinistra dalla casta dei politici. Spero non dai cittadini.
La democrazia è sacra e i partiti sono necessari; i comici, ottimi comici, che pretendono di assegnare bollini andranno incontro a situazioni equivoche se commetteranno l’errore delle candidature dirette.
Voteremo, dunque.
Ma chi vota a sinistra non dimentichi che la politica progressista e ambientalista è cosa ben diversa da quel programma di 281 pagine che peraltro non è mai uscito dal cassetto, dalla marea di voltaggabana che abbiamo visto all’opera, da certi ministri e sottosegretari impresentabili, dall’affossamento definitivo del conflitto di interessi, dall’indulto per i reati finanziari, dalla guerra ai magistrati piuttosto che alla mafia e alla corruzione, da simboli bocciati dalla storia, da un ministro dell’Ambiente (verde) la cui efficienza è misurabile dallo stato delle strade della sua stessa regione, da un nuovo leader che parla di bella politica ma si sta già rivelando un bugiardo. [1]
Il salvatore della sinistra avrebbe dovuto essere tale Nuccio Cusumano, pluritrasformista e già indagato per 416 bis, cioè per mafia (poi assolto). Clemente Mastella lo ha rimproverato di ingratitudine: “E’ stato un tradimento atroce in termini umani. Io l’ho candidato che aveva il 416 bis; l’ho candidato dietro di me al Senato in Campania, perché l’Ulivo non lo voleva”. [2]
E lo dice (dice, cioè, di averlo candidato ad un seggio sicuro proprio in ragione dell’indagine per 416 bis) senza vergognarsi e senza che nessuno batta ciglio. In altri Paesi, come vedremo, fondati sospetti su fatti assai meno rilevanti stroncano una carriera. In Italia essere indagati è un merito. Più è grave il reato, più brilla il curriculum e scatta il soccorso dei partiti.
A destra c’è un esempio ancora più eclatante: Totò Cuffaro, uno che festeggia una condanna a cinque anni di carcere per favoreggiamento a singoli mafiosi (ma non alla mafia in modo sistematico; allegria!) e che certamente sarà piazzato in ottima posizione nelle liste per le prossime politiche dal partito che finge di essere la voce più critica del proprio schieramento, dopo che, però, per cinque anni ha diligentemente votato tutte le porcherie del governo Berlusconi.
Io non ho mai votato a destra, ma chi vota a destra in base a dei valori, siano pure conservatori, ha comunque tutto il mio rispetto, a condizione che sia consapevole che nel resto del mondo le destre serie sono esattamente l’opposto di quella massa di corruttori e amici dei mafiosi che inquinano la sedicente Casa delle Libertà o come diavolo vuole chiamarsi adesso.
Senza contare che anche i valori cristiani sono esattamente l’opposto di quelli testimoniati in privato da Berlusconi, Fini, Casini e Mele. E che il Papa si ascolta anche quando parla dell’accoglienza agli immigrati, non solo quando fa comodo per strumentalizzarlo contro quei comunisti che non sono ancora passati in Forza Italia.
Ora, non è che all’estero siano dei santi, però...
Prendiamo il tanto osannato modello americano, così caro a Berlusconi. Non Cuba o la Corea del Nord, dunque, ma gli Stati Uniti. I responsabili del crac della Enron sono in carcere e ci resteranno per anni (24 – ventiquattro - anni di “carcere vero” all’amministratore delegato!) senza che lì nessuno strilli contro la magistratura o depenalizzi tutto il depenalizzabile.
E poi voglio raccontare un piccolo episodio.
Nel 2004 il quasi-ministro per la sicurezza interna, Bernard Kerik, già nominato da Bush, rinunciò all’incarico perché si scoprì che la sua colf non era in regola con le leggi sull’immigrazione e con alcuni versamenti al fisco. [3]
Era la colf a non essere in regola – attenzione -, non il ministro designato.
Confrontiamo l’irregolarità della posizione della colf di Kerik con i sette reati per cui è stato indagato il nostro ministro della giustizia (concorso esterno in associazione per delinquere, due concorsi in concussione, tentata concussione, concorso in abuso d’ufficio, due concorsi in falso).
Una commissione britannica presieduta dal giudice Nolan ha stabilito le caratteristiche su cui dovrebbe basarsi la condotta di coloro che servono la cittadinanza: “disinteresse, disponibilità a rendere conto delle proprie azioni, onestà, integrità e trasparenza. Per giunta, chi occupa una carica pubblica dovrebbe prendere decisioni esclusivamente nell’interesse generale.” [4]
Cosa c’entra tutto questo con lo sport? In effetti, l’ho presa un po’ alla lontana. Scusate lo sfogo ma ho già la nausea per quello che ci aspetta nell’immediato futuro. Mai come questa volta la Palafiom non c’entra nulla con quello che sto scrivendo e di cui sono l’unico responsabile.
Nello sport gli stranieri acquisiti dai club italiani hanno arricchito le nostre discipline. Pensiamo alle coppe europee che continuano ad essere vinte spesso e volentieri dalle squadre di calcio italiane. Pensiamo ai vari Zola che hanno imparato l’arte dei calci di punizione guardando Maradona.
E pensiamo soprattutto al volley italiano, a cui Julio Velasco ha trasmesso conoscenze, metodi e stile. La competitività, ossia il fatto che la nazionale sia da allora una delle più forti del mondo, non è neanche il regalo più bello di Velasco. Forse ne è solo un effetto.
E se si facesse lo stesso con i politici...? Prendiamo per qualche anno presidenti del consiglio, ministri e governatori stranieri che ci facciano crescere con il loro esempio laddove abbiamo qualche... lacuna, diciamo così. Che portino, a destra e a sinistra, un’etica più pulita e rigorosa, una nuova cultura ambientale, esempi di lealtà e di responsabilità, un nuovo modello di amministrazione.
Adattiamo la sentenza Bosman alla politica...
Qual è il problema? Preferireste essere governati da un italiano ladro e incapace oppure da – chessò? – un australiano onesto ed efficiente?
E’ chiaro: anche qui bisognerà saper distinguere i fuoriclasse dai bidoni, ma è l’ultima spiaggia e bisogna tentare.
Tanti Velasco per salvare l’Italia e per uscire dall’era barbarica.
NOTE:
(1) Dichiarazione di Walter Veltroni a “Che tempo che fa”, RAI 3, 8 gen 2006: «Davvero io considero che se farò di nuovo il sindaco di Roma nel corso dei prossimi cinque anni, alla fine di questo secondo quinquennio avrò concluso la mia esperienza politica. Sì, perché non bisogna fare la politica a vita; bisogna continuare a fare le cose nelle quali si crede facendo altro; e ci sono tante cose che si possono fare. Io so che quando dico questo tutti mi guardano dicendo: “Eh, guarda che furbacchione; dice così ma non è vero”. Ne parleremo tra cinque anni; si vedrà fra cinque anni se sarà vero o no».
(2) Mastella e le forche caudine di Romano, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 25 gen 2008, pag. 2.
(3) BRICCHI LEE, L., Kerik deve lasciare per colpa della tata, “Avvenire”, 12 dic 2004, pag. 19.
(4) LANE, D., Un paese senza etica, “Internazionale”, n. 566, 19 nov 2004, pag. 21.
Le foto del sen. Strano, del sen. Cusumano, del sen. Barbato sono tratte da www.repubblica.it; quella di Cuffaro da www.regioni.it; quella di Mangano da http://it .wikipedia.org; quella di Velasco da www.gabecapallavolo.it.
Silvia e Gisela, portateci le mozzarelle!

Il bello del girone di ritorno, soprattutto per i neofiti, è che adesso le partite sono anche una rimpatriata.
In secondo luogo potrò lasciare in pace il coach alla vigilia degli incontri non essendoci più la necessità di un suo autorevole parere sulle giocatrici avversarie più pericolose da citare nel comunicato per la stampa.
Archiviata la trasferta napoletana, sabato prossimo rivedremo l’Autoluna Nissan Salerno, nostra ospite al Maria Pia.

Nella partita di andata noi siamo stati gentili. Abbiamo offerto un passaggio a Silvia Renna e a Gisela Scialacomo, abbiamo fatto diventare quest’ultima presidente dell’Argentina sul blog, le nostre ragazze hanno indossato l’elegante abito scuro solo per quella partita e soprattutto abbiamo regalato il secondo set. Sì, abbiamo anche dato un colpo di martello (ricettore) sulla gamba di Rossana, ma è stato involontario.
Ora, non dico che le salernitane ci debbano regalare un set a loro volta perché sarebbe antisportivo (però – come dicono i posteggiatori abusivi di Taranto – “a piacere vostro...”; noi i regali non respingiamo mai), ma da Silvia e Gisela sarebbe gradito almeno un sacchetto di mozzarelle di bufala campana.
Come quello che non siamo riusciti a fregare sul pullman.
Ci sono tanti caseifici invitanti vicino al Palavestuti...
Beh, io l’ho detto. Se poi, per vendetta, sbaglierò di proposito a pronunciare il nome della Scialacomo durante lo starting-six (e le possibilità sono tante: Gisella, Ghisela, Gisela...), non dite che non vi ho avvisate.
Ester Napoli-Palafiom Taranto 1-3

Sabato 26 gennaio 2008 – ore 18.00
Diciamo che questa volta non sono venuto perché avevo la febbre. Comunque vi avviso: dalla prossima volta niente disegni, foto, cronache e vignette se non vengo alle partite...
Per questa volta vada con la cronaca seria.
Inizia decisamente nel migliore dei modi il girone di ritorno della Palafiom Taranto, così come altrettanto bene si era conclusa la prima parte di questo campionato di serie B2. La squadra di coach Presta sembra non volersi fermare più e coglie la terza vittoria consecutiva in trasferta, a Napoli. E questa volta, visto che dall’altra parte della rete c’era una diretta concorrente nella lotta per la salvezza, anche la classifica sorride finalmente alle rossoblù, che mettono alle proprie spalle cinque squadre e vantano ora un margine di tre punti sulla soglia del pericolo.
Vietato illudersi, naturalmente; dato il grande equilibrio che regna nella parte bassa della classica, basterebbe una giornata storta per stravolgere nuovamente le posizioni, ma l’indicazione più rassicurante che proviene da Napoli non riguarda soltanto il risultato ma anche e soprattutto il gioco. La Palafiom sembra aver trovato quella continuità che è mancata in avvio di stagione e la grande determinazione caratteriale delle atlete ha completato il capolavoro ai piedi del Vesuvio.
E poi ho saputo che c’è stato il grande ritorno del Bisonte !!!

Centro Ester Napoli con Filomena Afeltra, Valentina Russo, Carmela Imperato, Marianna Iarnone, Marica Armonia, Brigida Viscatale, Lorena Coppola, Mina Draganova e Francesca Caggiula (L). Non entrate: Floriana Coppola, Maria Ammendola, Giorgia Staiano e Carmela Cuomo.
Palafiom con Rossella Garaguso, Silvia Buso, Michela Benefico, Clara Clemente, Simona Mucci, Sonia Tinelli, Alessandra Certa e Simona Mereu (L). Non entrate: Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Silvia Mastandrea.
A proposito di nomi. Gli elenchi da cui prendo le formazioni sono stati aggiornati all’11^ giornata, ma sono comparsi strani colori e strani numeri.
http://portal.federvolley.it/pls/portal/docs/PAGE/ PGR_STAGIONESPORTIVA/PAG_CAMPIONATI/PAG_SERIEB
PAG_ORGANICI/B2F_2008.PDF
La Palafiom è a pagina 31. Perché i nomi sono quasi tutti arancioni? Perché Valentina ha il numero 88?
Ancora una domanda: so che a Napoli c’è uno speaker; che cosa ha detto prima della partita?
Centro Ester Napoli-Palafiom Taranto. Partono bene le rossoblù, in vantaggio di tre punti al primo time-out tecnico.
Bisogna, però, fare i conti con un Centro Ester che fa della tenacia una delle proprie armi più incisive e che ottiene il pareggio sul 16-16. Il parziale diviene così una battaglia sportiva in cui si lotta su ogni pallone, ma lo scatto vincente è della Palafiom, trascinata dalla sapiente regia di Alessandra e dalla migliore Sonia di questa stagione (17 punti per l’opposto rossoblù). In vantaggio per 18-20, le ragazze di coach Marcello resisteranno fino al termine del set (23-25).

Nel secondo parziale la prevedibile reazione partenopea impensierisce la Palafiom sino all’8-7, poi le tarantine trovano un break di quattro punti (8-11) e dilagano con una pallavolo tanto efficace quanto spettacolare che avrà nel muro un decisivo punto di forza. Il vantaggio aumenta inesorabilmente (10-17, poi 13-21) e la cavalcata trionfale si conclude con ben nove punti di vantaggio (14-25).
Le passeggiate con il Centro Ester, però, non sono consentite. La squadra di coach Vitale è già stata capace di bloccare formazioni di vertice come l’Orion Napoli e il Potenza. Nel terzo set resta appaiata alla Palafiom sino al 9-10, poi compie il sorpasso (14-13) e resiste agli assalti delle tarantine. Viscatale e compagne chiudono il set sul 25-20 e riaprono questa delicata sfida-salvezza.

Dopo l’intervallo la Palafiom non soltanto non si perde d’animo, ma rientra sul parquet con una determinazione impressionante. Sale in cattedra Clara Sarkozy (top-scorer con 20 punti) e bastano poche battute per comprendere la direzione che ha scelto di prendere la vittoria (0-4). Al primo riposo tecnico si arriva con un risultato ancora più eclatante (1-8). A questo punto viene fuori l’orgoglio delle giocatrici napoletane (5-10), ma le ospiti ritrovano il ritmo giusto e spiazzano le partenopee (12-21). Un break di tre punti nella fase finale della gara serve soltanto a rendere meno amaro il punteggio finale per le padrone di casa (17-25), ma le rossoblù tornano a casa con il bottino pieno e con la felice consapevolezza di attraversare una fase tecnica in costante evoluzione.

Altri risultati: Manfredonia-Valenzano 1-3, Manoppello-Orion Napoli 1-3, Salerno-Ostuni 3-2, Massafra-Scafati 1-3, Trani-Lanciano 3-2, Potenza-Aversa 3-0.
Classifica: Valenzano 38, Orion Napoli 35, Trani 34, Potenza 26, Lanciano 24, Manoppello 22 e Salerno 22, Scafati 19, PALAFIOM 16, Ostuni e Massafra 14, Manfredonia 13, Ester Napoli 12, Aversa 5.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 185,00; Salerno 170,00; Aversa 160,00; Trani e Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.
Muove la classifica soltanto l’Aversa: 80 euro per il “comportamento offensivo e pesantemente intimidatorio” di un dirigente nei confronti dell’arbitro.
Sangue del nostro sangue: Castellana-Marianna 3-0, Lamezia Terme-Marcella 2-3.
Prossimo turno: PALAFIOM TA-Salerno, sabato 2 febbraio, ore 18.00 al Maria Pia.
Sarkozy ha sposato in segreto Clara Clemente

Il presidente della repubblica francese Nicolas Sarkozy, incalzato dai giornalisti nel corso di una conferenza-stampa, ha confermato di essersi sposato in segreto giovedì scorso. Ma qui c’è il colpo di scena: la nuova moglie non è Carla Bruni ma Clara Clemente, celeberrima giocatrice di pallavolo della Palafiom Taranto.
La cerimonia è stata celebrata nella chiesa di Gesù Divin Lavoratore ai Tamburi in forma strettamente privata. Gli impegni professionali della Clemente hanno indotto la coppia a rinviare il viaggio di nozze, ma da indiscrezioni si è appreso che si tratterebbe di una crociera lungo il fiume Galeso.
E’ certo, invece, il regalo di fidanzamento: un anello che Cecilia aveva dimenticato in un cassetto durante lo “scasamento” dall’Eliseo e che il presidente ha elegantemente riciclato. Ed è pure lo stesso modello che aveva regalato a Carla Bruni.
A proposito di Carla Bruni, è evidente che la top-model sia stata presa per il culo: esibita davanti alle telecamere, portata in vacanza in Egitto, ma solo per gettare fumo negli occhi alla stampa e all’opinione pubblica. Nel frattempo Sarkozy coltivava nell’ombra il suo vero amore.
Il trasferimento di Clara a Parigi è rinviato alla scadenza contrattuale della giocatrice; sarà Sarkozy, per il momento, a trasferire a Taranto l’ufficio di presidenza della repubblica francese. Per il nuovo “Eliseo all’estero” pare che sia stato individuato un appartamento alle case parcheggio di via Machiavelli.
La Palafiom ha chiesto alla FIPAV il permesso di suonare la marsigliese in onore del presidente, atteso al Maria Pia per il prossimo incontro casalingo con il Salerno.
NOTE:
La foto di Sarkozy con Carla Bruni è tratta da www .repubblica.it.
Il senso della Svezia per lo sport
Ve l’avevo promesso: anche in Svezia ho lavorato per voi. Non mi sono dimenticato neanche del Manfredonia perché passeggiare per Stoccolma offre la sensazione di essere circondato da migliaia di gemelle Liguori...
La Svezia, per me, è il miglior esempio mondiale di politiche sociali. Anche se in questa sede non si può che semplificare sommariamente, io trovo che tra i simboli velleitari che vanno bene solo sulle bandiere come Che Guevara e le derive centriste, forse la risposta era lassù, nel Nordeuropa: il modello scandinavo che ha in Olof Palme il suo più noto rappresentante ma che affonda le proprie radici in decenni di buongoverno e di politiche virtuose.
Come si pratica il volley in Svezia? Qual è lo stato di salute dello sport? Quali politiche per lo sport e per i giovani vengono attuate in questo paradiso terrestre?
Grazie a Marie Bergman, giovane giocatrice del Bromma, possiamo farci un’idea del modello svedese di sport giovanile, allargando così gli orizzonti del blog.
L’ideale sarebbe confrontarci con altri modelli significativi: quello americano dei campus, ad esempio, o quello serbo della fabbrica di vittorie in tutti gli sport di squadra. O quello giapponese di Mila e Shiro... Vedremo in futuro.
Intanto ringrazio Marie per la disponibilità e per la puntualità delle sue risposte, specie se teniamo conto che la piccina ha dovuto utilizzare una lingua non sua. Sotto l’intervista in italiano (a nostro beneficio), c’è anche l’intervista in inglese perché anche lei possa riscontrare in rete i frutti del proprio lavoro.

INTERVISTA A MARIE BERGMAN
Prima raccontaci qualcosa di te, dei motivi che ti hanno indotta a giocare a pallavolo, della tua carriera e delle tue aspettative.
Bene, mi chiamo Marie Bergman, ho 17 anni e frequento la scuola superiore qui a Stoccolma. Gioco a pallavolo nel Bromma, squadra che si è formata nel settembre del 2003. E’ da allora che le mie compagne ed io giochiamo insieme. Io ho iniziato per via di Lovisa, il cui fratello maggiore giocava nel club e venne a sapere che il Bromma stava allestendo una nuova formazione. Lovisa me lo disse e così cominciammo. Probabilmente è la cosa migliore che abbia mai fatto. Nella nostra squadra non tutte hanno le stesse aspettative; alcune giocano solo per divertirsi, per incontrare le compagne. Io, però, ho propositi più ambiziosi; vorrei giocare nel campionato maggiore della Svezia.
Cos’altro fai oltre a giocare a pallavolo?
Nella nostra squadra studiamo tutte. Alcune di noi hanno ancora davanti due o tre anni per conseguire il diploma e per poter quindi lavorare o iniziare l’università. Qualcuna alterna scuola e lavoro, ma dato che ci alleniamo tre volte alla settimana ed abbiamo molto da studiare, risulta difficile trovare il tempo anche per un lavoro.
Dicci qualcosa di Bromma come quartiere.
Bromma è un sobborgo di Stoccolma, piuttosto agiato. Ci vogliono 15 minuti di metropolitana per raggiungere il centro. Abbiamo molto verde attorno al nostro quartiere e ci sono sia appartamenti che zone residenziali.
Come è organizzato il campionato di pallavolo svedese? Quali sono le principali categorie? Ci sono campionati giovanili?
La nostra squadra gioca nella 3^ divisione, area di Stoccolma. Ci sono fino a quattro divisioni qui; penso che in altre parti della Svezia siano di meno. Se vinci il campionato di 1^ divisione della tua area, hai l’opportunità di salire in Elitserien, la categoria in cui si affrontano le 10 migliori squadre della Svezia. Ovviamente c’è un campionato maschile ed uno femminile.
Ci sono anche tornei giovanili e per bambini; ogni regione organizza i propri. Ma una volta all’anno ci sono i tornei nazionali, chiamati Svenska Mästerkapen, per Under 21, Under 19, Under 17, Under 15 e Under 13.

E il Bromma, la tua squadra, in quale categoria gioca?
Il Bromma ha diverse squadre, sia maschili che femminili. Le nostre prime squadre, maschile e femminile, giocano entrambe in 1^ divisione (equivalente alla vostra serie A2). Questo significa che potrebbero aspirare alla promozione in Elitserien, ma sfortunatamente la mia società non ha al momento sufficienti risorse economiche per il salto di categoria. Però è un obiettivo dei prossimi due anni.
Secondo molti italiani, la Svezia è una specie di “paradiso terrestre” per quanto riguarda i servizi sociali, il sistema scolastico, la sanità pubblica, ecc. Immaginiamo il tuo Paese come uno Stato che premurosamente assiste i propri cittadini dalla culla alla tomba. E’ un’immagine che corrisponde alla realtà o pensi che anche il welfare svedese abbia qualche problema?
Non mi occupo molto di politica, ma cercherò di rispondere ugualmente. Io credo che la Svezia sia un ottimo Paese dove vivere e so di potermi considerare fortunata per essere nata qui. Come dici tu, in effetti, qui i cittadini sono seguiti. Se commetti un reato da minorenne, ottieni assistenza; i bambini in difficoltà ricevono molto sostegno. Non proprio tutti, ma la maggior parte, perché c’è sempre qualcuno che si occupa di te e finché frequenti la scuola gli insegnanti hanno una responsabilità che impone loro di parlare con gli studenti che manifestano o che potrebbero avere difficoltà.
Però, ovviamente, anche noi abbiamo i nostri problemi. Ad esempio, ci sono persone senza fissa dimora che vivono per le strade, ma ci sono dei ricoveri e ci sono risorse che possono essere attivate, così se una persona in difficoltà si sforza di utilizzarle non è impossibile ricostruirsi una vita migliore.
Tu parli di sistema scolastico e di sanità pubblica; tutti vanno a scuola, i primi nove anni sono obbligatori, tra i 7 e i 15 di età. Poi puoi studiare per altri tre anni (quando ne hai 16-19) prima di accedere all’università. Questi tre anni non sono obbligatori ma quasi tutti proseguono gli studi. E il servizio sanitario è gratuito fino ai 18 anni di età, quindi per ora non devo ancora preoccuparmene.
Quante ore sono dedicate allo sport nelle scuole svedesi e come sono impiegate? E’ vero che la scuola svedese dedica molto tempo ad attività extrascolastiche (sport, teatro, musica, ecc.)? Tu cosa fai, ad esempio?
In Svezia ogni scuola può regolarsi diversamente, ma di solito c’è un’ora alla settimana per lo sport, rigorosamente guidata dall’insegnante. Tranne nell’ultimo anno di scuola obbligatoria, quando gli studenti devono tenere una lezione di sport per poter ottenere la promozione.
Pratichiamo molti sport diversi sia perché è più divertente e sia perché in questo modo gli allievi hanno più opportunità per scegliere la disciplina più gradita. Abbiamo anche attività extrascolastiche legate alla pittura, ad esempio, o al teatro e alla musica. Sono attività che ci rilassano e che, al pari dello sport, ci permettono di riempire il tempo libero.
E’ vero che il 50% dei giovani e dei bambini di Stoccolma sono iscritti a società sportive?
Non saprei esattamente. Forse è un dato corretto per i bambini ma non per i ragazzi della mia età perché credo che molti giovani si stanchino di proseguire quello che magari hanno fatto per anni e preferiscono piuttosto dedicare più attenzioni allo studio. Oppure preferiscono semplicemente uscire con i propri amici, andare alle feste o cose del genere.

Com’è la situazione degli sport dilettantistici o giovanili in Svezia? Qui in Italia abbiamo avuto qualche problema con aggressioni o con eccessive pressioni dei genitori sui propri figli perché diventassero piccoli campioncini. Talvolta arbitri o allenatori sono stati aggrediti per aver preso decisioni a discapito di questi ragazzini. Pensi che in Svezia ci sia una valida cultura dello sport o ci sono anche lì problemi di violenza o di eccessive aspettative verso campioncini in erba?
Qui in Svezia abbiamo una parola, lagom, che non esiste in nessun altro Paese ed è simpatica; significa grosso modo “non troppo, non troppo poco, una via di mezzo”. Moderazione. Ed è così che siamo in Svezia. Non ci piace litigare; non prendiamo eccessiva confidenza con persone che non conosciamo. Non alziamo la voce. Se un genitore aggredisse un arbitro o un allenatore, probabilmente ne parlerebbe il telegiornale. Però anche noi abbiamo il problema degli eccessivi investimenti emotivi nei piccoli praticanti, desiderati come “piccoli campioni”. Vengono lanciati in squadra da piccoli e se non sono abbastanza bravi a 8 anni possono essere rispediti in panchina dove restano per l’intera stagione. Questo avviene soprattutto nel calcio dato che molti svedesi sono convinti di essere una grande nazione calcistica. Io credo che sia una sopravvalutazione, ma pazienza. Sì, questo è stato motivo di dibattito sui giornali.
Le squadre di volley ricevono aiuti economici dallo Stato, dal Comune o da privati? Pensi che il Bromma abbia quanto gli serve per finanziare le proprie attività?
Mi sembra che abbiamo un piccolo contributo economico dallo Stato, ma non sono proprio sicura. Lo Stato ci fornisce le strutture per allenarci e per giocare; i tempi di utilizzo dipendono dal numero di giovani (fino a 21 anni) che fanno attività durante la stagione. Non abbiamo molti quattrini. Quando giochiamo in trasferta o in altri tornei dobbiamo sempre mettere mano al nostro portafoglio personale per poter viaggiare.
Parte della popolazione di Stoccolma è costituita da immigrati. Lo sport è utilizzato anche come strumento di integrazione?
Un po’ sì, ma non come si potrebbe. Spesso si inizia a praticare sport nel proprio quartiere di residenza e in questo modo si entra a far parte di una squadra composta da persone che vivono nella stessa zona. Ma naturalmente quando giochi contro squadre provenienti da quartieri di Stoccolma abitati da immigrati, entri in contatto con queste realtà. Sfortunatamente penso che molti immigrati non abbiano le stesse possibilità di praticare sport che ci sono nei quartieri più benestanti. Nelle loro zone si preferisce investire nelle abitazioni piuttosto che nelle strutture sportive.
Ci sono buoni impianti per il volley in Svezia?
Tranne per alcune strutture al coperto destinate al beach-volley, non ci sono palazzetti costruiti appositamente per il volley. E molte strutture non hanno la giusta delimitazione del campo o le attrezzature adatte alla pallavolo, che è uno sport poco considerato in Svezia. Comunque è uno sport in ascesa e sarà necessario fare alcuni cambiamenti nel futuro.

In effetti la Svezia dev’essere più attrezzata per gli sport invernali. In altri sport come la pallavolo, però, il tuo Paese non ottiene molti successi a livello internazionale. Non come la Serbia, ad esempio, pur avendo la stessa popolazione e maggiori risorse. Come mai?
Non abbiamo una grande tradizione pallavolistica. Il volley ha poco spazio sui media e le nostre squadre ricevono scarsa attenzione e questo complica il reperimento di sponsor e l’acquisizione di denaro.
L’ultima volta che la Svezia ha ben figurato in una competizione internazionale è stato agli Europei del 1989, in cui arrivammo secondi. Io non ero neanche nata e non posso ricordarlo, ma ho saputo che l’interesse della gente è scemato dal momento che non c’è stata continuità nei risultati. Sembra che la gente si appassioni a questa disciplina soltanto se ci sono buoni risultati.
Recentemente abbiamo avuto grossi problemi con il calcio, completamente corrotto: corruzione, doping, violenza, affari, scommesse illegali. Pensi che gli sport svedesi siano puliti?
Quanto meno più puliti. Guardiamo con molta severità a questi fenomeni, che sono considerati vergognosi. Il nostro principale problema in Svezia credo che siano le tifoserie del calcio. Ogni volta che c’è un derby in città, si verificano scontri violenti tra tifosi, alcuni dei quali cercano esclusivamente il conflitto. Lo scorso anno una squadra è stato retrocessa di categoria proprio in conseguenza dei gravi danni causati dai suoi sostenitori.
Gli sport femminili in Svezia hanno la stessa “dignità” di quelli maschili, ad esempio ottenendo gli stessi spazi televisivi?
Non hanno gli stessi spazi, ma le cose stanno migliorando. Ogni volta che ci sono squadre maschili di calcio in TV, però, gli sport femminili vengono estromessi.

Qual è la capienza del palazzetto del Bromma e quanta gente viene a vedere le vostre partite?
Direi che la nostra struttura può contenere 50 persone e si tratta esclusivamente di parenti e amici. Il numero varia di solito da 0 a 30, penso. Il volley non è molto popolare; le partite più importanti in Svezia non richiamano più di 500 spettatori.
Quali sono gli obiettivi del Bromma (ed i tuoi) per questa stagione?
Il nostro obiettivo è la permanenza, magari tentando la promozione, ma è una possibilità resa difficile dalla concorrenza di due ottime squadre nella nostra divisione.
Il mio obiettivo personale è quello di entrare in prima squadra l’anno prossimo. Già quest’anno mi alleno due volte alla settimana con la mia squadra e una volta con la formazione maggiore. E’ divertente e spero di trovare un posto in quella squadra il più presto possibile.

Cosa ti piace dell’Italia? Ci sei già stata? Cosa conosci del nostro volley?
Credo che l’Italia sia un Paese bellissimo. Ci sono stata due volte, a Venezia e soprattutto a Cesenatico l’estate scorsa, dove ho partecipato all’Eurocamp di volley. E’ stata una grande settimana con pallavolo al coperto e beach volley. Non conosco molto della pallavolo italiana, tuttavia è stato splendido essere lì d’estate e dato che avevo studiato italiano a scuola l’anno prima, ho avuto l’opportunità di parlarlo un po’. Dopo ho smesso di studiarlo e quindi l’ho un po’ dimenticato.
Ciao!
Marie
NOTE:
Alcune foto sono cortesemente offerte dal Bromma C e da http://brommavolley.blogg.se.
Marie's sense of volley
INTERVIEW WITH MARIE BERGMAN
Something about you. Your volley career, your volley-rule, the reason for you decided to play volley, your ambitions about volley.
Well my name is Marie and I am 17 years old and go to school here in Stockholm city. Our team began to play in the year of
Do you study or work?
Everyone in our team study, most of us have two or three years school years left before we graduate and can go on to work or to university . Some have work on the side of school but since we have practice three times a week and a lot to do in school it’s hard to make time for a job.
Something about Bromma as quarter. Is it nice, interesting, etc.?
Bromma is a wealthy part of Stockholm, a suburb to the city; it takes 15 min to go in to the city with the subway. We have quite a lot of nature areas around here and there are both apartments and residential districts.
How is organized the Swedish volley championship? Are there national and regional categories? And Under 19, Under 16,, etc. championships?
Our team plays in division 3 here in the Stockholm area. There are up to div 4 here but I think it’s less in other parts of Sweden. If you win division
There are also tournaments for children and teenagers. Each region has its own tournament. But once a year there are the Swedish tournaments, there are different ages as you said, for children and teenagers we have SM (Svenska Mästerskapen = Swedish tournaments) for Under21, Under19, Under17, Under15 and Under 13.

Something about Bromma volley club. In which category do you play?
Bromma has several teams both on the women’s side and the men’s side. Both of our top women and men’s team are high in division 1 which means that they are close to go up to the elite division, un fortunate our club does not have the money to make that staking right now but that is a goal in a couple of years.
In the opinion of many Italians, Sweden is a sort of “heaven on earth” for what concerns welfare, education, public health service, etc. We still imagine your country as the place where a solicitous State see their citizens from the cradle to the grave. Is it a true vision or do you think that Swedish welfare system has its problems too? Which problems?
I don’t know a lot about politic but I will try to answer the question. I do think Sweden is a great country to live in, and I know I’m lucky being born here. Because as you mention; you as a citizens are being seen. If you commit a crime as a teenager you get help, children in trouble gets a lot of help. Not everyone but most, because there are always someone who sees you as long you are I school, teachers have a responsibility that says that if they think a student is in trouble or feel bad they have to talk to this student.

But of course we have problems too, we have homeless people living on the streets but there are shelters and there are help to get so if you as a homeless person try your best it’s definitely not impossible to get a better life again.
You mention education and public health service, everyone goes to school, the first 9 years of school is compulsory, when you are 7-15. Then you can study 3 more years in a higher school (when you are 16-19) before you can go to university. You don’t have to go these 3 years but almost everyone do. And public health service is free for everyone under 18 so I don’t have to bother yet.
How many hours are devoted to sport in Swedish schools (primary, secondary, etc.) and how are they used? Is it true that Swedish schools devotes much time for extra-school activities (sport, theatre, music, etc.)? What did you do at school, for exemple?
In Sweden it’s different from school to school but the most common is one hour a week and it’s totally led by the teacher. Except from last year in compulsory school, when the students has to lead a lesson to get a higher grade.
We do a lot of different sports, because it’s funnier that way and to give the students a chance to find a sport you like. We also have extra-school activities as you mention, we see art as painting, theater and music as something that calms us and as with sports gives students a chance to find something they like to do in there spare time.
Is it true that 50% of children and teenagers in Stokholm are members of sport clubs?
It’s a good question, I don’t have any idea, but I do not think so, maybe younger children but at my age I think a lot of teenager gets bored of what they may have done for a lot of years and might want to focus on their studies instead. Or as a lot of teenagers, they just want to hang out with their friends, party and stuff like that.

Which is the situation of amateur sport (sport played by kids) in Sweden? Here in Italy we have some problems: violence and parents who pretend their sons and daughters must be considered as "small champions". So coaches and referees are attacked if they take decisions against the interests of their kids and children are stressed by excessive expectations. Do you think there’s a strong “culture of sport” in Sweden or are there problems concerning premature athletics or lack of sporting fairness?
Here in Sweden we have a word called “lagom”, it doesn’t exist in any other country which is funny, but it means something like “not too much, not to little, somewhere in between”. And that is how we are in Sweden, and we don’t like to bother each other, people we don’t know. We are not very loud. If a parent would attacked a referee or coach it would probably be a in the news. But we do have the problem of wanting the children to be “small champions”. They top the teams in early years and if you’re not good enough an 8 year old could be put on the bench for a whole season. This is especially in football since most Swedes consider us as a big football nation. I think it’s overrated but anyway. This has come up as a discussion in the papers.
Do volley clubs receive economical helps from the State, the Municipality, private firms? Do you think Bromma has enough economical resources for your activities (play-away costs, equipments, etc.)?
I do think we get a bit economical helps from the state but I’m not sure. I know though that we get halls to practice and play in from the state and how much hall time a club gets depends on how much youths (up to 21) you have active during the season. We don’t have enough resources dough. When we are going away on different tournaments we always have to pay some extra money from our own pockets to be able to go.
Part of Stokholm population is made by immigrants. Is sport used as a way to promote integration. How?
Well a bit, but maybe not as much as it could be. Most often you play your sport where you live, and in that way you get into a team with people who live where you live. But of course by playing against teams from immigrants parts of Stockholm you get in touch with these parts of the city. Unfortunate I think that some immigrants don’t have the same possibility to do sports as we have in the wealthy areas. Because they don’t have the money, the are were they live might have propitiated apartments over sport buildings.
Are there good constructions (sport-palaces, gymnasiums) where to play volley in Sweden?
Except from a few indoor beach volley halls there are no buildings built for volleyball. And a lot of halls don’t even have the correct lines or equipment to play volleyball, it’s a small sport here in Sweden. But there are enough right now but since it is a growing sport it might be necessary to make some chances in the future.
Sweden has probably good sport-palaces and gymnasiums and sports (not only so called “winter sports”) have their importance in the scolastic system - I think. But Sweden doesn’t win much in international competions. Not much as Serbia, for exemple, which has almost the same popolation but less resources. Why in your opinion?
I assume that you talk about volleyball now. I don’t think that we have a long volleyball tradition here in Sweden but I don’t know why. Volleyball doesn’t get much space in media and the Swedish teams don’t get a lot of attention, which makes it hard to get sponsors, which makes it hard to put a lot of money into it. This of course leads to not so good results. The latest time Sweden did good in an international competition was in 1989 when Sweden came second best in the European championships. I wasn’t even born then so I don’t remember it, but from what I have heard people lost their interest as soon it didn’t went so well any longer. It seems as though people only bother to care if we are doing good.

We have a lot of problems with Italian football, completely rotten: corruption, doping, violence, business, illegal bets. Do you think that Swedish sports are "clean"?
At least cleaner. We look very hard upon all of these problems and are considered a shame. Our biggest problem I think is the Swedish football supporters. Whenever there is a derby here in the city there is a lot of violence between supporters. Supporters who only go to fight. Last year a football team had to go down one division because supporters had destroyed so much.
Do female sports have the same "dignity" of male sports in Sweden, for exemple on tv?
It doesn’t get as much TV time even if it’s getting better. Every time the male football team plays it’s on TV, the females games has to be off bigger importance to be on TV.

How many spectators can stay in the palace of sport where Bromma plays? How many people come to see your matches?
I would say top 50 people would fit were we play our games. There are only relatives and friends that watch our games. It can be 0-30 people I think. Volleyball isn’t very big. The highest games here in Sweden has a visitors number on around 500 people.
Which target has Bromma for the next season (talking about results)? And which are your personal targets for next season?
Our target is to stay were we are, if possible go up one level even though it could be hard since we have 2 good teams in our division.
My personal target is to get to play with the club’s best women team next season. This season I practice with my team 2 times a week and with the best women team once a week. It’s really fun and I hope to have a place in that team as soon as possible.

What do you like of Italy? Have you ever been here? What do you know about Italian volley?
I think Italy is a beautiful country. I have been there twice, once in Venice and most reason I was there this summer in Cesenatico, I were actually in Eurocamp to practice volleyball. It was a great week with both indoor and beach volleyball. I don’t know a lot about Italian volley though. But it was great to bee there in the summer and since I studied Italian last year in school I had the chance to use it a bit. I don’t study Italian any longer though so I have forgotten a lot.
Ciao!
Marie
NOTE:
Some pictures are courtesy by Bromma C and http://brommavolley.blogg.se.
Lanciano-Palafiom Taranto 2-3

Sabato 19 gennaio 2008 – ore 20.30
Bugia. Non mi dimetto.
Però a Lanciano non ci sono andato veramente e quindi non c’è la cronaca della partita. Lascio che siano i presenti a farla, magari attraverso i commenti.
Qualcosa, però, posso scriverla lo stesso. Tanto per cominciare, il ricordo di John Lennon nel post di due giorni fa è stato profetico:
E’ tempo di stendere le ali e volare,
non lasciar trascorrere un altro giorno, amore mio,
sarà come ricominciare di nuovo.
E a Lanciano la Palafiom stende le ali e vola, vola, vola!
Poi la cronaca di Lanciano-Palafiom può essere concentrata in due sms. Anche se non è bello divulgare il contenuto di comunicazioni private, per una volta faccio un’eccezione.
Il primo sms, già rappresentato nel disegno di sopra, descriveva la partita (una trasferta all’antica, spartana, senza pullman) in questo modo: “E’ sembrato un blitz malavitoso.. siamo arrivati velocissimi con due macchine.. abbiamo agito e siamo scappati..”
Il secondo sms, ricevuto da una fonte anonima, purtroppo non posso pubblicarlo a causa della sua volgarità (“Che partita..cazzo che partita!”), ma avrebbe dato un’idea chiara e concisa di quanto è avvenuto sul parquet del Pala Santa Rita.
Angeleyes spero che tu ci sia stato; ti avevo detto che a Lanciano avresti visto la vera Palafiom!
Mi è stato fatto notare che sotto il titolo “Lanciano-Palafiom Taranto 2-3” si parla in realtà di Ceglie-San Pietro Vernotico. In effetti è vero. Non disponendo, tuttavia, di una sfera cristallo non posso inventare la narrazione di una partita che non ho visto. Se siete d’accordo, posso, però, introdurre una sintesi seria dell’evento, ricavata dal racconto di chi c’era. In questo modo, per usare un linguaggio burocratico, anche questa partita resta agli atti. Per la storia...
E poiché un testo senza immagini pare brutto, inserisco qualche foto di repertorio.
E’ stata probabilmente la più bella partita disputata dalla squadra di coach Presta in questo campionato. Il valore ed il gioco spettacolare delle padrone di casa non hanno fatto che aumentare l’intensità del match e naturalmente la soddisfazione delle rossoblù per essere uscite vittoriose da una combattuta maratona di quasi due ore.
La Palafiom conferma la crescita di rendimento e si affida alle armi tradizionali del proprio repertorio, in particolare a servizi che mettono spesso in crisi la ricezione avversaria. Ma in terra abruzzese ad aver fatto la differenza è un altro fondamentale, il muro, che le rossoblù hanno sfruttato con continuità ed efficacia. E naturalmente va sottolineata l’ottima prestazione individuale di tutte le atlete scese in campo, con una particolare menzione per l’aggressività di Mucci in attacco e per la padronanza con cui Clemente ha imposto il muro sulle avversarie.

Parte bene la Sangritana Lanciano nel primo set, ma la Palafiom dimostra subito di essere in una serata favorevole e non concede molto vantaggio alle padrone di casa, avanti solo di un punto ai due time-out tecnici. Un solo scatto per le tarantine, ma bruciante e decisivo: sul 20-21 le ragazze di coach Presta si affidano ad una Mucci irresistibile, trovano un break di quattro punti (24-21) e chiudono il set sul 25-22.
La Sangritana domina il secondo set, sfruttando un proficuo turno in battuta della temibile Di Giosaffatte (15-7), e nonostante la reazione delle ospiti vanno a chiudere il parziale senza particolari difficoltà (25-19).
Il terzo set è speculare al secondo e questa volta le protagoniste sono le rossoblù. Una partenza bruciante le porta alla prima pausa tecnica con cinque punti di vantaggio (3-8). La concentrazione e la determinazione delle atlete consentirà alla Palafiom di amministrare fino al 19-25.
La massima intensità dell’incontro si riscontra nel quarto set, un’autentica battaglia sportiva caratterizzata da un equilibrio straordinario. Guizzo delle tarantine che accumulano un vantaggio di tre punti (7-10), ma la Sangritana rimonta rapidamente (11-11) e costringe la Palafiom ad un duello in cui proprio non riesce ad emergere un vincitore fino al 21-22. Fino al momento in cui le rossoblù trovano un altro colpo d’ala che vale il pareggio dei set (22-25).
Grande equilibrio anche nella prima metà del tie-break. L’allungo delle abruzzesi (8-6) si arresta sul servizio della Buso. A questo punto Clemente e Tinelli alzano un muro insormontabile e Mucci mette a terra palloni determinanti per questa splendida vittoria esterna (9-15), la seconda consecutiva per le atlete di coach Presta.
Sangritana Lanciano: Piazza, Corzo, Dalerci, Di Giosaffatte, Colacioppo, Pomponio, Caporale (L). N.E.: Rossi, Trivilino, Cotelessa – All. Litterio.
Palafiom Taranto: Garaguso, Buso, Benefico, Clemente, Mucci, Tinelli, Certa, Mereu (L). N.E.: Gallo Ingrao, Marcianò, Mastandrea – All. Presta.

Altri risultati: Massafra-Manoppello 2-3, Salerno-Aversa 3-1, Manfredonia-Scafati 0-3, Ester Napoli-Ostuni 1-3, Potenza-Valenzano 1-3, Trani-Orion Napoli 3-2.
Classifica: Valenzano 35, Orion Napoli e Trani 32, Potenza e Lanciano 23, Manoppello 22, Salerno 20, Scafati 16, Massafra 14, Manfredonia, PALAFIOM TA e Ostuni 13, Ester Napoli 12, Aversa 5.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 750,00; Ester Napoli 185,00; Salerno 170,00; Aversa, Trani e Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.
Anche Scafati vola! Altri 360 euro di multa in un colpo solo “per aver il pubblico sostenitore rivolto nel corso di tutta la gara frasi offensive all’indirizzo della coppia arbitrale, nonché alle atlete della squadra avversaria durante la gara; altresì per aver un isolato spettatore (avrei un vago sospetto..., nda) rivolto nei confronti del 1° arbitro frasi minacciose durante l’incontro. Recidiva”.
Sangue del nostro sangue: Marianna-Milano 0-0, Marsala-Marcella 1-3.
Prossimo turno: Ester Napoli-PALAFIOM TA, sabato 26 gennaio, ore 18.00. Prossimo impegno casalingo: PALAFIOM TA-Salerno, sabato 2 febbraio, ore 18.00 al Maria Pia.
Vediamo come abbiamo trascorso questo sabato alternativo.
Valentina ha fatto una visita di cortesia a Donatella, insieme a mezzo staff della Palafiom.

(Forza ragazze, non mollate; c’è ancora tutto un girone di ritorno!).
Io mi sono dedicato alla serie C, anzi diciamo che sono rimasto in B2, visti il livello tecnico e la spettacolarità della partita a cui ho assistito: Ceglie-San Pietro Vernotico 3-2. L’unico rammarico è che, trattandosi di due squadre amiche, non ho potuto tifare perché avrei tifato per entrambe. Ho ammirato in rispettoso e religioso silenzio.
Devo essere sincero: non ho ancora visto giocare il Tuglie quest’anno, ma, se è la stessa squadra dell’anno scorso con in più gli innesti di Isceri e del killer Albino, credo che sia la favorita per la vittoria finale. Però il Ceglie e il San Pietro Vernotico di ieri sera possono certamente insidiare il primato della corazzata salentina. E’ stata una delle più belle partite di pallavolo a cui abbia assistito, per il valore tecnico delle due squadre, per il gioco, per le individualità, per l’incertezza del risultato, per le emozioni. Se Ceglie avesse avuto il carcere sarebbe stata una piccola Lanciano...

Fra l’altro hanno ben figurato le giocatrici con certificazione “Trombetta 9001”. Pierpaola è la solita trascinatrice e in uno scambio è stata autrice di circa 25 muri a uno. Anche in questo incontro ha dialogato spesso con l’arbitro, ma chi non vorrebbe dialogare con lei...? Grande Corvino, come sempre; ottima la nuova palleggiatrice; un po’ in ombra i posti quattro rispetto ai loro potenziali (e notevoli) standard. Forza Ninetta, arripìgghiate!
Comunque, se all’Azzurra Lecce, alla Tempesta, al Tuglie e al Ceglie (e al Massafra...) sostanzialmente porto bene, devo prendere atto che al San Pietro Vernotico invece porto sfiga. Io ci ho provato, mi dispiace. Al massimo, andrò a rivederlo giocare contro l’ultima o la penultima in classifica, così non ci dovrebbero essere pericoli e migliorerebbe la mia statistica personale.

Dall’altra parte, accanto ad una costante e precisa Di Coste e ad una esplosiva Coppola, è emersa la stella di Valentina De Mitri, protagonista assoluta e decisiva della fase finale della partita. Veramente ha giocato bene per tutta la partita, ma soprattutto tra il quarto set e il tie-break la schiacciatrice cegliese ha messo a terra una serie infinita e inarrestabile di palloni. Non lo dico perché la stimo e mi sta simpatica; ci sono i testimoni.
NOTE:
La foto di Lanciano è tratta da http://it.wikipedia.org.
Dopo Mastella, si dimette anche Trombetta

Clamoroso divorzio in casa Palafiom alla vigilia della trasferta di Lanciano: Trombetta non si presenta al raduno della squadra ed abbandona la società di via Golfo di Taranto.
Il sostenitore-blogger della Palafiom esprime con amarezza tutto il proprio risentimento: “Non ho partecipato alla trasferta di Lanciano perché ormai ho compreso che esiste una vera e propria incompatibilità ambientale. Solo quattro giocatrici hanno inviato commenti al blog dall’inizio del campionato. Non lo leggono neanche. In più le mie videoriprese da fondocampo vengono definite sconfortanti, quando la colpa è delle batterie che si spengono. Insomma, ho capito di non essere apprezzato.”
Trombetta si è anche difeso in Parlamento con un discorso che ricorda, molto vagamente, quello dell’ex-ministro della Giustizia, Clemente Mastella.

“Avrei voluto fare un discorso diverso – dice Trombetta - parlando magari di Lanciano-Palafiom, ma in Abruzzo non ci vado. Mi dispiace per i lettori di Atessa, che presumibilmente attendevano il consueto resoconto. Ma, come preannunciato dalla fuga di notizie sulla stampa, vi parlo con il dolore nel cuore di chi è stato colpito negli affetti più profondi.
Ho sperato che la frattura tra me e la Palafiom potesse essere ricomposta, ma devo prendere atto che nonostante abbia lavorato giorno e notte per un blog affidabile sono stato percepito da frange estremiste come un avversario da contrastare.
E’ iniziato un tiro al bersaglio nei miei confronti, quasi una caccia all’uomo, un’autentica persecuzione. Il mio computer è stato intercettato confermando l’urgenza di porre un argine all’invadenza della magistratura nella vita dei cittadini e il monitor è persino stato bruciato quale atto intimidatorio.
Mi dimetto per essere più libero politicamente e umanamente, perché tra l’amore per la pallavolo e il potere scelgo il primo.
Ieri, peraltro, ho ricevuto un invito che non si poteva rifiutare.
Se non otterrò la solidarietà di tutta la maggioranza, potrei prendere in considerazione le offerte pervenute per trasferire il blog in altre sedi. E sarà anche crisi di governo”.
Come sempre molto diplomatica la replica diramata dal coach della Palafiom pochi minuti prima dell’avvio di Lanciano-Palafiom: “Bastardo, traditore!”
Più blanda la dichiarazione di Romano Prodi: “Sarei solidale anche con Trombetta e lo includerei persino nella compagine governativa, ma senza concussione, abuso d’ufficio ed associazione per delinquere, come faccio a farlo ministro della Giustizia...?”
Just like starting six

It’s time to spread our wings and fly,
don’t let another day go by, my love,
it’ll be just like starting six – starting six
(John Lennon) [1]
Visto che, pur in assenza di una voce adeguata, devo fare lo speaker, ho deciso di documentarmi. I regolamenti nel volley sono impressionanti per la mole di aspetti che vengono disciplinati. Mi sorprende che non sia ancora stata istituita la laurea breve in Giurisprudenza pallavolistica.
La fonte che mi interessa, in questo caso, dovrebbe essere Il protocollo di gara per i campionati di serie B (con starting six).
Ahimé, quello che ho recuperato in rete si riferisce alla stagione sportiva 2006/2007; speriamo che non ci siano state modifiche nella Finanziaria di quest’anno.
Ma, d’altra parte, non ho altri elementi di studio e di paragone. Nonostante le mie aspettative, sino adesso in trasferta non ho ancora visto un “collega-speaker”. Mi sarebbe piaciuto sapere soprattutto che cosa dicono per presentare la partita prima dello starting six. Io, oltre ad invitare il pubblico ad una condotta regolare e a spendere due parole sul curriculum delle avversarie, non saprei cosa aggiungere. Magari dalla prossima partita vi racconto un paio di barzellette mentre le ragazze si sistemano.
Ma torniamo al protocollo. Tanto per cominciare mi imbatto per caso nella norma in base alla quale i capitani (basta che lo voglia un solo capitano) possono chiedere di svolgere il riscaldamento separatamente. Circostanza a cui non ho mai assistito. E perché dovrebbero? Forse perché nella partita d’andata è successo qualcosa di spiacevole? In tal caso una capitana potrebbe dire: “Non ci vogliamo riscaldare con voi. All’andata siete state stronze e adesso ci siamo offese. Ognuno si riscaldi per i cavoli propri; più tardi vi incontriamo, meglio è”...
E’ mai successo?
Veniamo alla presentazione.
Quando le squadre sono schierate, lo speaker annuncia la gara.

I nomi degli arbitri e la loro città di residenza (o le federazioni di appartenenza; su questo decidono gli interessati) dovrebbero essere annunciati mentre gli stessi vanno a posizionarsi sul terreno di gioco, prima di raggiungere le rispettive postazioni. D’altra parte annunciare l’arbitro mentre sale la scaletta può essere pericoloso; non sia mai che il cristiano perda l’equilibrio per salutare e azzùpp’ ‘nderr’.
A questo punto posso annunciare lo starting six, iniziando dalla squadra che ha il primo servizio. Siccome già è ‘nu casìne procurarsi nomi, cognomi e soprattutto numeri (il sestetto va letto dal più basso al più alto numero di maglia) nei sei minuti che precedono la partita, andare pure a documentarsi su chi abbia vinto il sorteggio con la monetina sarebbe troppo complicato. Per convenzione e per cavalleria al Maria Pia facciamo uno strappo protocollare e presentiamo prima la squadra ospite.
Altra concessione interpretativa: aggiungo i nomi ai cognomi in modo da rendere il clima più cordiale e meno formale (senza contare che con squadre costituite per due terzi da coppie di sorelle, come il Manfredonia, i soli cognomi sarebbero di scarso aiuto).

Ora viene il bello. “Ciascuna atleta, - dice il protocollo - all’annuncio del proprio cognome, si deve alzare dalla panchina e recandosi verso il centro del proprio campo, deve salutare il pubblico agitando la/le mano/i”.
Deve.
Galateo imposto con la forza.
E se il pubblico sta fischiando invece di applaudire? Le giocatrici devono salutare lo stesso “agitando la/le mano/i”? A caricatura?
E poi perché “agitando la/le mano/i”? Forse per reprimere eventuali manifestazioni ideologiche, tipo saluti romani o pugni chiusi? E se una volesse dare un bacetto ai tifosi è vietato? Se volesse fare un inchino?
No, bisogna per forza fare “ciao ciao” con la manina. O le manine. Se non altro alle atlete resta la discrezionalità riguardo al numero di mani da agitare.

Comunque, ho trovato un “buco” normativo nel protocollo, qualcosa che non è disciplinato: ciascuna atleta, come abbiamo visto, si deve alzare dalla panchina e recandosi verso il centro del proprio campo... ecc.
“Recandosi”.
Non è precisato se l’atleta debba camminare, correre, saltellare. Di solito le atlete corrono, ma nulla vieta di fare una flemmatica passeggiata o – meglio ancora – di entrare in campo con una bella capriola a testa in giù o un triplo carpiato.
Ragazze, siate creative!
NOTE:
(1) LENNON, J., (Just like) starting over, 1980.
Le foto sono di Luca.
1-3, il risultato più irritante

Quando perdi 0-3, come a Manoppello o come con l’Ostuni, ci resti male ma riesci a fartene una ragione. Sei deluso per la prestazione della squadra, ma il risultato rispecchia l’andamento della partita e non c’è nulla da eccepire. Anche restare a secco di punti è una conseguenza appropriata di quella prestazione.
Quando perdi 2-3, può anche darsi che ci siano motivi di rammarico (rendimento altalenante, mancanza di “cattiveria” al tie-break, calo di concentrazione, episodi, ecc.), ma almeno c’è la consolazione del punticino. Che, a seconda dei casi, può anche essere un punto d’oro (come nel derby con il Valenzano).
La cosa peggiore in assoluto è perdere 1-3. In tal caso non si è giocato male, o almeno non sempre. In un set si è raggiunto il traguardo di 25 punti prima dell’avversario. Ed è raro che in questi casi i tre parziali perduti siano tutti stati giocati disastrosamente; almeno in uno, di solito, si è lottato fino alla fine. Non c’è nulla di più irritante, allora, che perdere una partita in cui si è fatto qualcosa di buono e restare completamente a secco di punti.
Prendiamo l’1-3 con il Salerno. Un set vinto bene (25-17) e uno perso sul filo di lana dopo essere stati sul 21-17. E alla fine di questa partita non ci resta nulla.

Oppure la partita con l’Orion Napoli. Eravamo in vantaggio di un set con l’allora capolista (evento già lodevole di per sé), nel terzo set si è lottato sino al 21-23 e alla fine non c’è neanche la consolazione di un punticino.
E il recente derby con il Trani, caso ancora più eclatante: vittoria nel primo set, vantaggio per 23-21 nel secondo, rimonta da 9-16 a 15-17 nel terzo e alla fine si resta con la saccoccia vuota.
Io propongo di attribuire un punto in classifica ogni cinque 1-3 o almeno di assegnare alle squadre che perdono con quel risultato un bonus da 100 euro spendibile in negozi convenzionati. O magari sgravi fiscali...
A parte gli scherzi, quello che trovo discutibile è il fatto (ma chiedo conferma) che a parità di punti in classifica prevalga il maggior numero di vittorie piuttosto che la differenza set che darebbe un valore, sia pur minimo, anche alle sconfitte per 1-3.
Taranto, rapinata la gioielleria sbagliata

NOTE:
L’articolo sulla rapina alla gioielleria Ferrante è di TarantOggi, 15 gen 2008, pag. 3.
Palafiom Taranto-Trani 1-3

Sabato 12 gennaio 2008 – ore 18.00
E’ noioso scrivere delle partite casalinghe della Palafiom. Il derby con il Trani è stato intenso, emozionante, ma vuoi mettere con l’avventura del viaggio ad Aversa? Mah, pazienza.
Cominciamo con la cronaca giudiziaria. Valentina Testini, che in estate sembrava orientata a giocare con il Trani, è stata squalificata dalla Federazione per sei mesi. Per la società barese – leggiamo da un comunicato-stampa – si tratta di una rivincita morale. Bene, siete appagati, avete avuto giustizia; oggi fateci vincere...
Nella Palafiom, invece, si apre un caso: le Under 18, dopo la conquista del titolo provinciale, pretendono un adeguamento contrattuale che contempli 25mila euro di stipendio mensile, un personal-trainer e una villa sulla litoranea. Le resistenze della società hanno indotto le atlete a scioperare. Tranne le giocatrici inserite nella rosa della prima squadra, le Under 18 non si sono presentate in palestra rischiando di compromettere il servizio di asciugatura del parquet.
Anche Luca deve portare una giustificazione scritta se vuole essere riammesso al Maria Pia... Chi è andato a vedere? Come si è permesso? Pure io ogni tanto vado a vedere gli amici, ma non quando gioca la Palafiom.

Nel Trani figurano ben quattro mamme; quando giocano hanno bisogno di un asilo nido aziendale. Appena arrivano al Maria Pia, le atlete-mamme si preoccupano di far fare la pipì ai bambini; l’allenatore si preoccupa di far fare la pipì alle atlete-mamme.
A proposito di mamme e di quasi-mamme, in tribuna c’è sempre la mitica Alessandra Passaro, ormai all’ottavo mese di gravidanza. Fa bene a venire in palestra. In questo modo fa introiettare alla nascitura l’atmosfera del grande volley. A fine partita ed in presenza di testimoni, Alessandra si impegnerà persino a sgravare al Maria Pia durante una partita della Palafiom. Onde evitare procedimenti giudiziari in Federazione, chiariamo subito che il cartellino della piccina è già di Marcello.

Durante il riscaldamento, Michela diventa steward e fa cortesemente spostare gli Afecionados del Trani dall’altra parte della tribuna [in realtà sono i CUCS Trani - vedasi commento].
Mary, che indossa una collana composta da peperoncini, ed io aderiamo alla campagna per l’accesso universale all’acqua potabile. L’acqua è un diritto che dev’essere garantito a tutti, anche alle giocatrici del Trani. Per questo facciamo un salto al supermercato.

Altri problemini tecnici. Il microfono si inceppa sempre sul più bello, ma questa volta si inceppa anche lo speaker, che, dopo aver trapanato le palle per mezz’ora ai dirigenti ospiti per sapere presenti, assenti, numeri di maglia, ruoli, nomi e soprannomi, sbaglia il libero della Palafiom. Manuela si stava già fiondando sul parquet, eh? Per coprire il mio errore o per approfittare della distrazione?
Gioca, invece, Simona Mereu. Con lei, Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Michela Benefico e Simona Mucci laterali. In panchina, Rossella Garaguso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò, Silvia Mastandrea e Manuela Voglino (che ancòra non ‘ngi agghie capìte ci si chiam’ Manuela o Emanuela).
Primadonna Trani con Rossella Di Bari (che sostituisce l’alzatrice titolare Rosa Ricci), Roberta Valente, Giusi Caterina, Raffaella Balducci, Doriana Bisceglia, Barbara Krambeck e il libero Marianna Del Rosso. In panchina con coach Antonio Chieppa, Angelica Tricarico, Laura De Pinto, Anita Casalino ed Elisabetta Azzolini.

Primo set
All’inizio fa tutto la brasiliana Krambeck, nel bene e nel male. Poi la Palafiom rinnova la striscia positiva di battute vincenti inaugurata ad Aversa e con un ace di Michela passa a condurre per 7-5. Questa sera di servizi vincenti ce ne saranno parecchi (nove), ma purtroppo ci saranno anche molti errori in battuta (quattordici, una cifra insolita per la nostra squadra).
Al primo time-out tecnico, quando possono esordire le nuove asciugatrici, Trani è avanti di un punto (7-8). Le baresi conservano il vantaggio e poi accelerano grazie ad un ace della Caterina e ad un primo tempo perentorio di Krambeck Gomes Motta (9-13). Krambeck Gomes Motta è una sola persona.
Le rossoblù alzano il muro: prima Ale (10-13), poi Clara e Michela (12-14) e poi Michela da sola (13-14). Un quarto muro finisce di poco fuori, ma le ospiti non riescono ad attaccare e la Palafiom passa in vantaggio (16-15). Errori in battuta reciproci e strepitoso ace di Michela (18-16)! Non so se a uecchio o meno...

Tra le baresi entra sul parquet la De Pinto. Splendido punto di Simona-di-metallo (19-17), beffardo secondo tocco della Di Bari (bella partita la piccina) e poi il capolavoro delle rossoblù: Sonia va a segno da posto due (20-18) e Clara schiaccia due primi tempi intervallati soltanto da un preoccupato time-out di coach Chieppa. Siamo 22-18 e stiamo godendo.
Le ospiti sono disorientate: ci regalano un servizio sbagliato ed una diagonale che finisce fuori (24-19). Ottimo, invece, il servizio di Mucci, che ottiene il punto che vale il primo set con un ace sporco (25-19).
Che squadrone. Ma perché non siamo in A1?

Secondo set
Palafiom travolgente anche in avvio del secondo parziale: Sonia, Clara e Simona-di-metallo, che sta continuando a servire come una batteria missilistica (6-2). Però Trani riesce subito a ricomporsi ed ottiene il pareggio con un muro della Balducci (6-6).
Fast di Clara ed ace della nostra centrale; siamo ancora avanti (8-6) nel frastuono di un pubblico in delirio.
Gli ultras più scatenati sono gli esponenti di quello che Enzo Liguori ha definito PPI, ma che in realtà sarebbe l’ SDS. C’è anche Luca Signorelli. Mi chiedo come faccia a stare ancora nell’ SDS con tutti quei capelli...

Si lotta punto a punto e in questa fase vanno a segno Michela e Sonia. Break di tre punti delle ospiti (11-14), ma immediata reazione delle rossoblù con Candy che ribatte giù una ricezione difficoltosa e Sonia che partecipa alla sagra degli aces (14-14).
Simona riceve a cavolo ma poi rimedia lei stessa andando a schiacciare divinamente e realizzando, subito dopo, il suo quarto servizio vincente della serata (arriverà a 5).
Bisogna fare i conti con il muro delle tranesi. Ho l’impressione che, curiosamente, in questo fondamentale le ospiti siano più efficaci quando in prima linea ci sono le corte (Balducci, Di Bari, De Pinto). Corte per modo di dire...
Bomba di Michela e terzo errore in battuta di Ale (18-19). Che le è preso stasera? Non è da lei.

Sorpasso Palafiom con un punto-culo di Mucci ed un tiro fuori della Krambeck, ma, dopo il timeout, Giusi Caterina riporta l’incontro in parità (21-21).
Che emozioni.
L’arbitro fischia un’irregolarità nel palleggio delle ospiti e risponde alle proteste con un cartellino giallo e il conseguente punto tecnico assegnato alla Palafiom: 23-21. E’ un regalo che andava valorizzato, un’occasione straordinaria per chiudere il set e per dare un orientamento molto interessante alla partita. Purtroppo, però, le rossoblù pagano a caro prezzo l’ingenuità delle matricole, mentre il Trani ha il merito di ritrovare calma e concentrazione.

La Krambeck tira fuori dal cilindro un elegante pallonetto e Simona-di-metallo schiaccia fuori misura (23-23). Ma non è finita: grande difesa di Simona Mereu e splendido attacco di Simona Mucci (24-23). Set-point per le rossoblù e possibilità di sfruttare il pericoloso servizio del martello lizzanese. Intanto coach Chieppa blocca il tempo.
Al ritorno sul parquet, Simona non batte al salto ma, nonostante la prudenza, sbaglia (24-24). Finisce fuori anche una fast di Clara, ma Michela mette a frutto un bel salvataggio della sua collega di ruolo (25-25).
Freddezza tranese nel momento topico: le ospiti trovano un mani-fuori e Michela tira lungo (25-27). Troppi errori nostri. Peccato.

Terzo set
I primi due set hanno dimostrato che la Palafiom può affrontare qualunque avversario di questo girone senza rassegnazione. Umiltà e coraggio, come prescriveva il diesse. Aggressività, come predica il coach dall’estate scorsa.
Il terzo set non sarà altrettanto equilibrato, però le rossoblù offriranno una dimostrazione di carattere avviando una rimonta quando il parziale sembrava compromesso.
Reggiamo fino... all’1-1 (questa può capirla solo il coach...), poi c’è un primo allungo delle tranesi con la Caterina che piega il muro della Palafiom (4-6). Continuano gli errori da entrambe le parti; non è una bella partita adesso. Troppa tensione.
Un bolide di Michela permette alle rossoblù di trovare il pareggio (7-7), ma Giusi Caterina ha deciso di ergersi a protagonista di questa fase dell’incontro. Tra muri e schiacciate la giocatrice ospite mette a segno sei punti e Trani vola sul 9-16.
Doriana Bisceglia, a giudicare dalle caratteristiche... tecniche, deve aver giocato nel Manfredonia 2005-’06. Quelle giocatrici sono inconfondibili; hanno un marchio di fabbrica.

Qui c’è la prova di carattere della Palafiom. No surrender. Clara e Simona-di-metallo guidano la rimonta e Michela avvicina le rossoblù alle ospiti (15-17). Il nostro martello trova un muro ed una schiacciata da posto quattro (17-19), ma una diagonale della De Pinto ed un nostro impappinamento difensivo rassicurano la Primadonna (17-21).
Muro di Silvia (18-21) e tre possibilità di attacco consecutive sprecate dalla Palafiom (18-24). Due errori anche dall’altra parte della rete e poi punto finale della Di Bari (20-25).

Quarto set
Gli errori proseguono nel quarto set. E’ stata più bella la partita contro il Valenzano. Tecnicamente, intendo.
Adesso stiamo difendendo benino, ma è in attacco che non riusciamo a pungere, almeno fino al momento in cui Michela non trova per due volte le mani del muro avversario (7-7).
La parità si conserva fino all’11-11. Partendo da un colpo impressionante di Raffaella Balducci, Trani si allontana definitivamente verso la vittoria grazie a un break di 4 punti.
Si appanna anche la difesa rossoblù e – senza essere annunciata dal microfono – entra davvero in campo Manuela. Fase inguardabile: sono gli errori in attacco a muovere il punteggio, da una parte e dall’altra. Sbagliando sbagliando si arriva al 19-23.
Il colpo definitivo che uccide la partita è di Raffaella Balducci, di seguito ritratta con la pistola ancora fumante (20-25).

Beh, bisogna dire che la Palafiom è stata la prima squadra a spaventare un pochino l’Orion, ha strappato un punto al Valenzano e stava per trovarsi in vantaggio per due set a zero con il Trani. Alla fine restano tanti complimenti e un solo punto. Vabbè, non fa niente, si gioca per la gloria; la classifica e la matematica sono roba da bettoliere. [1]
Ultimamente le grandi squadre manifestano una certa “ansia da prestazione” dopo le partite contro di noi. Chiedono un parere: “Ma tra Valenzano, Trani e Napoli chi è più forte?”

Staff e atlete del Trani decidono di fermarsi a cenare nella pizzeria di fronte alla palestra. Ci andò anche il Potenza. E’ un locale di cui i tarantini, ad eccezione dei residenti in via Galilei, ignorano l’esistenza. Questa pizzeria deve aver decuplicato gli incassi grazie alla pallavolo; come minimo, se non vogliono sponsorizzarci, dovrebbero far cenare gratis anche noi ogni tanto. In ogni caso dovremmo provarla, non fosse altro che per consigliare o sconsigliare i nostri ospiti.
Guardando intorno a noi, ci fa piacere che il Manoppello abbia infilato la quinta vittoria consecutiva. Quando avevamo perso 3-0 in Abruzzo credevamo di essere diventati una chiavica di squadra; invece ora possiamo dire di aver perso contro una grande formazione. So’ cose che fanno piacere.
Mi pare che in questo campionato i 3-0 siano pochi. Alle grandi non sono concesse molte passeggiate. Vediamo quante volte le squadre del girone hanno perso 3-0: Valenzano 1, Trani 1, Orion Napoli 1, Potenza 2, Lanciano 2, Salerno 2, Ester Napoli 2, Manoppello 3, Massafra 3, Scafati 3, PALAFIOM 3, Ostuni 3, Manfredonia 4, Aversa 7.
Altri risultati: Valenzano-Massafra 3-0, Manoppello-Potenza 3-1, Ostuni-Lanciano 0-3, Scafati-Salerno 2-3, Aversa-Ester Napoli 0-3, Orion Napoli-Manfredonia 3-1.
Classifica: Valenzano 32, Orion Napoli 31, Trani 30, Potenza 23, Lanciano 22, Manoppello 20, Salerno 17, Massafra, Scafati e Manfredonia 13, Ester Napoli 12, PALAFIOM TA 11, Ostuni 10, Aversa 5.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 390,00; Ester Napoli 185,00; Salerno 170,00; Aversa, Trani e Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, PALAFIOM TA e Valenzano 0.
Si rafforza il dominio delle squadre campane: Ester Napoli multata di 105 euro per frasi offensive rivolte all’arbitro dai propri sostenitori.
Sangue del nostro sangue: Ostiano-Marianna 3-2, Marcella-Soverato 2-3.
Prossimo turno: Lanciano-PALAFIOM TA, sabato 19 gennaio, ore 20.30. Prossimo impegno casalingo: PALAFIOM TA-Salerno, sabato 2 febbraio, ore 18.00 al Maria Pia.
NOTE:
(1) Cfr. SHAKESPEARE, W., Pene d’amor perdute, Atto I, Scena II.
All Star Game 2008 all'insegna del muco

Le due punte di diamante del volley femminile pugliese, Santeramo e Altamura, anche quest’anno sono sponsorizzate da aziende su cui ci siamo già soffermati in passato: la Tena dei pannoloni e la Lines degli assorbenti. La nostra regione è orgogliosa di ospitare per due volte all’anno il derby dell’igiene intima.
La Tena, inoltre, ha anche organizzato lo scorso anno un seminario di studi nelle scuole sull’incontinenza da sforzo. Lo ricorderete.
Leggo su Forzaragazze.it che un’altra grande azienda, la Kleenex, si è avvicinata al mondo del volley offrendo la propria sponsorizzazione all’All Star Game 2008.

La presenza come ospite d’onore di Lapo Elkann avrebbe suggerito un altro genere di sponsor ma non si può dire quale perché sarebbe diffamazione.
Ormai manca all’appello soltanto la carta igienica Scottex. Dato che le maglie della Palafiom sono ancora libere da sponsorizzazioni, perché non contattiamo noi l’azienda bruciando sul tempo la concorrenza? Oltre agli introiti del contratto, si potrebbe organizzare un seminario sulla diarrea nelle scuole.
NOTE:
Scusate per l’argomento, ma ogni tanto mi scappa...
L’immagine del sito è tratta da www.forzaragazze.it.
L'isola dei dimenticati

Da circa due mesi la segreteria degli studenti universitari si è trasferita nel suggestivo Palazzo D’Aquino in pendio Lariccia, città vecchia. Ottima scelta: l’occasione per gli studenti di affacciarsi – senza paura – nella parte più bella di Taranto e ‘na botta di vita al centro storico grazie alla presenza degli studenti (purché abbiano il buon senso di non venirci in macchina).
Per un caffè, si consiglia il Bar Le Monde di Peppeorfeo, Paolo e Fabiana, in via Duomo, poco dopo il liceo musicale e la salumeria, di fronte alla chiesa di San Michele. Andate a nome mio (accussì poi m’ fann’ ‘u sconte...).
Come spesso avviene in questi casi, però, individuare la nuova sede della segreteria non è stato facile per chi non era pratico del quartiere. E le “autorità competenti” non hanno aiutato visto che in giro non c’era l'ombra di un cartello. Per due mesi la città vecchia si è riempita di studenti che, con lo sguardo dubbioso, vagavano e si perdevano nei vicoli in cerca di questa benedetta segreteria.
Il giorno prima dell’inaugurazione dell’anno accademico – ripeto: il giorno prima – magicamente la città vecchia e persino la città nuova si sono riempite di cartelli.
Alle autorità competenti evidentemente non gliene poteva fregare di meno degli studenti, ossia dei veri protagonisti e della ragione di vita dell’università, lasciati allo sbando per settimane. L’importante era far bella figura con i parrucconi e con gli esponenti della Casta venuti a Taranto in passerella. Nel caso del ministro degli Esteri (come faceva notare TarantOggi), non si capisce neanche a quale titolo, data l’incongruenza della sua carica e soprattutto quella del suo discorso.
Quando il coach parla di gerontocrazia, forse si riferisce anche a questi piccoli particolari che la dicono lunga sulla sensibilità e sul reale interesse di cui godono i giovani nel nostro Paese.
NOTE:
La foto del ministro degli Esteri è tratta da http://it.wikipedia.org.
Aversa, appunti da una vittoria

La partita di Aversa ha fornito alla Palafiom molte indicazioni utili di cui occorre assolutamente fare tesoro perché in futuro possano essere agevolate vittorie come quella di sabato scorso. D’altra parte è nota l’accuratezza con cui coach Marcello prepara gli incontri studiando nei dettagli, anche con l’ausilio dei filmati, tutte le azioni della propria e delle altre squadre.
Quali insegnamenti tecnico-tattici possiamo dunque trarre dalla recente trasferta in Campania?
1) Bisogna passare dal Lazio, quale che sia la destinazione da raggiungere. Anche quando giocheremo a Ostuni. Anzi, andiamo nel Lazio e torniamo anche prima delle partite al Maria Pia. Intanto, nella foto sotto, ecco il tragitto che seguiremo per la prossima trasferta:

2) A tavola non deve mancare il pollo con le patate. E naturalmente mai mangiare prima delle 16.
3) Nelle ore che precedono il riscaldamento, niente sigarette. E’ dimostrato che la crisi di astinenza da nicotina migliora le prestazioni delle atlete sul parquet. Anzi, forse è proprio il caso di vietare il fumo nei due giorni che precedono ogni partita.
4) E’ sempre opportuno regalare calze della Befana alle avversarie, anche quando si giocherà a marzo. Se non se ne trovano più nei negozi, ricicliamo le nostre calze usate infilandoci dentro qualche cioccolatino. Possibilmente dopo averle lavate.

5) L’esordio del troll direi che ha portato bene.
6) Procedere in retromarcia, sin dalla Concattedrale, verso la città che ospita l’incontro; poi percorrere a piedi gli ultimi 100 metri prima della palestra e in ogni caso non entrare nella palestra stessa se non mancano meno di 40 minuti dal fischio d’inizio.
Palafiom Under 18 campione provinciale

Lunedì 7 gennaio 2008 – ore 18.30
Momento d’oro per la Polisportiva Palafiom. Dopo la vittoria di Aversa in B2, arriva il titolo provinciale per la formazione Under 18.
Quella che si è disputata al Palasporting di Massafra è stata una vera e propria finale anche se formalmente si è trattato dell’ultimo incontro di un girone all’italiana dominato, appunto, da Palafiom ed Eurobios. Alla vigilia del match decisivo, un punto in più in classifica per le tarantine ma miglior quoziente set per le massafresi; dunque, chi vince la partita chiude in testa la classifica e si aggiudica il titolo.

Non si è ripetuta l’Odissea apulo-campano-laziale, ma solo Pino non ha sbagliato strada. Per le altre auto della carovana, piccola deviazione e giro rituale nei pressi di un cassonetto. Se la monnezza continuerà a portare fortuna, nella prossima stagione aggiungeremo un sacchetto di rifiuti nel nostro stemma societario...
Palafiom inedita per l’assenza di Federica Litti: Paola Marcianò, Silvia Mastandrea, Désirée Fiore, Federica Cofano, Simona Mereu (laterale!), Valentina Macripò e Priscilla Pisani (libero). In panchina Anita Urago, Valentina Moro, che inizia a muovere i primi passi, Silvia Miglietta, Federica Pantile e Carlotta Pastore.

Assenze pesanti anche nel Massafra, con particolare riferimento a Donatella Vacca, tenuta precauzionalmente in panchina a causa delle condizioni fisiche non ottimali.
Parte bene il Massafra nel primo set, ma grazie ai pericolosi servizi di Desi la Palafiom agguanta il pareggio. Le padrone di casa allungano nuovamente, ma con il passare del tempo le giovani atlete di coach Marcello ottimizzano l’assetto tattico e scavalcano le avversarie.

Se Michela Benefico ha servito come ha visto fare in tivù, le Under 18 si ispirano alla schiacciatrice della prima squadra e in questa partita trovano una serie infinita di aces. A uecchio, naturalmente. Particolarmente significativi quelli di Silvietta che lasciano la Palafiom sul 18-23.
Claudia Quero guida la reazione dell’Eurobios, ma un errore in battuta e un attacco fuori misura delle padrone di casa regalano il set alle nostre (20-25).

A proposito di casa, la Casa del Volley si riempie gradualmente ed a tifare per la formazione di Conforti sono in particolare altre ragazze del vivaio. Siamo circondati... Ma quanta gente gioca a pallavolo a Massafra?! Il 70% della popolazione femminile di questo paese indossa una tuta dell’Eurobios...
A parte le battute, è comunque una festa del volley, a prescindere dal risultato, e le due società possono essere orgogliose per i propri investimenti nei settori giovanili.
Fra l’altro, prima della partita non potevamo esimerci dalla degustazione di un caldo-freddo nella mitica torrefazione “Caffè Omigo” in viale Marconi ed anche qui abbiamo trovato in una bacheca l’articolo sulle giovani leve della squadra locale. Volley ovunque. Massafra è l’Eurobios...

Torniamo alla partita. Il secondo set, grazie all’elegante regia di Paoletta, ad una difesa sempre più efficiente ed alla determinazione delle nostre bocche di fuoco, è dominato dalla Palafiom. In vantaggio per 3-7, le azzurrine contengono la reazione dell’Eurobios (8-10) e poi lasciano che il vento di Aversa riprenda a soffiare impetuoso sui servizi di Silvietta & Co.

Nel Massafra rientra Donatella, ma il vento di Aversa diventa dispettoso e spinge un servizio di Claudia sulla nuca della piccina. Già non era al top della forma; ci mancava pure la botta in testa...
La Palafiom dilaga (9-16), le padrone di casa attraversano un momento difficile e Paoletta delizia la platea con un secondo tocco peculiare. Il parziale si chiude 16-25.

Due aces di Désirée in avvio del terzo set (1-3), ma il Massafra è tutt’altro che arrendevole e passa a condurre per 8-4. Entra sul parquet Anita, ma l’Eurobios sembra inarrestabile (17-9). A restituire la speranza sono ancora le battute vincenti, davvero innumerevoli e il più delle volte servite a doppione.
La prima coppia di aces porta la firma di Paoletta (18-13), la seconda quella di Silvietta (20-17). Problemi in difesa (21-17) e grande punto di Simona (21-18), il cui oroscopo inizia ad avverarsi. Poi Massafra chiude uno scambio lungo e avvincente ipotecando il set (22-18).
Ma dopo una piccola serie di errori su entrambi i fronti, la Palafiom ha il merito di crederci ancora: gran primo tempo di Desi (23-21), diagonale di Donatella (24-21), mani-fuori di Silvietta (24-22), punto di Valentina (24-23) e pareggio di Truciolina! Come? Con un ace, ovviamente.
Che rimonta fantastica!

Sul 24-24 l’arbitro fischia qualcosa: sugli spalti crediamo che sia stata sanzionata una doppia (inesistente) all’ottima palleggiatrice locale; in realtà si è trattato di un’irregolarità (esistente) del libero che ha palleggiato in prima linea (24-25). Se non me l’avesse detto Marcello, non ci sarei mai arrivato. Il servizio è ancora nella mani di Désirée, che chiude l’incontro nel modo più logico possibile: con un ace.
Un referto con la lista dei servizi vincenti viene trasmesso alla commissione per il guiness dei primati, ma intanto la Palafiom è campione provinciale Under 18!
Piccole grandi ragazze! E’ un risultato che ci riempie di gioia e che testimonia, per l’ennesima volta, quanto la Palafiom creda, investa, semini e raccolga nel settore giovanile. E naturalmente è l’ulteriore conferma delle grandi doti del mago di via Golfo di Taranto, allevatore di talenti.
Quest’anno, però, non ci sono coppe né medaglie né assegni né attestati. E’ vero ca stè ‘u dissèst’, però, che cavolo...

Le giocatrici si consolano rinnovando il rituale del lancio di Winnie the Pooh, il peluche che Marcello lancerà volentieri nella bocca del Vesuvio quando andremo a giocare contro l’Ester Napoli. Possibilmente con una pietra legata ai piedi.
Dopo il terzo tempo di rito, i derby con il Massafra tendono a concludersi con un quarto tempo informale: fair-play di Donatella, fuoriclasse anche nello stile, e abbracci alle neocampionesse provinciali.
Complimenti, siete mitiche.

Aversa-Palafiom Taranto 0-3

Sabato 5 gennaio 2008 – ore 19.30
Archiviata la bella prestazione contro il Valenzano, riprende la storia infinita della trasferta ad Aversa. Dopo la tormenta di neve e l’autostrada bloccata il 15 dicembre scorso, oggi tocca alla nebbia, al diluvio universale, ai cartelli stradali vacanti e alle barriere di spazzatura. Il terremoto arriverà con qualche ora di ritardo alle 6.15 della mattina successiva.

Non so se è per moda o per fronteggiare eventuali emergenze, ma le ragazze della Palafiom hanno fatto scorta di cuscini e sono attrezzatissime. Silvia indossa un copricapo con cui sarebbe in grado di affrontare anche l’inverno siberiano.

Ci si porta anche da leggere. Mary, in particolare, ha con sé un libro di tale Patrick Suskind intitolato Il profumo di tua sorella. Sottotitolo: colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini. Cos’è? Un manuale su come trattenere le scoreggie?
Qualunque cosa sia, Mary non lo legge con particolare coinvolgimento preferendo dedicarsi al consueto sfilamento degli stivali e soprattutto alla conversazione. Coach Marcello rileva, infatti, che la nostra terapista parla per 33 minuti consecutivi.
Il presidente, dal canto suo, non ha potuto raggiungere la Concattedrale per il consueto saluto alla squadra; ne valuteremo le conseguenze sul piano scaramantico.
Sotto esame è anche Annarita. In ogni caso, per la presenza della dietologa, questa volta non ci si potrà divertire molto a tavola.

Alla guida del pullman c’è ancora Reverseman, il re della retromarcia, il mago delle inversioni.
Si parte alle 10.30, ma alle 14.30 inizia la difficoltosa ricerca di Castelvolturno. Le indicazioni telefoniche non aiutano e sembra che in Campania i cartelli stradali siano inversamente proporzionali ai sacchi di monnezza. Dal canto suo, il Tom Tom riesce soltanto ad urtare i nervi del coach ogni volta che scatta l’allarme autovelox.
Passiamo Capua e Caianello, arriviamo nel Lazio quel tanto per poter dire che siamo stati nel Lazio e facciamo inversione tornando indietro. Si sono fatte le quattro quando intravediamo, grazie all’ennesima retromarcia, l’unico cartello di Castelvolturno nel raggio di 200 chilometri.
I primi sacchi di spazzatura accumulati li notiamo a Cancello ed Arnone. Non è una coppia di comici di Zelig, tipo Ale e Franz o Ficarra e Picone; è il nome di un Comune del casertano.
E’ impressionante. E’ peggio di Taranto nei giorni dell’emergenza causati dal dissesto dibelliano.
Che peccato: una regione così bella sommersa dalla monnezza.
L’Holiday Inn, in compenso, è magnifico e le atlete, dopo aver mangiato, avranno l’opportunità di riposare un po’. Qualche preoccupazione è legata all’atipico orario di pranzo. La digestione tardiva influirà sulla prestazione in campo? Scapperà qualche ruttino sul parquet? Vedremo.

Intanto Maria Rita, che prima di iniziare una brillante carriera manageriale ha studiato al Maria Pia (la palestra della Palafiom, un segno del destino), ci mostra la struttura. Letti a una piazza e mezzo, piastrelle firmate, piscina, sale convegni. In più ci sono i calciatori del Napoli. Ora fingo di trovarmi per caso e realizzo il mio antico sogno chiedendo a Lavezzi: “Scusa, giovane, mi scatti una foto vicino a Simona Mereu? Mi presti una penna ché mi faccio fare un autografo dalle ragazze della Palafiom?”
Per la palestra di Aversa basteranno venti minuti – ci dicono. Per prudenza, usciamo dall’albergo alle 17.40. Prima di individuare la palestra “Cimarosa” (che sarà miracolosamente una delle cose più semplici da reperire), il problema è individuare Aversa. Ci perdiamo in svincoli e sottosvincoli, mentre l’irritazione del coach è sempre meno controllata. Mary racconta le proprie esperienze in Albania, durante la rivolta per le piramidi finanziarie, e in Thailandia, quando ha viaggiato su un’imbarcazione di fortuna. Forse lo fa per distrarre il coach; forse per fargli comprendere che nel mondo esistono sciagure peggiori rispetto ad una sconfitta a tavolino con penalizzazione di tre punti, quella sconfitta che ci appare inevitabile e nitida davanti agli occhi, alle 18.35, sotto forma di un cumulo di monnezza in fondo ad un buio vicolo cieco.

Ma dopo l’ennesima retromarcia, riusciamo ad arrivare ad Aversa. Reverseman non infila la strada giusta e le atlete devono percorrere a piedi gli ultimi cento metri. Ma ormai ci siamo; siamo arrivati! Potremo giocare, porca p...a!
Perché mi sono dilungato in questo racconto? Perché questa Odissea in due atti, a mio avviso, è decisiva per comprendere le ragioni di una vittoria così netta. Dopo neve, nebbia, ritardi, digestione, monnezza, buio, terrore di non arrivare, ore e ore sul pullman, le giocatrici della Palafiom si fiondano sul pallone come se fosse un baule pieno di monete d’oro. Scalpitano dalla voglia di giocare. Non vedono l’ora di scaricare sul parquet tutti i travagli di questa Odissea. Aggiungerà qualcuna che avevano anche fretta di chiudere il match per poter fumare visto che tra il pullman e lo spogliatoio non c’è stata neanche una pausa.
La palestra è suggestiva, postmoderna. Il pubblico osserva le partite dall’alto, in piedi. Oltre a quelle di Castelvolturno e di Aversa, anche le indicazioni per i bagni sono poco visibili.

Le padrone di casa scendono in campo con Carmen Brillantino in palleggio, Amalia Battiniello opposto, Carmen Gargiulo e Donatella Carechino di banda, Michela Pelosi e Carmela De Santis centrali, Angela Ianniello libero. In panchina con coach Della Volpe, Sara Zazzaro, Milena Oliva, Martina Orta, Alessia Sigala e Adele Monaco.
Palafiom con Alessandra Certa in palleggio, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci schiacciatrici, Rossella Garaguso e Clara Clemente centrali, Simona Mereu libero. Con coach Marcello, che per la prima volta dall’inizio del campionato non sentirà il bisogno di effettuare sostituzioni: Silvia Buso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò e Silvia Mastandrea.
Sugli spalti, a sostegno della Palafiom, Maria Rita e famiglia. Devo dire che fa un bell’effetto trovare tifosi anche in trasferta. Palafiom Club Castelvolturno... Manco la Juventus...

E ricordo al nostro lettore Angeleyes che il 19 gennaio lo aspettiamo a Lanciano.
La Palafiom deve confermare il proprio valore al cospetto di una diretta concorrente per la salvezza. Giocare bene e strappare un punticino ogni tanto a squadre d’alta classifica va bene ma serve a poco se poi si crolla disastrosamente nelle sfide-salvezza (Ostuni e Manoppello, anche se in realtà la squadra abruzzese sembra ora lanciata verso le zone alte, altro che salvezza). Oggi ci si gioca una fetta di permanenza.

Primo set
L’approccio alla gara è ottimo. Clara si accaparra subito il dominio del centro della rete con due muri e una fast, ma la Battiniello replica con due sciabolate. Mani-fuori di Michela, fast di Rossella ed ace della nostra numero sette; è il primo allungo (5-8). Salvataggio difensivo con Ale che va a recuperare un pallone dalla soglia dello spogliatoio, ma la sua collega di ruolo beffa le rossoblù con un secondo tocco in stile-Paoletta (6-9).
Ancora un break Palafiom: mani-fuori Mucci, ace Roxy, pallonetto Clara dopo un’ottima difesa ed altro punto di Simona-di-metallo (6-13).
Coach Della Volpe chiama il time-out e le casertane reagiscono (8-13).
Ma una strepitosa Palafiom, ben orchestrata da un’Alessandra praticamente perfetta, realizza dieci punti di seguito.

Clara, che avverte di più l’astinenza da nicotina, è ancora la mattatrice, ma adesso è in buona compagnia perché anche Sonia e Simona mettono palla a terra. L’Aversa, peraltro, manda fuori o sulla rete i palloni che riesce a giocare.
Sull’ 8-23 è ancora la Brillantino a doversi inventare un secondo tocco per bloccare la valanga di punti delle rossoblù.
Ormai, però, il set è segnato e Simona Mucci è particolarmente scatenata (11-25).
Secondo set
Inesorabile marchio della Palafiom anche sul secondo set sin dai primi minuti: 0-4 con Clara e Simona-di-metallo ancora in evidenza.
Il vantaggio aumenta, nonostante i palloni messi a terra dalla Pelosi (osservata speciale della nostra prima linea) e dalla Gargiulo (5-10), poi Michela realizza il suo secondo ace quotidiano. Il nostro martello spesso e volentieri ha messo in difficoltà la ricezione campana; per il suo nuovo modello di servizio la ragazza si è ispirata alla televisione.

Orgoglio casertano (8-11), ma per la Palafiom si apre un’altra fase estremamente positiva (10-15). Adesso a pesare sono più gli errori della Jambo Aversa che i meriti della Palafiom, finché la De Santis non restituisce efficacia all’attacco locale (11-15).
Scatta, inesorabile, l’ora di Michela Benefico, che in questo parziale realizza 9 dei propri 14 punti personali. Quelli che chiudono il set vanno raccontati uno per uno, giusto per renderci conto di cosa sia stata capace di fare la nostra travolgente laterale.
Si comincia con un mani-fuori da posto quattro (12-18), a cui l’Aversa replica con un break di tre punti (15-18). Poi Michela mette giù una diagonale, lascia spazio ad un primo tempo perentorio di Rossella, chiude a muro, trova un mani-fuori (e siamo 15-22), subisce un primo tempo della Pelosi, realizza un mani-fuori dal lato destro, va immediatamente a servire un ace e attende che il tiro della Battiniello finisca sulla rete (16-25).
Esaltante. Che giocatrice!

Grande Palafiom, ma Jambo Aversa molto al di sotto delle proprie possibilità. La classifica della squadra casertana è fuorviante; le giocatrici campane sanno giocare un buon volley e diranno la loro fino alla fine nella lotta per la salvezza, ma oggi sono piuttosto deludenti.
Terzo set
La Palafiom non si rilassa, sebbene conceda per la prima volta dall’inizio del match un brevissimo vantaggio alle padrone di casa (4-3). Con un primo tempo ed un ace di Clara, il punteggio è subito ribaltato (4-5), ma Aversa si aggrappa con le unghie a questa partita (7-7).

Ancora una volta, però, a metà del set, le rossoblù scaricano sul parquet una sequenza di punti impressionante: primo tempo di Rossella, errore casertano, attacco di Sonia, primo tempo di Clara (17 punti personali), ace sporco della nostra centrale manduriana, muro di Sonia, altro primo tempo di Clara ed altro ace, pulito pulito, di Rossella: è la fuga finale verso la vittoria (8-15).
Tanti muri (oltre ai sette muri-punto), ottima difesa, grande fluidità di gioco e 12 servizi vincenti per la Palafiom di questa sera. Una prova encomiabile.
Senza dimenticare la sagacia tattica del coach ed il ruolo rivestito dal premio Nobel Michele Formoso e da Mary: Michela è come nuova.
E meno male che qualche stronzo di addetto-stampa (io...) aveva messo in dubbio la sua presenza...

Rientra sul parquet Donatella Carechino. Pugliesi contro. Questa laterale, infatti, è nata a Galatina 27 anni fa; scommetto che a fine partita ci chiederà un passaggio visto che ogni volta che si va in Campania ‘u pulmo d’ ‘a Palafiom ha diventàt’ come a ‘u radio-taxi...
Intanto la Carechino mette a terra la palla del 10-15. Ora che ci penso, Galatina è lo stesso paese della web-master di Forzaragazze.it. Se il martello dell’Aversa si azzarda a farci un altro punto, per vendetta, non mando più gli articoli al sito della sua concittadina.
Il vantaggio della Palafiom riprende ad aumentare con un attacco ed un ace di Simona-di-metallo (11-19).

Fino alla fine, si tratta solo di amministrare. L’ultimo punto è uno dei servizi vincenti visti in televisione da Michela (16-25). Secondo la nostra schiacciatrice, questo genere di servizio ha anche un nome scientifico ben preciso: battuta a uecchio...

Gli scout della serata, “corretti” in base ai commenti al blog: Garaguso 15, Buso 10, Fiore -5, Gallo Ingrao 5, Benefico 14, Clemente 22, Marcianò -5, Mucci 5, Tinelli 2, Mastandrea 3, Certa -4, Mereu -5.
La Palafiom non vinceva in trasferta dal 21 aprile 2007 (Corsano, 3-1), non vinceva 3-0 dal 14 aprile (San Giorgio. C’era anche Candy, che fu determinante per la vittoria... scherzo), non vinceva 3-0 in trasferta dal 13 gennaio (Torre Santa Susanna).

Fuori sta diluviando, ma ormai non ce ne frega più niente. Possiamo pure tornare a Taranto fra tre giorni.
Per onore di cronaca, però, è doveroso raccontare anche gli ultimi contrattempi. Per le docce bisogna trasferirsi al palazzetto, che è dall’altra parte della strada. Alcune coraggiose, consapevoli che “colui che domina gli odori domina il cuore degli uomini”, ci vanno. Inutilmente, dato che la doccia se la fanno già nei metri che separano la palestra dal palazzetto.

Poi dimentichiamo il referto, che è in realtà è stato acquisito come ricordo dall’osservatore.
Mentre aspettiamo che gli arbitri finiscano di cambiarsi, mi pongo un quesito. Di solito c’è un solo spogliatoio per gli arbitri, anche quando – come stasera - uno è maschietto e una è femminuccia. Cambiarsi in questa intimità dev’essere interessante.

Quando siamo sul pullman, Manuela, bloccata a casa da un’indisposizione, telefona a coach e compagne. Tutti hanno dolci parole di conforto e di incoraggiamento nei suoi confronti. Una sensibilità ed una solidarietà commoventi:
“Manu, senza di te abbiamo vinto”.
“Manu, hai perso il posto”.
“Manu, non venire più”.
Parole da libro Cuore...
E passatempi da caserma sul pullman: le atlete, dopo un quarto d’ora di disco-music, si dedicano al gioco dello schiaffo. Mi ritornano in mente le parole pronunciate da coach Marcello dopo aver assistito ad un tentativo di aggressione ad un’avversaria da parte di Marcella: “Avrò mai giocatrici normali?”...
Dopo il passaggio della Palafiom dagli autogrill, le birre in Campania diventano introvabili. Un’altra emergenza. E il mercato impazzisce perché, a causa dell’esaurimento delle scorte, il prezzo delle birre a Caserta ha superato i 100 dollari al barile.

Classifica: Valenzano 29, Orion Napoli 28, Trani* 24, Potenza 23, Lanciano 19, Manoppello 17, Salerno 15, Massafra e Manfredonia 13, Scafati* 12, PALAFIOM TA 11, Ostuni 10, Ester Napoli 9, Aversa 5 (Trani e Scafati hanno una partita in meno).
Prossimo turno: PALAFIOM TA-Trani, sabato 12 gennaio, ore 18.00, palestra dell’istituto Maria Pia, via Galilei.
Rischio tsunami sulla Basentana

E’ allarme in casa Palafiom, dove si seguono con apprensione, ora per ora, le previsioni del tempo. Ieri le minime a Taranto si sono avvicinate allo zero, ma non vi sono state precipitazioni nevose.
Tuttavia si è appreso del rischio di un fenomeno inconsueto che potrebbe verificarsi nella giornata di sabato: uno tsunami atipico che dal Mediterraneo si concentrerebbe sul fiume Basento provocandone l’esondazione. Sarebbe il primo tsunami in Italia, frutto dei devastanti cambiamenti climatici degli ultimi anni, e la percorribilità della strada che costeggia proprio questo fiume sarebbe a rischio.
Inoltre, anche il transito in Campania sarebbe esposto a qualche minaccia dato che i sismografi hanno rilevato un principio di attività nelle viscere del Vesuvio.

“A me interessano soltanto le condizioni della caviglia di Michela, i polsi dei miei liberi e il diametro della gamba di Valentina – ha dichiarato coach Presta – Della furia degli elementi che tentano di impedirci di giocare ad Aversa mi occuperò sabato mattina. Ma questa volta non ci sarà bufera, tsunami o vulcano in grado di fermarci”.
Questo sì che è un fotografo!
Al Valenzano non avremmo dovuto strappare solo un punto con destrezza ma anche la macchina fotografica. E magari anche il fotografo. Se con la mia modesta fotocamera e le mie ancor più modeste competenze riesco ormai a ritrarre, senza zoom, soltanto giocatrici ferme in attesa del servizio avversario (meno male che abbiamo Luca altrimenti sul blog ci sarebbe sempre, più o meno, la stessa foto), sul sito internet della squadra barese c’è una ricca galleria fotografica dell’incontro del 22 dicembre scorso.
Ovviamente si insiste di più sulle atlete baresi (estremamente fotogeniche, bisogna dire, nonostante i primi piani agli herpes sulle labbra...), ma non mancano belle immagini delle nostre rossoblù (belle non solo le immagini ma anche le rossoblù, evidentemente).
Il link è http://aspav.it, poi cliccate su “Gallery”, poi su “Campionato 2007-08” e infine su Taranto-Valenzano.
A proposito di foto, Priscilla, non dovevi mandarmi qualcosa...?
Approvato il pacchetto sicurezza

Secondo l’annuale dossier della Caritas, il 6% degli immigrati regolari presenti in Italia ha commesso un reato (stessa percentuale degli italiani) mentre il 10% dei parlamentari italiani della penultima legislatura aveva subito condanne o era inquisito. [1]
E’ vero, sono dati disomogenei. Nel caso degli stranieri si riferiscono ai regolari e alle condanne definitive, mentre nel caso dei parlamentari si riferiscono anche a procedimenti in corso. Però bisogna anche tener conto che gli immigrati non guadagnano gli stipendi dei parlamentari, non hanno la pensione dopo una legislatura (in cui magari hanno brillato solo per assenteismo), non hanno benefit feudali, non si fanno leggi su misura per depenalizzare o prescrivere i propri reati e spesso vivono in condizioni esistenziali e sociali che li rendono più inclini a sopravvivere mediante espedienti.
Tuttavia è evidente che la situazione sia diventata insostenibile.
Sicurezza nelle città ma anche sicurezza sul lavoro. Qui le responsabilità dei colletti bianchi si moltiplicano considerando la mattanza nelle fabbriche e nelle imprese (40 morti all’ILVA dal 1993, tanto per fare un esempio) o lo sfruttamento in nero di lavoratori italiani e stranieri, spesso senza tutele.
Basta.
Ieri pomeriggio i rappresentanti dei campi nomadi e delle comunità straniere in Italia si sono incontrati nella roulotte parcheggiata nel cortile del Palafiom ed hanno varato un pacchetto di misure urgenti per la sicurezza.
“Non se ne può più – ha dichiarato il portavoce Ilie Balan – abbiamo paura di camminare per strada, siamo preoccupati per le nostre donne e per i nostri bambini tutte le volte che passano da Montecitorio. Soprattutto la notte. Parlamentari corrotti, sporchi, drogati... Non si lavano. Lasciano piste di cocaina negli alberghi. Noi non siamo razzisti, ma dobbiamo anche tutelarci. Non abbiamo nulla contro i parlamentari e gli imprenditori, ma rispettino le leggi. Altrimenti se ne tornino a casa loro.”

Il decreto approvato ad ampia maggioranza prevede che i parlamentari potranno essere espulsi con atto motivato per motivi di sicurezza dello Stato e della pubblica morale. Il divieto di reingresso non potrà essere inferiore a 10 anni.
In alcuni casi, il questore potrà disporre il trattenimento dei parlamentari inquisiti in strutture destinate all’accoglienza temporanea (CPT).
Tutti i parlamentari dovranno sottoporsi ai rilievi fotodattiloscopici (impronte digitali).
Ogni volta che un onorevole esce dal Parlamento dovrà darne notizia al più vicino ufficio di polizia. Egli dovrà, inoltre, indicare le risorse economiche di cui dispone derivanti da fonti lecite e dimostrabili.
Queste le misure d’emergenza decise a Taranto dai rappresentanti di rom e immigrati, ma non si esclude che possano esserci dei correttivi in futuro.
Al termine dei lavori, è stato invitato nella roulotte il nuovo schiacciatore della Prisma Taranto, il romeno Valentin Pereu, quale ospite d’onore e rappresentante di una comunità spesso posta in cattiva luce ma che esprime personalità che testimoniano valori di convivenza civile, dedizione al lavoro ed onestà.

Pereu è la dimostrazione – come scrive il primo ministro romeno - che “la maggior parte della comunità romena in Italia è formata da lavoratori onesti ed estremamente apprezzati dai datori di lavoro italiani. Loro non dovrebbero soffrire a causa di qualche individuo per il quale la legge non esiste. I romeni che lavorano in Italia onorano il nostro paese. Sono persone oneste, che hanno scelto di cercare oltre i confini una vita migliore, che siano professionisti o operai”. [2]
NOTE:
(1) Cfr. BARBACETTO, G., GOMEZ, P., TRAVAGLIO, M., Mani pulite. La vera storia, Editori Riuniti, Roma, 2002, pag. 653.
(2) POPESCU TARICEANU, C., I lavoratori emigrati onorano la Romania, “La Repubblica-Metropoli”, 18 nov 2007, pag. 12.
La foto del parlamentare (pregiudicato) è tratta da www .disinformati.org.
Non vorrei essere frainteso e non vorrei dare un cattivo esempio di antipolitica soprattutto ai lettori minorenni. La politica, il Parlamento, i partiti e soprattutto la democrazia sono beni preziosi da difendere. Ma, appunto per questo, cosa c’entra la democrazia con reati come l’evasione fiscale, la corruzione, le false fatturazioni, la ricettazione, la truffa aggravata, ecc., commessi da nostri (dis)onorevoli? Non sono io a oltraggiare il Parlamento, ma i parlamentari stessi con le loro condotte.





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