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Scafati-Palafiom Taranto 3-2

di skanderbeg69 (02/12/2007 - 20:35)

Sabato 1^ dicembre 2007 – ore 18.00

Cominciamo dalla sosta per il pranzo. Il quartiere di Potenza si chiama Bucaletto ed è sorto per ospitare gli sfollati del terremoto del 1980. Le casette non hanno l’aria di un campo della protezione civile; sembra piuttosto un villaggio della Polonia o dei Balcani.

    Il buon Pino, addetto turistico della società, ha individuato come di consueto il locale adatto per il pranzo: la trattoria “Triminiedd”. E’ nata 60 anni prima del sisma, ma il nome produce un involontario umorismo macabro.

Dentro è uno spettacolo. A parte gli odori invitanti, c’è un curioso connubio tra modernità e tradizione: il peperoncino e il caciocavallo appesi a un moderno televisore al plasma.

I rigatoni al sugo, ottimi, sono grossi quanto i tubi che escono dall’ILVA e il clima è sereno. Per onorarne il compleanno, Marcello, da vero gentleman, serve i piatti a Michela.

Il pranzo sarebbe stato ancora più piacevole se nella trattoria “Triminiedd” non si fosse fatta sentire la severa presenza metafisica della signora Marcianò, dietologa. Solo per questo alcune atlete si sono moderate ed hanno diligentemente misurato l’olio prima di condire l’insalata. Le strofe della poesia affissa all’ingresso sono servite a poco: “Stu posto se chiamma Triminiedd / t’assiette tranquillo / e ‘a panza s’arrecrea (...) Tiene ‘o colesterolo? / Nu poco ‘e glicemia? / Magna, nun ce penzà / ca vaie nparaviso.”

Preso atto che Manuela manifesta sintomi di menopausa precoce ed è irritata dall’odore delle arance, riprendiamo il viaggio verso Scafati. Le indicazioni del d.s. locale funzionano meglio del più evoluto Tom Tom e in un batter d’occhio troviamo la palestra.

Pino individua anche un posto che lo fa sentire a proprio agio, sebbene le discussioni politiche diventino sempre più pericolose in casa Palafiom. Il pluralismo per ora va bene, ma arriverà il giorno in cui sul pullman scoppierà una rissa.

C’è tempo per un caffè. Michela è attratta dal centro anziani comunale “San Pietro” ed occorre trascinarla in palestra con la forza perché stava già trattando un incontro a scopone con gli avventori.

La palestra è suggestiva. Ricorda l’Alfieri. Di peggio c’è un inquietante materasso gigante che sembra in procinto di rovinare sul parquet. Di meglio c’è la fantasia campana: le assi su cui possono accomodarsi gli spettatori sono rimovibili. Quando servono, vengono tirate fuori da una specie di pollaio ed introdotte in palestra; a fine partita vengono rimosse.

Il direttore sportivo locale, ‘o professore, è particolarmente ospitale e cordiale; sembra un galantuomo d’altri tempi.

Gli arbitri sono accompagnati dalle rispettive fidanzate in modo tale che se qualcuno dovesse chiamarli cornuti, avrebbero la possibilità di compiere una verifica in tempo reale.

La Tekla Scafati schiera Annalisa Villani in palleggio, Sara Giogli opposto, Anna Maria Amitrano e Veronica Grimaldi schiacciatrici, Antonella Salvati e Rita Melis centrali, Emilia Manzo libero. A disposizione del coach argentino Carlos Daniel Demata: Teresa Esposito, Loredana Turchi, Giulia Simini, Azzurra Bonsignore, Simona Romano e Clementina Monaco.

Palafiom con Alessandra Certa regista, Silvietta Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Mucci di banda, Rossella Garaguso e Clara Clemente centrali, Simona Mereu libero. In panchina: Silvia Buso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paoletta Marcianò e Manuela Voglino.

Panchina, in questo caso, non è un modo di dire. Sembra che la società locale abbia compiuto un furto nel parco comunale.

Con la triade storica del tifo in trasferta (Lisa, Pino ed io), c’è Valentina, addetta agli sms, e c’è anche una misteriosa signora che non ha proferito verbo nell’arco di tutta la partita. Né con noi né contro di noi.

L’autista, un poco asociale, resta sul pullman dopo aver appurato che Clara è maggiorenne e può andare in discoteca (con lui...?).

Primo set

L’avvio è incoraggiante: fast di Clara e muro di Ale (0-2). Scafati recupera (2-2), ma oggi Alessandra si è affiliata alla massoneria ed è diventata una libera muratrice (2-3). Michela spegne la prima candelina da posto quattro (che resterà l’unica del set), ma sul 3-5 le campane si scuotono con un break di quattro punti (7-5). Mucci difende e attacca (7-7), ma la Tekla torna in vantaggio spinta dalle azioni di Veronica Grimaldi (10-8). Terzo ace delle padrone di casa e attacco lungo delle nostre (14-10).

Stiamo soffrendo in difesa e attacchiamo in modo loffio, ma c’è più reattività rispetto a Manoppello.

Rita Melis mantiene le distanze superando il muro rossoblù (16-12), ma dopo un mani-fuori di Silvietta ci sono tre errori consecutivi delle padrone di casa: invasione, attacco su rete e palla accompagnata (16-16). Dopo il time-out, si conclude l’operazione sorpasso grazie ad una doppia della Villani (16-17). Più che un sorpasso nostro, è stato un prolungato atto di autolesionismo dello Scafati. Un tentato suicidio senza candeggina. Simona è nuova; non sa che con questa storia della candeggina (ingerita per sbaglio mercoledì dalla nostra laterale, per chi non lo sapesse) andremo avanti fino a maggio.

La doppia fischiata alla palleggiatrice non risulta gradita al pubblico locale e in particolare al presidente, che manifesta un certo malumore nei riguardi dell’arbitro. Osservare quest’uomo mentre protesta e mentre ulula sistematicamente ad ogni servizio e palleggio altrui permette di comprendere come mai lo Scafati sia in vantaggio nel trofeo Bin Laden.

Il set è in equilibrio grazie al meraviglioso pallonetto di Simona-di-metallo (18-18), poi c’è un allungo delle salernitane (20-18) e torniamo in parità con un perfetto lungolinea di Silvietta (20-20). Nel momento decisivo Scafati controlla meglio la tensione: mani-fuori, palletta appoggiata in banda dalla Melis e tiro che finisce tra Silvietta e Michela. Gli esperti di balistica esamineranno il filmato per individuare le responsabilità, ma intanto siamo 23-20. Entra Ivana per Silvietta, ma gestiamo male un pallone che vaga sulla rete (24-21) ed un mani-fuori chiude la contesa (25-21).

Secondo set

Brutta Palafiom nel secondo parziale. Scafati prende il volo con le sue bocche di fuoco (Grimaldi, Amitrano e Giogli) e le intelligenti giocate della Melis (9-4). Piazza anche cinque aces solo in questo set, alcuni dei quali evitabili.

Silvia e Ivana prendono il posto di Rossella e Silvietta, mentre Manu ha già sostituito l’altra... donna di polso già dalla fine del primo set.

A Rossella le scritte portano sfiga. Sia quelle delle insegne (il bar Rocksy di Manoppello Scalo) sia quelle sui muri (la scuola di Scafati). La prossima volta facciamoci precedere da un imbianchino.

Dal canto suo Manuela deve aver scambiato i palloni per grosse arance atipiche visto che in ricezione tende ad evitarli non sopportandone l’odore... Questa è cattiva, povera Manu. Nel terzo e nel quarto set giocherà benissimo la piccina.

Michela inizia a movimentare il proprio score personale e Simona Mucci tenta di tenere in corsa la Palafiom mostrandosi la giocatrice più pericolosa in questa fase amara. Le rossoblù si avvicinano alle salernitane (15-12), ma la Salvati dal centro e i martelli Grimaldi e Amitrano dai lati continuano a piegare inesorabilmente il muro tarantino (19-14).

Sono due laterali che attaccano in fotocopia: rincorsa solida, saltello leggero e botta d’acciaio. Molto brave, bisogna dire.

Anche il metallo delle braccia di Simona si fa onore con un servizio vincente (20-17), ma l’arma del servizio continua ad essere usata efficacemente soprattutto dalle padrone di casa, in particolare dalla Villani che, con un doppio ace, completa il break ammazza-set di cinque punti di fila (25-17).

Terzo set

“Quante cose non acquistano il loro proprio giusto valore, e non attingono la perfezione che alla stagione in cui è giusto che debban maturare!” [1]

E’ un’altra Palafiom quella che scende sul parquet nel terzo set, evidentemente la stagione in cui matura il suo gioco in questa partita (per la – quasi - perfezione bisognerà attendere il quarto set). E’ una Palafiom che proprio non ci sta a ripetere la disfatta di Manoppello. Manu, come già anticipato, cresce in difesa, Silvietta ritrova determinazione, ma è soprattutto Michela che prende sulle proprie spalle il peso della rimonta rossoblù. Due suoi attacchi determinano il primo guizzo (2-4). Silvietta mura e trova un bel lungolinea (3-7).

Scafati è in difficoltà. Bastava giocare bene per cambiare volto alla partita; peccato non esserci riusciti prima. Poi, però, le atlete campane si ritrovano e la solita Grimaldi riapre il set con un attacco dei suoi (8-9). Clara passa dal centro, ma la Tekla trova il pareggio (12-12) e poi passa addirittura in vantaggio con un ace di Anna Maria Amitrano (17-16).

Bella reazione di carattere e di gioco della Palafiom: pallonetto di Clara, attacco Mucci, splendido pallonetto della nostra lizzanese magica e primo tempo di Clara (17-20). Spaventosa diagonale della Grimaldi, doppia di Alessandra nel momento più inopportuno e bis della Grimaldi (20-20).

La tensione sta bruciando le calorie dei rigatoni. Simona viene difesa due volte, ma questa volta Veronica tira lungo e Michela prende in mano le redini dell’attacco Palafiom (20-22). Omaggio della Giogli che tira sulla rete (21-23) e tostissime diagonali di Michela da posto quattro  che valgono il 21-24 e poi la vittoria del set (22-25).

Quarto set

Non potrebbero esserci persone più diverse del presidente e d‘o professore. Tanto è esagitato il primo quanto è garbato il secondo. Come fanno a dirigere la stessa squadra? Sembra che facciano il gioco del poliziotto buono e di quello cattivo...

Il set vinto salva l’onore, ma oggi servono punti. Clara e Michela lo sanno e costruiscono le fondamenta di un quarto set travolgente. Il punto dell’ 1-3 è una bomba della nostra laterale che lascia un buco sul parquet e la partenza-sprint della Palafiom prosegue con il meglio del catalogo rossoblù: ace di Clara, secondo tocco di Ale e muro a due Michela-Silvia (1-6).

In panchina siamo rimasti senz’acqua, ma per fortuna sul parquet c’è ancora tanto propellente per i missili aria-terra di Michela e Simona. La Tekla, in questa fase, scompare; anche i loro punti sono errori delle nostre (5-9).

Difendiamo bene; persino la Grimaldi adesso viene bloccata qualche volta.

Servizio vincente di Simona, mani-palo trovato da Michela ed ace sporco di Clara con cui raggiungiamo il massimo vantaggio (9-19).

Le scafatesi si ritrovano e realizzano un break di quattro punti portandosi sul 14-20. Entra sul parquet Simona Romano, brindisina, a cui daremo un passaggio al ritorno. La difesa delle padrone di casa sta crescendo e non riusciamo più ad attaccare; n’amma preoccupà? No, il vantaggio è troppo ampio e poi la Tekla sta ancora sbagliando troppo (14-22).

Gran difesa di Manu e attacco Mucci (16-24) prima del punto finale della diciottenne Clara Clemente (16-25).

Tie-break

Qui ci siamo illusi, almeno sugli spalti. Eravamo convinti che le rossoblù avrebbero sfruttato il vantaggio psicologico della rimonta e di un quarto set (quasi) perfetto. Peraltro, nell’intervallo, il momento magico della Palafiom era proseguito con un canestro sfiorato da Paoletta.

Non abbiamo fatto i conti con la protagonista indiscussa di questa serata: Veronica Grimaldi. Tre suoi attacchi su quattro consecutivi vanno a segno ed indirizzano il tie-break verso la Tekla (4-2).

Gran muro di Silvia, ma adesso passa due volte anche la Salvati (9-4) e le rossoblù non riescono a ricomporsi.

Attacca Simona, ma replica subito Anna Maria Amitrano (10-5).

Ancora Mucci e il pallone toccato dal muro avversario schizza sul soffitto (11-7), poi una fast scafatese si ferma sulla rete (11-8). C’è speranza.

Ma un lungolinea di Simona-di-metallo viene giudicato fuori. Marcello giura che era dentro; è l’unico errore di un arbitraggio valido (13-8). Ora non c’è più speranza.

Resta solo da attendere il colpo finale che porta una firma scontata: Veronica Grimaldi (15-11). Non era molto scontato il varco lasciato incustodito dalla Palafiom, su cui Marcello esprimerà considerazioni che preferisco non ripetere, ma è andata così.

Il problema di questa squadra si chiama discontinuità. Per colpa della discontinuità abbiamo perso altri, ulteriori, punti alla nostra portata. Ma, sia pure a intermittenza, abbiamo avuto l’ulteriore conferma di saper giocare una buona pallavolo.

In classifica, balzo in avanti del Manoppello e della stessa Scafati, mentre l’Aversa si avvicina. Il magro punticino, se non altro, ci tiene agganciati a Ostuni ed Ester Napoli.

Quando un dirigente ci informa che questa è stata la prima partita stagionale in cui Veronica ha giocato da martello e che fino ad ora era sempre stata schierata da libero, non so cosa abbia pensato Marcello. Io ho pensato: Ma vafangule! Proprio cu nuje avèran’ a ffa’ ‘sti cazz’ d’esperimènd’...??!! No’ potevan’ aspettà ‘n’otr’ sabbate...?! Scusate i latinismi.

Consoliamoci con i dolciumi degli autogrill. La presenza metafisica della signora Marcianò, dopo una certa ora, risulta evidentemente meno severa.

Altri risultati: Valenzano-Trani 3-0, Manfredonia-Salerno 3-1, Massafra-Potenza 2-3, Manoppello-Ester Napoli 3-1, Ostuni-Aversa 1-3, Orion Napoli-Lanciano 3-0.

Classifica: Orion Napoli 24, Valenzano 21, Trani 18, Potenza 14, Lanciano e Salerno 13, Massafra 11, Manfredonia 10, Scafati e Manoppello 9, Ostuni, Ester Napoli e PALAFIOM TA 7, Aversa 5.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 290,00; Aversa, Ester Napoli,  Trani e Lanciano 80,00; Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, Salerno, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Passo avanti del Lanciano, a causa della condotta del pubblico.

Sangue del nostro sangue: Marianna-Rivergaro 3-0, Benevento-Marcella 3-1.

Prossimo turno: PALAFIOM-Ostuni, sabato 8 dicembre, ore 18.00, palestra dell’istituto Maria Pia, via Galilei.

Altre partite: Ester Napoli-Orion Napoli, Aversa-Valenzano, Trani-Massafra, Potenza-Manfredonia, Salerno-Manoppello, Lanciano-Scafati.

 

NOTE:

(1) SHAKESPEARE, W., Il mercante di Venezia, Atto V, Scena I.

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