Manoppello-Palafiom Taranto 3-0

Sabato 3 novembre 2007 – ore 18.00
C’è una cosa che Verino non ci ha detto. Il toponimo Manoppello deriva dall’unione delle parole latine manus e plere ossia “mano piena”, come ci può confermare la latinista Valentina Moro. [1]
Questo significa che le atlete abruzzesi attaccano forte e difendono come si deve, con la mano piena, appunto. Ce ne siamo accorti. Ma andiamo con ordine.
Quello che sarà ricordato come uno dei sabati più orrendi della storia della Palafiom era iniziato discretamente. Le orecchiette dell’autogrill Gargano Est non tradiscono le aspettative. L’autista del pullman, però, non riesce a fare il ruttino e chiede aiuto ai commensali. [2]
Se serve una pacca sulla spalla – fa giustamente notare Mary – non c’è che l’imbarazzo della scelta: le nostre schiacciatrici possono rendersi utili. Se poi, però, oltre al ruttino, escono fuori anche le budella, non è un problema nostro. Facciamoci firmare una liberatoria che ci esoneri da ogni responsabilità.
Che qualcosa stesse per andare storto nella trasferta della Palafiom avremmo dovuto capirlo da alcuni segnali. A Manoppello Scalo il pullman rischia di restare incastrato. Il bar del rito del caffé presenta peculiarità inquietanti (un’aquila littoria e un calendario fuorilegge, peraltro poco coerenti con un’insegna anglofila, oltre che sgrammaticata). E il passaggio a livello blocca la strada alle atlete dirette a piedi verso il Palastaccioli. Segni. Avremmo dovuto tornare a casa allora, con una scusa qualunque.
In compenso l’ospitalità dei dirigenti dell’Arabona (presidente e Verino in testa) è esemplare. Ci mostrano le varie frazioni di Manoppello, almeno quelle visibili, e ci illustrano altre caratteristiche di questo suggestivo paese e di questa squadra-modello. Nel frattempo il suono di una campana si sostituisce al solitario batterista del villino di fronte al palazzetto. Poveri vicini.
Altra apprezzatissima peculiarità dell’Arabona sono i cuscinetti a disposizione degli spettatori.
Ora bisognerebbe iniziare a parlare della partita.
Non so se ce la faccio... Non me la sento...
E sia. Beviamo l’amaro calice sino in fondo.
Palafiom rimaneggiata, non solo per gli infortuni a Sonia e Valentina. Un’improvvisa epidemia di malaria ha costretto le rossoblù a farsi sostituire dalle rispettive cugine. Scendono, dunque, in campo: Caterina Certa in regia, Serena Garaguso opposto, Raffaella Benefico e Susanna Mucci laterali, Sara Buso e Nunzia Clemente centrali, Faustina Voglino libero. In panchina Petronilla Marcianò, Cinzia Mastandrea, Carmela Fiore, Gelsomina Gallo Ingrao e Deborah Mereu.

Coach Gobbi manda sul parquet un sestetto che non sarà alterato da alcuna sostituzione (e vorrei vedere...): Laura Mastrodicasa palleggiatrice, Roberta Bianchi opposto, Daniela Belfiglio ed Elisa Feliziani laterali, Lisa Mancini e Alessandra Valente centrali, Ilaria Cesarone libero. In panchina: Alice Di Muzio, Francesca De Dominicis, Chiara Ciaschetti, Enrica Antonellis, Di Ruscio e Franchi (non so i nomi di battesimo delle ultime due perché la giocatrice a cui avevo chiesto gli altri undici nomi stava per mandarmi a quel paese...).
Durante il riscaldamento Raffaella Benefico ha rischiato di dimezzare la coppia arbitrale.
Ora devo proprio parlare della partita...
Primo set
Daniela Belfiglio mostra subito il proprio biglietto da visita, ma un primo muro di Raffaella Benefico illude le rossoblù sulle capacità di contenimento degli attacchi abruzzesi (2-2). Manoppello vola subito a +4, ma qualche errore dell’Arabona e i primi tempi di Nunzia riportano sotto la Palafiom (9-8).

Le nostre bocche di fuoco tirano palloni lunghi, mentre Belfiglio, Feliziani e Valente vanno ripetutamente a segno. Sul 16-12 Cinzietta, opposto di ruolo, sostituisce la cugina di Rossella, che non è riuscita ad adattarsi alle mansioni atipiche di questa sera.
Stiamo attaccando in modo loffio ed in difesa ci si muove al rallentatore. Se il distacco non aumenta è a causa degli errori dell’Arabona. Ma quando le pescaresi correggono la mira, la nostra difesa si squaglia come la neve del Gran Sasso sotto una certa altitudine. Le abruzzesi alzano anche il muro e forzano il servizio con Elisa Feliziani (22-15).

Susanna-di-metallo prova a reagire (22-16) ed avvia un duello con la Belfiglio (24-16). Mani-fuori della Mucci, ma poi la Mastrodicasa chiude il parziale con un primo tempo che non riusciamo a difendere (25-18).
Secondo set
Finalmente blocchiamo a muro qualche attacco del Manoppello, ma Serena, nonostante la bella prestazione della cugina sabato scorso, questa sera proprio non riesce a mettere la palla a terra. Rientra sul parquet la Mastandrea e finalmente riusciamo a passare anche da posto due. Bomba di Susanna Mucci ed ace sporco di Cinzietta. Siamo avanti per 5-8. E’ il momento migliore della Palafiom.

Non dura molto, purtroppo. Diagonale della solita Belfiglio e primo tempo della Mancini (8-9). Murata Raffaella (9-9), ma i numerosi errori in battuta delle abruzzesi (nove in tutta la partita, unica nota stonata nella prestazione dell’Arabona), riportano in vantaggio le ospiti (10-11).
Susanna-di-metallo ottiene il pareggio (13-13), poi il Manoppello va nuovamente e definitivamente in fuga (15-13). Errori da entrambe le parti finché Nunzia Clemente e Susanna Mucci non riportano le tarantine a ridosso delle avversarie (19-17).
Gelsomina Gallo Ingrao rileva Susanna Mucci, ma una travolgente Belfiglio compensa gli errori in battuta delle compagne (22-18).

Raffaella realizza due punti a set; quello del 22-19 tiene in corsa la Palafiom, ma Daniela Belfiglio continua a mettere la palla a terra e garantisce alla propria squadra la vittoria nel secondo parziale (25-22).
Terzo set
Beh, due set li ho raccontati; devo proprio andare avanti...?
Allontanate i bambini dal computer...
Sulle ali dell’entusiasmo per una prestazione encomiabile, il Manoppello imprime subito il proprio marchio nel terzo set. Belfiglio, Mancini e Feliziani trapassano il muro della Palafiom ed approfittano di una sconcertante dormita della difesa rossoblù (7-2). Persino la cugina di Michela sta soffrendo in ricezione, notoriamente uno dei punti di forza di famiglia.

Nunzia Clemente e Sara Buso accennano ad una reazione (9-4), ma anche quando riusciamo ad attaccare (non molto spesso), l’ottimo libero del Manoppello, Ilaria Cesarone, si fa trovare preparata.
Muro della Buso (10-7), ma poi Elisa Felizardi trova un mani-fuori ed un ace su una Raffaella non impeccabile (12-7). La Belfiglio tira dentro, la Palafiom tira lungo (14-7). Soltanto Sara sembra reattiva in questa fase, sia in campo (due muri e tre primi tempi) e sia nei time-out quando cerca di scuotere la squadra, quando ormai al coach vengono meno anche le parole.

Esattamente novant’anni fa, proprio tra ottobre e novembre del 1917, si consumò il disastro di Caporetto. Forse la Palafiom sta mettendo in scena una rappresentazione simbolica dell’evento. E’ un disastro. Persino Caterina Certa sbaglia un servizio; non è da lei (15-8).
Serena effettua gli ultimi tentativi per fare punto dal posto due, ma viene murata in entrambe le occasioni (19-9). La capitana mette a terra un primo tempo che le costerà una manata in faccia e Cinzietta realizza il suo secondo ace (21-12).
Sul fronte abruzzese, Daniela Belfiglio sembra appagata e cede l’onere e l’onore di chiudere questa esaltante cavalcata dell’Arabona a Elisa Feliziani (25-15).

In tribuna siamo sotto shock. Però, pensandoci bene, non tutto è stato da buttare in questa trasferta: le orecchiette erano buone; in pullman siamo andati avanti con la lettura; abbiamo risolto un cruciverba; il tempo è stato clemente; abbiamo assaggiato il nuovo Duplo fondente; nessuna si è fatta male. E poi sul piano dell’opportunismo (cioè guardando la classifica) il discorso non regge, ma sul piano affettivo, se proprio bisognava perdere, meglio averlo fatto con una società simpatica come l’Arabona.

Un sorriso, peraltro, ce lo regala la bella immagine dei bambini che invadono il parquet per giocare al posto della prima squadra. Sono le nuove generazioni dell’Arabona, la cui bella favola è destinata evidentemente a continuare.
Manoppello ha giocato la sua buona partita, ma la Palafiom era irriconoscibile. Non sappiamo cosa sia successo, ma sappiamo che la vera Palafiom è un’altra squadra, tecnicamente e caratterialmente. Dobbiamo ritrovarci perché la salvezza è alla nostra portata. E poi ricordiamoci che dopo Caporetto c’è stata la riscossa di Vittorio Veneto.
La musica scelta dall’autista per il viaggio di ritorno offre già una prima soluzione strategica: la prossima volta giochiamo con Biagio Antonacci; lui sì che le palle a terra le fa scendere inesorabilmente...
Altri risultati: Valenzano-Ostuni 3-1, Manfredonia-Lanciano 0-3, Salerno-Ester Napoli 3-0, Massafra-Aversa 3-0, Potenza-Trani 3-2, Orion Napoli-Scafati 3-1.
Classifica: Orion Napoli 12, Potenza 11, Trani 10, Valenzano, Lanciano e Salerno 9; Manfredonia 6; Massafra e Scafati 5; Manoppello 3; PALAFIOM TA e Ostuni 2; Ester Napoli 1; Aversa 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 290,00; Aversa ed Ester Napoli 80,00; Lanciano, Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, Salerno, PALAFIOM TA, Trani e Valenzano 0.
Sangue del nostro sangue: Tortolì-Marcella 2-3.
Prossimo turno: sabato 10 novembre, ore 18.00, Palafiom TA-Manfredonia, palestra Maria Pia, via Galilei.
NOTE:
(1) Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Manoppello.
(2) Tutto vero! Elisabetta e Mary mi sono testimoni.





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