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La Palafiom diventa partito

di skanderbeg69 (30/11/2007 - 16:09)

La Palafiom diventa partito; non c’era altra scelta. Il centrodestra è nelle mani dei rottami di Tangentopoli, di ex-pidusti con qualche conflitto d’interessi e qualche legame con stallieri mafiosi, di paladini della morale cattolica che in privato trombano – more uxorio - come ricci (da Fini a Mele). Ma anche il centrosinistra ha deluso con un programma di governo, già ambiguo in origine, che ora è diventato buono solo come carta igienica. Senza contare un sindaco che, con un’originale interpretazione del rinnovato ed affermato manuale Cencelli, concede poltrone agli esponenti di una lista civica creata da un pluripregiudicato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Così non si può andare avanti, a prescindere dalle ideologie. Bisogna recuperare i valori, la moralità pubblica, la legalità.

Dopo l'annuncio di piazza San Babila, ieri sera coach Marcello ha inviato a tutte le emittenti nazionali una videocassetta in cui annuncia di aver fondato un nuovo movimento politico.

Questo è il testo integrale del suo messaggio già trasmesso a reti unificate:

 “L’Italia è il Paese che amo. Taranto è la città che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze e i miei orizzonti. Qui ho imparato dalla vita il mio mestiere di allenatore. Qui ho anche appreso la passione per la libertà.

Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un paese illiberale governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.

Per poter compiere questa nuova scelta di vita ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel movimento che ho fondato la primavera scorsa. Rinuncio dunque al mio ruolo di committente responsabile per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza. La vecchia classe politica italiana è stata travolta dai fatti e superata dai tempi.

Affinché il Paese funzioni è indispensabile che ai cartelli delle sinistre e delle destre si opponga un Polo della Palafiom che sia capace si attrarre a sé il meglio di un Paese pulito, ragionevole, moderno.

Noi crediamo nell’individuo, nel gioco di squadra, nelle imprese, nella competizione, nello sviluppo, nell’efficienza dei fondamentali, nel muro-difesa, nella scaramanzia, nelle rullate.

Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo movimento e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, a tutti voi, ora, subito, prima che sia troppo tardi, è perché sogno a occhi bene aperti una società in grado di vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche della pallavolo.

La storia d’Italia, la nostra storia, è a una svolta. Da allenatore, da cittadino e ora da cittadino che scende in campo, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politicanti senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno, quello di una pallavolo, di una nazione e di una città più giuste, più generose verso chi ha bisogno, più prospere e serene, più moderne ed efficienti, che siano protagoniste in Europa e nel mondo. Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme, per noi e per i nostri figli, UN NUOVO... MIRACOLO... ITALIANO!”

Così il discorso televisivo di coach Presta.

Mentre le sue atlete affronteranno la Tekla Scafati, domani saranno allestiti gazebo in tutte le piazze italiane. I cittadini avranno l’opportunità di scegliere il nome del nuovo partito: il Popolo della Palafiom oppure il Partito della Palafiom.

 

NOTE:

Liberamente ispirato al discorso di Silvio Berlusconi del 26 gennaio 1994. A me sembra ieri; se penso che alcune giocatrici non andavano ancora alla scuola materna, mi sento male...

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Partiti i corsi di volley per bambini e ragazzi

di skanderbeg69 (29/11/2007 - 08:50)

Anche quest’anno la Palafiom si dedica ai bambini e ai ragazzi che vogliono imparare a giocare pallavolo sognando di diventare gli Zorzi, le Piccinini, o meglio, le Désirée Fiore del futuro.

Ma perché i genitori dovrebbero scegliere per i propri figli i corsi di volley e minivolley della Palafiom?

Perché, se lo sport è scuola di vita, la Palafiom ne è l’università.

Qui bambini e bambine possono apprendere le tecniche di uno sport, ma al tempo stesso formarsi come persone e come cittadini.

Guardare le foto per credere...






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Le grandi risposte dell'umanità

di skanderbeg69 (28/11/2007 - 18:31)

      Svelato il mistero delle striscette azzurre applicate sulla pelle delle giocatrici dell’Orion Napoli. Non sono decorative (anche se c’è un certo stile nella loro disposizione, soprattutto nel caso della Cacace, la numero 6), non sono sostanze dopanti.

Dal sito internet della società campana, Sasà ci informa che le striscette “sono dei nastri adesivi per una tecnica di taping fisioterapica chiamata Kinesio Taping o taping neuromuscolare. E’ un tipo di nastro adesivo elastico che fa da supporto ai tendini, ove ci siano dei fastidi a livello muscolare. Immagina di dover alzare un carico con una carrucola e il tendine sia la corda che deve sollevare il carico. Se la corda appare poco resistente per quel carico, gli monti una seconda fune di supporto alla prima. Questo è il principio con cui funziona questo tipo di bendaggio.”

Appena l’ha saputo, Simona Mereu ha ordinato alla ditta produttrice 5 chilometri di striscette da applicare al polso destro.

 

NOTE:
Foto di Luca.

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Palafiom Taranto-Orion Napoli 1-3

di skanderbeg69 (25/11/2007 - 17:42)

Sabato 24 novembre 2007 – ore 18.00

La missione impossibile di fare punti contro la temibile corazzata dell’Orion Napoli è fallita. Ma la Palafiom ha centrato l’obiettivo di aver lottato ad armi pari, per buona parte della partita, contro la capolista e – a mio modesto avviso – esce dal Maria Pia rafforzata nella convinzione dei propri mezzi. La classifica, purtroppo, peggiora, ma questo era prevedibile visto che negli scontri diretti le nostre concorrenti non potevano non distribuirsi punti.

   Alla classifica bisognerà pensare nelle prossime tre partite (Scafati, Ostuni, Aversa); oggi possiamo essere orgogliosi delle rossoblù.

Fallisce anche il piano di sabotaggio architettato ai danni dell’Orion. Nel parcheggio dell’hotel Appia un nostro emissario blocca con un auto-bomba il pullman delle campane, ma, dopo l’intervento degli artificieri, l’ostacolo viene rimosso e le ragazze di coach Loparco arrivano puntuali in palestra.

Qual è il segreto del loro successo? La bravura delle giocatrici e la competenza dei tecnici, senz’altro. Probabilmente contano anche l’organizzazione, gli strumenti tecnologici e il clima sereno che si respira nell’ambiente.

Ma io sono convinto che c’entrino anche le strane strisce azzurre che connotano spalle, bicipiti e gambe di molte atlete. Cosa sono? Cerotti? Tatuaggi? Decorazioni tribali ispirate a qualche tribù del Borneo occidentale? Mistero.

   Le ospiti schierano Ilaria Cacace in palleggio, Lucia Campolo opposto, Maria Russo e Mariarosa Familio centrali, Nunzia Campolo e Grazia Sforza laterali, Simona Califano libero. In panchina Marika Bianco, Rossella Spagnuolo e Serena Natale.

Un giorno farò una ricerca per dimostrare l’ipotesi scientifica secondo cui il nome più diffuso tra i liberi di pallavolo è Simona.

Palafiom con Alessandra Certa in regia, Silvietta Mastandrea opposto, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Michela Benefico (a cui ricordo di fornire con urgenza il proprio recapito telefonico alla nostra... terrorista basca) e Simona Mucci laterali, una dolorante Manuela Voglino libero. In panchina Rossella Garaguso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò, Sonia Tinelli e Simona Mereu.

Primo set

Primo tempo di Clara, attacco di Silvietta da posto due e di Michela da posto quattro e siamo 3-1. Nelle prime battute il libero campano non viene molto preso in considerazione dalle compagne quando chiama la palla.

Ma la Orion rimonta e passa a condurre (4-5). Magnifico attacco di Silvietta e muro di Silvia (6-5), poi un evitabile ace della Sforza ristabilisce la parità, ma al primo time-out tecnico siamo in vantaggio. E già per questo siamo soddisfatti.

Clara replica ad un attacco di Nunzia Campolo con due primi tempi in rapida successione (10-8). Stiamo difendendo bene, stiamo murando, ma la Campolo riesce a passare ancora con un lungolinea (10-10). Grande Simona, palletta di Lucia Campolo dopo un miracolo difensivo di Michela e favolosa Silvietta che mette giù una diagonale da posizione difficile (13-12).

Scatto Palafiom: muro di Michela, invasione della Familio e attacco lungo di Nunzia Campolo dopo un’ottima difesa rossoblù (16-13).

E’ una grande Palafiom.

Il buon servizio della Sforza riavvicina le napoletane, ma Simona-di-metallo sbroglia una situazione resa difficile da una ricezione non perfetta (17-15). Errori campani in battuta e in difesa (19-16) e primo tempo fulminante della Russo, ma adesso sale in cattedra Clara Clemente: fast sulle mani del muro avversario e delizioso pallonetto (21-17).

Cambi: nell’Orion entra la Natale per la Russo, nella Palafiom Ivana per Silvietta. Punto Campolo (Lucia) e poi Michela realizza un mani-fuori dopo essere stata murata (22-19). Vanificato un salvataggio di Clara ed errore in attacco di Michela, cercata da Ale per chiudere il set (22-21). Il momento è delicato; Marcello chiama il time-out.

Invasione napoletana e palla messa giù da Lucia Campolo (23-22).

L’arbitro controlla la formazione della Palafiom. Panico. Grande ricezione di Manu, a cui il polso dolorante evidentemente fa bene, ed ulteriore mani-fuori cercato e trovato da Michela (24-22). Primo tempo della Familio e poi va a servire Grazia Sforza, che già ha provocato parecchi danni alla nostra ricezione. In effetti, ancora una volta mette in crisi la Palafiom, ma un’epica Simona riesce a chiudere il set con un pallonetto (25-23)!

Sogniamo o siamo desti? Stiamo battendo la capolista e la stiamo battendo giocando una splendida pallavolo.

Nell’intervallo, quando vado a sospendere la registrazione video, mi accorgo con tristezza che la telecamera è spostata. Solo metà del campo è inquadrata, nonché la zona del segnapunti. Non sapremo mai come abbiamo giocato dal nostro posto due; in compenso possiamo valutare accuratamente l’efficienza del signor Leone e di Priscilla. Ma temo che Marcello non sia molto interessato. Porca miseria, il set più bello giocato dalla Palafiom quest’anno è tagliato. Non potremo vendere la videocassetta nelle edicole.

Intanto Simona Mereu e Paoletta tentano di battere il guiness dei primati del palleggio durante il riscaldamento tra un set e l’altro. Chiedono una speciale autorizzazione a proseguire durante il set, ma non viene concessa. Comunque, Paoletta è bene che non si agiti altrimenti lo diciamo agli esercenti la potestà genitoriale.

Secondo set

Purtroppo la partita continua e per vincerla bisogna conquistare altri due set. Quante seccature. Che regolamenti contorti...

La Orion conferma sul parquet Serena Natale mentre la nostra Manu ha consumato gli antidolorifici e sta per cedere il posto a Simona Mereu. Che non sprizza proprio salute da tutti pori, ma per lei è l’esordio in B2. Auguri e pasticcini.

Le campane partono bene (1-5), grazie agli attacchi di un’ottima Nunzia Campolo (top-scorer della serata con 18 punti) e ad una difesa sempre più efficiente. La Califano ha un ottimo senso del piazzamento. Credo che il dato emerga anche dai computer dello staff napoletano. Ne hanno due, non uno. Forse negli intervalli si mandano email.

Michela piega il muro partenopeo, ma Natale e Cacace incrementano ulteriormente il vantaggio (2-7). Nel frattempo, in tribuna, il nuovo coach della Prisma, Radames Lattari, raggiunge il presidente Bongiovanni ospite del dottor Urago.

Silvietta va a segno ma il fischio dell’arbitro attribuisce il punto ad un’invasione delle ospiti. Tra falli, doppie ed errori il punteggio si assesta sul 7-10. Poi, a causa di Priscilla, l’Orion balza direttamente sul 7-20. L’errore del tabellone viene corretto, ma le campane stanno avvicinandosi realmente al punteggio indicato: 7-15. Stiamo, infatti, facendo qualche errore di troppo anche sul parquet.

Break Palafiom di quattro punti grazie ad un’ottima Clara, poi Simona Mucci tira sulla rete e Simona Mereu rileva Manu, che comunque ha giocato una bella partita.

La Orion aumenta il vantaggio (11-19) ma Clara alza il terzo muro della Palafiom nello stesso scambio. Entra anche Rossella, ma un impatto tra due giocatrici tarantine regala un altro punto alle ospiti (12-21). Ricezione in crisi. Entra anche Désirée. La capolista riesce a difendere un bell’attacco di Silvetta da seconda linea e segna il punto che chiude il parziale (13-25).

Il nostro giovane opposto ha messo a terra soltanto 5 palloni, ma la percezione è che ne abbia realizzati di più perché ha attaccato da tutte le posizioni e con una sicurezza crescente. Brava, Silvietta, tecnica e coraggio.

Terzo set

In avvio del terzo set fa tutto la Orion: tre errori in attacco e due punti della Familio. La difesa ospite è sempre più attenta, ma Silvia riesce a passare dal centro per due volte consecutive (5-3) prima di essere travolta da Alessandra. La Palafiom sembra la pista dell’autoscontro. Stiamo soffrendo, ma ci siamo ancora.

Indecisione anche in casa campana, bomba della Familio e attacco fuori misura delle rossoblù (9-13). Ivana in campo per Simona-di-metallo.

Rimonta: i riflessi di Simona Mereu lasciano correre un pallone lungo servito dalle partenopee, primo tempo di Clara e punto-culo-cuore di Michela, il cui salvataggio diventa una diagonale stretta che inganna la difesa ospite (13-13).

La partita è divertente. C’è qualche scambio alla viva il parroco, ma le emozioni si susseguono. Silvietta tiene in corsa la Palafiom (15-16), poi vengono fischiate due doppie consecutive alla Orion (17-17). Contestazioni.

Dopo tutti i convenevoli e il fair-play prima della partita, non è che adesso va a finire in rissa...?

Simone calma le giocatrici e tutto si chiude con l’ammonizione a Sasà e con la diffida a non sorridere.

Un primo tempo della Natale e un ace di Nunzia Campolo riportano in vantaggio la Orion (18-19), ma c’è ancora qualche discussione. Lucia Campolo si ferma a parlare con gli arbitri. La cosa va per le lunghe; cosa avranno da dirsi di così interessante?

Attacco Sforza ed ennesimo ace delle napoletane (11 questa sera; nessuno per la Palafiom) con la complicità della nostra ricezione (18-21).

Vanno a punti le centrali: primo tempo di Silvia e pallonetto di Serena (19-22).

Si punta su Simona-di-metallo: prima mette giù un pallonetto, poi manda fuori una diagonale, poi piega il muro ospite e infine sbaglia il servizio (21-24).

Una fast di Clara tiene viva la speranza, ma un mani-fuori di Nunzia Campolo mette la parola fine su un set che le rossoblù si sono giocate fino in fondo (22-25).

Vi vogliamo così! Vi vogliamo così!

Quarto set

La Palafiom non si arrende: due attacchi di Michela e un bel muro di Silvia confermano la voglia di non restare a secco di punti (3-0). Il buon servizio delle campane ed i consueti attacchi di Nunzia Campolo permettono alle ospiti di portarsi in vantaggio (4-5).

La colpa è anche delle avvenenti spettatrici alla mia destra che si distraggono e fanno salotto. Bisogna restare concentrati, diamine! La prossima volta, per vendetta, pubblico i contenuti dei loro discorsi sul blog...

Michela è la solita guerriera (5-5), ma la Orion tanta di prendere il largo (5-8). Rossella sostituisce Silvia e nella sua prima azione viene murata. Non dev’essere una cosa bella.

Due attacchi della Sforza incrementano il vantaggio (5-11). La Palafiom sta giocando, ma adesso le napoletano stanno difendendo tutto il difendibile.

Non è difendibile, però, un gran punto di Silvietta, in corsa, da posto due (7-11).

Alessandra, apprezzata dallo staff campano a fine gara per come ha distribuito il gioco questa sera, punta su Clara e la nostra centrale ripaga la fiducia e riapre la partita (11-12).

Poi, però, a causa dell’inesperienza, mette un pallone fuori (bell’idea ma mira non perfetta) ed uno sulla rete (12-17).

Muro di Michela, ma Nunzia Campolo non ha esaurito la riserva di dinamite nelle braccia e guida l’ulteriore allungo partenopeo (13-21).

Set e partita si chiudono con un imprendibile diagonale della Sforza, un primo tempo di Clara ed un attacco lungo della Palafiom (17-25).

Giù il cappello di fronte ad un’Orion che, oltre ad essere una squadra oggettivamente molto forte, non si dà arie da primadonna. La simpatia è un tratto caratteristico di questa società.

Ma un grande applauso lo merita anche la Palafiom. Zero punti ma il brivido di aver messo in difficoltà la capolista. Tutte hanno disputato un’ottima partita ed il gioco collettivo continua a migliorare.

Le prossime tre partite ci diranno chi siamo veramente, ma le ultime tre qualche valida indicazione ce l’hanno già fornita.

Soddisfatti anche i giornalisti. Grazie alle tecnologie della Orion, finalmente, per la prima volta, avranno gli scout completi di tutte le giocatrici, comprensivi di numeri di scarpa e codici fiscali.

Altri risultati: Lanciano-Valenzano 0-3, Salerno-Potenza 3-0, Ester Napoli-Massafra 2-3, Aversa-Scafati 3-2, Trani-Manfredonia 3-0, Ostuni-Manoppello 3-0.

Classifica: Orion Napoli 21, Valenzano e Trani 18, Lanciano e Salerno 13, Potenza 12, Massafra 10, Manfredonia, Scafati, Ostuni ed Ester Napoli 7, Manoppello e PALAFIOM TA 6, Aversa 2.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 290,00; Aversa, Ester Napoli e  Trani 80,00; Lanciano, Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, Salerno, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Sangue del nostro sangue: Marianna-Mantova 0-3, Marcella-Potenza 3-1.

Prossimo turno: sabato 1^ dicembre, ore 18.00, Scafati-Palafiom.

 

NOTE:

Le foto (non taroccate...) di Marika, di Simona Califano, di Simona M. e Michela e di Sasà al computer sono di Luca.

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Apocalypse now?

di skanderbeg69 (23/11/2007 - 14:27)

Il clima è quello della catastrofe annunciata. Sabato prossimo la Palafiom Taranto ospita la Panafarm Napoli (Orion per gli amici). Ne avremmo fatto volentieri a meno, ma il calendario lo impone.

La Orion viaggia come un treno: sei vittorie in sei partite, 18 set vinti e due persi. Cosa si può fare di fronte a questa squadra invincibile?

Sembra di stare in California in attesa del Big One, il terremoto colossale che prima o poi devasterà la fascia di terra ai lati della faglia di Sant’Andrea. In America il problema non è il “se” ma il “quando”. Qui conosciamo il “quando” ma si tenterà disperatamente di evitare il “se”. O almeno di attenuare il “come”.

E in casa Palafiom si prepara la resistenza.

Per prima cosa la società invita i lavoratori delle ditte di pulizie, i Cobas e i residenti delle torri ANIA ad occupare tutte le principali strade di accesso alla città nel primo pomeriggio di sabato. Saranno bloccati il ponte di pietra, il ponte girevole e il ponte Punta Penna, nonché la Taranto-Massafra, la Salerno-Reggio Calabria, la Taranto-Martina Franca e la Taranto-Grottaglie.

Se anche la Orion dovesse superare i blocchi, la società ha organizzato un incontro istituzionale tra le atlete napoletane e l’assessore regionale alla sanità Alberto Tedesco ed i suoi parenti con qualche conflitto d’interessi. Se la capolista dovesse uscire indenne anche da questa insidia, la Palafiom avrebbe ancora qualche altra carta da giocare.

Un fossato è stato scavato attorno al Maria Pia per essere riempito d’acqua e di coccodrilli. Il riscaldamento nello spogliatoio delle nostre ospiti è stato programmato sui 45 gradi sottozero e l’impianto di illuminazione sarà manomesso in caso di bisogno.

Una botola larga tre metri quadrati è stata predisposta all’altezza del posto quattro e si aprirà automaticamente sotto il peso di almeno 50 chilogrammi, risucchiando in tal modo le schiacciatrici avversarie, considerate particolarmente temibili.

Insomma, chi l’ha detto che il risultato di Palafiom-Orion Napoli debba proprio essere scontato?

 

NOTE:

Sul blog si scherza. In realtà, anche l’Orion Napoli è ovviamente la benvenuta e sarà accolta con l’ammirazione e il rispetto dovuti alle squadre che giocano una bella pallavolo. E la Palafiom lotterà con i propri mezzi “tradizionali”: la bravura e il cuore delle giocatrici. Mai dire mai...

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Caro coach, ti scrivo

di skanderbeg69 (21/11/2007 - 18:24)

“10 anni sono tanti, in proporzione ai miei 24…

Ricordo ancora la bambina di 9 anni che aveva il sogno di diventare una brava ginnasta, che amava la ginnastica artistica forse un po’ per Hilary, il cartone animato che faceva sognare tutte le bambine come me. Andai al Palafiom nella speranza di poter coronare il mio sogno per poter volteggiare nell’aria con palla e nastri, ma la ginnastica era solo per adulti…Così mia cugina mi convinse ad iscrivermi al corso di Pallavolo. E così fu.

Ricordo il primo giorno come se fosse ieri. Il parquet risplendeva e tutte le bambine mi sembravano bravissime e mentre tu parlavi io guardavo loro e non ascoltavo…Ero assorta nei pensieri ed invasa dall’ammirazione nei loro confronti. Ed ecco già il primo rimprovero! Eravamo in 3 nuove arrivate, mia cugina Marialuisa, Silvia ed io e ci facesti mettere con le spalle rivolte al campo perché dovevamo ascoltare quel che avevi da dire. Pensai subito che fossi severo ed io, così timida e silenziosa, un po’ mi spaventai.


    Dopo poco più di un mese mia cugina decise di abbandonare la pallavolo…io ci rimasi per un po’,invece…circa 10 anni!

Ornella, Sabrina, Stefania, Anna erano “le grandi” ed io ero nel gruppo delle “piccole” e quando arrivavano loro per fare allenamento non facevo altro che pensare “chissà se anch’io diventerò brava come loro…”. Poi il minivolley, l’under 14, l’under 16 e la prima partita vinta, dopo vari tentativi, contro l’invincibile Livio Tempesta con invasione di campo del pubblico prima dei 3 fischi finali dell’arbitro ci costarono 500 mila lire di multa. Avevo il numero 11 ed il pubblico diceva “11, UN-DICI UNA PAROLA” …

Ricordo, tra le mille penne rotte, i nostri allenamenti, duri, alle 15.30 del pomeriggio e tutti i sacrifici fatti per non poter mancare, te che passavi a prendermi da casa di mia nonna e mi chiedevi cosa avessi mangiato.

Poi si diventa grandi, si cresce, la squadra cresce, noi ragazze siamo cresciute insieme a te che sei stato un po’ un genitore per noi. Lasciare la squadra per l’università è stata dura almeno quanto lasciare la famiglia per studiare fuori…ma questo non l’hai mai capito, perché tu guardi avanti…

    Sei stato il mio educatore e hai attraversato forse inconsapevolmente, tutti i momenti più brutti ed i più belli della mia vita. Ci conoscevi benissimo, sapevi quando stavamo male e quando al contrario eravamo felici. Si vedeva da come giocavamo. Quante volte mi hai ripetuto di parlare, di sfogarmi, di aprirmi, di spiegare i miei problemi, quel che avevo dentro ma come sempre rimanevo zitta dicendo che non c’era nulla che non andava o che non mi andava di parlare.

Ma tutto quel che avevo dentro veniva fuori comunque, il pallone diventava la mia valvola di sfogo e spesso tutti i miei attacchi che per la squadra erano un privilegio, un orgoglio, in realtà per me erano rabbia e dolore…e tu lo sapevi…

Oggi sono laureata, quasi per la seconda volta, ho un lavoro da gestire ed il tempo è poco, quindi non prendere questa lettera come un voler tornare sui miei passi, come so che anche tu non ami fare…

Anche se oggi ci si incontra per strada e c’è totale indifferenza, anche se dopo 10 anni da titolare avresti voluto tenermi in panchina perché non potevo allenarmi fuori mentre ero all’università per poi giocare il fine settimana nella mia squadra voglio ringraziarti perché sei tu l’artefice, insieme ai miei genitori, di quel che sono oggi.

Se oggi sono caratterialmente così forte e a volte davvero logorroica è solo perché…me l’hai insegnato anche tu…”

 

Marianna Cattolico

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Palafiom Taranto-Massafra 3-0

di skanderbeg69 (20/11/2007 - 08:20)

Lunedì 19 novembre 2007 – ore 19.45

Bella vittoria della Palafiom Under 18 sull’Eurobios Massafra. Le atlete di coach Presta hanno imposto subito il proprio ritmo alla partita con un volley-champagne ricavato da servizi pericolosi, buona ricezione, gioco fantasioso e attacchi temibili.

Fra l’altro l’Under 18 mi restituisce il piacere di una partita senza lo stress degli appunti, degli scout, della telecamera e dei nomi esatti da dire al microfono. Solo trombetta e un paio di foto. Come ai vecchi tempi.

Il Massafra, comunque, è rimasto sempre in partita, costringendo le tarantine a ricomporsi e a restare concentrate fino alla fine per aggiudicarsi i tre set. Donatella Vacca, peraltro, nonostante qualche piccolo errore, è veramente un fenomeno.

Ma contro questa Palafiom c’è stato poco da fare. Ottima Silvietta che è andata a segno da tutte le posizioni. Eccellente Paoletta nella distribuzione del gioco e nei secondi tocchi creativi e sempre efficaci. Decisivi i servizi di Federica nella fase cruciale del terzo set. Brava Anita, che, per indossare la maglia di Michela, ha dovuto acquisirne anche l’abbronzatura. Veloce e reattiva come sempre la ritrovata Simona. Prezioso il contributo di Valentina Macripò ed anche quello di Valentina Gambadilegno al segnapunti manuale. Bene anche Désirée, almeno finché non ha iniziato a spedire palloni verso l’ipermercato Lidl. Cofanetto ha fatto il suo dovere e Priscilla ha svolto diligentemente la funzione di agenda promemoria per il coach.

Un motivo di rammarico sta nel fatto che ero venuto apposta per mangiarmi gli avanzi dei pasticcini e non ‘ngi agghie acchiàte nind’.

Oltre alle cinque note piccine d’oro, forse anche il pupazzo potrebbe tornare utile alla prima squadra. Come si chiama?

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Massafra-Palafiom Taranto 3-2

di skanderbeg69 (18/11/2007 - 19:06)

Sabato 17 novembre 2007 – ore 18.30

Qui, dove tutto ebbe inizio.

Era il primo aprile del 2006 quando assistetti alla mia prima partita della Palafiom, grazie all’invito di Ivana. Ricordo ancora le atlete di coach Marcello che sembravano donne bioniche, tutte uguali, tanto che ci misi dieci minuti per riconoscere la mia beniamina. Quante cose sono cambiate nel frattempo; chi l’avrebbe detto quel giorno.

Grazie Ivy, tutte queste emozioni sono merito tuo.

Bella partita allora, bella partita stasera, nonostante l’identico risultato.

Prima di arrivare nel palazzetto, però, c’è il viaggio più breve di questo campionato. Giusto il tempo per prendere atto di come le giocatrici della Palafiom in macchina si preparino alla partita confrontandosi su dubbi lessicali.

Pino mi introduce in un gioiello nascosto di Massafra: la torrefazione Caffé Omigo di via Marconi. Dopo questa trasferta la cittadina sarà rivalutata ai miei occhi per tanti motivi, uno dei quali è appunto la torrefazione.

Nell’Eurobios un’assenza ed una presenza. Non vedo la donna invincibile, Rossella Stefanelli, imbattuta nel 2005-’06 con il Massafra ed imbattuta nel 2006-’07 con il Montescaglioso. La presenza è quella dell’indimenticata Luana Santovito. Sempre più simpatica, ma sta un po’ sciupata. Con noi era un fiore.

La squadra di casa schiera Lucia Santucci, Francesca De Francesco, Viviana Vincenti, Daniela Giallongo, Francesca Nolè, Anna Paola Greco e il libero Genny Vacca.

Palafiom con Alessandra Certa, Silvietta Mastandrea, Michela Benefico, Simona Mucci, Silvia Buso, Clara Clemente e il libero Manu Voglino (altra ex).

Simona Mucci sfoggia un nuovo look con treccine e calze rosse, forse acquistate dal Cotonificio di Capitanata.

Primo set

Si inizia con una spiacevole indecisione difensiva (2-0), ma le rossoblù si riprendono in fretta con una Michela ottima in difesa e in attacco e con Silvietta che spazza l’erba dal posto due (9 punti stasera) e porta la Palafiom in vantaggio con uno splendido attacco (3-4). Muretto (non so come si chiami; non era un muro su un attacco avversario, ma un blocco su un pallone vagante al centro) di Silvia e tre puntazzi consecutivi di Michela. Il break di sette punti è completato da Silvietta (3-9). Che avvio!

Massafra prende le contromisure, ma Simona e Michela (bel pallonetto da seconda linea) tengono avanti la Palafiom finché una difesa non impeccabile favorisce la risalita delle padrone di casa. Sull’11-13 coach Marcello chiama il time-out.

La Nolè trova un buco in posto uno (12-13), ma un errore in battuta delle sue compagne ed un muro a cappuccio di Clara, dopo uno scambio avvincente, ridanno fiato alle rossoblù (12-15).

Anche con le treccine, il servizio di Simona-di-metallo crea danni nella retroguardia avversaria (12-16). Una bomba di Michela, un primo tempo di Silvietta e un ace di Alessandra innalzano la Palafiom verso un punteggio da brividi (14-20). Nel frattempo Ivana ha rilevato Silvietta e Donatella Vacca è subentrata a Francesca Nolè. Proprio Ivana va a segno da posto quattro (15-21), poi l’Eurobios si avvicina pericolosamente (18-22).

Michela compie un altro miracolo in difesa, ma il secondo tocco della Santucci va a segno (19-23). Attacco esplosivo di Simona, che poi però sbaglia il servizio (20-24). Entra Zaby per battere a sua volta, ma una fast di Clara chiude il parziale sul 20-25.

Diventa lecito sognare.

Secondo set

Equilibrio nel secondo set spezzato dalla diversa efficienza in battuta delle due squadre (10 aces nell’intera partita per la Palafiom, almeno 13 errori per le padrone di casa). In questo caso l’ace sporco è di Michela (5-7).

Greco, Giallongo e De Francesco effettuano il sorpasso, ma una diagonale di Simona riporta avanti la Palafiom (8-9). Bene il muro di Massafra, ma Silvietta realizza il primo dei suoi quattro aces odierni (11-11). E poi concede subito il bis con l’aiuto della ricezione avversaria (11-12).

Si lotta su ogni punto. C’è qualche errore di troppo su entrambi i fronti, ma la partita è emozionante. Nuovo allungo del Massafra (15-13), poi Silvia e Michela rimontano. Il martello tarantino mette ancora in crisi la ricezione dell’Eurobios e poi Simona pone fine ad un lungo scambio con un attacco da posto quattro (17-20). Dopo il time-out di coach Fanelli, la Palafiom incrementa il vantaggio con una diagonale stretta di Silvietta (17-21).

Massafra recupera (20-21), ma le rossoblù mantengono i nervi saldi. Per ora. La paura di vincere è rinviata sul più bello. Due attacchi di Simona-di-metallo ed un secondo tocco della Santucci in rete sembrano spianare le porte del paradiso alla Palafiom (20-24).

Illusione. Massafra recupera con un mani-fuori ed un muro. Poi non riusciamo a difendere bene un primo tempo della Semeraro (23-24).

Un appoggio astuto della Mucci da posizione difficile finisce poco oltre la riga (24-24). Perentoria diagonale della Nolè e la frittata è quasi fatta (25-24). Il pareggio è il consueto regalo in battuta dell’Eurobios perché ormai la Palafiom è nel pallone, come dimostra purtroppo la confusione difensiva sull’ultimo attacco delle padrone di casa (27-25).

Terzo set

Le urla di Marcello nell’intervallo si sentono fino a Palagiano, però si rivelano utili visto che, sfruttando il buon turno in battuta di Simona, la Palafiom passa subito a condurre per 0-3.

Massafra recupera e poi è la Semeraro che spezza l’equilibrio (6-5). Entra in campo Rossella ma stiamo difendendo maluccio e gli attacchi talvolta si infrangono sul muro (9-5). Simona e Clara non si arrendono (11-9), ma dopo un mani fuori del martello lizzanese (13-10), inizia la fase oscura nella partita delle rossoblù.

I nostri assalti vanno fuori e quelli del Massafra finiscono tutti dentro (17-10). L’undicesimo punto è il consueto errore in battuta dell’Eurobios, che prosegue inarrestabile la sua corsa sino al 22-11. Una sconcertante crisi in ricezione conferma che la squadra è in tilt. Rientra Silvia per Rossella, scende sul parquet Ivana al posto di Simona e sul 23-11 c’è gloria anche per Désirée, che fa rifiatare Michela.

Non è proprio un momento felice per entrare in campo, ma l’esordio in B2 per una piccina di 15 anni cresciuta nelle giovanili è sempre una soddisfazione. Per lei e per tutti.

C’è solo un ace di Alessandra e poi la Giallongo chiude questo parziale disgraziato (25-13).

Quarto set

Dopo l’harakiri del secondo set e il tracollo nel terzo, è difficile credere che la Palafiom possa rientrare in partita, ma le ragazze dimostrano di avere cuore e carattere e questo quarto set sarà una delle pagine più belle scritte in questo avvio di campionato.

E’ Michela che suona la carica (1-2), poi l’arbitro le nega il mani-fuori. E’ lo stesso arbitro della partita di due anni fa, quella del famoso fallo di rotazione. Se non altro, adesso non sospende la partita per mezz’ora prima di prendere decisioni sbagliate...

Con tanti arbitri che stanno a Brindisi. E tante arbitre, soprattutto. Pazienza.

Vanno a segno Simona  e Clara. In difesa le ragazze sono reattive ed anche il muro inizia a crescere, ma Massafra trova un break di cinque punti grazie alla bravura delle proprie attaccanti e ad una nostra indecisione difensiva (11-6).

Sul 15-10 le rossoblù non disperano. Anzi, tra poco viene il bello. Silvietta colpisce da posto quattro e Silvia mura da sola (15-12). Francesca Nolè aumenta il vantaggio (20-14), ma è ancora Silvietta a colpire in attacco e con uno splendido ace (20-17).

Coach Fanelli chiama il time-out, ma il nostro giovane opposto oggi le battute vincenti le serve in duplice copia (20-18).

Fischiata una doppia al Massafra (20-19), che rimedia con Nolè e Semeraro (22-19). Ivana rileva Silvietta, ma questa volta la luce si spegne in casa dell’Eurobios. Grande attacco di Simona-di-metallo, bel colpo di Michela e poi splendido ace della Mucci. Non la solita cannonata, ma un ace servito con un intelligente e cercato colpo a sorpresa sul lato destro della difesa locale. Parità (22-22).

Vantaggio Palafiom con Michela e poi uno scambio lunghissimo, da cardiopalma, chiuso da un favoloso pallonetto di Michela dopo che una quarantina di attacchi della nostra laterale erano stati difesi (22-24). Sull’ennesimo buon servizio di Simona-di-metallo, le massafresi non riescono ad attaccare e il pallone va in rete (22-25).

Tie-break

Iniziamo il tie-break con i punti della solita, instancabile, Michela (2-3). Silvietta trova le mani del muro avversario (3-4), Simona fa la sua parte (4-5) e Clara mette il pallone a terra (5-6). Poi si alza il muro del Massafra e la De Francesco replica ad un attacco di Michela prima di murare proprio sul nostro martello (7-9). Momento no per Michela, che spedisce fuori un tiraccio in cerca di mani (7-10).

Time-out Marcello con la Nolè che corre in bagno. Speriamo che resti bloccata dentro perché questa ragazza è la miglior realizzatrice dell’Eurobios con 18 punti (sei in meno della nostra Michela).

Perfido tocco dal centro della De Francesco e muro di speranza di Silvia (11-8). Invasione della Palafiom e primo tempo della capitana (12-9), ma ormai Massafra è vicina alla meta. Duplice attacco dal centro di un’ottima Semeraro (14-9) e ormai alla Palafiom non resta che attenuare il distacco con un mani-fuori di Simona e un servizio di Silvia che il libero avversario, non impeccabile stasera, non riesce a contenere. Massafra chiude la partita con un primo tempo (15-11).

Istintivamente questa partita fa rabbia. Non per il risultato, perché Massafra ha meritato di vincere, ma per come si è perso il secondo set. E perché, come a Salerno, è stata buttata al vento la possibilità di vincere su un parquet che sarà duro per tutte le nostre dirette avversarie.

Però, alla fine, credo che gli elementi positivi per la Palafiom prevalgano su quelli negativi. La squadra, ad eccezione della fine del secondo set e di buona parte del terzo, ha giocato bene e con carattere. Ha saputo reagire ad un momento difficile. Non c’è stata un’unica salvatrice della patria per ogni set, ma tutte hanno contribuito a fare punti da posizioni diverse. A voler fare i difficili, il muro si è visto poco, però, in generale, questa Palafiom è piaciuta e l’applauso finale se l’è meritato ampiamente. Grazie, ragazze.

Miracolo a Massafra: Marcello ha lasciato la chiave della macchina nella serratura della portiera. E’ rimasta lì dalle 17.15 alle 21.00. A Taranto, in quell’arco di tempo, gli avrebbero svaligiato anche l’appartamento. Massafra è un posto civile.

L’ultima immagine di questo incontro è un inno alla fratellanza sportiva ed un tributo a due giovani promesse del volley rosa tarantino, le cui più alte rappresentanti si sono affrontate questa sera. Per la cronaca, si tratta della nostra Valentina e di Donatella Vacca.

Altri risultati: Valenzano-Salerno 3-0, Manoppello-Trani 0-3, Manfredonia-Ester Napoli 2-3, Scafati-Ostuni 2-3, Orion Napoli-Aversa 3-1, Potenza-Lanciano 2-3.

Classifica: Orion Napoli 18, Valenzano e Trani 15, Lanciano 13, Potenza 12, Salerno 10, Massafra 8, Manfredonia 7, Manoppello, PALAFIOM TA, Scafati ed Ester Napoli 6, Ostuni 4, Aversa 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 290,00; Aversa, Ester Napoli e  Trani 80,00; Lanciano, Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, Salerno, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Sangue del nostro sangue: Aragona-Marcella 3-1.

Prossimo turno: sabato 24 novembre, ore 18.00, Palafiom TA-Orion Napoli (gasp...!), palestra Maria Pia, via Galilei.

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I grandi quesiti dell'umanità - 18 bis

di skanderbeg69 (16/11/2007 - 14:41)

La foto di Luca si riferisce al derby Palafiom-Tempesta dello scorso anno. Il derby di ritorno, quello buono.

La nostra Paoletta sta... tramando contro di noi. Cosa sta indicando? Cosa vuol dire quell’indice? Sta forse suggerendo alla compagna in battuta di servire verso il posto uno? Chi c’era in posto uno? Qual è la giocatrice della Palafiom che Paoletta considera più vulnerabile in ricezione...?

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Calcio malato

di skanderbeg69 (14/11/2007 - 19:53)

Non è per snobismo né per compiacimento che riparliamo (male) del calcio, uno sport a cui tutti un tempo ci siamo appassionati e che ha ispirato finanche poeti e scrittori. Un ex-sport. Un connubio, ormai, di interessi economici, violenza e bassezze.

Quello che ancora riesce a sorprendere è l’ipocrisia.

Facciamo l’esempio del Taranto. Domenica scorsa gli ultras invadono il campo e impongono la sospensione della partita. Il presidente Luigi Blasi proclama di voler lottare per un calcio migliore, di non volersi piegare al ricatto di una minoranza di esagitati, di voler dare un segnale forte di discontinuità. [1]

Quando, però, la Lega assegna al Taranto la sconfitta a tavolino e la punizione di giocare quattro partite a porte chiuse, la società presenta ricorso. Dov’è, allora, il segnale forte? Dov’è la coerenza? Il segnale forte sarebbe stato chiedere alla Lega di tenere chiuso lo stadio per un numero maggiore di partite, senza protestare per una legittima sanzione.

Astutamente il presidente della Lega di serie C ha invitato Blasi a dimostrare con i fatti la sua voglia di cambiamento (in pratica, lo ha sfidato ad essere coerente). Gli ha detto, in soldoni: “Caro presidente Blasi, tu chiedi segnali forti e ti lamenti dei danni che ti ha causato un gruppo di esagitati. Bene, nove di questi esagitati sono stati individuati ed arrestati. Perché, allora, non ti costituisci parte civile nel processo a loro carico visto che ti hanno causato danni materiali, economici (quattro incassi in meno) e di immagine?”

In tal modo sarebbe finalmente chiaro chi è nemico di chi. E chi è alleato di chi. Vedremo da che parte sta realmente il presidente del Taranto. Io non credo che Blasi si costituirà parte civile; al massimo minaccerà di rassegnare per la trentesima volta le dimissioni.

 

NOTE:

(1) Cfr. D’ALO’, L., La crociata di Blasi, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 14 novembre 2007, pag. 2.

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C'eravamo tanto amati

di skanderbeg69 (14/11/2007 - 18:43)

Non è certo alla vigilia del derby che voglio attizzare polemiche. Anzi, al Massafra auguro – a partire dal 18 novembre... - di ottenere quei risultati utili a raggiungere gli obiettivi di inizio stagione, ossia un campionato di vertice. E naturalmente non possiamo dimenticare che il Massafra è l’attuale squadra della nostra amica Luana.

Però vorrei sapere perché su TarantOggi del 12 novembre scorso l’Eurobios ha ottenuto quattro colonne e un titolone a tutta pagina mentre la Palafiom è stata relegata in un trafiletto.

Ce tinìme scritt’ ‘nfronte? Giocondo?

Siete stati così carini l’anno scorso... articoli, paginoni, belle interviste... Perché non ci volete più bene?

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Palafiom Taranto-Manfredonia 3-1

di skanderbeg69 (12/11/2007 - 18:22)

Come on up for the rising,

come on up for the rising tonight [1]

 

Sabato 10 novembre 2007 – ore 18.00

Le partite tra Palafiom e Manfredonia non deludono mai le aspettative. Ricordiamo i play-off di due anni fa, vinti dalla Palafiom nel giorno in cui, sommando le due squadre e grazie alla compresenza delle gemelle e diVirginia (a proposito, dov’è finita?), si verificò la più alta concentrazione di bellezza in pochi metri quadrati nella storia dei tempi. Ricordiamo la Coppa d’Oro 2007, vinta dal Manfredonia. Finalmente oggi le due squadre si affrontano in serie B2. Come è giusto che sia.

Ma non resterà deluso soprattutto chi auspicava una reazione d’orgoglio delle rossoblù. Saranno encomiabili.

   Quando arrivo, non vedo pullman davanti al Maria Pia. Coach Delli Carri ha talmente poche giocatrici a disposizione che forse è venuto a Taranto con un tre-ruote. In particolare è scoperto il ruolo di schiacciatrice. Sabato scorso le “torri gemelle” hanno subìto un attacco terroristico kamikaze atipico. Atipico perché in questo caso il kamikaze non si è fatto niente.

Ma per fortuna delle mie pupille, Roberta è presente in spirito, in fisico (sebbene sostenuta dalle stampelle) e soprattutto in corde vocali.

Aumentano le Gambadilegno nella Palafiom. Oltre alla segnapunti, ce n’è una anche sugli spalti.

Formazioni. Conscoop Manfredonia con Giusy Scarale, Luciana La Torre, Carla Martino, Moira Giovino, Stefania Liguori, Rosanna Prencipe e il libero Ida Lioi. In panchina la libellula Marilena Montenegro, Lucia Fusilli e la giovane Katia Patetta, che sembrava in odore di partita.

Palafiom Taranto con Alessandra Certa palleggiatrice, Silvietta Mastandrea opposto, Michela Benefico e Simona Mucci laterali, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Manu Voglino libero. In panchina: Rossella Garaguso, Désirée Fiore, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò e Simona Mereu.

Quest’ultima si sottopone a un trattamento shiatsu prima della partita.

Arbitrano i signori Sicurella (di Cosenza) e Braile (di Cetraro, provincia di Cosenza).

   Siccome il primo arbitro ci tiene alle proprie origini, pubblichiamo anche una foto di Cetraro, paese a vocazione turistica con una spiaggia che sembra Phuket.

Primo set

Le sipontine hanno un nuovo sponsor: Cotonificio di Capitanata. Di cotone, però, non è che ne sia stato usato molto per i pantaloncini. Sarebbe stata più coerente la sponsorizzazione di un dermatologo, ma bisogna dire che queste giocatrici possono permettersi di esibire quello che vogliono facendo bella figura.

Né sembrano essere prodotte da un cotonificio le colorate calze (di lana) di Roberta. Che pure fanno la loro figura, in bella vista sulla stampella.

L’avvio delle ragazze di coach Marcello è travolgente. La difesa è concentrata e Michela è quella che conosciamo: una grande schiacciatrice, a cui starebbe stretta anche la B1.

Il punteggio supera le più rosee aspettative (8-1) ma è il carattere esibito dalle ragazze a rappresentare la nota più gradevole di quest’avvio di partita.

La torre gemella superstite scova uno dei rari buchi difensivi di questa sera e Luciana... La-Torre-non-gemella trascina le compagne sino al 10-8. Siamo in presenza di un crollo psicologico e di una precoce paura di vincere? No, siamo in presenza di una stella: Michela Benefico. Blocca la rimonta delle sipontine costruendo un nuovo allungo (13-9) ed evita più volte il pareggio con maestosi attacchi da posto quattro (16-14).

C’è spazio anche per un ace di Rossella, che nel frattempo ha rilevato Silvia.

Tutte stanno giocando bene. Difesa e attacco. Ma i punti pesanti inizia a segnarli Simona: pallonetto (20-16), diagonale (22-16) e palla che garantisce cinque set-point alla Palafiom (24-19). Ne basta uno perché una giocatrice ospite tocca in modo irregolare (25-19).

Secondo set

Palafiom in vantaggio anche nel secondo parziale in ragione di un muro che inizia ad alzarsi con maggiore costanza grazie al contributo di Rossella (che ha compiuto gli anni il 5 novembre). Palletta di Michela da posto due (7-4), zona del campo su cui nel primo set era cresciuta l’erba. Purtroppo Sonia è ko, Silvietta non riesce ancora ad esprimere tutto il proprio (notevole) talento con la dovuta sicurezza e continuità e Ivana ha avuto poco tempo a disposizione.

Roberta osserva che facciamo poche parallele. Sull’ 8-4 break di dieci punti delle foggiane, costruito su buoni muri, su qualche nostro errore offensivo, su un ace aiutato dal nastro e sulla grinta della solita Luciana La Torre (8-14). Affiorano gli incubi del passato. Simona, però, mette la palla a terra e in difesa siamo reattivi con Manu che gioca una buona partita. La Palafiom rosicchia qualche punto (14-18). Ale mette giù un secondo tocco che sbroglia una situazione complessa dopo uno scambio lungo e avvincente (15-19).

E’ una bella partita. E’ sempre una bella partita quando si affrontano Palafiom e Manfredonia. Perché non giochiamo tutte le 26 partite del campionato contro il Manfredonia? Costituiamo una federazione autonoma.

Sul parquet, intanto, la Palafiom sta tentando una rimonta con un break di quattro punti: errore in battuta delle ospiti, muro di Rossella, punto di Simona-di-metallo che valorizza un bel salvataggio di Ivana e attacco lungo del Manfredonia (19-20). Ivana, durante il gioco, durante i time-out, in ricezione, sempre, non riesce ad astenersi dal ruotare le braccia, dal saltellare, dall’agitarsi, forse per recuperare il troppo tempo perduto nella convalescenza dell’anno scorso.

Rompe l’assedio un primo tempo della Scarale, ma Simona trova un mani-fuori perentorio (20-21). Luciana La Torre buca il muro e Simona concede il bis (21-22). Un secondo tocco di Marilena Montenegro, subentrata in questo secondo set, finisce lungo di poco. Troppo poco, secondo Roberta e Loredana, ma intanto è pareggio!

Le ospiti si affidano alla La Torre, che va a segno con una diagonale ed una palletta malefica (22-24). Replica di Clara dal centro, ma l’ultimo assalto di Simona non ottiene l’esito sperato (23-25).

Il set è perduto, ma la Palafiom sta lottando con cuore e cervello.

Terzo set

L’avvio del terzo parziale è equilibrato, poi le foggiane tentano l’allungo con Scarale e Martino (5-7). Il vantaggio aumenta (6-9), ma entra in scena Clara Clemente con due primi tempi consecutivi.

Dall’altra parte della rete, però, c’è Luciana La Torre che continua a crearci problemi: due punti suoi, due errori in attacco nostri e Manfredonia si porta sull’ 8-13.

Ivana in campo per Silvietta. La Palafiom non ci sta a restare a secco e a bruciare quanto di buono fatto fino adesso (e in settimana): primo tempo di Clara, lungo scambio chiuso da Michela, splendido muro a due Michela-Rossella (il cui compleanno era il 5 novembre), attacco fuori misura delle sipontine e il set è riaperto (12-13). Stefania Liguori, un errore in battuta di Alessandra e un primo tempo della Scarale riportano avanti la Conscoop (13-16).

Qualcuno dialoga con l’arbitro. Si levano voci tanto dal reparto infermeria del Manfredonia quanto dall’ufficio di presidenza della Palafiom. Ho il vago presentimento che dalla prossima settimana miglioreremo la posizione anche nella classifica del trofeo Bin Laden.

Il pubblico si scalda. Anche i Ciccini sono stati calorosi questa sera. Anche il d.j. Pino è stato grande.

Ma è soprattutto la Palafiom che fa scintille sul parquet: Michela buca il muro da posto due, Rossella stoppa un attacco avversario e Simona-di-metallo mette il pallone a terra (16-16). Pareggio!

La libellula e La-Torre-non-gemella lottano punto a punto, poi Clara si eleva sull’Olimpo delle divinità del volley. Primo tempo che vale il vantaggio (19-18), lungolinea di Simona e due muri della nostra centrale nello stesso scambio, il secondo dei quali vale il 21-18.

Alessandra fa proprio il detto “mai cambiar gioco quando si vince” e così serve a Clara l’ennesimo pallone che la nostra centrale sfrutta a dovere (22-18). Manfredonia in difficoltà; in questa fase fa tutto la Palafiom, anche gli errori (22-19). Rimedia Clara con l’ottavo primo tempo del parziale (a cui occorre aggiungere due muri-punto). Confusione difensiva delle rossoblù (23-20), invasione della Montenegro (24-20) e attacco vincente di Michela da posto quattro (25-20).

Se non altro, abbiamo già mosso la classifica. Ma la sete di punti delle rossoblù non è ancora appagata; oggi si punta al bottino pieno.

Quarto set

Si parte bene (3-0), poi Rossella (che ha festeggiato il compleanno lo scorso 5 novembre) commette una doppia quando il fortuito sviluppo di un’azione le impone di rivestire la mansione di palleggiatrice. Opposto, centrale e palleggiatrice in otto giorni non è da tutti.

Bel punto di Silvietta (5-2) e palloni messi a terra da Simona e da Clara (entrambe si fermeranno a quota 18). Grande difesa Palafiom e il vantaggio continua ad aumentare (10-4). Furie rosse.

Un ace della Mucci non può mancare (12-7), mentre Alessandra manda in rete il secondo tocco. Un cucchiaino di aggressività in più e la nostra Ale farebbe le scarpe alla Lo Bianco. Dall’altra parte Marilena Montenegro non gioca la migliore partita della sua vita però è sempre molto elegante nei suoi gesti tecnici.

Il punto del 13-9 è una bomba di Michela. Un punto annunciato. Dal vigore della rincorsa si era capito che il pallone avrebbe scheggiato il parquet. Poi la nostra schiacciatrice dimostra la propria classe alternando potenza a genialità e trovando un mani-fuori da posto due con un tocco morbido (16-12).

Manfredonia non si arrende: mani-fuori della Giovino, ace della torre gemella e bis della Giovino da posto quattro (17-15). Ma Simona-di-metallo scaccia tutte le paure con due attacchi consecutivi, il secondo dei quali dopo due miracoli della nostra difesa (19-15). Lotta punto a punto: invasione Palafiom, primo tempo a-fare-male di Clara, penetrazione della La Torre e attacco Mucci (21-17).

L’arbitro annulla un punto a Michela, che sul momento non la prende bene, ma poi risponde con un attacco rabbioso (22-18). Il Manfredonia si affida ancora all’ottima Luciana (22-19), ma Rossella chiude l’incontro con tre azioni da manuale: un pallonetto intelligente, un primo tempo tosto e un muro in comproprietà con Michela (25-19). Credo che abbia tocca Michela e sarebbe, in tal caso, il suo 26^ punto.

C’è stato tutto: difesa e attacco, tecnica e cuore, aggressività e concentrazione. La Palafiom conquista tre punti d’oro e guarda con più fiducia al futuro e a se stessa.

Al Manfredonia vanno riconosciute le attenuanti di una formazione ampiamente rimaneggiata. E comunque ha giocato bene.

Il campionato non è ancora facilmente decifrabile, ma due risultati ci fanno riflettere. Manoppello vince 3-0 ad Aversa e l’Ester Napoli batte con lo stesso punteggio Potenza (lasciando le lucane a 14 punti nel 2^ set). Ma al di là dei confronti, credo che giocando così non bisogna aver paura di nessuno, neanche del Massafra che pure sulla carta appare molto più forte.

Altri risultati: Ester Napoli-Potenza 3-0, Scafati-Valenzano 0-3, Lanciano-Massafra 3-2, Aversa-Manoppello 0-3, Ostuni-Orion Napoli 0-3, Trani-Salerno 3-2.

Classifica: Orion Napoli 15, Valenzano e Trani 12, Potenza e Lanciano 11, Salerno 10, Manfredonia, Manoppello e Massafra 6, PALAFIOM TA e Scafati 5, Ester Napoli 4, Ostuni 2, Aversa 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 290,00; Aversa, Ester Napoli e  Trani 80,00; Lanciano, Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, Salerno, PALAFIOM TA e Valenzano 0.

Sangue del nostro sangue: Marcella-Mercato San Severino 2-3.

Prossimo turno: sabato 17 novembre, ore 18.30, Massafra-Palafiom TA, Pala Giovanni Paolo II.

 

NOTE:

(1) SPRINGSTEEN, B., The Rising, 2002.
Le foto di Michela, Clara, Ivana e Ale e l’ultima sono di Luca.

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Violato l'obbligo scolastico, mezza Palafiom in casa-famiglia

di skanderbeg69 (09/11/2007 - 08:15)

Non si è ancora spenta l’eco del prezioso contributo fornito dalle under nella scorsa stagione che sulla società di via Golfo di Taranto si abbatte impietosa la mannaia della giustizia. Non la giustizia sportiva, proprio la giustizia vera.

Cinque atlete (Désirée F., Paoletta M., Silvietta M., Simona M. e Valentina M.) sono state allontanate dalla Palafiom e dalle rispettive famiglie per essere collocate in casa-famiglia in una località tenuta riservata. Ad emettere questo inatteso provvedimento è stato il Tribunale per i Minorenni, che si è avvalso per l’esecuzione di quattro assistenti sociali e di altrettanti funzionari dell’Ufficio Minori della Questura.

Motivo: obbligo scolastico violato palesemente, reiteratamente e sfacciatamente.

Le lunghe trasferte della B2, in effetti, obbligano la Palafiom a muoversi da Taranto il sabato a metà mattinata per raggiungere i palazzetti e le palestre della Campania e dell’Abruzzo. Il guaio è che alcune giocatrici minorenni sono ancora in età di obbligo scolastico, elevato recentemente a 16 anni, e il Tribunale per i Minorenni non ha voluto sentire ragioni:

 “Se i genitori non vogliono assicurare l’istruzione alle figlie ed anzi sono conniventi con la società sportiva, le atlete minorenni vanno collocate in una struttura protetta che si faccia carico dei loro bisogni educativi, morali e materiali.”

Coach Presta non l’ha presa bene: “Una legislazione liberticida opprime le inclinazioni dei giovani e mette il bastone tra le ruote alle squadre che investono nei vivai. Se Winston Churchill disse che un buon viaggio può valere più di due anni d’università, io dico che una buona esperienza sportiva val bene tre anni di liceo. Spero, almeno, che le mie giocatrici siano state collocate alla Prisma così magari si allenano con Vissotto e Nagy.”

  Durante l’esecuzione dell’allontamento non si sono verificati particolari disagi. Le minorenni erano serene. Valentina ha continuato a palleggiare (pare che lo faccia anche nel sonno...); Paoletta aveva ancora la ridarella per il punto realizzato nel terzo set della partita dell’Under 18.

Sorprendente la reazione dei genitori: “Finalmente ce le siamo tolte dalle scatole. Se avessimo immaginato che fosse così facile sbarazzarci delle nostre figlie, ci saremmo rivolti noi all’Autorità Giudiziaria. Speriamo che la casa-famiglia se le tenga fino al compimento dei 18 anni...”

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Chiavi di ricerca - ottobre '07

di skanderbeg69 (08/11/2007 - 15:52)

    Anche per il mese di ottobre le chiavi di ricerca che hanno portato a questo blog risultano piuttosto curiose. Se siamo d’accordo, mensilmente potrei elencare le più assurde. Si tratta, in sostanza, delle parole o delle frasi che, digitate sul un motore di ricerca (tipo Google o Yahoo), hanno condotto ad un elenco di siti tra cui figurava skanderblog. E dall’elenco qualcuno ha poi cliccato qui.

Allora, a ottobre abbiamo avuto (tra parentesi il mio commento): cosa fare la sera (venire a tifare per la Palafiom!), “piccinini” “perizoma” (quasi quasi adesso metto le foto del calendario così viene più gente sul blog), boy scout frascati (buona caccia!), dove è finita keba phipps (potremmo fare un grande quesito dell’umanità), foto culi giocatrici pallavolo (sappiate che in rete c’è gente che fa ricerche di questo tipo), incontinenza da sforzo (andate su Forzaragazze.it, che ha approfondito l’argomento), ingaggio euro piccinini pallavolo (non ci riguarda; non si è più trovato un accordo), schiacciatrice agricola (agricola è il cognome o cercavano una schiacciatrice campestre?), se sono incinta fino a quando posso continuare a giocare a pallavolo? (chiedetelo alla palleggiatrice del San Giorgio), testimonial cesare ragazzi (gasp!) e infine wikipedia dissenten.

Tag: pallavolo,volley,sport

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Auguri, Rossella!

di skanderbeg69 (06/11/2007 - 13:51)

Oggi è il compleanno di Rossella. Tanti auguri, dunque, alla nostra centrale (...o opposto?). Veramente non è costume di questo blog fare gli auguri alle giocatrici, non avendo tutte le date di nascita e non volendo dunque fare discriminazioni. Ma nel caso di Rossella, come avrei potuto dimenticare questa felice ricorrenza? Sono almeno due mesi che Rossella non fa altro che dire:

“Il 6 novembre è il mio compleanno!”

“Cosa succede la settimana prossima?”

“Fra tre giorni compio gli anni!”

“Chi è nata il 6 novembre?”

Anzi, mi sorprende che in occasione dell’ultima partita interna non mi abbia sottratto di mano il microfono per dare l’annuncio al pubblico...

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Manoppello-Palafiom Taranto 3-0

di skanderbeg69 (04/11/2007 - 20:49)

Sabato 3 novembre 2007 – ore 18.00

C’è una cosa che Verino non ci ha detto. Il toponimo Manoppello deriva dall’unione delle parole latine manus e plere ossia “mano piena”, come ci può confermare la latinista Valentina Moro. [1]

Questo significa che le atlete abruzzesi attaccano forte e difendono come si deve, con la mano piena, appunto. Ce ne siamo accorti. Ma andiamo con ordine.

    Quello che sarà ricordato come uno dei sabati più orrendi della storia della Palafiom era iniziato discretamente. Le orecchiette dell’autogrill Gargano Est non tradiscono le aspettative. L’autista del pullman, però, non riesce a fare il ruttino e chiede aiuto ai commensali. [2]

Se serve una pacca sulla spalla – fa giustamente notare Mary – non c’è che l’imbarazzo della scelta: le nostre schiacciatrici possono rendersi utili. Se poi, però, oltre al ruttino, escono fuori anche le budella, non è un problema nostro. Facciamoci firmare una liberatoria che ci esoneri da ogni responsabilità.

Che qualcosa stesse per andare storto nella trasferta della Palafiom avremmo dovuto capirlo da alcuni segnali. A Manoppello Scalo il pullman rischia di restare incastrato. Il bar del rito del caffé presenta peculiarità inquietanti (un’aquila littoria e un calendario fuorilegge, peraltro poco coerenti con un’insegna anglofila, oltre che sgrammaticata). E il passaggio a livello blocca la strada alle atlete dirette a piedi verso il Palastaccioli. Segni. Avremmo dovuto tornare a casa allora, con una scusa qualunque.

In compenso l’ospitalità dei dirigenti dell’Arabona (presidente e Verino in testa) è esemplare. Ci mostrano le varie frazioni di Manoppello, almeno quelle visibili, e ci illustrano altre caratteristiche di questo suggestivo paese e di questa squadra-modello. Nel frattempo il suono di una campana si sostituisce al solitario batterista del villino di fronte al palazzetto. Poveri vicini.

   Altra apprezzatissima peculiarità dell’Arabona sono i cuscinetti a disposizione degli spettatori.

Ora bisognerebbe iniziare a parlare della partita.

Non so se ce la faccio... Non me la sento...

E sia. Beviamo l’amaro calice sino in fondo.

Palafiom rimaneggiata, non solo per gli infortuni a Sonia e Valentina. Un’improvvisa epidemia di malaria ha costretto le rossoblù a farsi sostituire dalle rispettive cugine. Scendono, dunque, in campo: Caterina Certa in regia, Serena Garaguso opposto, Raffaella Benefico e Susanna Mucci laterali, Sara Buso e Nunzia Clemente centrali, Faustina Voglino libero. In panchina Petronilla Marcianò, Cinzia Mastandrea, Carmela Fiore, Gelsomina Gallo Ingrao e Deborah Mereu.

Coach Gobbi manda sul parquet un sestetto che non sarà alterato da alcuna sostituzione (e vorrei vedere...): Laura Mastrodicasa palleggiatrice, Roberta Bianchi opposto, Daniela Belfiglio ed Elisa Feliziani laterali, Lisa Mancini e Alessandra Valente centrali, Ilaria Cesarone libero. In panchina: Alice Di Muzio, Francesca De Dominicis, Chiara Ciaschetti, Enrica Antonellis, Di Ruscio e Franchi (non so i nomi di battesimo delle ultime due perché la giocatrice a cui avevo chiesto gli altri undici nomi stava per mandarmi a quel paese...).

Durante il riscaldamento Raffaella Benefico ha rischiato di dimezzare la coppia arbitrale.

Ora devo proprio parlare della partita...

Primo set

Daniela Belfiglio mostra subito il proprio biglietto da visita, ma un primo muro di Raffaella Benefico illude le rossoblù sulle capacità di contenimento degli attacchi abruzzesi (2-2). Manoppello vola subito a +4, ma qualche errore dell’Arabona e i primi tempi di Nunzia riportano sotto la Palafiom (9-8).

Le nostre bocche di fuoco tirano palloni lunghi, mentre Belfiglio, Feliziani e Valente vanno ripetutamente a segno. Sul 16-12 Cinzietta, opposto di ruolo, sostituisce la cugina di Rossella, che non è riuscita ad adattarsi alle mansioni atipiche di questa sera.

Stiamo attaccando in modo loffio ed in difesa ci si muove al rallentatore. Se il distacco non aumenta è a causa degli errori dell’Arabona. Ma quando le pescaresi correggono la mira, la nostra difesa si squaglia come la neve del Gran Sasso sotto una certa altitudine. Le abruzzesi alzano anche il muro e forzano il servizio con Elisa Feliziani (22-15).

Susanna-di-metallo prova a reagire (22-16) ed avvia un duello con la Belfiglio (24-16). Mani-fuori della Mucci, ma poi la Mastrodicasa chiude il parziale con un primo tempo che non riusciamo a difendere (25-18).

Secondo set

Finalmente blocchiamo a muro qualche attacco del Manoppello, ma Serena, nonostante la bella prestazione della cugina sabato scorso, questa sera proprio non riesce a mettere la palla a terra. Rientra sul parquet la Mastandrea e finalmente riusciamo a passare anche da posto due. Bomba di Susanna Mucci ed ace sporco di Cinzietta. Siamo avanti per 5-8. E’ il momento migliore della Palafiom.

Non dura molto, purtroppo. Diagonale della solita Belfiglio e primo tempo della Mancini (8-9). Murata Raffaella (9-9), ma i numerosi errori in battuta delle abruzzesi (nove in tutta la partita, unica nota stonata nella prestazione dell’Arabona), riportano in vantaggio le ospiti (10-11).

Susanna-di-metallo ottiene il pareggio (13-13), poi il Manoppello va nuovamente e definitivamente in fuga (15-13). Errori da entrambe le parti finché Nunzia Clemente e Susanna Mucci non riportano le tarantine a ridosso delle avversarie (19-17).

Gelsomina Gallo Ingrao rileva Susanna Mucci, ma una travolgente Belfiglio compensa gli errori in battuta delle compagne (22-18).

Raffaella realizza due punti a set; quello del 22-19 tiene in corsa la Palafiom, ma Daniela Belfiglio continua a mettere la palla a terra e garantisce alla propria squadra la vittoria nel secondo parziale (25-22).

Terzo set

Beh, due set li ho raccontati; devo proprio andare avanti...?

Allontanate i bambini dal computer...

Sulle ali dell’entusiasmo per una prestazione encomiabile, il Manoppello imprime subito il proprio marchio nel terzo set. Belfiglio, Mancini e Feliziani trapassano il muro della Palafiom ed approfittano di una sconcertante dormita della difesa rossoblù (7-2). Persino la cugina di Michela sta soffrendo in ricezione, notoriamente uno dei punti di forza di famiglia.

Nunzia Clemente e Sara Buso accennano ad una reazione (9-4), ma anche quando riusciamo ad attaccare (non molto spesso), l’ottimo libero del Manoppello, Ilaria Cesarone, si fa trovare preparata.

Muro della Buso (10-7), ma poi Elisa Felizardi trova un mani-fuori ed un ace su una Raffaella non impeccabile (12-7). La Belfiglio tira dentro, la Palafiom tira lungo (14-7). Soltanto Sara sembra reattiva in questa fase, sia in campo (due muri e tre primi tempi) e sia nei time-out quando cerca di scuotere la squadra, quando ormai al coach vengono meno anche le parole.

Esattamente novant’anni fa, proprio tra ottobre e novembre del 1917, si consumò il disastro di Caporetto. Forse la Palafiom sta mettendo in scena una rappresentazione simbolica dell’evento. E’ un disastro. Persino Caterina Certa sbaglia un servizio; non è da lei (15-8).

Serena effettua gli ultimi tentativi per fare punto dal posto due, ma viene murata in entrambe le occasioni (19-9). La capitana mette a terra un primo tempo che le costerà una manata in faccia e Cinzietta realizza il suo secondo ace (21-12).

Sul fronte abruzzese, Daniela Belfiglio sembra appagata e cede l’onere e l’onore di chiudere questa esaltante cavalcata dell’Arabona a Elisa Feliziani (25-15).

In tribuna siamo sotto shock. Però, pensandoci bene, non tutto è stato da buttare in questa trasferta: le orecchiette erano buone; in pullman siamo andati avanti con la lettura; abbiamo risolto un cruciverba; il tempo è stato clemente; abbiamo assaggiato il nuovo Duplo fondente; nessuna si è fatta male. E poi sul piano dell’opportunismo (cioè guardando la classifica) il discorso non regge, ma sul piano affettivo, se proprio bisognava perdere, meglio averlo fatto con una società simpatica come l’Arabona.

Un sorriso, peraltro, ce lo regala la bella immagine dei bambini che invadono il parquet per giocare al posto della prima squadra. Sono le nuove generazioni dell’Arabona, la cui bella favola è destinata evidentemente a continuare.

Manoppello ha giocato la sua buona partita, ma la Palafiom era irriconoscibile. Non sappiamo cosa sia successo, ma sappiamo che la vera Palafiom è un’altra squadra, tecnicamente e caratterialmente. Dobbiamo ritrovarci perché la salvezza è alla nostra portata. E poi ricordiamoci che dopo Caporetto c’è stata la riscossa di Vittorio Veneto.

La musica scelta dall’autista per il viaggio di ritorno offre già una prima soluzione strategica: la prossima volta giochiamo con Biagio Antonacci; lui sì che le palle a terra le fa scendere inesorabilmente...

Altri risultati: Valenzano-Ostuni 3-1, Manfredonia-Lanciano 0-3, Salerno-Ester Napoli 3-0, Massafra-Aversa 3-0, Potenza-Trani 3-2, Orion Napoli-Scafati 3-1.

Classifica: Orion Napoli 12, Potenza 11, Trani 10, Valenzano, Lanciano e Salerno 9; Manfredonia 6; Massafra e Scafati 5; Manoppello 3; PALAFIOM TA e Ostuni 2; Ester Napoli 1; Aversa 0.

Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 290,00; Aversa ed Ester Napoli 80,00; Lanciano, Manfredonia, Manoppello, Massafra, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, Salerno, PALAFIOM TA, Trani e Valenzano 0.

Sangue del nostro sangue: Tortolì-Marcella 2-3.

Prossimo turno: sabato 10 novembre, ore 18.00, Palafiom TA-Manfredonia, palestra Maria Pia, via Galilei.

 

NOTE:

(1) Cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Manoppello.

(2) Tutto vero! Elisabetta e Mary mi sono testimoni.

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I grandi quesiti dell'umanità - 17

di skanderbeg69 (03/11/2007 - 23:59)

   Ho l’impressione che il Giudice Federale della serie B sia più buono di quello della serie C. Le multe si contano sulle dita di una mano.

Comunque sia, il grande quesito è presto detto. La settimana scorsa una sanzione ha colpito il Centro Ester Napoli: “Multa di Euro 80,00 per aver lo speaker ed il pubblico sostenitore proferito reiterate offese nei confronti della coppia arbitrale.” Lo speaker che insulta gli arbitri; questa è troppo bella. Vi prego, voglio sapere cosa ha detto lo speaker agli arbitri...!

Chi sa, parli. Garantisco l’anonimato.

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Voto a sorpresa in Argentina: Gisela Scialacomo eletta presidente

di skanderbeg69 (03/11/2007 - 08:16)

Che l’Argentina (il Paese al mondo che più desidero visitare) fosse destinata ad avere una donna presidente si sapeva.

Ma il pronostico era tutto per Cristina Fernández Kirchner, che i sondaggi davano nettamente in vantaggio su Elisa Carrió.

Invece, a sopresa, la candidata peronista e quella radicale sono state scavalcate dall’indipendente Gisela Scialacomo.

    Le ragioni di questa incredibile rimonta stanno nel solito potere di condizionamento della televisione. Quando già la Kirchner era data al 44%, l’emittente Canal 26 ha pensato bene di trasmettere in differita la partita di volley Autoluna Nissan Salerno-Palafiom Taranto.

La prestazione di Gisela Scialacomo ha entusiasmato gli argentini al punto che tutti gli elettori indecisi si sono orientati verso la schiacciatrice e persino molti cittadini inclini a votare altri candidati hanno cambiato idea all’ultimo momento.

A nulla sono valsi alcuni palleggi esibiti in extremis da Cristina Kirchner davanti alle telecamere  in occasione dell'ultimo appello agli elettori.

La Scialacomo ha vinto addirittura al primo turno con il 58% dei consensi, una percentuale che non ha particolarmente soddisfatto l’atleta: “In attacco posso fare di meglio” – ha commentato.

La nuova inquilina della Casa Rosada, l’Eva Peron del terzo millennio, ha già tracciato le linee programmatiche dei prossimi quattro anni: “Cancellerò il debito estero, contrasterò la criminalità nelle metropoli, farò processare i militari assassini e riconquisterò le Malvinas. E poi pallavolo obbligatoria in tutte le scuole e mozzarelle di bufala in tutti i ristoranti e le mense.”

I primi a complimentarsi con il nuovo presidente dell’Argentina sono stati i dirigenti della Palafiom: “E’ una fortuna per il Paese sudamericano essere guidato da una persona così efficiente. Ed è una fortuna per noi che la Scialacomo torni in Argentina così non ce la ritroviamo contro nella partita di ritorno...”

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North Country

di skanderbeg69 (01/11/2007 - 10:30)

Per il d.s. Pino Moro e per me, come è noto, le trasferte della Palafiom sono (erano...) anche occasione di sane passeggiate e di turismo. Quest’anno rimpiangeremo il profondo Salento ed è davvero strano e triste che con un sì grande movimento pallavolistico non vi siano squadre leccesi sopra la serie C.

In compenso, ci sono altre località interessanti e si avvicina la trasferta nel profondo nord del girone, Manoppello, sede dell’Arabona Volley, la cui interessante storia ci è stata raccontata da Verino. E poi un po' di Salento c'è anche nell'Arabona visto che il protagonista della bella "favola" del Manoppello è un allenatore di Galatone,  Andrea Perinelli.

Manoppello ha un’altra particolarità storica, che però ci spinge più lontano, nella cittadina belga di Marcinelle.

   L’8 agosto 1956 nell’incendio della miniera di Marcinelle morirono 262 persone, tra cui ben 136 italiani, 95 belgi e 31 minatori di altre dieci nazionalità.

L’emigrazione ha rappresentato la strada verso la sopravvivenza e talvolta verso il successo per molti italiani, che, a cavallo di due secoli, hanno attraversato le Alpi e gli Oceani verso il Belgio, la Germania, gli Stati Uniti, l’Argentina, l’Australia, tutti i continenti. Ma è stata soprattutto una storia di sofferenze, di umiliazioni, di sacrifici e purtroppo anche di tragedie come quella della miniera belga.

Credo che quasi in ogni famiglia meridionale o veneta ci sia almeno un parente all’estero o in una località industriale dell’Italia settentrionale. Poi il Veneto, in trent’anni, è riuscito a diventare una delle aree più ricche e produttive d’Europa e noi siamo rimasti nella merda; non ‘ngi agghie mai capìte piccè. Vabbè, questo è un altro discorso.

Mio nonno, all’età di 16 anni, andò negli Stati Uniti, poi, confrontando Chicago con Laterza, decise che era meglio Laterza e due anni dopo tornò in paese. Meno male. Fosse rimasto lì, mi sarebbe toccato fare il blog per le Phantoms di All you’ve got; invece ho la fortuna di farlo per la Palafiom.

Marcinelle credo che sia il simbolo stesso del dramma dell’emigrazione, dramma che dovremmo ricordare sia per rispetto ai sacrifici dei nostri avi che hanno costituito la diaspora italiana nel mondo, ma anche per comprendere i disagi di chi oggi si muove dall’Africa e dall’Asia, per le stesse ragioni, in cerca di fortuna, di opportunità o proprio di salvezza da noi.

“Non maltrattare il forestiero e non l’opprimere, perché voi stessi siete stati forestieri nel paese d’Egitto” (Esodo, 22, 20). A nessun popolo come quello italiano si adatta il verso biblico.

Ma cosa c’entra Manoppello con Marcinelle?

Tra le 136 vittime italiane, 22 erano pugliesi, 12 marchigiane, 7 friulane, 5 siciliane, ecc., e ben 60 erano abruzzesi. Di questi 60 minatori, 22 provenivano proprio da Manoppello (altri 10 da Lettomanoppello e 8 da Turrivalignano, paesi limitrofi). La comunità manoppellese pagò, dunque, il più alto tributo per quella tragedia, una vera catastrofe per un centro di 5000 abitanti.

Prima della tragedia era stato stipulato un accordo tra il governo belga e quello italiano: reclutamento di minatori italiani (che avrebbero lavorato in condizioni sconvolgenti) in cambio di carbone dal Belgio a prezzi stracciati per alimentare le industrie italiane ricostruite nel dopoguerra. E così, mentre i minatori lavoravano come schiavi, l’economia italiana risorgeva per porre le basi di uno sviluppo di cui ancora oggi possiamo trarre beneficio.

A Manoppello c’è un monumento che ricorda la tragedia di Marcinelle.

Purtroppo il paese abruzzese, piccolo come popolazione, si estende su un’area molto vasta e non so se il palazzetto dell’Arabona e il monumento siano vicini e se ci sia dunque l’opportunità di visitarlo.

Non soltanto per una questione di vicinanza verso la squadra ospitante, ma anche perché, per i motivi che ho detto prima, Marcinelle riguarda tutti e tutti dobbiamo qualcosa a quei minatori.

 

NOTE:

Le foto in bianco e nero della miniera di Marcinelle sono tratte da www.emigranti.it; quella del monumento di Manoppello è tratta da http://it.wikipedia.org/wiki/Manoppello.

Su http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=246 i video con la ricostruzione della tragedia e le immagini dei funerali dell’epoca a Pescara.

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