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"Vegeta da un anno; la Palafiom salvi mio marito"

di skanderbeg69 (24/10/2007 - 19:07)

L’appello è disperato ma preciso. Una donna in lacrime chiede un miracolo alla Palafiom. Il marito è in stato comatoso da oltre un anno ed i tentativi dei medici di rianimarlo non hanno sinora avuto esito.

Ma la donna ha un’ultima carta da giocare. Prima legge su un quotidiano della signora salentina che ha chiesto a Del Piero di parlare al figlio in coma, un ragazzo appassionato tifoso del campione juventino. Poi ricorda che il marito è un sostenitore entusiasta della Palafiom e decide di lanciare un appello.

La donna si chiama Flavia Prodi, è bolognese ma risiede a Roma. Suo marito svolge un importante incarico nella pubblica amministrazione, ma dal 18 aprile 2006 non dà segni di vita.

    “Eppure – spiega la signora Prodi – mio marito aveva tanti progetti, tante idee, tanta voglia di fare. Addirittura aveva scritto un promemoria di 277 pagine con una serie di buoni propositi da attuare nell’arco di cinque anni. Ma gradualmente è caduto in uno stato di catalessi. Un po’ sono stati gli amici a dargli tanti dispiaceri: sempre a litigare, sempre a casa nostra in cerca di poltrone da scaldare, di banche e di assicurazioni da acquisire, di giudici da allontanare. Quando poi mio marito Romano si è rivisto nella videoregistrazione di un programma a cui aveva partecipato, abbiamo avuto il colpo di grazia: è caduto in un sonno profondo e non c’è stato verso di risvegliarlo.

Ma Romano – prosegue Flavia Prodi – è un grande tifoso della Palafiom. Si informava sempre sui risultati e quest’anno, approfittando delle trasferte in Campania e in Abruzzo, avrebbe voluto assistere a qualche partita. Ha una grande stima del presidente della Polisportiva, mentre l’allenatore da un po’ di tempo gli sta sulle palle. Sono sicura che se qualche giocatrice si accostasse al suo capezzale, gli parlasse, gli schiacciasse una pallonata addosso, lui potrebbe riprendersi.”

“Non è un’ipotesi campata in aria – conferma il dottor Guido Ottolenghi, che ha in cura Romano Prodi nel Centro Specialistico Gravi Letargie – E’ già capitato che pazienti in coma si siano risvegliati a seguito della forte emozione scaturita dall’ascolto di una voce affettivamente significativa o che rivestiva per loro un’importanza eccezionale. Ed anche il colpo in testa di una schiacciata, se attuato da un interlocutore qualificato, potrebbe stimolare le funzioni cerebrali temporaneamente assopite.”

La Polisportiva Palafiom ha comunicato che non resterà insensibile alla richiesta di aiuto della signora Prodi.

In attesa di far visita al tifoso ammalato, una laterale avrebbe già inciso una registrazione su un’audiocassetta che tuttavia si è ritenuto opportuno non inviare all’ospedale: “Ouh! Svegliati! Meh, datti una mossa, sarchiapone! Ouh! Svegliati, ‘ngule a sorata! Mena, mortade’! Svegliati e fai qualcosa di buono una volta tanto! Ouh, mi senti? Mi senti?! Cu’ te stoch’ a parl’! Mo ti stampo ‘na schiacciata ‘nfront’...”

La società, trovando i contenuti del messaggio un po’ troppo irriguardosi, ha delegato l’incarico alla palleggiatrice, che tuttavia ha consumato un’audiocassetta da 90 minuti pronunciando soltanto dodici parole. Troppo poche per stimolare la ripresa delle attività neurologiche del signor Prodi.

L’incarico di incidere il nastro è stato allora affidato alla capitana Silvia Buso.

 

NOTE:

La foto di Flavia Prodi è tratta da www .whitehouse.gov.

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