Salerno-Palafiom Taranto 3-1

Il primo viaggio del Gruppo Vacanze Palafiom avviene sul pullman della Ghironda, “rassegna d’arte e cultura popolare dei cinque continenti”. La forma d’arte più promossa, soprattutto nel viaggio di ritorno, sarà il cabaret, grazie alla performance di Emanuela con le sue imitazioni.
Però anche Mary, impegnata a sfilarsi gli stivali con l’aiuto di Silvia dalle 10.40 alle 12.15, si è conquistata l’apprezzamento del pubblico.
Ci fermiamo in un autogrill Api non lontano da Eboli. Tutti si fermano a Eboli. Dopo esserci indebitati per un pranzo che costava quanto un ricevimento matrimoniale, troviamo il modo di recuperare i soldi: Michela si ferma a giocare a carte con gli addetti alla pulizia dei gabinetti, togliendo loro i guadagni di un’intera giornata. Purtroppo quella di Michela a carte resterà l’unica vittoria della giornata.
Ancora più avvincente è la ricerca del palazzetto dello sport costruito nel vecchio stadio Vestuti di Salerno. Arrivati nel centro della città campana, chiediamo ad un passante:
“Lei è di Salerno?”
“Sì”
“Sa dov’è lo stadio Vestuti?”
“No, non sono di qua”...
Anche le badanti rumene interpellate poco dopo non sono in grado di fornirci indicazioni utili. Sempre meglio di quel – ...censura... – che ci spedisce allo stadio nuovo piuttosto che a quello vecchio.
Beh, la panoramica del lungomare di Salerno è indubbiamente suggestiva, ma il lungomare è più lungo di tutta la Puglia e Marcello inizia a dare segni di insofferenza.
Pino si fa più scaltro e prima di arrivare alla domanda decisiva, preferisce analizzare l’attendibilità dell’interlocutore:
“Lei è italiano? Vive stabilmente a Salerno? Mi mostra un certificato di residenza? Andava allo stadio venti anni fa? Conosce la differenza tra lo stadio Vestuti e lo stadio Arechi? Ha la licenza elementare? Conosce, dunque, la differenza tra vecchio e nuovo? E’ correttamente orientato spazialmente e temporalmente? Mi mostra qual è la destra qual è la sinistra?”
Per poi passare alla domanda chiave:
“Come diavolo si arriva allo stadio Vestuti?!”
Trovato finalmente lo stadio, il coach resta sul pullman per fornire le ultime indicazioni alle atlete, mentre l’autista e gli accompagnatori vanno a prendere un caffé al bar. Dopo un quarto d’ora, notiamo sul pullman strani movimenti ed è una fortuna perché se fossimo entrati direttamente nel palazzetto, la squadra sarebbe rimasta chiusa dentro il bus fino a notte fonda.
Oltre al palazzetto, nel recinto del vecchio stadio hanno dato spazio ad un Ufficio Anagrafe del Comune. Buon per le atlete locali che, se si scordassero i documenti, si potrebbero far rilasciare in tempo reale carte d’identità o attestati sostitutivi.
Durante il riscaldamento Paoletta rischia di distruggere le telecamere delle emittenti locali.
L’Autoluna Nissan Salerno schiera Rossana Montemurro in regia, Antonella Cataldo opposto, l’argentina Gisela Scialacomo e la brasiliana Andreira De Almeyda laterali, Silvia Renna e Valentina Borrelli centrali, Marianna Granozio libero.

La Palafiom Taranto, priva della capitana Silvia Buso e di Valentina Moro, scende sul parquet con Alessandra Certa, Sonia Tinelli, Michela Benefico, Simona Mucci, Clara Clemente, Rossella Garaguso e Manu Voglino. In panchina: Ivana Gallo Ingrao, Silvietta Mastandrea, Paola Marcianò e Désirée Fiore.

Primo set
Bella partenza delle rossoblù (oggi più blù che rosse) che con una fast di Clara, una pipe di Sonia e un muro di Michela si portano sull’ 1-5, ma Salerno recupera fin troppo in fretta (6-6). L’equilibrio permane sino all’11-11, ottenuto da un ace di Simona Mucci, poi Antonella Cataldo fa spiccare il volo alla squadra locale (17-12). Salerno difende bene e blocca i tentativi di attacco dai lati delle nostre bocche di fuoco; peraltro l’ex-massafrese Gisela Scialacomo è in serata di grazia e contribuisce ad incrementare il vantaggio (20-14).
Qui si verifica la scenetta che di solito mi piace tanto: sostituzione con la nuova entrata che va a servire. E sbaglia.
Se dalle bande non riusciamo a passare, per fortuna al centro abbiamo qualche altra carta da giocare (oltre a quelle giocate da Michela in autogrill...) e per fortuna Rossella conferma il proprio stato di forma. Un suo ace riaccende la speranza (20-17), ma Gisela la rispegne con una diagonale ed una pipe morbida (22-17).

Primo tempo di Clara (22-18), muro di Clara su Silvia Renna (22-19), ma muro, ahimé, anche su Simona-di-metallo (23-19), De Almeyda da posto quattro (24-19), fast di Clara (24-20), ma Valentina Borrelli realizza un bel punto da posto due e chiude il primo parziale (25-20).
Secondo set
Equilibrato l’avvio del secondo set, ma in difesa commettiamo qualche errore grossolano (2-2). Michela, Rossella e Simona offrono alla Palafiom un piccolo vantaggio (4-6), ma è un intelligente secondo tocco di Rossana Montemurro a riportare il match in parità (8-8). Ale stasera si risparmia questo tipo di azione, però il suo punto lo realizza a muro (9-11).
Nuovamente pari per colpa di una difesa un po’ distratta (15-15), riusciamo ad essere più incisivi in fase d’attacco. Bella diagonale di Simona, ace di Sonia e poi Michela realizza un punto disperato da posizione difficile (17-19). Per Marcello è il classico punto-culo; però ciò non toglie che sia stato spettacolare.

Ivana rileva Simona e Michela non si ferma più (otto punti solo in questo parziale): mani-fuori, seguito da un fallo di posizione salernitano. Siamo 17-21. Quando sembra aprirsi la strada verso la gloria, la gioiosa macchina da guerra della Palafiom s’inceppa. Complici la Cataldo e la Di Santo (bella prestazione; questa sera il mago dei cambi è stato coach Esposito), il Salerno riacciuffa le rossoblù (21-21). Però non è ancora finita: Mani-fuori di Michela e invasione campana (21-23). Ulteriore break di quattro punti delle locali, grazie a due muri su Michela e ad un attacco della Scialacomo da posto quattro (25-23). Ora è finita.
Terzo set
E’ finita la seconda frazione, perché anche nella terza la Palafiom c’è. I servizi al salto di Simona Mucci questa sera hanno fatto danni nel terreno avversario: due aces e incoraggiante vantaggio tarantino (0-4).

A parte la sofferenza sui servizi della lizzanese d’oro, il libero campano Marianna Granozio ha disputato una partita eccellente e la difesa locale si riorganizza. Meno eccellente è stata la partita di Sonia, sostituita da Silvietta sul 3-4.
I nostri martelli continuano ad andare a segno, ma sul 6-8 Simona-di-metallo si scontra sotto rete con la palleggiatrice campana, circostanza non priva di conseguenze. Breve interruzione e minuti di ansia per la sfortunata Montemurro, costretta a lasciare il parquet in favore di Rosaria Palumbo.

Primo tempo di Clara, mani-fuori di Simona, doppia della nuova entrata ed ulteriore punto della Mucci dopo che la Scialacomo è stata finalmente difesa. Siamo 6-13 con Salerno in evidente difficoltà e Simona che non si ferma più. Un altro fallo della Palumbo, una fast di Rossella, una diagonale di Michela ed un muro a uno della nostra centrale manduriana innalzano le rossoblù (11-19). Travolgente diagonale della Mucci-che-vogliamo ed azione offensiva di Rossella dal centro; siamo al massimo vantaggio (11-21).

Coach Esposito chiama un time-out ed incarica Gisela di interrompere la caduta libera (13-21). Le padrone di casa sembrano aver superato il momento difficile (anche sul piano emotivo, bisogna dare atto), ma la Palafiom è a distanza di sicurezza (17-23). Peraltro Simona continua ad attaccare con efficacia e Clara chiude il set con un pallone sporco (17-25).
Quarto set
Clara ha chiuso il terzo set e Clara apre il quarto (0-1), ma mentre il Salerno si è riorganizzato con la Palumbo sempre più sicura e la Di Santo sempre più determinata, la Palafiom si spegne. Silvietta trova le mani del muro avversario (4-4), Simona non ha esaurito le munizioni (6-5), ma la nostra difesa è in difficoltà. Peraltro Manu e Clara entrano in rotta di collisione; sul pullman compileranno la constatazione amichevole del sinistro, ma non dev’essere piacevole affrontare il coach nel time-out tecnico (8-6) dopo un episodio del genere.

Ancora meno piacevole dev’essere affrontare l’ira di Marcello dopo gli ennesimi attacchi di Di Santo (11-6), Cataldo e Scialacomo (18-11), intervallati da pochi punti tarantini e qualche errore di troppo.
Torna Sonia, rientra Ivana, ma la Palafiom è spenta. Black-out totale.
Al Salerno basta amministrare, contenendo l’accenno di rimonta disperata di Clara e Michela (24-19) e chiudendo il parziale con un attacco di Giorgia Di Santo, protagonista del set ed autrice del punto finale (25-19).

Strano sport la pallavolo: si può passare dalla possibile conquista di tre punti alla sconfitta da zero punti in base a pochi episodi o, meglio, a particolari fasi della partita. Se la Palafiom non si fosse fatta rimontare nel secondo set, forse a quest’ora parleremmo di una vittoria piena e non ci sarebbe neanche nulla da contestare. Parimenti, è indubbio che non si possa obiettare nulla rispetto alla vittoria piena del Salerno. Tra i tanti meriti delle campane, forse il più significativo è quello rappresentato dalla capacità di riorganizzarsi e di superare lo shock emotivo per l’infortunio alla palleggiatrice titolare.

Alla Palafiom resta la consapevolezza di aver conteso il risultato di una partita ad un’avversaria particolarmente qualificata. E sono due partite su due che ci giochiamo (quasi) fino in fondo. Non siamo spaesati in B2. Ma ora servono punti. Ne servono almeno sei nelle prossime tre partite (Potenza, Manoppello, Manfredonia).
Non è stata una partita difficile per loro, ma di solito ci accorgiamo degli arbitri quando vengono contestati. Il fatto che stasera sia andato tutto liscio come l’olio e che non ci siamo quasi accorti della loro presenza credo che dipenda anche da una gestione ineccepibile dell’incontro.

Per il viaggio di ritorno, prendiamo in ostaggio Silvia Renna e Gisela Scialacomo in modo tale da uscire da Salerno senza perderci. Quale forma di compensazione per la sconfitta vorremmo fregare le mozzarelle di bufala alla Scialacomo, ma purtroppo la laterale argentina resta sveglia per tutta la durata del viaggio. Se le mozzarelle restano un desiderio inappagato, all’autogrill le atlete della Palafiom fanno scorta di panini, patatine, wafers, cantuccini, ecc., al punto che sentirò nitidamente la Renna osservare con un certo stupore: “Ma avete preso di tutto...!”
Mangiamo per dimenticare. [1]
Altri risultati: Massafra-Orion Napoli 0-3, Manfredonia-Ostuni 3-1, Manoppello-Valenzano 1-3, Ester Napoli-Lanciano 1-3, Trani-Aversa 3-0, Potenza-Scafati 3-0.
Classifica: Valenzano, Trani, Salerno, Potenza e Orion Napoli 6, Manfredonia e Lanciano 3, PALAFIOM TA e Scafati 2, Massafra ed Ester Napoli 1, Ostuni, Aversa e Manoppello 0.
Sangue del nostro sangue: Marianna-Castelfidardo 3-2, San Giorgio del Sannio-Marcella 2-3.
Prossimo turno: sabato 27 ottobre, Palafiom TA-Potenza nella palestra del Maria Pia, via Galilei 27, ore 18.00.
NOTE:
(1) Cfr. VAZQUEZ MONTALBAN, M., Assassinio al Comitato Centrale, Feltrinelli, Milano, 2005, pag. 62.
Tengo a precisare che le battute sull’infortunio della Montemurro sono volte, come è nello stile di questo blog, a sdrammatizzare e non certo ad irridere l’atleta che è incorsa in questo doloroso e sfortunato incidente. A Rossana, anzi, rinnovo l’auspicio di un’immediata guarigione.





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