Sta in noi

Someday, girl, I don’t know when, we’re gonna get to that place
where we really want to go and we’ll walk in the sun
but till then tramps like us, baby, we were BORN TO RUN [1]
La Palafiom affronta il primo campionato nazionale della sua storia.
Lo fa, sostanzialmente, con la stessa squadra della vittoriosa stagione in serie C.
C’è una forte schiacciatrice in più, Simona Mucci, che dovrebbe potenziare l’attacco e le percentuali di servizi pericolosi e magari vincenti. E c’è Emanuela Voglino che garantisce una certa esperienza in B2.
In realtà, oltre a Paoletta figliola prodiga, c’è, ci sarà anche una nuova giocatrice che l’anno scorso non c’era, non al proprio posto almeno: Ivana Gallo Ingrao.
Come si può tentare di conquistare la salvezza in un campionato notoriamente ammazza-matricole?

La risposta, secondo il mio parere di profano inesperto, sta nella Palafiom stessa, nella coesione del gruppo e nella voglia delle giocatrici di migliorarsi ancora. Ognuna ha pregi (tanti) e difetti (pochi), che il coach e loro stesse conoscono meglio di chi scrive. L’anno scorso è mancata un po’ di continuità individuale (buone prestazioni personali alternate a partite un po’ sotto le proprie possibilità) e collettiva (quando giocava bene una centrale risultava sotto tono una schiacciatrice o viceversa). E’ questa continuità, unitamente alla salute, che non dovrà mancare in serie B.
Il talento c’è, l’ingegno tattico anche, c’è un po’ di esperienza e ci sono atlete giovani che rappresentano il “tesoretto” di questa società. Non sono arrivate nuove risorse economiche (altri sponsor) e tecniche (giocatrici di categoria, a parte Manu); è dunque il vecchio grande cuore della Palafiom che dovrà colmare la differenza tra la serie C e la serie B2.
Carlo Azeglio Ciampi, da governatore della Banca d’Italia, da presidente del Consiglio (il migliore di tutti, per me), da ministro, da presidente della Repubblica, usava spesso introdurre le frasi con l’espressione “Sta in noi”.
Sta in noi la capacità di entrare in Europa con le carte in regola, sta in noi la forza di risolvere talune emergenze, sta in noi la determinazione per realizzare il progresso del Paese. Era una specie di motto araldico, come rileva il biografo Paolo Peluffi. [2]
Era un modo per responsabilizzare, per non cercare elemosine o alibi esterni, ma anche per affermare la speranza e rafforzare la fiducia: possiamo farcela; dipende da noi, ma è sottinteso che possiamo farcela perché dentro noi stessi abbiamo già le risorse che ci servono.
Credo che “Sta in noi” si adatti bene a questa Palafiom. Non sono arrivate giocatrici della provvidenza o salvatrici della patria. E’ la vecchia Palafiom che deve trovare in se stessa la forza di lottare per restare in B2. Sta alla “vecchia guardia” confermarsi definitivamente un gruppo di grandi giocatrici; sta alle “piccole” crescere ancora più in fretta di quanto già abbiano fatto (encomiabilmente) l’anno scorso perché potrebbe esserci bisogno di loro.

A me fa piacere che siano rimasti (quasi) tutti (uso il maschile perché non mi riferisco soltanto alle giocatrici). Questo era il mio auspicio – lo dissi in tempi non sospetti – perché questa è la squadra che amo.
E sono convinto che il vecchio grande cuore della Palafiom saprà spingere la squadra verso gli obiettivi che si è prefissata.
Forza ragazze, si comincia!
NOTE:
(1) SPRINGSTEEN, B., Born to run, 1975.
(2) Cfr. PELUFFO, P., Carlo Azeglio Ciampi. L’uomo e il presidente, Rizzoli, Milano, 2007, pag. 110.
La foto del presidente Ciampi (a Taranto) è tratta da www.quirinale.it.





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