Scoprendo Manoppello

La mia curiosità nei riguardi del paese abruzzese di Manoppello, la località più settentrionale del nostro girone, mi ha indotto a raccogliere informazioni.
Com’è Manoppello? Come si vive? Come è riuscita ad affermarsi in serie B2 la squadra di un paese di 5000 abitanti?
Bene, dall’Arabona Volley Manoppello ricevo e pubblico volentieri l’esauriente e significativo contributo di Verino.
A me sembra una storia molto interessante, di quelle che fanno amare questo sport ancora più intensamente.
Mi ha colpito questa immagine del volley giocato nella piazza del paese e mi ha ricordato l’inizio della carriera di Vincenzo Di Pinto, che a Turi giocava sul selciato di un piazzale nei pressi della via per Conversano prima di diventare uno dei più bravi allenatori d’Italia e il più creativo ai Mondiali del 1998. [1]
Questo è lo sport che mi piace.
E quello che segue è il contributo di Verino, che ringrazio nuovamente, su Manoppello e sull’Arabona Volley:
“Se quest’anno siamo il paese più a nord del girone l’anno scorso eravamo il paese più a sud. Più centro di così?
Il nostro paese è noto come il paese del Volto Santo (il telo con cui la Veronica asciugò il volto di Gesù); per saperne di più si può visitare il sito www.voltosanto.it.

Il nostro paese per estensione è il più grande della provincia di Pescara con un’altimetria che varia da 50 m. a 1400.
La nostra società è nata in una frazione, Manoppello Scalo, ed ha preso il nome Arabona volley dall’abbazia di S.Maria Arabona (www.arabona.it) che domina la Valpescara.
Questi sono pochi cenni storici e geografici adesso posso passare a raccontarvi perché la pallavolo è iniziata nel nostro piccolo paese.
Tutto iniziò nel 1990 quando alcune mamme presero l’iniziativa di fondare una società per poter permettere alle loro piccole di praticare uno sport.
Inizialmente e per i primi anni non facevamo campionati di categoria; avevamo solo il settore giovanile. Queste piccole ragazze avevano un età compresa da 4 a 10 anni (1980-1986) e iniziarono il loro percorso pallavolistico senza alcuna pretesa solo per fare sport e divertirsi con le amiche.
Nessuno avrebbe mai detto che questo gruppo avrebbe portato il paese in una categoria nazionale perché - proprio così - quel gruppo che iniziò nel 1990 per la maggior parte è ancora presente nell’organico della squadra. Molte soddisfazioni sono arrivate negli anni.

Se qualcuno riflette su queste parole magari avrebbe la curiosità di sapere qual è il segreto di tutta questa magnifica favola. Le risposte sono essenzialmente tre:
- un allenatore che ha iniziato ad allenare le ragazze veramente eccezionale con la passione della pallavolo che ha trasmesso sia doti tecniche che il suo amore verso questo sport;
- la piazza del paese perché ha permesso alle ragazze di poter giocare sempre ogni giorno;
- l’unione delle atlete che si conoscono sin da piccole e sono legate da una profonda amicizia sia in campo che fuori.
E’ da sottolineare che queste atlete sono cresciute nel paese praticando questo sport altrimenti per fare qualsiasi altro sport o attività si sarebbero dovute spostare nelle città limitrofe ossia Chieti o Pescara.

Purtroppo Manoppello non ha ancora molto da offrire ai giovani anche se le cose sono cambiate dal 1990 ad oggi. Ad esempio da pochi anni hanno costruito la palestra comunale perché prima eravamo costretti ad andare ad allenarci in un altro paese e disputare anche lì le gare; la piazza è stata modificata e non è più possibile giocarci come si faceva prima ed era elemento importante per la formazione delle atlete infatti non siamo riusciti più a formare un gruppo come quello delle origini anche se il settore giovanile è sempre una risorsa importante della nostra società che ogni anno dà sempre ottimi risultati.
Nella nostra zona industriale si sono insediate industrie multinazionali ma queste non sponsorizzano nascondendosi dietro la casa madre. Come se i loro operai con i loro figli non esistessero. Questo mi fa rabbia perché loro nel nostro territorio fanno business e se le cose vanno male sono i primi a lasciare. Per il resto tutti danno una mano con le loro 50/100 euro ma per raggiungere il budget della B2 bisogna elemosinare e inventarsi tutto e di più.”
Verino
Comunicazione di servizio: il nostro d.s. ci informa che l’orario di inizio di Manoppello-Palafiom, sabato prossimo, è alle 18.00 e non più alle 21.00, grazie ai locali cavalieri che hanno ceduto il parquet alle locali dame.
NOTE:
(1) Cfr. SALVATORE, A., Di Pinto: la pallavolo vincente del Sud, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 10 marzo 2007, pag. 13.
Le foto di Manoppello sono tratte da http://it.wikipedia.org; la cartina dell’Abruzzo da www.italy-weather-and-maps.com.
Da Priscilla la carica per la Palafiom

Questo è il mio primo articolo su skanderblog. Per me, anzi per noi, è una cosa importante, perché ci permette di esprimere tutto ciò che pensiamo sul mondo della pallavolo e dalla nostra società.
Come prova della nostra ammirazione per le ragazze, abbiamo realizzato due striscioni con i quali vogliamo gridare: FORZA RAGAZZE!!! QUESTO E’ IL GRANDE VOLLEY!!!!

Nella partita appena giocata, quando le ragazze facevano riscaldamento, si percepiva la grinta e la voglia di vincere. La partita non ha dato i risultati sperati, ma ciò non deve deprimere la squadra ma renderla più forte perché, oltre al fatto di essere giocatrici brave di una certa esperienza, sono anche il nostro punto di riferimento. Non posso che dirvi, anche a nome delle mie compagne, Buona Fortuna!!! Noi siamo sempre lì a pulire il campo o a segnare i punti, comunque sia, a tifare per voi. Un bacio a tutte!
Priscilla Pisani
Palafiom Taranto-Potenza 0-3

Il verbo usato da coach Marcello per indicare quello che ha fatto il Potenza alla Palafiom è “asfaltare”. Le atlete lucane hanno schiacciato a terra le avversarie rossoblù e ci sono passate sopra per tre lunghi set. Corti, in realtà, ma lunghi come percezione di sofferenza.
Questo è il brutto della B2. In serie C si vinceva sempre e le sconfitte erano una nota di originalità. Nel caso specifico dello scorso anno, peraltro, le sconfitte sono scaturite dopo partite oggettivamente belle e intense. Pazienza; tocca abituarsi. O meglio, bisogna imparare anche ad incassare senza demoralizzarsi quando le sconfitte sono preventivabili. Ed essere pronti a reagire: la sfida a Manoppello vale già quanto quella di Tuglie.

La coreografia delle Under non è riuscita a bilanciare la superiorità di una squadra, quella del Potenza, oggettivamente più forte e destinata ad un campionato di vertice. L’unico difetto delle ospiti sono i numeri sulle maglie: sottili, illeggibili, equivoci. Distinguere il numero sette dal numero uno, ad esempio, è un esercizio utile per essere assunti nel reparto di tiratori scelti dei Carabinieri.
Supermercati Pick Up Potenza in campo con Aurora Avena, Angelica Muscillo, Katia Taddei, Caterina Sinisi, Paola Felicetti, Carmen Vantaggiato e il libero Antonella Micca. In panchina con coach Aniello Caliendo (uno scioglilingua...): Emanuela Sardone, Marianna Santangelo, Valeria Restaino e Antonella Postiglione.
Palafiom con Alessandra Certa, Sonia Tinelli, Michela Benefico, Simona Mucci, Clara Clemente, Rossella Garaguso e il libero Emanuela Voglino. In panchina a sentire da vicino le jastème di coach Presta: Silvia Buso, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò, Silvietta Mastandrea e un’eroica Simona Mereu. Valentina Moro affianca il signor Leone al segnapunti.
Primo set
L’inizio non è male. Niente affatto. Simona e Michela portano avanti la Palafiom (2-0), che poi subisce un break di quattro punti (2-4). I cinque minuti di gloria delle rossoblù arrivano adesso: dal 3-5 all’ 8-5 con una rassegna di magie di Rossella (fast, due muri, un pallonetto delizioso). Parte del merito di questo allungo sta anche nel tocco fatato di Alessandra in battuta. Per il resto della partita la nostra palleggiatrice si vedrà costretta ad alzare soprattutto in bagher.

Il controbreak è del Potenza, che infila sette punti di fila portandosi sull’ 8-12. Spettacolare un’alzata della Sinisi che, pur cadendo, ha il colpo di reni per servire la compagna in posto quattro.
Visto che Michela non è ancora entrata in partita e Sonia è ancora bloccata da un male oscuro che le impedisce di mettere la palla a terra (male oscuro alimentato da un libero davvero pregevole come la Micca), le tarantine si affidano alle centrali, ma nel frattempo una travolgente Felicetti scalda la mano con diagonali e lungolinea irresistibili. Clara accorcia il gap (12-18), ma l’azione più bella della Palafiom di questa sera è opera di Valentina. Il tabellone si spegne, ma la nostra laterale assesta un colpetto all’apparecchio segnapunti ripristinandone la funzionalità.

Da certi punti di vista, sarebbe stato meglio non ripristinarlo dato che il punteggio è diventato terribilmente amaro (12-21). Orgoglio Palafiom: muro di Rossella (14-21), attacco di Simona-di-metallo (15-22), ma la nostra difesa fa acqua. Persino Michela è in difficoltà. Rossella realizza il settimo punto personale di questo set (16-24), ma se Simona sbaglia il servizio, uno dei suoi punti di forza, vuol dire che proprio non è serata (16-25).

Secondo set
Dopo l’intervallo, Michela sembra rigenerata e ribatte agli attacchi delle lucane (2-2). Sonia va a segno con un pallone appoggiato in campo avverso e il quarto muro di Rossella porta in vantaggio la Palafiom (5-4).
Potenza reagisce, ma ancora non asfalta perché Clara, respingendo un servizio insidioso, ottiene un punto-culo (6-7) e Sonia riporta il set in parità con un attacco da posto due (7-7). Nuovo vantaggio delle ospiti (7-8), ma adesso la partita è diventata piacevole. Paola Felicetti e Carmen Vantaggiato non cessano di martellare, ma le rossoblù sono ancora in gara: punto di Simona (9-10) e splendido attacco di Michela che si sposta verso il centro per colpire (10-11).

La partita della Palafiom finisce qui. Mani-fuori, ace, diagonali e primi tempi da una parte; solo attacchi inefficaci dall’altra (11-17). Potenza difende a meraviglia. Dentro Silvietta per Sonia, ma la musica non cambia: facciamo punto solo per gli errori delle lucane (12-19). Dentro Silvia per Rossella, ma anche quando riusciamo a superare la rete, Potenza difende tutto (13-23).
Due primi tempi consecutivi di Clara rendono il punteggio meno imbarazzante (15-23). Entra anche Ivana al posto di Simona, ma la Felicetti mette giù una bella diagonale. Michela trova un mani-fuori e un muro (18-24), ma l’ultimo punto è della solita Felicetti (18-25).
Terzo set
Durante l’intervallo Marianna Santangelo è adibita a ventilatore umano per le compagne.

Simona e Clara replicano alle azioni offensive delle ospiti (4-5), ma Vantaggiato e Felicetti hanno fretta di tornare a casa (4-8). Rientra Rossella e Michela prova a tagliare la granitica difesa lucana (7-10); poi Felicetti & Co. non lasciano scampo alla tramortita difesa delle tarantine (10-16). Durante il time-out tecnico, le ospiti trovano modo di ballare il reggae proposto da Pino Russo; d’altra parte il punteggio concede una certa rilassatezza.
Minibreak della Palafiom: errore in battuta e doppia delle potentine, seguiti da un ace di Simona (14-21), ma è un’illusione tardiva. L’asfaltatura prosegue a pieno ritmo, grazie a due muri consecutivi delle ospiti (14-23).
“Sta terra è nostra e nun s’adda tuccà” – sembrano cantare le ragazze di coach Caliendo citando la Nuova Compagnia di Canto Popolare e riferendosi alla propria metà campo, che in effetti non viene toccata spesso dal pallone. [1]

Il tabellone elettronico continua a spegnersi e Valentina colpisce con sempre meno delicatezza l’apparecchio segnapunti. Se si dovesse guastare ancora, temo che lo prenderebbe a calci...
Rossella, top scorer delle rossoblù, realizza il suo decimo punto da posto due (da quella posizione non l’avevo riconosciuta), ma l’onore e l’onere di chiudere il set è nuovamente affidato a Paola Felicetti (16-25).
All’arrivo della troupe di Studio 100 la partita è già finita. Quando li chiamava a rapporto la Di Bello per le interviste quotidiane, scommetto che arrivavano puntuali.
Buona in compenso, anche questa sera, l’affluenza di pubblico; il direttore sportivo ci dirà se è andata bene almeno la raccolta di offerte.
Se lo sport è sano confronto, se lo sport è anche testimonianza di valori positivi, se lo sport è amicizia, allora il cuore disegnato sul retro delle maglie delle lucane andava immortalato. Tanto sentimentalismo viene però compromesso dal malizioso umorismo di una giocatrice che, mentre mi appresto a fotografare la maglia della compagna in posa, puntualizza: “La maglia, mi raccomando...” alludendo a quello che c’è più in basso.

Anche coach Caliendo ha un grande cuore bianco sulla maglietta rossa che indossa. Se non fosse per l’agonismo espresso sul parquet, sembrerebbe una squadra di figli dei fiori. Peace and love...
Beh, mettiamoci alle spalle questa triste serata. Sabato si gioca a Manoppello e sarà una battaglia (sportiva). Io sono fiducioso. Perché so che in battaglia le guerriere della Palafiom non si tirano mai indietro.
E se domani mattina i quotidiani non saranno teneri, la migliore testimonianza di affetto e di incoraggiamento alla squadra verrà da Priscilla e dalle Under (ma ci aggiorniamo a domani sera...).
Altri risultati: Valenzano-Orion Napoli 0-3, Ester Napoli-Trani 1-3, Lanciano-Salerno 3-0, Aversa-Manfredonia 1-3, Scafati-Manoppello 3-1, Ostuni-Massafra 3-2.
Classifica: Trani, Potenza e Orion Napoli 9, Manfredonia, Valenzano, Salerno e Lanciano 6, Scafati 5, PALAFIOM TA, Massafra ed Ostuni 2, Ester Napoli 1, Aversa e Manoppello 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 290, Aversa, Lanciano, Manfredonia, Manoppello, Massafra, Ester Napoli, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, Salerno, PALAFIOM TA, Trani e Valenzano 0.
Sangue del nostro sangue: Marcella-Cent. Santulli Aversa 1-3.
Prossimo turno: sabato 3 novembre, Manoppello-Palafiom TA.
NOTE:
(1) NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE, Briganti si mora. Personalmente, però, prendo le distanze da una canzone che non giova all’unità nazionale.
Il libero suona sempre due volte
Dopo esserci occupati delle infortunate altrui, è assolutamente doveroso rivolgere un incoraggiamento alle infortunate di casa nostra, Valentina e Simona, e avvolgerle in un ideale abbraccio.
La giovane schiacciatrice non ha ancora superato i problemi alla gamba sinistra, mentre per il secondo libero della Palafiom si attende la risonanza magnetica che dovrebbe chiarire la natura del dolore alla mano destra. Le condizioni della mano della nostra promettente giocatrice sono ancora un mistero, ma le origini dell’infortunio sono documentate.
Qualcuno ricorderà l’avvio della brutale scena erotica del film Il postino suona sempre due volte, quando Jack Nicholson approccia Jessica Lange con una possente ed improvvisa pacca sul... lato B della ragazza.
Beh, a Salerno, durante il riscaldamento, Simona Mereu ha fatto qualcosa del genere su Simona Mucci, non proprio consenziente, turbando la concentrazione e lo stretching del nostro martello. La foto è eloquente:

Siccome, però, la Mucci è davvero di metallo (e ne sa qualcosa anche la Montemurro), la povera mano della Mereu ha subito un trauma piuttosto rilevante rischiando di sbriciolarsi.
E così, nell’arco di una sola serata, la Mucci ha involontariamente spedito due giocatrici in infermeria.
Se, però, lo scontro con la palleggiatrice campana è dipeso da una disgraziata e fortuita azione di gioco, l’incidente alla mano della Mereu si poteva evitare.
La prossima volta lasciate in pace Simona-di-metallo mentre fa stretching...!
I grandi quesiti dell'umanità - 16

Un po’ di par condicio dopo aver maltrattato Prodi...
L’onorevole Mele è il deputato dell’UDC indagato per la nottata a base di cocaina e prostitute in un albergo. La vicenda destò un certo sconcerto, tenuto anche conto delle battaglie contro la droga e di quelle a difesa della famiglia condotte dalla Casa delle Libertà (le uniche che riterrei condivisibili, ma trovo aberrante che a sostenerle siano Berlusconi e Casini, i cui assetti familiari non sono proprio coerenti e che, a rigor di catechismo, non potrebbero neanche farsi la comunione nonostante il loro sbandierato cattolicesimo di facciata).
Scrisse molto saggiamente Magda Terrevoli, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità: “Sono stanca delle due facce della stessa medaglia dell’ipocrisia. Tutti pronti a filosofeggiare, a furbettizzare sui comportamenti, mai nessuno disponibile ad assumersi responsabilità. La rigidità sul giudicare comportamenti si scioglie, miracolasamente, quando sono proprio loro ad assumerli; guerra alla prostituzione salvo poi ricorrervi e naturalmente far ricadere sulla donna la definizione di tentatrice, guerra alle posizioni di apertura nei confronti delle unioni civili innalzando il vessillo dell’unicità ed indissolubilità del matrimonio salvo poi praticare allegramente adulterio, guerra alle droghe senza se e senza ma, salvo poi lasciarsi andare a qualche innocente sniffatina”. [1]
La Gazzetta del Mezzogiorno di ieri ci informa che le analisi tossicologiche (di parte) dell’onorevole Mele escludono l’assunzione di cocaina da parte del deputato. Dall’esame dei capelli non sarebbero state riscontrate tracce di cocaina, sostanza che dunque sarebbe stata “soltanto” ceduta alle accompagnatrici (il che è anche peggio dell’uso personale).
Ma... un momento!... Io la faccia dell’onorevole Mele me la ricordo...
L’onorevole Cosimo Mele è quello della foto qui affianco.
Non sono state trovate tracce di cocaina nei capelli. Ma – mi chiedo – in quali capelli...?
Sono state trovate tracce di capelli nell’onorevole Mele...?!
NOTE:
(1) TERREVOLI, M., Io donna, offesa dall’onorevole Mele, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 1^ agosto 2007, p. 2.
La foto in alto è tratta da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 25 ottobre 2007, pag. 2; La foto dell’onorevole Cosimo Mele è tratta da www.camera.it.
"Vegeta da un anno; la Palafiom salvi mio marito"

L’appello è disperato ma preciso. Una donna in lacrime chiede un miracolo alla Palafiom. Il marito è in stato comatoso da oltre un anno ed i tentativi dei medici di rianimarlo non hanno sinora avuto esito.
Ma la donna ha un’ultima carta da giocare. Prima legge su un quotidiano della signora salentina che ha chiesto a Del Piero di parlare al figlio in coma, un ragazzo appassionato tifoso del campione juventino. Poi ricorda che il marito è un sostenitore entusiasta della Palafiom e decide di lanciare un appello.
La donna si chiama Flavia Prodi, è bolognese ma risiede a Roma. Suo marito svolge un importante incarico nella pubblica amministrazione, ma dal 18 aprile 2006 non dà segni di vita.
“Eppure – spiega la signora Prodi – mio marito aveva tanti progetti, tante idee, tanta voglia di fare. Addirittura aveva scritto un promemoria di 277 pagine con una serie di buoni propositi da attuare nell’arco di cinque anni. Ma gradualmente è caduto in uno stato di catalessi. Un po’ sono stati gli amici a dargli tanti dispiaceri: sempre a litigare, sempre a casa nostra in cerca di poltrone da scaldare, di banche e di assicurazioni da acquisire, di giudici da allontanare. Quando poi mio marito Romano si è rivisto nella videoregistrazione di un programma a cui aveva partecipato, abbiamo avuto il colpo di grazia: è caduto in un sonno profondo e non c’è stato verso di risvegliarlo.
Ma Romano – prosegue Flavia Prodi – è un grande tifoso della Palafiom. Si informava sempre sui risultati e quest’anno, approfittando delle trasferte in Campania e in Abruzzo, avrebbe voluto assistere a qualche partita. Ha una grande stima del presidente della Polisportiva, mentre l’allenatore da un po’ di tempo gli sta sulle palle. Sono sicura che se qualche giocatrice si accostasse al suo capezzale, gli parlasse, gli schiacciasse una pallonata addosso, lui potrebbe riprendersi.”
“Non è un’ipotesi campata in aria – conferma il dottor Guido Ottolenghi, che ha in cura Romano Prodi nel Centro Specialistico Gravi Letargie – E’ già capitato che pazienti in coma si siano risvegliati a seguito della forte emozione scaturita dall’ascolto di una voce affettivamente significativa o che rivestiva per loro un’importanza eccezionale. Ed anche il colpo in testa di una schiacciata, se attuato da un interlocutore qualificato, potrebbe stimolare le funzioni cerebrali temporaneamente assopite.”
La Polisportiva Palafiom ha comunicato che non resterà insensibile alla richiesta di aiuto della signora Prodi.
In attesa di far visita al tifoso ammalato, una laterale avrebbe già inciso una registrazione su un’audiocassetta che tuttavia si è ritenuto opportuno non inviare all’ospedale: “Ouh! Svegliati! Meh, datti una mossa, sarchiapone! Ouh! Svegliati, ‘ngule a sorata! Mena, mortade’! Svegliati e fai qualcosa di buono una volta tanto! Ouh, mi senti? Mi senti?! Cu’ te stoch’ a parl’! Mo ti stampo ‘na schiacciata ‘nfront’...”

La società, trovando i contenuti del messaggio un po’ troppo irriguardosi, ha delegato l’incarico alla palleggiatrice, che tuttavia ha consumato un’audiocassetta da 90 minuti pronunciando soltanto dodici parole. Troppo poche per stimolare la ripresa delle attività neurologiche del signor Prodi.
L’incarico di incidere il nastro è stato allora affidato alla capitana Silvia Buso.
NOTE:
La foto di Flavia Prodi è tratta da www .whitehouse.gov.
Salerno-Palafiom Taranto 3-1

Il primo viaggio del Gruppo Vacanze Palafiom avviene sul pullman della Ghironda, “rassegna d’arte e cultura popolare dei cinque continenti”. La forma d’arte più promossa, soprattutto nel viaggio di ritorno, sarà il cabaret, grazie alla performance di Emanuela con le sue imitazioni.
Però anche Mary, impegnata a sfilarsi gli stivali con l’aiuto di Silvia dalle 10.40 alle 12.15, si è conquistata l’apprezzamento del pubblico.
Ci fermiamo in un autogrill Api non lontano da Eboli. Tutti si fermano a Eboli. Dopo esserci indebitati per un pranzo che costava quanto un ricevimento matrimoniale, troviamo il modo di recuperare i soldi: Michela si ferma a giocare a carte con gli addetti alla pulizia dei gabinetti, togliendo loro i guadagni di un’intera giornata. Purtroppo quella di Michela a carte resterà l’unica vittoria della giornata.
Ancora più avvincente è la ricerca del palazzetto dello sport costruito nel vecchio stadio Vestuti di Salerno. Arrivati nel centro della città campana, chiediamo ad un passante:
“Lei è di Salerno?”
“Sì”
“Sa dov’è lo stadio Vestuti?”
“No, non sono di qua”...
Anche le badanti rumene interpellate poco dopo non sono in grado di fornirci indicazioni utili. Sempre meglio di quel – ...censura... – che ci spedisce allo stadio nuovo piuttosto che a quello vecchio.
Beh, la panoramica del lungomare di Salerno è indubbiamente suggestiva, ma il lungomare è più lungo di tutta la Puglia e Marcello inizia a dare segni di insofferenza.
Pino si fa più scaltro e prima di arrivare alla domanda decisiva, preferisce analizzare l’attendibilità dell’interlocutore:
“Lei è italiano? Vive stabilmente a Salerno? Mi mostra un certificato di residenza? Andava allo stadio venti anni fa? Conosce la differenza tra lo stadio Vestuti e lo stadio Arechi? Ha la licenza elementare? Conosce, dunque, la differenza tra vecchio e nuovo? E’ correttamente orientato spazialmente e temporalmente? Mi mostra qual è la destra qual è la sinistra?”
Per poi passare alla domanda chiave:
“Come diavolo si arriva allo stadio Vestuti?!”
Trovato finalmente lo stadio, il coach resta sul pullman per fornire le ultime indicazioni alle atlete, mentre l’autista e gli accompagnatori vanno a prendere un caffé al bar. Dopo un quarto d’ora, notiamo sul pullman strani movimenti ed è una fortuna perché se fossimo entrati direttamente nel palazzetto, la squadra sarebbe rimasta chiusa dentro il bus fino a notte fonda.
Oltre al palazzetto, nel recinto del vecchio stadio hanno dato spazio ad un Ufficio Anagrafe del Comune. Buon per le atlete locali che, se si scordassero i documenti, si potrebbero far rilasciare in tempo reale carte d’identità o attestati sostitutivi.
Durante il riscaldamento Paoletta rischia di distruggere le telecamere delle emittenti locali.
L’Autoluna Nissan Salerno schiera Rossana Montemurro in regia, Antonella Cataldo opposto, l’argentina Gisela Scialacomo e la brasiliana Andreira De Almeyda laterali, Silvia Renna e Valentina Borrelli centrali, Marianna Granozio libero.

La Palafiom Taranto, priva della capitana Silvia Buso e di Valentina Moro, scende sul parquet con Alessandra Certa, Sonia Tinelli, Michela Benefico, Simona Mucci, Clara Clemente, Rossella Garaguso e Manu Voglino. In panchina: Ivana Gallo Ingrao, Silvietta Mastandrea, Paola Marcianò e Désirée Fiore.

Primo set
Bella partenza delle rossoblù (oggi più blù che rosse) che con una fast di Clara, una pipe di Sonia e un muro di Michela si portano sull’ 1-5, ma Salerno recupera fin troppo in fretta (6-6). L’equilibrio permane sino all’11-11, ottenuto da un ace di Simona Mucci, poi Antonella Cataldo fa spiccare il volo alla squadra locale (17-12). Salerno difende bene e blocca i tentativi di attacco dai lati delle nostre bocche di fuoco; peraltro l’ex-massafrese Gisela Scialacomo è in serata di grazia e contribuisce ad incrementare il vantaggio (20-14).
Qui si verifica la scenetta che di solito mi piace tanto: sostituzione con la nuova entrata che va a servire. E sbaglia.
Se dalle bande non riusciamo a passare, per fortuna al centro abbiamo qualche altra carta da giocare (oltre a quelle giocate da Michela in autogrill...) e per fortuna Rossella conferma il proprio stato di forma. Un suo ace riaccende la speranza (20-17), ma Gisela la rispegne con una diagonale ed una pipe morbida (22-17).

Primo tempo di Clara (22-18), muro di Clara su Silvia Renna (22-19), ma muro, ahimé, anche su Simona-di-metallo (23-19), De Almeyda da posto quattro (24-19), fast di Clara (24-20), ma Valentina Borrelli realizza un bel punto da posto due e chiude il primo parziale (25-20).
Secondo set
Equilibrato l’avvio del secondo set, ma in difesa commettiamo qualche errore grossolano (2-2). Michela, Rossella e Simona offrono alla Palafiom un piccolo vantaggio (4-6), ma è un intelligente secondo tocco di Rossana Montemurro a riportare il match in parità (8-8). Ale stasera si risparmia questo tipo di azione, però il suo punto lo realizza a muro (9-11).
Nuovamente pari per colpa di una difesa un po’ distratta (15-15), riusciamo ad essere più incisivi in fase d’attacco. Bella diagonale di Simona, ace di Sonia e poi Michela realizza un punto disperato da posizione difficile (17-19). Per Marcello è il classico punto-culo; però ciò non toglie che sia stato spettacolare.

Ivana rileva Simona e Michela non si ferma più (otto punti solo in questo parziale): mani-fuori, seguito da un fallo di posizione salernitano. Siamo 17-21. Quando sembra aprirsi la strada verso la gloria, la gioiosa macchina da guerra della Palafiom s’inceppa. Complici la Cataldo e la Di Santo (bella prestazione; questa sera il mago dei cambi è stato coach Esposito), il Salerno riacciuffa le rossoblù (21-21). Però non è ancora finita: Mani-fuori di Michela e invasione campana (21-23). Ulteriore break di quattro punti delle locali, grazie a due muri su Michela e ad un attacco della Scialacomo da posto quattro (25-23). Ora è finita.
Terzo set
E’ finita la seconda frazione, perché anche nella terza la Palafiom c’è. I servizi al salto di Simona Mucci questa sera hanno fatto danni nel terreno avversario: due aces e incoraggiante vantaggio tarantino (0-4).

A parte la sofferenza sui servizi della lizzanese d’oro, il libero campano Marianna Granozio ha disputato una partita eccellente e la difesa locale si riorganizza. Meno eccellente è stata la partita di Sonia, sostituita da Silvietta sul 3-4.
I nostri martelli continuano ad andare a segno, ma sul 6-8 Simona-di-metallo si scontra sotto rete con la palleggiatrice campana, circostanza non priva di conseguenze. Breve interruzione e minuti di ansia per la sfortunata Montemurro, costretta a lasciare il parquet in favore di Rosaria Palumbo.

Primo tempo di Clara, mani-fuori di Simona, doppia della nuova entrata ed ulteriore punto della Mucci dopo che la Scialacomo è stata finalmente difesa. Siamo 6-13 con Salerno in evidente difficoltà e Simona che non si ferma più. Un altro fallo della Palumbo, una fast di Rossella, una diagonale di Michela ed un muro a uno della nostra centrale manduriana innalzano le rossoblù (11-19). Travolgente diagonale della Mucci-che-vogliamo ed azione offensiva di Rossella dal centro; siamo al massimo vantaggio (11-21).

Coach Esposito chiama un time-out ed incarica Gisela di interrompere la caduta libera (13-21). Le padrone di casa sembrano aver superato il momento difficile (anche sul piano emotivo, bisogna dare atto), ma la Palafiom è a distanza di sicurezza (17-23). Peraltro Simona continua ad attaccare con efficacia e Clara chiude il set con un pallone sporco (17-25).
Quarto set
Clara ha chiuso il terzo set e Clara apre il quarto (0-1), ma mentre il Salerno si è riorganizzato con la Palumbo sempre più sicura e la Di Santo sempre più determinata, la Palafiom si spegne. Silvietta trova le mani del muro avversario (4-4), Simona non ha esaurito le munizioni (6-5), ma la nostra difesa è in difficoltà. Peraltro Manu e Clara entrano in rotta di collisione; sul pullman compileranno la constatazione amichevole del sinistro, ma non dev’essere piacevole affrontare il coach nel time-out tecnico (8-6) dopo un episodio del genere.

Ancora meno piacevole dev’essere affrontare l’ira di Marcello dopo gli ennesimi attacchi di Di Santo (11-6), Cataldo e Scialacomo (18-11), intervallati da pochi punti tarantini e qualche errore di troppo.
Torna Sonia, rientra Ivana, ma la Palafiom è spenta. Black-out totale.
Al Salerno basta amministrare, contenendo l’accenno di rimonta disperata di Clara e Michela (24-19) e chiudendo il parziale con un attacco di Giorgia Di Santo, protagonista del set ed autrice del punto finale (25-19).

Strano sport la pallavolo: si può passare dalla possibile conquista di tre punti alla sconfitta da zero punti in base a pochi episodi o, meglio, a particolari fasi della partita. Se la Palafiom non si fosse fatta rimontare nel secondo set, forse a quest’ora parleremmo di una vittoria piena e non ci sarebbe neanche nulla da contestare. Parimenti, è indubbio che non si possa obiettare nulla rispetto alla vittoria piena del Salerno. Tra i tanti meriti delle campane, forse il più significativo è quello rappresentato dalla capacità di riorganizzarsi e di superare lo shock emotivo per l’infortunio alla palleggiatrice titolare.

Alla Palafiom resta la consapevolezza di aver conteso il risultato di una partita ad un’avversaria particolarmente qualificata. E sono due partite su due che ci giochiamo (quasi) fino in fondo. Non siamo spaesati in B2. Ma ora servono punti. Ne servono almeno sei nelle prossime tre partite (Potenza, Manoppello, Manfredonia).
Non è stata una partita difficile per loro, ma di solito ci accorgiamo degli arbitri quando vengono contestati. Il fatto che stasera sia andato tutto liscio come l’olio e che non ci siamo quasi accorti della loro presenza credo che dipenda anche da una gestione ineccepibile dell’incontro.

Per il viaggio di ritorno, prendiamo in ostaggio Silvia Renna e Gisela Scialacomo in modo tale da uscire da Salerno senza perderci. Quale forma di compensazione per la sconfitta vorremmo fregare le mozzarelle di bufala alla Scialacomo, ma purtroppo la laterale argentina resta sveglia per tutta la durata del viaggio. Se le mozzarelle restano un desiderio inappagato, all’autogrill le atlete della Palafiom fanno scorta di panini, patatine, wafers, cantuccini, ecc., al punto che sentirò nitidamente la Renna osservare con un certo stupore: “Ma avete preso di tutto...!”
Mangiamo per dimenticare. [1]
Altri risultati: Massafra-Orion Napoli 0-3, Manfredonia-Ostuni 3-1, Manoppello-Valenzano 1-3, Ester Napoli-Lanciano 1-3, Trani-Aversa 3-0, Potenza-Scafati 3-0.
Classifica: Valenzano, Trani, Salerno, Potenza e Orion Napoli 6, Manfredonia e Lanciano 3, PALAFIOM TA e Scafati 2, Massafra ed Ester Napoli 1, Ostuni, Aversa e Manoppello 0.
Sangue del nostro sangue: Marianna-Castelfidardo 3-2, San Giorgio del Sannio-Marcella 2-3.
Prossimo turno: sabato 27 ottobre, Palafiom TA-Potenza nella palestra del Maria Pia, via Galilei 27, ore 18.00.
NOTE:
(1) Cfr. VAZQUEZ MONTALBAN, M., Assassinio al Comitato Centrale, Feltrinelli, Milano, 2005, pag. 62.
Tengo a precisare che le battute sull’infortunio della Montemurro sono volte, come è nello stile di questo blog, a sdrammatizzare e non certo ad irridere l’atleta che è incorsa in questo doloroso e sfortunato incidente. A Rossana, anzi, rinnovo l’auspicio di un’immediata guarigione.
In piazza contro il precariato nel volley

FIOM e Palafiom aderiscono alle manifestazioni per migliorare l’accordo sul welfare e contro il precariato. Mentre, però, la FIOM - con la recente benedizione papale - sarà a Roma insieme ai partiti della cosiddetta sinistra radicale che protestano contro l’azione di governo (cioè se stessi...) in materia di lavoro, welfare e diritti, la Palafiom manifesterà a Salerno in via De Granita contro il precariato nella serie B2.
Le promozioni a tempo determinato, la flessibilità che comporta il rischio di retrocessione nelle categorie regionali e la generale condizione di precarietà sono ostacoli alla piena realizzazione personale delle giocatrici.
La Palafiom propone l’abolizione del meccanismo delle retrocessioni perché la B2 sia un diritto sostanziale e garantito. Questo non vuol dire che i campionati debbano essere bloccati confermando lo status quo in eterno; non ci dovranno essere retrocessioni, ma ci potranno essere promozioni. Due squadre in più ogni anno in ciascun girone di ciascuna categoria, ampliando progressivamente il numero di partecipanti. L’anno prossimo il girone G della B2 sarebbe dunque a 16 squadre, l’anno dopo a 18, e così via.

Secondo i calcoli dei giuslavoristi, nel 2017-’18 il girone G della B2 sarebbe costituito da 34 squadre e il campionato si svilupperebbe in 66 partite stagionali.
“Giocando due volte alla settimana – spiega un autorevole professore di diritto del lavoro dell’Università dei Cagioni – il campionato durerebbe circa otto mesi (da ottobre a maggio), una circostanza pienamente accettabile. E anche dopo si potrebbe superare l’affollamento aumentando i gironi.”
Coach Presta si è detto interessato a questa proposta, ma intanto auspica che la Palafiom si tiri fuori dalla precarietà conquistando punti sul parquet, anche se l’incontro di domani appare proibitivo.
Non è ancora pervenuta l’adesione alla manifestazione della Scuola Volley Salerno, che tanto punta alla B1 e quindi per i campani il problema della flessibilità non si pone.
Autobomba a Bilbao, l'ETA rompe la tregua

Un’esplosione in pieno giorno ha spezzato la serena quotidianità di Bilbao. Nessun morto, soltanto un ferito (il poliziotto obiettivo dell’attentato), ma è il segnale inequivocabile che la tregua tra il governo e l’organizzazione terroristica basca è definitivamente compromessa. L’autobomba nel centro di Bilbao è la risposta agli arresti delle scorse settimane, che hanno decimato l’organigramma politico-militare dell’ETA.
“Ma l’organizzazione indipendentista – ha spiegato in conferenza stampa il capo della polizia regionale, Pedro Raul Etxebarria – sta utilizzando nuove strategie e nuove risorse, ricorrendo a militanti insospettabili provenienti dall’estero. Questo rende estremamente difficile la loro individuazione; è come se dovessimo azzerare le conoscenze acquisite negli ultimi anni.
Tuttavia, grazie alla collaborazione dell’Interpol, seguiamo già una pista per l’attentato di ieri e c’è già un identikit.

Abbiamo fondati motivi per ritenere che l’autrice sia una donna, nazionalità italiana, capelli neri, alta circa 1,65. Sarebbe entrata in Spagna poche settimane fa con un passaporto falso intestato a Roberta Libra Mantxaka De Lumsa.
Anche la tecnica utilizzata per l’attentato è atipica. Sembra che l’esplosivo fosse nascosto in un pallone di volley”.
Nel frattempo si ha notizia di incessanti perquisizioni negli alloggi degli studenti universitari stranieri che vivono a Bilbao in ragione dell’adesione al progetto Erasmus.
NOTE:
La foto in alto è tratta da www.elpais.com.
Palafiom Taranto-Ester Napoli 3-2

Sabato 13 ottobre 2007, ore 18.00.
Siamo felici. Anzi, siamo commossi.
Lasciamo perdere i due punti, che in un campionato di ventisei giornate hanno un’importanza relativa e sappiamo che ci sarà da soffrire, e pure parecchio.
Ma siamo commossi al punto che avremmo potuto sostituire il guasto alle docce con tante nostre lacrimucce. Siamo commossi per il solo fatto di esserci in questa tanto sospirata B2. Siamo commossi perché la città ha risposto all’appello ed ha riempito il Maria Pia sostenendo la squadra con un affetto imprevedibile. Siamo commossi perché ora sappiamo di potercela giocare questa salvezza. Siamo commossi perché Ivana è tornata a servire, ad attaccare e a fare punti. Siamo commossi perché i fiori del nostro vivaio, come Silvietta, hanno steli talmente saldi che possono reggere anche al vento della B2. Siamo commossi per come ha giocato Michela, che è la più tarantina delle tarantine. Siamo commossi per le lacrime di chi, manifestando con passione l’attaccamento a questa squadra, non ha potuto scendere sul parquet per partecipare a questo esordio, a questa battaglia e a questa vittoria (ma a breve avrà tante occasioni per recuperare). Siamo commossi per l’emozione di chi vede realizzarsi il sogno di una figlia.
Insomma, comunque vada questo campionato, oggi per la Palafiom è stata una giornata radiosa che non dimenticheremo facilmente.
Primo avversario di questa stagione è il Centro Ester Napoli, una delle due squadre del capoluogo campano. Dal sito www.centroester.it apprendiamo che la società, nata nel quartiere Barra nel 1979, è impegnata in vari settori: sport, sanità, cultura, sociale. La polisportiva vanta anche una medaglia d’oro nel nuoto alle paraolimpiadi di Atene del 2004.

Per quanto riguarda la pallavolo femminile, stiamo per affrontare una squadra che ha fatto la storia di questa disciplina (il sito internet riferisce di tre coppe nazionali e di una coppa CEV, nonché di ex-giocatrici come la Cacciatori, la Phipps, la Leggeri, la Jelic). Questa sera schierano Filomena Afeltra, Marianna Iarnone, Marica Armonia, Brigida Viscatale, Lorena Coppola, Mina Draganova e il libero Francesca Caggiula.
Gli arbitri sollevano qualche rilievo critico all’organizzazione. Beh, siamo nuovi in B2 ed è la prima partita; faremo tesoro dell’esperienza.

La Palafiom sfoggia il nuovo completo rosso con venature blù. Tutto questo rosso ricorda qualcosa; diciamo che se Paoletta non avesse cambiato numero passando dal 10 al 9, avrebbe potuto conservare la maglia dell’anno scorso... Belle le nuove tute, che mandano in pensione la divisa da becchini dello scorso anno. Sulle taglie non mi esprimo; bisogna aspettare la prova-Valentina.

Introdotta da uno speaker alquanto imbranato (a cui Mina Draganova non facilita il compito, date le sue resistenze a scendere sul parquet...), la prima Palafiom 2007-’08 schiera Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Simona Mucci laterali, Silvia Buso e Clara Clemente centrali, Emanuela Voglino libero. In panchina con coach Marcello Presta, la terapista Mary Carallo e il d.j. Pino Russo, figurano Paola Marcianò, Ivana Gallo Ingrao, Silvietta Mastandrea, Rossella Garaguso, Désirée Fiore e Simona Mereu.

Primo set
Al servizio Michela Benefico. Come l’anno scorso, sta a lei aprire il campionato. L’anno scorso, a Lecce, il primo servizio lo sacrificò agli dei del volley (sacrificammo anche il primo set) e poi sappiamo come andò a finire la stagione. Dunque, se siamo scaramantici, adesso è il momento di dimostrarlo. Sbaglia, Michela! Sbaglia, sbaglia...!
Michela è concentrata, forse indecisa. Da un lato le pressioni del pubblico che chiede il rispetto della tradizione; dall’altro lato lo sguardo minaccioso del coach.
Nel video il primo scambio in B2 nella storia della Palafiom.
Beh, qualche cosa agli dei l’abbiamo sacrificata anche quest’anno: il primo punto...
E’ la Ester Napoli a commettere qualche errore di troppo in battuta, ma quando la palla va in campo, la nostra ricezione è un po’ in affanno. Punto di Michela da posto quattro e bel muro di Clara: passiamo in vantaggio (6-5) e allunghiamo fino all’ 8-6.
Poi il gioco improvvisamente si interrompe. Toh, in B2 ci sono i time-out tecnici; non eravamo abituati. Che palle.
Partita in equilibrio. Sonia affonda di potenza (11-9) e Michela continua a martellare, anche con una pipe difficilissima (13-11). Ester Napoli in difficoltà: doppia e attacco fuori (15-11). Difesa “creativa” di Michela, che poi si fa perdonare sfruttando un bel salvataggio di Manu (16-13). Non riesce il tocco di seconda ad Alessandra, comunque già a proprio agio nella nuova categoria, e la Iarnone e la Armonia rintuzzano gli attacchi di Michela, che realizza un mezzo miracolo da posto due (19-16). Ho l’impressione che in attacco Michela abbia una percentuale del 100%.
La Ester Napoli si avvicina pericolosamente con un pallonetto beffardo (20-19) a cui risponde Clara con un primo tempo (21-19). Un lungo scambio viene chiuso con un po’ di fortuna dalla Palafiom, che comunque ha il merito di averci creduto anche quando l’azione sembrava compromessa (22-20). Simona forza il servizio mettendo in difficoltà le campane, murate da Clara e Michela (23-20). Salvataggio di Manu e fast di Clara (24-21), poi, dopo il time-out di coach Gaetano Vitale (che non è il noto penalista tarantino), la Palafiom amministra e chiude il primo set 25-22.
Entusiasmo alle stelle. Ora che ci faccio caso, il Maria Pia è stracolmo: 129 posti e mezzo esauriti. Pieni anche i gradoni privi di seggiole e c’è tanta gente in piedi. Una folla oceanica. Sembra la metropolitana di Tokyo all’ora di punta. Sembra l’assemblea nazionale del Partito Democratico. Peccato che non abbiamo previsto il pagamento del biglietto; a quest’ora saremmo ricchi. Per la cronaca, il “mezzo posto” (il seggiolino senza schienale) nei primi due set lo occupa il signor Marcianò, che poi si avvicinerà pericolosamente al primo arbitro.
Secondo set
Silvia piazza il colpetto da centro (1-1) scegliendo il tempo giusto con la precisione di un metronomo e non è la prima volta stasera. Anche a muro stiamo andando bene, ma la Ester Napoli è più determinata e si va al time-out tecnico con la nostra metà campo lesionata da un imperioso attacco della Iarnone (6-8).

Splendida reazione Palafiom: mani-fuori di Michela, perfetto primo tempo di Silvia e ace di Clara (9-8).
Risultato nuovamente ribaltato dalle campane, che vanno a segno con la Viscatale, con l’Armonia e con la bulgara Draganova (10-13). Un veloce secondo tocco di Lorena Coppola incrementa il vantaggio (11-16), poi la partita inizia a diventare nervosa a seguito di qualche contestazione. Silvia appoggia un pallone in posto uno, dove ha trovato un varco incustodito (14-17), ma la solita palletta delle ospiti, una diagonale della Iarnone e un muro della Draganova incanalano il set verso la Ester (16-21).

Silvietta rileva Sonia e Silvia segna un punto rabbioso (17-22). Entra anche Ivana ed è la fine di un incubo. Clara, Simona-di-metallo ed un muro tarantino riaccendono la speranza (20-23). Brigida Viscatale offre alla Ester Napoli la possibilità di giocarsi quattro set-point (20-24), ma una travolgente Simona ed un muro di Clara accelerano le palpitazioni dei tifosi (22-24). Purtroppo è Marica Armonia che chiude il parziale con l’ennesimo punto contestato dal pubblico locale.
In tribuna una giocatrice infortunata di cui non faccio il nome affida ad un sicario un compito che qui non posso precisare.
Scherziamo per sdrammatizzare, è chiaro.

Terzo set
Sonia e Simona, che fino a questo momento hanno uno score offensivo non brillante, vanno a segno cercando di dare una svolta alle proprie prestazioni individuali; in più rispolveriamo un’arma che tante soddisfazioni ci ha dato lo scorso anno: muro a cappuccio di Clara e muro a uno da cineteca di Michela (6-4). La nostra laterale verace valorizza un bel salvataggio di Simona (7-4). La Ester Napoli recupera (7-7) e poi commette qualche errore (11-7).
Blackout Palafiom e serie positiva di dieci punti delle ospiti campane, costruita su attacchi efficaci, muri insormontabili e perfide pallette. Non riusciamo più a mettere la palla a terra nonostante gli sforzi rabbiosi del nostro opposto (11-17).
Quando la Palafiom si riprende, deve fare i conti con una giocatrice napoletana che ha scelto questa delicata fase della partita per dare sfoggio della propria potenza offensiva: Marica Armonia. E’ lei, non gli arbitri, a rispondere colpo su colpo ai tentativi di reazione della Palafiom (16-22).

Ma è destino di questo incontro stimolare palpitazioni anche quando tutto sembra perduto: la Palafiom difende bene e attacca con Michela e con Clara, che chiude un interminabile duello a rete (20-22).
Una diagonale della Iarnone, un mezzo disastro in ricezione e un millimetrico ace della Afeltra, proprio sulla linea, garantiscono all’Ester Napoli la vittoria del set e del primo punto stagionale.
Quarto set
Fast di Clara ed errori napoletani portano la Palafiom subito in netto vantaggio (4-1). Alessandra prova a farlo strano: serve a Silvia un primo tempo rapidissimo. Non funziona, ma l’idea è bella e speriamo di rivedere spesso questo tipo di azione. La Ester Napoli, però, si avvicina e raggiunge il pareggio con un ace della Armonia ed un pallone che resta in sospeso cinque minuti sul nastro prima di atterrare lemme lemme sulla nostra frazione di campo (5-5).
Soffriamo. Iniziamo a temere un crollo psicologico; chissà che il primo set non resti solo una gioia breve ed effimera.
Entrano Rossella per Silvia e Silvietta per Sonia, ma siamo 5-8.
Quando il cielo volge al grigio, riprende a battere il grande cuore della Palafiom, un cuore giovane come Silvietta, che realizza due aces consecutivi e riporta le rossoblù in parità (9-9). Quindici anni e non sentirli.

Le fast non stanno funzionando sempre come dovrebbero (9-11), ma sul servizio possiamo continuare a fare affidamento: ace di Simona (11-11). La Ester continua a tentare allunghi (12-14), ma la Palafiom questa volta non si lascia sorprendere.
Primo secondo tocco riuscito in B2 per Alessandra, attacco vincente di Simona e strepitoso muro di Rossella (18-16).
Napoli ha un break di tre punti e grazie ad un attacco della Viscatale e ad un muro della bulgara Draganova ribalta il 19-17 in 19-20. Poi il nastro aiuta la Palafiom e l’ennesimo cambio di coach Marcello introduce in battuta Ivana. Che serve un ace! Quanto lo abbiamo desiderato questo punto!

L’attacco della Iarnone questa volta resta nella rete e la Palafiom passa a condurre 23-20. Michela prima esagera, poi mette a terra l’ennesimo pallone dalla sua posizione preferita (24-21).
E’ alla nostra epica laterale che sono affidati i palloni che dovrebbero chiudere il set: i primi si infrangono sul muro e agevolano il pareggio della Ester (24-24), il successivo va a segno (25-24). Prova ad attaccare anche Silvietta, che si prende una bella responsabilità, finché alle campane non viene fischiata una (contestata) invasione. E’ il 26-24! E’ il primo punto della Palafiom in B2.
Tie-break
Confermate in campo le vincitrici del quarto parziale con Ivana che a breve rileverà Simona-di-metallo.
Lunghissimo ed avvincente scambio chiuso con successo dalle napoletane, poi Michela compie un salvataggio disperato e il nastro le offre un aiuto insperato (1-1).

Il clima è teso. La grinta e le urla rabbiose delle napoletane vengono interpretate come provocazioni da un pubblico che certamente non è stato particolarmente ospitale. Fra l’altro... non sappiamo chi siamo. Quando c’era un po’ di nervosismo all’Alfieri, al massimo volava qualche frase ironica nei confronti delle avversarie in un clima raccolto e familiare, e tutto finiva lì. Qui le reazioni del pubblico, del nostro stesso pubblico, sono imprevedibili; ancora non conosciamo noi stessi.
Ma le ospiti, da brave meridionali purosangue e coriacee, non si fanno impressionare, guardano il pubblico “negli occhi” e riversano sul parquet la propria carica agonistica.
Marica Armonia e Brigida Viscatale portano le ospiti in vantaggio (2-4), ma Michela pareggia con due attacchi consecutivi dalla “zona Benefico” (4-4). Rabbiosa diagonale di Rossella da posto due e siamo ancora in parità (5-5). Cos’è successo a questa ragazza? Brava lo è sempre stata, ma si direbbe che quest’estate abbia seguito una dieta a base di ferro.
Siamo alla svolta decisiva del tie-break: Armonia tira sul nastro, la pur brava Coppola tocca in modo irregolare, Rossella provoca un buco sul parquet con un primo tempo atomico e Michela completa il break nel modo che le è più congeniale (9-5). Quattro punti che hanno origine dal servizio preciso e insidioso di Alessandra.
Ma c’è ancora da soffrire. Punto Afeltra ed ace Ester (9-7). Michela tira una sventola che è giudicata fuori. Il nostro martello non è d’accordo e quando poi le avversarie sbaglieranno il servizio (10-8), la ragazza dirà qualcosa, tra sé e sé, che contribuirà a farle perdere il premio Nobel per la pace, assegnato al più pacato Al Gore.
I palloni scagliati sulla nostra metà-campo dalle avversarie vengono difesi egregiamente; quelli scagliati fuori... vanno fuori (12-8). Superdifesa di Clara e perentorio primo tempo di Rossella (13-8), poi c’è uno scambio interminabile ed appassionante concluso da Ivana, che non può ancora attaccare come vorrebbe, ma va a segno con un pallonetto che vale quanto una medaglia al valore (14-9).

Sembrerebbe fatta. Sembrerebbe. Ma perché tornarcene a casa quando la notte deve ancora iniziare e può offrire ancora emozioni?
Il primo attacco delle ospiti viene fatto atterrare dolcemente in campo da un errore di valutazione delle nostre. Diciamo che era una prova per verificare la regolarità del rimbalzo del pallone.
Poi, siccome Michela dev’essersi rotta di attaccare da posto quattro, si decide di far chiudere il set a Clara, che è giovane e deve fare esperienza. La piccina impara piuttosto in fretta: il primo pallone va sulla rete, il secondo va lungo (sarà stata l’emozione di giocare in prima squadra...), ma il terzo tentativo va finalmente a segno (15-13).
Un nuovo tassello nel romanzo della Palafiom è stato scritto.

Se nulla potrà lavare dalla memoria questo ricordo, nulla potrà lavare – in senso stretto – le giocatrici. Le docce, la conquista epocale di questa stagione, non funzionano. Non subito, almeno. Mentre sul parquet sono già scese due squadre di basket femminile, arbitrate da una piccina che sembra ancora più piccola di età delle giocatrici, Rossella vaga alla disperata ricerca di una presa dove attaccare il phon, trovandola infine nei pressi di San Giorgio Jonico.
Altri risultati: il primo derby di Puglia se lo aggiudica il Valenzano, che batte nettamente il Manfredonia: 3-0. A proposito, la Vuovolo quest’anno gioca nel Valenzano o nel Manfredonia? Lanciano-Trani 1-3, Aversa-Potenza 1-3, Scafati-Massafra 3-2, Ostuni-Salerno 1-3, Orion Napoli-Manoppello 3-0.
Classifica: Valenzano, Trani, Orion Napoli, Salerno e Potenza 3, PALAFIOM TA e Scafati 2, Massafra ed Ester Napoli 1, Ostuni, Manfredonia, Aversa, Manoppello e Lanciano 0.
Prossimo turno: sabato 20 ottobre si va a Salerno. C’è un posto in macchina per me?
Data storica: oggi la Palafiom esordisce in B2
Ecco il testo del proclama con cui Marcello Presta ha affermato il diritto della Palafiom a giocare in serie B2:

“In serie B2 da oggi, 13 ottobre 2007, c’è la Palafiom. Ne siamo stati forzatamente lontani, ma non abbiamo mai cessato di pregare e di lottare per l’arrivo in questa terra promessa.
Ogni generazione ha tentato di stabilirsi in quella che è oggi la nostra patria e l’ultima generazione di giocatrici vi è arrivata. Faremo fiorire i parquet, rivivremo i nostri schemi, costruiremo le nostre giocate e faremo crescere la nostra comunità aspirando alla salvezza.
La FIPAV ha riconosciuto il nostro diritto a giocare in B2. Questo diritto è irrevocabile; è il nostro diritto naturale a essere indipendenti e sovrani nelle categorie nazionali.
Tendiamo una mano di pace e di buon vicinato a tutte le squadre del campionato e ai loro tifosi, e facciamo appello affinché stabiliscano legami di collaborazione e di lealtà sportiva con la Palafiom stabilitasi nella sua nuova terra. La Palafiom è pronta a compiere la sua parte in uno sforzo comune per il progresso dello sport intero.
Facciamo appello al popolo tarantino affinché si raccolga intorno alla squadra, la sostenga nello sforzo di permanenza in serie B2 e la assista in questa grande impresa per realizzare un’antica aspirazione.”
NOTE:
Liberamente ispirato alla dichiarazione d’indipendenza dello Stato d’Israele del 1948 (beh, poi i rapporti di buon vicinato si sono un po’ deteriorati...)
In anteprima le nuove maglie della Palafiom
Sono arrivate segretamente con un cargo proveniente dalla Cina, dove sono state prodotte, ma ormai questo blog è in grado di svelare con ventiquattr’ore di anticipo il grande mistero dell’estate: le nuove maglie della Palafiom.
Se le tute nere non sono mai state in discussione in ragione dello shock indotto nelle avversarie lo scorso anno, sulle maglie si erano rincorse voci e supposizioni incontrollate.
Le maglie, in effetti, sono ancora custodite gelosamente nel caveau di una banca segreta e nessuno le ha ancora viste, ma il loro disegno è stato trafugato dalla segreteria della società.
Le nuove maglie sono effettivamente bellissime, senza precedenti. Una scelta di colori e di accostamenti estremamente fine e delicata. Il colore di fondo è il marrone, che può essere facilmente associato alla fortuna. Al centro, una striscia verde elettrico, il colore della speranza reso brillante dalla necessità di bilanciare la scarsa illuminazione del Maria Pia. Le maniche sono colorate di azzurro per dare continuità alla tinta principale della scorsa stagione. Bianco il numero; fucsia la scritta con il nome della squadra.
Sono già giunti in redazione i primi apprezzamenti di Giorgio Armani e di Valentino.
Ancora fitto il mistero sui numeri assegnati alle giocatrici e sulle taglie. Avranno preso anche quest’anno tre misure in meno? Giocheranno in maglietta o in bikini? Il mistero sarà sciolto alle 17.30 di sabato, quando le giocatrici inizieranno il riscaldamento in vista del match contro la prestigiosa Ester Napoli (una coppa CEV e tre coppe nazionali nella bacheca campana).

Sta in noi

Someday, girl, I don’t know when, we’re gonna get to that place
where we really want to go and we’ll walk in the sun
but till then tramps like us, baby, we were BORN TO RUN [1]
La Palafiom affronta il primo campionato nazionale della sua storia.
Lo fa, sostanzialmente, con la stessa squadra della vittoriosa stagione in serie C.
C’è una forte schiacciatrice in più, Simona Mucci, che dovrebbe potenziare l’attacco e le percentuali di servizi pericolosi e magari vincenti. E c’è Emanuela Voglino che garantisce una certa esperienza in B2.
In realtà, oltre a Paoletta figliola prodiga, c’è, ci sarà anche una nuova giocatrice che l’anno scorso non c’era, non al proprio posto almeno: Ivana Gallo Ingrao.
Come si può tentare di conquistare la salvezza in un campionato notoriamente ammazza-matricole?

La risposta, secondo il mio parere di profano inesperto, sta nella Palafiom stessa, nella coesione del gruppo e nella voglia delle giocatrici di migliorarsi ancora. Ognuna ha pregi (tanti) e difetti (pochi), che il coach e loro stesse conoscono meglio di chi scrive. L’anno scorso è mancata un po’ di continuità individuale (buone prestazioni personali alternate a partite un po’ sotto le proprie possibilità) e collettiva (quando giocava bene una centrale risultava sotto tono una schiacciatrice o viceversa). E’ questa continuità, unitamente alla salute, che non dovrà mancare in serie B.
Il talento c’è, l’ingegno tattico anche, c’è un po’ di esperienza e ci sono atlete giovani che rappresentano il “tesoretto” di questa società. Non sono arrivate nuove risorse economiche (altri sponsor) e tecniche (giocatrici di categoria, a parte Manu); è dunque il vecchio grande cuore della Palafiom che dovrà colmare la differenza tra la serie C e la serie B2.
Carlo Azeglio Ciampi, da governatore della Banca d’Italia, da presidente del Consiglio (il migliore di tutti, per me), da ministro, da presidente della Repubblica, usava spesso introdurre le frasi con l’espressione “Sta in noi”.
Sta in noi la capacità di entrare in Europa con le carte in regola, sta in noi la forza di risolvere talune emergenze, sta in noi la determinazione per realizzare il progresso del Paese. Era una specie di motto araldico, come rileva il biografo Paolo Peluffi. [2]
Era un modo per responsabilizzare, per non cercare elemosine o alibi esterni, ma anche per affermare la speranza e rafforzare la fiducia: possiamo farcela; dipende da noi, ma è sottinteso che possiamo farcela perché dentro noi stessi abbiamo già le risorse che ci servono.
Credo che “Sta in noi” si adatti bene a questa Palafiom. Non sono arrivate giocatrici della provvidenza o salvatrici della patria. E’ la vecchia Palafiom che deve trovare in se stessa la forza di lottare per restare in B2. Sta alla “vecchia guardia” confermarsi definitivamente un gruppo di grandi giocatrici; sta alle “piccole” crescere ancora più in fretta di quanto già abbiano fatto (encomiabilmente) l’anno scorso perché potrebbe esserci bisogno di loro.

A me fa piacere che siano rimasti (quasi) tutti (uso il maschile perché non mi riferisco soltanto alle giocatrici). Questo era il mio auspicio – lo dissi in tempi non sospetti – perché questa è la squadra che amo.
E sono convinto che il vecchio grande cuore della Palafiom saprà spingere la squadra verso gli obiettivi che si è prefissata.
Forza ragazze, si comincia!
NOTE:
(1) SPRINGSTEEN, B., Born to run, 1975.
(2) Cfr. PELUFFO, P., Carlo Azeglio Ciampi. L’uomo e il presidente, Rizzoli, Milano, 2007, pag. 110.
La foto del presidente Ciampi (a Taranto) è tratta da www.quirinale.it.
Nostalgia canaglia

La nave sta per salpare verso la grande avventura della B2, conquistata con il sudore e la bravura dell’intero popolo della Palafiom (dalle atlete al presidente, dal coach ai dirigenti). Mi sia, però, consentito rivolgere un ultimo sguardo verso la terraferma che stiamo per lasciare.
Non vorrei sembrare mieloso, ma, in occasione dell’avvio del campionato pugliese di serie C, vorrei rivolgere un saluto a tutte le squadre partecipanti con l’augurio di cogliere nel corso della stagione infinite soddisfazioni.
Saluto con particolare affetto, cercando di ricambiare in tal modo anche le gentili attenzioni rivolte in passato a questo blog, l’Azzurra Lecce, il Tuglie, il Putignano, l’Ugento, l’Oria, il San Pietro Vernotico e in particolare, riferendomi alle due squadre brindisine, ringrazio Giorgia e Pierpaola per le parole spese nei riguardi di questo umile sito. Mi hanno davvero fatto piacere.
In bocca al lupo anche al Casarano che purtroppo l’anno scorso ha negato la serie C alla Pirandello Taranto nell’ultimo assalto dei play-off, ma ci gioca Federica e questo basta e avanza.
A me piace pensare alla Palafiom come alla “rappresentante” in serie B2 dell’intero girone B della serie C dello scorso anno e per questo mi permetto anche di invitare tecnici, tifosi e giocatrici delle citate società a venire al “Maria Pia” per sostenere le tarantine nelle occasioni in cui il calendario potrebbe consentirlo.
Rare occasioni, purtroppo. Ho notato che i turni di riposo di C e B2 coincidono e che le squadre che giocano di domenica sono particolarmente distanti.
Questo mi ha indotto ad approfittare della Coppa Puglia per onorare, molto volentieri, un impegno preso. Il risultato di squadra non è stato soddisfacente, ma, sul piano individuale, chi doveva confermare tutte le proprie qualità lo ha fatto ampiamente. La numero uno è sempre la numero uno. Che classe, che grinta, che donna!

In ogni caso – e torno a rivolgermi alle squadre di serie C - la vostra simpatia, la stima nei vostri confronti ed i bei ricordi (indipendentemente dai risultati) legati alla scorsa stagione in tutte le vostre palestre e città, nessuna esclusa, mi inducono a rinnovarvi un grande in bocca al lupo!
Anche la Palafiom dice no all'accordo sul welfare

Dopo la clamorosa spaccatura tra la FIOM e la CGIL, anche le lavoratrici della Palafiom respingono l’accordo sul welfare nato dall’intesa tra governo e sindacati del 23 luglio.
Al termine di un’infuocata assemblea, le atlete hanno diramato un documento che, oltre a bocciare l’accordo, formula proposte alternative.
Esaminiamole nel dettaglio.
Per quanto riguarda la previdenza, le giocatrici della Palafiom chiedono l’inserimento della pratica pallavolistica nelle tipologie di lavoro usurante e dunque con la possibilità di un pensionamento anticipato. Questo è l’unico punto su cui si sono registrate divergenze tra le lavoratrici. Clara è infatti, fortunatamente, contraria. Secondo Michela, è usurante giocare a pallavolo quando la palleggiatrice è Alessandra; secondo Alessandra, è usurante giocare a pallavolo quando la schiacciatrice è Michela.

Ammortizzatori sociali: proposto un periodo di indennità di disoccupazione da 24 a 36 mesi.
Competitività: chiesto un premio-vittoria di 500 euro a testa (200 per le riserve) per ogni risultato utile in campionato, nonché un incentivo al lavoro straordinario per ogni set che finisce ai vantaggi (50 euro a cambiopalla, dopo il superamento dei 25 punti).
Maternità: il periodo di astensione dal lavoro dev’essere retribuito al 100% per un anno, all’ 80% per i successivi tre anni. In occasione dei permessi per malattia dei figli, le giocatrici-madri potranno essere sostituite sul parquet dalle rispettive baby-sitter.
Mercato del lavoro: qui le atlete della Palafiom hanno formulato una proposta in controtendenza rispetto alla FIOM. No al precariato; però ai dipendenti dei call-center rompicoglioni che continuano a violare le leggi sulla privacy dev’essere precarizzata la vita oltre che il rapporto di lavoro.
Coach Marcello, pur apprezzando il piglio sindacale delle atlete, teme che la società, senza un intervento pubblico, non riesca a trovare la copertura finanziaria per soddisfare le richieste delle lavoratrici.
Intanto la CGIL subisce un secondo shock dopo quello causato dalle determinazioni della FIOM, ma intende approfondire le cause del malessere tra i lavoratori.
Le prese di posizione della FIOM e della Palafiom hanno provocato tensioni e malumori anche nella maggioranza, con i partiti della sinistra radicale più vicini al disagio dei metalmeccanici e delle atlete. Il presidente del Consiglio si è comunque detto ottimista sulle possibilità di trovare un accordo sul welfare così come è stato trovato sulla finanziaria, sul salvataggio del pregiudicato Visco e sui magistrati scomodi da ostacolare.

Intanto, però, le lavoratrici della Palafiom hanno indetto uno sciopero per il 20 ottobre. Scenderanno sul parquet, ma incroceranno le braccia a muro.
Caustico il commento di coach Marcello: “Non sarebbe la prima volta; mi è già capitato di notare muri in cui le braccia non erano perfettamente dritte e parallele...”
NOTE:
La foto in alto è di Luca.
I grandi quesiti dell'umanità - 15

Che fine ha fatto l’Oria 2006-’07?
Dove sono Giorgia, Valentina, Minerva e compagnia bella?
Maria Pia, la donna senza qualità
La scuola che ospiterà le partite casalinghe della Palafiom 2007-’08 è dedicata a Maria Pia.
Dovrebbe trattarsi di Maria Pia di Savoia, che nella sua vita non ha fatto una mazza. Nulla di buono, nulla di male. Non ha fatto l’Italia come il padre, Vittorio Emanuele II, però almeno non ha firmato le leggi razziali, non è scappata a Brindisi lasciando l’esercito nel caos, non ha sparato a Dirk Hamer, non è stata nel carcere di Potenza come taluni componenti delle più recenti generazioni della famiglia.
Ma se non ha fatto un tubo, perché le è stata dedicata una scuola?
Perché la Palafiom deve associare il proprio nome glorioso a quello di un personaggio insignificante? Avesse almeno giocato a pallavolo, ma non mi risulta.
Beh, io propongo di avviare una raccolta di firme da trasmettere al Provveditorato (mi ripugna chiamarlo Centro Servizi Amministrativi): dedichiamo la scuola a chi, contrariamente a Maria Pia, vanta meriti storici, morali, etici e finanche epici: Istituto Tecnico Femminile Statale Clara Clemente!
NOTE:
La foto di Maria Pia di Savoia è tratta da http://it.wikipedia.org.
Riconoscimenti

Giornata storica per il volley femminile italiano questa domenica 30 settembre. La pallavolo nazionale sale al vertice d’Europa conquistando un titolo che rappresenta una grande soddisfazione per il movimento sportivo italiano. Speriamo che sia un ulteriore rilancio di immagine per uno sport che fondamentalmente continua ad apparire – e credo ad essere – più pulito di molti altri. Certamente più del calcio marcio, più del ciclismo dei drogati, più dell’automobilismo delle spie.
Più modestamente, nella stessa giornata, è stata celebrata a Pulsano la festa provinciale del volley con la premiazione di tutte le squadre tarantine promosse nelle categorie superiori. In cima alla lista la Palafiom, circostanza che, prima dell’imminente tuffo nel nuovo e impegnativo campionato di B2, mi permette di esprimere l’ennesimo ed ulteriore rallegramento da tifoso. Congratulazioni.

Premiate anche Valentina e Silvietta per la convocazione nella selezione regionale. Saranno famose. Saranno famose a condizione che continuino a sudare in palestra con umiltà, come del resto fanno sempre ed i risultati si vedono dato che diventano sempre più brave.
In serata è arrivato anche il tonante successo della Prisma a Milano ed è l’occasione per un grande in bocca al lupo anche alla squadra ammiraglia del volley pugliese. Ma è l’occasione anche per auspicare un rapido ritorno nei palazzetti di coach Vincenzino Di Pinto, purtroppo inattivo, quest’anno, a causa dell’intervento chirurgico ad un occhio. Il mago di Turi ha reso grande la pallavolo pugliese; lui è il nostro Velasco "fatto in casa". Come tarantini gli siamo grati per tutto quello che ha fatto e Skanderblog gli è virtualmente vicino. In attesa di applaudire le sue squadre dagli spalti quanto prima.
NOTE:
La foto della finale Italia-Serbia è tratta da www.cev.lu.





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