Scoprendo Manoppello

La mia curiosità nei riguardi del paese abruzzese di Manoppello, la località più settentrionale del nostro girone, mi ha indotto a raccogliere informazioni.
Com’è Manoppello? Come si vive? Come è riuscita ad affermarsi in serie B2 la squadra di un paese di 5000 abitanti?
Bene, dall’Arabona Volley Manoppello ricevo e pubblico volentieri l’esauriente e significativo contributo di Verino.
A me sembra una storia molto interessante, di quelle che fanno amare questo sport ancora più intensamente.
Mi ha colpito questa immagine del volley giocato nella piazza del paese e mi ha ricordato l’inizio della carriera di Vincenzo Di Pinto, che a Turi giocava sul selciato di un piazzale nei pressi della via per Conversano prima di diventare uno dei più bravi allenatori d’Italia e il più creativo ai Mondiali del 1998. [1]
Questo è lo sport che mi piace.
E quello che segue è il contributo di Verino, che ringrazio nuovamente, su Manoppello e sull’Arabona Volley:
“Se quest’anno siamo il paese più a nord del girone l’anno scorso eravamo il paese più a sud. Più centro di così?
Il nostro paese è noto come il paese del Volto Santo (il telo con cui la Veronica asciugò il volto di Gesù); per saperne di più si può visitare il sito www.voltosanto.it.

Il nostro paese per estensione è il più grande della provincia di Pescara con un’altimetria che varia da 50 m. a 1400.
La nostra società è nata in una frazione, Manoppello Scalo, ed ha preso il nome Arabona volley dall’abbazia di S.Maria Arabona (www.arabona.it) che domina la Valpescara.
Questi sono pochi cenni storici e geografici adesso posso passare a raccontarvi perché la pallavolo è iniziata nel nostro piccolo paese.
Tutto iniziò nel 1990 quando alcune mamme presero l’iniziativa di fondare una società per poter permettere alle loro piccole di praticare uno sport.
Inizialmente e per i primi anni non facevamo campionati di categoria; avevamo solo il settore giovanile. Queste piccole ragazze avevano un età compresa da 4 a 10 anni (1980-1986) e iniziarono il loro percorso pallavolistico senza alcuna pretesa solo per fare sport e divertirsi con le amiche.
Nessuno avrebbe mai detto che questo gruppo avrebbe portato il paese in una categoria nazionale perché - proprio così - quel gruppo che iniziò nel 1990 per la maggior parte è ancora presente nell’organico della squadra. Molte soddisfazioni sono arrivate negli anni.

Se qualcuno riflette su queste parole magari avrebbe la curiosità di sapere qual è il segreto di tutta questa magnifica favola. Le risposte sono essenzialmente tre:
- un allenatore che ha iniziato ad allenare le ragazze veramente eccezionale con la passione della pallavolo che ha trasmesso sia doti tecniche che il suo amore verso questo sport;
- la piazza del paese perché ha permesso alle ragazze di poter giocare sempre ogni giorno;
- l’unione delle atlete che si conoscono sin da piccole e sono legate da una profonda amicizia sia in campo che fuori.
E’ da sottolineare che queste atlete sono cresciute nel paese praticando questo sport altrimenti per fare qualsiasi altro sport o attività si sarebbero dovute spostare nelle città limitrofe ossia Chieti o Pescara.

Purtroppo Manoppello non ha ancora molto da offrire ai giovani anche se le cose sono cambiate dal 1990 ad oggi. Ad esempio da pochi anni hanno costruito la palestra comunale perché prima eravamo costretti ad andare ad allenarci in un altro paese e disputare anche lì le gare; la piazza è stata modificata e non è più possibile giocarci come si faceva prima ed era elemento importante per la formazione delle atlete infatti non siamo riusciti più a formare un gruppo come quello delle origini anche se il settore giovanile è sempre una risorsa importante della nostra società che ogni anno dà sempre ottimi risultati.
Nella nostra zona industriale si sono insediate industrie multinazionali ma queste non sponsorizzano nascondendosi dietro la casa madre. Come se i loro operai con i loro figli non esistessero. Questo mi fa rabbia perché loro nel nostro territorio fanno business e se le cose vanno male sono i primi a lasciare. Per il resto tutti danno una mano con le loro 50/100 euro ma per raggiungere il budget della B2 bisogna elemosinare e inventarsi tutto e di più.”
Verino
Comunicazione di servizio: il nostro d.s. ci informa che l’orario di inizio di Manoppello-Palafiom, sabato prossimo, è alle 18.00 e non più alle 21.00, grazie ai locali cavalieri che hanno ceduto il parquet alle locali dame.
NOTE:
(1) Cfr. SALVATORE, A., Di Pinto: la pallavolo vincente del Sud, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 10 marzo 2007, pag. 13.
Le foto di Manoppello sono tratte da http://it.wikipedia.org; la cartina dell’Abruzzo da www.italy-weather-and-maps.com.
Da Priscilla la carica per la Palafiom

Questo è il mio primo articolo su skanderblog. Per me, anzi per noi, è una cosa importante, perché ci permette di esprimere tutto ciò che pensiamo sul mondo della pallavolo e dalla nostra società.
Come prova della nostra ammirazione per le ragazze, abbiamo realizzato due striscioni con i quali vogliamo gridare: FORZA RAGAZZE!!! QUESTO E’ IL GRANDE VOLLEY!!!!

Nella partita appena giocata, quando le ragazze facevano riscaldamento, si percepiva la grinta e la voglia di vincere. La partita non ha dato i risultati sperati, ma ciò non deve deprimere la squadra ma renderla più forte perché, oltre al fatto di essere giocatrici brave di una certa esperienza, sono anche il nostro punto di riferimento. Non posso che dirvi, anche a nome delle mie compagne, Buona Fortuna!!! Noi siamo sempre lì a pulire il campo o a segnare i punti, comunque sia, a tifare per voi. Un bacio a tutte!
Priscilla Pisani
Palafiom Taranto-Potenza 0-3

Il verbo usato da coach Marcello per indicare quello che ha fatto il Potenza alla Palafiom è “asfaltare”. Le atlete lucane hanno schiacciato a terra le avversarie rossoblù e ci sono passate sopra per tre lunghi set. Corti, in realtà, ma lunghi come percezione di sofferenza.
Questo è il brutto della B2. In serie C si vinceva sempre e le sconfitte erano una nota di originalità. Nel caso specifico dello scorso anno, peraltro, le sconfitte sono scaturite dopo partite oggettivamente belle e intense. Pazienza; tocca abituarsi. O meglio, bisogna imparare anche ad incassare senza demoralizzarsi quando le sconfitte sono preventivabili. Ed essere pronti a reagire: la sfida a Manoppello vale già quanto quella di Tuglie.

La coreografia delle Under non è riuscita a bilanciare la superiorità di una squadra, quella del Potenza, oggettivamente più forte e destinata ad un campionato di vertice. L’unico difetto delle ospiti sono i numeri sulle maglie: sottili, illeggibili, equivoci. Distinguere il numero sette dal numero uno, ad esempio, è un esercizio utile per essere assunti nel reparto di tiratori scelti dei Carabinieri.
Supermercati Pick Up Potenza in campo con Aurora Avena, Angelica Muscillo, Katia Taddei, Caterina Sinisi, Paola Felicetti, Carmen Vantaggiato e il libero Antonella Micca. In panchina con coach Aniello Caliendo (uno scioglilingua...): Emanuela Sardone, Marianna Santangelo, Valeria Restaino e Antonella Postiglione.
Palafiom con Alessandra Certa, Sonia Tinelli, Michela Benefico, Simona Mucci, Clara Clemente, Rossella Garaguso e il libero Emanuela Voglino. In panchina a sentire da vicino le jastème di coach Presta: Silvia Buso, Ivana Gallo Ingrao, Paola Marcianò, Silvietta Mastandrea e un’eroica Simona Mereu. Valentina Moro affianca il signor Leone al segnapunti.
Primo set
L’inizio non è male. Niente affatto. Simona e Michela portano avanti la Palafiom (2-0), che poi subisce un break di quattro punti (2-4). I cinque minuti di gloria delle rossoblù arrivano adesso: dal 3-5 all’ 8-5 con una rassegna di magie di Rossella (fast, due muri, un pallonetto delizioso). Parte del merito di questo allungo sta anche nel tocco fatato di Alessandra in battuta. Per il resto della partita la nostra palleggiatrice si vedrà costretta ad alzare soprattutto in bagher.

Il controbreak è del Potenza, che infila sette punti di fila portandosi sull’ 8-12. Spettacolare un’alzata della Sinisi che, pur cadendo, ha il colpo di reni per servire la compagna in posto quattro.
Visto che Michela non è ancora entrata in partita e Sonia è ancora bloccata da un male oscuro che le impedisce di mettere la palla a terra (male oscuro alimentato da un libero davvero pregevole come la Micca), le tarantine si affidano alle centrali, ma nel frattempo una travolgente Felicetti scalda la mano con diagonali e lungolinea irresistibili. Clara accorcia il gap (12-18), ma l’azione più bella della Palafiom di questa sera è opera di Valentina. Il tabellone si spegne, ma la nostra laterale assesta un colpetto all’apparecchio segnapunti ripristinandone la funzionalità.

Da certi punti di vista, sarebbe stato meglio non ripristinarlo dato che il punteggio è diventato terribilmente amaro (12-21). Orgoglio Palafiom: muro di Rossella (14-21), attacco di Simona-di-metallo (15-22), ma la nostra difesa fa acqua. Persino Michela è in difficoltà. Rossella realizza il settimo punto personale di questo set (16-24), ma se Simona sbaglia il servizio, uno dei suoi punti di forza, vuol dire che proprio non è serata (16-25).

Secondo set
Dopo l’intervallo, Michela sembra rigenerata e ribatte agli attacchi delle lucane (2-2). Sonia va a segno con un pallone appoggiato in campo avverso e il quarto muro di Rossella porta in vantaggio la Palafiom (5-4).
Potenza reagisce, ma ancora non asfalta perché Clara, respingendo un servizio insidioso, ottiene un punto-culo (6-7) e Sonia riporta il set in parità con un attacco da posto due (7-7). Nuovo vantaggio delle ospiti (7-8), ma adesso la partita è diventata piacevole. Paola Felicetti e Carmen Vantaggiato non cessano di martellare, ma le rossoblù sono ancora in gara: punto di Simona (9-10) e splendido attacco di Michela che si sposta verso il centro per colpire (10-11).

La partita della Palafiom finisce qui. Mani-fuori, ace, diagonali e primi tempi da una parte; solo attacchi inefficaci dall’altra (11-17). Potenza difende a meraviglia. Dentro Silvietta per Sonia, ma la musica non cambia: facciamo punto solo per gli errori delle lucane (12-19). Dentro Silvia per Rossella, ma anche quando riusciamo a superare la rete, Potenza difende tutto (13-23).
Due primi tempi consecutivi di Clara rendono il punteggio meno imbarazzante (15-23). Entra anche Ivana al posto di Simona, ma la Felicetti mette giù una bella diagonale. Michela trova un mani-fuori e un muro (18-24), ma l’ultimo punto è della solita Felicetti (18-25).
Terzo set
Durante l’intervallo Marianna Santangelo è adibita a ventilatore umano per le compagne.

Simona e Clara replicano alle azioni offensive delle ospiti (4-5), ma Vantaggiato e Felicetti hanno fretta di tornare a casa (4-8). Rientra Rossella e Michela prova a tagliare la granitica difesa lucana (7-10); poi Felicetti & Co. non lasciano scampo alla tramortita difesa delle tarantine (10-16). Durante il time-out tecnico, le ospiti trovano modo di ballare il reggae proposto da Pino Russo; d’altra parte il punteggio concede una certa rilassatezza.
Minibreak della Palafiom: errore in battuta e doppia delle potentine, seguiti da un ace di Simona (14-21), ma è un’illusione tardiva. L’asfaltatura prosegue a pieno ritmo, grazie a due muri consecutivi delle ospiti (14-23).
“Sta terra è nostra e nun s’adda tuccà” – sembrano cantare le ragazze di coach Caliendo citando la Nuova Compagnia di Canto Popolare e riferendosi alla propria metà campo, che in effetti non viene toccata spesso dal pallone. [1]

Il tabellone elettronico continua a spegnersi e Valentina colpisce con sempre meno delicatezza l’apparecchio segnapunti. Se si dovesse guastare ancora, temo che lo prenderebbe a calci...
Rossella, top scorer delle rossoblù, realizza il suo decimo punto da posto due (da quella posizione non l’avevo riconosciuta), ma l’onore e l’onere di chiudere il set è nuovamente affidato a Paola Felicetti (16-25).
All’arrivo della troupe di Studio 100 la partita è già finita. Quando li chiamava a rapporto la Di Bello per le interviste quotidiane, scommetto che arrivavano puntuali.
Buona in compenso, anche questa sera, l’affluenza di pubblico; il direttore sportivo ci dirà se è andata bene almeno la raccolta di offerte.
Se lo sport è sano confronto, se lo sport è anche testimonianza di valori positivi, se lo sport è amicizia, allora il cuore disegnato sul retro delle maglie delle lucane andava immortalato. Tanto sentimentalismo viene però compromesso dal malizioso umorismo di una giocatrice che, mentre mi appresto a fotografare la maglia della compagna in posa, puntualizza: “La maglia, mi raccomando...” alludendo a quello che c’è più in basso.

Anche coach Caliendo ha un grande cuore bianco sulla maglietta rossa che indossa. Se non fosse per l’agonismo espresso sul parquet, sembrerebbe una squadra di figli dei fiori. Peace and love...
Beh, mettiamoci alle spalle questa triste serata. Sabato si gioca a Manoppello e sarà una battaglia (sportiva). Io sono fiducioso. Perché so che in battaglia le guerriere della Palafiom non si tirano mai indietro.
E se domani mattina i quotidiani non saranno teneri, la migliore testimonianza di affetto e di incoraggiamento alla squadra verrà da Priscilla e dalle Under (ma ci aggiorniamo a domani sera...).
Altri risultati: Valenzano-Orion Napoli 0-3, Ester Napoli-Trani 1-3, Lanciano-Salerno 3-0, Aversa-Manfredonia 1-3, Scafati-Manoppello 3-1, Ostuni-Massafra 3-2.
Classifica: Trani, Potenza e Orion Napoli 9, Manfredonia, Valenzano, Salerno e Lanciano 6, Scafati 5, PALAFIOM TA, Massafra ed Ostuni 2, Ester Napoli 1, Aversa e Manoppello 0.
Trofeo Bin Laden (multe in euro): Scafati 290, Aversa, Lanciano, Manfredonia, Manoppello, Massafra, Ester Napoli, Orion Napoli, Ostuni, Potenza, Salerno, PALAFIOM TA, Trani e Valenzano 0.
Sangue del nostro sangue: Marcella-Cent. Santulli Aversa 1-3.
Prossimo turno: sabato 3 novembre, Manoppello-Palafiom TA.
NOTE:
(1) NUOVA COMPAGNIA DI CANTO POPOLARE, Briganti si mora. Personalmente, però, prendo le distanze da una canzone che non giova all’unità nazionale.
Il libero suona sempre due volte
Dopo esserci occupati delle infortunate altrui, è assolutamente doveroso rivolgere un incoraggiamento alle infortunate di casa nostra, Valentina e Simona, e avvolgerle in un ideale abbraccio.
La giovane schiacciatrice non ha ancora superato i problemi alla gamba sinistra, mentre per il secondo libero della Palafiom si attende la risonanza magnetica che dovrebbe chiarire la natura del dolore alla mano destra. Le condizioni della mano della nostra promettente giocatrice sono ancora un mistero, ma le origini dell’infortunio sono documentate.
Qualcuno ricorderà l’avvio della brutale scena erotica del film Il postino suona sempre due volte, quando Jack Nicholson approccia Jessica Lange con una possente ed improvvisa pacca sul... lato B della ragazza.
Beh, a Salerno, durante il riscaldamento, Simona Mereu ha fatto qualcosa del genere su Simona Mucci, non proprio consenziente, turbando la concentrazione e lo stretching del nostro martello. La foto è eloquente:

Siccome, però, la Mucci è davvero di metallo (e ne sa qualcosa anche la Montemurro), la povera mano della Mereu ha subito un trauma piuttosto rilevante rischiando di sbriciolarsi.
E così, nell’arco di una sola serata, la Mucci ha involontariamente spedito due giocatrici in infermeria.
Se, però, lo scontro con la palleggiatrice campana è dipeso da una disgraziata e fortuita azione di gioco, l’incidente alla mano della Mereu si poteva evitare.
La prossima volta lasciate in pace Simona-di-metallo mentre fa stretching...!
I grandi quesiti dell'umanità - 16

Un po’ di par condicio dopo aver maltrattato Prodi...
L’onorevole Mele è il deputato dell’UDC indagato per la nottata a base di cocaina e prostitute in un albergo. La vicenda destò un certo sconcerto, tenuto anche conto delle battaglie contro la droga e di quelle a difesa della famiglia condotte dalla Casa delle Libertà (le uniche che riterrei condivisibili, ma trovo aberrante che a sostenerle siano Berlusconi e Casini, i cui assetti familiari non sono proprio coerenti e che, a rigor di catechismo, non potrebbero neanche farsi la comunione nonostante il loro sbandierato cattolicesimo di facciata).
Scrisse molto saggiamente Magda Terrevoli, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità: “Sono stanca delle due facce della stessa medaglia dell’ipocrisia. Tutti pronti a filosofeggiare, a furbettizzare sui comportamenti, mai nessuno disponibile ad assumersi responsabilità. La rigidità sul giudicare comportamenti si scioglie, miracolasamente, quando sono proprio loro ad assumerli; guerra alla prostituzione salvo poi ricorrervi e naturalmente far ricadere sulla donna la definizione di tentatrice, guerra alle posizioni di apertura nei confronti delle unioni civili innalzando il vessillo dell’unicità ed indissolubilità del matrimonio salvo poi praticare allegramente adulterio, guerra alle droghe senza se e senza ma, salvo poi lasciarsi andare a qualche innocente sniffatina”. [1]
La Gazzetta del Mezzogiorno di ieri ci informa che le analisi tossicologiche (di parte) dell’onorevole Mele escludono l’assunzione di cocaina da parte del deputato. Dall’esame dei capelli non sarebbero state riscontrate tracce di cocaina, sostanza che dunque sarebbe stata “soltanto” ceduta alle accompagnatrici (il che è anche peggio dell’uso personale).
Ma... un momento!... Io la faccia dell’onorevole Mele me la ricordo...
L’onorevole Cosimo Mele è quello della foto qui affianco.
Non sono state trovate tracce di cocaina nei capelli. Ma – mi chiedo – in quali capelli...?
Sono state trovate tracce di capelli nell’onorevole Mele...?!
NOTE:
(1) TERREVOLI, M., Io donna, offesa dall’onorevole Mele, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, 1^ agosto 2007, p. 2.
La foto in alto è tratta da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 25 ottobre 2007, pag. 2; La foto dell’onorevole Cosimo Mele è tratta da www.camera.it.
"Vegeta da un anno; la Palafiom salvi mio marito"

L’appello è disperato ma preciso. Una donna in lacrime chiede un miracolo alla Palafiom. Il marito è in stato comatoso da oltre un anno ed i tentativi dei medici di rianimarlo non hanno sinora avuto esito.
Ma la donna ha un’ultima carta da giocare. Prima legge su un quotidiano della signora salentina che ha chiesto a Del Piero di parlare al figlio in coma, un ragazzo appassionato tifoso del campione juventino. Poi ricorda che il marito è un sostenitore entusiasta della Palafiom e decide di lanciare un appello.
La donna si chiama Flavia Prodi, è bolognese ma risiede a Roma. Suo marito svolge un importante incarico nella pubblica amministrazione, ma dal 18 aprile 2006 non dà segni di vita.
“Eppure – spiega la signora Prodi – mio marito aveva tanti progetti, tante idee, tanta voglia di fare. Addirittura aveva scritto un promemoria di 277 pagine con una serie di buoni propositi da attuare nell’arco di cinque anni. Ma gradualmente è caduto in uno stato di catalessi. Un po’ sono stati gli amici a dargli tanti dispiaceri: sempre a litigare, sempre a casa nostra in cerca di poltrone da scaldare, di banche e di assicurazioni da acquisire, di giudici da allontanare. Quando poi mio marito Romano si è rivisto nella videoregistrazione di un programma a cui aveva partecipato, abbiamo avuto il colpo di grazia: è caduto in un sonno profondo e non c’è stato verso di risvegliarlo.
Ma Romano – prosegue Flavia Prodi – è un grande tifoso della Palafiom. Si informava sempre sui risultati e quest’anno, approfittando delle trasferte in Campania e in Abruzzo, avrebbe voluto assistere a qualche partita. Ha una grande stima del presidente della Polisportiva, mentre l’allenatore da un po’ di tempo gli sta sulle palle. Sono sicura che se qualche giocatrice si accostasse al suo capezzale, gli parlasse, gli schiacciasse una pallonata addosso, lui potrebbe riprendersi.”
“Non è un’ipotesi campata in aria – conferma il dottor Guido Ottolenghi, che ha in cura Romano Prodi nel Centro Specialistico Gravi Letargie – E’ già capitato che pazienti in coma si siano risvegliati a seguito della forte emozione scaturita dall’ascolto di una voce affettivamente significativa o che rivestiva per loro un’importanza eccezionale. Ed anche il colpo in testa di una schiacciata, se attuato da un interlocutore qualificato, potrebbe stimolare le funzioni cerebrali temporaneamente assopite.”
La Polisportiva Palafiom ha comunicato che non resterà insensibile alla richiesta di aiuto della signora Prodi.
In attesa di far visita al tifoso ammalato, una laterale avrebbe già inciso una registrazione su un’audiocassetta che tuttavia si è ritenuto opportuno non inviare all’ospedale: “Ouh! Svegliati! Meh, datti una mossa, sarchiapone! Ouh! Svegliati, ‘ngule a sorata! Mena, mortade’! Svegliati e fai qualcosa di buono una volta tanto! Ouh, mi senti? Mi senti?! Cu’ te stoch’ a parl’! Mo ti stampo ‘na schiacciata ‘nfront’...”

La società, trovando i contenuti del messaggio un po’ troppo irriguardosi, ha delegato l’incarico alla palleggiatrice, che tuttavia ha consumato un’audiocassetta da 90 minuti pronunciando soltanto dodici parole. Troppo poche per stimolare la ripresa delle attività neurologiche del signor Prodi.
L’incarico di incidere il nastro è stato allora affidato alla capitana Silvia Buso.
NOTE:
La foto di Flavia Prodi è tratta da www .whitehouse.gov.
Salerno-Palafiom Taranto 3-1

Il primo viaggio del Gruppo Vacanze Palafiom avviene sul pullman della Ghironda, “rassegna d’arte e cultura popolare dei cinque continenti”. La forma d’arte più promossa, soprattutto nel viaggio di ritorno, sarà il cabaret, grazie alla performance di Emanuela con le sue imitazioni.
Però anche Mary, impegnata a sfilarsi gli stivali con l’aiuto di Silvia dalle 10.40 alle 12.15, si è conquistata l’apprezzamento del pubblico.
Ci fermiamo in un autogrill Api non lontano da Eboli. Tutti si fermano a Eboli. Dopo esserci indebitati per un pranzo che costava quanto un ricevimento matrimoniale, troviamo il modo di recuperare i soldi: Michela si ferma a giocare a carte con gli addetti alla pulizia dei gabinetti, togliendo loro i guadagni di un’intera giornata. Purtroppo quella di Michela a carte resterà l’unica vittoria della giornata.
Ancora più avvincente è la ricerca del palazzetto dello sport costruito nel vecchio stadio Vestuti di Salerno. Arrivati nel centro della città campana, chiediamo ad un passante:
“Lei è di Salerno?”
“Sì”
“Sa dov’è lo stadio Vestuti?”
“No, non sono di qua”...
Anche le badanti rumene interpellate poco dopo non sono in grado di fornirci indicazioni utili. Sempre meglio di quel – ...censura... – che ci spedisce allo stadio nuovo piuttosto che a quello vecchio.
Beh, la panoramica del lungomare di Salerno è indubbiamente suggestiva, ma il lungomare è più lungo di tutta la Puglia e Marcello inizia a dare segni di insofferenza.
Pino si fa più scaltro e prima di arrivare alla domanda decisiva, preferisce analizzare l’attendibilità dell’interlocutore:
“Lei è italiano? Vive stabilmente a Salerno? Mi mostra un certificato di residenza? Andava allo stadio venti anni fa? Conosce la differenza tra lo stadio Vestuti e lo stadio Arechi? Ha la licenza elementare? Conosce, dunque, la differenza tra vecchio e nuovo? E’ correttamente orientato spazialmente e temporalmente? Mi mostra qual è la destra qual è la sinistra?”
Per poi passare alla domanda chiave:
“Come diavolo si arriva allo stadio Vestuti?!”
Trovato finalmente lo stadio, il coach resta sul pullman per fornire le ultime indicazioni alle atlete, mentre l’autista e gli accompagnatori vanno a prendere un caffé al bar. Dopo un quarto d’ora, notiamo sul pullman strani movimenti ed è una fortuna perché se fossimo entrati direttamente nel palazzetto, la squadra sarebbe rimasta chiusa dentro il bus fino a notte fonda.
Oltre al palazzetto, nel recinto del vecchio stadio hanno dato spazio ad un Ufficio Anagrafe del Comune. Buon per le atlete locali che, se si scordassero i documenti, si potrebbero far rilasciare in tempo reale carte d’identità o attestati sostitutivi.
Durante il riscaldamento Paoletta rischia di distruggere le telecamere delle emittenti locali.
L’Autoluna Nissan Salerno schiera Rossana Montemurro in regia, Antonella Cataldo opposto, l’argentina Gisela Scialacomo e la brasiliana Andreira De Almeyda laterali, Silvia Renna e Valentina Borrelli centrali, Marianna Granozio libero.

La Palafiom Taranto, priva della capitana Silvia Buso e di Valentina Moro, scende sul parquet con Alessandra Certa, Sonia Tinelli, Michela Benefico, Simona Mucci, Clara Clemente, Rossella Garaguso e Manu Voglino. In panchina: Ivana Gallo Ingrao, Silvietta Mastandrea, Paola Marcianò e Désirée Fiore.

Primo set
Bella partenza delle rossoblù (oggi più blù che rosse) che con una fast di Clara, una pipe di Sonia e un muro di Michela si portano sull’ 1-5, ma Salerno recupera fin troppo in fretta (6-6). L’equilibrio permane sino all’11-11, ottenuto da un ace di Simona Mucci, poi Antonella Cataldo fa spiccare il volo alla squadra locale (17-12). Salerno difende bene e blocca i tentativi di attacco dai lati delle nostre bocche di fuoco; peraltro l’ex-massafrese Gisela Scialacomo è in serata di grazia e contribuisce ad incrementare il vantaggio (20-14).
Qui si verifica la scenetta che di solito mi piace tanto: sostituzione con la nuova entrata che va a servire. E sbaglia.
Se dalle bande non riusciamo a passare, per fortuna al centro abbiamo qualche altra carta da giocare (oltre a quelle giocate da Michela in autogrill...) e per fortuna Rossella conferma il proprio stato di forma. Un suo ace riaccende la speranza (20-17), ma Gisela la rispegne con una diagonale ed una pipe morbida (22-17).

Primo tempo di Clara (22-18), muro di Clara su Silvia Renna (22-19), ma muro, ahimé, anche su Simona-di-metallo (23-19), De Almeyda da posto quattro (24-19), fast di Clara (24-20), ma Valentina Borrelli realizza un bel punto da posto due e chiude il primo parziale (25-20).
Secondo set
Equilibrato l’avvio del secondo set, ma in difesa commettiamo qualche errore grossolano (2-2). Michela, Rossella e Simona offrono alla Palafiom un piccolo vantaggio (4-6), ma è un intelligente secondo tocco di Rossana Montemurro a riportare il match in parità (8-8). Ale stasera si risparmia questo tipo di azione, però il suo punto lo realizza a muro (9-11).
Nuovamente pari per colpa di una difesa un po’ distratta (15-15), riusciamo ad essere più incisivi in fase d’attacco. Bella diagonale di Simona, ace di Sonia e poi Michela realizza un punto disperato da posizione difficile (17-19). Per Marcello è il classico punto-culo; però ciò non toglie che sia stato spettacolare.

Ivana rileva Simona e Michela non si ferma più (otto punti solo in questo parziale): mani-fuori, seguito da un fallo di posizione salernitano. Siamo 17-21. Quando sembra aprirsi la strada verso la gloria, la gioiosa macchina da guerra della Palafiom s’inceppa. Complici la Cataldo e la Di Santo (bella prestazione; questa sera il mago dei cambi è stato coach Esposito), il Salerno riacciuffa le rossoblù (21-21). Però non è ancora finita: Mani-fuori di Michela e invasione campana (21-23). Ulteriore break di quattro punti delle locali, grazie a due muri su Michela e ad un attacco della Scialacomo da posto quattro (25-23). Ora è finita.
Terzo set
E’ finita la seconda frazione, perché anche nella terza la Palafiom c’è. I servizi al salto di Simona Mucci questa sera hanno fatto danni nel terreno avversario: due aces e incoraggiante vantaggio tarantino (0-4).

A parte la sofferenza sui servizi della lizzanese d’oro, il libero campano Marianna Granozio ha disputato una partita eccellente e la difesa locale si riorganizza. Meno eccellente è stata la partita di Sonia, sostituita da Silvietta sul 3-4.
I nostri martelli continuano ad andare a segno, ma sul 6-8 Simona-di-metallo si scontra sotto rete con la palleggiatrice campana, circostanza non priva di conseguenze. Breve interruzione e minuti di ansia per la sfortunata Montemurro, costretta a lasciare il parquet in favore di Rosaria Palumbo.

Primo tempo di Clara, mani-fuori di Simona, doppia della nuova entrata ed ulteriore punto della Mucci dopo che la Scialacomo è stata finalmente difesa. Siamo 6-13 con Salerno in evidente difficoltà e Simona che non si ferma più. Un altro fallo della Palumbo, una fast di Rossella, una diagonale di Michela ed un muro a uno della nostra centrale manduriana innalzano le rossoblù (11-19). Travolgente diagonale della Mucci-che-vogliamo ed azione offensiva di Rossella dal centro; siamo al massimo vantaggio (11-21).

Coach Esposito chiama un time-out ed incarica Gisela di interrompere la caduta libera (13-21). Le padrone di casa sembrano aver superato il momento difficile (anche sul piano emotivo, bisogna dare atto), ma la Palafiom è a distanza di sicurezza (17-23). Peraltro Simona continua ad attaccare con efficacia e Clara chiude il set con un pallone sporco (17-25).
Quarto set
Clara ha chiuso il terzo set e Clara apre il quarto (0-1), ma mentre il Salerno si è riorganizzato con la Palumbo sempre più sicura e la Di Santo sempre più determinata, la Palafiom si spegne. Silvietta trova le mani del muro avversario (4-4), Simona non ha esaurito le munizioni (6-5), ma la nostra difesa è in difficoltà. Peraltro Manu e Clara entrano in rotta di collisione; sul pullman compileranno la constatazione amichevole del sinistro, ma non dev’essere piacevole affrontare il coach nel time-out tecnico (8-6) dopo un episodio del genere.

Ancora meno piacevole dev’essere affrontare l’ira di Marcello dopo gli ennesimi attacchi di Di Santo (11-6), Cataldo e Scialacomo (18-11), intervallati da pochi punti tarantini e qualche errore di troppo.
Torna Sonia, rientra Ivana, ma la Palafiom è spenta. Black-out totale.
Al Salerno basta amministrare, contenendo l’accenno di rimonta disperata di Clara e Michela (24-19) e chiudendo il parziale con un attacco di Giorgia Di Santo, protagonista del set ed autrice del punto finale (25-19).

Strano sport la pallavolo: si può passare dalla possibile conquista di tre punti alla sconfitta da zero punti in base a pochi episodi o, meglio, a particolari fasi della partita. Se la Palafiom non si fosse fatta rimontare nel secondo set, forse a quest’ora parleremmo di una vittoria piena e non ci sarebbe neanche nulla da contestare. Parimenti, è indubbio che non si possa obiettare nulla rispetto alla vittoria piena del Salerno. Tra i tanti meriti delle campane, forse il più significativo è quello rappresentato dalla capacità di riorganizzarsi e di superare lo shock emotivo per l’infortunio alla palleggiatrice titolare.

Alla Palafiom resta la consapevolezza di aver conteso il risultato di una partita ad un’avversaria particolarmente qualificata. E sono due partite su due che ci giochiamo (quasi) fino in fondo. Non siamo spaesati in B2. Ma ora servono punti. Ne servono almeno sei nelle prossime tre partite (Potenza, Manoppello, Manfredonia).
Non è stata una partita difficile per loro, ma di solito ci accorgiamo degli arbitri quando vengono contestati. Il fatto che stasera sia andato tutto liscio come l’olio e che non ci siamo quasi accorti della loro presenza credo che dipenda anche da una gestione ineccepibile dell’incontro.

Per il viaggio di ritorno, prendiamo in ostaggio Silvia Renna e Gisela Scialacomo in modo tale da uscire da Salerno senza perderci. Quale forma di compensazione per la sconfitta vorremmo fregare le mozzarelle di bufala alla Scialacomo, ma purtroppo la laterale argentina resta sveglia per tutta la durata del viaggio. Se le mozzarelle restano un desiderio inappagato, all’autogrill le atlete della Palafiom fanno scorta di panini, patatine, wafers, cantuccini, ecc., al punto che sentirò nitidamente la Renna osservare con un certo stupore: “Ma avete preso di tutto...!”
Mangiamo per dimenticare. [1]
Altri risultati: Massafra-Orion Napoli 0-3, Manfredonia-Ostuni 3-1, Manoppello-Valenzano 1-3, Ester Napoli-Lanciano 1-3, Trani-Aversa 3-0, Potenza-Scafati 3-0.
Classifica: Valenzano, Trani, Salerno, Potenza e Orion Napoli 6, Manfredonia e Lanciano 3, PALAFIOM TA e Scafati 2, Massafra ed Ester Napoli 1, Ostuni, Aversa e Manoppello 0.
Sangue del nostro sangue: Marianna-Castelfidardo 3-2, San Giorgio del Sannio-Marcella 2-3.
Prossimo turno: sabato 27 ottobre, Palafiom TA-Potenza nella palestra del Maria Pia, via Galilei 27, ore 18.00.
NOTE:
(1) Cfr. VAZQUEZ MONTALBAN, M., Assassinio al Comitato Centrale, Feltrinelli, Milano, 2005, pag. 62.
Tengo a precisare che le battute sull’infortunio della Montemurro sono volte, come è nello stile di questo blog, a sdrammatizzare e non certo ad irridere l’atleta che è incorsa in questo doloroso e sfortunato incidente. A Rossana, anzi, rinnovo l’auspicio di un’immediata guarigione.





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