Blitz dell'ispettorato del lavoro al Palafiom

Peggio che in Pakistan, peggio che nei laboratori cinesi clandestini. La conferenza stampa degli ispettori del lavoro di Taranto, convocata d’urgenza, evidenzia una situazione allarmante.
Non si fa riferimento ai soliti camerieri stagionali di ristoranti sulla litoranea né a badanti prive di contratto. Gli ispettori dell’Ufficio del Lavoro, accompagnati dai carabinieri, hanno compiuto un vero e proprio blitz al palazzetto di via Golfo di Taranto, indirizzati sul posto da una telefonata anonima.
Qui hanno trovato le atlete di una squadra di pallavolo sottoposte ad esercizi vessatori, come spiega il capo degli ispettori: “Alcune ragazze di questa sedicente Polisportiva Palafiom correvano già da venti minuti, altre erano impegnate nella sala attrezzi. E siamo al 20 agosto, con temperature e tassi di umidità ancora elevati. Soltanto nella Germania Est gli atleti erano sottoposti a torture di questo genere. E l’allenatore si è persino lamentato dicendo che per lui gli allenamenti avrebbero dovuto iniziare già ai primi di giugno...”
E’ stato anche sequestrato un tappetino gigantesco (circa 90 m2), le cui funzioni non risultano ancora chiare agli inquirenti. Ci si interroga su una misteriosa scritta individuata sul tappetino: “Rullate V.M.”.

Oltre alle giocatrici della Palafiom, nel palazzetto c’erano anche gli atleti della Prisma Volley di Vincenzo Di Pinto, vecchia conoscenza dell’ispettorato visto che a suo carico figurano numerosi precedenti specifici.
Ma c’è dell’altro. In un sottoscala sono state individuate alcune lavoratrici, tutte minorenni, intente a cucire palloni di volley, esattamente come nelle fabbriche asiatiche di note multinazionali.

“La B2 comporta spese rilevanti e da qualche parte, per esempio dai palloni, bisogna iniziare a risparmiare” – si sarebbe giustificato il presidente della Polisportiva.





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