Le docce, finalmente!
La palestra del Maria Pia non è proprio il massimo: le pareti andrebbero imbiancate, la posizione è periferica, le foto – non so perché – vengono più sfocate del solito, c’è un certo disordine per via degli attrezzi sparsi nell’area di gioco, il parquet non è perfetto come quello dell’Alfieri e il peggior ricordo della scorsa stagione è legato proprio a questo posto.
Però, oggettivamente, è la scelta più appropriata. L’Alfieri non aveva neanche un posto a sedere e il Palafiom sarebbe stato troppo dispersivo.
Addio, dunque, scuola media Alfieri, teatro di tante epiche imprese e di faticosi allenamenti. Il giardino era praticamente innaffiato con il sudore delle atlete. Quante volte quel cancello è stato scavalcato da Simona & Co.?
Ma al Maria Pia c’è comunque un grande vantaggio: qui le docce ci sono. Ed al fine di aumentare l’audience di questo blog, stuzzicando gli istinti più triviali, pubblico in esclusiva una foto scattata di nascosto alle atlete della Palafiom mentre si facevano la doccia dopo l’allenamento di ieri...

Il libero mercato dei titoli sportivi

Partendo dal precedente post, ma anche dall’esperienza della nostra città, vorrei fare alcune riflessioni su una caratteristica della pallavolo, forse anche di altri sport.
Le emozioni e le soddisfazioni che ci regala da qualche anno la Prisma Taranto Volley nascono dall’acquisto di un titolo sportivo, se ricordo bene quello del Parma. La squadra emiliana giocava in A1, non ha potuto iscriversi al campionato per problemi suoi, l’avvocato Bongiovanni ne ha acquistato il titolo sportivo e in serie A1 è comparsa la Prisma.
La cosa, nello specifico, ci fa piacere e bene ha fatto il presidente a utilizzare una prassi legittima e diffusa.
Ma in linea di principio quella dell’acquisto del titolo sportivo a me sembra una pratica aberrante. In ogni categoria.
Perché il titolo del Parma in A1 o del San Giorgio Jonico in C o di qualunque altra squadra in qualunque categoria deve poter essere venduto al miglior offerente come in un mercato rionale? Se una squadra non può iscriversi, il suo posto dovrebbe essere preso dalla prima delle possibili ripescate, cioè da chi sul campo si era conquistato una posizione preferenziale sulle altre.

E’ come se uno si licenziasse o andasse in pensione e dicesse: beh, cedo il mio “titolo lavorativo” a mio cugino Pinuccio. Come se uno vincesse un concorso, poi rinunciasse e cedesse il “titolo concorsuale” al proprio vicino di casa. Come se un consigliere comunale dimissionario non lasciasse il seggio al primo dei non eletti ma a chi acquistasse il “titolo consiliare”.
La vendita dei titoli sportivi mi sembra una prassi inopportuna, come la wild card. Il potere del mercato prevale sulla giustizia. Il liberismo economico annulla i meriti tecnici. Mica è giusto.
San Giorgio: un miraggio chiamato palazzetto

Nella foto sopra c’è forse l’ennesima cattedrale nel deserto: il palazzetto di San Giorgio Jonico.
Non è carino farsi i fatti degli altri, ma l’impiantistica sportiva è una questione cruciale secondo molti addetti ai lavori, da coach Marcello al neoassessore allo sport del Comune di Taranto, e quindi è un problema che riguarda tutti.
Spesso gli impianti mancano o sono in stato di grave trascuratezza.
A volte, però, gli impianti ci sono e sono nuovi, belli e funzionali. Ma non ci si può giocare lo stesso. E questo fa ancora più rabbia.
E’ il caso della nota controversia Prisma-CONI-Palamazzola.
E’ il caso del nuovo palazzetto di San Giorgio Jonico, che è ancora più significativo perché lì il problema non riguarda professionisti, ma società dilettantistiche, giovani praticanti, cittadini.
La squadra di volley di serie C, se anche non si fosse ritirata cedendo il titolo sportivo ad una società barese, non avrebbe potuto utilizzare il nuovo e scintillante palazzetto nei pressi delle Tagghiate, inaugurato pochi mesi fa in “una data storica e memorabile per San Giorgio Jonico” per “essere fruibile anche da cittadini e società dei centri limitrofi”. [1]

Dopo 25 anni e 5 miliardi di vecchie lire spesi, pare che non si possano installare i pali che sostengono la rete a causa del ridotto spessore del parquet e il presidente della Volleyball Players ha espresso tutto il suo comprensibile sconforto. L’eventualità di continuare a giocare nella... piscina del Maria Pia è una delle ragioni che lo avrebbero indotto a ritirare la squadra dalla serie C, circostanza che addolora e che fa riflettere tutti gli sportivi tarantini.
Tutto questo nell’indifferenza di un’amministrazione troppo impegnata a rassegnare le solite dimissioni-farsa (da ritirare entro 20 giorni), l’unico sport realmente gradito e sempre più praticato da taluni sindachetti.
Il nuovo palazzetto rischia, dunque, di candidarsi ad ennesima cattedrale nel deserto; altro che “centro pulsante della vita dei quartieri”, come auspica il presidente del Centro Sportivo Italiano, Edio Costantini, riferendosi all’impiantistica sportiva, che andrebbe liberata “dai laccioli delle cattive gestioni, delle esclusive, degli egoismi”. [2]
Amma viste...
NOTE:
(1) OCCHINEGRO, A., Palazzetto dello sport e piscina diventano realtà, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, ediz. di Taranto, 14 gennaio 2007, pag. 7.
(2) COSTANTINI, E., Il diritto allo sport che migliora la nostra vita, “Avvenire”, 7 luglio 2007, pag. 32.
La foto di Edio Costantini è tratta da www.csibrindisi.it.
Blitz dell'ispettorato del lavoro al Palafiom

Peggio che in Pakistan, peggio che nei laboratori cinesi clandestini. La conferenza stampa degli ispettori del lavoro di Taranto, convocata d’urgenza, evidenzia una situazione allarmante.
Non si fa riferimento ai soliti camerieri stagionali di ristoranti sulla litoranea né a badanti prive di contratto. Gli ispettori dell’Ufficio del Lavoro, accompagnati dai carabinieri, hanno compiuto un vero e proprio blitz al palazzetto di via Golfo di Taranto, indirizzati sul posto da una telefonata anonima.
Qui hanno trovato le atlete di una squadra di pallavolo sottoposte ad esercizi vessatori, come spiega il capo degli ispettori: “Alcune ragazze di questa sedicente Polisportiva Palafiom correvano già da venti minuti, altre erano impegnate nella sala attrezzi. E siamo al 20 agosto, con temperature e tassi di umidità ancora elevati. Soltanto nella Germania Est gli atleti erano sottoposti a torture di questo genere. E l’allenatore si è persino lamentato dicendo che per lui gli allenamenti avrebbero dovuto iniziare già ai primi di giugno...”
E’ stato anche sequestrato un tappetino gigantesco (circa 90 m2), le cui funzioni non risultano ancora chiare agli inquirenti. Ci si interroga su una misteriosa scritta individuata sul tappetino: “Rullate V.M.”.

Oltre alle giocatrici della Palafiom, nel palazzetto c’erano anche gli atleti della Prisma Volley di Vincenzo Di Pinto, vecchia conoscenza dell’ispettorato visto che a suo carico figurano numerosi precedenti specifici.
Ma c’è dell’altro. In un sottoscala sono state individuate alcune lavoratrici, tutte minorenni, intente a cucire palloni di volley, esattamente come nelle fabbriche asiatiche di note multinazionali.

“La B2 comporta spese rilevanti e da qualche parte, per esempio dai palloni, bisogna iniziare a risparmiare” – si sarebbe giustificato il presidente della Polisportiva.
La brasiliana Rosaninha completa il sestetto della Palafiom

Mi manda Felizardo.
Che i rapporti di buon vicinato tra la Prisma e la Palafiom fossero proficui lo sapevamo e se n’era già parlato sulla stampa locale e su questo stesso blog. Ma così tanta grazia non ce l’aspettavamo.
Rosana Isabel Patricia de Souza Cardoso Mendes Amaral Felizardo, detta fortunatamente Rosaninha, è la schiacciatrice che mancava alla Palafiom per completare il roster. L’atleta di Belo Horizonte è la sorella di Renato Felizardo, il centrale brasiliano della Prisma Taranto, trasferitosi da quest’anno a Cuneo dopo una stagione ad altissimo livello nella squadra rossoblù.
“Io ho preferito restare a Taranto – ha detto la 22enne brasiliana – perché mi sono affezionata a questa città e soprattutto perché sono appassionata di beach volley, disciplina che qui posso praticare ma che in Piemonte mi sarebbe preclusa. E poi si sa che a Cuneo non sanno guidare.
Qui a Taranto, peraltro, potrò continuare il mio lavoro in Dada: in città è mancata l’acqua per dieci giorni, la spazzatura viene raccolta quando capita, c’è un dissesto da 900 milioni di euro, ma almeno c’è la banda larga”.
Da Dada.net ci si attendeva una sponsorizzazione e invece è arrivata una manager in posto quattro. A giudicare dalla foto, diciamo che non è il caso di rammaricarsi...
Particolarmente soddisfatto coach Presta, che affronterà la serie B2 con una vera e propria multinazionale (oltre alla brasiliana, sono arrivate la rumena Dimitrescu e la fragagnanese Tinelli).
La campagna-acquisti a questo punto può considerarsi conclusa e per la Palafiom si prospetta una stagione all’insegna del volei-bailado, non solo sui tavoli delle pizzerie ma anche sul parquet.
“Sulla bandiera brasiliana c’è scritto Ordem e progresso – prosegue coach Presta – Io vorrei ordine in campo e progresso in classifica. Con il rientro di Ivana sono fiducioso per il progresso, ma mi sa tanto che l’ordine ce lo possiamo scordare...”
NOTE:
L’immagine della bandiera brasiliana è tratta da http://it.wikipedia.org.
In cerca di sponsor - 5

Caro Cesare Ragazzi,
vabbè, è anche inutile che ti spieghi perché sarebbe gradita ed appropriata una tua sponsorizzazione per la Palafiom.
Quale migliore testimonial del nostro coach potrebbe promuovere i tuoi miracolosi prodotti per la crescita dei capelli?
Ed oltre al tuo nome nelle cronache sportive dei quotidiani, nei palazzetti dell’Italia meridionale, nei siti internet che si occupano di pallavolo, ti forniamo anche un’efficace pubblicità già bella e pronta (vedi sotto): prima e dopo il trattamento.
Basta che scuci 50mila euro.


NOTE:
La foto di Cesare Ragazzi è tratta da www .cesareragazzitrieste.it
La Palafiom ingaggia una nuova banda

La campagna-acquisti della Palafiom è stata un ritocco alla squadra che l’anno scorso ha brillantemente conquistato la promozione. Su un assetto tecnico estremamente valido sono state aggiunte soltanto un paio di giocatrici adatte alla nuova categoria.
L’organico adesso è quasi completo ma coach Marcello, forte della travagliata esperienza della scorsa stagione, caratterizzata da numerosi infortuni, vuole allungare la panchina.
Oltre a Michela, Silvia, Anna e Valentina, conviene tutelarsi con una quinta banda. All’appello della società tarantina hanno risposto in molte, ma sembra che la più titolata a tesserarsi per la Palafiom sia la Banda Municipale di Gagliano Inferiore.

“Stiamo definendo i dettagli dell’accordo – spiega coach Presta – ma credo che ormai con il procuratore non vi siano più ostacoli. Quella di Gagliano Inferiore è una banda esperta e duttile, in grado di adattarsi rapidamente ai nostri ritmi. Fisicamente sta bene; il fiato non le manca. Sarà utilizzata in avvio di partita per stordire le avversarie da posto quattro, ma poi si accomoderà in panchina lasciando spazio alle titolari.
L’unica incognita è rappresentata dalla capacità della nuova banda di interagire con le trombette tradizionalmente usate dalla nostra tifoseria, ma sono certo che anche da questo punto di vista non vi saranno note stonate.”
Idoli da quattro soldi

Uno dei motivi per cui le lenzuola degli ospedali sono sporche, le rette degli asili-nido sono stratosferiche, i tribunali non hanno la carta per le fotocopie, gli autobus passano ogni tre quarti d’ora, i servizi sociali non risolvono i problemi dei cittadini, è costituito dall’evasione fiscale. Per colpa di gente come Valentino Rossi (sospettato di aver evaso 43 milioni di euro) allo Stato mancano quelle risorse che potrebbero e dovrebbero essere reinvestite in servizi pubblici.
Nel 2002 il noto centauro marchigiano avrebbe dichiarato 500 euro annui...! Ma come si fa a tifare o addirittura a idolatrare questo signore? Com’è possibile che gli organi di informazione non additino come cattivo esempio, diseducativo e immorale, un personaggio del genere?
E’ la stessa storia dei calciatori filmati con le flebo o dei ciclisti drogati: se vincono un mondiale o una grande competizione non sono più truffatori, anzi non lo sono mai stati.
C’è poi il fenomeno dei furbastri (non solo sportivi) che trasferiscono all’estero la propria residenza nell’indifferenza generale. Rossi ha scelto Londra, ma molti prediligono Montecarlo, classico paradiso fiscale: Giancarlo Fisichella, Mario Cipollini, Alberto Tomba sono soltanto alcuni nomi.
Continuare a considerarli italiani è una forzatura visto che dal nostro Paese traggono benefici senza assumersi oneri e senza contribuire ai bisogni della comunità nazionale. Dovrebbero gareggiare per le Nazionali di Montecarlo, non per quelle italiane. E se praticano sport individuali, al loro nome non dovrebbe più essere associato il tricolore, ma la bandiera in cui hanno eletto la residenza fittizia per fare i furbetti.
Altro pessimo esempio arriva dal calcio con Francesco Totti che annuncia la decisione di rinunciare alla Nazionale. Poverino, troppi impegni. Si stanca per l’Italia ma non per il club che lo riempie di milioni. Lui non è un evasore fiscale, né un cittadino monegasco. Sul piano della decenza e dell’attaccamento al Paese è evidentemente un apolide; la sua vera cittadinanza resta nel Paese dei profitti e delle barzellette.
Michela, Ivana, Alessandra, giocatrici tutte, promettete che quando arriverete in Nazionale non trasferirete la residenza a Montecarlo...
NOTE:
Le foto di Valentino Rossi e degli euro sono tratte da http://it.wikipedia.org
La foto di Fabio Cannavaro che ride mentre si fa le flebo è tratta da www.gazzetta.it
Visto per voi: All you've got - Unite per la vittoria

Grazie alla segnalazione di Fabio e Ivana, mi sono procurato ed ho visto All you’ve got – Unite per la vittoria, il recente film di Neema Barnette, l’unico sul mondo del volley.
In effetti, non è un film che segnerà la storia del cinema: retorico, prevedibile, tendente al melenso, milaeshiroso. Però agli appassionati di pallavolo offre spunti interessanti, soprattutto se si confronta il contesto del film con la nostra realtà. Ed è quello che intendo fare con questa personale recensione cinematografica.
Siamo a Los Angeles. Si affrontano le squadre di due scuole superiori: le Phantoms per la Cathedral High School e le Madonnas, selezione della Madonna Accademy.
Le Phantoms sono tutte ispaniche. Le Madonnas si chiamano così per non essere insultate; chi dovesse farlo incorrerebbe nel reato di bestemmia. Sono tutte alte e bone e giocano con le maglie rosa; sembrano il Manfredonia 2005-’06.
Dopo una prima carrellata di frasi retoriche (“Dimentica l’ultima partita e concentrati su questa”, “Mai commettere lo stesso errore due volte”, “Non farti fregare; questo è importante”, “Fatti sentire, stai pronta, mettici grinta”), ci si avvia verso un palazzetto nel cui ingresso ci sono le gigantografie delle atlete. E questo può essere un primo suggerimento per l’Alfieri: una sorta di Hall of Fame con le gigantografie delle campionesse entrate nella storia del club, da Marianna Masoni ad Alessandra Passaro.
Nel palazzetto ci sono bar e negozi per il merchandising.
In uno di questi negozi Gabby Espinoza, la protagonista, e Lauren McDonald si contendono un paio di mutande rosse e deve intervenire Laila Alì, la figlia di Cassius Clay, a sedare il litigio.
Cosa ci azzecchi Laila Alì con la pallavolo è un mistero.
I rituali prepartita: le Madonnas si ispirano al Parabita Under 16 e battono ritmicamente le mani sul parquet; le Phantoms si prendono a pugni per scherzo (!).
Al posto dello speaker c’è un dj. Anche qui prendiamo nota; noi potremmo contattare Attilio Capilli.
Sul 14-12 la bionda delle Madonnas mura da posto quattro dopo aver servito e dopo aver precedentemente tentato di schiacciare dalla stessa posizione. Sarà cambiato il regolamento.
Comunque sia, vincono le Phantoms dopo un incontro in cui le giocatrici hanno sfottuto le avversarie con frasi e gesti provocatori, che se li facessero a Nardò non uscirebbero vive dalla tensostruttura.
Finita la partita, si passa al privato. Dialogo tra due Phantoms:
“Come va con il tuo ragazzo? Ho sentito che viene a tutte le partite”.
“Per forza: è il mio ragazzo!”
Vallo a spiegare alle atlete della Palafiom...
Il padre di Gabby, vigile del fuoco, regala alla figlia un’immaginetta della Madonna, quella vera. A me era venuta un’idea simile dopo le elezioni comunali: il “santino” di un politico da nascondere nello spogliatoio delle avversarie per condizionarne il rendimento facendo scendere anche loro al minimo storico.
Va a fuoco il liceo delle Madonnas e nell’incendio muore il padre di Gabby. Che coincidenza... Soprattutto se si tiene conto che il rapporto ideale vigili del fuoco/abitanti dovrebbe essere di 1/1.500 e che Los Angeles, con 3.800.000 abitanti, dovrebbe avere oltre 2.500 vigili del fuoco. Mminz’ a tanta pompieri, muore proprio il padre di Gabby e muore proprio lì.
Del signor Espinoza alle Madonnas non gliene può fregare di meno, ma per tre di esse si pone il problema della scelta della nuova scuola dove frequentare l’ultimo anno. Sarah Mason e Taylor Cole, le attrici, in realtà hanno 23 anni; si vede che sono pluriripetenti.
Sono interessanti i criteri di scelta del nuovo istituto: le ragazze valutano in base all’entità delle borse di studio (equivalenti al reddito complessivo dell’intera carriera della Piccinini) oppure alle prospettive di carriera sportiva. A Taranto si sceglie in base all’agibilità degli edifici e l’esistenza stessa di una palestra, sia pure disastrata e con una corda al posto della rete, è già un elemento soddisfacente.
Alla fine le tre Madonnas, guarda caso, vanno a studiare proprio alla Cathedral High. Qui fanno un po’ le zoccole, ma come rendimento nelle materie scolastiche restano delle cernie.
Per loro fortuna in questa scuola regna l’anarchia. Alla docente che chiede un teorema di matematica si può rispondere “No grazie” oppure “Puoi chiedermelo tra un po’?”. Se avessi risposto io così a qualunque insegnante del Ferraris, mi sarei ritrovato col 7 in condotta ed una sospensione di 20 giorni.
Iniziano gli allenamenti e la lotta per conquistarsi un posto da titolare in squadra, oltre che i fidanzati della concorrenza.
Il coach ha la stessa pettinatura di Marcello, ma è più abbronzato e pesa 300 chili in più.
Oltre all’estetica, ci sono altre analogie tra le Phantoms (integrate dalle ex-Madonnas) e le ragazze della Palafiom: trasformano gli allenamenti in una discoteca e seguono lo stesso regime alimentare.
Basti pensare alle ciambelle al cioccolato divorate negli spogliatoi. Marcello le avrebbe strozzate; il coach californiano, con i suoi 300 chili, non può obiettare nulla.
Colpo di scena: anche a Los Angeles c’è una squadra di gemelle. Le due americane, all’ingresso in campo, emettono ruggiti che sembrano rutti; le sorelle Liguori sono molto più garbate.
Vince la squadra delle gemelle grazie anche ad una palleggiatrice che fa i secondi tocchi creativi come Paoletta.
Contrariamente al resto del mondo, qui si giocano set da 15 punti; nessuno ha informato la regista che dal 1999 c’è il rally point system.
Il padre di Lauren inteferisce continuamente con tutti gli allenatori della figlia fino a provocare la reazione esasperata della ragazza.
Come reagisce, invece, alle sconfitte coach Harlan?
Come Marcello nel derby nefasto, scaglia il bloc-notes a terra, ma rispetto al mago di via Golfo di Taranto dice meno parolacce e punta su tecniche motivazionali a metà tra il Tai Chi Chuan e il bignami di Paulo Coelho: “Siamo una squadra. Dovete cominciare a sentire la passione. Voglio sentire la passione. Voglio sentirla”.
Lauren soffia a Gabby un fidanzato che ha i capelli costantemente inzippàti perché usa gel in quantità industriali; al posto del pettine usa la cazzuola.
Quando si discute delle questioni sentimentali? A scuola? Nei locali? Per strada? Macché, durante i time-out...!
A parte i time-out in cui si fa salotto, è anomala anche la condotta delle giocatrici sul parquet. Le squadre avversarie si insultano, si sfottono, stanno mezz’ora a litigare senza che gli arbitri battano ciglio. “Questo è poco ma sicuro: vi prendiamo a calci in culo!” è uno degli slogan urlati in coro. Nei provvedimenti disciplinari della nostra FIPAV non ho mai trovato nulla di simile.
Prima della semifinale, Becca, la palleggiatrice di riserva, mette il Guttalax nella bottiglia di Gabby, la titolare.
Luana, per fortuna, non sarebbe andata oltre lo Zabov nel cappuccino di Alessandra.
Gabby ne risente già durante il riscaldamento, ma le compagne pensano che abbia cambiato spacciatore. Come Marcello a Corsano, interviene il coach, che, per evitare problemi con l’antidoping, decide di non far giocare Gabby. Quest’ultima protesta per tre ore e non so se il nostro coach sarebbe stato così tollerante.
Ma come Luana con l’Oria, anche Becca si mostra all’altezza e le Phantoms conquistano la finale.
Che strano: le Phantoms sembrano tutte attrici prese in prestito da Baywatch, mentre le avversarie sono racchie e sputano per terra. “Dovrai salire molto in alto per respirare aria più fresca della mia” – dice un’avversaria a Gabby alludendo probabilmente all’alito pesante.
Non vi racconto come termina l’incontro finale. Dico solo che gli arbitri erano gli stessi di Massafra-Palafiom di due anni fa e che in palio c’erano le mutande rosse di cui si era fatta garante Laila Alì ed un viaggio a Tahiti messo a disposizione dallo sponsor Artea.
NOTE:
La locandina del film è tratta da en.wikipedia.org; le altre immagini sono tratte da All you’ve got – Unite per la vittoria, regia di Neema Barnette, Paramount MTV, 2006.
Ecco il calendario: a Manoppello il 3 novembre

Sono stati ufficializzati i calendari della serie B2. La Palafiom inizierà il campionato in casa il 13 ottobre e lo chiuderà, sempre in casa, il 3 maggio (rispettivamente contro la Ester Napoli e contro il Lanciano). E questo fa piacere. Fanno meno piacere le due trasferte di seguito alla terzultima e alla penultima giornata (Valenzano e Trani).
Ventidue partite si giocano di sabato, quattro di domenica (Potenza, Napoli, Ostuni, Trani).
Gli orari più particolari coincidono con le trasferte più impegnative: nella mitica Manoppello si giocherà alle 21, a Lanciano alle 20.30, ad Aversa alle 19.30.
Le pause. Tutta una tirata fino a Natale, poi due sabati “vacanti” sino alla ripresa del 12 gennaio. Pausa anche il 1^ marzo e il 22 marzo.
Il mio compleanno l’hanno scorso fu rovinato dalla Tempesta; quest’anno facciamo in modo che non siano le gemelle a darmi un dispiacere.
Zaby torna all’Alfieri (all’Alfieri...?) da avversaria l’8 marzo. Da avversaria ma sempre da amica.
Se il prossimo inverno durerà 91 giorni (dal 21 dicembre al 20 marzo), la metà esatta dell’inverno sarà al 46^ giorno, ossia il 4 febbraio. Bene, è proprio la settimana in cui la Palafiom sarà a Potenza, il capoluogo di regione più alto d’Italia, nel periodo in cui la temperatura media lì è di 6 gradi. Meno male che la pallavolo si gioca al coperto.
|
N |
giorno |
ore |
partita |
|
1 |
sab 13 ott |
18.00 |
PALAFIOM TA - ESTER NAPOLI |
|
2 |
sab 20 ott |
18.00 |
SALERNO – PALAFIOM TA |
|
3 |
sab 27 ott |
18.00 |
PALAFIOM TA - POTENZA |
|
4 |
sab 3 nov |





Ultimi commenti