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Illy Willy ci scrive

di skanderbeg69 (14/06/2007 - 16:35)

Ho ricevuto una lettera che, sebbene vagamente aggressiva e minacciosa, sento il dovere morale di pubblicare. Ecco il testo completo:

Sono Illy Willy, vi ricordate di me?

Ci siamo incontrati a Corsano, all’uscita della pizzeria “Fuego”. Fu amore a prima vista, almeno in apparenza.

“Che bel cane – mi dicevate – quant’è tenero, portiamocelo a Taranto... Teniamolo con noi!”

Quante carezze!

E io, scemo, che ho creduto al vostro affetto... Credevo che le mie sofferenze di cane randagio stessero per terminare. Credevo di aver trovato un tetto, del cibo caldo, una grande famiglia, tanti amici.

Guardate com’ero felice nelle foto. Soprattutto in quella qui sotto...

Vi ho seguito fino alla macchina, mi sono infilato dentro, vi ho implorato con lo sguardo quando ho capito che mi avreste abbandonato di nuovo. E ho corso dietro le ruote delle vostre automobili. Ho corso, corso, corso, fino a Lecce, come un disperato.

Poi mi sono fermato sperando che il vostro repentino cambiamento d’idea fosse dovuto alla mancanza di spazio in auto. Magari qualcuno sarebbe tornato a prendermi il giorno dopo.

Ma il giorno dopo è trascorso invano ed anche altri giorni. Settimane.

Poi ho pensato: magari torneranno a prendermi se vincono il campionato; so quanto siete scaramantici nel mondo dello sport. Ma niente.

Mi sono rassegnato. Forse non hanno la possibilità di tenere un cane – ho pensato tornando alla mia vita di stenti, di calci in culo e di rifiuti da spolpare.

E adesso cosa vengo a sapere? Che avete preso quel bastardo di mio cugino, Robin.

Ma l’avete visto? Appena sente dei passi, va a nascondersi in segreteria quell’imbecille. Bell’acquisto avete fatto. Un cagnolino cacasotto che pensa solo a mangiare. Traditori! Bastardi!

Ha ragione Shakespeare quando fa dire a Celia: “I giuramenti di un innamorato non han più forza che la parola d’un oste. Sono entrambi soltanto conferma di conti imbrogliati”. [1]

        (...CENSURA...)

Illy Willy

 

NOTE:

(1) SHAKESPEARE, W., Come vi piace, Atto III, Scena IV.

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