In cerca di sponsor - 3

Spett.le Dada,
siete una delle più brillanti aziende della new-economy. E la Palafiom è una delle più brillanti squadre della pallavolo pugliese. Uniamo le nostre forze; siamo nati per intenderci.
Su questo blog (un blog Dada, ovviamente) si alternano le cronache delle partite con commenti o interviste. Tutto il materiale è originale (testi, foto, disegni); soltanto alcune foto sono acquisite da terzi previo consenso oppure citando la fonte.
La pallavolo è uno sport che vanta migliaia di praticanti, è uno sport popolare come diffusione, ma al tempo stesso è praticato e seguito da persone con un livello di istruzione superiore ad altre discipline, persone solitamente in grado di utilizzare le nuove tecnologie.

Sui quotidiani locali la Palafiom, indicata con il nome del proprio sponsor, vanta mediamente uno o due passaggi settimanali giocando in serie C. Nella categoria superiore è prevedibile qualche ulteriore menzione sugli organi di informazione.
Affrontando squadre di altre regioni, lo sponsor sarà menzionato anche fuori dalla Puglia dagli organi di formazione locali delle province e delle regioni delle nostre prossime avversarie. Si tratta di regioni meridionali, mercati emergenti ed in espansione. Come Bangalore.

La società sportiva Palafiom è una società sana, che investe sui giovani (anche quest'anno è stata campione provinciale Under 16), che non è mai stata protagonista di episodi disdicevoli.
E poi, oltre alla pubblicizzazione del marchio Dada attraverso la squadra, ci sarebbe quello che potremmo definire “l'esempio concreto”, il traino del mio blog Dada. Un blog creativo, un blog con 190 post in 10 mesi, 870 immagini, non un blog che si limita a proporre foto e video (magari di tette, culi, veline, pettegolezzi e gol) con il copia e incolla.
Sponsorizzateci!
NOTE:
Il lodo Dada è tratto da http:// dada.dada.net.
In cerca di sponsor - 2

Cara Rossana Di Bello,
“cara” nel senso che ci sei costata cara. E’ inutile stare a ripetere quello che penso di te. Hai rovinato una città, hai rovinato persino la speranza nel futuro di un’intera generazione.
E per quello che ti riguarda, hai già subìto una condanna in appello a 16 mesi di carcere con pena sospesa per l’inceneritore. Ricorrerai in Cassazione e fino ad allora non potremo ufficialmente definirti delinquente (“colui che commette uno o più reati”) anche se è chiaro a tutti che quel ricorso punta soltanto ad arrivare all’impunità della prescrizione.
Sei imputata per i bilanci falsi del Comune, sei indagata per la gestione del parco Cimino, sei indagata per le proroghe degli appalti. Un tuo stretto collaboratore, leader della lista “Con Di Bello”, è stato arrestato dalla Procura Distrettuale Antimafia per corruzione elettorale aggravata dalla finalità di agevolazione mafiosa.
Mentre la città iniziava a confrontarsi con le drammatiche conseguenze della tua scellerata gestione del Comune (volevo dire “della cosa pubblica” ma mi viene da ridere), tu hai avuto il coraggio di sbatterle in faccia una gioielleria Cartier in pieno centro.
Qualche giorno fa la magistratura ha posto sotto sequestro alcuni dei tuoi beni. Prima che ti ritirino anche il passaporto, hai una tardiva opportunità per fare due opere buone: liberare la città dalla tua irritante e strafottente presenza e regalare alla Palafiom la gioielleria.
Il tuo nome sulla maglia non sarà mai gradito, però lo sponsor Cartier potrebbe andar bene.

Vi ricordate quando prima del derby Tempesta-Palafiom le giocatrici di coach La Fratta regalarono un fiore ciascuna alle nostre? Bene, io già immagino le giocatrici della Palafiom che, prima di ogni partita, regalano orologi Cartier alle avversarie.
Che figurone.
NOTE:
La foto del lancio di uova contro la gioielleria del marito della Di Bello è di Todaro ed è tratta dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ediz. di Taranto, 26 novembre 2006, pag. 1.
La foto del derby Tempesta-Palafiom è di G.Leva ed è tratta dal Corriere del Giorno del 14 novembre 2006, pag. 21.
In cerca di sponsor - 1
La serie B2 è impegnativa non solo sul piano tecnico, ma anche sul piano economico. Servirebbero nuovi sponsor. Da oggi, rivolgo ad aziende che reputo adatte a contribuire ai bisogni dell’amata Polisportiva Palafiom una richiesta di sponsorizzazione. Cominciamo dalla Costa Crociere.

Cara Costa Crociere,
siete, con il gruppo Carnival, l’azienda leader mondiale del settore. Le vostre 16 navi, compresa la nuova imponente ammiraglia Dea Serena, solcano i mari europei per condurre fortunati passeggeri nelle mete più ambite del continente e dintorni: Baleari, Tunisia, Provenza, Egitto, Grecia, Norvegia e altre ancora.
Le vostre crociere sono allietate da ogni comfort, dal ristorante alla piscina, dalla discoteca all’animazione per i bambini.
Io, veramente, ho navigato solo nell’Adriatico, tra Otranto e l’Albania, tra Spalato e le Marche, tra il Montenegro e Bari, sugli stessi catorci utilizzati dalla famiglia di zingari che chiedevano l’elemosina in via Acton qualche anno fa e dunque non posso valutarlo direttamente. Però ci credo.
A luglio di quest’anno festeggiate un milione di clienti.
Dunque, cosa sono per voi 50mila euro?
In cambio, aggiungendo una crociera quale premio-salvezza (ma stavolta veramente...), farete felici un gruppo di ragazze ed otterrete due o tre passaggi settimanali gratis sui quotidiani locali per tutta la durata del campionato. Non dico che dovete portare la squadra a Sharm el Sheikh come ha fatto la Stamplast San Vito; vanno bene pure le Isole Cheradi.

Cuneo ha portato bene all’Alpitour; la stessa Taranto ha portato bene al Club Vacanze. Non vorrete lasciare il grande mercato del volley (oltre 200mila praticanti, più parenti, amici, colleghi, ecc., ed escluso fidanzati, che, come sappiamo, non se ne fregano niente) alla concorrenza?
E vi dirò di più. Nel dialetto tarantino, per dire “fatti da parte”, si usa l’espressione “fatt’ a ‘na cost’”.
Io, che pure odio la réclame, sono disposto a farvi pubblicità subliminale sul mio blog e su Forzaragazze.it scrivendo, ad esempio, che la nostra Michela gioca di COSTA e non di banda. E simili.
NOTE:
La foto della nave è tratta da www .shipz.com
Illy Willy ci scrive
Ho ricevuto una lettera che, sebbene vagamente aggressiva e minacciosa, sento il dovere morale di pubblicare. Ecco il testo completo:

Sono Illy Willy, vi ricordate di me?
Ci siamo incontrati a Corsano, all’uscita della pizzeria “Fuego”. Fu amore a prima vista, almeno in apparenza.
“Che bel cane – mi dicevate – quant’è tenero, portiamocelo a Taranto... Teniamolo con noi!”
Quante carezze!
E io, scemo, che ho creduto al vostro affetto... Credevo che le mie sofferenze di cane randagio stessero per terminare. Credevo di aver trovato un tetto, del cibo caldo, una grande famiglia, tanti amici.
Guardate com’ero felice nelle foto. Soprattutto in quella qui sotto...

Vi ho seguito fino alla macchina, mi sono infilato dentro, vi ho implorato con lo sguardo quando ho capito che mi avreste abbandonato di nuovo. E ho corso dietro le ruote delle vostre automobili. Ho corso, corso, corso, fino a Lecce, come un disperato.
Poi mi sono fermato sperando che il vostro repentino cambiamento d’idea fosse dovuto alla mancanza di spazio in auto. Magari qualcuno sarebbe tornato a prendermi il giorno dopo.
Ma il giorno dopo è trascorso invano ed anche altri giorni. Settimane.
Poi ho pensato: magari torneranno a prendermi se vincono il campionato; so quanto siete scaramantici nel mondo dello sport. Ma niente.
Mi sono rassegnato. Forse non hanno la possibilità di tenere un cane – ho pensato tornando alla mia vita di stenti, di calci in culo e di rifiuti da spolpare.
E adesso cosa vengo a sapere? Che avete preso quel bastardo di mio cugino, Robin.

Ma l’avete visto? Appena sente dei passi, va a nascondersi in segreteria quell’imbecille. Bell’acquisto avete fatto. Un cagnolino cacasotto che pensa solo a mangiare. Traditori! Bastardi!
Ha ragione Shakespeare quando fa dire a Celia: “I giuramenti di un innamorato non han più forza che la parola d’un oste. Sono entrambi soltanto conferma di conti imbrogliati”. [1]
Illy Willy
NOTE:
(1) SHAKESPEARE, W., Come vi piace, Atto III, Scena IV.
Terzo colpo di mercato della Palafiom

E’ Sonia Tinelli il terzo colpo di mercato della Palafiom. L’opposto di Fragagnano non ha bisogno di presentazioni: ha l’esperienza della giocatrice matura, ha il fisico di un opposto di peso, ha qualità tecniche adatte per la B2, ha doti umane che ne favoriranno l’integrazione nello spogliatoio.
Cresciuta nella Pallavolo Fragagnano, la Tinelli è balzata in pochi anni dalla C2 alla B2. Dopo il fallimento della società del paese natale, il neoacquisto della Palafiom si è trasferito a Castellana Grotte (serie B1) e in seguito a San Giorgio (serie C), a San Vito dei Normanni (serie C e serie B2), a San Pietro Vernotico (serie B1), a Oria (serie B2) e infine a Castellaneta (serie C).
Un curriculum di tutto rispetto – come si può notare – interrotto soltanto lo scorso anno, quando la Tinelli ha deciso di concedersi un anno sabbatico. L’opposto di Fragagnano ha accantonato la pallavolo per dedicarsi alla ricerca spirituale nel monastero di Magliano sul Basento. L’incontro con Anderson l’ha distolta dal misticismo riavvicinandola alla pallavolo.

Ma di quanto tempo avrà bisogno per recuperare la piena forma fisica?
“Questo non è un problema – assicura coach Presta – dal momento che già nel corso della stagione 2006-’07, pur non avendo mai giocato, la Tinelli si è allenata con noi. Non molto, giusto quattro o cinque volte, ma tanto è bastato per rassicurarci sul suo stato di forma.”
NOTA:
La foto delle monache è tratta da www .aug.org.
Volley e cinema

Grazie all’aiuto dei lettori, tempo fa siamo riusciti a scoprire l’identità misteriosa di Livio Tempesta.
Adesso rivolgo un altro appello: in quali film, italiani ed esteri, si parla di pallavolo o ci sono scene legate a questo sport?
Cinema e sport sono due mondi che separatamente possono regalare grandi emozioni, ma difficilmente nascono capolavori dalla loro unione. A parte il pugilato (Toro scatenato, Rocky, Million dollar baby), non si ricordano film che siano riusciti a valorizzare le altre discipline, nonostante l’impegno di molti bravi registi. Ci sono stati bei film in cui taluni sport hanno avuto un ruolo marginale o magari anche un ruolo rilevante, senza però che si riuscisse a valorizzare la spettacolarità o le emozioni peculiari degli sport stessi.

Le foto di questo post sono tratte da L’amico di famiglia di Paolo Sorrentino, uno dei migliori registi italiani contemporanei, già autore di due splendidi film, L’uomo in più e Le conseguenze dell’amore.
La pallavolo femminile, giocata in un cortile di Latina, accompagna i titoli di testa de L'amico di famiglia. Poi affiora per qualche altro istante quando il turpe protagonista, un usuraio interpretato da Giacomo Rizzo, si affaccia per osservare il gioco dalla finestra. Più che dal gioco, l’anziano protagonista sembra attratto dalla dirompente bellezza delle giovani atlete (anche ne Le conseguenze dell’amore Sorrentino ha affrontato il tema dell’attrazione tra un uomo di una certa età ed una ragazza).
A parte qualche secondo di beach-volley in Notte prima degli esami, io non ricordo altro. Ma se qualche lettore ha notato la pallavolo in altri film, sia pure in modo marginale, le sue segnalazioni saranno molto gradite. Grazie.
Un gigante rumeno per la Palafiom

Se Anna Locaputo era da tempo nel mirino di coach Presta, la nuova centrale della Palafiom rappresenta una di quelle casuali circostanze della vita che spesso cambiano il destino delle persone. E magari delle squadre.
Marina Dimitrescu è nata 21 anni fa a Bucarest, in Romania. Sin da piccola ha giocato a pallavolo nelle società della propria città, favorita da una statura oggi impressionante: un metro e novantasei centimetri. Centrale titolare del Rapid Marfa Bucuresti, la Dimitrescu è approdata nella nazionale rumena all’età di 19 anni, disputando sette partite.
Poi sono sopraggiunti gravi problemi familiari. La madre della Dimitrescu è venuta a lavorare in Italia come badante, prima a Napoli, poi a Martina Franca, infine a Taranto. Pochi mesi fa Marina ha ottenuto un permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare. Difficoltà burocratiche le impediscono di modificare i motivi del permesso di soggiorno, ma la giovane rumena si è attivata per reperire lavori saltuari. Sistemate le esigenze economiche, Marina ha deciso di riprendere a giocare a pallavolo ed è stata lei stessa a contattare la società di via Mar Grande dopo essersi informata delle squadre cittadine mediante la stampa locale.
Per la Dimitrescu si tratta di un trampolino di lancio, un’occasione per essere notata da società di categorie superiori. Per la Palafiom, sebbene vadano risolti alcuni ostacoli di natura burocratica, è una manna dal cielo: un talento naturale, una giocatrice con esperienza internazionale (a costo zero...) che sembra quasi un lusso per la B2. Un gigante straniero di 196 centimetri per puntare verso traguardi ambiziosi.
Bilancio etico del blog

Il “bilancio etico” di un anno di blog presenta alcuni risultati favorevoli e molte zone d’ombra.
Non ho mai dovuto fare ricorso alla censura dei commenti (tranne in un paio di circostanze, una delle quali estranea al mondo della pallavolo e relativa alle presunte pratiche sessuali preferite da una giocatrice di basket).
Ho ricevuto privatamente una garbata critica rispetto ad un episodio avvenuto in Palafiom-Trepuzzi (un’invasione di piede) e la critica - ne abbiamo dato atto - si è rivelata esatta perché avevo scritto una fesseria.
Le atlete della Palafiom mi pare che non abbiano mai espresso disagio o irritazione per battute o vignette. E ne hanno subìte tante; quindi le ringrazio ancora per la loro capacità di sopportazione.

Alcuni tesserati di altre società (Azzurra Lecce, Oria, Tuglie, Manfredonia) hanno usato questo blog per inviare congratulazioni, ringraziamenti o apprezzamenti e se questo strumento ha favorito la nascita o il rafforzamento di relazioni amichevoli, ne sono particolarmente felice.
Ma ci sono anche le note dolenti.
Un’altra garbata critica ha riguardato il fotomontaggio in cui il volto dell’opposto dell’Oria ha sostituito quello di Aldo Moro. A me, però (ed ho il conforto di alcuni lettori), non è sembrato oltraggioso nei confronti della memoria dello statista pugliese e quindi il fotomontaggio resta lì.
Mi dispiace, invece, che un risentimento del tutto legittimo sia stato espresso a mesi di distanza quando magari un’email o un commento riservato (i commenti li filtro io quindi basta chiedere di non pubblicarli) avrebbero potuto favorire un chiarimento e soprattutto mi avrebbero impedito di perseverare in una condotta discutibile. Veramente avrei dovuto arrivarci da solo; invece ho aggiunto danno al danno e adesso mi sento davvero una cacca per avere causato risentimento e irritazione con una superficialità vergognosa.
Le critiche inducono sempre a riflettere, spesso a riconoscere gli errori, ove possibile a cercare la riconciliazione (che in questo caso non sarà possibile, mio malgrado, e quindi devo limitarmi alle scuse pubbliche non potendo farle in privato). Resta, adesso, il problema della riparazione del danno. Che in apparenza sembra scontata (cancellare le cattiverie) ma adesso può essere interpretata come ulteriore atto di ostilità (cancellare le prove).
Le diffide, invece, non le accetto da nessuno.

Un commento che ci accusava di aver offeso una squadra avversaria (il Corsano) è pervenuto, ma onestamente nell’articolo “incriminato” non ho trovato nulla che fosse offensivo, anzi ho trovato solo complimenti alle atlete della squadra avversaria in questione. Né - dalle informazioni che ho ottenuto - mi risulta che sia successo qualcosa di spiacevole sul parquet tra le giocatrici. Alla mia richiesta di chiarimenti non è seguita alcuna risposta e quindi considero il caso archiviato. Dev’essere stato un malinteso.
Mi pare, più in generale, di aver usato ogni cautela quando ho menzionato le avversarie, tranne le due eccezioni di cui parleremo fra poco (Massafra e Tempesta). Anzi, se c’è qualcuno che dovrebbe offendersi sono le giocatrici della Palafiom. La maggiore confidenza nei loro confronti mi porta talvolta a sottolineare i loro errori, a prenderle un po’ giro, a sollevare rilievi critici anche quando vincono. Il rispetto dovuto alle avversarie mi induce, invece, a scrivere che tutte le avversarie sono brave, sono belle, giocano bene, anche se perdono 25-5 giocano “con dignità”. Cose che, quando le scrivo, le penso veramente; il fatto è che spesso non aggiungo anche gli elementi di criticità. Il risultato paradossale è che la Palafiom ha meritatamente vinto un campionato, eppure, a leggere le mie cronache, sembra quasi che le squadre avversarie abbiano sempre giocato meglio...

Le eccezioni. Se le frecciate nei riguardi del Massafra nascono da un episodio storico preciso, la loro reiterazione è stata un po’ sentita e un po’ funzionale: un “nemico” serve, è utile alla satira, è fonte di tanti spunti, ma credo che nel caso della società massafrese sia giunto il momento di sotterrare l’ascia di guerra.
Siamo in B2; la sete di giustizia è appagata. La sportività vale più degli spunti umoristici.
Riguardo alla Tempesta, diciamo che c’è stata una certa involuzione etica, ma non è mancato anche il nostro “apprezzamento elettivo” (cioè selezionato) ed anche il nostro sostegno concreto.
Vogliamo forse male a Paoletta e a Busina? Ovviamente no. Vogliamo male al signor Cirillo e famiglia? Assolutamente no. Alessandra non è sempre nei nostri cuori? Anche questo è innegabile. Parlare della Tempesta ormai è diventato un equilibrismo.

La grande zona d’ombra a cui mi riferivo all’inizio è rappresentata dai giudizi sugli arbitri. “Zona d’ombra” veramente è un eufemismo; qui ho superato i limiti del cattivo gusto. Il punto non è stare a sindacare sulle singole decisioni (la palla era dentro, era fuori, c’era invasione, non c’era); il punto è che gli arbitri, al contrario delle avversarie, non possono difendersi o replicare. Il loro ruolo raccomanda il silenzio o l’utilizzo degli strumenti previsti dal regolamento e dalle procedure disciplinari. Per questo riconosco (tardivamente) che è sleale criticare i direttori di gara, anche quando sbagliano.
E nel blog si è andati oltre la rilevazione del mero errore decisionale; ho usato espressioni come “cecati”, “pericoloso”, “l’arbitro deve aver assunto sostanze allucinogene”, “per sfogare la frustrazione potremmo aggredire l’arbitra”, ecc.
Frasi che, sebbene dette per scopi umoristici (ma al posto degli arbitri io non mi sarei divertito molto per questo genere di umorismo), sono certamente incoerenti per un blog che si vanta di promuovere valori di amicizia, lealtà e sportività.

Se consideriamo che il pubblico dell’Alfieri è rimasto immacolato (l’unica multa l’abbiamo presa in trasferta all’ultima giornata), ho fatto peggio degli ultras usando, peraltro, uno strumento più subdolo dato che l’insulto in palestra evapora nell’aria mentre le malignità sul blog restano in rete a tempo indeterminato.
Poi, diciamoci la verità: questi signori dedicano i loro fine-settimana a svolgere un compito che li espone a contestazioni, proteste, insulti, minacce, il più delle volte da parte di gente molto più ignorante di loro. Bene che dirigano, c’è sempre qualcuno che è insoddisfatto del loro operato. Eppure svolgono un ruolo che è indispensabile a questo e a qualunque sport, ricevendo – presumo – un piccolo rimborso che però è nulla rispetto alle responsabilità che si assumono ed alle tensioni che talvolta li circondano. E’ loro compito applicare e far rispettare un regolamento complesso di 113 pagine (altro che le 17 regole del calcio...) e dirigono un gioco veloce che impone una valutazione al secondo (pensiamo alla “pulizia” di ogni tocco, ai mani-fuori impercettibili, alle linee da tenere d’occhio, alle invasioni di mano, di piede e di culo, ecc.).

Per fare quello che fanno, gli arbitri devono essere spinti da una passione per lo sport forse superioriore a quella degli stessi atleti. Andrebbero ringraziati ogni tanto, non insultati.
Allora il buon proposito per il futuro è questo. Sulle episodiche decisioni arbitrali credo che resti salvo il democratico diritto di esprimere eventuali disaccordi, ma sulla conduzione generale di una partita o sulla personalità dell’arbitro sono banditi i giudizi offensivi.
Il provvedimento è retroattivo: le cattiverie sugli arbitri saranno cancellate (sperando di riuscire a ricordarmi dove stanno tutte...). Così onoriamo il modello Velasco-Presta (le squadre con mentalità vincente non cercano alibi e non si lamentano) e cerchiamo maggiore coerenza con i buoni princìpi a cui questo blog vuole ispirarsi e che spesso ho violato anche in modo abbastanza rozzo.
Gli apprezzamenti, invece, resteranno; mi dispiace per “la Montagna incantata”. Speriamo solo che ci siano altre occasioni per esprimerli...

Gli auguri di Riccardo Scamarcio

Ciao, ragazze, sono Riccardo Scamarcio. La vostra promozione in B2 è stata una vera figata. Sono mesi che mi informo delle vostre partite ed ogni sabato sera ho palpitato finché sullo schermo del computer non appariva il vostro risultato in tempo quasi reale. Mi sono commosso quando nelle vostre interviste (le ho lette tutte!), ho notato che alcune di voi avevano visto e apprezzato i miei film. Ho anche scaricato le vostre foto e ne ho fatto dei poster che tengo appesi nella mia stanza. Che bonazze che siete tutte quante.
Vi prometto che l’anno prossimo farò di tutto per assistere ad alcune vostre partite. E se non potrò venire personalmente, ci saranno comunque a rappresentarmi Luca, Michele e Paolo. E’ lo stesso, no? Come se fossi io.
Ho già chiesto ad alcuni registi di girare un film sull’esaltante stagione della Palafiom (il titolo sarà “B2: ho voglia di te”) e ci tengo che siate voi le protagoniste. Babi e Gin, per quello che mi riguarda, possono andare entrambe a buttarsi nel gabinetto.
Siete grandi, ragazze! Vi abbraccio tutte.
Riccardo Scamarcio
Vi ho beccate !
La settimana scorsa sono andato a sostenere le amiche dell’Azzurra Lecce impegnate nei play-out. Nulla di personale nei confronti del Ceglie del Killer Albino, a cui non ho mai nascosto la mia stima, né nei confronti del Nardò, altra squadra che mi piace molto. Ma l’amicizia è amicizia.
Nell’ingresso della palestra di via Bari ho notato alcuni ritagli di giornale, esposti per conservare la memoria delle migliori prestazioni della squadra locale.
Come è noto, La Gazzetta del Mezzogiorno è composta da due parti. Una parte è comune in tutta la Puglia; la seconda parte è diversa in ogni provincia. Poiché la pallavolo di serie C è trattata nelle edizioni provinciali, noi possiamo leggere le notizie relative alle tre squadre di Taranto, ma delle brindisine si parla solo nell’edizione brindisina, delle foggiane solo nell’edizione foggiana e così via. A Manfredonia, quindi, non verranno mai a sapere degli ulteriori apprezzamenti rivolti alle vincitrici della Coppa del Nonno da parte del nostro direttore sportivo così come noi non abbiamo mai potuto leggere gli articoli e le interviste delle nostre avversarie (tranne Tempesta e San Giorgio).
La settimana scorsa ho colmato in parte questa lacuna. Tra gli articoli esposti nella palestra di Lecce, mi ha colpito un ritaglio del 19 dicembre scorso.

Titolo: “Le buone notizie arrivano via sms”.
Sottotitolo: “Il Tuglie felice più che mai quando ha appreso del ko del Palafiom”.
Il sabato precedente, anzi nella notte tra il sabato e la domenica precedente la Palafiom aveva perso 3-2 nella travagliata trasferta di San Giorgio-Pulsano, incontro terminato all’alba...
Leggiamo l’articolo (tra parentesi e in corsivo i miei commenti):
“Sabato scorso, dopo il vittorioso derby contro il Nardò, abbiamo abbandonato il palasport senza conoscere il risultato del Palafiom (Alle 21.00, in effetti, eravamo in attesa di riprendere la partita dopo il dirottamento a Pulsano) – afferma il libero Tiziana Romano – Ad informarci della sconfita subita dal sestetto tarantino a San Giorgio Jonico è stato il secondo allenatore Giuseppe Ria, che ci ha inviato un sms alle 7.30 di domenica. Quando lo abbiamo letto, ci siamo sentite tra noi giocatrici per congratularci reciprocamente (Brave, brave, gioire per le disgrazie altrui...!). Siamo al settimo cielo! (Aaargh!).”
Ed io che sono pure andato a tifare per loro ai play-off...!
Poi, però, Tiziana eccede negli entusiasmi: “I due punti in più che abbiamo accumulato saranno utilissimi alla ripresa del torneo, dopo la pausa natalizia. Nell’undicesima giornata, infatti, visiteremo il Trepuzzi mentre, nelle ultime due partite del girone di andata riceveremo l’Oria e ci recheremo a Taranto, affrontando le due dirette rivali nella corsa-primato. Il fatto di essere in vantaggio ci darà maggiore sicurezza”.
Qui entriamo nella rubrica Le ultime parole famose. Dopo la pausa natalizia, infatti, nonostante la “maggiore sicurezza” garantita dal vantaggio in classifica, inizia il periodo più oscuro per le tugliesi, che a Trepuzzi perdono 3-2, con l’Oria perdono 3-2 in casa e a Taranto perdono 3-0...

Solo a quel punto, con coach Scanferlato, inizierà una grande rimonta.
Comunque, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Io ho gufato contro il Tuglie a Oria; il Tuglie è salito “al settimo cielo” quando la Palafiom ha perso a San Giorgio.
Adesso siamo pari.
PS: Se qualche tugliese è collegato, mi faccia sapere in tempo reale, giorno per giorno, come vanno i play-off interregionali. Grazie. In bocca al lupo!





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