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Manfredonia-Palafiom Taranto 2-3

di skanderbeg69 (14/05/2007 - 23:52)

Domenica 13 maggio 2007, ore 18.00

Archiviato nel migliore dei modi il campionato, Palafiom e Manfredonia si contendono la Coppa d’Oro. Complice il caldo, l’atmosfera è un po’ vacanziera. C’è un lieve desiderio di smobilitazione, la concentrazione non è al massimo, diciamo che le squadre forse sono un po’ scazzate e – in ossequio a una regola non scritta del volley – quanto più una partita è avvertita come un peso tanto più è destinata a durare a lungo, magari fino al tie-break. Magari fino ai vantaggi nel tie-break.

In Concattedrale si dà seguito alla propaganda elettorale occulta avviata da Pino Moro su TarantOggi di sabato (bell’articolo, oltre che... di buon augurio).

Alessandra non presta le sue mani fatate ad una foto artistica e allora per vendetta oggi ne parlerò male.

Sonia ormai è l’unica che ha il coraggio di salire sull’automobile con acceleratore automatico del coach. Si parte in ritardo, si indugia in autogrill, si sbaglia l’uscita per Manfredonia. E poi quant’è lunga ‘sta regione...! Beate le squadre che giocano la Coppa d’Oro del Molise o della Valle d’Aosta...

Fortunatamente il buon Enzo Liguori ci viene a raccogliere dal casello di Foggia e ci accompagna al nuovo palazzetto, insieme alle figlie. Come una visione, un miraggio nella calura pre-estiva.

Le gradinate del nuovo palazzetto non sono tanto nuove ed anche il parquet ricorda i pavimenti di antichi palazzi nobiliari. I bagni, in compenso, sono limpidi. Buon per me che oggi ho qualche problema e potrei servirmene in modo intensivo.

La Palafiom schiera Sonia opposto, Silvia e Rossella centrali, Michela e Valentina di banda, Roberta libero. Poi c’è una che gioca da palleggiatrice al posto di Luana. In panchina ci sono Silvietta e Clara. La centrale, però, ha un problema alla schiena e non può essere impiegata. Quant’è brava ‘sta donna; anche negli infortuni ha un tempismo da grande giocatrice. Ma per il ritorno ha garantito che offrirà il proprio contributo.

Nel Manfredonia non puoi tesserarti se non hai almeno una gemella. Oltre alle famose Liguori, pare che anche Marilena e Loredana Montenegro siano nate contemporaneamente anche se non sono uguali.

Ecco, se posso interferire per l’ultima volta con la campagna acquisti, io lascerei la Palafiom così com’è ed innesterei soltanto le gemelle, che peraltro hanno anche loro l’abitudine di passarsi le mani sotto il fondo delle scarpe e quindi hanno già le carte in regola per giocare a pieno titolo nella squadra tarantina.

    A dirigere l’incontro – colpo di scena – gli arbitri di Tuglie-Palafiom, a ruoli invertiti. Quando il secondo arbitro di Tuglie (primo arbitro stasera) si avvicina al seggiolone, il nostro DS lo fissa come era solito fare Hannibal Lecter prima di sbranare le sue vittime.

Primo set.

L’estate scorsa correvano voci false e tendenziose circa un’irreversibile crisi societaria del Manfredonia. Non solo la squadra si è iscritta regolarmente al campionato, ma l’ha anche dominato esprimendo un gioco davvero spettacolare.

Sebbene l’odierna Coppa del Nonno non sia proprio un traguardo che toglie il sonno agli allenatori, la squadra sipontina in avvio di gara offre un saggio di bel gioco: le gemelle trovano molti mani-fuori, la centrale sembra insuperabile e la palleggiatrice è molto agile, dinamica ed elegante. Invece la nostra numero 14 non ne sta azzeccando una.

Peraltro i mani-fuori delle gemelle non sono mani-fuori di rimbalzo; sono mani-fuori nel senso che per la potenza dei colpi la palla finisce fuori dalla provincia di Foggia. E così le sipontine conducono 1-6.

Bisogna dire, però, che la Palafiom il riscaldamento lo sta facendo adesso. Nonostante la serata incolore della signorina Certa, le azzurre raggiungono il pareggio sul 9-9. Michela, il cui nuovo look non altera bellezza e bravura, sta attaccando bene, ma le padrone di casa tornano in vantaggio (13-16).

Ace di Valentina, pallonetto di Sonia, muro a due Silvia-Sonia ed è ancora parità: 18-18. In questa fase è Sonia a mettere a terra palloni importanti, ma sul 23-23 invade la prima linea e poi Manfredonia trova il punto del 23-25.

Secondo set.

Il volley-champagne del Manfredonia si esprime anche con la capacità di gestire bene palloni difficili che vengono spesso spediti negli angoli più remoti. A voler cercare il pelo nell’uovo, forse è la difesa a non essere impeccabile.

Ma la Palafiom per il momento non riesce ad approfittarne per colpa della palleggiatrice. Meno male che l’anno prossimo torna Paoletta ed arriva l’alzatrice di riserva del Trepuzzi. L’unica cosa che riesce alla signorina Certa è il secondo tocco che ci porta sul 4-4.

Bene Michela e Valentina in questa fase ed anche Silvietta realizza punti importanti, ma le foggiane sono ancora in vantaggio (10-13). Roberta Liguori trova un angolino incustodito. Secondo me, doveva coprirlo Alessandra...

Contestazione all’arbitro per un punto assegnato alla Palafiom. Musica per le nostre orecchie; siamo solidali con i tifosi locali.

Intanto, però, la gemella Roberta sta continuando a martellare: un ace (11-16) ed una pipe (12-17) mettono nei guai la Palafiom. Muro di Silvietta (14-20) ma le sipontine orchestrate da un’ottima Montenegro (si può proporre uno scambio di palleggiatrici...?) dilagano e chiudono il set sul 18-25.

Terzo set.

Qualcosa inizia a cambiare nel gioco della Palafiom. Non cambiano, non sono mai cambiate quest’anno le occhiatacce (Hannibal Lecter al cubo) che coach Marcello rivolge alla povera Valentina quando la ricezione o il muro della nostra schiacciatrice presentano lievi inestetismi. Anche Roberta ogni tanto riceve qualche consiglio costruttivo.

Ma adesso iniziano a venire fuori le centrali e di conseguenza quei muri a cui dobbiamo una fetta di B2. Insomma, terminato il riscaldamento, la Palafiom inizia a giocare da Palafiom e a tirare fuori il carattere e la tecnica immensi che appartengono al DNA di queste atlete a cui rinnoviamo eterna gratitudine per il gioco e le emozioni che hanno regalato quest’anno ai tifosi. A parte la palleggiatrice...

Punto di Silvia per il vantaggio (7-6), Michela batte al salto facendo vittime nella difesa foggiana, poi arrivano le schiacciate di Valentina (14-10), due punti consecutivi di Rossella (16-11) e un altro bell’attacco di Michela da posto quattro (17-11).

La giocatrice tarantina con il numero 14 realizza fortunosamente tre punti (compreso un ace) in cinque scambi, poi Sonia attacca da posto quattro (21-15).

Reazione della gemella Stefania (22-17), ma Rossella ed una compagna non identificata, che studia economia aziendale, murano alla grande (24-17). Il set è chiuso da un geniale pallonetto di Rossella verso l’estremità del posto quattro avversario (come quelli di Clara a Corsano): 25-18.

Quarto set.

La Palafiom continua a giocare bene e le padrone di casa sembrano stanche. I servizi delle tarantine hanno contribuito a dare la svolta alla partita, ma questo me l’ha detto Marcello a fine partita perché io non ci sarei mai arrivato.

Siamo 8-4 e Sonia ormai ha ingranato la quarta. Un suo attacco viene toccato da una gemella giusto quel tanto che basta a deviare la palla sugli attributi di coach Delli Carri.

Mani-fuori di Loredana Montenegro, ma Sonia continua a dettare legge con bordate e pallonetti (13-7).

    L’allenatore foggiano sostituisce la palleggiatrice; dovremmo fare lo stesso anche noi, ma non possiamo perché purtroppo la Zabova è assente.

Pallonetto Rossella, pipe Michela, muro a due Rossella+1, muro Silvia e mani-fuori Michela. E’ una sequenza devastante (18-11).

Anche il nostro martello sa trovare gli angolini lontani (19-12) e poi c’è sempre Supersonia (21-13). Manfredonia ha una reazione d’orgoglio e trova un break di tre punti, ma un ace di Silvia e l’ennesimo attacco di Sonia chiudono il quarto parziale (25-16).

Tie-break.

Perfetto muro di Valentina e attacco riuscito di Michela (2-1), poi il libero sipontino compie un bel salvataggio su un secondo tocco di Alessandra (4-3). Ma perché si ostina a fare secondi tocchi...?! Ormai dovrebbe saperlo che è un gesto tecnico inopportuno e fuori luogo...

Splendido attacco di Sonia, attacco lungo del Manfredonia e bolide di Michela da posto quattro (7-3). Può essere l’allungo decisivo, il completamento di una fantastica rimonta. Stefania Liguori non è d’accordo (7-4), ma Michela ribadisce il concetto (8-4) mentre il pubblico locale inizia a scaldarsi.

Le gemelle recuperano un paio di punti finché il colosso di Fragagnano non ristabilisce le distanze con un mani-fuori (12-9). Indecisione sotto rete: Alessandra e Rossella non si mettono d’accordo e la sfera termina a terra. Colpa della signorina Certa che ha distratto la nostra brava centrale...

Sonia continua a riversare palloni nel campo avverso, ma il Manfredonia ha ripreso ad attaccare con efficienza e la solita gemella Roberta effettua addirittura il sorpasso con un lungolinea (14-15).

Si attiva il dee-jey, ma Michela non è tipa da farsi impressionare (15-15).

Che bella partita. Queste squadre confermano di essere degne della B2.

La gemella n. 10 scarica una schiacciata sulla nostra fetta di parquet, ma la gemella n. 12 commette invasione (16-16). E dire che hanno avuto nove mesi in più per iniziare a mettersi d’accordo sulle strategie d’attacco. La Palafiom attacca fuori ma l’arbitro vede la palla in campo e ci regala il punto. Proteste dei tifosi locali. Occhio che vi arriva la multa di 35 euro...

Manfredonia pareggia e passa in vantaggio (17-18), ma prima Sonia, poi un muro di Valentina e poi l’ennesimo muro azzurro ribaltano il risultato (20-18).

Che vittoria! Ipotecata la Coppa del Nonno!

    La Palafiom ha concluso una rimonta straordinaria al cospetto di una squadra il cui valore non fa che aumentare i meriti delle nostre ragazze. Tutte splendide, compresa Clara, che anche oggi non ha sbagliato nulla (pur risparmiandosi un po’ per la partita di ritorno). Tranne la Certa, ovviamente.

Non poteva mancare l’incontro con l’ennesimo cane. Questa volta si tratta di un cane-pecora, un poco mùscito, appostato in un autogrill.

Michela, dopo aver consumato tre pacchi di patatine Più gusto, lo sottopone ad un esame tossicologico riscontrando positività ai cannabinoidi. Se n’era accorta dallo sguardo.

Nel viaggio di ritorno l’autoradio di Marcello trasmette una canzone che potrebbe rappresentare una specie di inno della Palafiom di questa stagione: “Venceremos adelante / O victoria o muerte” [1].

Rossella accompagna la canzone usando le bottiglie di plastica vuote come se fossero nacchere. Solo che la canzone dopo cinque minuti finisce, mentre la nostra centrale continua a fare casino con le bottiglie da Bisceglie fino a Taranto, urtando un pochino i nervi di Sonia. Poco però.

 

NOTE:

(1) SILVESTRI, D., Cohiba, 1997.

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