E' Anna Locaputo il primo volto nuovo della Palafiom

A pochi giorni dalla trionfale conclusione della stagione 2006/07 la Palafiom ha già piazzato il primo colpo di mercato: Anna Locaputo, nata 25 anni fa a Gioia del Colle, schiacciatrice.
La nuova atleta azzurra è stata fortemente voluta da coach Presta alla luce di un curriculum particolarmente interessante.
Dopo una lunga militanza nelle società baresi di serie C, Anna si è trasferita a Roma per motivi di studio. Ha giocato due anni in B2 nella Polisportiva Anzio, poi si è trasferita in B1 nella prestigiosa Lineamedica Praeneste Volley. Qui avrebbe dovuto completare il roster e conquistarsi qualche spezzone di partita, ma alcune circostanze fortuite le hanno permesso di scendere in campo sempre con maggiore frequenza e di affermarsi come titolare. Nelle due stagioni successive ha giocato sul posto quattro dello schieramento romano, sfiorando nell’ultima stagione i play-off per la promozione in A2.
La serie B2 può dunque apparire come un passo indietro, ma Anna, conseguita la laurea in psicologia, ha avvertito l’esigenza di riavvicinarsi alla famiglia ed è tornata in Puglia. L’obiettivo è dichiarato: offrire la propria esperienza e la propria bravura per far grande la Palafiom.
Fu Livio Tempesta

Ricordate il quesito sull’identità misteriosa di Livio Tempesta? Il nostro lettore era ben informato e lo ringrazio ancora. Adesso ho anche trovato un riscontro alle sue indicazioni: la salma di Livio Tempesta si trova effettivamente nel cimitero di Guagnano. La cappella di famiglia è in stato di semi-abbandono; manca persino un vetro sulla porta, ma la lapide del piccino, che ha dato il nome alla scuola di via Lago di Como, che a sua volta ha dato il nome alla società pallavolistica, è lì.

“Livio Tempesta, 20-11-1941, 7-1-1951. Angelo di purezza e di bontà, volle tutt’ i bambini buoni come Gesù Bambino, ispirò l’apostolato di bontà nella scuola”.
Le foto che vedete (contributo alla sete di conoscenza dei nostri lettori) le ho scattate facendo una sosta intermedia mentre andavo a Lecce a sostenere le amiche dell’Azzurra. Il fatto che pubblichi le immagini della lapide di Livio Tempesta proprio il giorno successivo alla retrocessione dell’omonima squadra tarantina è solo una coincidenza.
L'Azzurra Lecce a due set dalla salvezza

Un’Azzurra concentrata, determinata, spettacolare, ha avuto la meglio sul Real Volley Nardò nella gara d’andata della 25^ fase dei play-out.
La partenza di Fefa e compagne è travolgente (6-0) e il primo set sembra già segnato dopo i primi minuti. I tifosi al seguito delle neretine sono, come sempre, piuttosto calorosi, ma la palestra di via Bari non cessa di sostenere le atlete leccesi.

Queste ultime, peraltro, stasera sono particolarmente motivate e fanno bene tutto quello che c’era da fare, nonostante un’avversaria insidiosa.
Come spesso è avvenuto in questo campionato, anche l’Azzurra tende ad attuare una politica di risparmio energetico e questo consente alle ospiti di rimontare parte del passivo, ma il set non è mai in discussione.
Nell’intervallo mi sposto nel settore delle transenne e comprendo come quello della sovrappopolazione del pianeta sia un gran problema.

Ottima Azzurra anche nel secondo parziale, sebbene il Nardò abbia iniziato a prendere le misure. Fefa difende con la consueta posizione yoga e attacca come la Piccinini. Ottima anche la prestazione di Sabrina, che è mancina. Essendo mancina, dà l’impressione a chi non la conosce di saltare da posto quattro in anticipo, sembra che la palla le sfugga, ma poi carica il braccio sinistro ed affonda colpi devastanti.
A rete si fanno sentire i centimetri di Giusy, Valeria e della numero quattro, mentre lo sguardo di Valeria Spano, presente in palestra, trasmette a Isabella lo stesso tempismo e gli stessi elevati livelli di fosforo. Vedendomi a Lecce il giorno dopo della partita di Tuglie, penserà che sono diventato un tifoso interinale.
Splendida anche Federica. Veramente non gioca, ma è splendida lo stesso.

C’è un’interruzione dovuta ad alcuni rilievi critici dei tifosi neretini nei riguardi nella conduzione arbitrale. Al rientro in campo, la concentrazione delle padrone di casa resta immutata ed anche il secondo parziale è dell’Azzurra.
Nel terzo set cresce il Nardò. Del talento di Demelza si è già parlato diffusamente in questo blog, ma è tutta la squadra che adesso sta giocando bene ed è un vero peccato che le due società debbano affrontarsi nei play-out quando avrebbero meritato una salvezza più tranquilla.

Annarita Tricarico taglia con i propri servizi la difesa leccese. Coach Donno effettua alcuni cambi. Ora che ci penso, vedo dei volti nuovi nell’Azzurra e noto alcune assenze. Le riserve dell’Azzurra si fanno trovare preparate, soprattutto dal punto di vista atletico. Infatti, quando sono ai bordi del terreno di gioco, si riscaldano per tutta la durata della partita camminando su e giù per andare a vedere il tabellone del punteggio. Purtroppo, però, il set è compromesso.

Nel quarto set l’Azzurra esprime un volley spettacolare. Alle ragazze leccesi riesce tutto meravigliosamente bene. Grande capitana, che sbroglia molte situazioni complicate e continua a martellare da tutte le posizioni, e grande Sabrina (Ciccia...), che compie un salvataggio epico e mette pressione alla difesa ospite con servizi particolarmente efficaci.
Un tifoso neretino invita Federica a spostarsi perché gli impedisce di vedere la partita. Non ci posso credere... Io farei spostare la partita perché mi impedisce di vedere Federica.

Intanto, l’Azzurra, acquisito un vantaggio di oltre dieci punti, si concede un pausa finale e permette al Nardò di recuperare parte del distacco. Ma ormai è fatta.
A Nardò mercoledì sarà battaglia, ma l’Azzurra ha la consapevolezza di poter compiere qualunque impresa continuando a giocare così bene. In bocca al lupo!
Clara Clemente rinnova il contratto
Nei libri di storia sarà ricordato come il Patto del Castellino. Nella rinnovata pizzeria di via Abruzzo, Clara Clemente l’ha data a coach Marcello. Intendo dire che gli ha dato la parola che giocherà ancora l’anno prossimo con i colori della squadra di via Mar Grande.
Non è ancora stato firmato alcun contratto, ma l’accordo verbale è considerato più che sufficiente quando ci si trova tra galantuomini. La forte centrale azzurra sarà dunque il perno su cui costruire la nuova Palafiom per la serie B2. “Le carte sono roba da burocrati – ha commentato coach Presta – Clara mi ha dato la risposta che attendevo. Adesso lavoriamo per trovare alcuni rinforzi da innestare su un assetto di squadra già affidabile.”
Transitando da corso Umberto, si resta invece colpiti dalle inquietanti intenzioni di uno dei nostri sponsor (foto sotto). Voglio sperare che non si riferisca alle giocatrici...

Tuglie, fino all'ultimo respiro

Dopo aver portato fortuna alla Palafiom, la mia presenza magica ha permesso alla Tempesta di vincere due partite di seguito (il che è tutto dire), all’Azzurra Lecce di vincerne una valida per i play-out e adesso anche al Tuglie di vincerne una particolarmente importante, la gara-3 contro il Turi.
Da domani, se qualche altra squadra mi vuole, mi faccio pagare...
Soltanto all’Oria non sono riuscito a portare bene ed anche all’Azzurra (sempre contro il Tuglie) in campionato. Ma in questi casi c’era una componente gufa che è stata punita dal cielo.
Una sola persona probabilmente non gradisce la mia presenza e chiamerà la polizia la prossima volta che mi vedrà nei pressi di un palazzetto. Non è una giocatrice.
La sconfitta-vittoria della Palafiom a Tuglie il 5 maggio scorso è stata un evento storico, fantastico, indimenticabile. Ma accanto al 99% di felicità c’era un 1% di compassione (termine da intendersi alla lettera: con-passione, patire insieme, partecipazione al dolore altrui), dovuto alle crudeli leggi dello sport. Se magari Palafiom e Tuglie avessero giocato l’ultima di campionato su parquet diversi, il contrasto tra la nostra gioia e l’altrui amarezza non sarebbe stato così atroce.
Bene, da ieri sera la felicità ha raggiunto il 100%: gli occhi arrossati delle salentine sono tornati a brillare e a sorridere.
Non ho preso appunti e dunque la cronaca di Tuglie-Turi sarà piuttosto sommaria.
Le canzoni che accompagnano il riscaldamento qui a Tuglie di solito sono selezionate accuratamente e si tratta di brani adatti a caricare le giocatrici. Improvvisamente, però, viene diffusa anche la sigla di Mila e Shiro. Sto per andarmene. Tutta l’atmosfera da supersfida e tutto il lavoro motivazionale di coach Scanferlato rischiano di essere compromessi.
Si inizia in un frastuono assordante, anche in ragione della presenza di numerosi sostenitori baresi.

E’ una partita tesa, intensa, sempre in equilibrio, combattuta fino all’ultimo punto e all’ultimo respiro. Nel primo set c’è una continua alternanza di sorpassi; nessuna squadra stacca l’altra con un vantaggio superiore ai due punti. Daniela Calò in questi play-off ha ripreso a giocare da schiacciatrice cedendo il posto di libero a Tiziana Romano.
Valeria Spano è la solita grande regista, con un occhio segreto anche nella nuca, a giudicare dalla precisione di tutti i suoi passaggi e dalla coordinazione sempre elegante. Particolarmente determinata è anche Fiorella Giaffreda. Tuglie vince il primo parziale 25-23.
Stessa musica nel secondo set. Grande equilibrio, ma alla fine sono le salentine a realizzare i punti decisivi. Soltanto Neire Scupola è un po’ in ombra e viene sostituita da Marcella Cancelli.
Anche il Turi, comunque, è una grande squadra. Tecnica, carattere ed un libero molto attento ed agile.

Battaglia anche nel terzo set, ma le concittadine dell’uomo che ha reso grande la pallavolo tarantina stanno crescendo. Non perdono la speranza e passano a condurre 9-13. Hulk-Scanferlato tenta di correre ai ripari. Urla alle atlete che stanno giocandosi un intero campionato e provvede ad alcuni cambi. Anna Laura Adamo fornisce un po’ di lucidità alla squadra, ma è la solita Valeria a guidare la riscossa mettendo pressione alla difesa barese con servizi molto pericolosi e realizzando alcuni aces.
Turi, però, non sta sbagliando più nulla. Si arriva ai vantaggi. Un pallone aggiustato da Valeria non viene sfruttato dalle compagne ed atterra lemme lemme nella metà campo leccese senza che nessuna lo tocchi. Così le ospiti si aggiudicano il parziale. La palleggiatrice tugliese vorrebbe suicidarsi. O forse vorrebbe sterminare le proprie compagne. O forse vorrebbe suicidarsi dopo aver sterminato le proprie compagne.

E’ dura, è dura anche nel quarto parziale. Bisogna dire che l’arbitraggio mi è sembrato molto valido. Sulle poche palle contestate credo che abbia sempre visto giusto e poi ha diretto la partita con personalità: calmo, autorevole ma senza eccessi. Anche molto paziente quando ha concesso a Marcella di verificare le posizioni in media ogni due minuti... La partita è durata circa due ore e mezza; 150 minuti diviso 2 fanno 75 verifiche.

Il Tuglie è in difficoltà; donne sull’orlo di una crisi di nervi. Non si riesce a passare dal centro (i primi tempi light della nostra Rossella in confronto sono bombardamenti nucleari...) e la difesa ospite prende quasi tutte le diagonali. In compenso è facile leggere i labiali delle tugliesi, ma qui non è il caso di trascriverli.
Perché adesso non vi riescono tutte quelle cose per cui vi ho “odiate” per l’intera stagione...? In effetti mi fa un certo effetto sostenere una squadra che per due anni ha rappresentato il nostro incubo principale. E’ strano. Viene da chiedere: Marcella, perché non lo fai adesso qualche ace geniale? Pamela, sono due anni che rompi i coglioni alla Palafiom con i tuoi muri e i tuoi primi tempi; perché non li fai anche stasera? Neire, le schiacciate dovevi riservarle tutte a noi e all’Oria? Falle pure adesso, cribbio!

Comunque Neire sta riprendendosi, Angela e Claudia stanno offrendo il proprio contributo, non appariscente ma ugualmente prezioso, e Pamela realizza punti importanti. Ma non basta ad evitare il tie-break. Turi vince il quarto set e adesso la ruota della psicologia gira pericolosamente a favore delle ospiti. I loro tifosi sono entusiasti mentre i supporters locali richiamano storiche rivalità calcistiche contro i bianco-rossi. A me no’ m’ mittìte ‘mminz’...
Oltre alla Palafiom, quante squadre sarebbero state capaci di vincere una partita dopo aver subìto una rimonta di due set e dopo essere state in svantaggio per 2-6 in un tie-break che può valere una stagione?

Nell’ora degli eroi, gli eroi scendono in campo. Daniela sta attaccando da posto quattro in modo strepitoso accumulando palloni a terra e mani-fuori, mentre la difesa che le prende tutte adesso è quella del Tuglie. Valeria appoggia un pallone verso il posto cinque avversario dove non può arrivare nessuno. Le salentine sono in vantaggio ma il Turi è una signora squadra (che riceverà anche i meritati applausi finali del pubblico locale) e tenta un’ultima rimonta. Ma il Tuglie non lo permette e vince questa interminabile e coinvolgente partita.
Oltre due ore e mezza di emozioni. La fase interregionale non sarà una passeggiata, ma con questa dimostrazione di carattere nulla è impossibile. In bocca al lupo, ragazze!
Certo, ora un po’ mi dispiace per il Turi...
Gli auguri del presidente della Provincia
In qualità di vertice massimo e supremo delle istituzioni di questo territorio, sento il dovere di intervenire per congratularmi con la Palafiom Taranto.
Avevo scelto di restare in silenzio in questa campagna elettorale – e d’altronde le mie apparizioni sulle emittenti locali sono così rare... -, ma per la Palafiom ritengo doveroso spendere due parole.
Delle altre squadre della provincia non me ne frega niente, così come non me può fregare di meno dei cittadini di 28 Comuni che mi ero impegnato ad amministrare e che ho sedotto e abbandanato chiedendo loro il voto per poi rinunciare all’incarico a metà mandato.
Da sempre sono appassionato di pallavolo. Tutta la mia storia politica è stata al fianco della pallavolo, come può testimoniare l’amico e collaboratore Gianni Fabrizio, già addetto stampa della Magna Grecia, oltre che assessore della giunta di De Bello e tutt’ora imputato per i bilanci falsi.

Sarei lieto di ricevere in dono il pallone dell’ultima partita a Tuglie, così da collocarlo sulla mia scrivania di Imperatore come faceva con estrema finezza l’amica Rossana con il pallone del Taranto Calcio.
Avrei, infine, un cognato che scriveva poesie in onore di Giancarlo Cito. Gli piacerebbe fare lo staffista nella Palafiom perché si è stancato di patrocinare le rassegne teatrali in cui recita egli stesso.
Dell’allenatore e del direttore sportivo preferisco non parlare, ma al presidente ed alle atlete elettrici rinnovo tanti cari auguri con l’impegno a raddoppiare gli investimenti e l’impegno della mia Amministrazione nei confronti delle società sportive minori. Tanto il doppio di zero fa sempre zero...
Gianni Florido
NOTA:
La foto dell’ex-estimatore di Rossana Di Bello è tratta da www.italy.peacelink.org. Il contenuto del messaggio è evidentemente inventato.
Le vite degli altri
Che bello stare alla finestra, rilassati, dopo aver raggiunto il proprio obiettivo. Ma cosa stanno combinando le nostre ex-avversarie?
Il San Pietro Vernotico è stato purtroppo eliminato dal Turi nel primo turno dei play-off. Le concittadine di Vincenzo Di Pinto sono adesso le avversarie del Tuglie, che ha regolato in due partite l’Adelfia. Turi, vincendo per 3-1, ha espugnato il parquet delle salentine in gara-1, ma la squadra di Scanferlato ha rimediato vincendo con lo stesso punteggio nella città del supercarcere. Domani gara-3 a Tuglie, terreno che torna a profumare di B2 (ma resta l’ostacolo della final-four interregionale). Io conto di esserci, a sostegno del Tuglie ovviamente, a testimoniare che lo sport è occasione di incontro, non di scontro.

L’Oria ha iniziato a dedicarsi al beach-volley superando la delusione per un campionato iniziato bene ma terminato maluccio.
L’Ugento non so cosa stia facendo; forse le atlete stanno già preparandosi alla nuova stagione allenandosi in un allevamento di rottweiler da combattimento...
Riguardo ai play-out, le squadre del girone A sono tutte uscite di scena, nel bene e nel male. Salve Terlizzi e Molfetta, retrocesse Capurso e Barletta. Le quattro squadre che restano a contendersi la permanenza in serie C sono tutte del girone B.
L’Azzurra Lecce ha confermato la propria fama di Dottor Jekyll e Mister Hyde battendo 3-0 il Molfetta e perdendo con lo stesso risultato in gara-2. Poi, però, ha superato con un secco 3-0 (rimontando a sua volta il 2-3 dell’andata) il Ceglie del killer Albino grazie ad una prestazione determinata e tecnicamente quasi perfetta. L’unica imperfezione riguarda un ritaglio di giornale appeso nell’ingresso della palestra, quello con le “buone” notizie che arrivano via sms... Un’altra ombra è stata l’assenza di Federica, davvero sfortunata in questa stagione. Ma tornerà più forte e più bella di prima. Fefa e compagne sono adesso attese dal derby con il Nardò; è una sfida tra due squadre che avrebbero meritato di salvarsi nella regular-season.

L’altro scontro diretto, questo senza appello, è (omissis)-Ceglie con le nostre concittadine impegnate a dar seguito alla propria mission impossible: non aver fatto una mazza per quasi tutto il girone di ritorno ed essere costrette a vincere quattro doppi confronti di fila. Beh, sono già a metà dell’opera.
A proposito di concittadine, in serie D la Fidas affronta il Casarano in un doppio confronto che può valere la serie C. Se qualcuno va nel Salento mi tenga informato minuto per minuto.
Gli auguri di Luca Cordero di Montezemolo
Porgo le mie più vive felicitazioni alla Palafiom Taranto per il raggiungimento del prestigioso target. Ho esultato come quando vince la Ferrari.
Il nome della squadra non mi piace molto; mi ricorda troppo quel sindacato di comunisti, statalisti, centralisti, ecc., ma la Palafiom è un modello che sintetizza tutte le qualità che deve possedere un’impresa. Programmazione ed organizzazione su tutte.
Il team tarantino ha saputo rischiare e vincere con efficienza ed agilità, ignorando il cattivo esempio della politica litigiosa, debole e troppo costosa.
Ma, ora che ci penso, è la stessa politica che noi imprenditori abbiamo foraggiato con i finanziamenti illegali ai tempi di Tangentopoli? In effetti, quel sistema di corruzione lo abbiamo alimentato anche noi garantendo mazzette in cambio di appalti. Ci riempiamo la bocca con il mercato e il liberismo, ma siamo sempre pronti a chiedere aiuti o trattamenti di favore alla politica. Beppe Grillo sostiene che siamo bravi a investire soldi non nostri, a incassare nel privato i guadagni ed a scaricare nel pubblico i debiti. E vogliamo parlare dei paradisi fiscali? Vogliamo parlare delle letterine di imprenditori trovate nei covi dei boss mafiosi latitanti?
Questa è l’imprenditoria italiana. Su quella tarantina stendiamo un velo pietoso. Fu Franco Scherma, anni fa, a definire gli imprenditori tarantini “un gruppo di piagnoni con il cappello costantemente in mano”.

Onore, invece, alla Palafiom che ha saputo trovare da sola la forza per dar vita ad un grande progetto e lo ha raggiunto senza favori e senza assistenzialismo.
Luca Cordero di Montezemolo
NOTA:
La foto di Montezemolo è tratta da www.repubblica.it. Il contenuto del messaggio è inventato. Magari fosse così capace di autocritica.
Gli auguri dell'Arcivescovo
E’ con somma gioia che ho accolto la notizia della promozione in serie B2 della Palafiom Taranto.
Da sempre la Chiesa Cattolica individua nello sport un valido momento educativo e di festa, fattore di solidarietà e di pace. In occasione del Giubileo degli sportivi, Papa Giovanni Paolo II attribuì al senso di fratellanza, all’onestà e al rispetto del corpo – virtù necessarie ad ogni atleta – la capacità di contribuire “all’edificazione di una società civile dove all’antagonismo si sostituisca l’agonismo, dove allo scontro si preferisca l’incontro ed alla contrapposizione astiosa il confronto leale”. [1]
Ma lo sport non si limita a favorire la robustezza fisica ed a temprare il carattere; lo sport è anche occasione di crescita spirituale. Ed è per questo che la Chiesa di Taranto vede nella Palafiom un modello di sviluppo armonico delle atlete nella loro interezza, fisica e spirituale. Anche se sarebbe gradito un maggiore contegno del linguaggio durante le partite.
Coach Marcello, nostro fratello nella fede, è da anni tenace testimone della verità cristiana e dei valori cattolici. Non a caso egli è recente vincitore del premio Don Bosco. Da pastore della chiesa di Taranto, devo però invitarlo ad una maggiore benevolenza nei confronti dell’altra squadra della città. Anch’io mi sono parecchio incavolato quando ci hanno tolto un punto nel derby, ma il tempo guarisce le ferite ed i rancori. Bisogna perdonare loro perché non sapevano quello che facevano.

Tutte le atlete della Palafiom hanno ricevuto il dono della prestanza atletica ma, come Giobbe, sono altresì state sottoposte alla prova della sofferenza nel dolore degli infortuni. Prova che alla fine hanno vinto, pur con qualche jastèma di troppo.
Esse hanno ricevuto il dono della bellezza, ma anche quello del decoro che ha impedito loro di vestire con abiti e soprattutto con pantaloncini irrispettosi nei confronti dell’umana tentazione.
Esse hanno saputo essere caritatevoli in un paio di occasioni, cedendo punti alle avversarie in un’ottica di condivisione fraterna dei beni del creato.
Chi, come Zaby, viveva nel peccato, si è redenta e purificata.
Alla Palafiom rivolgo, dunque, tanti auguri per la promozione in B2, certo che anche nella categoria superiore la squadra saprà essere competitiva e saprà confermarsi testimone di fede e di correttezza sportiva.
Mons. Benigno Luigi Papa
NOTE:
(1) Ufficio Nazionale della CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport, Il Papa agli sportivi, Paoline Editoriale Libri, Milano, 2001, pag. 10.
La foto di monsignor Benigno Papa è tratta da www.webdiocesi.chiesacattolica.it. Il contenuto del messaggio è evidentemente inventato.
Palafiom Taranto-Manfredonia 1-3

Sabato 19 maggio 2007, ore 17.00
Coach Marcello se lo sentiva. In presenza di testimoni, aveva previsto il risultato finale della partita di ritorno della Coppa del Nonno: 3-1 per il Manfredonia.
Io, fedele alla teoria secondo cui le partite di fine stagione che nessuno vorrebbe giocare durano di più, avevo previsto il 3-3, ossia la vittoria delle sipontine al tie-break, ma un’ottimistica conquista da parte della Palafiom del set supplementare.
E’ andata male. Pazienza. D’altra parte, quando vincono avversarie che giocano bene come le atlete di coach Delli Carri, c’è poco da rammaricarsi; onore al merito.
Una cosa è certa: il Palafiom porta sgubbio, come già sapevano le Under 16, vittoriose per 3-2 a Parabita e sconfitte per 3-1 nel palazzetto di via Mar Grande (a proposito, Cofanetto, astìpa la trombetta fino a ottobre...).
Siamo irritati per un altro motivo. La Federazione ha multato il Manfredonia di 70 euro per avere i propri tifosi rivolto frasi offensive e minacciose agli arbitri. Stessi arbitri, stesso capo d’imputazione; perché a noi solo 35 euro e ai tifosi del Manfredonia 70 euro...? I nostri insulti valgono di meno?!
Cercando una postazione adatta a fotografare le gemel... ehm, la partita, Paolo mi permette di scoprire una stanzetta che sembra il laboratorio di uno scienziato pazzo: cumuli di cartoni e di oggetti sparsi in disordine sul pavimento e due computer accesi e forse connessi.
La Palafiom ha riproposto la stessa formazione vittoriosa in Capitanata: Alessandra palleggiatrice, Sonia opposto, Michela e Valentina di banda, Silvia e Rossella centrali, Roberta libero. Panchina quasi al completo: Luana, Silvietta, Simona, Désirée e Clara, che domani firmerà il rinnovo biennale del contratto.

In tribuna il dottor Formoso, che, dopo una stagione con la Palafiom, ha chiesto di inserire la propria attività tra le tipologie di lavoro usurante.
Primo set.
L’incontro inizia bene con Sonia e Valentina che martellano la difesa foggiana (8-3). Anche Michela offre il proprio contributo, ma c’è un segnale d’allarme: in difesa la Palafiom commette qualche errore grossolano. Per il momento le gemelle Liguori restano in ombra e le sipontine ricorrono ai secondi tocchi di Marilena e a qualche riuscito pallonetto.

Un lungo scambio viene risolto da Michela (16-13), ma il Manfredonia si avvicina pericolosamente (17-16). Valentina sta disputando un parziale eccellente (18-16) e Silvia permette un allungo molto importante (21-18). Sonia gioca molti palloni: molti vanno a segno, ma qualcuno finisce oltre le linee che delimitano il campo (21-20).
Un altro scambio lungo e avvincente si conclude con un tiro fuori misura di Roberta Liguori (23-20). Va a segno Loredana (23-21), ma Sonia trova un importante mani-fuori (24-21) ed è ancora l’opposto fragagnanese a segnare il punto finale dopo un bel salvataggio di Valentina (25-21).
Secondo set.

Il Manfredonia torna sul parquet con maggiore determinazione (1-3), ma la Palafiom rimonta (6-5) e tenta di prendere il largo con un ace di Valentina (7-5) ed un mani-fuori di Michela (8-5). Ma le gemelle sono entrate in partita e qualche imprecisione in attacco delle azzurre consente alle sipontine un nuovo sorpasso (8-9).
Grande Michela in questa fase: tra pallonetti e mani-fuori la nostra schiacciatrice riporta avanti la squadra di casa (12-10).
Silvia si fa valere a muro (14-12), ma un fondamentale tradizionalmente prezioso per le tarantine sta per diventare una risorsa per le nostre avversarie (17-18).
Brutto momento: il nastro blocca un attacco di Michela ed agevola un secondo tocco di Marilena (17-20), Rossella commette un’invasione e Roberta Liguori completa il break di sei punti per il Manfredonia (17-22).

Bel pallonetto di Rossella (19-23) e replica di Roberta (19-24). La Palafiom si affida a Michela per tentare la mission impossible di salvare il set: la nostra strepitosa schiacciatrice mette la palla a terra da posto quattro (20-24), trova un mani-fuori (21-24), ma per i miracoli non è ancora attrezzata e il terzo assalto finisce lungo (21-25).
Terzo set.
Possiamo dire che la stagione 2006/07 della Palafiom finisce qui. E’ stata bella, siete state grandi, vi vogliamo bene. Facciamo finta, però, che gli ultimi due set di questa partita non ci siano mai stati...
L’avvio del terzo parziale è agghiacciante: le tarantine sono distratte in difesa e gli attacchi del Manfredonia diventano sempre più efficaci (1-6). Anche nei duelli a rete le ragazze di coach Delli Carri sono diventate spietate. Sull’ 1-8, Silvietta sostituisce Sonia, ma l’emorragia si arresta soltanto sull’ 1-10, quando il dottor Formoso stava iniziando a preparare le garze sterili.

Michela con una pipe, Rossella e poi ancora Michela riaccendono la speranza (5-12), ma il muro del Manfredonia (5-13) ed i servizi al salto di Roberta la stùtano di nuovo (6-15). Il tratto caratteristico della squadra foggiana è la fusione di bravura ed eleganza nei gesti tecnici: la palleggiatrice sembra leggera come una libellula mentre le gemelle preparano le elevazioni con rincorse calibrate da professioniste del salto in alto.

Le due sorelle Liguori hanno un futuro da giocatrici di volley. In subordine da top-model. In estremo subordine potrebbero essere assunte da “La settimana enigmistica” per la rubrica “Aguzzate la vista. Queste due gemelle si differenziano per 6 piccoli particolari. Quali?”
Vediamo... Il numero di maglia, il colore delle ginocchiere, la pettinatura, la disposizione dei nastri che fasciano le dita, Stefania è mancina mentre Roberta è destra, una (Stefania) ha le calze della Juventus. E proprio per le calze della Juventus, almeno un difetto l’abbiamo trovato...
E’ ancora Michela che interrompe la serie positiva delle foggiane con un pallonetto (7-15), ma il Manfredonia riprende a macinare gioco e punti (7-19). La reazione della Palafiom è tardiva e le ospiti concludono il set con il punteggio di 12-25.
Quarto set.
Rientra in campo Sonia, che schiaccia qualche pallone e poi viene convocata dal concittadino che dirige l’incontro. Chissà cosa si stanno dicendo.
“Senti, Tinelli, hai già deciso per chi votare al Comune?”
“Sì, ma non posso dirlo perché Marcello potrebbe cacciarmi dalla squadra...”
“Sai com’é? C’è un amico mio che si presenta...”
“No, non ti dispiacere. Mi sono già impegnata”.
“Vabbè. Vorrà dire che da adesso in poi ti fischio invasioni pure con il respiro...”

In concomitanza con l’arrivo di Studio 100, il Manfredonia riprende il largo (4-8). Adesso è Rossella che trascina le azzurre con orgoglio (8-9), ma una palletta maligna delle ospiti, un attacco lungo delle azzurre ed una riuscita pipe di Roberta Liguori restituiscono al Manfredonia un distacco di sicurezza (8-13).
Commentando la partita d’andata, avevo scritto che il punto debole del Manfredonia era la difesa. Le ultime parole famose... Adesso la Palafiom ha ripreso a giocare bene e ad attaccare, ma le sipontine le prendono tutte ed apparentemente senza molta fatica perché il libero è sempre ben piazzato. Si chiama Lucia Fusilli. E’ una giocatrice imposta dallo sponsor dell’anno scorso, la Pasta Nella. Hanno cercato sul mercato anche Rosa Spaghetti, Nunzia Rigatoni e Martina Orecchiette, ma non le hanno trovate.
Nel settore difensivo della Palafiom, Alessandra sta facendosi un mazzo tanto correndo avanti e indietro, recuperando palloni dal tetto del palazzetto, schiantandosi contro le pareti e dimostrando una delle sue qualità peculiari: la capacità di aggiustare palloni difficili.

Per il resto, c’è un duello nel duello complessivo della partita: Michela contro le gemelle. Il nostro martello fornisce alle tarantine l’ultima occasione per recuperare (12-15), ma le sorelle Liguori sono inarrestabili: lungolinea, diagonale e muro (13-20).
Ormai l’ultima speranza di conquistare la coppa sta nelle mani di Désirée. Approfittando della distrazione dei presenti, Truciolina dovrebbe prelevare con destrezza il trofeo e nasconderlo nella segreteria. Dopo sarà troppo tardi.

Manfredonia dilaga (13-23). Valentina trova un mani-fuori e Rossella mura un attacco avversario (15-24). Ci sarebbero altri nove match-point da annullare, ma ad assegnare la coppa al Manfredonia è un astuto secondo tocco di una delle migliori giocatrici di questa formazione: la palleggiatrice Marilena Montenegro.
E’ andata male, ma lo spettacolo sul parquet ha ribadito che si tratta di due grandi squadre.

Mentre Silvia riceve omaggi dalle proprie allieve, le ragazze foggiane corrono a salutare i propri tifosi; non fanno in tempo a ritornare in panchina che un dirigente della Federazione ha già consegnato la coppa nelle mani della capitana. E che cavolo: create un po’ di atmosfera...

Il presidente e Marcello vengono intervistati da Studio 100. Sono sicuro che seguirà un commento di Gianni Florido, che ormai su questa emittente esprime pareri anche su ogni peto che viene emesso in città.

Non possiamo chiudere la stagione con l’amaro in bocca di una sconfitta. Si organizzi un’amichevole...
Nel frattempo andiamo in cerca di qualche motivo di consolazione. Il primo me lo offrono le gemelle, concedendomi una foto che attendevo da un anno, dai play-off dello scorso campionato.
Poi c’è l’altra squadra di Taranto che, spinta dai servizi e dai muri di Busina e da una Paola straordinaria (una valanga di secondi tocchi, compreso il punto finale), coglie la terza vittoria consecutiva nei play-out. Altre venticinque partite e sarà salvezza.

Un’altra squadra di Taranto, la FIDAS, anch'essa sangue del nostro sangue (oltre che dei donatori...), avrebbe potuto conquistare la serie C, ma a Monopoli ha perso con lo stesso risultato con cui aveva vinto in casa quindi non so ancora se ha ottenuto o meno la promozione. Silvietta ci potrà illuminare.
Tuglie ha perso in casa con il Turi. Auguro alle leccesi di rimediare in gara-2. Male che vada, l’anno prossimo potrebbe esserci una trasferta in pellegrinaggio nella casa natale di Vincenzino Di Pinto, ma spero che il Tuglie ce la faccia e non escludo di fare un salto a sostegno delle salentine per l’eventuale gara-3.
Domenica, infine, il San Vito dei Normanni di Marianna Masoni potrebbe conquistare la serie A2. In bocca al lupo!
Manfredonia-Palafiom Taranto 2-3

Domenica 13 maggio 2007, ore 18.00
Archiviato nel migliore dei modi il campionato, Palafiom e Manfredonia si contendono la Coppa d’Oro. Complice il caldo, l’atmosfera è un po’ vacanziera. C’è un lieve desiderio di smobilitazione, la concentrazione non è al massimo, diciamo che le squadre forse sono un po’ scazzate e – in ossequio a una regola non scritta del volley – quanto più una partita è avvertita come un peso tanto più è destinata a durare a lungo, magari fino al tie-break. Magari fino ai vantaggi nel tie-break.
In Concattedrale si dà seguito alla propaganda elettorale occulta avviata da Pino Moro su TarantOggi di sabato (bell’articolo, oltre che... di buon augurio).

Alessandra non presta le sue mani fatate ad una foto artistica e allora per vendetta oggi ne parlerò male.
Sonia ormai è l’unica che ha il coraggio di salire sull’automobile con acceleratore automatico del coach. Si parte in ritardo, si indugia in autogrill, si sbaglia l’uscita per Manfredonia. E poi quant’è lunga ‘sta regione...! Beate le squadre che giocano la Coppa d’Oro del Molise o della Valle d’Aosta...
Fortunatamente il buon Enzo Liguori ci viene a raccogliere dal casello di Foggia e ci accompagna al nuovo palazzetto, insieme alle figlie. Come una visione, un miraggio nella calura pre-estiva.
Le gradinate del nuovo palazzetto non sono tanto nuove ed anche il parquet ricorda i pavimenti di antichi palazzi nobiliari. I bagni, in compenso, sono limpidi. Buon per me che oggi ho qualche problema e potrei servirmene in modo intensivo.

La Palafiom schiera Sonia opposto, Silvia e Rossella centrali, Michela e Valentina di banda, Roberta libero. Poi c’è una che gioca da palleggiatrice al posto di Luana. In panchina ci sono Silvietta e Clara. La centrale, però, ha un problema alla schiena e non può essere impiegata. Quant’è brava ‘sta donna; anche negli infortuni ha un tempismo da grande giocatrice. Ma per il ritorno ha garantito che offrirà il proprio contributo.
Nel Manfredonia non puoi tesserarti se non hai almeno una gemella. Oltre alle famose Liguori, pare che anche Marilena e Loredana Montenegro siano nate contemporaneamente anche se non sono uguali.

Ecco, se posso interferire per l’ultima volta con la campagna acquisti, io lascerei la Palafiom così com’è ed innesterei soltanto le gemelle, che peraltro hanno anche loro l’abitudine di passarsi le mani sotto il fondo delle scarpe e quindi hanno già le carte in regola per giocare a pieno titolo nella squadra tarantina.
A dirigere l’incontro – colpo di scena – gli arbitri di Tuglie-Palafiom, a ruoli invertiti. Quando il secondo arbitro di Tuglie (primo arbitro stasera) si avvicina al seggiolone, il nostro DS lo fissa come era solito fare Hannibal Lecter prima di sbranare le sue vittime.
Primo set.
L’estate scorsa correvano voci false e tendenziose circa un’irreversibile crisi societaria del Manfredonia. Non solo la squadra si è iscritta regolarmente al campionato, ma l’ha anche dominato esprimendo un gioco davvero spettacolare.
Sebbene l’odierna Coppa del Nonno non sia proprio un traguardo che toglie il sonno agli allenatori, la squadra sipontina in avvio di gara offre un saggio di bel gioco: le gemelle trovano molti mani-fuori, la centrale sembra insuperabile e la palleggiatrice è molto agile, dinamica ed elegante. Invece la nostra numero 14 non ne sta azzeccando una.

Peraltro i mani-fuori delle gemelle non sono mani-fuori di rimbalzo; sono mani-fuori nel senso che per la potenza dei colpi la palla finisce fuori dalla provincia di Foggia. E così le sipontine conducono 1-6.
Bisogna dire, però, che la Palafiom il riscaldamento lo sta facendo adesso. Nonostante la serata incolore della signorina Certa, le azzurre raggiungono il pareggio sul 9-9. Michela, il cui nuovo look non altera bellezza e bravura, sta attaccando bene, ma le padrone di casa tornano in vantaggio (13-16).
Ace di Valentina, pallonetto di Sonia, muro a due Silvia-Sonia ed è ancora parità: 18-18. In questa fase è Sonia a mettere a terra palloni importanti, ma sul 23-23 invade la prima linea e poi Manfredonia trova il punto del 23-25.
Secondo set.
Il volley-champagne del Manfredonia si esprime anche con la capacità di gestire bene palloni difficili che vengono spesso spediti negli angoli più remoti. A voler cercare il pelo nell’uovo, forse è la difesa a non essere impeccabile.

Ma la Palafiom per il momento non riesce ad approfittarne per colpa della palleggiatrice. Meno male che l’anno prossimo torna Paoletta ed arriva l’alzatrice di riserva del Trepuzzi. L’unica cosa che riesce alla signorina Certa è il secondo tocco che ci porta sul 4-4.
Bene Michela e Valentina in questa fase ed anche Silvietta realizza punti importanti, ma le foggiane sono ancora in vantaggio (10-13). Roberta Liguori trova un angolino incustodito. Secondo me, doveva coprirlo Alessandra...
Contestazione all’arbitro per un punto assegnato alla Palafiom. Musica per le nostre orecchie; siamo solidali con i tifosi locali.
Intanto, però, la gemella Roberta sta continuando a martellare: un ace (11-16) ed una pipe (12-17) mettono nei guai la Palafiom. Muro di Silvietta (14-20) ma le sipontine orchestrate da un’ottima Montenegro (si può proporre uno scambio di palleggiatrici...?) dilagano e chiudono il set sul 18-25.
Terzo set.
Qualcosa inizia a cambiare nel gioco della Palafiom. Non cambiano, non sono mai cambiate quest’anno le occhiatacce (Hannibal Lecter al cubo) che coach Marcello rivolge alla povera Valentina quando la ricezione o il muro della nostra schiacciatrice presentano lievi inestetismi. Anche Roberta ogni tanto riceve qualche consiglio costruttivo.

Ma adesso iniziano a venire fuori le centrali e di conseguenza quei muri a cui dobbiamo una fetta di B2. Insomma, terminato il riscaldamento, la Palafiom inizia a giocare da Palafiom e a tirare fuori il carattere e la tecnica immensi che appartengono al DNA di queste atlete a cui rinnoviamo eterna gratitudine per il gioco e le emozioni che hanno regalato quest’anno ai tifosi. A parte la palleggiatrice...
Punto di Silvia per il vantaggio (7-6), Michela batte al salto facendo vittime nella difesa foggiana, poi arrivano le schiacciate di Valentina (14-10), due punti consecutivi di Rossella (16-11) e un altro bell’attacco di Michela da posto quattro (17-11).
La giocatrice tarantina con il numero 14 realizza fortunosamente tre punti (compreso un ace) in cinque scambi, poi Sonia attacca da posto quattro (21-15).
Reazione della gemella Stefania (22-17), ma Rossella ed una compagna non identificata, che studia economia aziendale, murano alla grande (24-17). Il set è chiuso da un geniale pallonetto di Rossella verso l’estremità del posto quattro avversario (come quelli di Clara a Corsano): 25-18.
Quarto set.
La Palafiom continua a giocare bene e le padrone di casa sembrano stanche. I servizi delle tarantine hanno contribuito a dare la svolta alla partita, ma questo me l’ha detto Marcello a fine partita perché io non ci sarei mai arrivato.

Siamo 8-4 e Sonia ormai ha ingranato la quarta. Un suo attacco viene toccato da una gemella giusto quel tanto che basta a deviare la palla sugli attributi di coach Delli Carri.
Mani-fuori di Loredana Montenegro, ma Sonia continua a dettare legge con bordate e pallonetti (13-7).
L’allenatore foggiano sostituisce la palleggiatrice; dovremmo fare lo stesso anche noi, ma non possiamo perché purtroppo la Zabova è assente.
Pallonetto Rossella, pipe Michela, muro a due Rossella+1, muro Silvia e mani-fuori Michela. E’ una sequenza devastante (18-11).
Anche il nostro martello sa trovare gli angolini lontani (19-12) e poi c’è sempre Supersonia (21-13). Manfredonia ha una reazione d’orgoglio e trova un break di tre punti, ma un ace di Silvia e l’ennesimo attacco di Sonia chiudono il quarto parziale (25-16).
Tie-break.
Perfetto muro di Valentina e attacco riuscito di Michela (2-1), poi il libero sipontino compie un bel salvataggio su un secondo tocco di Alessandra (4-3). Ma perché si ostina a fare secondi tocchi...?! Ormai dovrebbe saperlo che è un gesto tecnico inopportuno e fuori luogo...
Splendido attacco di Sonia, attacco lungo del Manfredonia e bolide di Michela da posto quattro (7-3). Può essere l’allungo decisivo, il completamento di una fantastica rimonta. Stefania Liguori non è d’accordo (7-4), ma Michela ribadisce il concetto (8-4) mentre il pubblico locale inizia a scaldarsi.

Le gemelle recuperano un paio di punti finché il colosso di Fragagnano non ristabilisce le distanze con un mani-fuori (12-9). Indecisione sotto rete: Alessandra e Rossella non si mettono d’accordo e la sfera termina a terra. Colpa della signorina Certa che ha distratto la nostra brava centrale...
Sonia continua a riversare palloni nel campo avverso, ma il Manfredonia ha ripreso ad attaccare con efficienza e la solita gemella Roberta effettua addirittura il sorpasso con un lungolinea (14-15).
Si attiva il dee-jey, ma Michela non è tipa da farsi impressionare (15-15).

Che bella partita. Queste squadre confermano di essere degne della B2.
La gemella n. 10 scarica una schiacciata sulla nostra fetta di parquet, ma la gemella n. 12 commette invasione (16-16). E dire che hanno avuto nove mesi in più per iniziare a mettersi d’accordo sulle strategie d’attacco. La Palafiom attacca fuori ma l’arbitro vede la palla in campo e ci regala il punto. Proteste dei tifosi locali. Occhio che vi arriva la multa di 35 euro...
Manfredonia pareggia e passa in vantaggio (17-18), ma prima Sonia, poi un muro di Valentina e poi l’ennesimo muro azzurro ribaltano il risultato (20-18).
Che vittoria! Ipotecata la Coppa del Nonno!
La Palafiom ha concluso una rimonta straordinaria al cospetto di una squadra il cui valore non fa che aumentare i meriti delle nostre ragazze. Tutte splendide, compresa Clara, che anche oggi non ha sbagliato nulla (pur risparmiandosi un po’ per la partita di ritorno). Tranne la Certa, ovviamente.
Non poteva mancare l’incontro con l’ennesimo cane. Questa volta si tratta di un cane-pecora, un poco mùscito, appostato in un autogrill.
Michela, dopo aver consumato tre pacchi di patatine Più gusto, lo sottopone ad un esame tossicologico riscontrando positività ai cannabinoidi. Se n’era accorta dallo sguardo.

Nel viaggio di ritorno l’autoradio di Marcello trasmette una canzone che potrebbe rappresentare una specie di inno della Palafiom di questa stagione: “Venceremos adelante / O victoria o muerte” [1].
Rossella accompagna la canzone usando le bottiglie di plastica vuote come se fossero nacchere. Solo che la canzone dopo cinque minuti finisce, mentre la nostra centrale continua a fare casino con le bottiglie da Bisceglie fino a Taranto, urtando un pochino i nervi di Sonia. Poco però.
NOTE:
(1) SILVESTRI, D., Cohiba, 1997.
Tristezza e nostalgia

A me piace viaggiare e scoprire luoghi nuovi. Persino a Torre Santa Susanna (che ha indubbiamente il suo fascino ma non è certo Venezia) ho trovato stimoli ad esplorare il paese insieme al buon Pino. Però spesso preferisco tornare nei luoghi che mi sono piaciuti. Ogni volta che ho l’opportunità di andare in vacanza devo decidere se visitare un posto nuovo o tornare in uno in cui sono già stato e spesso prevale la nostalgia. E così sono tornato quattro volte in Serbia e in Ungheria, tre volte in Bosnia e in Israele. Mi piace rivedere persone con cui ho fatto amicizia, fare due chiacchiere con lo stesso anziano commerciante di Gerusalemme o con la stessa fornaia di Sarajevo, come se non ci vedesse da tre giorni piuttosto che da tre anni, mangiare la stessa fetta di baklava nella stessa pasticceria di Novi Sad o prendere lo stesso tram – senza più chiedere informazioni - dalla stazione di Budapest fino al quartiere del solito albergo come se fossi un pendolare e non un turista.
Ho paura che valga lo stesso per la pallavolo ed è quello che stavo dicendo al termine della festa ai “Quattro Venti”. Volevamo tutti la B2, ho gioito anch’io per le vittorie e sofferto per le sconfitte. Ho esultato quando sabato scorso la Palafiom ha conquistato la promozione.
Però adesso c’è un po’ di tristezza. Più che tristezza, una dolce e precoce nostalgia. Mi sono affezionato a questa squadra e a questo ambiente e adesso che la sbornia dei festeggiamenti si sta attenuando (specie per me che sono astemio), sento che si avvicina il cambiamento e che qualcosa si perderà irrimediabilmente. Sì, i vuoti saranno colmati da novità che forse saranno migliori: nuovi stimoli, nuove persone, nuovi contesti. Succede ad ogni campionato; probabilmente voi ci siete abituati. Io no.
Tanto per cominciare, qualche giocatrice potrebbe andarsene e questo mi addolora, chiunque sia, perché ormai voglio bene a tutte. La prossima estate per me sarà una lunga e dolorosa agonia, ma soffrirò in silenzio. E’ la legge dello sport.
Durante il suo breve "pontificato del sorriso", nel 1978, Papa Luciani era solito dialogare con i bambini durante le udienze nella sala Nervi. Una volta chiese ad un bambino: “Tu vuoi stare sempre in 5^ elementare o il prossimo anno vuoi andare in 1^ media?”
Sorprendentemente il piccino rispose: “Voglio stare sempre in 5^ elementare perché altrimenti lascio la maestra ed i compagni...”
Il Papa dovette allora spiegargli l’opportunità di progredire, di migliorare sempre, mai fermarsi.
Oggi io mi sentirei di dire che voglio stare sempre in serie C per gli stessi motivi enunciati da quel bambino. Non voglio lasciare questa Palafiom.
Più in generale, tutta la serie C era come una specie di grande famiglia. Era un simpatico dosaggio tra punte d’eccellenza tecnica e contesti “a dimensione familiare”. Intendo dire che erano avvincenti le sfide a grandi livelli contro la Corvino o la Albino, ma era altrettanto gradevole andare a vedere le partite in piccole palestre con un paio di parenti al seguito della squadra locale dopo una sosta nel bar al centro del paese.
Già adesso i play-off e i play-out mi mettono in crisi: spero che tutte le squadre del girone B battano le squadre dell’altro girone, ma gli eventuali e successivi scontri diretti li percepisco come una dolorosa guerra civile. Forza Lecce su tutti, comunque!
Magari le epiche sfide con il Tuglie che hanno segnato questi ultimi due anni ci saranno anche l’anno prossimo. Io me lo auguro. Battaglie sportive sul parquet; signorilità prima del fischio d’inizio e dopo il fischio finale. Ma già quest’augurio è incompatibile con l’augurio di tornare a San Pietro Vernotico (se dovessero essere le brindisine a vincere i play-off) dove c’è il simpatico galletto azzurro e la squadra che in certi momenti schiera una prima linea da favola.
Scorrendo la classifica, non ci sarà l’Oria. La settimana di tifo è stata alquanto interessata, ma alla fine è come se si fosse creato un legame. Come una relazione sentimentale breve e occasionale che però lascia una traccia nel cuore.
Non ci sarà l’Ugento. Meno male, mi verrebbe da dire...! Ma non ritroveremo le giocatrici tatuate, travolgenti nella simpatia come nelle schiacciate.
Non ci sarà il Putignano con la sua organizzazione ipertecnologica e con Stefania che annota gli scout sul computer mentre la nostra Désirée la guarda in modo torvo.
Non torneremo a soffrire l’umidità di San Giorgio, a fare le partite a tappe in giro per la provincia perché sul parquet si scivola e non rivedremo Titti-il-canarino.
Non torneremo nel bar di Trepuzzi sulle cui bustine dello zucchero sono riportati i proverbi salentini, né rivedremo in azione il simpatico coach Rampino mentre manda all’aria le tute che si trovavano sulla sua panchina.
Non torneremo neanche nel tempio delle trombette a Nardò, luogo che quindi non posso non trovare familiare e teatro delle imprese di un libero che mi ha impressionato per la sua agilità oltre che per il suo nome di battesimo.
Per non parlare dell’Azzurra Lecce, squadra amica per eccellenza, il volley di sani principi del buon DS Antonio, le ricezioni yoga di Fefa, gli occhi di Federica, i riccioli della “Paccia”, la spesa dietetica delle riserve al mercato, il clima positivo della loro palestra.
Non ci sarà il Ceglie del killer Albino, che per me ormai è un’eroina mitologica, né osserveremo le “vasche” dei cittadini nella bella piazza dell’orologio.
Ehm... Non affronteremo l’altra squadra di Taranto nel... derby dell’amicizia. Forse ritroveremo Paoletta che potrebbe tornare “a casa”, ma il derby era l’occasione per rivedere persone che ci hanno voluto bene e a cui – spero - anche noi vogliamo bene (il signor Cirillo, Alessandra, parenti e amici vari).
Non torneremo nei pressi del Capo, terra magica alla fine del Salento e dell’Italia, nella Corsano di Illy Willy, della pizzeria “Fuego”, dei piccoli tifosi che ci lanciavano lattine vuote ma in fondo lo facevano con simpatia.
Non ci sarà il Torre Santa Susanna, anzi non c’è già più da un bel pezzo. Io speravo in una vittoria, in un punto, almeno in un set, ma la squadra non ha retto al dolore di tante sconfitte (che possa, comunque, tornare presto in C).
Abbiamo imparato a riconoscere persino gli arbitri. A parte “la Montagna incantata”, la migliore arbitra di tutti i tempi e da tutti i punti di vista, c’è l’arbitro simpaticone “amico nostro” (lo soprannominiamo così parlando tra di noi, ma lui non sa di essere amico nostro e ovviamente non arbitra da amico nostro...), gli arbitri precisini che volevano impedirci di suonare le trombette (ma, tutto sommato, diressero bene), l’arbitra che scambiava occhiate con il nostro DS (“guardo lei che guarda noi che guardiamo lei”), l’arbitro che porta sgubbio a Michela.
Un mondo che sento svanire.
I greci dicono: “Non guardare mai la riva che lasci”. Sanno che se ti volti indietro non parti più, gli affetti ti richiamano a casa, l’incognita fa paura. [1]
E va bene, guardiamo avanti, progrediamo, miglioriamo, come diceva Papa Luciani. L’orizzonte può nascondere posti nuovi, nuovi incontri e nuove gioie. Anche nuovi problemi, che come ogni esperienza saranno utili a crescere e a diventare migliori.
Ma la Palafiom 2006/07 resta nella memoria e soprattutto nel cuore.
NOTA:
(1) Cfr. RUMIZ, P., BULAJ, M., Gerusalemme perduta, Frassinelli, Milano, 2005, pag. 57.
Palafiom multata
Ma porca miseria! Proprio all’ultima giornata, proprio nel giorno della grande festa, la Palafiom si è beccata la prima multa della stagione (prima ed unica, sempre che nelle partite della Coppa del Nonno non accada qualcosa). Trentacinque euro “per aver un isolato tifoso ripetuto frasi offensive e minacciose nei confronti dell’arbitro in più occasioni”.
Contrariamente ai capi d’imputazione nei processi penali per ingiurie, la FIPAV pudicamente non esplicita gli esatti contenuti delle frasi offensive e minacciose (in questo caso li precisiamo noi per dovere di cronaca: “Ti faccio un culo così”...). L'isolato tifoso delle minacce (di cui omettiamo il nome per non compromettergli la campagna elettorale...), però, non era mica tanto isolato. Uno era il tifoso delle minacce, ma poi c’era anche il tifoso delle offese, che sedeva alla mia destra. Quanto meno la FIPAV ci ha fatto lo sconto cumulativo.
Beh, diciamo che la multa ci stava. Ciò che conta, alla fine, è che il risultato sia stato raggiunto e che, nonostante la comprensibile foga dei nostri tifosi più appassionati, il clima complessivo all'interno della tensostruttura sia rimasto civile ed anzi abbia reso onore ad entrambe le tifoserie oltre che alle società.
Anche Babbo Natale ha lavorato bene

Babbo Natale si è dato da fare. Vi ricordate i dieci desideri per il 2007? Vediamo quanti ne ha realizzati l’anziano lappone, cominciando da quelli in cui l’efficienza è risultata perfetta.
COSA HA FATTO
Assistere alla parte teorico-tattica di un allenamento. Ho assistito ad un briefing post-partita, alla preparazione tattica di una nuova partita e finanche alla seduta video per studiare l’Oria, squadra peraltro telegenica. Meglio di così non poteva andare; sono soddisfatto.
La Palafiom che gioca una partita al Palafiom. Possiamo considerare esaudito anche questo desiderio sebbene non si sia trattato della prima squadra ma dell’Under 16, che ha ospitato il Parabita proprio nel palazzetto di via Mar Grande. Visto il risultato, forse è meglio continuare a giocare all’Alfieri...
L’ingresso in campo di Désirée. Dopo pochi giorni dalla richiesta, la piccina ha fatto il suo esordio contro il Corsano.
Il desiderio innominabile. La B2 è stata raggiunta e qui il vecchio è stato encomiabile.
Ivana sul parquet prima della fine del campionato. Beh, tornare sul parquet è tornata, ma non era proprio quello che intendevo io. Ivana ha giocato da libero con la spalla ancora da operare quando avrei preferito rivederla battere al salto e schiacciare, però formalmente il vecchio è a posto.
COSA PUO' ANCORA FARE
Una giocatrice di Laterza entro tre anni. Qui non ci siamo, ma ancora c’è tempo. Anche coach Marcello ci sta lavorando sopra.
Virginia Vuovolo nella Palafiom. Solo teoricamente sarebbe ancora aperto uno spiraglio, ma sappiamo bene che, in concreto, la cosa è irrealizzabile. Se non altro, rivedremo le gemelle Barbie come avversarie. E’ già qualcosa.
Trovare un commento di Di Pinto sul blog. Anche qui c’è tempo fino al 31 dicembre. Abbiamo addirittura sperato in una sorpresa da parte di Velasco. E’ chiaro, però, che se il mago di Turi dovesse restare indifferente, potrei cambiare lo slogan del blog e sostituirlo con una frase di Michele Pelillo, noto trafficante di poltrone: “Abbiamo concordato, IN MODO DEFINITIVO E IRREVERSIBILE, la necessità di affrontare per la prima volta le elezioni primarie” (14 novembre 2006)...
COSA NON HA FATTO
La deducibilità fiscale delle ricariche per le trombette. Per quante ne abbiamo usate a Tuglie ho dovuto indebitarmi.
Nicolino all’Alfieri. Non si è visto.
Diciamo, comunque, che questi ultimi due desideri non erano proprio i più importanti...
La lunga marcia verso la B2

Non so come andare avanti in questo blog. Sarei tentato di tenerlo bloccato su Tuglie-Palafiom fino a ottobre oppure potrei riprendere a scrivere ma truccando le date in modo tale che anche gli articoli nuovi siano visualizzati sotto la cronaca di quella partita epica. In verità, questo sarebbe il momento dell’intervista al presidente, ma visti i suoi attuali impegni non ho neanche il coraggio di andare a rompergli le scatole. E’ chiaro, ovviamente, che lo spazio del blog è a sua disposizione se desidera inviare un articolo e la stessa cosa vale per il nostro DS, l’unico... DS che apprezziamo (e la foto ce l’abbiamo: “Taranto per bene”...) e per la nostra terapista, che però in più occasioni mi è sembrata poco entusiasta di questa possibilità.
Allora, direi di ripercorrere le tappe di questo campionato esaltante. Di solito indico sempre prima i punti della Palafiom e poi quelli delle avversarie; in questo riepilogo, invece, terrò conto del fattore campo.
Lecce-Palafiom 1-3
Si parte da Lecce il 15 ottobre 2006. Il cielo è coperto (molte trasferte saranno connotate dal cattivo tempo: temporali e nebbia in particolare) ed un primo cane randagio viene molestato da Michela in via Bari. La palestra è una sorta di Volleyland, una festa di bambini e famiglie in cui la prima squadra è la ciliegina sulla torta. La Palafiom, con le vecchie divise blu, sposta Clara in posto quattro per far spazio alla nuova centrale Rossella (ottimo esordio). L’altra novità è l’opposto Sonia al posto dell’infortunata Ivana, presente in panchina con il compito di osservare il piazzamento della difesa avversaria (“Stanno bene”...). Le altre titolari sono Alessandra (palleggiatrice), Michela (martello), Silvia (centrale) e Simona (libero). Sacrifichiamo agli dèi del volley il primo servizio ed anche il primo set, conquistato da un Lecce particolarmente tonico e combattivo (25-16). Poi sale in cattedra Alessandra, almeno così mi sembra perché veder giocare per la prima volta la nostra palleggiatrice dal fondo-campo piuttosto che da un lato è uno spettacolo. La Palafiom rimonta e vince 3-1 (18-25, 18-25 e 17-25 i parziali). L’ultimo punto lo realizza Silvia-chiudi-partita, una delle tre ragazze provenienti dal vivaio.
Palafiom-Putignano 3-0
Primo impegno casalingo della Palafiom nella palestra della scuola "Alfieri". Il risultato è sonoro, ma sul piano del gioco c’è una lieve regressione. Molti errori da entrambe le parti (alla palleggiatrice ospite vengono fischiate una decina di doppie) in una partita che non resterà negli annali della pallavolo mondiale. La Palafiom fatica a giocare in modo fluido, ma riesce comunque a gestire bene la sfida contro l'unica squadra barese del girone. Per fortuna c’è Michela che, sostenuta dai piccoli fans, mette sul piatto della bilancia la sua consueta determinazione, soprattutto nelle fasi più delicate dell'incontro. I parziali: 25-22, 25-20, 25-18.
San Pietro Vernotico-Palafiom 0-3
E’ il primo scontro diretto al cospetto di una squadra legittimata a nutrire ambizioni interessanti.
Coach Marcello prepara l’incontro nei minimi particolari dopo mesi di studio delle avversarie e la Palafiom mette in pratica le strategie concordate. La Corvino attacca un’impressionante quantità di palloni, ma le tarantine sono impeccabili: partita brillante e primo colpo d’ala della stagione (20-25, 17-25, 16-25).
La determinazione contro le grandi squadre sarà una delle caratteristiche della Palafiom 2006/07 (19 punti su 24 disponibili contro le migliori quattro).
Palafiom-Ceglie 3-1
Colpo di scena: Ivana in campo con la maglia del libero.
La Palafiom sembra in grado di dominare l’incontro: accumula vantaggio nei primi due parziali e poi tende a rilassarsi. Primo set 25-19, secondo set 25-12. L’ammazza-set questa sera è Valentina.
Il terzo set è una delle pagine meno edificanti della stagione: 8-0, 10-1 e poi grande rimonta del Ceglie, che ci crede, pareggia 14-14 e vince addirittura il set (23-25). Marcello è imbufalito, ma nel quarto set la Palafiom torna sul parquet più concentrata e chiude l’incontro con la giusta determinazione (25-14).
Tempesta-Palafiom 2-3
Il derby dell’amicizia si trasforma in un incubo. La Palafiom inaugura le nuove maglie azzurre, ma la Tempesta parte a razzo (11-5). Questa volta sono Silvia e compagne a rimontare (23-25). Il secondo set è traumatico: la Tempesta chiude con un parziale che preferisco non rievocare e le nostre reagiscono in modo nervoso ad un arbitraggio oggetto di contestazioni (ammonita Clara durante l’incontro; ammonita Michela, che a fine partita manda affanculo il secondo arbitro). Battaglia nel terzo set, ma nel finale la Tempesta riesce a strappare il primo punto della stagione alla Palafiom, sotto lo sguardo di Enzo Giannico (25-22). Nell’intervallo è Marcello ad essere tempestoso e finalmente esce fuori la vera Palafiom. Ulteriore regressione nel tie-break (1-5, 8-11 e poi 14-14), ma, se non altro, le azzurre non vanno in tilt, chiudono l’incontro vittoriose (14-16) e conservano la testa della classifica, sebbene raggiunte dal Tuglie.
Palafiom-Trepuzzi 3-1
Volenti o nolenti, con Clara e Michela squalificate, con Simona e Ivana ko, è la partita della linea verde: Valentina e Silvietta affiancano Sonia in attacco e Roberta fa il suo esordio come libero. Il resto non cambia: Silvia e Rossella al centro, Alessandra in regia.
Si inizia male (1-5), poi giovani ed esperte trovano i giusti equilibri e vincono il set 25-23. Il secondo set è un capolavoro (25-8) con le splendide golden babies che ci prendono gusto, nel terzo c’è la reazione del Trepuzzi (17-25), ma il quarto è sostanzialmente controllato dalla Palafiom (25-20), che adesso sa di poter contare su una panchina ricca di atlete promettenti.
Nardò-Palafiom 0-3
Dopo le nuove maglie azzurre è il momento di inaugurare le tute da becchini.
Nardò è un tripudio di trombette, ma le ragazze di coach Presta dominano il primo set (14-25). Più combattuto il secondo parziale, ma muri e fast fanno la differenza (22-25). Nardò grintoso anche in avvio del terzo set (5-3), ma le tarantine disputano un’ottima partita da tutti i punti di vista (tecnico, tattico e mentale) e recuperano senza apparenti difficoltà (17-25).
Missione compiuta; la massiccia nebbia che avvolge il Salento non nasconde i lampi di una grande Palafiom.
Palafiom-Oria 3-1
In settimana Alessandra si fa male alla caviglia e quindi è il giorno di Luana. La palleggiatrice massafrese sfodera una prestazione con i fiocchi proprio contro un avversario tra i più accreditati al salto in categoria superiore. Il primo set è una continua alternanza di break e controbreak: parte bene la Palafiom (7-4), ma la Liace spinge le brindisine verso un vantaggio che sembra incolmabile (8-15 e 11-20), poi sale in cattedra Sonia (21-23), ma le ospiti trovano i punti che valgono il set (21-25). Il secondo parziale è combattuto fino al 17-17, poi la Palafiom esibisce numeri d’eccezione: ace di Luana, muri a volontà e schiacciata finale di Michela (25-17). Ripetuti capovolgimenti nel terzo set, ma tutte le azzurre giocano splendidamente e Rossella riesce a fare bella figura con le ex-compagne (25-23). Il quarto set è ancora più emozionante: vantaggio Oria (1-5), quattro attacchi consecutivi di Michela (9-6), break brindisino di cinque punti (9-11), rimonta Palafiom (17-15) e sul 21-21 Luana trova un punto per il quale le perdoniamo definitivamente le sue origini. A completare l’opera ci pensa la solita Michela (25-22).
Ugento-Palafiom 1-3
A Ugento non ci sono.
Mi viene riferito che in un palazzetto tradizionalmente difficile per chiunque la prestazione delle tarantine al cospetto di una squadra potenzialmente temibile è senza sbavature.
Un po’ di bava, veramente, raggiunge la panchina, ma le atlete non c’entrano... Perfette le percentuali di Désirée in ricezione...
Parziali: 23-25, 25-23, 16-25, 18-25.
San Giorgio-Palafiom 3-2
Chi se l’aspettava? Dopo le splendide prove di gioco e di carattere con l’Oria e con l’Ugento, la Palafiom gioca un primo set da dimenticare a San Giorgio. Le nostre non entrano proprio in partita (6-0) mentre le ragazze di Spinosa danno una dimostrazione di bravura e di cattiveria agonistica. Al termine del primo set (vinto dal San Giorgio 25-19), gli arbitri prendono atto che il parquet è troppo umido; la partita deve proseguire altrove. Raggiungiamo Pulsano nella nebbia, ma nel palazzetto è in corso un’altra partita. Durante il riscaldamento se ne va anche la luce. Nonostante l’ora tarda, adesso si gioca una bella partita: la Palafiom vince bene il secondo (16-25) e il terzo set (21-25), conduce per 14-17 anche nel quarto, conserva il vantaggio fino al 20-21, ma lascia alle sangiorgesi gli ultimi cinque punti (25-21). Avvincente anche il tie-break. La Palafiom è in vantaggio per 9-12, ma le ottime Simona e Titti trascinano le compagne alla vittoria (15-13). Le tarantine perdono il primo incontro della stagione e perdono anche il primato della classifica (Tuglie 29, Palafiom 27, Oria 25).
Palafiom-Corsano 3-0
La pausa natalizia è proficua. Clara torna definitivamente a giocare al centro e Valentina vince le primarie per il posto quattro. L’incontro sembrerebbe facile, ma le azzurre non devono concedersi distrazioni. Il primo parziale scorre via senza problemi (25-13) e nel finale può esordire anche Désirée. Stesso copione nel secondo parziale, dominato dalle tarantine e concluso dalla solita Silvietta (25-16). Nel finale c’è spazio anche per Renata Boom Boom Spaccalegna. Più reattivo il Corsano nel terzo set, ma Rossella e Michela riescono a spegnere ogni velleità (25-16). Lu mieru del “Siddartha” è stato il propellente per questa vittoria. Buone notizie da Trepuzzi, dove il Tuglie ha perso 3-2 ed è quindi raggiunto in classifica dalla Palafiom.
Torre Santa Susanna-Palafiom 0-3
Continuano a piovere bollettini medici dolorosi: Rossella è infortunata alla cervicale e Sonia ha l’influenza. L’opposto è presente, ma le viene impedito di avvicinarsi, di parlare e di respirare. L’infermeria piena e la facilità dell’incontro consentono alle Under di trovare spazio. Primi due set senza problemi (18-25 e 5-25) ed anche Valentina Macripò ha l’opportunità di mettere la firma su due punti di questo campionato. Orgoglio brindisino nel terzo set fino al 13-12, poi la Palafiom mette la freccia e amministra sino al termine (18-25). L’imminente ritiro del Torre Santa Susanna comporterà l’annullamento della partita; intanto, però, Tuglie perde in casa con l’Oria (2-3) e la Palafiom passa al comando della classifica. Da sola.
Palafiom-Tuglie 3-0
Alessandra, Sonia, Silvia, Clara, Michela, Valentina e Roberta affrontano il big-match con il Tuglie. Le azzurre sono determinate e giocano una partita perfetta. Passano a condurre 7-3 e mantengono le distanze fino alla fine del primo set (25-20). Ancora più impressionante è l’esibizione di forza nel secondo parziale, quando solo la Spano tenta di rimediare con la proverbiale classe e con qualche pallonetto, ma il set termina con un punteggio insperato alla vigilia: 25-13. Nel terzo set la Palafiom è un po’ distratta e concede spazio alle ospiti (1-6), ma qui viene fuori il grande carattere delle ragazze che tengono i nervi saldi e realizzano una rimonta paziente e tenace (7-11, 15-18, 19-20). Tutte magnifiche, Valentina è sempre più brava e gran finale di Clara e Michela (24-22). Tuglie pareggia (24-24), Silvia va a segno (25-24), Roberta salva e Michela chiude la partita (26-24). Una partita fantastica. In classifica la Palafiom precede Oria di quattro punti e la stessa Tuglie di cinque.
Palafiom-Lecce 3-1
Inizia il girone di ritorno con un ulteriore infortunio (Sonia). Ancora una volta le piccine d’oro sono chiamate a servire la patria contro un’Azzurra Lecce imprevedibile: forte con i forti, debole con i deboli. Il contrario della politica di Berlusconi in tema di fisco e sicurezza... Il primo set, in effetti, è estremamente equilibrato: la Palafiom non riesce a sfondare in attacco e le ospiti sono determinate; dopo una serie di capovolgimenti di fronte, il primo set è dell’Azzurra (25-27). L’intervallo trasforma le padrone di casa, che giocano ai livelli consueti e migliorano le percentuali in tutti i fondamentali (25-11). Lecce non molla e nel terzo set resta agganciata alla Palafiom fino al 22-22, ma le tarantine trovano il guizzo vincente (25-22). Non c’è storia nel quarto parziale: la grinta della capitana coraggiosa Rampino non basta a contenere una Palafiom inarrestabile (25-12).
Putignano-Palafiom 3-2
Essere arrivati a Putignano con sei giocatrici più il libero è già un miracolo: Ivana, Simona e Rossella sono ferme da tempo; Sonia è ancora stirata, Valentina ha 39 di febbre, Michela intasa le fogne di Taranto e non può allenarsi (ma alla fine recupera), Désirée si fa male al ginocchio. Defezioni anche tra i tifosi (Pino-portafortuna è fuori città) e in più l’automobile di Marcello non riesce più a frenare. Nonostante questa sfilza di problemi, le azzurre vincono i primi due set (stesso punteggio: 21-25). In campo c’è Renatona, che gioca pure molto bene finché la tenuta atletica glielo consente. Ma dall’altra parte bisogna confrontarsi con un Putignano capace di volley-spettacolo (25-19). Il quarto set è uno dei più belli del campionato: tirato fino alla fine, finisce ai vantaggi. Michela è straordinaria, ma la Palafiom non riesce a sfruttare tre match-ball. Alla fine vince Putignano 32-30, trascinato dalle sue ottime centrali Giotta e Abbracciavento. E’ battaglia anche nel tie-break. Alessandra mette giù un secondo tocco che merita il premio Nobel (9-11), poi la nostra ricezione va in tilt e l’incontro se lo aggiudica il Putignano (15-12) dopo una rimonta da applausi. Peccato per il risultato finale, peccato per i tre match-ball sprecati, ma, viste soprattutto le condizioni di partenza, anche le tarantine meritano un applauso. In classifica Oria (-2) e Tuglie si avvicinano (-3).
Palafiom-San Pietro Vernotico 3-1
Fuori diluvia e le strade sono allagate. Marcello l’alchimista inventa un ruolo da opposto per Valentina. La ritrovata Rossella affianca Clara al centro, Silvia attacca da posto quattro con Michela, Ale è in regia e Roberta è il libero. La strategia è vincente. La Palafiom, con una splendida Ale, gioca in modo fluido e vince un primo set strepitoso (25-22). Molto tirato anche il secondo parziale, ma sul 21-20 le ospiti si fermano e Michela procede come un treno (25-20). Situazione inversa nel terzo parziale: si arriva ai vantaggi e il talento della nostra schiacciatrice si infrange sui muri del gigante De Nicola. C’è sempre Clara, ma questa volta non basta (30-32). Il quarto set è una battaglia esaltante. Pierpaola e compagne partono bene (3-6), ma poi vengono raggiunte (12-12) e superate (17-16). La conclusione del set è emblematica: la grande Corvino (contro cui si è fatto ricorso anche al muro a tre) prova ad attaccare per tre volte e per tre volte è contenuta da Roberta, poi Superclara mette a terra la palla della vittoria (25-20). Quando il gioco si fa duro, la Palafiom c’è sempre (100% di vittorie da tre punti negli scontri diretti sino a questo momento).
Ceglie-Palafiom 1-3
Con Silvietta opposto, la Palafiom affronta un Ceglie che ha cambiato allenatore e che si è rinforzato con il temibile Killer Albino. Le tarantine vincono senza problemi il primo set (19-25), ma coach Marcello non è soddisfatto. Crescono entrambe le squadre nel secondo parziale e la Palafiom ora è convincente (20-25). Nella terza frazione le nostre attuano una politica di risparmio energetico, il Ceglie è trainato dalla sua grande campionessa (17-10), ma le ospiti imitano la rimonta delle brindisine nella partita d’andata (18-18). Superclara supplisce ad una serata poco felice di Michela (23-24), ma Ceglie tiene duro e si aggiudica il set (26-24). Scatti della Palafiom e recuperi del Ceglie nel quarto set. Il finale è della Palafiom (17-24), ma Albino e compagne annullano quattro match-point consecutivi. E’ Clara a scacciare i fantasmi di Putignano (21-25), ma nello spogliatoio resta un po’ di tensione. La cancellazione del Torre Santa Susanna cambia la classifica, ma la Palafiom è sempre prima con 43 punti, Oria 41, Tuglie 37.
Palafiom-Tempesta 3-0
Simona torna a giocare da libero e Valentina da opposto, Rossella affianca Clara al centro e Silvia resta in posto quattro.
Il derby di ritorno è senza storia, come rivelano i parziali: 25-16, 25-15, 25-17.
Paoletta, Irene e Busina non riescono a creare alcun problema alla voglia di rivalsa delle azzurre; coach Marcello trova anche modo di sedersi in panchina alla fine del terzo set.
Tutto invariato in classifica.
Trepuzzi-Palafiom 1-3
Torna Sonia, ma resta ferma Rossella, Silvia gioca al centro, Valentina da laterale. Il Trepuzzi approfitta dei tempi di carburazione della Palafiom (1-4), ma il pareggio non si fa attendere (5-5) e neanche il sorpasso (20-25). Staffetta Valentina-Silvietta nel secondo set, ben amministrato da una Palafiom che esegue diligentemente il compitino (18-25). Black-out delle azzurre alla fine del terzo set (25-20) e quarto parziale difeso con i denti fino alla fine ed impreziosito da una serie infinita di primi tempi di un’eccezionale Silvia (20-25). Non è stata una bella partita, ma il primato in classifica supera un’altra prova che non era scontata, visti certi precedenti risultati del Trepuzzi.
Palafiom-Nardò 3-1
Dopo quattro mesi torna Ivana per sostituire un’acciaccata Simona nel ruolo di libero. Rientra anche Rossella e Silvia torna in posto quattro. La Palafiom è con la testa già ad Oria e il Nardò ne approfitta aggiudicandosi il primo set (19-25) giocando bene in attacco oltre che in difesa, suo abituale punto di forza. Cresce Sonia nel secondo set e le azzurre sono più determinate (25-19). Paola suona la carica con la trombetta e la Palafiom domina il terzo parziale (25-12) ed anche il quarto finisce con il diventare un tiro a segno che l’agilità della povera Demelza non può contenere (25-15). Ora inizia la serie di partite decisive, ma da altri campi giungono buone notizie: Ugento-Oria 3-0, Tuglie-San Pietro Vernotico 0-3. In classifica abbiamo 5 punti sull’Oria e 9 sul Tuglie (che però ha una partita in meno).
Oria-Palafiom 1-3
Alessandra, Sonia, Silvia, Michela, Clara, Rossella e Ivana (libero) disputano la partita-capolavoro di questa stagione. Perfette tatticamente, encomiabili nei fondamentali e soprattutto fantastiche sul piano caratteriale, le atlete della Palafiom ribaltano un primo set in cui un’ottima Oria sembrava poter essere in grado di riaprire il campionato (25-18). Il time-out del secondo set (9-5) segna l’ora della riscossa: la Palafiom agguanta il pareggio (12-12), passa in vantaggio (15-16), accelera (18-22), subisce un tentativo di rimonta (21-22) e difende il successo parziale (22-25). Stesso copione nel terzo set: fuga dell’Oria (8-6) e rimonta Palafiom (9-12) che poi va a vincere innalzando muri invalicabili (21-25). Tanti muri anche nel quarto set. Le tarantine si esaltano ed Oria alla fine deve arrendersi (15-25). Nel frastuono delle trombette, per la prima volta i tifosi nominano l’innominabile: “Serie B! Serie B!” E’ questa, probabilmente, la partita dell’anno (unitamente ai primi tre set di Tuglie). In classifica: Palafiom 55, Oria 47, Tuglie 46.
Palafiom-Ugento 0-3
Simona riprende il posto di libero; per il resto la squadra sta finalmente stabilizzandosi. Ma all’Alfieri arriva un Ugento scatenato. Ninetta e compagne scaricano dall’inizio la loro aggressività agonistica (10-13). Michela è la protagonista di una bella rimonta (21-21), ma le salentine perforano la nostra ricezione (22-25). Nel secondo set dobbiamo fare a meno di Simona, Valentina prende il posto di Silvia e Silvietta rileva Sonia, ma l’Ugento è devastante (16-24). Sul servizio di Silvietta, però, la Palafiom compie una rimonta straordinaria (24-24), si guadagna addirittura una palla-set (26-25), ma un pallonetto, un ace e un muro consentono all’Ugento di strappare il secondo set ad una squadra che fino a quel momento non aveva ceduto neanche un punto in casa. E’ battaglia anche nel terzo set, ma le ospiti non si fermano più (21-25). Rammarico per l’occasione buttata, ma di fronte ad una tale prova di forza c’è poco da recriminare. Le nostre hanno lottano e meritano i complimenti; contro quest’Ugento avrebbe perso anche la Sisley Treviso. Oria e Tuglie recuperano ciascuna tre punti in classifica.
Palafiom-San Giorgio 3-0
Forse per la prima volta riusciamo a giocare con la stessa formazione per due partite di seguito. L’incontro con il temibile San Giorgio è un test per valutare la capacità di reazione della squadra. Il responso è nitido: le ragazze hanno gli attributi e vogliono vincere questo campionato. Giocano tutte alla perfezione, Sonia... si presenta al pubblico dell’Alfieri e Silvietta, nel secondo set, rispolvera la tradizione di ammazza-set. Il primo set è ben amministrato (25-21), il secondo finisce col risultare addirittura imbarazzante nel punteggio (25-11) e soltanto nel terzo un irriconoscibile San Giorgio tenta l’assalto (14-14), poi tre punti consecutivi di Clara spianano la strada verso la vittoria nonostante un orgoglioso tentativo di reazione di Mucci e compagne (25-22). Il turno di riposo spiazza l’Oria in classifica: Palafiom 58, Tuglie 52, Oria 50, ma noi abbiamo giocato una partita in più.
Corsano-Palafiom 1-3
Coach Marcello intuisce nel riscaldamento pre-partita che qualcosa non va; in effetti la partita è un’autentica battaglia. E’ l’ultima spiaggia sia per il Corsano, sia – sotto certi aspetti – per la Palafiom dato che poi ci saranno il turno di riposo e la madre di tutte le partite a Tuglie (la classifica è ingannevole). Michela è un po’ in ombra all’inizio ma Sonia è una gladiatrice. Il primo set, comunque, termina 22-25. Nel secondo il Corsano, trascinato da una grande Katia Accogli, si porta in vantaggio per 6-1 e resiste fino alla fine agli assalti delle ospiti (25-22). Gioco teso e nervoso anche nel terzo set. Grande preoccupazione quando le salentine conducono 17-15, ma questo è uno dei momenti topici di questo campionato, uno dei momenti in cui la Palafiom conferma di essere costituita da grandi campionesse. Prima si alza il muro, poi Clara mette a terra due pallonetti in posto quattro, infine Sonia e Michela completano la rimonta (19-25). Nel quarto set la Palafiom non vuole più rischiare: parte bene (2-8) e porta a casa i tre punti con una grande prova di carattere (15-25). Si festeggia alla pizzeria “Fuego”. A fine serata, tra le macerie del locale, stringiamo amicizia con Illy Willy.
Tuglie-Palafiom 3-2
Nel turno di riposo della Palafiom, Tuglie espugna Oria (0-3) e la trasferta nel Salento resta una finale senza appello. Se Tuglie vince 3-0 o 3-1, passa in B2 (a parità di punti e di vittorie con la Palafiom, la squadra di Scanferlato ha una migliore differenza set); tutti gli altri risultati premiano le tarantine. Le padrone di casa sono sempre in vantaggio nel primo set, ma la Palafiom è comunque in partita (25-20). Il secondo parziale è la fotocopia del primo ma a parti invertite: buona partenza delle azzurre e vantaggio difeso con i denti fino alla fine (19-25). Il terzo set è quello che resterà nella storia della società: Clara e compagne partono bene (1-4), ma questa volta Tuglie rimonta (9-8), soffre (11-12) e addirittura allunga (15-12). Dopo un importante time-out, Michela, Sonia e due errori tugliesi segnano la svolta della partita e del campionato (15-16). La Palafiom incrementa il vantaggio con il turno in battuta di Rossella (18-21), Tuglie recupera (20-21), ma un primo tempo di Clara e un lungolinea di Silvia (21-23) mettono al sicuro la vittoria. Il punto del 21-25 vale la B2 e fa esplodere l’esultanza della squadra e dei tifosi. Si continua a giocare in un clima surreale. Una commovente Simona va in panchina a curarsi la schiena, entrano in campo le riserve, le salentine vincono largamente il quarto set ed il tie-break e la festa della Palafiom può finalmente scatenarsi.
Tuglie-Palafiom Taranto 3-2

Sabato 5 maggio 2007, ore 19.00
Il primo pensiero va al nostro presidente, che non ha potuto partecipare di persona alla festa della Palafiom. Con l’augurio e la certezza di superare questo momento delicato.

Il secondo pensiero va al Tuglie. Purtroppo lo sport sa essere spietato e la pallavolo, unico sport di squadra senza contatto fisico, rende meglio l’idea della separazione emotiva oltre che regolamentare tra due squadre: al di qua della rete un’esplosione di gioia incontenibile e indimenticabile; dall’altra parte la disperazione. Le lacrime delle atlete salentine non mi lasciano indifferente: al Tuglie, alle sue ottime giocatrici, al suo allenatore capace di elaborare una rimonta travolgente nel girone di ritorno, ai tifosi, a Daniela che si è fatta male, tutta la mia ammirazione e il mio affetto sincero. Fare i play-off, inoltre, non vuol dire che si è perso il campionato; vuol dire che bisogna lottare un po’ più a lungo per arrivare in B2, insieme a noi. Questo è il mio augurio.

Ma adesso veniamo alla Palafiom. Una grande società, uno staff preparato, un presidente entusiasta, un direttore sportivo ancora più entusiasta (e ne abbiamo avuto un’ulteriore dimostrazione ma non posso dire i particolari...), una preparatrice-mediatrice perfetta, un’addetta agli arbitri puntuale, disponibile e maestra di public relations (anche se in trasferta le public relations vengono un po’ accantonate...), un allenatore per cui la A1 sarebbe limitativa vista la sua capacità di preparare la migliore strategia tecnico-tattica per ogni partita e un gruppo di giocatrici semplicemente fantastiche, tenaci, serie, capaci di soffrire, bravissime, bone, simpatiche, con il senso dell’umorismo necessario a sopportare questo blog. Siete le migliori. Questo sabato 5 maggio lo ha soltanto ufficializzato: siete le migliori.

Ma penso a tante altre persone che fanno parte di questo ambiente, penso alla famiglia Leone, ai genitori delle atlete, agli sponsor, a un tifoso esperto come Luca (che, diciamolo, la Palafiom è riuscita a strappare all’altra squadra di Taranto), al custode dell’Alfieri, alle ex-giocatrici come Marcella Scaglioso e Alessandra Passaro (che ho avuto la fortuna di conoscere) e come Marianna Masoni (che ovviamente conosco di fama), che hanno lasciato il buon esempio, e alle giovani promesse delle giovanili, che hanno sostenuto la prima squadra in modo commovente con il loro tifo e prima o poi la sosterranno con il loro gioco.

Ma questo genere di discorsi non è il mio forte; passiamo alla cronaca della giornata.
“Consideriamo la vittoria e la B2 valori non negoziabili” (messaggio elettorale. Committente responsabile: Marcello Presta).
Il lungo corteo di automobili che è partito alle 16 dalla Concattedrale arriva a Tuglie con congruo anticipo e si concede un caffè al Bar “Aragona”. Il clima è da gita scolastica e proprio quando gli occhi bramosi delle atlete stavano iniziando ad indugiare nel settore delle paste, coach Marcello richiama la truppa all’ordine e alla disciplina.
Un cane randagio nero sta riposando affianco a un cassonetto posto di fronte all’ingresso della palestra. L’ennesimo cane di questa stagione. Dormi ancora per un’oretta – gli suggerisco – ma poi vedi di sparire perché se ti vede Michela alla fine della partita, sei rovinato. Sia tu che noi.
Tra gli sponsor del Tuglie c’è una ditta di “Igiene ambientale srl”; effettivamente la pulizia dei bagni della tensostruttura è encomiabile. Viene quasi voglia di uscire e di fare i bisognini nel cortile pur di non sporcare sanitari limpidi e scintillanti.
Gli sponsor sono utili ma anche i contributi degli spettatori sono ben accetti, come sembra testimoniare un apposito raccoglitore di offerte.
Dopo quello che mi ha detto Marcello nella recente intervista, devo stare attento al riscaldamento pre-partita. Qual è l’atteggiamento delle ragazze? Sono cariche? Sono già calde? L’analisi psicologico-tecnica viene però compromessa dal fatto che tugliesi e tarantine sembrano essersi messe d’accordo per dar vita a una gara di urla.
Urlano sempre durante il riscaldamento, ma stasera ci sono alcuni toni in più. Stanno marcando il territorio. Come facciamo noi sugli spalti. Come starà facendo Illy Willy qualche chilometro più in là (con modalità differenti).

Nella Palafiom stanno tutte bene: Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Silvia Buso martelli, Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, Simona Mereu libero (lei è l’unica che non sta tanto bene per via della solita schiena, ma stringe i denti). In panchina: Luana Santovito, Silvietta Mastandrea, Valentina Moro, Désirée Fiore e Roberta Manzacca.
Tutto pronto. Si gioca la partita che decide il campionato, senza possibilità di rivincite, senza appelli.
C’è solo una certezza: prima di domani, prima che il gallo canti, una di queste due squadre sarà in serie B2. Il parquet di Tuglie sarà innaffiato con lo spumante; si tratta di stabilire quale delle due metà campo.
Primo set.
Tuglie subito aggressivo, parte bene (0-2), ma la difesa tarantina regge finché le padrone di casa non si portano sul 4-7. La Palafiom è tesa, contratta. Le ragazze non stanno giocando male, sono in partita, ma il Tuglie appare più determinato ed ordinato in questa fase.
Se non altro, Michela c’è. Eccome se c’è.
Qualche errore, forse un po’ di comprensibile tensione attenua la lucidità delle azzurre e Tuglie dilaga. Bella diagonale di Neire Scupola (7-13) mentre Valeria Spano sta servendo palloni che mettono in difficoltà la ricezione tarantina.
E’ Silvia che spezza l’assedio realizzando il punto del 8-16. E’ un divario incolmabile, ma forse è questo il momento in cui nella testa delle tarantine scatta qualcosa. Anche se la rimonta appare come un’utopia, le ragazze attaccano come iene ed iniziano a costruire muri invalicabili. Sonia e Clara in particolare (10-15), con concessione del bis (10-16). Pallonetto del nostro opposto e siamo 11-16.

Ma Tuglie non è squadra da farsi impressionare e replica con un mani-fuori di Neire (11-17). Adesso che gli arti superiori si stanno riscaldando è una bella partita; si lotta punto a punto, ma le padrone di casa non sono disposte a cedere di un millimetro.
Simona si sta dando da fare, Rossella è ancora nella “fase della piuma”, Silvia sta mostrando buoni numeri, Alessandra è ancora poco fluida ma così aggressiva non l’abbiamo mai vista, Sonia e Michela stanno già attaccando forte.
E poi c’è Clara. Immensa. Un gigante. E’ ovunque questa donna. Difende, attacca, mura, galvanizza con la sola presenza. Non male per una giocatrice ancora acerba ed inesperta; per lei si prospetta una brillante carriera nella Palafiom.
Tuglie si avvicina inesorabilmente alla meta e conduce per 13-20, ma è l’ora di Michela, che valorizza gli ottimi interventi difensivi di Simona e sfrutta le mani del muro avversario per ridurre lo svantaggio (18-21). Time-out Scanferlato, ma ancora una diagonale di Michela fa breccia nella difesa tugliese. Fra l’altro in battuta c’è Alessandra, che è una garanzia ed in effetti serve bene, ma Tuglie trova un mani-fuori (18-22). Punto di Pamela Antonino ed ace della centrale salentina (19-24). Michela tiene in vita le azzurre con un’altra splendida diagonale (20-24), ma una volenterosa Sonia non riesce a tenere in campo una schiacciata leccese. Il primo set è del Tuglie (20-25).
Secondo set.
Con il cambio di campo, le tarantine possono sentire il calore dei propri tifosi. Le nuove trombette sono un mezzo bidone - andrebbero bene per Carnevale – ma per fortuna ci sono le voci, soprattutto quelle delle rappresentanti dell’Under 16. Il loro incoraggiamento alla Palafiom non conosce pause.
Paolo preferisce, invece, concentrarsi sugli arbitri trascurando le altre dodici persone presenti sul parquet. Poi tira fuori il portatile, forse per inviare una segnalazione via email alla Federazione. Ben altre segnalazioni arrivano al secondo arbitro da un tifoso alle mie spalle.
La Palafiom inizia bene; le ragazze sono determinate e motivate.

“Cosa vi ha detto Marcello tra il primo e il secondo set?” – chiederò più tardi alla capitana sperando di avere la sintesi di un proclama alla Braveheart, di una lettera intensa e ricca di ideali come quelle dei partigiani condannati a morte, di un concentrato di tecniche motivazionali da fare invidia a Freud, Montali e Napoleone messi insieme.
“Buh. Mica lo abbiamo ascoltato” – sarà la disarmante risposta. Disarmante perché non arricchisce la mia cultura sportiva, ma incoraggiante perché vuol dire che le atlete hanno ascoltato le emozioni e non le parole. Le parole giuste, la voglia di vincere e la carica necessaria a farlo le possedevano già.

La mano di Rossella nell’intervallo è diventata di ferro ed i servizi della nostra centrale mettono sotto pressione le tugliesi. Con Sonia, Clara e Silvia ci portiamo sul 4-1.
Fischiata una doppia ad Alessandra (6-5). Incredibile: la nostra palleggiatrice contesta la decisione arbitrale! Conoscendo il suo garbo, avrà detto qualcosa del tipo “Signor arbitro, mi permetto di rappresentarle che il mio tocco era pulito e trovo alquanto sorprendente la sua decisione.” Ma è comunque un evento. Addirittura è Michela che la invita a soprassedere e a rimediare giocando. Il mondo è capovolto, la terra è attraversata da profondi sconvolgimenti, i lupi giacciono con gli agnelli, non esistono più le mezze stagioni e chi più ne ha più ne metta...

Comunque Ale sta giocando alla perfezione e la Palafiom, in effetti, reagisce con il gioco: pallonetto di Clara, palletta di Michela dopo un salvataggio di Simona, bomba di Michela (9-6) , favoloso lungolinea di Sonia (11-7) ed ace di Rossella (12-7).
La Palafiom ha incrementato il vantaggio, ma ora le salentine replicano ai punti realizzati da Rossella, da Silvia e da Michela (16-12). Muro di Clara, mani-fuori di Michela e schiacciata di Neire che urla tutta la voglia del Tuglie di reagire (18-14). La pipe di Sonia finisce sulla rete, ma non fa niente; il nostro opposto sta giocando bene e l’atteggiamento della squadra è quello giusto.
Si accende anche un duello a distanza tra Elisabetta e la Antonino. L’energia mentale della nostra addetta agli arbitri induce la centrale tugliese a sbagliare diversi servizi.
Primo tempo di Rossella: light ma efficace lo stesso (20-16). Però quanti capelli bianchi ci ha fatto venire questa ragazza nel corso del campionato... Quante lunghe apnee prima che la palla toccasse il terreno avversario.

Dopo un time-out, il Tuglie trova un buco difensivo che manda in agitazione Marcello, ma Silvia va a segno da posto quattro (21-17). Senza esitazioni. Angela Apollonio mette giù un primo tempo (21-18), ma il finale di set è tutto di Clara Clemente: fast, muro, pallonetto e primo tempo. Di fronte a un repertorio del genere non ce n’è per nessuno (25-19).
Terzo set.
Il finale del romanzo di questo campionato diventa ancora più avvincente: adesso alla Palafiom manca un solo set. Questa era una partita senza appello, ma le due squadre hanno annullato i primi due parziali; senza appello può essere il set che sta iniziando adesso. Solo per le emozioni che ci stanno regalando, le ragazze meritano un monumento.
I sapienti muri delle tarantine permettono un primo allungo (4-1) e Michela continua ad attaccare (6-3). Coach Scanferlato cerca rimedi e sostituisce la Apollonio con la Adamo, ma è soprattutto la Scupola che tiene in corsa le salentine. Il muro del sorpasso (8-9) fa esplodere la grinta del coach tugliese.

Palafiom con i servi saldi: fast di Clara e lungo scambio concluso – mi sembra – da Alessandra (11-10). E’ adesso che si decide il campionato.
Neire pareggia aiutata dal nastro, ma una grande Michela riporta le azzurre in vantaggio (12-11). Poi, però, tira sulla rete.
Attenzione: Tuglie si riporta in vantaggio e addirittura allunga con un ace geniale nell’idea e preciso nella realizzazione della Cancelli, che trova un buco in posto due (12-15). Marcello chiama il time-out.
Forse è il time-out più determinante della sua carriera, visti i risultati: attacco riuscito di Michela, attacco riuscito di Sonia da posto due e duplice errore offensivo del Tuglie. Break di quattro punti e Palafiom nuovamente avanti (16-15). Queste ragazze hanno gli attributi. Le mani non tremano e i nervi sono saldi. Siamo noi in tribuna che stiamo morendo...
Fast di Pamela Antonino e primo tempo risoluto di Rossella (17-16).
Coach Scanferlato effettua altre sostituzioni ed è lungimirante perché, appena entrata, la Apollonio va a segno per due volte di seguito (17-18).
C’è uno scambio magnifico, che seguiamo con il cuore in gola e che viene concluso splendidamente da Sonia con un mani-fuori (18-18). Tuglie attacca lungo (19-18) ed una palla vagante al centro della rete viene schiacciata da Clara (20-18).

Time-out Tuglie. Il servizio di Rossella mette le salentine in difficoltà e le induce all’errore (21-18). Tre punti di vantaggio; stiamo per scrivere la storia.
Ma anche le tugliesi hanno gli attributi e recuperano due punti estremamente delicati (21-20). E’ dura. Il traguardo è lì davanti, ma si dovrà soffrire fino alla fine.
Alessandra va sul sicuro e serve a Clara un primo tempo che la nostra centrale sfrutta nel migliore dei modi (22-20).
Poi è Silvia che realizza un punto da incorniciare: un pallone difficilissimo si trasforma in un lungolinea che non dimenticheremo mai (23-21).
Non riesco più a prendere appunti. So soltanto che il Tuglie adesso, solo adesso, commette qualche errore e non riesce a raddrizzare un set che le tarantine hanno voluto, costruito, difeso, riconquistato e vinto con tutte le forze. E’ il set che ci mancava. E’ il punto in classifica che vale la serie B!

Esplode la gioia delle ragazze, Marcello si fionda sul campo a saltare verso il cielo e ad abbracciare le sue fantastiche giocatrici. Noi tifosi siamo in estasi.
SERIE B2 !!!!!

Quarto set.
La partita, questa splendida e indimenticabile partita, deve continuare, ma è evidente che si gioca in un’atmosfera surreale. Soltanto adesso che si è spento il caloroso pubblico locale e stanno esaurendosi le nostre trombette, ci accorgiamo che fuori sta diluviando. Nel frattempo Cofanetto è rimasta senza voce; se dovessero interrogarla lunedì, sarebbe un problema.
Ora le tarantine giocano nei pressi del nostro settore ed è uno spettacolo vedere tanti sorrisi e tanta allegria in campo. Punti realizzati e punti subìti, non fa differenza: ogni occasione è buona per gioire. Come si fa a giocare così?

Altrettanto difficile dev’essere restare concentrati dall’altra parte della rete: le tugliesi hanno disputato un girone di ritorno esaltante, hanno riaperto il campionato, hanno persino assaporato il gusto della vittoria e della B2 vincendo il primo set e adesso tutto è crollato. Peraltro, il secondo posto è acquisito e quindi non ci sono più obiettivi da raggiungere; l’unico stimolo è onorare la pallavolo, cosa che entrambe le squadre hanno ampiamente dimostrato di saper fare questa sera e per tutta la durata del campionato.
Entrano le giovani: Désirée, Valentina, Silvietta. Le titolari escono dal campo esultando e salutando i tifosi.

Esce anche Simona. Non potrà riassumere una posizione eretta prima di cinque anni, ma ne è valsa la pena. I pantaloncini del Fasano hanno funzionato.
Purtroppo si fa male anche l’altro libero, Daniela Calò. Al ginocchio, sembrerebbe.
A furor di popolo entra Luana Zaby. D’altra parte è l’unica a non essersi infortunata quest’anno e bisogna rimediare all’ultimo momento con un bel taglietto sotto l’occhio sinistro.

Il set non ha storia: l’allegria della Palafiom soccombe di fronte alla dignità delle salentine. Per quello che conta, il punteggio finale è 15-25.
Tie-break.
Ahimé, c’è pure il tie-break.
Finché le golden babies forzano il servizio realizzando due aces (Desi e Silvietta), c’è una parvenza di competizione. Luana schiaccia e Michela si diverte come se fosse a Eurodisney (5-6). Valentina deve stampare l’impronta del pallone sulla struttura tensostatica, che è l’unica che manca alla sua collezione personale. Però bisogna dire che, giocando in scioltezza, le nostre riserve confermano di incarnare il futuro di questa squadra. Fra dieci anni, quando Clara deciderà di smettere di giocare, sapranno prendere il suo posto.

Al cambio di campo le tugliesi vengono a giocare sotto il nostro settore. Invito i miei concittadini presenti sugli spalti ad applaudirle e ad invocare il nome della squadra. Le giocatrici ci guardano brutto pensando probabilmente che le stessimo prendendo in giro, ma nell’introduzione alla cronaca di questa partita ho spiegato i motivi alla base della mia buona fede.
Le ragazze di Scanferlato vincono il tie-break 9-15.
E’ la quarta sconfitta stagionale per la Palafiom. Mai una sconfitta fu più bella di questa.

Marcello riceve le congratulazioni di Nina Trande (la sconfitta con l’Ugento fu un tantino più dolorosa). Qualche recente capello bianco è pure colpa tua... Sarebbe stato meglio se invece di congratularti oggi, ti fossi un poco risparmiata un mese fa...

Siamo già entrati nella fase del volley-mercato. Da adesso in poi, se Marcello sarà visto parlare con qualsiasi persona di sesso femminile, fosse anche la bidella dell’Alfieri, si sospetterà una trattativa in corso. A maggior ragione se qualche giocatrice avversaria verrà a vedere una partita della Palafiom (come fece Sonia l’anno scorso, appunto). Già nel pomeriggio erano circolate voci incontrollate circa il presunto ingaggio della palleggiatrice di riserva del Trepuzzi...

Si va a festeggiare a Grottaglie, ma il locale è pieno e allora Sonia ci suggerisce i Quattro Venti di Fragagnano.
Presto una galleria fotografica dell’evento.

Altri risultati: San Pietro Vernotico-Oria 3-1 (Pierpaola & compagne strappano i play-off alle oritane proprio sul filo di lana), Lecce-Ugento 0-3 (ormai neanche un esorcista riuscirebbe a bloccare l’Ugento...), Putignano-Trepuzzi 0-3 (sentendo profumo di Palafiom, forse la palleggiatrice di riserva si è data da fare...), Corsano-San Giorgio 3-0 (vittoria inutile, ma tanti auguri di pronto ritorno in C e un abbraccio a Illy Willy), Tempesta TA-Ceglie 3-1 (cuginette ai play-out grazie al maggior numero di vittorie rispetto al Corsano).

Classifica finale: Palafiom TA 62, Tuglie 60, San Pietro Vernotico e Ugento 54, Oria 53, Putignano 32, San Giorgio 26, Trepuzzi 24, Nardò 23, Lecce 22, Ceglie 20, Tempesta TA e Corsano 19.
Verdetti: Tuglie e San Pietro Vernotico ai play-off; Nardò, Lecce, Ceglie e Tempesta ai play-out; Corsano in D; e soprattutto...
PALAFIOM IN B2 !!!!!
Breaking news: Palafiom in B2 !

"Vi leggo un lancio d’agenzia appena arrivato in redazione... La Palafiom Taranto ha conquistato la promozione in serie B2. Perdendo al tie-break a Tuglie, al termine di una partita appassionante che resterà nella storia dello sport, le ragazze di coach Presta hanno ottenuto quel punto che ha permesso loro di conservare in modo definitivo il primato in classifica.
Le emittenti di tutto il mondo stanno già diffondendo la notizia... Vedo sul monitor il collega della CNN, la prima televisione a divulgare l’evento.

Se ci saranno altri particolari, li forniremo nel corso di questo telegiornale, ma più probabilmente approfondiremo questa straordinaria notizia questa sera in Speciale TG1".

Il messaggio di Trombetta

“Cerchiamo di giocare ogni partita e non permettiamo alla partita di giocare con noi” (Phil Jackson) [1]
E’ vero. Tuglie è un’ottima squadra: attacca bene, difende meglio, schiera ottime atlete, sa mantenere la calma nei momenti difficili.
E’ vero. Troveremo un intero paese di 5.200 abitanti schierato a sostegno di una squadra di cui è giustamente orgoglioso. Troveremo un tifo appassionato e non sarà facile far pendere la bilancia della tradizione dalla parte dell’imbattibilità nei confronti di Scanferlato piuttosto che dalla parte delle ultime prestazioni della Palafiom in quella tensostruttura.

Tutto questo è vero.
Ma la Palafiom è più forte del Tuglie. La Palafiom può, vuole, deve compiere l’impresa da ricordare ai nipotini. La Palafiom giocherà una grande pallavolo per riassaporare il gusto inebriante di questo fantastico sport quando la palla fa i buchi nell’altro campo, quando gli attacchi avversari vengono parati da mani esperte e solide, quando i polsi sanno farsi trovare sulle schiacciate altrui, quando i pallonetti avversari vengono disinnescati e diventano passaggi.

La Palafiom ha superato momenti peggiori. Ha vinto con padronanza a San Pietro Vernotico; ha battuto l’Oria in casa con il cuore e in trasferta con la tecnica e (se permettete) con gli attributi, rimontando un set di svantaggio; ha già annichilito lo stesso Tuglie (3-0 in casa); ha stracciato il San Giorgio rendendolo irriconoscibile.
Una per una, le atlete della Palafiom sono le più forti nei rispettivi ruoli; nessuna è come loro.
Nessuna è come voi.
Che quella di sabato sia la migliore partita della vostra carriera.
Costruite questa vittoria; se la voglia di B2 è già nella vostra testa, lo sarà anche nelle vostre mani. Io ci credo. Io lo so.

NOTA:
(1) JACKSON, P., Basket & Zen, Libreria dello sport, Milano, 2005 (1^ ed. 1998), pag. 199.
Ritratti
MARCELLO PRESTA
(Coach)

Nata a Taranto, dove vive, 46 anni fa.
Segno zodiacale:
Toro, ascendente Scorpione.
La risposta precisa induce a ritenere che credi nell’astrologia; alcuni allenatori compongono le squadre in funzione dei segni zodiacali...
No, non è il mio caso. Però conosco i segni delle mie atlete.
Ovviamente sei scaramantico...
Sono molto scaramantico, ma non in questa settimana. In questa settimana noi dobbiamo vincere a Tuglie e conquistare la serie B2. E’ il nostro obiettivo e lo raggiungeremo. Sappiamo che sarà una battaglia, dura, molto dura, ma noi siamo forti, mi fido della mia squadra, e so che nei momenti importanti sappiamo tirare fuori l’anima combattente e vincente.
Il più bel ricordo della tua carriera:
Il prossimo. Non vivo di ricordi. Anche se i play off dell’anno scorso sono stati una bellissima esperienza umana.
Il più amaro:
La prossima sconfitta.
L’allenatore che stimi di più:
Julio.

Ha insegnato la pallavolo a tutti. Lui ha cambiato l’idea stessa del volley, ne ha ampliato gli orizzonti offrendoci nuove possibilità di ragionare. Ha approfondito tutti gli aspetti di questa disciplina, tutti i singoli particolari rendendoli semplici allo stesso tempo. Si pensi agli studi sui fondamentali.
Inoltre ha acquisito dal mondo dello sport americano il valore dello staff, circondandosi delle migliori professionalità in circolazione. E poi è stato vincente, portando la pallavolo italiana ai vertici internazionali, sia quella maschile che quella femminile (sebbene, l’opera sia stata completata da Bonitta).
Ci sono stati altri allenatori che ti hanno insegnato qualcosa?
Sì: Mencarelli, Bonitta, Pierangnoli, Di Pinto e il mio maestro Manlio Bianco. Li seguo e li ascolto tutti; da ognuno cerco di apprendere qualcosa ed ognuno ha lasciato una traccia.
Il giocatore o la giocatrice che ammiri di più:
Sono tanti; sarebbe riduttivo limitarsi ad un nome, anche se ho conosciuto molti atleti ma pochi giocatori. Anche in serie A possiamo trovare atleti ottimi tecnicamente ma pochi giocatori veri, capaci di stare sul parquet senza paura, dotati di grande carisma, di voglia di vincere, con un atteggiamento diverso. Ecco,
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera?
Voglio che sia quella di sabato prossimo contro il Tuglie.
E in questa stagione?
Abbiamo giocato buone partite, a Oria per esempio. Però, a mente fredda, non ho mai visto giocare la squadra che avevo immaginato l’estate scorsa o la squadra che continuo ad avere in mente. E’ sempre mancato qualcosa. Anche se devo dire che ci sono stati sempre dei motivi oggettivi a frenarci, in primo luogo le condizioni di salute delle ragazze. Non le ho mai avute tutte a disposizione, negli allenamenti prima ancora che in partita.
Uno dei motivi per cui mi sto appassionando alla Palafiom è la riscoperta dello sport pulito e il disgusto per lo sport professionistico, il calcio in particolare. Trovi che la pallavolo di serie C sia impermeabile alle degenerazioni dello sport professionistico (doping, violenza, primato degli interessi economici, ricerca del risultato a tutti i costi)? O ci sono motivi di allarme?
Calcio e pallavolo sono mondi molto diversi. Sono diversi a cominciare dai protagonisti: nella pallavolo è richiesto un certo standard culturale e gli atleti ricevono maggiori stimoli che ne condizionano l’attitudine a ragionare. Lo studio delle statistiche è solo un esempio. In questa disciplina non puoi trovare atleti ignoranti.
L’allenatore del Taranto Calcio, Aldo Papagni, a proposito dei calciatori “divi” e riferimenti per tanta gente, si chiede: “Ma l’anima dov’è? Dove sono le radici, le parole, i segni? Dove sono i maestri?”
Ferme restando le prerogative dei genitori (in riferimento soprattutto alle atlete più giovani), tu ti preoccupi anche della crescita personale, morale e culturale in senso ampio delle ragazze che alleni? In sostanza, credi che un allenatore debba essere anche un educatore?
Condivido pienamente l’analisi e le parole di Papagni. In palestra cerco anch’io di proporre modelli con determinate caratteristiche che possano sempre ricordare il sudore e l’umiltà, la voglia di lottare per qualcosa. Un allenatore è sempre un educatore; nella sua stessa indole dovrebbe esserci l’impegno a far crescere i giovani. Forse negli ultimi anni ho puntato troppo sul perfezionamento delle competenze tecniche, trascurando questo aspetto, ma anch’io ci tengo a veder crescere le ragazze che alleno come persone oltre che come atlete, pur senza influenzarle troppo.
Ma non si tratta di condizionarle; si tratta di offrire loro la possibilità di scegliere, di sapere che esistono altre strade oltre a quelle proposte, forse imposte, dai modelli culturali omologanti, superficiali e consumistici che le circondano. Ogni generazione si è confrontata con modelli dominanti e con i relativi rischi di scelte sbagliate, trasgressive o addirittura eversive (pensiamo al ’77). Ma i ragazzi pensavano, sceglievano. Adesso il modello dominante è più subdolo, più strisciante, tende ad annullare la capacità stessa di decidere, di scegliere, di ragionare, di guardare alle cose importanti.
Non è un caso se la nostra società è gerontocratica in tutti i campi, dalla politica all’economia non ci sono giovani in grado di scalzare gli anziani dalle loro poltrone. E non è vero che non gli vengono date le possibilità, a me fa ridere questa teoria, è solo un alibi per mascherare incapacità oggettive di generazioni anestetizzate mentalmente da famiglie troppo protettive e sempre pronte a non far commettere ai figli i loro errori, sempre pronte a cercare di gestire e indirizzare il destino dei propri figli. Anestetizzate da una società che fa del futile un elemento fondante e trainante della vita. Un buon metodo per lasciare queste generazioni nell’oblio dell’ignoranza. Un buon modo per gestirle per sempre.
Vorrei abituare le mie atlete a ragionare con la propria testa, ad assumersi delle responsabilità senza delegarle. E poi noto che manca la disponibilità al sacrificio, alla lotta per conquistare qualcosa. Se non sanno soffrire in campo, se si abbattono facilmente, temo che sarà lo stesso nella vita. E io che propendo per costruire atlete giovani, e il mio passato di vittorie nei settori giovanili, di un’atleta nel Club Italia e in tutte le nazionali giovanili lo testimoniano, dico che non è giusto regalare niente a loro, che anche nello sport il posto in squadra se lo devono conquistare, che se un’atleta anziana è forte, deve andare in campo finchè la giovane non dimostrerà in allenamento e nelle occasioni in campo di meritarsi quel posto. Deve guadagnarselo.
Ti succede di dover consigliare le atlete o di discutere con loro anche rispetto a questioni che attengono alla loro vita privata?
In passato di più, ma mi capita anche adesso. L’allenatore è una figura importante per le atlete, non come i genitori perché il ruolo è diverso, ma proprio per questo può rappresentare un solido punto di riferimento.
Gestire una squadra di ragazze è più difficile a causa di gelosie, pettegolezzi, ostilità e rivalità sommerse, subdole... E’ vero o sono luoghi comuni?
E’ vero. Si pensi a quello che è successo a Bonitta in una nazionale che pure aveva portato al titolo mondiale. Con i giocatori maschi puoi tentare di convincerli, di fare in modo che condividano i tuoi ragionamenti perché loro sono più diretti ed esprimono in modo esplicito il proprio eventuale dissenso. Con le ragazze devi importi perché tendono a creare dei clan sommersi (ma lo scopri sempre dopo, mai durante...).
Non mi sembra che per gli allenatori sia frequente il passaggio da squadre maschili a squadre femminili e viceversa. Eppure è lo stesso sport; come mai si tende a specializzarsi?
Ci sono passaggi dal maschile al femminile, ma non viceversa, salvo rare eccezioni. Ma le cose stanno cambiando anche da questo punto di vista: la preparazione tecnico-tattica delle squadre femminili tende a raggiungere gli alti livelli del settore maschile.
Non hai mai avuto il desiderio di allenare squadre maschili?
E’ indifferente. Non mi pongo il problema.
Se fossi parlamentare, quali leggi proporresti in materia di sport?
Prima ancora delle leggi, bisognerebbe cambiare la cultura dello sport, che in Italia è a livelli molto bassi. Bisognerebbe cambiare il “sistema dello sport”, a partire dalla scuola, che è arretrata, senza strutture, incapace di incidere sulle attività di base e su quelle agonistiche. L’esperienza dei progetti nelle scuole è risultata un fallimento.
E soltanto dopo si potrebbe pensare alle leggi sugli investimenti nell’impiantistica, sugli sgravi fiscali, sulle sponsorizzazioni. Un tempo si poteva giocare per strada, adesso non più; servono più strutture, più spazi per lo sport. Purtroppo, soprattutto al Sud, ci si abbandona alla buona volontà dei singoli. Come Bongiovanni. Se andasse via lui, finirebbe il volley di serie A a Taranto. E poi servono sgravi fiscali: le società sportive non possono pagare tasse come se fossero imprese.
E il 5 per mille alle società dilettantistiche?
E’ una fesseria; servono ben altre strategie fiscali.
E se invece fossi un amministratore locale con delega allo sport, quali sarebbero le tue priorità?
Prima di tutto procederei ad un monitoraggio serio sulle associazioni sportive (chi sono e cosa fanno realmente) e sullo stato degli impianti, che a Taranto esistono ma sono in uno stato di grave trascuratezza. Il monitoraggio, peraltro, è a costo zero perché rientrerebbe tra le competenze dei funzionari degli enti locali. Poi si passerebbe alla fase dei progetti rivolti alle associazioni, ma con regole precise, con un controllo serio e tenendo conto dei meriti di ogni associazione, evitando contributi a pioggia fuori controllo. Bisogna dotarsi di una politica sportiva che dedichi le giuste attenzioni sia ai livelli di eccellenza che alle attività di base.
Ma è giusto che gli enti locali offrano cospicui contributi ai professionisti e lascino le briciole alle società minori?
E’ giusto che le grandi società ricevano contributi perché svolgono una funzione trainante per tutto lo sport territoriale. Però sta agli enti locali vincolare questi contributi alla realizzazione di progetti che coinvolgano anche le società minori. In sostanza, contributi in cambio di opportunità e non in cambio di favori.
Qual è, a tuo avviso, lo stato di salute della pallavolo tarantina?
Pessimo. E’ mancata la capacità di valorizzare il grande traino rappresentato dalla Prisma in serie A1. Però c’è anche un problema generale di mentalità dei ragazzi, quello di cui abbiamo già parlato. Se nei giovani manca la disponibilità al sacrificio (ed ogni disciplina implica rinunce, impegno, dedizione), difficilmente tenderanno ad avvicinarsi allo sport in modo serio e continuativo. E poi – nel caso specifico della pallavolo - c’è anche un problema di statura: non vedo in giro molte ragazze alte...
La Prisma
Vedere gli allenamenti di una squadra di serie A1 è sempre un’ispirazione ed un’opportunità per capire qualcosa di nuovo della pallavolo. Con Vincenzo, con tutto il suo staff a partire da Michele Totire, c’è un confronto ed un dialogo quasi quotidiano e certamente lui rappresenta un modello sia per gli allenamenti che per il perfezionamento della tecnica. E’ chiaro, quindi, che finisce con il condizionare anche il mio modo di allenare (con i dovuti adattamenti alla esigenze della mia squadra).
Attualmente mi sembra che i genitori delle atlete non interferiscano con il tuo lavoro ed anzi sostengano costruttivamente la squadra e la società. Ma in passato hai mai avuto problemi con i genitori di alcune ragazze o contestazioni perché magari qualcuna non giocava abbastanza o per una sgridata troppo dura?
Sì, succede. In questi casi è meglio essere chiari dall’inizio: o si adeguano alle regole societarie e alle regole, in generale, dello sport oppure vanno via.
Qual è stata la più brutta reazione di un’atleta ad una tua decisione tecnica?
Non parlerei di “brutte” reazioni. Quando un’atleta mi dice in faccia quello che pensa, qualunque cosa sia, a me fa piacere. E’ un segno di reattività, di grinta. Non posso dimenticare la reazione che ebbe nei miei confronti la mitica Ale Passaro l’anno scorso a Manfredonia. Ancora oggi rido per come ci rimasi di sasso. Grande Ale, peccato veramente che quest’anno non sia con noi.
In una squadra di pallavolo ci possono essere giocatrici molto esperte e giocatrici adolescenti, evidentemente con esigenze individuali molto diverse. Si dice che un allenatore dei giovani debba “seminare” ed un allenatore di adulti debba “raccogliere”. La preparazione, la motivazione, persino la gestione dei malanni fisici, tutto il lavoro va impostato in modo diverso.
Non sono d’accordo sull’incompatibilità tra “semina” e “raccolto”, né credo che conti molto l’età da questo punto di vista. Quello che conta è la voglia di crescere, l’impegno, i valori, e soprattutto quanto sei forte e bravo. Anche le più grandi possono aver bisogno ancora di un consiglio, possono migliorarsi ulteriormente. Riguardo alle più giovani, faccio la scelta di separarle dalle più esperte perché devono impegnarsi a conquistare i propri spazi imparando non tanto da chi è più “anziana” ma da chi è più forte e più motivata.

Oltre alla bravura delle singole giocatrici, quali caratteristiche dovrebbe possedere una squadra vincente?
L’equilibrio. La squadra dev’essere una giusta miscela di risorse: non serve disporre di attaccanti forti e di una difesa debole. Una squadra vincente si basa sull’equilibrio tecnico-tattico. E ovviamente su ricezione e cambio-palla ottimi.
L’allenatore NBA Phil Jackson (autore di Basket e Zen) sostiene che i giocatori “devono essere in grado di decidere da soli cosa fare. Questo non potrà mai succedere se si ostinano a cercare i miei consigli dalla panchina. Voglio che si stacchino da me per connettersi con i compagni e con la partita”.
Tu non ti siedi in panchina neanche per un secondo (con una sola eccezione quest’anno...); cosa vuol dire?
Solo se avessi giocatrici, e non atlete, potrei starmene in silenzio durante la partita e limitarmi a preparare la squadra in allenamento. Mi piacerebbe, ma questo potrebbe avvenire se la squadra fosse in grado di leggere da sola la partita, le situazioni, il gioco delle avversarie, e fosse poi in grado di dare la giusta svolta alla gara, ma il ruolo di guida e di consigliere dell’allenatore rimane fondamentale.
Comunque, preciso che sto in piedi perché il regolamento lo permette e posso “sentire” meglio la mia squadra e giocare con loro anche e riesco a guardare meglio la partita e soprattutto il gioco delle avversarie.
Riesci a intuire l’atteggiamento che avranno le giocatrici in partita in base all’atteggiamento assunto negli allenamenti settimanali o magari anche nel riscaldamento pre-partita?
In base al riscaldamento pre-partita, sì. L’allenamento può offrirmi indicazioni utili, ma il giorno della partita è tutta un’altra cosa.
Toh, ero convinto che fosse il contrario, che il riscaldamento pre-partita fosse una specie di rituale meramente formale...
Tu a Corsano sei arrivato tardi, ma lì ho dovuto addirittura interrompere il riscaldamento e richiamare le ragazze perché erano deconcentrate. La partita è figlia dell’allenamento dal punto di vista tecnico-tattico, ma sul piano dell’atteggiamento mentale e agonistico conta di più il riscaldamento.

Ruolo per ruolo, le giocatrici avversarie che ti hanno più impressionato quest’anno (escludendo le ragazze della Palafiom). Facciamo il sestetto ideale:
Valeria Spano (Tuglie) come palleggiatrice, Cinzia Tomaselli (Oria) come opposto, Rosa Giotta (Putignano) e Katia De Nicola (San Pietro Vernotico) come centrali, Loredana Corvino (San Pietro Vernotico) e Katia Accogli (Corsano) come posti quattro. Come libero ho visto poche giocatrici in grado di interpretare bene questo ruolo; meglio giocare senza.
La squadra più sorprendente:
Nessuna.
La squadra che ti ha più deluso:
L’Ugento, che sta giocando molto bene soltanto adesso. Secondo me, aveva un potenziale da play-off. Anche il Putignano, sebbene appagato dall’obiettivo della salvezza, avrebbe potuto avere altre ambizioni.
Quanto sono state proficue le sinergie con
Credo che sia meglio non attivare sinergie con squadre che giocano nello stesso campionato, a maggior ragione se sono della stessa città.
Cosa ti piace della Palafiom di quest’anno?
La capacità di superare con le vittorie anche momenti negativi. Tra dicembre e febbraio abbiamo attraversato una fase molto difficile con tante giocatrici infortunate. Pensiamo alla trasferta di Putignano per la quale c’erano difficoltà a comporre il sestetto. Lì abbiamo perso al tie-break, è vero, ma le altre partite siamo riusciti a vincerle conservando il primato in classifica. Credo che qualunque altra squadra, in qualunque categoria, avrebbe ceduto di schianto e non sarebbe uscita indenne da un periodo così travagliato. Noi no. Siamo rimasti in testa alla classifica.
Quello è stato il momento più difficile del campionato?
Quello è stato un momento difficile, che abbiamo superato bene. Ma il momento delicato arriva adesso. Sabato si decide tutto.
Cosa non ti piace di questa Palafiom?
Mi collego a quello che ho appena detto. Non mi piace un problema oggettivo di natura sanitaria: non c’è stata costanza negli allenamenti; raramente ho avuto tutte le atlete a disposizione e questo finisce con il condizionare il gioco in partita. 
Qual è il tuo rapporto con il presidente? Marco Urago, oltre che appassionato, è anche molto competente; rispetta il tuo ruolo o tende a volte a sostituirsi all’allenatore?
E’ un rapporto splendido basato su una grande collaborazione. Io ascolto lui, lui ascolta me; si parla di tutto, si decide insieme pur nell’assoluto rispetto delle proprie competenze. Ma al di là dei ruoli e del rispetto, c’è un grande rapporto di amicizia che affonda nel tempo. Lui – voglio anche precisare - è diventato presidente della Palafiom prima di diventare direttore generale dell’ASL.
Qual è l’ex-giocatrice della Palafiom che ti manca di più? Parliamo in termini affettivi, non tecnici.
Marcella, certamente.
Il prossimo obiettivo di Marcello Presta:
Vincere a Tuglie, dove in una partita secca ci giochiamo un intero campionato. Chi è più forte vince e non ci sono alibi per nessuno; dobbiamo tirare fuori le palle. Noi dobbiamo andare in B2.
Telefono azzurro

Drin...
Drin...
Drin...
Operatore – Telefono Azzurro, buonasera...
Anonimo – Proooo’ ?!?!
Operatore – ...Pronto?
Anonimo – Pro’ ! Posso parlare?... Vorrei restare anonimo...
Operatore – Non si preoccupi. La tutela dell’infanzia per noi è più importante delle forme. Di fronte al rischio che restino celate violenze sui minori, preferiamo tutelare l’anonimato. Poi saranno le forze dell’ordine a cercare riscontri con indagini dinamiche.
Anonimo – Volevo appunto segnalare un caso di maltrattamento ai danni di minori.
Operatore – Sì...
Anonimo – Anzi, più precisamente una situazione di riduzione in schiavitù.
Operatore – Dove si verifica?
Anonimo – A Taranto.
Operatore – I minori sono mendicanti rom, lavoratori cinesi...? Da dove...
Anonimo – No, sono italiani, anzi italiane. Sono tutte femmine.
Operatore – Italiane?!
Anonimo – Sì, hanno un’apparente età compresa tra i 14 e i 17 anni.
Operatore – E che cosa fanno?
Anonimo – Sono sfruttate da persone più grandi. In realtà è una situazione a metà tra il bullismo, il nonnismo e lo sfruttamento di lavoro minorile. Ci sono anche estorsioni di piccole somme di denaro con la scusa del dialetto. Come posso spiegare...?
Operatore – Lei come è venuto a conoscenza di questa...
Anonimo – Allora. Le faccio un esempio. Io stavo partecipando ad una trasferta della squadra di pallavolo di cui fanno parte sia le sfruttate che le sfruttatrici. Tanto per cominciare, le vittime erano sul luogo dell’appuntamento già mezz’ora prima delle aguzzine. Poi, man mano che queste ultime arrivavano, le piccole erano indotte a portare loro i borsoni pesanti, a sistemarli nei portabagagli...
Operatore – Un momento. Erano indotte in che modo? C’erano minacce, botte...?
Anonimo – No, questo è il bello. Non c’era neanche bisogno di ricorrere alle maniere forti. Le vittime erano rassegnate, assuefatte psicologicamente; sembravano quasi accettare serenamente questo stato di cose. Erano loro a proporsi... E poi so anche che devono raccogliere i palloni durante gli allenamenti, portano i tappetini, fanno la doccia per ultime, pagano tangenti alle grandi se parlano in dialetto, devono alzare la mano prima di rivolgere la parola alle compagne...
Operatore – Lo ha visto lei o lo sa per sentito dire?
Anonimo – Il fatto dei borsoni, dei tappetini e dei palloni l’ho visto io; il resto lo so per sentito dire.
Operatore – Una squadra di pallavolo, ha detto...
Anonimo – Sì.
Operatore – E l’allenatore che cosa dice?
Anonimo – Dice che in passato le piccole allacciavano anche le scarpe alle grandi e che quelli erano bei tempi.

Operatore – Uhm, capisco. Può dirmi il nome della squadra? E tutti i dati in suo possesso in modo da trasmetterli all’Ufficio Minori della Questura del posto...
Anonimo – Dunque, la squadra si chiama Palafiom e...
Operatore – Palafiom ?!
Anonimo – Sì, Palaf...
Operatore – Non mi starà parlando della Polisportiva Palafiom Taranto?
Anonimo – Proprio quella. Come...
Operatore – La Polisportiva Palafiom Taranto, serie C, girone B della Puglia ?!
Anonimo – Esatto.
Operatore – La squadra che vincerà a Tuglie sabato prossimo? La squadra di Presta, Gallo Ingrao, Buso, eccetera? La migliore squadra di volley di tutti i tempi?
Anonimo – Eh, quella. Come dicevo, lì le giocatrici più giovani vengono...
Operatore – Ma stai zitto, imbecille! E tu ti permetti di denunciare la Palafiom?! Infamone, vergognati! Infangare il nome di una società così prestigiosa...!
Anonimo – Ma i borsoni... lo sfruttamen...
Operatore – Silenzio! Basta! Vergogna! Tu e lo sfruttamento...!
Anonimo – Ma... come? E la tutela dell’infanzia che è più importante del...
Operatore – Me la sbatto io la tutela dell’infanzia! Che cos’è la tutela dell’infanzia di fronte agli obiettivi della mitica Palafiom Taranto...?! Non esistono diritti né democrazia nella pallavolo. Vergogna! Infamone!
Anonimo – Ma...
Operatore – Forza Palafiom !!! (CLUNK)
Anonimo – Pro’...?! Pro’...?!





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