E' Anna Locaputo il primo volto nuovo della Palafiom

A pochi giorni dalla trionfale conclusione della stagione 2006/07 la Palafiom ha già piazzato il primo colpo di mercato: Anna Locaputo, nata 25 anni fa a Gioia del Colle, schiacciatrice.
La nuova atleta azzurra è stata fortemente voluta da coach Presta alla luce di un curriculum particolarmente interessante.
Dopo una lunga militanza nelle società baresi di serie C, Anna si è trasferita a Roma per motivi di studio. Ha giocato due anni in B2 nella Polisportiva Anzio, poi si è trasferita in B1 nella prestigiosa Lineamedica Praeneste Volley. Qui avrebbe dovuto completare il roster e conquistarsi qualche spezzone di partita, ma alcune circostanze fortuite le hanno permesso di scendere in campo sempre con maggiore frequenza e di affermarsi come titolare. Nelle due stagioni successive ha giocato sul posto quattro dello schieramento romano, sfiorando nell’ultima stagione i play-off per la promozione in A2.
La serie B2 può dunque apparire come un passo indietro, ma Anna, conseguita la laurea in psicologia, ha avvertito l’esigenza di riavvicinarsi alla famiglia ed è tornata in Puglia. L’obiettivo è dichiarato: offrire la propria esperienza e la propria bravura per far grande la Palafiom.
Fu Livio Tempesta

Ricordate il quesito sull’identità misteriosa di Livio Tempesta? Il nostro lettore era ben informato e lo ringrazio ancora. Adesso ho anche trovato un riscontro alle sue indicazioni: la salma di Livio Tempesta si trova effettivamente nel cimitero di Guagnano. La cappella di famiglia è in stato di semi-abbandono; manca persino un vetro sulla porta, ma la lapide del piccino, che ha dato il nome alla scuola di via Lago di Como, che a sua volta ha dato il nome alla società pallavolistica, è lì.

“Livio Tempesta, 20-11-1941, 7-1-1951. Angelo di purezza e di bontà, volle tutt’ i bambini buoni come Gesù Bambino, ispirò l’apostolato di bontà nella scuola”.
Le foto che vedete (contributo alla sete di conoscenza dei nostri lettori) le ho scattate facendo una sosta intermedia mentre andavo a Lecce a sostenere le amiche dell’Azzurra. Il fatto che pubblichi le immagini della lapide di Livio Tempesta proprio il giorno successivo alla retrocessione dell’omonima squadra tarantina è solo una coincidenza.
L'Azzurra Lecce a due set dalla salvezza

Un’Azzurra concentrata, determinata, spettacolare, ha avuto la meglio sul Real Volley Nardò nella gara d’andata della 25^ fase dei play-out.
La partenza di Fefa e compagne è travolgente (6-0) e il primo set sembra già segnato dopo i primi minuti. I tifosi al seguito delle neretine sono, come sempre, piuttosto calorosi, ma la palestra di via Bari non cessa di sostenere le atlete leccesi.

Queste ultime, peraltro, stasera sono particolarmente motivate e fanno bene tutto quello che c’era da fare, nonostante un’avversaria insidiosa.
Come spesso è avvenuto in questo campionato, anche l’Azzurra tende ad attuare una politica di risparmio energetico e questo consente alle ospiti di rimontare parte del passivo, ma il set non è mai in discussione.
Nell’intervallo mi sposto nel settore delle transenne e comprendo come quello della sovrappopolazione del pianeta sia un gran problema.

Ottima Azzurra anche nel secondo parziale, sebbene il Nardò abbia iniziato a prendere le misure. Fefa difende con la consueta posizione yoga e attacca come la Piccinini. Ottima anche la prestazione di Sabrina, che è mancina. Essendo mancina, dà l’impressione a chi non la conosce di saltare da posto quattro in anticipo, sembra che la palla le sfugga, ma poi carica il braccio sinistro ed affonda colpi devastanti.
A rete si fanno sentire i centimetri di Giusy, Valeria e della numero quattro, mentre lo sguardo di Valeria Spano, presente in palestra, trasmette a Isabella lo stesso tempismo e gli stessi elevati livelli di fosforo. Vedendomi a Lecce il giorno dopo della partita di Tuglie, penserà che sono diventato un tifoso interinale.
Splendida anche Federica. Veramente non gioca, ma è splendida lo stesso.

C’è un’interruzione dovuta ad alcuni rilievi critici dei tifosi neretini nei riguardi nella conduzione arbitrale. Al rientro in campo, la concentrazione delle padrone di casa resta immutata ed anche il secondo parziale è dell’Azzurra.
Nel terzo set cresce il Nardò. Del talento di Demelza si è già parlato diffusamente in questo blog, ma è tutta la squadra che adesso sta giocando bene ed è un vero peccato che le due società debbano affrontarsi nei play-out quando avrebbero meritato una salvezza più tranquilla.

Annarita Tricarico taglia con i propri servizi la difesa leccese. Coach Donno effettua alcuni cambi. Ora che ci penso, vedo dei volti nuovi nell’Azzurra e noto alcune assenze. Le riserve dell’Azzurra si fanno trovare preparate, soprattutto dal punto di vista atletico. Infatti, quando sono ai bordi del terreno di gioco, si riscaldano per tutta la durata della partita camminando su e giù per andare a vedere il tabellone del punteggio. Purtroppo, però, il set è compromesso.

Nel quarto set l’Azzurra esprime un volley spettacolare. Alle ragazze leccesi riesce tutto meravigliosamente bene. Grande capitana, che sbroglia molte situazioni complicate e continua a martellare da tutte le posizioni, e grande Sabrina (Ciccia...), che compie un salvataggio epico e mette pressione alla difesa ospite con servizi particolarmente efficaci.
Un tifoso neretino invita Federica a spostarsi perché gli impedisce di vedere la partita. Non ci posso credere... Io farei spostare la partita perché mi impedisce di vedere Federica.

Intanto, l’Azzurra, acquisito un vantaggio di oltre dieci punti, si concede un pausa finale e permette al Nardò di recuperare parte del distacco. Ma ormai è fatta.
A Nardò mercoledì sarà battaglia, ma l’Azzurra ha la consapevolezza di poter compiere qualunque impresa continuando a giocare così bene. In bocca al lupo!
Clara Clemente rinnova il contratto
Nei libri di storia sarà ricordato come il Patto del Castellino. Nella rinnovata pizzeria di via Abruzzo, Clara Clemente l’ha data a coach Marcello. Intendo dire che gli ha dato la parola che giocherà ancora l’anno prossimo con i colori della squadra di via Mar Grande.
Non è ancora stato firmato alcun contratto, ma l’accordo verbale è considerato più che sufficiente quando ci si trova tra galantuomini. La forte centrale azzurra sarà dunque il perno su cui costruire la nuova Palafiom per la serie B2. “Le carte sono roba da burocrati – ha commentato coach Presta – Clara mi ha dato la risposta che attendevo. Adesso lavoriamo per trovare alcuni rinforzi da innestare su un assetto di squadra già affidabile.”
Transitando da corso Umberto, si resta invece colpiti dalle inquietanti intenzioni di uno dei nostri sponsor (foto sotto). Voglio sperare che non si riferisca alle giocatrici...

Tuglie, fino all'ultimo respiro

Dopo aver portato fortuna alla Palafiom, la mia presenza magica ha permesso alla Tempesta di vincere due partite di seguito (il che è tutto dire), all’Azzurra Lecce di vincerne una valida per i play-out e adesso anche al Tuglie di vincerne una particolarmente importante, la gara-3 contro il Turi.
Da domani, se qualche altra squadra mi vuole, mi faccio pagare...
Soltanto all’Oria non sono riuscito a portare bene ed anche all’Azzurra (sempre contro il Tuglie) in campionato. Ma in questi casi c’era una componente gufa che è stata punita dal cielo.
Una sola persona probabilmente non gradisce la mia presenza e chiamerà la polizia la prossima volta che mi vedrà nei pressi di un palazzetto. Non è una giocatrice.
La sconfitta-vittoria della Palafiom a Tuglie il 5 maggio scorso è stata un evento storico, fantastico, indimenticabile. Ma accanto al 99% di felicità c’era un 1% di compassione (termine da intendersi alla lettera: con-passione, patire insieme, partecipazione al dolore altrui), dovuto alle crudeli leggi dello sport. Se magari Palafiom e Tuglie avessero giocato l’ultima di campionato su parquet diversi, il contrasto tra la nostra gioia e l’altrui amarezza non sarebbe stato così atroce.
Bene, da ieri sera la felicità ha raggiunto il 100%: gli occhi arrossati delle salentine sono tornati a brillare e a sorridere.
Non ho preso appunti e dunque la cronaca di Tuglie-Turi sarà piuttosto sommaria.
Le canzoni che accompagnano il riscaldamento qui a Tuglie di solito sono selezionate accuratamente e si tratta di brani adatti a caricare le giocatrici. Improvvisamente, però, viene diffusa anche la sigla di Mila e Shiro. Sto per andarmene. Tutta l’atmosfera da supersfida e tutto il lavoro motivazionale di coach Scanferlato rischiano di essere compromessi.
Si inizia in un frastuono assordante, anche in ragione della presenza di numerosi sostenitori baresi.

E’ una partita tesa, intensa, sempre in equilibrio, combattuta fino all’ultimo punto e all’ultimo respiro. Nel primo set c’è una continua alternanza di sorpassi; nessuna squadra stacca l’altra con un vantaggio superiore ai due punti. Daniela Calò in questi play-off ha ripreso a giocare da schiacciatrice cedendo il posto di libero a Tiziana Romano.
Valeria Spano è la solita grande regista, con un occhio segreto anche nella nuca, a giudicare dalla precisione di tutti i suoi passaggi e dalla coordinazione sempre elegante. Particolarmente determinata è anche Fiorella Giaffreda. Tuglie vince il primo parziale 25-23.
Stessa musica nel secondo set. Grande equilibrio, ma alla fine sono le salentine a realizzare i punti decisivi. Soltanto Neire Scupola è un po’ in ombra e viene sostituita da Marcella Cancelli.
Anche il Turi, comunque, è una grande squadra. Tecnica, carattere ed un libero molto attento ed agile.

Battaglia anche nel terzo set, ma le concittadine dell’uomo che ha reso grande la pallavolo tarantina stanno crescendo. Non perdono la speranza e passano a condurre 9-13. Hulk-Scanferlato tenta di correre ai ripari. Urla alle atlete che stanno giocandosi un intero campionato e provvede ad alcuni cambi. Anna Laura Adamo fornisce un po’ di lucidità alla squadra, ma è la solita Valeria a guidare la riscossa mettendo pressione alla difesa barese con servizi molto pericolosi e realizzando alcuni aces.
Turi, però, non sta sbagliando più nulla. Si arriva ai vantaggi. Un pallone aggiustato da Valeria non viene sfruttato dalle compagne ed atterra lemme lemme nella metà campo leccese senza che nessuna lo tocchi. Così le ospiti si aggiudicano il parziale. La palleggiatrice tugliese vorrebbe suicidarsi. O forse vorrebbe sterminare le proprie compagne. O forse vorrebbe suicidarsi dopo aver sterminato le proprie compagne.

E’ dura, è dura anche nel quarto parziale. Bisogna dire che l’arbitraggio mi è sembrato molto valido. Sulle poche palle contestate credo che abbia sempre visto giusto e poi ha diretto la partita con personalità: calmo, autorevole ma senza eccessi. Anche molto paziente quando ha concesso a Marcella di verificare le posizioni in media ogni due minuti... La partita è durata circa due ore e mezza; 150 minuti diviso 2 fanno 75 verifiche.

Il Tuglie è in difficoltà; donne sull’orlo di una crisi di nervi. Non si riesce a passare dal centro (i primi tempi light della nostra Rossella in confronto sono bombardamenti nucleari...) e la difesa ospite prende quasi tutte le diagonali. In compenso è facile leggere i labiali delle tugliesi, ma qui non è il caso di trascriverli.
Perché adesso non vi riescono tutte quelle cose per cui vi ho “odiate” per l’intera stagione...? In effetti mi fa un certo effetto sostenere una squadra che per due anni ha rappresentato il nostro incubo principale. E’ strano. Viene da chiedere: Marcella, perché non lo fai adesso qualche ace geniale? Pamela, sono due anni che rompi i coglioni alla Palafiom con i tuoi muri e i tuoi primi tempi; perché non li fai anche stasera? Neire, le schiacciate dovevi riservarle tutte a noi e all’Oria? Falle pure adesso, cribbio!

Comunque Neire sta riprendendosi, Angela e Claudia stanno offrendo il proprio contributo, non appariscente ma ugualmente prezioso, e Pamela realizza punti importanti. Ma non basta ad evitare il tie-break. Turi vince il quarto set e adesso la ruota della psicologia gira pericolosamente a favore delle ospiti. I loro tifosi sono entusiasti mentre i supporters locali richiamano storiche rivalità calcistiche contro i bianco-rossi. A me no’ m’ mittìte ‘mminz’...
Oltre alla Palafiom, quante squadre sarebbero state capaci di vincere una partita dopo aver subìto una rimonta di due set e dopo essere state in svantaggio per 2-6 in un tie-break che può valere una stagione?

Nell’ora degli eroi, gli eroi scendono in campo. Daniela sta attaccando da posto quattro in modo strepitoso accumulando palloni a terra e mani-fuori, mentre la difesa che le prende tutte adesso è quella del Tuglie. Valeria appoggia un pallone verso il posto cinque avversario dove non può arrivare nessuno. Le salentine sono in vantaggio ma il Turi è una signora squadra (che riceverà anche i meritati applausi finali del pubblico locale) e tenta un’ultima rimonta. Ma il Tuglie non lo permette e vince questa interminabile e coinvolgente partita.
Oltre due ore e mezza di emozioni. La fase interregionale non sarà una passeggiata, ma con questa dimostrazione di carattere nulla è impossibile. In bocca al lupo, ragazze!
Certo, ora un po’ mi dispiace per il Turi...
Gli auguri del presidente della Provincia
In qualità di vertice massimo e supremo delle istituzioni di questo territorio, sento il dovere di intervenire per congratularmi con la Palafiom Taranto.
Avevo scelto di restare in silenzio in questa campagna elettorale – e d’altronde le mie apparizioni sulle emittenti locali sono così rare... -, ma per la Palafiom ritengo doveroso spendere due parole.
Delle altre squadre della provincia non me ne frega niente, così come non me può fregare di meno dei cittadini di 28 Comuni che mi ero impegnato ad amministrare e che ho sedotto e abbandanato chiedendo loro il voto per poi rinunciare all’incarico a metà mandato.
Da sempre sono appassionato di pallavolo. Tutta la mia storia politica è stata al fianco della pallavolo, come può testimoniare l’amico e collaboratore Gianni Fabrizio, già addetto stampa della Magna Grecia, oltre che assessore della giunta di De Bello e tutt’ora imputato per i bilanci falsi.

Sarei lieto di ricevere in dono il pallone dell’ultima partita a Tuglie, così da collocarlo sulla mia scrivania di Imperatore come faceva con estrema finezza l’amica Rossana con il pallone del Taranto Calcio.
Avrei, infine, un cognato che scriveva poesie in onore di Giancarlo Cito. Gli piacerebbe fare lo staffista nella Palafiom perché si è stancato di patrocinare le rassegne teatrali in cui recita egli stesso.
Dell’allenatore e del direttore sportivo preferisco non parlare, ma al presidente ed alle atlete elettrici rinnovo tanti cari auguri con l’impegno a raddoppiare gli investimenti e l’impegno della mia Amministrazione nei confronti delle società sportive minori. Tanto il doppio di zero fa sempre zero...
Gianni Florido
NOTA:
La foto dell’ex-estimatore di Rossana Di Bello è tratta da www.italy.peacelink.org. Il contenuto del messaggio è evidentemente inventato.
Le vite degli altri
Che bello stare alla finestra, rilassati, dopo aver raggiunto il proprio obiettivo. Ma cosa stanno combinando le nostre ex-avversarie?
Il San Pietro Vernotico è stato purtroppo eliminato dal Turi nel primo turno dei play-off. Le concittadine di Vincenzo Di Pinto sono adesso le avversarie del Tuglie, che ha regolato in due partite l’Adelfia. Turi, vincendo per 3-1, ha espugnato il parquet delle salentine in gara-1, ma la squadra di Scanferlato ha rimediato vincendo con lo stesso punteggio nella città del supercarcere. Domani gara-3 a Tuglie, terreno che torna a profumare di B2 (ma resta l’ostacolo della final-four interregionale). Io conto di esserci, a sostegno del Tuglie ovviamente, a testimoniare che lo sport è occasione di incontro, non di scontro.

L’Oria ha iniziato a dedicarsi al beach-volley superando la delusione per un campionato iniziato bene ma terminato maluccio.
L’Ugento non so cosa stia facendo; forse le atlete stanno già preparandosi alla nuova stagione allenandosi in un allevamento di rottweiler da combattimento...
Riguardo ai play-out, le squadre del girone A sono tutte uscite di scena, nel bene e nel male. Salve Terlizzi e Molfetta, retrocesse Capurso e Barletta. Le quattro squadre che restano a contendersi la permanenza in serie C sono tutte del girone B.
L’Azzurra Lecce ha confermato la propria fama di Dottor Jekyll e Mister Hyde battendo 3-0 il Molfetta e perdendo con lo stesso risultato in gara-2. Poi, però, ha superato con un secco 3-0 (rimontando a sua volta il 2-3 dell’andata) il Ceglie del killer Albino grazie ad una prestazione determinata e tecnicamente quasi perfetta. L’unica imperfezione riguarda un ritaglio di giornale appeso nell’ingresso della palestra, quello con le “buone” notizie che arrivano via sms... Un’altra ombra è stata l’assenza di Federica, davvero sfortunata in questa stagione. Ma tornerà più forte e più bella di prima. Fefa e compagne sono adesso attese dal derby con il Nardò; è una sfida tra due squadre che avrebbero meritato di salvarsi nella regular-season.

L’altro scontro diretto, questo senza appello, è (omissis)-Ceglie con le nostre concittadine impegnate a dar seguito alla propria mission impossible: non aver fatto una mazza per quasi tutto il girone di ritorno ed essere costrette a vincere quattro doppi confronti di fila. Beh, sono già a metà dell’opera.
A proposito di concittadine, in serie D la Fidas affronta il Casarano in un doppio confronto che può valere la serie C. Se qualcuno va nel Salento mi tenga informato minuto per minuto.
Gli auguri di Luca Cordero di Montezemolo
Porgo le mie più vive felicitazioni alla Palafiom Taranto per il raggiungimento del prestigioso target. Ho esultato come quando vince la Ferrari.
Il nome della squadra non mi piace molto; mi ricorda troppo quel sindacato di comunisti, statalisti, centralisti, ecc., ma la Palafiom è un modello che sintetizza tutte le qualità che deve possedere un’impresa. Programmazione ed organizzazione su tutte.
Il team tarantino ha saputo rischiare e vincere con efficienza ed agilità, ignorando il cattivo esempio della politica litigiosa, debole e troppo costosa.
Ma, ora che ci penso, è la stessa politica che noi imprenditori abbiamo foraggiato con i finanziamenti illegali ai tempi di Tangentopoli? In effetti, quel sistema di corruzione lo abbiamo alimentato anche noi garantendo mazzette in cambio di appalti. Ci riempiamo la bocca con il mercato e il liberismo, ma siamo sempre pronti a chiedere aiuti o trattamenti di favore alla politica. Beppe Grillo sostiene che siamo bravi a investire soldi non nostri, a incassare nel privato i guadagni ed a scaricare nel pubblico i debiti. E vogliamo parlare dei paradisi fiscali? Vogliamo parlare delle letterine di imprenditori trovate nei covi dei boss mafiosi latitanti?
Questa è l’imprenditoria italiana. Su quella tarantina stendiamo un velo pietoso. Fu Franco Scherma, anni fa, a definire gli imprenditori tarantini “un gruppo di piagnoni con il cappello costantemente in mano”.

Onore, invece, alla Palafiom che ha saputo trovare da sola la forza per dar vita ad un grande progetto e lo ha raggiunto senza favori e senza assistenzialismo.
Luca Cordero di Montezemolo
NOTA:
La foto di Montezemolo è tratta da www.repubblica.it. Il contenuto del messaggio è inventato. Magari fosse così capace di autocritica.
Gli auguri dell'Arcivescovo
E’ con somma gioia che ho accolto la notizia della promozione in serie B2 della Palafiom Taranto.
Da sempre la Chiesa Cattolica individua nello sport un valido momento educativo e di festa, fattore di solidarietà e di pace. In occasione del Giubileo degli sportivi, Papa Giovanni Paolo II attribuì al senso di fratellanza, all’onestà e al rispetto del corpo – virtù necessarie ad ogni atleta – la capacità di contribuire “all’edificazione di una società civile dove all’antagonismo si sostituisca l’agonismo, dove allo scontro si preferisca l’incontro ed alla contrapposizione astiosa il confronto leale”. [1]
Ma lo sport non si limita a favorire la robustezza fisica ed a temprare il carattere; lo sport è anche occasione di crescita spirituale. Ed è per questo che la Chiesa di Taranto vede nella Palafiom un modello di sviluppo armonico delle atlete nella loro interezza, fisica e spirituale. Anche se sarebbe gradito un maggiore contegno del linguaggio durante le partite.
Coach Marcello, nostro fratello nella fede, è da anni tenace testimone della verità cristiana e dei valori cattolici. Non a caso egli è recente vincitore del premio Don Bosco. Da pastore della chiesa di Taranto, devo però invitarlo ad una maggiore benevolenza nei confronti dell’altra squadra della città. Anch’io mi sono parecchio incavolato quando ci hanno tolto un punto nel derby, ma il tempo guarisce le ferite ed i rancori. Bisogna perdonare loro perché non sapevano quello che facevano.

Tutte le atlete della Palafiom hanno ricevuto il dono della prestanza atletica ma, come Giobbe, sono altresì state sottoposte alla prova della sofferenza nel dolore degli infortuni. Prova che alla fine hanno vinto, pur con qualche jastèma di troppo.
Esse hanno ricevuto il dono della bellezza, ma anche quello del decoro che ha impedito loro di vestire con abiti e soprattutto con pantaloncini irrispettosi nei confronti dell’umana tentazione.
Esse hanno saputo essere caritatevoli in un paio di occasioni, cedendo punti alle avversarie in un’ottica di condivisione fraterna dei beni del creato.
Chi, come Zaby, viveva nel peccato, si è redenta e purificata.
Alla Palafiom rivolgo, dunque, tanti auguri per la promozione in B2, certo che anche nella categoria superiore la squadra saprà essere competitiva e saprà confermarsi testimone di fede e di correttezza sportiva.
Mons. Benigno Luigi Papa
NOTE:
(1) Ufficio Nazionale della CEI per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport, Il Papa agli sportivi, Paoline Editoriale Libri, Milano, 2001, pag. 10.
La foto di monsignor Benigno Papa è tratta da www.webdiocesi.chiesacattolica.it. Il contenuto del messaggio è evidentemente inventato.
Palafiom Taranto-Manfredonia 1-3

Sabato 19 maggio 2007, ore 17.00
Coach Marcello se lo sentiva. In presenza di testimoni, aveva previsto il risultato finale della partita di ritorno della Coppa del Nonno: 3-1 per il Manfredonia.
Io, fedele alla teoria secondo cui le partite di fine stagione che nessuno vorrebbe giocare durano di più, avevo previsto il 3-3, ossia la vittoria delle sipontine al tie-break, ma un’ottimistica conquista da parte della Palafiom del set supplementare.
E’ andata male. Pazienza. D’altra parte, quando vincono avversarie che giocano bene come le atlete di coach Delli Carri, c’è poco da rammaricarsi; onore al merito.
Una cosa è certa: il Palafiom porta sgubbio, come già sapevano le Under 16, vittoriose per 3-2 a Parabita e sconfitte per 3-1 nel palazzetto di via Mar Grande (a proposito, Cofanetto, astìpa la trombetta fino a ottobre...).
Siamo irritati per un altro motivo. La Federazione ha multato il Manfredonia di 70 euro per avere i propri tifosi rivolto frasi offensive e minacciose agli arbitri. Stessi arbitri, stesso capo d’imputazione; perché a noi solo 35 euro e ai tifosi del Manfredonia 70 euro...? I nostri insulti valgono di meno?!
Cercando una postazione adatta a fotografare le gemel... ehm, la partita, Paolo mi permette di scoprire una stanzetta che sembra il laboratorio di uno scienziato pazzo: cumuli di cartoni e di oggetti sparsi in disordine sul pavimento e due computer accesi e forse connessi.
La Palafiom ha riproposto la stessa formazione vittoriosa in Capitanata: Alessandra palleggiatrice, Sonia opposto, Michela e Valentina di banda, Silvia e Rossella centrali, Roberta libero. Panchina quasi al completo: Luana, Silvietta, Simona, Désirée e Clara, che domani firmerà il rinnovo biennale del contratto.

In tribuna il dottor Formoso, che, dopo una stagione con la Palafiom, ha chiesto di inserire la propria attività tra le tipologie di lavoro usurante.
Primo set.
L’incontro inizia bene con Sonia e Valentina che martellano la difesa foggiana (8-3). Anche Michela offre il proprio contributo, ma c’è un segnale d’allarme: in difesa la Palafiom commette qualche errore grossolano. Per il momento le gemelle Liguori restano in ombra e le sipontine ricorrono ai secondi tocchi di Marilena e a qualche riuscito pallonetto.

Un lungo scambio viene risolto da Michela (16-13), ma il Manfredonia si avvicina pericolosamente (17-16). Valentina sta disputando un parziale eccellente (18-16) e Silvia permette un allungo molto importante (21-18). Sonia gioca molti palloni: molti vanno a segno, ma qualcuno finisce oltre le linee che delimitano il campo (21-20).
Un altro scambio lungo e avvincente si conclude con un tiro fuori misura di Roberta Liguori (23-20). Va a segno Loredana (23-21), ma Sonia trova un importante mani-fuori (24-21) ed è ancora l’opposto fragagnanese a segnare il punto finale dopo un bel salvataggio di Valentina (25-21).
Secondo set.

Il Manfredonia torna sul parquet con maggiore determinazione (1-3), ma la Palafiom rimonta (6-5) e tenta di prendere il largo con un ace di Valentina (7-5) ed un mani-fuori di Michela (8-5). Ma le gemelle sono entrate in partita e qualche imprecisione in attacco delle azzurre consente alle sipontine un nuovo sorpasso (8-9).
Grande Michela in questa fase: tra pallonetti e mani-fuori la nostra schiacciatrice riporta avanti la squadra di casa (12-10).
Silvia si fa valere a muro (14-12), ma un fondamentale tradizionalmente prezioso per le tarantine sta per diventare una risorsa per le nostre avversarie (17-18).
Brutto momento: il nastro blocca un attacco di Michela ed agevola un secondo tocco di Marilena (17-20), Rossella commette un’invasione e Roberta Liguori completa il break di sei punti per il Manfredonia (17-22).

Bel pallonetto di Rossella (19-23) e replica di Roberta (19-24). La Palafiom si affida a Michela per tentare la mission impossible di salvare il set: la nostra strepitosa schiacciatrice mette la palla a terra da posto quattro (20-24), trova un mani-fuori (21-24), ma per i miracoli non è ancora attrezzata e il terzo assalto finisce lungo (21-25).
Terzo set.
Possiamo dire che la stagione 2006/07 della Palafiom finisce qui. E’ stata bella, siete state grandi, vi vogliamo bene. Facciamo finta, però, che gli ultimi due set di questa partita non ci siano mai stati...
L’avvio del terzo parziale è agghiacciante: le tarantine sono distratte in difesa e gli attacchi del Manfredonia diventano sempre più efficaci (1-6). Anche nei duelli a rete le ragazze di coach Delli Carri sono diventate spietate. Sull’ 1-8, Silvietta sostituisce Sonia, ma l’emorragia si arresta soltanto sull’ 1-10, quando il dottor Formoso stava iniziando a preparare le garze sterili.

Michela con una pipe, Rossella e poi ancora Michela riaccendono la speranza (5-12), ma il muro del Manfredonia (5-13) ed i servizi al salto di Roberta la stùtano di nuovo (6-15). Il tratto caratteristico della squadra foggiana è la fusione di bravura ed eleganza nei gesti tecnici: la palleggiatrice sembra leggera come una libellula mentre le gemelle preparano le elevazioni con rincorse calibrate da professioniste del salto in alto.

Le due sorelle Liguori hanno un futuro da giocatrici di volley. In subordine da top-model. In estremo subordine potrebbero essere assunte da “La settimana enigmistica” per la rubrica “Aguzzate la vista. Queste due gemelle si differenziano per 6 piccoli particolari. Quali?”
Vediamo... Il numero di maglia, il colore delle ginocchiere, la pettinatura, la disposizione dei nastri che fasciano le dita, Stefania è mancina mentre Roberta è destra, una (Stefania) ha le calze della Juventus. E proprio per le calze della Juventus, almeno un difetto l’abbiamo trovato...
E’ ancora Michela che interrompe la serie positiva delle foggiane con un pallonetto (7-15), ma il Manfredonia riprende a macinare gioco e punti (7-19). La reazione della Palafiom è tardiva e le ospiti concludono il set con il punteggio di 12-25.
Quarto set.
Rientra in campo Sonia, che schiaccia qualche pallone e poi viene convocata dal concittadino che dirige l’incontro. Chissà cosa si stanno dicendo.
“Senti, Tinelli, hai già deciso per chi votare al Comune?”
“Sì, ma non posso dirlo perché Marcello potrebbe cacciarmi dalla squadra...”
“Sai com’é? C’è un amico mio che si presenta...”
“No, non ti dispiacere. Mi sono già impegnata”.
“Vabbè. Vorrà dire che





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