Lucrezia Liace rilasciata dalle Brigate Rosse

E’ stata rilasciata nella notte tra martedì e mercoledì Lucrezia Liace, la forte schiacciatrice della New Volley Oria che era stata rapita dalle Brigate Rosse alla vigilia della partita con la Palafiom.
I terroristi, dopo averle offerto un cappuccino, l’hanno accompagnata in viale Virgilio nei pressi di un comitato elettorale, “simbolo – scrivono le B.R. nel cominicato n. 2 – del trasformismo, del rifiuto della democrazia delle primarie, dell’accentramento maniacale di potere e della sudditanza nei confronti della grande industria”.
La Liace, subito trasferita nella vicina caserma dei Carabinieri, ha rilasciato una breve dichiarazione: “Mi hanno trattata bene. I sequestratori sembravano nervosi soltanto nei primi giorni, fino al pomeriggio del 24 marzo, quando hanno rafforzato le misure coercitive. Dopo Oria-Palafiom hanno allentato la sorveglianza e mi hanno addirittura permesso di allenarmi all’interno del covo dove ero rinchiusa. Anzi, più che permesso, mi hanno proprio imposto di allenarmi...”
Ha visto i suoi sequestratori?
“Erano in quattro, tutti a volto scoperto. C’era una donna che mi faceva i massaggini alla schiena, un signore con i baffi che indossava sempre Lacoste e mi negava gli antibiotici perché sosteneva l’opportunità di risparmiare sui farmaci, poi c’era uno con gli occhiali, il pizzetto e la pancetta che prendeva sempre appunti e infine un signore calvo che ad ogni mio movimento imponeva agli altri di fare il muro a tre. Anche quando andavo in bagno. Ogni tanto si riunivano per le risoluzioni politiche, ma finivano sempre per litigare. Sembra che appoggino tre candidati-sindaco diversi.”
Non c’è stato alcuno scambio di prigionieri; Lucrezia è stata liberata senza condizioni. Nel loro comunicato le Brigate Rosse spiegano le ragioni del rilascio:

“Lucrezia Liace è stata liberata al termine di un processo del popolo dalle cui risultanze è emerso quanto segue.
La Liace non è affatto una stratega della controrivoluzione imperialista. Al contrario, la grande schiacciatrice oritana rappresenta in questa fase storica l’asse portante del movimento rivoluzionario per l’affermazione della pallavolo proletaria.
La Liace è la punta di diamante della lotta di classe impegnata nella lotta al volley imperialista delle multinazionali.
Negli allenamenti a cui si è sottoposta nelle carceri del popolo, Lucrezia ci ha impressionato per il suo servizio, per la velocità dei riflessi, per la potenza degli attacchi, per tutti i fondamentali che – ne siamo certi – saranno impiegati proficuamente nel progetto rivoluzionario a partire da sabato prossimo contro il Tuglie.
Ci scusiamo con la compagna Lucrezia per i disagi arrecati ed auguriamo a lei ed alle sue splendide compagne ogni bene”.
Gli inquirenti stanno esaminando il comunicato che indubbiamente è scritto in una forma irrituale e che è stato fatto ritrovare, mediante una telefonata anonima alla redazione di Taranto Sera, nei pressi di un’azienda di riciclaggio in via Clara Funicello.
NOTE:
La foto di Lucrezia Liace è tratta dal sito www.newvolleyoria.it.
25 aprile: il colore della libertà

Il sacrificio e la lotta dei partigiani, unitamente all’intervento degli alleati, 62 anni fa restituirono dignità al Paese e restituirono soprattutto la libertà agli italiani. Tutti ancora ne beneficiamo, anche se quei valori democratici vanno puntellati quotidianamente.
Le uniche a non beneficiare della libertà conquistata sono le atlete della Palafiom, che stasera tornano in palestra. Marce’, poi dici che sei di sinistra...





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