Palafiom Taranto-Ugento 0-3

Sabato 31 marzo 2007, ore 17.00.
Un fantasma si aggira per il campionato di serie C. Un fantasma che si chiama Ugento e che sta mettendo in subbuglio l’intero girone.
Anche alla vigilia di Pasqua, come fu per la pausa natalizia, ci tocca commentare una sconfitta, ma noi non siamo come quelle squadre che scrivono solo quando vincono e facciamo il nostro dovere bevendo l’amaro calice fino in fondo...
Anzi, il giornalista e scrittore Beppe Severgnini, che è interista e lo sa, ritiene che in caso di sconfitta si possa allenare il senso dell’umorismo. [1]
Proviamoci.
Prima, però, facciamo un passo indietro e diamo la solita occhiata ai provvedimenti disciplinari nel Comunicato Ufficiale FIPAV Puglia del 28 marzo 2007.
Gara n. 2640 Polisportiva Palafiom-Real Volley Nardò. Società: Real Volley Nardò – Richiamo per assenza allenatore.
Ma non era stato squalificato per tre giornate? Insomma, cosa deve fare il cristiano? Se si presenta, contravviene alla squalifica; se non si presenta, subisce un richiamo...
Gara n. 1627 Taranto Volley-Brintel Oria – Diffida per mancanza spogliatoio arbitri.
Poverini, si saranno cambiati per strada... Avranno fatto i loro bisogni sul quadro svedese...
Per fortuna, ancora una volta la Palafiom l’ha scampata: a Oria nessuno ha ascoltato le frasi rivolte dal presidente agli arbitri e volte a segnalare una certa tolleranza verso talune presunte doppie della palleggiatrice di casa. Ancora quattro giornate e ne usciamo senza un richiamo, una diffida, una multa (a parte i vaffa delle giocatrici alla fine del derby d’andata, che comunque erano gratis).
Oggi si affrontano la squadra che di solito gioca più presto (alle cinque del sabato) e quella che abitualmente scende in campo nella notte tra il sabato e la domenica.
Associazionesportivapolisportivapalafiomhondalasemautoarteataranto (e così accontentiamo tutti gli sponsor...) con Alessandra Certa palleggiatrice, Sonia Tinelli opposto, Michela Benefico e Silvia Buso schiacciatrici, Clara Clemente e Rossella Garaguso centrali, un’acciaccata Simona Mereu libero.
Ivana Gallo Ingrao sta ancora più frecàta e deve limitarsi alle public relations.

Désirée Fiore sta meglio ma per il momento deve accontentarsi del segnapunti manuale. In panchina Valentina Moro, Silvietta Mastandrea e la russa Luana Zabova.
Sul seggiolone c’è Valeria, una donna particolarmente affascinante, sicuramente la migliore arbitra che ci abbia mai mandato la FIPAV.
Primo set.
L’Ugento manifesta subito due caratteristiche: l’aggressività agonistica di cui mi aveva parlato Ivana (costantemente caricata da un significativo numero di tifosi al seguito) e i tatuaggi esibiti da numerose giocatrici su braccia, cosce e polpacci.
Su braccia, cosce e polpacci quelli visibili; poi non so...
La schiacciatrice Alessandra Stefanelli ha impressi degli ideogrammi cinesi sul braccio sinistro; forse sono le strategie in codice concordate con la palleggiatrice.
Nonostante gli acciacchi, Simona compie salvataggi notevoli e Clara realizza i primi tre punti della Palafiom (3-3). Primo allungo dell’Ugento con un secondo tocco ed un attacco efficace (6-8). E’ Silvia che ci tiene a ridosso da posto quattro, ma in difesa alterniamo miracoli di Michela e incertezze gravissime (10-13). Il nostro martello conferma la buona forma di Oria, ma Nina Trande aumenta il vantaggio con una bella diagonale (11-15).
Time-out Marcello. Utilissimo: al rientro in campo Michela attacca da posto due, Sonia mette a terra un pallonetto perfetto e si alza il muro a due Silvia-Rossella (14-15). E’ un’illusione. Mani fuori e palletta della Trande. Forse c’era una piccola invasione, ma se l’arbitra ha deciso così, va bene. Con quegli occhi può dire quello che vuole (15-17).

Ace dell’Ugento e fast di Clara, poi le salentine attaccano lungo e Michela completa la rimonta (20-19). Ace di Sonia, che rovina tutto con una ricezione difettosa. Vai, Michela, è il tuo momento: bel punto da posto quattro (21-21)!
Purtroppo è ancora la ricezione che ci frega. Ugento fa punto su battuta e poi chiude il set con un attacco imprendibile (22-25).
Secondo set.
Nel frattempo sono arrivati gli ospiti americani di Intercultura. Oggi l’Alfieri è multietnico. Speriamo che non ci portino a Guantanamo con qualche volo segreto...
L’ora legale che ha allungato i pomeriggi ripropone il problema della luce accecante nella palestra. In questo set dovrebbe farne le spese l’Ugento, che invece parte subito a razzo (1-3). Rossella in difesa e Clara e Michela in attacco recuperano (4-4). Ma questo Ugento è proprio forte: attacca bene e difende tutto, anche con le gambe quando è necessario (5-7).

Marcello tenta di correre ai ripari: Valentina sostituisce Silvia; Simona esce dall’arena per le condizioni fisiche precarie, presumo. Giochiamo senza libero.
Ugento forza le battute e ne fa le spese Valentina (5-8). Un mani fuori dell’Ugento è contestato vivacemente dopo essere stato assegnato alle leccesi. Ma Valeria non c’entra; è tutta colpa del secondo arbitro. Valentina continua a soffrire gli attacchi dell’Ugento e Sonia commette un’invasione (6-11).
Ennesimo ace della Trande (7-13), time-out e ancora un ace a nostro danno (7-14). Si mette male.
Rientra Silvia e Clara tenta di rianimare il set (11-20). Michela attacca fuori ma reclama un tocco del muro avversario. L’avvenente arbitra non l’ha notato e Clara si aggrappa sulla scaletta per sindacare. Siamo pur sempre espressione della FIOM, diamine.

Le trattative non hanno esito. Bisogna rimediare da soli e Michela ci riesce con uno strano attacco che in pallacanestro si chiama “gancio”.
Due ottimi attacchi di Sonia intervallati da un tiro sulla rete dell’Ugento riaccendono la speranza (15-21), poi un bolide della Trande spezza il break Palafiom.
Brava ‘sta piccina, ma le sfugge qualche urlo di troppo in faccia alle avversarie. Sonia viene murata (15-23) e sostituita con Silvietta. Solito primo tempo in stand-by di Rossella, comunque buono (16-23), poi però la nostra centrale sbaglia il servizio (16-24).
“Ultimo punto!” – gridano i tifosi leccesi.
Ma le ospiti sprecano la prima delle otto palle-set sbagliando a loro volta il servizio; Clara attacca da centro; la palletta ugentina finisce fuori e Silvia schiaccia con determinazione (20-24). Ne abbiamo annullate quattro.
“Ultimo punto!” – continuano ad incitare i tifosi.
Muro a due Alessandra-Clara: annullato il quinto set-point (21-24).
Coach Marsano chiama un time-out.
Silvietta sta servendo con prudenza e precisione mentre l’attacco dell’Ugento viene nuovamente murato da Clara, che poi schiaccia anche un primo tempo (23-24). Annullati il sesto e il settimo set-point. Che rimonta, ragazzi!
“Ultimo punto!” – continuano a urlare i tifosi, ma si avverte una certa preoccupazione. Se annulliamo anche questo set-point, se vinciamo il set, se vinciamo la partita, se vinciamo il campionato, il mese prossimo vi devolvo l’8 per mille con la dichiarazione dei redditi!
Il pallonetto di Katia Anastasia finisce sulla rete! Annullato l’ottavo set-point e siamo 24-24! Ragazze, siete mitiche!
Meno mitica è la confusione che fa seguito ad un nostro muro: la palla vaga sul nostro spazio aereo e non si riesce a ributtarla oltre la rete (24-25). Primo tempo di Clara (25-25)! Un bel servizio di Silvia mette pressione alle ugentine e la Stefanelli attacca sulla rete (26-25). Ora il set-point lo gioca la Palafiom!
Improvvisamente, però, crolla il capolavoro costruito dalle tarantine: pallonetto della Protopapa, ace della Stefanelli e muro su Michela (26-28).
Siamo sotto di due set a zero e abbiamo ceduto il primo punto interno della stagione.
Terzo set.
Continuiamo a difendere in modo approssimativo; Clara sollecita le compagne a garantire una copertura migliore. Ugento difende bene, ci mette in difficoltà con il servizio, ma fortunatamente commette qualche errore in attacco (5-5). Muro a due Sonia-Rossella, che concedono anche il bis (7-5). Ace di Alessandra (8-5). Controbreak dell’Ugento, spinto dalla solita Trande che coglie il pareggio con una diagonale impressionante (8-8). Si lotta punto su punto, finché l’Ugento non trova un muro e l’ennesimo ace (10-13). Marcello, incavolato nero, chiama il time-out.
Brava Silvia da posto quattro, ma le salentine trovano due mani fuori ed un attacco diretto (12-17).

L’Ugento ha dimostrato di possedere armi di distruzione di massa. E le sta anche usando. Americani di Intercultura, invece di andare a rubare il petrolio in Iraq, intervenite, cazzo!
Pipe di Sonia, ma Ugento non sbaglia più nulla.
Persino il secondo tocco di Ale viene murato ed a Michela viene fischiata un’irregolarità. Le prevedibili imprecazioni del nostro martello avvengono di spalle all’arbitra e a debita distanza, ma miss FIPAV non distoglie lo sguardo dalla nuca di Michela.
Arbitra, non guardare Michela, guarda da questa parte, “lascia cader su di me di tanto in tanto un fuggevole sorriso ed io saprò nutrirmene”... [2]
La scritta dello sponsor dell’Ugento è giallo su maglie bianche. Non si legge niente; hanno truffato la Gradim Giochi...
Alessandra in battuta ci regala una speranza con un ace, poi la soffoca subito dopo con un servizio lungo (16-20). Passa Sonia aiutata dal nastro, ma Nina Trande scaglia un pallone a 200 km/h (17-21), prima di essere murata. Una palletta contestata viene assegnata all’Ugento (18-22), poi Clara schiaccia un primo tempo e si concede un urlo rabbioso prima di girarsi verso le compagne. Non è il massimo del galateo pallavolistico, ma quand’è guerr’, è guerr’ pe’ tutt’...
Invasione dell’Ugento (20-22) e mani fuori realizzato dalle ospiti (20-23). Segue un lungo scambio che fa onore a entrambe le squadre e lascia noi tifosi con il fiato sospeso, ma la pipe finale di Michela termina oltre la linea di fondo (20-24).
Clara tiene in vita la Palafiom con una delle sue fast e coach Marsano, onde evitare il ripetersi della rimonta del precedente parziale, chiama un time-out ed istruisce le atlete. Sebbene il servizio di Silvia impedisca alle avversarie di attaccare, la diagonale di Michela finisce fuori (21-25).
Ha vinto l’Ugento. Meritatamente, non c’è che dire. Meno male che non possono più raggiungerci in classifica perché questa squadra sta attraversando un momento d’oro.

Uno spettatore tarantino rivolge alcune frasi agli arbitri. Non sappiamo cosa abbiano scritto a referto, ma abbiamo un documento fotografico che smentisce ogni rilievo critico o offensivo mosso all’affascinante direttrice di gara...

Sul piano statistico è una sconfitta drammatica. Abbiamo ceduto i primi punti in casa in questa stagione, abbiamo perso un’imbattibilità interna che durava dal dicembre 2005, abbiamo perso l’imbattibilità di Luca, abbiamo perso i primi punti in uno scontro diretto, abbiamo perso la possibilità di battere il record del Massafra che, sebbene imbattuto, l’anno scorso aveva ceduto per strada sette punti (noi eravamo a cinque; oggi siamo a otto), abbiamo perso il cosiddetto “vantaggio di sicurezza” (minimo sette punti) che ci avrebbe permesso di andare a Tuglie in gita turistica. Una tragedia.
Ma vi voglio bene lo stesso.
Consoliamoci andando al cinema: c'è “Il 7 e l’8”. Protagoniste Michela e Clara.

Altri risultati: Com’era prevedibile, non è stata una giornata pro-Palafiom: Corsano-Oria 1-3, Tuglie-Ceglie 3-1, Lecce-San Pietro Vernotico 0-3, Putignano-Tempesta 3-0, San Giorgio-Nardò 3-2. Ha riposato il Trepuzzi.
Classifica: Palafiom TA* 55, Oria* 50, Tuglie 49, Ugento* 45, San Pietro Vernotico 43, Putignano 29, San Giorgio 23, Lecce 21, Nardò* 20, Trepuzzi 18, Corsano 16, Ceglie 14, Tempesta TA 13.
Con l’asterisco le squadre che devono ancora effettuare il turno di riposo (ed hanno, quindi, tre punti in meno a disposizione).
Alla scuola Pirandello di Paolo VI arriva il Cisternino dell’amico Salvino.
Quando entro in palestra, la Mira Orchidea ha già vinto due set ed è in vantaggio nel terzo. Commetto una piccola gaffe. L’arbitra, in avvio di partita, aveva allontanato il tamburo dei tifosi locali perché evidentemente i colpi rimbombavano troppo in una palestra così piccola. Senza saperlo, mi metto a strombazzare proprio a due metri dall’arbitra, che tuttavia si mostra indulgente nei miei confronti.

Purtroppo il Cisternino perde l’incontro 3-0; la cravatta del coach non ottiene il risultato sperato...
Due 0-3 nell'arco di tre ore. Che giornata.
NOTE:
(1) Cfr. SEVERGNINI, B., Italiani si diventa, Rizzoli, Milano, 2000, pag. 122.
(2) SHAKESPEARE, W., Come vi piace, Atto III, Scena V.
Tutte le foto migliori sono di Luca.





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