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Rubato il computer del Putignano

di skanderbeg69 (30/03/2007 - 23:55)

Dopo un avvio di stagione un po’ stentato, il Putignano si è rivelato squadra rivelazione, oltre che matricola terribile, di questo girone. Tra le vittime eccellenti dell’unica squadra barese di questo raggruppamento: Ugento, Palafiom (ahimé) e San Pietro Vernotico.

Oltre al buon tasso tecnico della squadra e all’organizzazione societaria, il segreto dell’ottimo rendimento sta probabilmente in quel famoso computer portatile che il Putignano porta con sé ad ogni partita, trasferte comprese.

   La scorsa notte quel computer è stato trafugato. Forzando la finestra della segreteria, un ladro ha asportato il portatile con tutti gli scout diligentemente annotati nel corso di questa stagione dall’incaricata. Ma il malvivente ha commesso un grave errore smarrendo sul posto una trombetta.

Nell’arco di poche ore gli inquirenti sono risaliti all’autore del furto che, messo di fronte all’evidenza, ha confessato: “Volevo rubare i segreti informatici del Putignano per rivenderli alla Tempesta in vista della partita di sabato (Putignano-Tempesta appunto). Le nostre concittadine sono in grosse difficoltà; volevo aiutarle...”

Ma cosa c’era scritto nei P-files putignanesi?

Il blog è riuscito a stampare alcuni fogli e sorprendentemente non c’è molto rigore nelle analisi statistiche. Le rilevazioni dell’addetta richiamano piuttosto a una specie di Diario di Bridget Jones.


        “Primo set. Ace Frascati. Ancora un ace. Terzo ace su tre battute. Mo’, meno male che non c’è l’antidoping. Muro Abbracciavento, due difese efficienti, Punto subìto. Che palle, sempre le stesse cose.

Ricezione perfetta, attacco fuori Giotta. Uffa, pure io voglio giocare; non si potrebbe fare a turno?

Servizio sbagliato. Vabbè, poverina, è appena stata lasciata dal fidanzato; bisogna capirla. Ricezione buona, attacco efficiente Impedovo, muro Giotta. In attacco abbiamo già il 75%. Servizio Campanella, quelle difendono (positiva o perfetta? Mah, mettiamo positiva), noi attacchiamo (chi era? Mi è sfuggita), quelle murano, noi difendiamo, aiuto, giocano troppo velocemente, adesso metto numeri a casaccio tanto chi vuoi che se accorga?

Frascati gioca il quinto pallone (efficienza 80%). Ma guarda l’arbitro che panza che tiene. Ops... ho ricevuto un sms. Al prossimo time-out rispondo. Anzi, rispondo adesso e intanto metto altri numeri a occhio. Ecco fatto. Quanto stiamo? Ricezione, attacco, muro, difesa... Intanto vediamo se ho ricevuto email. Ehi, quel tifoso mi sta guardando. Sarò pettinata bene? Dov’è lo specchietto?

Oddio, si avvicina il coach...! Vorrà la prima stampa. Presto: altre cinque/sei percentuali a casaccio! Frascati, Abbracciavento, Laricchiuta, ecco fatto. Ora stampo. Prego, coach.

Mo’, quel tifoso mi sta ancora guardando! Veramente mi sta guardando pure quella giocatrice avversaria; che cavolo vuole? Non ha mai visto un computer? O tenta di fare terrorismo psicologico come la Truciolina della Palafiom? Attacco buono, difesa perfetta, muro... Che palle. Se non se ne accorge nessuno, ora è il momento dei tarallini...”

 

NOTE:

I volti dell’assistent coach e dell’addetta alle statistiche nell’ultima foto sono tratti da www.uisputignano.com.

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Binomio vincente

di skanderbeg69 (30/03/2007 - 11:53)

Mentre la Prisma si avvicina allo storico traguardo dei play-off di serie A1, la Palafiom rafforza il primato in serie C, confermandosi la massima espressione del volley femminile cittadino.

C’è qualcosa che avvicina le due squadre: le relazioni cordiali tra le due società e soprattutto la comune struttura, il Palafiom di via Mar Grande, che la Prisma utilizza per partite e preparazione e che la Palafiom impiega per saltuarie sedute di allenamento.

Quanto hanno influito queste sinergie nel rendimento delle due formazioni?

“Moltissimo – risponde Vincenzo Di Pinto -. Quando le due squadre si incrociano al Palafiom per gli allenamenti, i miei giocatori cercano di cogliere al volo i gesti atletici e tecnici delle ragazze. In questo modo acquisiscono nuove competenze che poi utilizzano in partita. Ogni tanto devo richiamare Anderson e Felizardo, che si avvicinano troppo alle atlete della Palafiom, ma, tutto sommato, i danni derivanti da queste distrazioni sono inferiori ai benefici”.

   Dello stesso avviso il palleggiatore Marco Nuti: “Se sono stato recentemente convocato in nazionale per la World League, il merito è tutto di Alessandra Certa. Mi ha insegnato molto in questi mesi: il mio tocco è più pulito, riesco a variare maggiormente il gioco, sono cresciuto sul piano tattico.

Adesso, però, mi deve insegnare anche a migliorare il secondo tocco”.


NOTE:

L’articolo della foto in alto è stato pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, ediz. di Taranto, 28 marzo 2007, pag. 12.

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