Ritratti
SIMONA MEREU
Libero
Nata a Taranto, dove vive, 16 anni fa.
Segno zodiacale: Toro.
Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? Quando andavo in prima media. Nella Palafiom.
Perché proprio la pallavolo? Prima mi dedicavo alla ginnastica artistica, poi un po’ il fisico un po’ il condizionamento di un’amica mi hanno avvicinato alla pallavolo.
Beh, ginnastica artistica e pallavolo non sono incompatibili; vedi Rossella che sul parquet le pratica entrambe... E perché proprio da libero? Nelle giovanili, dove fino all’anno scorso non esisteva la figura del libero, giocavo di banda. Poi il fisico è stato determinante anche nella scelta del ruolo.
Solo il fisico? Beh, dicono che sia anche piuttosto rapida negli spostamenti.
La tua carriera: Nata e cresciuta nella Palafiom, in particolare nelle giovanili. Ho fatto qualche presenza in prima squadra, serie C, nella stagione 2003-’04...
E quanti anni avevi? Dodici anni e mezzo. E non ti dico come e contro chi ho esordito... Poi ho giocato in serie C altri tre anni, compresa la stagione in corso.
Cos’altro fai nella vita? Studio al liceo scientifico.
I tuoi hobbies? Sono totalmente presa da studio e pallavolo per coltivare in modo continuativo altri hobbies.
L’ultimo libro che hai letto: Ho voglia di te, di Federico Moccia.
L’ultimo film che hai visto: Ho voglia di te, ovviamente. Molto diverso dal libro.
Il tuo cantante preferito? Più che un singolo nome, mi piace un genere: l’hip-hop.
Il tuo piatto preferito: La pizza.
Il viaggio dei tuoi sogni: New York.
Sapresti elencare i tuoi principali pregi? E’ un po’ difficile e non dovrei dirli io. A volte, a seconda della giornata, potrei risultare simpatica.
E i difetti? Lunatica, molto suscettibile, a volte dicono che sono acida... Continuo?
No, già hai esagerato. Il più bel ricordo della tua carriera: I play-off dello scorso campionato, ma anche i play-out di tre anni fa.
Il più amaro: I play-off dell’anno scorso. Può sembrare contraddittorio, ma, come già hanno rilevato alcune compagne, quei play-off restano un bel ricordo sul piano della coesione di gruppo, dell’esperienza sportiva, della progressione verso un obiettivo importante. Esserci fermate all’ultima tappa ha lasciato, invece, molta amarezza.
Cosa ti piace e cosa non ti piace della Palafiom? Mi piace tutto. Ci sono nata, cresciuta e non riesco a trovare elementi negativi.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere? La ricezione.
Beh, non è male per un libero... In difesa sei più brava; come te lo spieghi? Il coach non ammette gli alibi. Però, visto che insisti, in passato ho lavorato maggiormente sulla difesa piuttosto che sulla ricezione anche a causa di un infortunio al ginocchio.
Può esserci anche un fattore emotivo? Secondo me, no.
Qual è stata la giocatrice che ti ha messo più in difficoltà quest’anno? Ho giocato pochissime partite a causa di un infortunio, però a San Pietro Vernotico la Corvino mi ha fatto trascorrere una serata impegnativa.
Il servizio più insidioso? Quello della “nostra” Paola Marcianò nel derby con la Tempesta. Non sembra, ma la sua battuta flot è estremamente pericolosa ed efficace.
L’osservazione più ricorrente del coach nei tuoi riguardi? Sono tante e quasi nessuna è riferibile. Mi invita spesso a muovere i piedi, però lui ci mette qualche altra parolina in mezzo...
E complimenti te ne ha mai fatti? Sì, apprezzò esplicitamente un mio salvataggio nell’incontro decisivo della final-four l’anno sorso, una palla che ci tenne in gara. Poi, purtroppo, fu tutto inutile.
Giocatore o giocatrice che ammiri di più: Paola Cardullo, è ovvio.
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera? Quella del mio esordio a Oria nel campionato 2003-’04. Noi della Palafiom occupavamo gli ultimi posti della classifica e l’Oria era la capolista. Il libero titolare ebbe purtroppo un grave lutto familiare e così fui improvvisamente gettata nella mischia, a dodici anni e mezzo. Perdemmo 3-1, ma per me fu un’esperienza indimenticabile.
Niente tremori? No, avvenne tutto così rapidamente che neanche ebbi il tempo di spaventarmi per la responsabilità che mi era caduta addosso.
E la partita che vorresti cancellare? Tuglie-Palafiom 3-0 nella regular season dell’anno scorso. Fummo liquidate in 50 minuti. Uno scandalo.
Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo? Non c’è violenza, contrariamente al calcio. E’ un ambiente particolare, coinvolgente.
C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce? No.
Sei sempre in palestra ad allenarti, molti sabati sono riservati alle trasferte; ma quante rinunce comporta questa pallavolo? Io non ho l’impressione di fare delle rinunce. E se anche vi fossi costretta, le farei volentieri perché questo è uno sport che mi piace e che fa crescere.
Aspettative per questa stagione: Ci sono ma non si dicono...
Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro: Realizzarmi nella vita e spero che anche la pallavolo contribuisca alla mie gratificazioni.
Patarino: "Urago fa propaganda subliminale"

Ecco la foto incriminata: il direttore generale, Marco Urago, posa davanti ad un cartellone pubblicitario del palazzetto di Oria, la cui sigla è inequivocabile: D.S.
“E’ uno scandalo – tuona l’onorevole Carmelo Patarino -, è il solito inqualificabile andazzo: Urago usa la pallavolo per fare pubblicità subliminale al partito dei Democratici di Sinistra. La foto documenta l’inaudita ingerenza della pallavolo nella politica, o della politica nella pallavolo, non saprei, e viola la par condicio. Adesso il direttore generale deve immediatamente posare affianco a un cartellone di AN per ristabilire l’equilibrio altrimenti presenterò un’interrogazione in Parlamento!”

NOTA - L’articolo “taroccato” è della Gazzetta del Mezzogiorno. Le dichiarazioni di Patarino sono evidentemente inventate, ma è meglio precisarlo...





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