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Palafiom Taranto-Nardò 3-1

di skanderbeg69 (18/03/2007 - 17:51)

Sabato 17 marzo 2007, ore 17.00.

Una notizia brutta e una buona. La brutta: il dolore muscolare di Simona si è riacutizzato e il nostro libero è indisponibile. La notizia bellissima è che torna sul parquet Ivana, sia pure come libero, lo stesso ruolo con cui aveva giocato l’ultima volta in quel lontano 4 novembre. Nell’occasione Simona non aveva giocato a causa di vertenze sindacali.

Nardò, squadra imprevedibile nel bene e nel male, proviene da un incontro nervoso con il Corsano. A Trombettopoli domenica scorsa è successo di tutto: lancio di una bottiglia piena d’acqua, rissa con allenatore avversario, intervento della forza pubblica, applausi ironici e frasi offensive agli arbitri che abbandonavano l’impianto. Totale danni: euri 120,00. L’allenatore Giovanni Dell’Anna, che avrebbe partecipato alla rissa, è squalificato per tre giornate.

Strano: a Nardò di solito il pubblico è caldo ma corretto. Secondo i dirigenti neretini giunti a Taranto, gli eventi di domenica scorsa sarebbero stati esasperati e parlare di rissa è un po’ eccessivo.

 A Maglie, in serie D maschile, è successo di peggio, ma, trattandosi della città di Raffaele Fitto (quattro assessori inquisiti, inquisito lui stesso e direttori generali come Armenise che frequentavano più il carcere che la ASL...), la scarsa adesione al rispetto della legge non mi sorprende.

Real Volley Nardò, dunque.

D’addò ha assùte ‘stu... “Real”?

Dubito che la società sia nata prima del felice avvento della repubblica nel 1946 e ritengo che nessuna persona di nazionalità italiana, mentalmente sana, possa dedicare il nome di una squadra ad un’istituzione ridicola come la monarchia ed in particolare alla monarchia italiana, una dinastia che avrà pure fatto l’unità del Paese ma poi si è macchiata di crimini storici e di scandali da bettola.

Che mia nonna sia sempre benedetta perché in quel referendum del 1946 votò per la repubblica. Veramente voleva votare per la monarchia, ma sulla scheda c’erano lo stemma di casa Savoia (monarchia) ed un volto di donna (la repubblica). Mia nonna, alle prime consultazioni della sua vita dopo vent’anni di fascismo e – prima - di suffragio riservato agli uomini, mise la croce sul volto di donna e tornò a casa soddisfatta: “Agghie mise ‘a croce sus’ ‘a faccia d’ ‘a regìne...”

Cambino nome in Repubblican Volley Nardò.

Palafiom con Alessandra palleggiatrice, Sonia opposto, Michela e Silvia di banda, Clara e Rossella centrali, Ivana libero.

Anche nel Nardò ci sarebbe qualche assenza importante (la centrale Frasca).

Primo set.

Parte benino la Palafiom con una fast di Clara ed una bomba di Michela dopo un salvataggio di Ivana, che entra subito in partita ma tende spesso ad avvicinarsi pericolosamente alla zona di attacco (4-2). Capitan Gatto ribalta il risultato (4-5). Diagonale di Michela da posto quattro, che replica subito dopo (7-6). Sembra che stasera la nostra travolgente schiacciatrice sia tornata con noi.

Sonia e Silvia conservano il vantaggio (10-9), ma Nardò non è un fuoco di paglia ed ha un altro break con l’opposto Stefanelli (10-11).

Quello che non ti aspetti. Invece di raddrizzare il set, la Palafiom continua a sbagliare in attacco (10-13). Coach Marcello chiama il time-out, ma le azzurre sono con la testa ad Oria mentre il Nardò sta difendendo egregiamente. Sonia sbaglia persino un appoggio in bagher che finisce fuori (10-16), ma per fortuna la serie positiva di sette punti per le salentine viene interrotta da Clara.

    Pipe di Michela da seconda linea (13-18), poi Clara si esibisce in un primo tempo artistico che non contempla il tocco del pallone (13-19). Nardò sta anche murando bene (13-20), poi Michela tenta di rendere il passivo meno pesante (15-20), ma il muro neretino si alza implacabile su Sonia (16-22). Arrivano le giovani tifose della Palafiom e portano bene al servizio di Michela: ace e speranza (18-22).

Nardò, ottima in difesa ed efficace anche in attacco, trova due mani fuori (18-24) e a poco serve un punto rabbioso di Sonia perché il primo parziale è delle ospiti (19-25).

Agghiacciante.

All’ex Giorgia scendono le lacrime e non credo che si tratti di commozione; le azzurre stasera sono un pianto. Come a San Giorgio. Ma siamo certi che sapranno recuperare.

Secondo set.

Sonia appare più determinata e Ivana salva un pallone stendendo la mano sul parquet. Michela ci porta sul 3-1, ma in attacco continuiamo a sbagliare troppo. Silvia, migliore in campo sabato scorso, stasera resta in ombra.

Quest’anno è andata così: quando gioca bene Silvia, gioca meno bene Michela; quando gioca bene Rossella, non brilla Valentina; quando c’è Sonia, non può giocare Simona... Se una volta giocassero tutte e giocassero tutte al massimo del rendimento contemporaneamente, la Palafiom sarebbe la squadra più forte del mondo.

Ace di Alessandra, sempre precisa in battuta, punto di Sonia, mani fuori di Michela ed errore offensivo del Nardò. E’ una sequenza positiva che ci porta sul 10-4. Ma Nardò reagisce con un primo tempo di Natalie De Benedittis (10-7).

Si procede punto a punto. Nardò ne realizza uno assurdo grazie a un bagher difensivo che atterra mansueto nel campo delle tarantine (12-10); coach Marcello è imbufalito. Sonia dispensa a sprazzi il suo talento ed allontana il pericolo realizzando due punti consecutivi (12-10). Schiacciata da posto due di Zelda Arlotta (Demelza, Natalie, Zelda... Ma una con un nome di battesimo normale non c’è in questa squadra...?) e replica di Clara a muro (16-12).

Nardò non è mai domo: pallonetto della Stefanelli e mani fuori (16-14). Punto di Sonia dopo l’ennesimo miracolo difensivo del libero Demelza Sanasi. Michela va a segno, Nardò schiaccia sulla rete (20-16). Può essere lo scatto decisivo.

 Per nostra fortuna le ospiti sprecano in fase offensiva tutto quello che di buono riesce a fare la Sanasi in difesa. L’avevamo notata già nella partita di andata, ma questa ragazza stasera si conferma un fenomeno. Errore in battuta del Nardò (22-18), poi la Palafiom pone le salentine in condizione di non attaccare agevolmente ed anche la loro ultima schiacciata finisce sulla rete (25-19).

Non stiamo assistendo a pallavolo-champagne, ma almeno la Palafiom è rinsavita.

Terzo set.

Lo squillo di tromba in avvio del terzo set è di Paoletta Marcianò, gradita presenza tra il pubblico di una palestra che resta casa sua. Porterà bene.

C’è un po’ di nervosismo in campo. Capitan Gatto ha un fitto dialogo con il primo arbitro e non sembra che si stiano leggendo reciprocamente i bigliettini dei Baci Perugina.

Il punto del 4-4 viene vivacemente contestato da Marcello, dal ds Pino Moro ed anche dal nonno di Valentina. Meno male che la nipote è lontana e non può ascoltare.

Nardò fa e disfa: prima un ace che vale il vantaggio (4-5), poi un attacco fuori (6-5). Molti errori da entrambe le parti in questa partita, ma adesso la Palafiom è più concentrata.

Muro a due Rossella-Sonia (9-5), punto di Michela (12-5), punto di Rossella (13-5) e sul 14-5 l’allenatore del Nardò chiama il time-out. Ma il muro e il servizio delle azzurre allungano la serie positiva che si interrompe solo sul 16-5, dopo dodici scambi consecutivi serviti da Clara, sempre impeccabile (a parte il primo set). Nardò è frastornato e sul 17-7 (ennesimo muro di Rossella), coach Marcello concede spazio alle più giovani.

 Valentina si presenta con una bella schiacciata (20-8), poi Nardò tira fuori e Clara mette a terra un primo tempo (22-8). Anche Silvietta, che rileva Sonia, rompe subito il ghiaccio con un punto (23-9). Bolide di Valentina (24-11) e le salentine riescono ad annullare soltanto il primo set-point (25-12).

Quarto set.

Visti gli esiti del terzo set, è nuovamente Paoletta che apre il quarto parziale con la strombazzata rituale. Ed anche sul parquet la musica non cambia.

La Palafiom mantiene l’attenzione necessaria a gestire la partita con serenità mentre Nardò appare ormai demotivato. Cannonata di Michela, schiacciata di Silvia da posto quattro e punto di Sonia (10-4). Anche la fortuna offre una manina alla Palafiom (clamoroso punto-culo agevolato dal nastro). Nardò non riesce più ad attaccare. Peraltro Ivana è stata generosissima in difesa ed ha offerto alle compagne il consueto contributo motivazionale.

Rossella può concedersi un primo tempo “da ballerina” (11-5), poi Superclara aumenta il vantaggio (13-5).

La De Benedittis spezza l’assedio e la Sanasi continua ad offrire dimostrazione del suo valore immenso: non solo difende con un senso del piazzamento ammirevole, ma i suoi miracoli sono spesso, al contempo, passaggi precisi per le compagne.

  Oltre alla curiosità sull’origine del nome del Real Volley Nardò e di quello del libero, sono anche curioso di sapere quali siano gli alimenti segreti e miracolosi che mangia questa ragazza per sviluppare così bene i riflessi e l’agilità. Nel latte, al posto dei biscottini, deve mettere il propellente visto che si fionda come una saetta su palloni impossibili.

Le senatrici della Palafiom, comunque, non perdono il controllo della partita. Clara è la solita sicurezza, Michela sta un po’ crescendo rispetto alle ultime prestazioni (ma non è ancora la vera, grande Michela che conosciamo) ed Alessandra sembra Gianni Florido: si sta sfiancando correndo continuamente da destra a sinistra.

Bel muro della Palafiom ed ennesimo errore offensivo del Nardò, che continua a vanificare i ventiquattro miracoli difensivi che compie mediamente la Sanasi ad ogni scambio (19-7).

Rientrano in campo Valentina e Silvietta. Vale esagera con la potenza e poi mura con una modalità che non risulta molto gradita al coach.

Nardò si porta sul 19-11, ma la nostra giovane schiacciatrice sa far tesoro dei propri errori: diagonale perfetta e muro fatto come si deve insieme a Rossella (21-11).

Le salentine tentano l’ultima reazione (21-13), ma poi sbagliano il servizio. Il nastro stasera è pro-Palafiom (23-13). L’ultimo punto del Nardò lo schiaccia la Stefanelli (23-15), poi Sonia da posto quattro e Silvietta a muro chiudono l’incontro (25-15).

 

Brave, bella reazione, però mi avete fatto perdere Mondial-Martina, che si giocava in contemporanea (ed è finita al tie-break; avrei fatto in tempo!). Posso consolarmi rispolverando una foto d’epoca del 1988.

Paolo Leone festeggia il compleanno ed i suoi pasticcini confermano la diagnosi della dietologa: per me non c’è speranza.

Altri risultati: Nove punti in tre partite per andare a Oria conservando una posizione di vantaggio; era questo l’obiettivo ed è stato raggiunto. Ma dagli altri campi giungono notizie sorprendenti: Ugento-Oria 3-0, Tuglie-San Pietro Vernotico 0-3. Ad Oria ci andiamo con 5 punti di vantaggio (9 sul Tuglie, che però ha una partita in meno). Ma adesso non bisogna presentarsi ad Oria pensando di avere una rete di protezione che ci tutelerebbe in caso di sconfitta. Bisogna andarci pensando di essere di fronte alla storia: un’eventuale vittoria ci spalancherebbe le porte del paradiso.

“A volte il tempo ci offre una possibilità, legata appunto ad un istante preciso, ma se ce lo lasciamo sfuggire non possiamo fare più nulla”. [1]

Corsano-Putignano 2-3, San Giorgio-Trepuzzi 1-3. Lecce-Ceglie 3-1. Ha riposato la Tempesta.

Classifica: Palafiom TA* 52, Oria* 47, Tuglie 43, San Pietro Vernotico 40, Ugento* 39, Putignano 23, San Giorgio 21, Nardò* 19, Lecce 18, Corsano 16, Trepuzzi* 15, Ceglie* 14, Tempesta TA 13.

Con l’asterisco le squadre che devono ancora effettuare il turno di riposo (ed hanno, quindi, tre punti in meno a disposizione).

 

NOTE:

(1) MARAI, S., Le braci, Adelphi, Milano, 1998 (7^ ed.), pag. 159.

La foto di Paoletta è di Luca; quella della scheda del referendum del 1946 è tratta da www.treccani.it.

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