Ritratti
ROSSELLA GARAGUSO
Centrale

Nata ad Aosta 24 anni fa, vive a Manduria (TA).
Segno zodiacale: Scorpione.
Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? A 14 anni in un torneo scolastico a Manduria.
Perché proprio la pallavolo? La trovo divertente e mi piace la sua caratteristica di sport collettivo.
E perché proprio da centrale? E’ sempre stato così, tranne un anno da palleggiatrice. Hanno deciso gli allenatori. E da allora sono senza fiato...
La tua carriera: A parte i campionati giovanili e la Coppa Puglia, ho giocato due anni nello Sporting Club Manduria (serie D), due anni a Sava (serie D), quattro anni ad Oria (serie C), compresa una stagione in cui sono stata ferma per la rottura dei legamenti crociati e del menisco, un anno ad Oria in serie B2 e adesso – dopo un anno di inattività sportiva trascorso a Miami – serie C con la Palafiom.
Cos’altro fai nella vita? Sto frequentando un corso di allieva allenatrice e sono titolare di un’azienda agricola che produce olio e vino.
I tuoi hobbies? Mangiare, cantare, suonare la chitarra, leggere libri gialli. E poi mi piace trascorrere il tempo guidando la macchina.
L’ultimo libro che hai letto: L’Alchimista (in inglese).
L’ultimo film che hai visto: Deja vù.
Il tuo cantante preferito: Elisa.
Il tuo piatto preferito: Pasta con gorgonzola e funghi.
Leggero... E’ una specialità valdostana.
Il viaggio dei tuoi sogni: L’ho già fatto, anche se per lavoro. Sono stata un anno in Florida, dove ho aperto un locale con internet-point e musica dal vivo.
La città in cui ti piacerebbe vivere: Bologna o Londra.
Sapresti elencare i tuoi principali pregi? Dovrebbero giudicare gli altri. Credo, comunque, di riuscire a sorridere facilmente.
E’ vero. E poi non ti manca il senso dell’umorismo; sai stare allo scherzo (e ogni tanto ne “approfitto” su questo blog...). I tuoi difetti, invece? Sono permalosa, poco puntuale, un po’ viziata e MOOOLTO testarda.
Il più bel ricordo della tua carriera: L’anno dei play-off disputati con l’Oria in serie C. Perdemmo 3-2 a Melissano (15-13 al tie-break), ma fu una partita bellissima. Poi, purtroppo, perdemmo anche al ritorno.
Il più amaro: L’anno successivo, alla mia quarta stagione con l’Oria, durante il quarto set dell’incontro con il Fasano, tentai due attacchi consecutivi; al terzo tentativo, cadendo, mi ruppi i legamenti crociati.
Cosa ti piace della Palafiom? Strano che lo dica io: la puntualità. E poi il clima di grande correttezza che connota questo ambiente.
Cosa non ti piace? La palestra. E soprattutto LE DOCCE !
Le osservazioni più ricorrenti del coach? In negativo? Mi ha detto che devo fare meno la ballerina in campo... Però spero che apprezzi la mia capacità di saper ascoltare quello che mi dice.
Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite? L’unica abitudine è la preparazione del borsone nel giorno della partita: sempre di mattina.
Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere? Avendo iniziato a giocare tardi, temo che tutta la mia tecnica debba essere migliorata.
Giocatore o giocatrice che ammiri di più: Toni Zetova e Keba Phipps.
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera? Ugento-Oria 0-3. Era il mio primo anno in serie C con l’Oria e realizzai una trentina di punti. Forse, in tutta la mia carriera, è la partita in cui ho giocato meglio.
E la partita che vorresti cancellare? Due sconfitte di quest’anno, probabilmente perché il ricordo è ancora vivo: San Giorgio-Palafiom 3-2 e Tempesta-Palafiom 2-3. Quest’ultima in realtà è una vittoria ma pesa come una sconfitta.
Cosa ti ha indotto ad accettare la proposta di giocare nella Palafiom? Ho affrontato più volte questa squadra da avversaria e si è sempre trattato di incontri molto ostici...
...Quindi – hai pensato – meglio giocarci dentro che contro... No, ma mi ha colpito il livello fortemente competitivo mantenuto nel tempo da questa società. Poi, l’estate scorsa, il coach mi ha contattata e l’obiettivo perseguito dalla Palafiom mi ha trasportata qui. Con tutto il rispetto per altre ottime squadre, il roster della Palafiom è il più forte del girone.
Sei soddisfatta di questa scelta? Sì, certo.
Che ricordo hai di Oria? Cosa ti manca? Conservo ottimi ricordi di Oria, una cittadina molto suggestiva in cui ho trascorso anni importanti della mia vita. Il centro storico è meraviglioso, per non parlare del castello. Al di là dell’estetica architettonica, mi trovavo bene anche con la gente.
Per quale rione tifavi...? Non mi sono limitata a tifare... Ho fatto anche la damigella del rione Castello nel corteo federiciano di agosto!

Tutti i giorni percorri più di 60 chilometri per gli allenamenti, tra andata e ritorno. I tuoi genitori e il tuo ragazzo cosa ne pensano: ti incoraggiano o subiscono con rassegnazione? Il mio ragazzo avrebbe preferito una destinazione più vicina. I miei genitori, invece, sono sereni, anzi mi hanno incoraggiata così non rimango troppo tempo a casa visto che faccio un po’ troppo casino (rumori, canto...). E poi a me piace guidare, quindi la vita da pendolare non mi pesa.
Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo? Lo spettacolo che sa offrire.
C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce? Gli allenamenti noiosi, ossia quelli in cui non si gioca. E i pesi.
Aspettative per questa stagione: salire in (OMISSIS).
Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro: Giocare qualche anno nella categoria superiore. Visto che poi sto frequentando il corso di allieva allenatrice, desidero avviare una mia società in futuro. E poi viaggiare continuamente, opportunità che potrebbe regalarmi la mia azienda.
Un eroe borghese

A Taranto c’è un personaggio caratteristico, Nicolino, che è affetto da presenzialismo cronico acuto. Nicolino, con il bavero e il berretto pieni di pins, assiste ai convegni, ai dibattiti politici pubblici, alle conferenze stampa, alle inaugurazioni, agli eventi sportivi. Soprattutto, quando ci sono, partecipa con grande trasporto ai relativi buffet. In questo mi ricorda il direttore di un ufficio periferico del Ministero della Giustizia che conosco. E che conosce pure Ivana.
Il problema non è tanto la presenza di Nicolino quanto la sua partecipazione attiva visto che spesso il personaggio in questione non si trattiene dall’urlare sostegno o commenti, per lo più fuori luogo, a relatori, politici e sportivi.
A volte, mentre qualcuno sta parlando, Nicolino si alza, va a prendere la bottiglia dal tavolo dei relatori o degli allenatori in conferenza stampa, si versa l’acqua nel bicchiere, beve con calma in piedi davanti a tutti e si riaccomoda al proprio posto con nonchalance. L'augurio è che non faccia anche il ruttino.
Scroccati il cibo e l’acqua, a conclusione degli eventi tenta di scroccare anche un passaggio. Al termine di una partita della Magna Grecia chiese un passaggio allo schiacciatore Nuzzo, che lo invitò (perfidamente) a provare con Di Pinto.
Bene. La presenza di Nicolino, sebbene disturbante, è comunque un’attestazione dell’importanza di un evento politico, culturale o sportivo. E’ una sorta di certificazione ISO 9000. Se c’è Nicolino, l’evento è importante; se non c’è, si tratta di un’occasione poco significativa.
Uno degli obiettivi della Palafiom, dunque, dovrebbe essere quello di garantirsi la presenza di Nicolino almeno ad una partita. Senza tale condizione alla Palafiom mancherà qualcosa per potersi sentire veramente una grande squadra.





Ultimi commenti