Il caso Palafiom all'attenzione dell'ONU
PREMESSA: Sabato scorso è successo qualcosa alla fine della partita di Ceglie. Qualcosa di cui non ho voluto parlare perché i panni sporchi si lavano in famiglia e perché è molto pericoloso e delicato entrare, sia pure con lo spirito scherzoso di questo blog, in una vicenda che determina tensioni e sofferenza, meritevoli di rispetto a prescindere dalle responsabilità. Non so se sbaglio a parlarne adesso, sia pure senza fare nomi; forse dovrei farmi i cavoli miei e non impicciarmi di vicende che riguardano lo spogliatoio. Ma sono pur sempre un tifoso, stimo il coach, stimo “l’altra parte in causa” e voglio bene a tutta la Palafiom. E’ solo per questo che intervengo, sia pure a modo mio. Se permettete, però, qui preferirei non pubblicare eventuali commenti.

All’inizio del suo mandato, il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, trova subito una brutta gatta da pelare. Una gatta a cui fare prima le coccole nel giorno della festa dei felini altrimenti Michela ci rimane male e scassa le... cosiddette.
La crisi umanitaria nel Darfur, le imminenti scintille nel Kosovo e Metohija, la matassa mediorientale e le centrali nucleari iraniane vengono accantonate; oggi al Palazzo di Vetro c’è solo un punto all’ordine del giorno: la crisi interna alla Palafiom, esplosa al termine della partita con il Ceglie. Il mondo intero è con il fiato sospeso e l’assemblea plenaria convocata d’urgenza nottetempo è un susseguirsi di interventi.
Il primo a prendere la parola è il rappresentante della Repubblica Sudafricana: “La storia del mio Paese, la lunga marcia verso la libertà di Nelson Mandela ci aiuta a comprendere le sofferenze degli oppressi, delle donne, di coloro che non hanno diritto di parola, di coloro a cui sono negati i più essenziali diritti democratici. Noi chiediamo di sanzionare il comportamento dell’uomo bianco con la maglietta grigia e di restituire dignità alle vittime dell’oppressione”. Applausi dai seggi delle nazioni africane e sudamericane.
Di diverso avviso il rappresentante degli Stati Uniti, che ha riscosso il consenso del Regno Unito, di Israele, della Russia e forse della Cina (in cambio di petrolio e di facilitazioni per l’export di Pokemon taroccati): “Non è tollerabile la deriva anarchica all’interno di società complesse come quelle sportive. Noi sosteniamo la necessità che si rispettino i ruoli e ci si assumano le proprie responsabilità. Non chiediamoci cosa può fare la squadra per noi – diceva John F. Kennedy – ma piuttosto cosa possiamo e dobbiamo fare noi per la squadra. Non possiamo mettere in discussione lo status quo ed un ordine mondiale che ha garantito il benessere, il progresso e il primato in classifica”.
Interviene a questo punto il ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema: “Noi riteniamo che abbia ragione il coach ma anche la parte avversa, sebbene emergano criticità nella condotta tanto del coach quanto della parte avversa. Coerentemente con il programma dell’Unione, noi siamo sostanzialmente d’accordo con entrambi, così come siamo solidali con Israele e con hezbollah, con i russi e con i ceceni, con la Corea del Nord e con quella del Sud, con Ezechiele Lupo e con i tre porcellini, con Prodi e con gli interessi di Berlusconi. Potrei continuare, ma voglio invitare l’Unione Europea a farsi promotrice di un’iniziativa di mediazione sotto l’egida dell’ONU.”
L’Unione Europea ha raccolto l’invito ed ha stilato una road-map i cui passaggi principali sono:
1) Censura per la parte avversa per la condotta assunta nel quarto set, ma piena conferma all’interno della squadra.
2) Cessate il fuoco e tregua di riflessione mensile.
3) Al termine del mese di riflessione, conferenza di pace volta alla riconciliazione.
4) Invio alla scuola “Alfieri” di una forza militare di interposizione per prevenire ulteriori conflitti e messa in sicurezza dell’intera area, come da disposizioni FIPAV, mediante il dislocamento di transenne.
5) Visto ca n’acchiàme: interrompere i collegamenti stradali, ferroviari e aerei tra Taranto e il resto della Puglia in vista dell’arrivo dell’Oria e del Tuglie quale atto di “difesa integrata” preventiva per la salvaguardia del campionato.
6) Embargo di viveri, acqua, medicinali e altri generi di prima necessità nei confronti della Tempesta siano a domenica prossima.
NOTE:
La foto di Massimo D’Alema con un deputato hezbollah è tratta da www.repubblica.it.
Urago for president
Marco Urago ha commentato i dodici arresti di Lizzano per la truffa alla ASL: “Quattro deficienti di cui non mi occuperò io”, “quattro stupidi che pagheranno”, “anche in questo caso bisogna fare piazza pulita”.
Da quanto tempo non si sentivano parole del genere in riferimento a personaggi coinvolti in episodi di truffa (come in questo caso), corruzione, concussione, ecc.? Forse da quando il MSI pre-Fiuggi di Fini stampava adesivi con la scritta “In galera i ladri di Tangentopoli”, salvo poi votare leggi ad personam per tutelare i ladri e gli amici dei ladri, divenuti nel frattempo alleati. Adesso i ladri fanno carriera, ai delinquenti come Craxi [1] si vogliono dedicare strade e Mani Pulite è descritta come una tetra inquisizione.
Il presidente della Palafiom, nella sua qualità di direttore generale della ASL, non usa – come abbiamo visto – mezzi termini per definire quei medici e quei farmacisti che chiedevano alla ASL rimborsi su ricette irregolari. Trecentotrentamila euro (600 milioni di vecchie lire) rubati alla sanità pubblica, cioè agli ammalati, ai servizi. Ogni tanto dimentichiamo che le truffe, la corruzione, le tangenti alla fine le paghiamo noi.
Tra gli arrestati c’è il sindaco di Lizzano, medico. In paese il commento degli amministratori risponde al classico ritornello: “Solidarietà e pieno sostegno al sindaco, della cui integrità morale si è certi, e fiducia nella magistratura”. Che cacchio vuol dire? Se si è davvero certi che il sindaco è moralmente integro, allora la magistratura è impazzita; altro che fiducia... Se, invece, c’è davvero fiducia nella magistratura, bisogna convenire che il sindaco è un presunto truffatore; allora come si fa ad essere solidali e ad attestare la sua integrità morale...?!
A proposito, il sindaco di Lizzano è di Alleanza Nazionale, lo stesso partito di Pietro Lospinuso. Che oggi, stranamente, sui giornali non parla di sanità.
NOTE:
(1) Pace all’anima sua, ma per il mio dizionario Zingarelli delinquente è “chi ha commesso uno o più delitti” e Craxi ha subìto due condanne definitive per un totale di 10 anni di reclusione per corruzione (inchiesta Eni-Sai) e finanziamenti illeciti (metropolitana milanese).
L’articolo in alto è tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 20 febbraio 2007, pag. 1; la foto di Marco Urago è tratta da www.auslta.it.





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