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Lezioni di tifo

di skanderbeg69 (28/02/2007 - 20:35)

Questo è il tifo che fa bene allo sport: pulito, corretto, entusiasta, genuino.

Questo è un tifo a sostegno della squadra e non autoreferenziale. Quando sugli striscioni del calcio sono scomparse le classiche scritte “Forza Roccacannuccia” per lasciare spazio a “Ultras Roccacannuccia”, “Supporters Roccacannuccia”, “Commando Roccacannuccia” e simili, allora il tifo è diventato un sostegno per se stessi, una pubblicità per il proprio gruppo teppistico, mentre la squadra si è ridotta a corollario. La Palafiom credo che possa essere orgogliosa delle proprie giovani e generose sostenitrici, ricambiando i loro applausi e destinandoli all’impegno profuso per scrivere, colorare, incollare lo striscione immortalato da Luca. E ovviamente per l’ottimo risultato di questo lavoro e per l’affetto dimostrato alle giocatrici. Beh, in mezzo alle giovani tifose, c’è anche una giocatrice, ma questo non cambia la sostanza.

E ritengo che lo stesso valga per la Tempesta, sebbene l’instancabile gruppo del signor Cirillo (fortunata la squadra che gode del suo sostegno e noi ne sappiamo qualcosa) sia stato ripreso durante la pausa caffè.

 

Parlare male del calcio, ormai, è come sparare sulla Croce Rossa, ma le ultime vicende di cronaca sono rivelatrici di un’ipocrisia più spaventosa ed insultante del previsto.

Morto l’ispettore Filippo Raciti a Catania, si dispone la sospensione delle partite e si chiedono misure esemplari. Sepolto l’ispettore, le stesse società che erano scese in piazza per protestare contro la violenza degli ultras si ribellano e frignano di fronte all’ipotesi di giocare a porte chiuse. Non si è capito se per difendere i propri interessi economici o se per difendere gli ultras o tutte e due le cose. E dopo le partite vittoriose della domenica successiva, i giocatori corrono beati verso le curve per l’abbraccio collettivo ai rispettivi teppisti. Coccolati nei giorni pari, rinnegati in quelli dispari, quando danneggiano, devastano ed uccidono.

Concludo con un articolo di Michele Serra apparso su La Repubblica del 4 febbraio scorso, pag. 28, e dedicato all’anonimo autore delle scritte sui muri che inneggiavano alla morte di Raciti.

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Primi verdetti

di skanderbeg69 (28/02/2007 - 20:28)

La lettura della classifica si è un po’ complicata. E’ evidente che le squadre non sono più sullo stesso piano. Chi ha già riposato (Tuglie, Putignano, San Giorgio, Lecce, Corsano) ha a disposizione ancora 24 punti (8 partite da giocare); chi deve ancora riposare (tutte le altre) ha a disposizione solo 21 punti (7 partite da giocare).

CLASSIFICA

Punti

Rip

P.Disp.

PALAFIOM TA

46

 

21

Oria

44

 

21

Tuglie

40

fatto

24

S.Pietro Vernot.

37

 

21

Ugento

33

 

21

Putignano

21

fatto

24

Nardò

19

 

21

San Giorgio

18

fatto

24

Lecce

15

fatto

24

Ceglie

14

 

21

Tempesta TA

13

 

21

Trepuzzi

12

 

21

Corsano

12

fatto

24

Torre S.Susanna

rit

-

-

Ma alcuni verdetti sono già matematici.

Possono ancora accedere direttamente in B2: Oria, Tuglie, San Pietro Vernotico, Ugento e una squadra di Taranto che è più opportuno non nominare.

Possono raggiungere i play-off: le squadre appena citate più Putignano, Nardò, San Giorgio.

Possono retrocedere direttamente in D o rischiano i play-out: Corsano, Trepuzzi, Tempesta, Ceglie, Lecce, San Giorgio, Nardò, Putignano e Ugento.

Teoricamente, se perdesse tutte le restanti partite e se le vincessero le squadre agli ultimi posti, potrebbe scendere in zona play-out anche il San Pietro Vernotico.

Curiosità: l’unica squadra per cui sono ancora vive tutte le possibilità e che potrebbe quindi centrare la promozione diretta in B2 così come, a mero livello teorico, potrebbe finire direttamente in D è l’Ugento.

In realtà sappiamo bene che il campionato è spaccato in due e la “linea gotica” è sotto l’Ugento. Parliamo di numeri, ovviamente. In termini di valori, il Putignano si sta assestando su buoni livelli e se il campionato fosse iniziato con il girone di ritorno probabilmente lotterebbe per i play-off; Ceglie e Trepuzzi sono migliorate; Lecce e San Giorgio avrebbero meritato una classifica migliore ma adesso devono stare attente.

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Palafiom Taranto-Tempesta Taranto 3-0

di skanderbeg69 (25/02/2007 - 12:23)

Sabato 24 febbraio 2007, ore 17.00.

Il calendario della Palafiom si è complicato dopo il ritiro del Torre Santa Susanna, non sul piano oggettivo (perché tutte le 13 squadre residue giocheranno comunque le stesse partite) ma su quello psicologico.

Il Torre Santa Susanna l’avremmo affrontato in casa alla penultima giornata e sarebbero stati tre punti abbastanza sicuri. Adesso l’ultima sarà sempre a Tuglie ed è inutile ribadire quanto sia dura. Nella penultima, invece, saremo fermi e non prenderemo punti mentre ne prenderanno le avversarie. La terzultima è a Corsano, nel momento peggiore, quando le salentine avranno un disperato bisogno di punti. Prima avremo due partite in casa ma saranno due partite toste (Ugento e San Giorgio). In pratica adesso servono 9 punti nei prossimi 3 incontri, non privi d’insidie (Tempesta, Trepuzzi in trasferta e Nardò) se vogliamo affrontare in serenità la madre di tutte le partite, Oria-Palafiom del 24 marzo prossimo. Mentre, se vogliamo tutelare le coronarie per Tuglie-Palafiom, dovremmo acquisire un vantaggio di 4 punti sulla seconda in classifica già nella terzultima giornata, non più nella penultima.

Troppi calcoli. L’importante alla fine è cercare di vincerle tutte.

La Tempesta proviene da 6 sconfitte consecutive e soprattutto dal trauma del tonfo casalingo con il Corsano. In trasferta ha solo una vittoria al tie-break e 7 sconfitte da zero punti. Nell’ultimo mese ha smarrito una strana caratteristica peculiare: la Tempesta, nel girone d’andata, era riuscita a strappare sempre, comunque e dovunque almeno un set (anche a Oria, a Tuglie, a San Pietro Vernotico). Questa caratteristica mi aveva indotto a definirla “squadra rompiscatole”, che magari perde ma riesce a dare fastidio. Ora non più.

In altre parole, se la matematica non è un’opinione, la Tempesta adesso è in crisi.

Oggi la Palafiom, che non ha mai subito multe (e che avrebbe potuto ambire al premio fair-play se Michela, nel derby d’andata, non avesse... salutato a suo modo il secondo arbitro), deve mettere in sicurezza l’Alfieri. E’ per questo che compare un nastro bianco e rosso a separare i tifosi dal terreno di gioco.

La formazione dopo il divorzio da Roberta (che saluto con affetto): Alessandra palleggiatrice, Valentina opposto, Rossella e Clara centrali, Michela e Silvia di banda, Simona libero, Ivana in posto trombetta.

Primo set.

L’incontro inizia con un paio di colpi delle nostre giocatrici più in forma, Silvia e Clara. Dall’altra parte Paoletta inaugura la serie personale di secondi tocchi (4-3), ma Clara, un ace di Alessandra e una schiacciata devastante di Valentina contribuiscono ad incrementare il vantaggio (9-4). Rossella stasera non ha un mero ruolo ornamentale come sabato scorso e tenta di mettere a terra qualche pallone. Michela c’è: 12-4.

La Palafiom sta giocando bene e il muro sembra un baluardo insormontabile. Clara compie miracoli anche in difesa e Michela concretizza da posto due; poi le due giocatrici si scambiano le mansioni: difesa di Michela e punto di Clara (14-5). Sull’altro versante è Irene che interrompe il digiuno delle furie rosse, sostenute dal solito caloroso pubblico (14-7). Bel muro di Rossella e Valentina (15-7), ma anche la Tempesta blocca una nostra fast (18-9). L’accenno di rimonta della Tempesta (18-13) induce coach Presta a chiedere il time-out.

Per fortuna arrivano le piccole fans della Palafiom, munite di uno striscione considerevole. La squadra si riprende con la Michela che conosciamo (20-14), ma Paoletta dimentica di essere in prestito e continua a crearci problemi con i suoi secondi tocchi. L’anno prossimo per punizione andrà in prestito a qualche squadra della Valle d’Aosta.

Alessandra sa anche schiacciare (21-15), ma la numero quattro ospite prima colpisce dal centro poi sbaglia il servizio (23-16).

Paolo Leone sta dando fastidio alla Tempesta con il flash e viene fatto spostare, ma un tiro di Valentina ed un muro di Rossella chiudono il primo parziale (25-16).

Secondo set.

Splendida diagonale di Valentina e replica di Irene, poi la Tempesta passa a condurre 1-3. Grazie ad una strepitosa Clara torniamo in vantaggio (5-4), ma la Tempesta mostra cenni di resistenza (6-6).

Simona sta commettendo qualche errore ma il suo rientro da libero può considerarsi più che soddisfacente. E’ il momento di Michela: lungolinea, pallonetto e classica botta da posto quattro. Sul 12-6 coach La Fratta chiama un time-out ed effettua una sostituzione, ma Alessandra si esibisce in uno dei suoi colpi migliori e Rossella schiaccia un primo tempo (15-7).

La Palafiom sembra inarrestabile e le cugine della Tempesta vanno nel pallone in difesa. La Busina, sangue del nostro sangue, osa fare un punto, poi Michela tenta di mandare all’ospedale la povera sventurata che viene a trovarsi sulla traiettoria di un bolide micidiale  (17-9).

Silvietta rileva Valentina e rompe subito il ghiaccio schiacciando il pallone del 20-10. Break di quattro punti della Tempesta, ma Clara ristabilisce le gerarchie (22-15). Poi è Michela che, con molto mestiere, cerca le mani del muro avversario risolvendo una situazione complicata. Ancora la nostra schiacciatrice è protagonista di un muro e il punto finale (25-15) è un fallo fischiato a Paoletta.

Terzo set.

Il terzo parziale non inizia finché le nostre piccole fans non si riaccostano alla parete. In effetti, l’arbitro deve aver individuato nelle bambine una grave minaccia per l’ordine pubblico; strano che non sia intervenuta la polizia in assetto anti-sommossa.

La Palafiom parte bene, ma sul 3-0 Valentina non riesce a contenere il proprio impeto. Diagonale stretta di Irene, poi Clara passa dal centro e Michela realizza il punto del 5-2. Ancora Michela contiene la rimonta della Tempesta dopo un punto contestato e Rossella mette a terra un primo tempo tosto (9-7).

Muro delle ospiti su Valentina e coach Marcello decide di sostituire il nostro opposto. La Tempesta ottiene nuovamente il pareggio, ma è la nuova entrata Silvietta che riporta avanti la Palafiom. Punto di Buso senior ed errore di Buso junior (12-9). Il time-out di coach La Fratta non produce i frutti sperati perché prima Silvietta con una bella diagonale, poi un errore difensivo della Tempesta e poi un attacco di Silvia, sostenuta dalle sue giovani tifose, incrementano il vantaggio (13-9).

Silvia si conferma a buoni livelli nel suo nuovo ruolo; la sua giovane omonima stasera gioca pochi palloni, ma tutti in modo ottimale. Brava Silvietta, così si rafforza anche la fiducia della squadra.

    Quando, sull’altro fronte, Irene scaglia la palla fuori, l’allenatore ospite deve nuovamente richiamare le proprie atlete.

La numero otto della Tempesta torna in campo più determinata, ma Michela affonda una doppietta e ci portiamo sul 21-14. Bell’attacco delle ospiti da seconda linea, ma ottima replica di Silvia da posto quattro (23-17).

Marcello si siede in panchina. Non era mai successo. Non fa in tempo ad ordinare i pop-corn che Silvia e Silvietta pongono fine all’incontro in modo perentorio (25-17).

Le ragazze della Palafiom effettuano il consueto giro di campo per “dare il cinque ai tifosi”. Le bambine, però, restano turbate dal sudore delle loro beniamine. E se sapessero quanta muscitìa c’è in quelle mani che hanno ripetutamente accarezzato il fondo delle scarpe...

Ma non fa niente.

“Se fossi sudata, mi toccheresti?”

“Ti toccherei anche se brulicassi di scorpioni!”

E’ il dialogo tra Jennifer Connelly e Frank Whaley nel film Tutto può accadere, che noi tifosi sottoscriviamo in pieno, soprattutto dopo prestazioni senza sbavature come quella di stasera.

La foto di squadra conclusiva a me è venuta leggermente mossa e non si sente l’odore delle scarpe. Spero che Paolo e Luca siano stati più fortunati. O sfortunati, dipende. Scattata la foto, le uniche giocatrici che erano ancora sane vengono travolte da quelle infortunate; meno male che c’è un turno di riposo.

 

 

Alla Tempesta l’augurio di un pronto recupero. Le potenzialità ci sono: la palleggiatrice è bravissima e non potrebbe essere diversamente trattandosi di un nostro “prodotto”, Giulia Buso è geneticamente incline a diventare una campionessa come la sorella, Irene ha ampiamente dimostrato di saper pungere in attacco, ma serve un po’ di continuità e di coraggio. Purtroppo c’è sempre meno tempo a disposizione.

Risultati: Oria-Nardò 3-0, Lecce-Tuglie 0-3 (nonostante il mio sostegno), Corsano-San Pietro Vernotico 0-3, Ugento-Trepuzzi 3-1, San Giorgio-Ceglie 3-0. Riposa il Putignano. Il coach domenica assisterà al derby di ex-giocatrici della Palafiom tra San Vito dei Normanni (Marianna Masoni) e Modica (Marcella Scaglioso). Fatemi sapere chi vince.

Classifica: Palafiom TA 46, Oria 44, Tuglie 40, San Pietro Vernotico 37, Ugento 33, Putignano 21, Nardò 19, San Giorgio 18, Lecce 15, Ceglie 14, Tempesta TA 13, Trepuzzi e Corsano 12.

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Sport, famiglia, impiantistica e fame

di skanderbeg69 (23/02/2007 - 16:07)

Sabato prossimo, 24 febbraio 2007, alle ore 16.00, presso la sala consiliare del Municipio di San Giorgio ci sarà un convegno organizzato dal Centro Sportivo Italiano: “Lo sport mette in gioco la famiglia”.

E’ un’ulteriore occasione per interrogarsi sia sulle potenzialità educative della famiglia che sulle potenzialità educative dello sport in una fase piuttosto delicata non tanto per le violenze nel calcio professionistico (ormai irrecuperabile) quanto per gli episodi gravissimi che riguardano i dilettanti. E in particolare il ruolo assunto dai genitori in tali episodi. Interverrà tra gli altri il mio direttore Francesco Di Maio.

Ahimé, noi a quell’ora abbiamo altri impegni.

Lunedì 26 febbraio, invece, i DS di Taranto tenteranno di distrarsi dalle esasperanti discussioni per l’individuazione del candidato-sindaco (ma forse la crisi di governo è risolutiva: può darsi che adesso Florido si candidi a Palazzo Chigi...) per affrontare un argomento che in verità può risultare altrettanto insidioso: l’impiantistica sportiva a Taranto. Se viene Tonio Bongiovanni ci saranno scintille. Mistero sui partecipanti (ormai i DS preferiscono non sbilanciarsi più sui nomi, in qualsiasi settore...), ma è certa una presenza molto prestigiosa...

L’appuntamento è alle ore 17.30 al Palamazzola.

Girando girando, ho notato un altro manifesto in città. Con la tipica ironia disincantata dei tarantini (nonché con un’altrettanto tipica scarsa considerazione per la grammatica) qualcuno ha scritto un commento in calce al manifesto del musical Fame. Saranno famosi: “Fame che stà a Taranto”...

Infine, mentre percorrevo via Duca degli Abruzzi, devo aver urtato inavvertitamente la macchina fotografica perché ho trovato in memoria un’altra immagine... casuale. Da cui prendo ovviamente le distanze. La condanna a 16 mesi per l’inceneritore è solo la sentenza di un processo di primo grado e per la vicenda dei bilanci falsi siamo ancora in attesa dell’udienza preliminare...

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Paolo Rossi ha rotto le palle

di skanderbeg69 (22/02/2007 - 14:16)


        Questo non è un blog contro il calcio, anche se ho già espresso giudizi molto critici sulla degenerazione di quello che, almeno a livello professionistico, ha conservato ben poco delle caratteristiche di uno sport.

Questo è un blog per la pallavolo e per la Palafiom.

Inoltre a Paolo Rossi, ex-centravanti del Lanerossi Vicenza, del Perugia, della Juventus, di qualche altra squadra e naturalmente della Nazionale, sono legati ricordi esaltanti. Pensiamo solo all’epica tripletta contro il Brasile ai Mondiali di Spagna.

Il punto non è questo.

Il punto è che la faccia di Paolo Rossi, testimonial di una società di prestiti, è ovunque: manifesti, volantini, calendari dentro gli uffici... Non se ne può più.

Eserciti di galoppini riempiono – direi quotidianamente – i tergicristalli delle auto parcheggiate, le cassette postali dei condomini, i tavolini nelle sale d’attesa. E su tutti ‘sti maledetti volantini c’è lui: Paolo Rossi.

Roba da pentirsi delle gioie di quei pomeriggi spagnoli da Mundial: perché il Brasile non riuscì a pareggiare, porca miseria !? Perché non inflissero squalifiche più severe a quel Paolo Rossi coinvolto nel calcio-scommesse? A proposito, bel testimonial hanno scelto: un imbroglione, uno che truccava le partite a scopo di lucro. Se questi sono i modelli etici a cui si ispira la società finanziaria...

Da Paolo Rossi non mi farei prestare neanche la carta igienica; figuriamoci denaro.

Peraltro, il proliferare di queste finanziarie indica che prestare soldi rende; non si tratta certo di donazioni caritatevoli. Guadagnare senza fare niente, semplicemente grazie al tempo che passa. Nel Medioevo i prestiti che facevano guadagnare erano considerati dalla Chiesa un’eresia e venivano chiamati con un altro nome.

L’Antitrust ha avviato numerose istruttorie su alcune di queste finanziarie (ma non mi risulta, onestamente, che tra queste vi sia quella pubblicizzata da Paolo Rossi) e Antonio Lubrano si chiede: “Quante altre società finanziarie, oltre alle sette nel mirino dell’Antitrust, hanno erogato prestiti a tassi esosi abilmente camuffati? Chissà se ora le loro inserzioni pubblicitarie smetteranno di dire bugie.” [1]

A parte questo, siamo in presenza di un’emergenza ambientale a causa di questi stramaledetti volantini che ormai riempiono i pochi spazi della città lasciati liberi dai rifiuti.

“Ma se i volantini sporcano la città, la colpa è dei cittadini incivili che li buttano per terra” – dicono i galoppini delle finanziarie, unici innocenti che si guadagnano onestamente qualche euro. E su questo hanno perfettamente ragione. Però per quale motivo i cittadini civili, quando raggiungono la propria auto, devono togliere il volantino dal tergicristallo, farsi 50/100 metri alla ricerca di un cestino e poi tornare indietro? E questo in media ogni tre o quattro giorni perché i “ripassi” sono continui, esasperanti. Sempre invadenza è.

Basta.

A Massafra e a Manduria i sindaci hanno vietato il volantinaggio proprio per evitare l’accumulo di rifiuti per le strade. Dunque qualcosa si può fare. Lo proporrei alle autorità di Taranto, ma non so a chi rivolgermi. Non mi è chiaro chi comandi in questo momento: il liquidatore Boccia? Il commissario Blonda? Si è già insediato l’imperatore Florido?

Io, intanto, offro un finanziamento rateale di 2 euro al mese per un anno, con cessione del quinto dello stipendio, a chi mi aiuta a trasferire Paolo Rossi nel centro di Bagdad.

 

NOTE:

(1) LUBRANO, A., Si svela il marcio del prestito facile, “Il Salvagente”, Roma, n. 42, 2 nov 2006, pag. 11.

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I grandi quesiti dell'umanità - 9

di skanderbeg69 (21/02/2007 - 14:55)

Michela non ha giocato un’ottima partita a Ceglie. Conosciamo tutti il valore immenso della nostra schiacciatrice, ma una serata storta può capitare a chiunque. Mi ero dunque ripromesso di nominarla il meno possibile nell’articolo. Poi, però, il suo epico salvataggio di piede e la visione delle fotografie mi hanno ispirato e, nonostante i propositi iniziali, Michela è diventata la principale protagonista della rassegna fotografico-fumettistica. La scelta delle foto, peraltro, è piuttosto casuale. Io ormai lavoro sulla quantità: fotografo a tappeto sapendo che il 90% delle immagini verrà mosso e tra quelle residue cerco di cogliere delle situazioni più o meno divertenti.

Ma c’è un’altra foto che mi ha colpito (facendomi venire i brividi) e che solleva un grande quesito dell’umanità. Osservate bene i piedi della nostra schiacciatrice: Michela è di gomma...?!

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Il caso Palafiom all'attenzione dell'ONU

di skanderbeg69 (20/02/2007 - 22:47)

PREMESSA: Sabato scorso è successo qualcosa alla fine della partita di Ceglie. Qualcosa di cui non ho voluto parlare perché i panni sporchi si lavano in famiglia e perché è molto pericoloso e delicato entrare, sia pure con lo spirito scherzoso di questo blog, in una vicenda che determina tensioni e sofferenza, meritevoli di rispetto a prescindere dalle responsabilità. Non so se sbaglio a parlarne adesso, sia pure senza fare nomi; forse dovrei farmi i cavoli miei e non impicciarmi di vicende che riguardano lo spogliatoio. Ma sono pur sempre un tifoso, stimo il coach, stimo “l’altra parte in causa” e voglio bene a tutta la Palafiom. E’ solo per questo che intervengo, sia pure a modo mio. Se permettete, però, qui preferirei non pubblicare eventuali commenti.

All’inizio del suo mandato, il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, trova subito una brutta gatta da pelare. Una gatta a cui fare prima le coccole nel giorno della festa dei felini altrimenti Michela ci rimane male e scassa le... cosiddette.

La crisi umanitaria nel Darfur, le imminenti scintille nel Kosovo e Metohija, la matassa mediorientale e le centrali nucleari iraniane vengono accantonate; oggi al Palazzo di Vetro c’è solo un punto all’ordine del giorno: la crisi interna alla Palafiom, esplosa al termine della partita con il Ceglie. Il mondo intero è con il fiato sospeso e l’assemblea plenaria convocata d’urgenza nottetempo è un susseguirsi di interventi.

Il primo a prendere la parola è il rappresentante della Repubblica Sudafricana: “La storia del mio Paese, la lunga marcia verso la libertà di Nelson Mandela ci aiuta a comprendere le sofferenze degli oppressi, delle donne, di coloro che non hanno diritto di parola, di coloro a cui sono negati i più essenziali diritti democratici. Noi chiediamo di sanzionare il comportamento dell’uomo bianco con la maglietta grigia e di restituire dignità alle vittime dell’oppressione”. Applausi dai seggi delle nazioni africane e sudamericane.

 Di diverso avviso il rappresentante degli Stati Uniti, che ha riscosso il consenso del Regno Unito, di Israele, della Russia e forse della Cina (in cambio di petrolio e di facilitazioni per l’export di Pokemon taroccati): “Non è tollerabile la deriva anarchica all’interno di società complesse come quelle sportive. Noi sosteniamo la necessità che si rispettino i ruoli e ci si assumano le proprie responsabilità. Non chiediamoci cosa può fare la squadra per noi – diceva John F. Kennedy – ma piuttosto cosa possiamo e dobbiamo fare noi per la squadra. Non possiamo mettere in discussione lo status quo ed un ordine mondiale che ha garantito il benessere, il progresso e il primato in classifica”.

 Interviene a questo punto il ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema: “Noi riteniamo che abbia ragione il coach ma anche la parte avversa, sebbene emergano criticità nella condotta tanto del coach quanto della parte avversa. Coerentemente con il programma dell’Unione, noi siamo sostanzialmente d’accordo con entrambi, così come siamo solidali con Israele e con hezbollah, con i russi e con i ceceni, con la Corea del Nord e con quella del Sud, con Ezechiele Lupo e con i tre porcellini, con Prodi e con gli interessi di Berlusconi. Potrei continuare, ma voglio invitare l’Unione Europea a farsi promotrice di un’iniziativa di mediazione sotto l’egida dell’ONU.”

L’Unione Europea ha raccolto l’invito ed ha stilato una road-map i cui passaggi principali sono:

1) Censura per la parte avversa per la condotta assunta nel quarto set, ma piena conferma all’interno della squadra.

2) Cessate il fuoco e tregua di riflessione mensile.

3) Al termine del mese di riflessione, conferenza di pace volta alla riconciliazione.

4) Invio alla scuola “Alfieri” di una forza militare di interposizione per prevenire ulteriori conflitti e messa in sicurezza dell’intera area, come da disposizioni FIPAV, mediante il dislocamento di transenne.

5) Visto ca n’acchiàme: interrompere i collegamenti stradali, ferroviari e aerei tra Taranto e il resto della Puglia in vista dell’arrivo dell’Oria e del Tuglie quale atto di “difesa integrata” preventiva per la salvaguardia del campionato.

6) Embargo di viveri, acqua, medicinali e altri generi di prima necessità nei confronti della Tempesta siano a domenica prossima.

 

NOTE:

La foto di Massimo D’Alema con un deputato hezbollah è tratta da www.repubblica.it.

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