Lezioni di tifo

Questo è il tifo che fa bene allo sport: pulito, corretto, entusiasta, genuino.
Questo è un tifo a sostegno della squadra e non autoreferenziale. Quando sugli striscioni del calcio sono scomparse le classiche scritte “Forza Roccacannuccia” per lasciare spazio a “Ultras Roccacannuccia”, “Supporters Roccacannuccia”, “Commando Roccacannuccia” e simili, allora il tifo è diventato un sostegno per se stessi, una pubblicità per il proprio gruppo teppistico, mentre la squadra si è ridotta a corollario. La Palafiom credo che possa essere orgogliosa delle proprie giovani e generose sostenitrici, ricambiando i loro applausi e destinandoli all’impegno profuso per scrivere, colorare, incollare lo striscione immortalato da Luca. E ovviamente per l’ottimo risultato di questo lavoro e per l’affetto dimostrato alle giocatrici. Beh, in mezzo alle giovani tifose, c’è anche una giocatrice, ma questo non cambia la sostanza.
E ritengo che lo stesso valga per la Tempesta, sebbene l’instancabile gruppo del signor Cirillo (fortunata la squadra che gode del suo sostegno e noi ne sappiamo qualcosa) sia stato ripreso durante la pausa caffè.

Parlare male del calcio, ormai, è come sparare sulla Croce Rossa, ma le ultime vicende di cronaca sono rivelatrici di un’ipocrisia più spaventosa ed insultante del previsto.
Morto l’ispettore Filippo Raciti a Catania, si dispone la sospensione delle partite e si chiedono misure esemplari. Sepolto l’ispettore, le stesse società che erano scese in piazza per protestare contro la violenza degli ultras si ribellano e frignano di fronte all’ipotesi di giocare a porte chiuse. Non si è capito se per difendere i propri interessi economici o se per difendere gli ultras o tutte e due le cose. E dopo le partite vittoriose della domenica successiva, i giocatori corrono beati verso le curve per l’abbraccio collettivo ai rispettivi teppisti. Coccolati nei giorni pari, rinnegati in quelli dispari, quando danneggiano, devastano ed uccidono.
Concludo con un articolo di Michele Serra apparso su La Repubblica del 4 febbraio scorso, pag. 28, e dedicato all’anonimo autore delle scritte sui muri che inneggiavano alla morte di Raciti.

Primi verdetti

La lettura della classifica si è un po’ complicata. E’ evidente che le squadre non sono più sullo stesso piano. Chi ha già riposato (Tuglie, Putignano, San Giorgio, Lecce, Corsano) ha a disposizione ancora 24 punti (8 partite da giocare); chi deve ancora riposare (tutte le altre) ha a disposizione solo 21 punti (7 partite da giocare).
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CLASSIFICA |
Punti |
Rip |
P.Disp. |
|
PALAFIOM TA |
46 |
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21 |
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Oria |
44 |
|
21 |
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Tuglie |
40 |
fatto |
24 |
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S.Pietro Vernot. |
37 |
|
21 |
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Ugento |
33 |
|
21 |
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Putignano |
21 |
fatto |
24 |
|
Nardò |
19 |
|
21 |
|
San Giorgio |
18 |
fatto |
24 |
|
Lecce |
15 |
fatto |
24 |
|
Ceglie |
14 |
|
21 |
|
Tempesta TA |
13 |
|
21 |
|
Trepuzzi |
12 |
|
21 |
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Corsano |
12 |
fatto |
24 |
|
Torre S.Susanna |
rit |
- |
- |
Ma alcuni verdetti sono già matematici.
Possono ancora accedere direttamente in B2: Oria, Tuglie, San Pietro Vernotico, Ugento e una squadra di Taranto che è più opportuno non nominare.
Possono raggiungere i play-off: le squadre appena citate più Putignano, Nardò, San Giorgio.
Possono retrocedere direttamente in D o rischiano i play-out: Corsano, Trepuzzi, Tempesta, Ceglie, Lecce, San Giorgio, Nardò, Putignano e Ugento.
Teoricamente, se perdesse tutte le restanti partite e se le vincessero le squadre agli ultimi posti, potrebbe scendere in zona play-out anche il San Pietro Vernotico.
Curiosità: l’unica squadra per cui sono ancora vive tutte le possibilità e che potrebbe quindi centrare la promozione diretta in B2 così come, a mero livello teorico, potrebbe finire direttamente in D è l’Ugento.
In realtà sappiamo bene che il campionato è spaccato in due e la “linea gotica” è sotto l’Ugento. Parliamo di numeri, ovviamente. In termini di valori, il Putignano si sta assestando su buoni livelli e se il campionato fosse iniziato con il girone di ritorno probabilmente lotterebbe per i play-off; Ceglie e Trepuzzi sono migliorate; Lecce e San Giorgio avrebbero meritato una classifica migliore ma adesso devono stare attente.
Palafiom Taranto-Tempesta Taranto 3-0

Sabato 24 febbraio 2007, ore 17.00.
Il calendario della Palafiom si è complicato dopo il ritiro del Torre Santa Susanna, non sul piano oggettivo (perché tutte le 13 squadre residue giocheranno comunque le stesse partite) ma su quello psicologico.
Il Torre Santa Susanna l’avremmo affrontato in casa alla penultima giornata e sarebbero stati tre punti abbastanza sicuri. Adesso l’ultima sarà sempre a Tuglie ed è inutile ribadire quanto sia dura. Nella penultima, invece, saremo fermi e non prenderemo punti mentre ne prenderanno le avversarie. La terzultima è a Corsano, nel momento peggiore, quando le salentine avranno un disperato bisogno di punti. Prima avremo due partite in casa ma saranno due partite toste (Ugento e San Giorgio). In pratica adesso servono 9 punti nei prossimi 3 incontri, non privi d’insidie (Tempesta, Trepuzzi in trasferta e Nardò) se vogliamo affrontare in serenità la madre di tutte le partite, Oria-Palafiom del 24 marzo prossimo. Mentre, se vogliamo tutelare le coronarie per Tuglie-Palafiom, dovremmo acquisire un vantaggio di 4 punti sulla seconda in classifica già nella terzultima giornata, non più nella penultima.
Troppi calcoli. L’importante alla fine è cercare di vincerle tutte.

La Tempesta proviene da 6 sconfitte consecutive e soprattutto dal trauma del tonfo casalingo con il Corsano. In trasferta ha solo una vittoria al tie-break e 7 sconfitte da zero punti. Nell’ultimo mese ha smarrito una strana caratteristica peculiare: la Tempesta, nel girone d’andata, era riuscita a strappare sempre, comunque e dovunque almeno un set (anche a Oria, a Tuglie, a San Pietro Vernotico). Questa caratteristica mi aveva indotto a definirla “squadra rompiscatole”, che magari perde ma riesce a dare fastidio. Ora non più.
In altre parole, se la matematica non è un’opinione, la Tempesta adesso è in crisi.
Oggi la Palafiom, che non ha mai subito multe (e che avrebbe potuto ambire al premio fair-play se Michela, nel derby d’andata, non avesse... salutato a suo modo il secondo arbitro), deve mettere in sicurezza l’Alfieri. E’ per questo che compare un nastro bianco e rosso a separare i tifosi dal terreno di gioco.
La formazione dopo il divorzio da Roberta (che saluto con affetto): Alessandra palleggiatrice, Valentina opposto, Rossella e Clara centrali, Michela e Silvia di banda, Simona libero, Ivana in posto trombetta.

Primo set.
L’incontro inizia con un paio di colpi delle nostre giocatrici più in forma, Silvia e Clara. Dall’altra parte Paoletta inaugura la serie personale di secondi tocchi (4-3), ma Clara, un ace di Alessandra e una schiacciata devastante di Valentina contribuiscono ad incrementare il vantaggio (9-4). Rossella stasera non ha un mero ruolo ornamentale come sabato scorso e tenta di mettere a terra qualche pallone. Michela c’è: 12-4.

La Palafiom sta giocando bene e il muro sembra un baluardo insormontabile. Clara compie miracoli anche in difesa e Michela concretizza da posto due; poi le due giocatrici si scambiano le mansioni: difesa di Michela e punto di Clara (14-5). Sull’altro versante è Irene che interrompe il digiuno delle furie rosse, sostenute dal solito caloroso pubblico (14-7). Bel muro di Rossella e Valentina (15-7), ma anche la Tempesta blocca una nostra fast (18-9). L’accenno di rimonta della Tempesta (18-13) induce coach Presta a chiedere il time-out.
Per fortuna arrivano le piccole fans della Palafiom, munite di uno striscione considerevole. La squadra si riprende con la Michela che conosciamo (20-14), ma Paoletta dimentica di essere in prestito e continua a crearci problemi con i suoi secondi tocchi. L’anno prossimo per punizione andrà in prestito a qualche squadra della Valle d’Aosta.

Alessandra sa anche schiacciare (21-15), ma la numero quattro ospite prima colpisce dal centro poi sbaglia il servizio (23-16).
Paolo Leone sta dando fastidio alla Tempesta con il flash e viene fatto spostare, ma un tiro di Valentina ed un muro di Rossella chiudono il primo parziale (25-16).
Secondo set.
Splendida diagonale di Valentina e replica di Irene, poi la Tempesta passa a condurre 1-3. Grazie ad una strepitosa Clara torniamo in vantaggio (5-4), ma la Tempesta mostra cenni di resistenza (6-6).
Simona sta commettendo qualche errore ma il suo rientro da libero può considerarsi più che soddisfacente. E’ il momento di Michela: lungolinea, pallonetto e classica botta da posto quattro. Sul 12-6 coach La Fratta chiama un time-out ed effettua una sostituzione, ma Alessandra si esibisce in uno dei suoi colpi migliori e Rossella schiaccia un primo tempo (15-7).
La Palafiom sembra inarrestabile e le cugine della Tempesta vanno nel pallone in difesa. La Busina, sangue del nostro sangue, osa fare un punto, poi Michela tenta di mandare all’ospedale la povera sventurata che viene a trovarsi sulla traiettoria di un bolide micidiale (17-9).

Silvietta rileva Valentina e rompe subito il ghiaccio schiacciando il pallone del 20-10. Break di quattro punti della Tempesta, ma Clara ristabilisce le gerarchie (22-15). Poi è Michela che, con molto mestiere, cerca le mani del muro avversario risolvendo una situazione complicata. Ancora la nostra schiacciatrice è protagonista di un muro e il punto finale (25-15) è un fallo fischiato a Paoletta.
Terzo set.
Il terzo parziale non inizia finché le nostre piccole fans non si riaccostano alla parete. In effetti, l’arbitro deve aver individuato nelle bambine una grave minaccia per l’ordine pubblico; strano che non sia intervenuta la polizia in assetto anti-sommossa.
La Palafiom parte bene, ma sul 3-0 Valentina non riesce a contenere il proprio impeto. Diagonale stretta di Irene, poi Clara passa dal centro e Michela realizza il punto del 5-2. Ancora Michela contiene la rimonta della Tempesta dopo un punto contestato e Rossella mette a terra un primo tempo tosto (9-7).

Muro delle ospiti su Valentina e coach Marcello decide di sostituire il nostro opposto. La Tempesta ottiene nuovamente il pareggio, ma è la nuova entrata Silvietta che riporta avanti la Palafiom. Punto di Buso senior ed errore di Buso junior (12-9). Il time-out di coach La Fratta non produce i frutti sperati perché prima Silvietta con una bella diagonale, poi un errore difensivo della Tempesta e poi un attacco di Silvia, sostenuta dalle sue giovani tifose, incrementano il vantaggio (13-9).
Silvia si conferma a buoni livelli nel suo nuovo ruolo; la sua giovane omonima stasera gioca pochi palloni, ma tutti in modo ottimale. Brava Silvietta, così si rafforza anche la fiducia della squadra.
Quando, sull’altro fronte, Irene scaglia la palla fuori, l’allenatore ospite deve nuovamente richiamare le proprie atlete.
La numero otto della Tempesta torna in campo più determinata, ma Michela affonda una doppietta e ci portiamo sul 21-14. Bell’attacco delle ospiti da seconda linea, ma ottima replica di Silvia da posto quattro (23-17).
Marcello si siede in panchina. Non era mai successo. Non fa in tempo ad ordinare i pop-corn che Silvia e Silvietta pongono fine all’incontro in modo perentorio (25-17).

Le ragazze della Palafiom effettuano il consueto giro di campo per “dare il cinque ai tifosi”. Le bambine, però, restano turbate dal sudore delle loro beniamine. E se sapessero quanta muscitìa c’è in quelle mani che hanno ripetutamente accarezzato il fondo delle scarpe...
Ma non fa niente.
“Se fossi sudata, mi toccheresti?”
“Ti toccherei anche se brulicassi di scorpioni!”
E’ il dialogo tra Jennifer Connelly e Frank Whaley nel film Tutto può accadere, che noi tifosi sottoscriviamo in pieno, soprattutto dopo prestazioni senza sbavature come quella di stasera.
La foto di squadra conclusiva a me è venuta leggermente mossa e non si sente l’odore delle scarpe. Spero che Paolo e Luca siano stati più fortunati. O sfortunati, dipende. Scattata la foto, le uniche giocatrici che erano ancora sane vengono travolte da quelle infortunate; meno male che c’è un turno di riposo.

Alla Tempesta l’augurio di un pronto recupero. Le potenzialità ci sono: la palleggiatrice è bravissima e non potrebbe essere diversamente trattandosi di un nostro “prodotto”, Giulia Buso è geneticamente incline a diventare una campionessa come la sorella, Irene ha ampiamente dimostrato di saper pungere in attacco, ma serve un po’ di continuità e di coraggio. Purtroppo c’è sempre meno tempo a disposizione.
Risultati: Oria-Nardò 3-0, Lecce-Tuglie 0-3 (nonostante il mio sostegno), Corsano-San Pietro Vernotico 0-3, Ugento-Trepuzzi 3-1, San Giorgio-Ceglie 3-0. Riposa il Putignano. Il coach domenica assisterà al derby di ex-giocatrici della Palafiom tra San Vito dei Normanni (Marianna Masoni) e Modica (Marcella Scaglioso). Fatemi sapere chi vince.
Classifica: Palafiom TA 46, Oria 44, Tuglie 40, San Pietro Vernotico 37, Ugento 33, Putignano 21, Nardò 19, San Giorgio 18, Lecce 15, Ceglie 14, Tempesta TA 13, Trepuzzi e Corsano 12.
Sport, famiglia, impiantistica e fame

Sabato prossimo, 24 febbraio 2007, alle ore 16.00, presso la sala consiliare del Municipio di San Giorgio ci sarà un convegno organizzato dal Centro Sportivo Italiano: “Lo sport mette in gioco la famiglia”.
E’ un’ulteriore occasione per interrogarsi sia sulle potenzialità educative della famiglia che sulle potenzialità educative dello sport in una fase piuttosto delicata non tanto per le violenze nel calcio professionistico (ormai irrecuperabile) quanto per gli episodi gravissimi che riguardano i dilettanti. E in particolare il ruolo assunto dai genitori in tali episodi. Interverrà tra gli altri il mio direttore Francesco Di Maio.
Ahimé, noi a quell’ora abbiamo altri impegni.

Lunedì 26 febbraio, invece, i DS di Taranto tenteranno di distrarsi dalle esasperanti discussioni per l’individuazione del candidato-sindaco (ma forse la crisi di governo è risolutiva: può darsi che adesso Florido si candidi a Palazzo Chigi...) per affrontare un argomento che in verità può risultare altrettanto insidioso: l’impiantistica sportiva a Taranto. Se viene Tonio Bongiovanni ci saranno scintille. Mistero sui partecipanti (ormai i DS preferiscono non sbilanciarsi più sui nomi, in qualsiasi settore...), ma è certa una presenza molto prestigiosa...
L’appuntamento è alle ore 17.30 al Palamazzola.

Girando girando, ho notato un altro manifesto in città. Con la tipica ironia disincantata dei tarantini (nonché con un’altrettanto tipica scarsa considerazione per la grammatica) qualcuno ha scritto un commento in calce al manifesto del musical Fame. Saranno famosi: “Fame che stà a Taranto”...
Infine, mentre percorrevo via Duca degli Abruzzi, devo aver urtato inavvertitamente la macchina fotografica perché ho trovato in memoria un’altra immagine... casuale. Da cui prendo ovviamente le distanze. La condanna a 16 mesi per l’inceneritore è solo la sentenza di un processo di primo grado e per la vicenda dei bilanci falsi siamo ancora in attesa dell’udienza preliminare...

Paolo Rossi ha rotto le palle

Questo è un blog per la pallavolo e per la Palafiom.
Inoltre a Paolo Rossi, ex-centravanti del Lanerossi Vicenza, del Perugia, della Juventus, di qualche altra squadra e naturalmente della Nazionale, sono legati ricordi esaltanti. Pensiamo solo all’epica tripletta contro il Brasile ai Mondiali di Spagna.
Il punto non è questo.
Il punto è che la faccia di Paolo Rossi, testimonial di una società di prestiti, è ovunque: manifesti, volantini, calendari dentro gli uffici... Non se ne può più.
Eserciti di galoppini riempiono – direi quotidianamente – i tergicristalli delle auto parcheggiate, le cassette postali dei condomini, i tavolini nelle sale d’attesa. E su tutti ‘sti maledetti volantini c’è lui: Paolo Rossi.
Roba da pentirsi delle gioie di quei pomeriggi spagnoli da Mundial: perché il Brasile non riuscì a pareggiare, porca miseria !? Perché non inflissero squalifiche più severe a quel Paolo Rossi coinvolto nel calcio-scommesse? A proposito, bel testimonial hanno scelto: un imbroglione, uno che truccava le partite a scopo di lucro. Se questi sono i modelli etici a cui si ispira la società finanziaria...
Da Paolo Rossi non mi farei prestare neanche la carta igienica; figuriamoci denaro.
Peraltro, il proliferare di queste finanziarie indica che prestare soldi rende; non si tratta certo di donazioni caritatevoli. Guadagnare senza fare niente, semplicemente grazie al tempo che passa. Nel Medioevo i prestiti che facevano guadagnare erano considerati dalla Chiesa un’eresia e venivano chiamati con un altro nome.
L’Antitrust ha avviato numerose istruttorie su alcune di queste finanziarie (ma non mi risulta, onestamente, che tra queste vi sia quella pubblicizzata da Paolo Rossi) e Antonio Lubrano si chiede: “Quante altre società finanziarie, oltre alle sette nel mirino dell’Antitrust, hanno erogato prestiti a tassi esosi abilmente camuffati? Chissà se ora le loro inserzioni pubblicitarie smetteranno di dire bugie.” [1]
A parte questo, siamo in presenza di un’emergenza ambientale a causa di questi stramaledetti volantini che ormai riempiono i pochi spazi della città lasciati liberi dai rifiuti.
“Ma se i volantini sporcano la città, la colpa è dei cittadini incivili che li buttano per terra” – dicono i galoppini delle finanziarie, unici innocenti che si guadagnano onestamente qualche euro. E su questo hanno perfettamente ragione. Però per quale motivo i cittadini civili, quando raggiungono la propria auto, devono togliere il volantino dal tergicristallo, farsi 50/100 metri alla ricerca di un cestino e poi tornare indietro? E questo in media ogni tre o quattro giorni perché i “ripassi” sono continui, esasperanti. Sempre invadenza è.
Basta.
A Massafra e a Manduria i sindaci hanno vietato il volantinaggio proprio per evitare l’accumulo di rifiuti per le strade. Dunque qualcosa si può fare. Lo proporrei alle autorità di Taranto, ma non so a chi rivolgermi. Non mi è chiaro chi comandi in questo momento: il liquidatore Boccia? Il commissario Blonda? Si è già insediato l’imperatore Florido?
Io, intanto, offro un finanziamento rateale di 2 euro al mese per un anno, con cessione del quinto dello stipendio, a chi mi aiuta a trasferire Paolo Rossi nel centro di Bagdad.
NOTE:
(1) LUBRANO, A., Si svela il marcio del prestito facile, “Il Salvagente”, Roma, n. 42, 2 nov 2006, pag. 11.
I grandi quesiti dell'umanità - 9

Michela non ha giocato un’ottima partita a Ceglie. Conosciamo tutti il valore immenso della nostra schiacciatrice, ma una serata storta può capitare a chiunque. Mi ero dunque ripromesso di nominarla il meno possibile nell’articolo. Poi, però, il suo epico salvataggio di piede e la visione delle fotografie mi hanno ispirato e, nonostante i propositi iniziali, Michela è diventata la principale protagonista della rassegna fotografico-fumettistica. La scelta delle foto, peraltro, è piuttosto casuale. Io ormai lavoro sulla quantità: fotografo a tappeto sapendo che il 90% delle immagini verrà mosso e tra quelle residue cerco di cogliere delle situazioni più o meno divertenti.
Ma c’è un’altra foto che mi ha colpito (facendomi venire i brividi) e che solleva un grande quesito dell’umanità. Osservate bene i piedi della nostra schiacciatrice: Michela è di gomma...?!
Il caso Palafiom all'attenzione dell'ONU
PREMESSA: Sabato scorso è successo qualcosa alla fine della partita di Ceglie. Qualcosa di cui non ho voluto parlare perché i panni sporchi si lavano in famiglia e perché è molto pericoloso e delicato entrare, sia pure con lo spirito scherzoso di questo blog, in una vicenda che determina tensioni e sofferenza, meritevoli di rispetto a prescindere dalle responsabilità. Non so se sbaglio a parlarne adesso, sia pure senza fare nomi; forse dovrei farmi i cavoli miei e non impicciarmi di vicende che riguardano lo spogliatoio. Ma sono pur sempre un tifoso, stimo il coach, stimo “l’altra parte in causa” e voglio bene a tutta la Palafiom. E’ solo per questo che intervengo, sia pure a modo mio. Se permettete, però, qui preferirei non pubblicare eventuali commenti.

All’inizio del suo mandato, il nuovo segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, trova subito una brutta gatta da pelare. Una gatta a cui fare prima le coccole nel giorno della festa dei felini altrimenti Michela ci rimane male e scassa le... cosiddette.
La crisi umanitaria nel Darfur, le imminenti scintille nel Kosovo e Metohija, la matassa mediorientale e le centrali nucleari iraniane vengono accantonate; oggi al Palazzo di Vetro c’è solo un punto all’ordine del giorno: la crisi interna alla Palafiom, esplosa al termine della partita con il Ceglie. Il mondo intero è con il fiato sospeso e l’assemblea plenaria convocata d’urgenza nottetempo è un susseguirsi di interventi.
Il primo a prendere la parola è il rappresentante della Repubblica Sudafricana: “La storia del mio Paese, la lunga marcia verso la libertà di Nelson Mandela ci aiuta a comprendere le sofferenze degli oppressi, delle donne, di coloro che non hanno diritto di parola, di coloro a cui sono negati i più essenziali diritti democratici. Noi chiediamo di sanzionare il comportamento dell’uomo bianco con la maglietta grigia e di restituire dignità alle vittime dell’oppressione”. Applausi dai seggi delle nazioni africane e sudamericane.
Di diverso avviso il rappresentante degli Stati Uniti, che ha riscosso il consenso del Regno Unito, di Israele, della Russia e forse della Cina (in cambio di petrolio e di facilitazioni per l’export di Pokemon taroccati): “Non è tollerabile la deriva anarchica all’interno di società complesse come quelle sportive. Noi sosteniamo la necessità che si rispettino i ruoli e ci si assumano le proprie responsabilità. Non chiediamoci cosa può fare la squadra per noi – diceva John F. Kennedy – ma piuttosto cosa possiamo e dobbiamo fare noi per la squadra. Non possiamo mettere in discussione lo status quo ed un ordine mondiale che ha garantito il benessere, il progresso e il primato in classifica”.
Interviene a questo punto il ministro degli Esteri italiano, Massimo D’Alema: “Noi riteniamo che abbia ragione il coach ma anche la parte avversa, sebbene emergano criticità nella condotta tanto del coach quanto della parte avversa. Coerentemente con il programma dell’Unione, noi siamo sostanzialmente d’accordo con entrambi, così come siamo solidali con Israele e con hezbollah, con i russi e con i ceceni, con la Corea del Nord e con quella del Sud, con Ezechiele Lupo e con i tre porcellini, con Prodi e con gli interessi di Berlusconi. Potrei continuare, ma voglio invitare l’Unione Europea a farsi promotrice di un’iniziativa di mediazione sotto l’egida dell’ONU.”
L’Unione Europea ha raccolto l’invito ed ha stilato una road-map i cui passaggi principali sono:
1) Censura per la parte avversa per la condotta assunta nel quarto set, ma piena conferma all’interno della squadra.
2) Cessate il fuoco e tregua di riflessione mensile.
3) Al termine del mese di riflessione, conferenza di pace volta alla riconciliazione.
4) Invio alla scuola “Alfieri” di una forza militare di interposizione per prevenire ulteriori conflitti e messa in sicurezza dell’intera area, come da disposizioni FIPAV, mediante il dislocamento di transenne.
5) Visto ca n’acchiàme: interrompere i collegamenti stradali, ferroviari e aerei tra Taranto e il resto della Puglia in vista dell’arrivo dell’Oria e del Tuglie quale atto di “difesa integrata” preventiva per la salvaguardia del campionato.
6) Embargo di viveri, acqua, medicinali e altri generi di prima necessità nei confronti della Tempesta siano a domenica prossima.
NOTE:
La foto di Massimo D’Alema con un deputato hezbollah è tratta da www.repubblica.it.
Urago for president
Marco Urago ha commentato i dodici arresti di Lizzano per la truffa alla ASL: “Quattro deficienti di cui non mi occuperò io”, “quattro stupidi che pagheranno”, “anche in questo caso bisogna fare piazza pulita”.
Da quanto tempo non si sentivano parole del genere in riferimento a personaggi coinvolti in episodi di truffa (come in questo caso), corruzione, concussione, ecc.? Forse da quando il MSI pre-Fiuggi di Fini stampava adesivi con la scritta “In galera i ladri di Tangentopoli”, salvo poi votare leggi ad personam per tutelare i ladri e gli amici dei ladri, divenuti nel frattempo alleati. Adesso i ladri fanno carriera, ai delinquenti come Craxi [1] si vogliono dedicare strade e Mani Pulite è descritta come una tetra inquisizione.
Il presidente della Palafiom, nella sua qualità di direttore generale della ASL, non usa – come abbiamo visto – mezzi termini per definire quei medici e quei farmacisti che chiedevano alla ASL rimborsi su ricette irregolari. Trecentotrentamila euro (600 milioni di vecchie lire) rubati alla sanità pubblica, cioè agli ammalati, ai servizi. Ogni tanto dimentichiamo che le truffe, la corruzione, le tangenti alla fine le paghiamo noi.
Tra gli arrestati c’è il sindaco di Lizzano, medico. In paese il commento degli amministratori risponde al classico ritornello: “Solidarietà e pieno sostegno al sindaco, della cui integrità morale si è certi, e fiducia nella magistratura”. Che cacchio vuol dire? Se si è davvero certi che il sindaco è moralmente integro, allora la magistratura è impazzita; altro che fiducia... Se, invece, c’è davvero fiducia nella magistratura, bisogna convenire che il sindaco è un presunto truffatore; allora come si fa ad essere solidali e ad attestare la sua integrità morale...?!
A proposito, il sindaco di Lizzano è di Alleanza Nazionale, lo stesso partito di Pietro Lospinuso. Che oggi, stranamente, sui giornali non parla di sanità.
NOTE:
(1) Pace all’anima sua, ma per il mio dizionario Zingarelli delinquente è “chi ha commesso uno o più delitti” e Craxi ha subìto due condanne definitive per un totale di 10 anni di reclusione per corruzione (inchiesta Eni-Sai) e finanziamenti illeciti (metropolitana milanese).
L’articolo in alto è tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno del 20 febbraio 2007, pag. 1; la foto di Marco Urago è tratta da www.auslta.it.
Ceglie-Palafiom Taranto 1-3

Sabato 17 febbraio 2007, ore 19.30.
Il Torre Santa Susanna ha davvero deciso di porre fine alla propria esistenza in questo campionato. Le sue avversarie fruiranno di un turno di riposo in coincidenza con la programmata partita contro le brindisine. Multa di 720 euro; l’eutanasia sportiva costa cara. Sinceramente mi dispiace. Sarebbe stato meglio se si fosse ritirato l’Oria.
Più che ritirata, la squadra del Torre Santa Susanna è stata completamente cancellata dal sito della Fipav Puglia. Le partite già disputate dalle brindisine sono state eliminate e nella classifica non c’è più traccia della squadra in questione. Il Torre Santa Susanna semplicemente non esiste più. Come certe persone e certi eventi del romanzo di Orwell, 1984, il Torre Santa Susanna non è mai esistito...
Anche il San Giorgio è stato punito con l’ennesima multa per l’impraticabilità del parquet (dopo Tempesta e Palafiom, ne ha fatto le spese il Putignano).
Le partite sono fatte di contenuti e di contorno. Comunque vada stasera, il contorno di Ceglie-Palafiom resterà nella memoria come un bel ricordo: il paese è splendido, la cioccolata calda nel centro storico gustosa, il nuovo palazzetto è un gioiellino e il pubblico è correttissimo. Di particolare interesse le “vasche” dei cegliesi in piazza Plebiscito con continui dietro-front.
Eppure la trasferta era iniziata maluccio, con la frangetta di Simona che aveva scioccato le compagne e con Luana che pretendeva di cambiare posizione dei posti a sedere nell’auto di Marcello a viaggio già iniziato. E’ di Massafra...
Coach Castellana, al termine della partita d’andata, si informò sulla disponibilità di eventuali rinforzi. Alla fine il rinforzo l’ha trovato anche se lui è andato via. E che rinforzo: Laura Albino, ben nota alla Palafiom soprattutto in ragione delle sfide dell’anno scorso quando militava nel Tuglie.
L’incontro della campionessa salentina con Marcello è cordiale.
Con il turn-over delle nostre giocatrici, sia pure dettato dall’emergenza, e con le rotazioni dei ruoli, le avversarie della Palafiom non stanno capendo più una mazza. Preparano l’incontro impostando i muri su Sonia e Michela e si ritrovano a subire punti da Roberta o a dover murare su Alessandra.
Oggi giochiamo con Alessandra Certa universale, Silvia Mastandrea universale, Clara Clemente e Rossella Garaguso universali, Michela Benefico e Silvia Buso universali. Anche Roberta Manzacca ormai è universale, visto che sabato scorso ha segnato un punto.
In panchina altre cinque universali: Sonia Tinelli, Luana Santovito, Valentina Moro, Simona Mereu e Désirée Fiore.
Primo set.
La Palafiom imprime subito il ritmo giusto alla partita, ma il Ceglie non è la stessa squadra del girone d’andata (5-5). Silvietta, Silvia da posto quattro, una doppia delle brindisine ed un muro consentono alle azzurre di spiccare il volo (9-5).
La Albino, che da Tuglie deve aver portato anche le maglie (blu e azzurre con scritte gialle), non ci sta e riduce lo svantaggio. Gli errori difensivi delle sue compagne, però, annullano gli sforzi della schiacciatrice ed il vantaggio della Palafiom aumenta di nuovo: 13-7. I tifosi locali tendono ad essere piuttosto critici con la propria squadra e la parola “sveglia” è ricorrente nei loro incoraggiamenti.
Roberta non si lascia ingannare da un pallonetto, ma Ceglie replica colpo su colpo finché la Palafiom non ha un ulteriore guizzo in avanti: attacco tosto di Silvia da posto quattro, muro a due, bomba di Michela e attacco di Clara: 18-9.

Stiamo tagliando la difesa brindisina come il coltello nel burro. Poi Michela ha il raptus di un attacco improvviso che finisce fuori e la solita Albino accorcia il divario: 18-11. Le tarantine, comunque, riescono ad amministrare il vantaggio (21-13) e poi contengono un timido tentativo di rimonta delle locali (22-16) con una serie di attacchi alternati di Silvia e Clara (25-19).
Stiamo giocando bene e stiamo approfittando delle lacune in tutti i reparti manifestate dal Ceglie. Su tutte brilla Silvia Buso.
Secondo set.
Nell’intervallo Marcello non è per niente soddisfatto, ma il secondo parziale inizia così come era finito il primo: pallonetto di Silvia e fast di Clara che toglie subito il servizio al killer Albino.
Diagonale di Michela, piuttosto in ombra questa sera, ma sappiamo che la nostra brava schiacciatrice esce fuori, dovrebbe uscire fuori, nei momenti decisivi (4-2). Stiamo murando tutto il murabile e attacchiamo con buona convinzione (7-4).
La partita concede spazi di bel gioco perché anche la squadra locale sta crescendo. Sebbene Albino-dipendente, il Ceglie presenta altre atlete che sanno giocare a pallavolo. Mariangela, ad esempio, conclude uno scambio avvincente con un pallonetto ben fatto. Replica di Michela con la stessa arma (8-6), lungolinea cegliese e attacchi fuori misura delle locali (11-8). Ceglie si avvicina pericolosamente (11-10), ma la Palafiom sta continuando a giocare bene e la costanza viene premiata: Silvia, Michela, Clara e ancora Michela mettono a terra quattro palloni consecutivi ed è la svolta decisiva di questo set (16-11).
Anche le percentuali individuali in attacco di Rossella sono interessanti, ma non possiamo divulgarle per ragioni di pretattica.

E’ il momento di Clara: prima un muro, poi un ace che è un omaggio del libero locale (sbaglia la valutazione). Di nuovo un muro (Rossella) e la Palafiom dilaga: 19-13.
I tifosi locali, scoraggiati, iniziano a giocare con i coriandoli.
Le brindisine tentano di rientrare in gioco ed è Silvietta che schiaccia una palla importante (22-15). Solo il killer Albino può tentare il miracolo ed infatti viene cercata sistematicamente dalle compagne. Lungolinea di Silvia (23-16), replica della Albino (23-17), errore in difesa (23-18) e pallonetto Palafiom (24-18), poi ancora la schiacciatrice locale (24-19), che peraltro effettua il turno in battuta. Il suo servizio tocca il nastro, ma Michela ha buoni riflessi e stende la mano sul parquet; attacca la Palafiom e la solita Albino si vede costretta a tirare da una posizione poco consona ad una buona coordinazione: il pallone finisce sulla rete e le tarantine vincono anche il secondo parziale (25-20). Vi vo-glia-mo co-sì!
Terzo set.
Nell’anniversario di quella meravigliosa stagione di legalità rappresentata da Mani Pulite (17 febbraio 1992), l’arbitraggio non sta destando scandalo: praticamente nessuna contestazione significativa ed anzi una cordialità che non fa male allo sport.
Per la prima volta Ceglie passa in vantaggio (2-3), ma prima Clara (4-4), poi l’ingresso nel palazzetto della signora Mastandrea ribaltano il risultato (5-4). Michela tiene la Palafiom avanti, poi viene murata (6-8). Muro di Silvietta ed attacchi efficaci di Ceglie (8-10). Se il muro, sino a questo momento, era stato un fondamentale quasi esclusivo della Palafiom, adesso si alzano anche le barriere delle locali ed è soprattutto Michela a farne le spese (8-12).
Che sia arrivata la consueta crisi del terzo set? Il ds Pino Moro ha un’altra spiegazione: la Palafiom è una squadra sensibile alle politiche di tutela ambientale ed ha aderito al protocollo di Kyoto. Perciò, di tanto in tanto, le atlete si impongono un risparmio energetico e spengono le luci. L’energia che la squadra risparmia, però, la consuma Marcello in termini di strigliate durante i time-out.
Adesso Ceglie sta anche difendendo bene, ma Silvia continua ad essere encomiabile in attacco (10-14).

Un errore in ricezione di Michela non contribuisce a restituire serenità al nostro coach. Anzi, in attesa che vengano provati legami tra Brigate Rosse e Palafiom, oltre che Fiom, Marcello inaugura la strategia della tensione mediante il terrorismo psicologico determinato dal riscaldamento delle piccole. La signora Elisabetta non è molto contenta dato che Simona non è stata benissimo in settimana.

Ceglie prende il largo nonostante cenni di ripresa nelle percentuali difensive di Michela (10-17), poi commette errori a ripetizione: attacco fuori, doppia e attacco su rete (13-17). Ancora un errore della Albino, una schiacciata di Silvia ed un attacco sulla rete delle brindisine (16-17). Stiamo restituendo alle cegliesi la straordinaria rimonta di cui le nostre avversarie furono protagoniste nella partita d’andata (da 10-1 a 14-14). E’ così! E’ Clara che realizza tre punti consecutivi e ci riporta in parità sul 18-18 e poi sul 19-19. La nostra centrale sta disputando un’altra prestazione di lusso.
Sarebbe l’ora di Michela, ma il nostro martello è in giornata storta: sbaglia due attacchi e siamo di nuovo sotto (20-22). Basta che ha rotto le palle a Clara con la storia della festa dei gatti...

Emozioni. Diagonale di Silvietta ed ace di Michela (22-22), poi attacca la Albino con l’aiuto del nastro (22-23), ma Silvia ristabilisce la parità (23-23). Time-out Ceglie. Rossella difende l’ennesimo colpo del killer Albino e permette a Clara di mettere la palla a terra (24-23).
Match-point. Il nostro muro stavolta non funziona (24-24) e la Albino si procura un’opportunità di penetrazione dal centro (24-25). Clara tenta il suicidio andando a schiantarsi sul palo, ma l’arbitro è comprensivo e fa ripetere lo scambio. Niente da fare: punto Ceglie e partita riaperta (24-26).
Quarto set.
Bisogna iniziare bene per scacciare i fantasmi di Putignano. Duello Clemente-Albino e siamo 3-3.
Scatto della Palafiom con Silvietta, Silvia e l’ennesimo muro (8-5), ma Laura Albino, con un po’ di mestiere e con tanta classe, riporta Ceglie in parità (8-8). Cambio nella Palafiom: dopo aver urtato un bidone della spazzatura, Valentina rileva Silvietta (discontinua stasera, ma ha ulteriormente confermato di possedere numeri all’altezza del compito).

Punto di Silvia, punto di Valentina e poi battuta loffia di Rossella, una variante della battuta flot (10-9). Errori in difesa della Palafiom bilanciati dagli errori in battuta del Ceglie (11-11). Quando aspettiamo Michela, arriva il momento di Alessandra e delle sue opere d’arte: due secondi tocchi intervallati da una fast di Clara e da una rabbiosa schiacciata di Michela (15-13).
Ma non è ancora il momento: Ceglie annulla ancora lo svantaggio sfruttando la nostra imprecisione offensiva (15-15). Michela schiaccia dentro e la Albino fuori (17-15). La qual cosa costringe Désirée a muoversi per l’ennesima volta dalla zona di riscaldamento per raccogliere la palla.
Poi Michela realizza un salvataggio di piede che non viene sfruttato dagli sviluppi dell’azione ma merita comunque applausi.
Silvia c’è. C’è sempre stata questa sera e realizza una doppietta fondamentale: palla a terra e mani fuori (19-16). Mani fuori anche della Albino e poi le brindisine sbagliano l’attacco (20-17).

Stiamo giocando senza libero. Valentina forza il servizio e Ceglie non può attaccare (21-17). Le ragazze stringono i denti: muro sulla Albino (ma quanti palloni ha giocato stasera?), punto di Silvia (23-17) a coronamento di una partita fantastica, almeno in attacco, ed errore in battuta della nostra avversaria più pericolosa (24-17). Bel punto in stile Superman di Grazia (24-19), errore in ricezione di Valentina ed attacco sulla rete di Michela (24-21). Ma il quarto match-point ha l’esito sperato (video sotto) e porta la firma di Clara (25-21).
Torniamo a Taranto con tre punti. Quasi dispiace lasciare questo palazzetto nuovo e bello: “Io sento nel partire di qui una dispiacenza nuova, che non ho mai provata”. [1]
C’è persino la sauna negli spogliatoi, come ha modo di scoprire la signora Elisabetta a fine partita. I vapori odorano un po’ di nicotina, ma è solo un’impressione...
Risultati: Trepuzzi-Oria 1-3, San Pietro Vernotico-San Giorgio 3-1, Nardò-Ugento 1-3, Putignano-Lecce 3-0, Tempesta TA-Corsano 0-3, Tuglie ha riposato. In pratica, nessuna sorpresa: aumenta il divario tra le grandi e le piccole; Putignano vince lo scontro diretto con il Lecce e si assicura la tranquillità, mentre la povera Tempesta ha compromesso la propria stagione. Tutto è ancora possibile, ma adesso serve qualche impresa. E comunque non rompessero i coglioni sabato prossimo; la partita da vincere era quella di oggi!
Classifica dopo la cancellazione del Torre Santa Susanna: Palafiom TA 43 (gli stessi punti di sabato scorso; tanta fatica pe’ nijnd’...), Oria 41, Tuglie 37, San PietroVernotico 34, Ugento 30, Putignano 21, Nardò 19, Lecce e San Giorgio 15, Ceglie 14, Tempesta TA 13, Trepuzzi e Corsano 12.
La Palafiom è matematicamente salva !!!
NOTE:
(1) GOLDONI, C., La locandiera, Atto II, Scena XIV.
I grandi quesiti dell'umanità - 8

Dove si trovano adesso le giocatrici del Massafra 2005-‘06
Luana è con noi e va bene. Le sorelle Vacca sono rimaste a Massafra. La Michieletto gioca a Valenzano. Ma le altre? Sono rimaste in serie C? Sono salite comunque nella B2 che avevano conquistato, ma come tesserate di altre società? Si sono tardivamente pentite del fallo di rotazione chiudendosi in un convento di clausura per espiare il peccato?
Erano brave, tutto sommato; dove sono finite tutte quante?
Il San Valentino di Valentina

Tanti auguri in ritardo per l’onomastico della nostra schiacciatrice-opposto. Come è noto, però, San Valentino è un giorno particolare; è la festa degli innamorati.
Non sappiamo se e di chi sia innamorata Valentina – ognuno sap’ l’ fatt’ sui... – ma sappiamo per certo chi è innamorato di Valentina: i giornalisti.
Vi giuro che al Corriere ed alla Gazzetta ho mandato una ventina di foto diverse in cui sono rappresentate, grosso modo, tutte le giocatrici che sono scese sul parquet nell’ultimo mese.
Eppure la stampa non ha dubbi ed alterna le pubblicazioni di foto di Valentina con quelle – per non destare sospetti... - di altre giocatrici (Michela, Alessandra, Roberta).
Mah... Qui gatta ci cova.
NOTE:
La foto in alto è tratta da La Gazzetta del Mezzogiorno, ediz. di Taranto, del 17 febbraio 2007; quella a sinistra da Il Corriere del Giorno del 16 gennaio 2007; quella a destra da La Gazzetta del Mezzogiorno, ediz. di Taranto del 16 febbraio 2007.
Resisti, Vicenza!

Esistono luoghi belli e luoghi meno belli. Ma, a prescindere dalla bellezza, ci sono luoghi a cui si vuole bene e luoghi che sono solo luoghi. Praga, ad esempio, è splendida, forse è la città più bella d’Europa dopo Venezia; è una città che emoziona, ma personalmente non le voglio bene. Anzi, se fosse una persona, mi starebbe un po’ sulle palle.
Vicenza, invece, è stata casa mia per un anno e le voglio tanto tanto bene.
E oggi che gli occhi dell’Italia sono puntati su di lei, con interesse, con paura, con la voglia di strumentalizzarla, le rinnovo il mio affetto e le auguro di dare una dimostrazione di dignità e di civiltà. Riguardo ai suoi abitanti non ho dubbi; mi preoccupa chi viene da fuori. Vicenza rifiuti la violenza di chi vuole farne una colonia dei padroni del mondo, la violenza dei teppisti mascherati da idealisti, l’ipocrisia di chi preferisce sfilare, piuttosto che governare, in coerenza con i propri valori.
E che nessuno si faccia e le faccia del male.
Ritratti
SONIA TINELLI
Opposto

Nata a Fragagnano (TA), dove vive, 31 anni fa.
Segno zodiacale: Pesci
Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? A 11 anni dalle suore, più precisamente nelle Polisportive Salesiane.
Perché proprio la pallavolo? All’inizio praticavo molti sport, dal basket all’atletica, poi sono stata condizionata dal fatto che l’unica società sportiva di un certo livello a Fragagnano fosse proprio una squadra di pallavolo.
Quando hai deciso di giocare da opposto? Non mi sono neanche posta il problema della scelta; ho sempre attaccato, sin da piccola. Il guaio è che, abituata a schiacciare, non ho mai imparato a difendere bene.
Opinione discutibile... La tua carriera: A 13 anni giocavo nella Pallavolo Fragagnano. Con le giovanili ho partecipato anche alle selezioni nazionali under-16 (siamo arrivate seste al torneo di Catania ’90), mentre il Fragagnano è salito dalla C2 alla B2 (tre anni in questa categoria). Poi, fallita la società, mi sono trasferita a Castellana Grotte (B1), al San Giorgio serie C) per un avvicinamento alla famiglia, al San Vito dei Normanni, con cui ho vinto un campionato di C e ho disputato due stagioni in B2, un altro anno in B1 con il San Pietro Vernotico, poi ho giocato ad Oria (B2) dopo aver fatto la preparazione con il San Severino Salerno e infine il Castellaneta in serie C.
Cos’altro fai nella vita? Le mie giornate iniziano alle 6.00 perché sono assistente autista dello Scuolabus. Trascorro con i bambini anche il pomeriggio visto che li alleno in una mia società sportiva. Veramente ci sono anche... bambini che hanno superato gli 80 anni...
I tuoi hobbies? Sono concentrati soprattutto nella stagione estiva: pattinaggio, equitazione, footing e il poco tempo libero residuo lo trascorro uscendo con gli amici.
L’ultimo libro che hai letto: Il vecchio e il mare di Ernest Hemingway, molto bello.
L’ultimo film che hai visto: Il Codice Da Vinci, una mezza delusione.
Il tuo cantantegruppo preferito: Mi piace la musica italiana.
Il tuo piatto preferito: Ci devo pensare... Non sono molto appassionata di cucina.
Sei l’unica. Il viaggio dei tuoi sogni: Polinesia e India.
Sapresti elencare i tuoi principali pregi? Sono molto leale con tutti e disponibile.
...E i tuoi difetti? Se qualcuno tende ad approfittare di me, divento piuttosto cattiva. E poi non so nascondere o tenermi dentro quello che penso.
La qual cosa non è un difetto. Il più bel ricordo della tua carriera: Le stagioni trascorse a San Vito dei Normanni, dove ho vissuto stabilmente per tre anni. Era un ottimo ambiente ed ero circondata da persone fantastiche. Ho sofferto molto quando ho dovuto allontanarmi da San Vito perché mi sentivo davvero parte di quella squadra. Sentivo che era la mia squadra.
Il più amaro: La rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro quando avevo 20 anni e disputavo il primo torneo di B2 con il Fragagnano. Ricordo ancora la data: 17 febbraio 1996. A maggio mi operai e ad ottobre iniziai la preparazione. Per fortuna in pochi mesi riuscii a mettermi alle spalle quell’incidente.

Cosa ti piace della Palafiom? Mi piace tutto l’ambiente. Per la prima volta ho ritrovato il clima di San Vito dei Normanni.
Cosa non ti piace? ...Marcello quando “va storto”. E poi la mancanza di docce, che già mi ha procurato un bel po’ di raffreddori.
Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite? Sono molto scaramantica e quest’anno mi sono “aggravata”, soprattutto da quando sono infortunata. I rituali riguardano le sigarette: con il Lecce l’ho fumata dopo il 2^ set, con il Putignano dopo il 4^ e con il San Pietro Vernotico sono tornata al 2^. Gli altri rituali magari te li dico a fine campionato.
Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere? La ricezione. Sorvoliamo sugli altri.
Giocatore o giocatrice che ammiri di più: Cardona. Ma da quest’anno anche Anderson...
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera? San Pietro Vernotico-Arzano, serie B1. Noi eravamo ultime in classifica ed affrontavamo la capolista, che, fra l’altro, faceva una certa impressione anche durante il riscaldamento. Riuscimmo a rimontare dallo 0-2 al 3-2 e modestamente giocai un partitone realizzando 32 punti. Da allora sono l’incubo di coach Piscopo.
E la partita che vorresti cancellare? Quella contro la Tempesta e quella contro il San Giorgio.
Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo? A me piace lo sport in genere. Più in particolare mi piace lo sport di squadra e la pallavolo mi consente di essere parte di un gruppo.
C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce? C’è molta cattiveria anche in questo ambiente. L’aggressività va bene sul parquet e neanche io mi tiro indietro da questo punto di vista. Ma se i risentimenti permangono alla fine della partita o condizionano le relazioni personali, beh, questo non mi piace.
Aspettative per questa stagione: Vncr l cmpnt (la risposta è criptata...)
Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro: Questi non li dico per scaramanzia.
Cosa ti ha indotto ad accettare la proposta di giocare nella Palafiom? Mi ha convinta Marcello l’estate scorsa. Mi ha convinta la sua professionalità e la serietà della Polisportiva. Con tutto il rispetto, ma le ultime società in cui avevo giocato somigliavano a “circoli ricreativi”; la Palafiom è una squadra vera.
Allora sei soddisfatta di questa scelta? Al 100%.
Toglimi una curiosità. La tua presenza in squadra ha portato all’Alfieri un tifoso molto simpatico e molto chiassoso. Chi è? E’ un mio concittadino, piuttosto noto negli ambienti
calcistici di Fragagnano ma appassionato di sport in generale. Quando può, non mi fa mancare il suo sostegno.
Provi più soddisfazione nello schiacciare a terra o nel murare un’avversaria? Tutte e due le cose. Ma, se devo scegliere, è più gratificante murare (possibilmente “a cappuccio”...). Dipende anche dal valore dell’avversaria.
Qual è stata la difesa più forte di questo girone di andata? Io sono infortunata dall’inizio del girone di ritorno, però abbiamo avuto molte difficoltà a mettere la palla a terra con l’Azzurra Lecce pur giocando molto bene.
Quando torni a giocare? Il più presto possibile!
Si stava... peggio quando si stava meglio?

Qualche settimana fa sono andato a vedere Prisma Taranto-Lube Macerata. Vicino a me c’era un amico che non assisteva ad una partita di pallavolo da qualche anno. Di tanto in tanto mi chiedeva: perché quel giocatore (il libero, nda) porta una maglia diversa? Ma un set non finisce a 15 punti? E così via.
Insomma, mi ricordava la pubblicità di quell’astronauta sovietico che, andato in orbita nel 1989, tornava sulla terra un paio d'anni dopo. Chiedeva a un contadino dove fosse l’Unione Sovietica, ma gli veniva risposto che l’URSS non c’era più; lì c’era la Russia, più a ovest la Lituania, e poi più giù la Slovacchia, e le due Germanie erano unite e la Jugoslavia si stava frantumando. Era la pubblicità di un nuovo atlante geografico, i cui autori in quel periodo rischiavano di lavorare 24 ore al giorno per i continui aggiornamenti di mappe imposti dalla storia.
Se penso che sto parlando di eventi avvenuti quando buona parte delle giocatrici non erano nate o andavano all’asilo, mi sento male. Vabbè, lasciamo perdere.
Ricordo anche il campionato in cui fu introdotta la figura del libero.
All’avvio della stagione non ero ancora al corrente di questa riforma regolamentare. Vincenzo Di Pinto allenava la squadra che avrebbe vinto il campionato di serie A2, ma forse non aveva ancora le idee chiare (in una sola stagione fece ruotare in quel ruolo Skiba, Cicola e Bruno) tanto che all’inizio della prima partita non si avvalse della nuova figura.
Gli avversari sì. Quando si schierarono in campo con un giocatore dalla maglia diversa dagli altri, pensai che il magazziniere avesse fatto confusione o che fossero una squadra di indigenti: non hanno neanche le maglie tutte uguali...
Se l’introduzione del rally point system, pur avendo un po’ snaturato la pallavolo tradizionale, ci risparmia partite-maratona che potrebbero durare tre ore, la riforma del libero mi lascia ancora perplesso. Il libero mi sembra un giocatore incompleto: riceve ma non può attaccare e non può servire.

Per questo sono rimasto sorpreso dall’entusiasmo con cui, invece, la nostra Roberta ed altre ragazze che in passato si sono cimentate in questo ruolo (Michela, ad esempio) hanno manifestato la propria vocazione per la figura del difensore specializzato. Ritenevo erroneamente che fosse un po’ come il portiere nelle partite dei ragazzini: nessuno vuole farlo e allora si fa a turno o si fa a tocco. E devo dire che mi hanno aperto gli occhi facendomi apprezzare un ruolo verso cui ero diffidente.
Però un giorno vorrei assistere ad un libero che, magari in un set dall’esito scontato, sul 24-0, decida di assecondare l’istinto a schiacciare e si intrometta tra palleggiatore e martello per una cannonata da posto tre. Non fa niente se il punto va agli avversari. Simona e Roberta, datemi questa soddisfazione un giorno; costi quel che costi (un punto e la ghigliottina azionata da Marcello).
Devo dire, tornando al rally point system, che sono rimasto impressionato dalla lettura del tabellino di una partita della Prisma finita al tie-break (3-2 per Latina): i rossoblù avevano sbagliato 22 battute, i laziali 20. Le due squadre, in pratica, avevano giocato soltanto per quattro set su cinque; quasi un intero parziale era stato sprecato in servizi sbagliati.
Ma l’unico aspetto davvero aberrante della pallavolo è sicuramente la wild card per alcuni tornei internazionali: oltre alla squadra detentrice, a quella che ospita il torneo e a quelle che si sono guadagnate sul parquet la qualificazione, vengono ammesse (con questa wild card; in italiano: raccomandazione) anche una o due squadre discrezionalmente. Sulla base del prestigio.
Mi piace decisamente, invece, la regola dei tre punti per la vittoria netta (3-0 o 3-1), dei due punti per la vittoria al tie-break (3-2), del punto per la sconfitta al tie-break (2-3) e degli zero punti per la sconfitta netta (1-3 o 0-3). E’ più equa. Non pone sullo stesso piano (zero punti) la squadra che ha perso in modo ignominioso e quella che ha lottato punto su punto per cinque set. Ed anche la classifica si vivacizza.
Palafiom Taranto-San Pietro Vernotico 3-1

Sabato 10 febbraio 2007, ore 17.00.
E’ il giorno dell’ASL Pride.
Questa mattina il presidente Urago ha rivendicato in una conferenza stampa i successi della propria gestione: diminuzione del deficit (evento storico), nessun avviso di garanzia (evento epocale) e maquillage per l’ospedale SS.Annunziata, che adesso sembra un ipermercato. Ho visto gente che pretendeva di fare la spesa usando le sedie a rotelle al posto dei carrelli, gente che chiedeva se ci fosse l’offerta 3x2 per le risonanze magnetiche e gente che mostrava la Carta Club alle infermiere del reparto di urologia.
I risultati della gestione Urago sono stati notati persino dalla Lacoste, che ha confermato il presidente della Palafiom come testimonial anche per la campagna pubblicitaria autunno-inverno. Oltre alle venticinque polo blu per l’estate, adesso il dottor Urago può contare su un nuovo stock di maglioni di lana. Strano che la Palafiom usi, per il momento, una marca diversa per le proprie divise da gioco.
Proprio la squadra adesso è chiamata a dare altre soddisfazioni al presidente e non solo a lui. Ma la giornata si presenta tosta. Nelle ultime 8 partite il San Pietro Vernotico ha vinto 7 volte e ha perso solo a Oria (3-2). In trasferta è più temibile che in casa: 5 vittorie su 6 partite (l’unica sconfitta è sempre quella di Oria).
Siamo quindi a un altro snodo importante di questo campionato; serve tutta la concentrazione e la bravura delle atlete della Palafiom. Bisogna recuperare lo spirito dei play-off dell’anno scorso, quando tra le mura dell’Alfieri non c’era scampo per nessuno. Non è facile. Sconfitte come quella di Putignano rischiano di lasciare il segno.
“Quali sono le sconfitte peggiori?” Rispondiamo senza esitazione: “Sono quelle in cui si perde per un pelo!”. Il fatto di perdere l’incontro soffrendo fino all’ultimo istante di gioco, determina una situazione di scoramento decisamente negativa. La sofferenza, l’abnegazione e la forza d’animo si associano pur sempre alla negatività del risultato, tant’è che si incide a livello dell’inconscio il concetto che perdiamo nonostante il nostro sacrificio e la nostra abnegazione. [1]
E’ il parere del tecnico Simone Mazzali. Qualche buona notizia dall’infermeria: Rossella torna a giocare, Simona torna in panchina, Sonia torna a fare riscaldamento e Valentina è completamente recuperata. Fuori diluvia e corso Italia sembra il Canal Grande di Venezia con la chiesa a forma di garage di San Roberto al posto della Ca’ d’Oro.
Primo set.
Palafiom mai uguale a se stessa quest’anno: stasera Alessandra Certa palleggiatrice, Roberta Manzacca libero, e fin qui ci arrivo. Mi pare che Silvia Buso giochi da laterale con Michela Benefico. Rossella Garaguso e Clara Clemente sarebbero le centrali sebbene quest’ultima attacchi spesso da posto 2. Valentina Moro cosa fa? Giochiamo con tre schiacciatrici? O è lei l’opposto? Solo alla fine della partita il coach mi darà la conferma ufficiale: Valentina ha giocato da opposto.
Dall’altra parte della rete ho finalmente l’opportunità di vedere all’opera Pierpaola De Bonis, ma pure Claudia Dimastrodonato non scherza. Le mie, per il momento, non sono considerazioni tecniche. Ma l’incubo è Loredana Corvino, una delle migliori giocatrici della categoria.
La Palafiom parte bene; è importante buttarsi subito alle spalle la sconfitta di Putignano e ritrovare fiducia nei propri mezzi. Clara è ovunque: a difendere, a murare, a schiacciare due fast consecutive. Siamo sull’8-4. Poi iniziamo a sbagliare in attacco e San Pietro Vernotico ha la possibilità di pareggiare, ma Valentina risolve una situazione difficile. Ancora l’inconsueto opposto schiaccia la palla a terra, poi esagera e siamo 10-9. Anche Silvia interpreta bene il nuovo ruolo (12-11) ed Alessandra sta distribuendo palloni con la consueta maestria.
Rossella riprende confidenza con il pallone in modo prudente, ma a muro si fa valere anche lei (17-15). Splendida pipe di Michela ed ace agevolato dal nastro della nostra schiacciatrice: un punto-culo al momento giusto (19-15).
Tutte stanno giocando bene. Silvia rispolvera lo stile Carla Fracci applicandolo ad un pallonetto che purtroppo viene difeso dalle brindisine, ma il loro attacco finisce fuori. La Palafiom non sferra il colpo di grazia del set e San Pietro Vernotico ne approfitta per attaccare a ripetizione: due volte con successo, una volta fuori (21-18). Esito alterno anche per la Corvino: un attacco riuscito ed uno murato (22-19), ma stiamo concedendo troppo. Un altro muro della Palafiom finisce fuori, al pari di un’azione offensiva (22-20). Tocca soffri’. Fortunatamente le brindisine continuano a commettere errori in battuta, ma la solita Corvino tiene vivo il set (23-22). Mani fuori cercato da Michela e attacco sul nastro, con conseguente quarto tocco, delle ospiti (25-22).

La Palafiom ritrovata. Ritrovata e reinventata, ma sembra che mago Marcello abbia azzeccato tutto pure stasera.
Secondo set.
Il San Pietro Vernotico scuote subito secondo set: i pallonetti tornano ad essere fonte di problemi per la nostra difesa, mentre le brindisine hanno preso le misure alle fast di Clara. Primo tempo di Rossella (4-4).
Adesso è Silvia che replica colpo su colpo agli attacchi della Corvino (10-11). San Pietro aumenta il vantaggio approfittando di una pausa di Michela. Ma una palla vagante sulla rete viene scagliata con rabbia sul parquet dalla nostra schiacciatrice (12-14). Stiamo recuperando; le ospiti hanno difficoltà ad attaccare. Punti di Valentina e di Silvia (17-17) e perentoria “tripletta” di Clara (20-18).
Cambio nella Palafiom: esce Valentina, che si è adattata splendidamente al nuovo ruolo, ed entra Simona con la maglia numero 10.
Cifra insolita e soprattutto insolito colore di maglia. Ma quello che conta è aver recuperato anche questa ragazza. Appena entra in campo si passa le mani sul fondo delle scarpe; vuol dire che sta bene. Non chiedetemi in che ruolo stia giocando Simona perché stasera sto capendo meno del solito. Diciamo che gioca da “universale”. E non solo lei; abbiamo una squadra composta all’80% da “universali”. Ecco.
Clara trova un angolo non presidiato all’altezza del posto 5 avversario, ma immediata arriva la replica della De Bonis (21-20). Punto di Michela, doppia delle ospiti e attacco sul nastro della De Bonis (24-20). Quattro palle-set per la Palafiom, ma a Michela basta la prima: 25-20!
Terzo set.
Hanno fatto il loro ingresso in palestra le selezioni giovanili, che si affronteranno al termine della partita. Abbiamo la gradita visita del Massafra. Sull’1-2 c’è un mani fuori per il San Pietro Vernotico, contestato dalla Palafiom. Ufficialmente è 1-3, ma il segnapunti indica il pareggio: 2-2. Basta questo per scatenare una reazione furibonda da parte di un dirigente brindisino, sebbene il signor Leone abbia segnato il punteggio esatto sull’apposito registro. Il dirigente viene allontanato e si perde un altro colpo di scena: il primo punto realizzato dal nostro libero Roberta in bagher (2-3). Non si pretendeva tanto per essere certi che lo shock del tie-break di Putignano fosse superato, però prendiamolo come un segno: Roberta sta partecipando a pieno titolo alla riscossa della Palafiom. E un pallonetto in bagher è una bella soddisfazione che fa entrare il nostro libero nella storia della pallavolo moderna.

Impresa di Roberta a parte, però, stiamo sbagliando troppo (4-8). Muro di Rossella, punto di Silvia, ace di Valentina, altro muro e siamo di nuovo in parità: 10-10. Ancora il fondamentale del servizio ci offre un’opportunità per tentare la fuga: San Pietro Vernotico lo sbaglia, Clara ottiene il punto (14-12).
Interruzione dell’arbitro che fa allontanare verso la parete alcune spettatrici. Nel caso specifico si tratta delle giovani atlete dell’Eurobios Massafra. Ecco, vuoi vedere che adesso ci prendiamo una multa per colpa loro e del loro irrimediabile disprezzo per le regole...?
Siamo nuovamente in parità, ma Alessandra sta provando tutte le soluzioni offensive (16-16).

Ma anche le emozioni. Michela annulla la palla-set del San Pietro grazie ad un aiutino del nastro.
Muro di Clara ed abbiamo il terzo match-point (e in palio ci sono tre punti che pesano come l’acciaio), ma le brindisine attaccano efficacemente. Silvia manda nuovamente la palla fuori (28-29), primo tempo di Clara (29-29), buon attacco del San Pietro, da cui successivamente arriva un pallone che Michela lascia atterrare oltre la linea (30-30).
A quota 30 abbiamo esaurito i fogliettini del segnapunti. A quota 30 la Palafiom si blocca un’altra volta, come a Putignano. Ma qual è il problema? Nel contratto delle ragazze non è previsto lo straordinario? C’è lo zampino dei sindacati che cercano in questo modo di aggirare l’ASL pride?
Il San Pietro realizza i due punti necessari ad aggiudicarsi il set ed a riaprire la partita.
Quarto set.
Ci sono problemi di affollamento e decido di spostarmi in curva. Ma le foto continuano a venirmi una schifezza. Non è questo che conta.
Le due squadre si stanno affrontando in un duello all’ultimo (butt’ d’) sangue.
Iniziamo con un muro, uno dei tanti, ma le brindisine hanno trovato i ritmi giusti e passano a condurre 3-6. Se la squadra, per contratto, non gioca oltre il raggiungimento della soglia dei 30 punti, Michela tende a vivacizzare le partite concentrando i suoi colpi migliori nella seconda metà dei parziali. Per il momento attacca fuori (6-8). San Pietro Vernotico mantiene il vantaggio finché non arriva il turno in battuta di Rossella, che mette in difficoltà la ricezione avversaria ed agguanta il pareggio con un ace (12-12)! Bentornata, Rossella, ci sei mancata.
Valentina si è adattata perfettamente al ruolo di opposto e non sembra subire la pressione psicologica della posta in palio e delle responsabilità: prima tiene la Palafiom agganciata alle sanpietresi (13-13), poi schiaccia la palla del sorpasso (17-16). La doppia fischiata alle brindisine non è molto gradita dal numeroso pubblico ospite, ma noi avevamo notato, al contrario, un’eccessiva tolleranza per le irregolarità delle avversarie. Comunque sia, non mi pare che gli arbitri siano stati decisivi in questo incontro. Decisiva è la bravura delle nostre atlete, tanto più ammirevole se si tiene conto del valore delle brindisine, davvero ottime giocatrici anche loro.
I servizi della nostra Alessandra impediscono al San Pietro di attaccare e siamo 19-16. Ma con le sanpietresi è vietato illudersi in anticipo: due muri riaprono la partita (19-18). Perentoria schiacciata di Michela, replica delle ospiti e splendido punto di Silvia che vale oro (21-19).
Ma in squadra abbiamo un altro gioiello che in momenti come questo può risultare decisivo: Clara Clemente. Prima attacca di forza, poi realizza il più bel pallonetto della stagione: 24-20.
Il San Pietro Vernotico vuole andare sul sicuro per impedire alla Palafiom di vincere questa partita: Loredana Corvino prova a realizzare il 27^ punto personale e scarica tutta la sua potenza su Roberta che tiene in gioco un pallone dal quale l’Organizzazione Mondiale della Sanità avrebbe suggerito di scansarsi. Una volta, due volte, tre volte (sempre Roby!) e poi Clara mette a terra la palla della vittoria: 25-20.
Il nostro libero aveva qualche responsabilità nel finale del tie-break di Putignano; beh, se stasera abbiamo lasciato il San Pietro Vernotico a nove punti di distanza in classifica, il merito è anche suo.
Ma il merito è soprattutto di una squadra che questa sera è riuscita a entrare subito in partita, ha saputo soffrire, recuperare, amministrare ed ha tenuto i nervi saldi al momento giusto. Coach Marcello ha avuto il coraggio di rischiare soluzioni innovative contro un avversario che non era propriamente uno sparring-partner, ma che anzi dirà la sua sino alla fine nella lotta per la promozione.
Luana socializza con i tecnici massafresi giunti all’Alfieri per l’incontro delle giovanili. Come osa?
A proposito, il nuovo Massafra è sponsorizzato dall’Eurobios, una società di disinfestazione e derattizzazione. Adesso che la squadra sta giocando bene, mi chiedo: quale sarà il premio offerto dallo sponsor alle giocatrici massafresi in caso di salvezza? Un sacco della spazzatura? Un topo morto?
Risultati: Oria-Ceglie 3-0, Corsano-Tuglie 1-3, Ugento-Tempesta TA 3-0, San Giorgio-Putignano 3-1, Nardò-Trepuzzi 3-0, Torre S.Susanna-Lecce 0-3 a tavolino.
Classifica: Palafiom TA 43, Oria 41, Tuglie 40, San Pietro Vernotico 34, Ugento 30, Nardò 22, Lecce, Putignano e San Giorgio 21, Ceglie 17, Tempesta TA 16, Trepuzzi e Corsano 15, Torre Santa Susanna -6.
Sabato la Palafiom va a Ceglie (partita dura nonostante le apparenze), ma neanche l’Oria può distrarsi a Trepuzzi. Sfida ad alta tensione tra la Tempesta e il Corsano; chi perde è messa male.
NOTE:
(1) MAZZALI, S., Lo spogliatoio. Le dinamiche di gruppo nei giochi di squadra, Koala Libri, Reggio Emilia, 1995, pag. 92.
La foto del presidente Marco Urago è tratta da www.auslta.it.
Elogio delle palleggiatrici

Qualche giorno fa ho provato un’esperienza che oserei definire “mistica”. Durante l’allenamento, coach Marcello mi ha precettato incaricandomi di passargli i palloni che lui, a sua volta, lanciava alle palleggiatrici. Queste ultime dovevano effettuare delle alzate verso il posto due o il posto quattro, dove mi trovavo io. Una sorta di triangolazione. Le palleggiatrici in questione erano la nostra Alessandra e la non più nostra (formalmente) Marcella, provvisoriamente a Taranto per sostenere un esame all’università. Non so dove fosse Luana; forse stava studiando il regolamento per recuperare il tempo perduto negli anni scorsi...
Se le alzate di Marcella erano un’istigazione ad attaccare, quelle di Alessandra avevano qualcosa di magico. Tranne rare eccezioni, la percezione fisica era che la palla fosse attratta dalle mie mani in attesa. Io restavo fermo con le braccia tese verso l’alto e la palla scendeva, morbida morbida, esattamente tra le mie mani. Più o meno a incastro. Un’esperienza indescrivibile.
Se non si era già capito, devo confessare una cosa: il ruolo che preferisco in assoluto nella pallavolo è quello del palleggiatore. Mi piacciono i suoi movimenti, il suo essere sempre al centro dell’azione, la sua unicità, la sua agilità e l’eleganza dei gesti, le sue responsabilità nel decidere l’azione d’attacco anche in ragione del momento psicologico dei compagni. Un profano come me non riesce a vedere le eventuali imprecisioni quando non sono proprio vistose: se l’attaccante sbaglia, per me, è sempre colpa sua e non di chi gli ha passato una palla difficile. So che è sbagliato, ma dipende dalla mia scarsa competenza.

Con questo non sto dicendo che Alessandra sia scarsa ma a me sembra brava soltanto perché riveste quel ruolo, sia chiaro. Confrontata con tutte le altre palleggiatrici del campionato, credo che sia davvero la migliore. Ovviamente non faccio classifiche tra le ragazze della Palafiom, peraltro improponibili per la diversità dei ruoli.
Anche i miracoli del libero, i muri delle centrali, che spesso fanno la differenza, la potenza esplosiva delle schiacciate hanno il loro fascino, però a me piacciono di più i movimenti delle alzatrici.
E poi i secondi tocchi... Credo che prima o poi l’UNESCO introdurrà i secondi tocchi di Alessandra nella lista delle opere d’arte considerate patrimonio dell’umanità.
Dopo l’esperienza “mistica” della settimana scorsa, chissà se entro la fine dell’anno riuscirò a soddisfare altri desideri. Chessò? Sperimentare cosa si prova a ricevere una battuta al salto di Ivana o una schiacciata di Michela (magari prima mi tolgo gli occhiali e mi metto un’armatura), tentare di murare Clara (manco se ci provassi un milione di volte...), riuscire a rimanere sveglio durante una fast di Rossella...
Cercasi detective

La Palafiom cerca un osservatore volontario che visioni l’incontro di pallavolo Oria-Ceglie di sabato prossimo e faccia rapporto a coach Marcello.
Nel frattempo forse è stata davvero staccata la spina al Torre Santa Susanna. Sabato scorso le atlete brindisine non si sono presentate sul proprio terreno di gioco ed il San Giorgio ha vinto l’incontro a tavolino.
La Gazzetta del Mezzogiorno la racconta in un altro modo: “Si solleva finalmente la Players San Giorgio,
che non poteva più sbagliare. Sul campo del fanalino Torre S.Susanna, Della Queva e compagne hanno vinto facile (0-3).”
Beh, difficile sarebbe stato sbagliare contro una squadra che non si presenta neanche in campo...
Le ragazze brindisine, multate di 360 euro, scendono a -3 in classifica. Abbiamo, dunque, un primo verdetto di questo campionato: il Torre Santa Susanna è matematicamente fuori dai play-off.
Ritratti
SILVIA MASTANDREA
Opposto

Nata a Taranto, dove vive, 14 anni fa.
Segno zodiacale: Vergine.
Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? Assiduamente già a 6 anni.
Perché proprio la pallavolo? Mio fratello giocava a mini-volley nell’Orchidea Taranto e ho preteso di andarci anch’io.
Quando hai deciso di giocare da opposto? E’ una decisione assunta da coach Marcello quest’anno ma credo che sia ancora suscettibile di cambiamenti. L’anno scorso, nei campionati giovanili, ho variato in più ruoli, mentre nell’Orchidea giocavo come palleggiatrice. Marcello, però, mi ha detto che posso giocare in qualsiasi ruolo, tranne quello di palleggiatrice.
La tua carriera: Mini-volley e Under 14 nell’Orchidea Taranto; questo è il terzo anno nella Palafiom (il primo nella squadra di serie C), con cui ho disputato Under 14, Under 15, Under 16, 1^ e 2^ Divisione Giovanili.
Cos’altro fai nella vita? Il liceo classico.
I tuoi hobbies? Sempre e solo pallavolo.
L’ultimo libro che hai letto: Il Codice Da Vinci
L’ultimo film che hai visto: Alla ricerca della felicità.
Il tuo piatto preferito: I cannelloni!
Il viaggio dei tuoi sogni: Parigi.
La città in cui ti piacerebbe vivere: Venezia.
Sapresti elencare i tuoi principali pregi? Dovrebbero dirli gli altri.
...E i tuoi difetti? Sono piuttosto suscettibile. Anche un po’ acida, a volte, ma ne accorgo troppo tardi.
Il più bel complimento che hai ricevuto dal coach: Dopo due anni e mezzo di permanenza in questa società, solo due settimane fa ho ricevuto una “specie” di complimento: “Stai ricevendo meglio”; in riferimento alla partita Under 16 contro il Massafra vinta 3-0.
Il più bel ricordo della tua carriera: Taranto-Brindisi 2-1, selezioni provinciali, maggio 2006. E l’esperienza delle selezioni regionali, luglio 2006.
Il più amaro: Palafiom-Torricella 1-2, Under 14, sempre lo scorso anno.
Cosa ti piace della Palafiom? Tutto.
Cosa non ti piace? Nulla. E se pure ci fosse qualcosa, dovrei essere io ad adattarmi.
Hai esordito in serie C a Lecce: primo pallone toccato e punto della vittoria per la Palafiom. Come inizio non c’è male... Cosa hai provato entrando in campo e dopo aver schiacciato la palla-match? Ero molto concentrata perchè sentivo che Alessandra mi avrebbe alzato la palla. Poi ho fatto quello che bisognava fare. Aver chiuso la partita è stata una bella soddisfazione.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite? Tanti, però credo che sia più prudente tenerli riservati. Una cosa è certa: non mi farò più i capelli lisci il giorno della partita...
Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere? Tutto ciò che riguarda il bagher.
Giocatore o giocatrice che ammiri di più: Elisa Togut e Francesca Piccinini.
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera? Taranto-Brindisi 2-1, ribadisco.
E la partita che vorresti cancellare? Quella giocata a Torre Santa Susanna anche se abbiamo vinto. In quell’occasione ho sbagliato troppo. Comunque non mi accontento mai, trovo sempre il pelo nell’uovo.
Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo? E’ l’unico sport di squadra in cui non c’è contatto fisico con le avversarie, motivo per cui odio tutti gli altri sport di squadra.
C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce? Quando in una squadra non c’è abbastanza affiatamento tra le compagne, circostanza che non riguarda assolutamente la Palafiom.
Anche tua madre gioca a pallavolo. E’ prodiga di consigli? Non solo lei, ma anche mio padre, che ha giocato in passato. Mia madre, in realtà, mi fornisce soprattutto sostegno psicologico prima della partita. Consigli, poi, me ne danno anche mio fratello, che pure gioca, e ovviamente coach Marcello. Il guaio è non coincidono mai...
Aspettative per questa stagione: Ne ho due. La prima, ovviamente, non si può dire. La seconda è il titolo provinciale Under 16.
Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro: Correggere i miei difetti tecnici.
NOTE:
La foto di Luca Mastandrea è tratta da La Gazzetta del Mezzogiorno, ediz. di Taranto, di oggi (che culo!), 8 febbraio 2007, pag. 22.
Primati da difendere
Ogni tanto mi tolgo qualche curiosità. Quali sono, ad esempio, le foto più viste del mio blog?
Facciamo prima una precisazione: la classifica è condizionata da almeno due fattori. Il primo è “l’anzianità di esposizione”: ovviamente una foto pubblicata un mese fa è più vista di una foto pubblicata ieri. Il secondo è il fatto che Dada ogni tanto espone sul proprio sito, per qualche ora, foto prese a campione dai numerosi blog del portale. Quando gira una foto presa da Skanderblog è probabile che quella foto sia più vista di altre. Veramente non mi è chiaro cosa si intenda per “vista”: un accesso al blog mentre è esposta quella foto o proprio un clic sulla foto stessa? Buh.
Vediamo alcuni risultati. Tempo fa, in un commento, avevo annunciato con orgoglio che la foto di Silvia Buso (vestita) è stata vista 382 volte contro le 187 della Piccinini (assai poco vestita). Figuriamoci il distacco ad abiti invertiti...
Oggi, però, scopro che anche la foto del Torre Santa Susanna è stata vista più della Piccinini (343 volte). Non solo. Ai vertici della classifica c’è la foto dei cani dalmata giunti a Taranto per il funerale di Malcolm (578 volte).
Temo che l’autostima di Silvia possa subire un duro colpo: più popolare della Piccinini, sì, ma meno di quattro cani...
Concludo sulle foto, confermando – e ci mancherebbe altro - la mia disponibilità a copiare quelle che faccio durante le partite su un paio di cd a fine campionato perché possano girare ed essere acquisite da tutte le giocatrici interessate. Se invece volete subito foto che ho già pubblicato, basta chiedere e magari ve le mando via email (NB: però non scrivete il vostro indirizzo email sul blog altrimenti si decuplica lo spam a vostro danno).
Altra attività periodica è il Palafiom-surfing, che consiste nel cliccare i nomi di alcune giocatrici su Google per verificare la loro visibilità on line (nonché quella dello stesso blog). Grazie soprattutto alle interviste (e all’indicizzazione di Forzaragazze.it), questa visibilità si sta rafforzando.
Ma la cosa divertente adesso sono i giocatori o i tecnici di altre squadre. E’ bastato salutare sul blog Salvino Giacovelli (Athena Cisternino) o menzionare Valeria Spano (Tuglie) perché, digitando i loro nomi sul motore di ricerca, gli stessi balzassero al primo posto, superando omonimi citati in altri siti internet. Questo, per alcune settimane, è valso anche per il sindaco Gino Montanaro, più popolare in rete per Skanderblog piuttosto che per i siti di Ginosa, che però adesso hanno recuperato (noi, al momento, siamo quinti; ma fra un po’ lo rinomino così passiamo di nuovo avanti...).
Scrivendo su Google “Torre Santa Susanna Pallavolo”, Skanderblog è al primo posto; con “Tempesta pallavolo” siamo secondi.
Anche scrivendo “Federica Cutaia” o “Virginia Vuovolo” Skanderblog è al primo posto dei siti elencati da Google, fatto abbastanza sorprendente se consideriamo che le rispettive squadre (Azzurra Lecce e Valenzano) hanno propri siti internet. M’agghie stà attìnd’ a quidd’ ca scriv’... Meno male che ho parlato bene di entrambe (e come avrei potuto fare il contrario?), ma se navigano in rete anche il padre della Cuti e il marito della Vuovolo, io sono rovinato...
Beh, non posso nascondere un po’ di narcisistica soddisfazione nel veder crescere l’indicizzazione del blog (1089 contatti, peraltro, tra il 31 gennaio e il 6 febbraio), però non è questo il primato che ci interessa e che dobbiamo difendere.
Putignano-Palafiom Taranto 3-2

Sabato 3 febbraio 2007, ore 19.00.
La partita dell’emergenza. A parte Ivana, Simona e Rossella, registriamo l’indisponibilità di Valentina (febbre), di Sonia (stiramento) e di Désirée (ginocchio gonfio). Queste ultime due, al pari di Rossella, partecipano comunque alla trasferta, ma è solo per aumentare i millesimi necessari al raggiungimento del quorum. Michela è recuperata, ma non si è allenata e non ha potuto mangiare il brodino perché i suoi guai fisici attengono all’apparato intestinale (Marcello, proprio su questo blog, si era elegantemente limitato a dire che la schiacciatrice era out, senza scendere nei particolari). Una piccola soddisfazione per Michela è il raggiungimento del record mondiale di permanenza in bagno: due giorni consecutivi.
La soluzione per coprire il sesto posto in campo era la numero sette: arriva Renata da Roma, ma neanche lei si è allenata adeguatamente.
Anche tra i tifosi ci sono defezioni: il signor Moro è impegnato e questa, sul piano scaramantico, sarà un’assenza pesante.
Mentre Michela strappa un’altra pagina dallo stradario di Clara per analizzare il tragitto da Massafra a Putignano (il passaggio da Massafra avrà un’infausta conseguenza sull’esito della partita...) e fa un po’ di confusione tra destra e sinistra (ma non importa; anche Gianni Florido ogni tanto ha lo stesso problema), Marcello affronta ben altre difficoltà.

In un film del 1994, Speed, Keanu Reeves si ritrova a guidare un autobus su cui è stato innestato un congegno esplosivo: scendendo sotto una velocità di 50 miglia all’ora, il mezzo esploderebbe. Beh, più o meno la stessa cosa capita a Marcello, con l’unica differenza che Keanu Reeves ha i capelli neri.
Ignaro delle emozioni che si stanno vivendo sulla Opel del coach, faccio un giretto per le vie del centro di Putignano, pronta ad ospitare domenica la prima sfilata dei carri di questo carnevale. Visito la Chiesa Madre. In una cappella ci sono tre quadri di tale Andrea Miglionico: Moltiplicazione dei pani, Caduta della manna e Passaggio del Mar Rosso.
Primo set.
Si gioca. Alessandra è in regia, Silvietta opposto, Michela e Renata di banda, Silvia e Clara centrali, Roberta libero, il signor Mastandrea mi raggiunge sugli spalti.

A proposito, questo palazzetto mi piace e la distanza dal parquet è perfetta per le fotografie (peccato che lo scopro soltanto a casa dopo aver scaricato le immagini nel computer). In più la società distribuisce al pubblico il bollettino VolleyUispMania. Complimenti all’addetto stampa Annalisa Convertini.
Il Putignano, rispetto all’avvio del girone d’andata, è notevolmente cresciuto; sarebbe stato meglio affrontarlo con la squadra A. Ma abbiamo fiducia.
Le ragazze baresi partono bene (1-4), ma la Palafiom ha un break di sei punti, grazie anche a un muro, a un primo tempo di Silvia e ad una bella diagonale di Silvietta che finisce nell’angolino (7-4). Ricordo che convenzionalmente indico sempre prima i punti della Palafiom anche se giochiamo in trasferta. Renata offre il proprio contributo alla causa (11-6) e stiamo difendendo bene.
Ma Putignano reagisce e si riporta a ridosso delle tarantine (11-10). Addirittura effettuano il sorpasso quando Silvietta manda un pallone di poco fuori (11-12). Muro di Silvia e duplice attacco di Renata (15-12). E’ lei l’emblema del quadro della Chiesa Madre: la Moltiplicazione delle giocatrici...

Michela tiene avanti la Palafiom (17-16), poi Putignano ci regala una doppia (20-19). E’ una tradizione locale, ma, rispetto all’incontro di andata, la palleggiatrice è diventata più attenta.
Le azzurre difendono bene e possono attaccare con Renata, poi Putignano realizza un punto con un mani-fuori, ma spreca un secondo attacco spedendo il pallone fuori (22-20). Ace al momento giusto di Silvia, che sta giocando un parziale eccellente (23-20), replica del Putignano, ma prima Renata e poi Clara, con un pallonetto intelligente, chiudono il set (25-21).
Meglio di così non poteva andare. Diamone notizia alla famiglia Moro.
Secondo set.
La Palafiom adesso sembra l’automobile di Marcello: non scende sotto una certa velocità. Michela, liberatasi dei... pesi che l’hanno zavorrata in settimana, si libra come un falco sulla difesa avversaria. Renata e Clara fanno il resto: 6-0.
Putignano è una buona squadra, ma se soffre la difesa non riesce ad attaccare. Dopo il time-out, le baresi danno cenni di ripresa (7-4).
Renata mette la palla a terra e poi fa invasione (10-7), punto di Clara, buona difesa di Roberta ma Michela viene murata: il vantaggio si sta dissolvendo (12-10). Il nostro martello scova un varco nella difesa putignanese, poi colpisce di forza e realizza un punto anche Renata dopo un salvataggio difensivo di Silvietta (16-12).
Putignano sbaglia l’ennesimo servizio (17-13) in una fase delicata del set. Ecco, questa è la Caduta della manna...
Muro di Silvietta e secondo time-out Putignano. Questa volta l’interruzione serve a poco. Renata colpisce duro (20-13) e le diverse soluzioni offensive stanno facendo esaurire il libero barese, chiamata a fare gli straordinari.
Primo tempo di Clara (22-15), muro su Renata, che riesce comunque a passare subito dopo (23-17). Putignano non si è arresa, anzi adesso difende bene e sfrutta qualche errore di valutazione delle nostre retrovie (23-21). Il set si è riaperto, ma arriva un regalo delle atlete baresi: una doppia pesante, che spiana la strada al secondo successo parziale della Palafiom (25-21).
Terzo set.
Beh, la moltiplicazione delle giocatrici c’è stata, un po’ di manna dal cielo pure; adesso bisogna attraversare il Mar Rosso: vincere l’ultimo set lasciando che le acque del mare si richiudano alle nostre spalle per separarci definitivamente dal Putignano.
Si inizia con un fallo di posizione. Michela e Renata continuano ad attaccare (5-5), ma adesso in fase offensiva commettiamo qualche errore di troppo (6-8) e il muro è un fondamentale che regala soddisfazioni al Putignano (7-11), contrariamente al servizio (11-13). Silvietta spedisce un pallone dove la difesa locale non può arrivare (12-14), ma le baresi stanno migliorando le proprie percentuali offensive e prendono il largo (13-17).
A proposito di percentuali, il Putignano è la squadra tecnologicamente più evoluta del campionato: a parte il bollettino, a parte l’allenatore con gli auricolari, c’è anche un’addetta che annota gli scout in tempo reale su un computer. E periodicamente aggiorna il coach. La Palafiom corre ai ripari spedendo Désirée nei pressi del computer allo scopo di guardare brutto l’addetta alle statistiche.

Stiamo sbagliando troppo, ma d’altra parte la stanchezza inizia ad insidiare chi non ha avuto la possibilità di allenarsi a dovere. Anzi, Michela e Renata, che segna il punto del 14-18, meritano una medaglia al valore.
Altro fallo di posizione (16-21) e reazione di Silvia che schiaccia un primo tempo (18-21). A questo punto sale in cattedra Angela Abbracciavento, che mette a terra due punti d’oro, compresa una bella diagonale (18-23). Michela non si arrende (19-24), ma poi il nostro muro non riesce a spedire il pallone dall’altra parte e un attacco di Michela termina di poco fuori (19-25). Di poco dentro, secondo coach Marcello.
Quarto set.
Putignano ha ritrovato coraggio ed anche il pubblico si sta riscaldando. Purtroppo tra i tifosi c’è anche qualche maleducato che prende di punta alcune azzurre.
Il set sembra equilibrato. La Abbracciavento non si ferma più, ma anche Michela, su cui le provocazioni del pubblico hanno un effetto incentivante, gioca ad alti livelli. Siamo 6-6. Renata tira sul nastro (6-8), ma anche alla Frascati non riesce il pallonetto. Michela tiene in corsa la squadra, mentre Boom Boom Spaccalegna è in fase discendente.
Guizzo di Putignano (12-15), ma Silvia, Renata ed una doppia delle locali ristabiliscono la parità (16-16). Confusione nella nostra difesa e doppio attacco di Michela, sulle cui spalle si sta adesso reggendo tutto l’attacco della Palafiom (20-19). Adesso è un testa e testa: sorpasso del Putignano (20-21), primo tempo di Silvia, bomba di Michela (22-21), muro fuori della Palafiom e mani fuori cercato da Michela (23-22).
Renata offre alle azzurre un primo match-point (24-23), ma la numero 11 del Putignano l’annulla. Primo tempo di Clara e secondo match-point per Taranto (25-24). Silvietta è in battuta; le sue mani non tremano, ma purtroppo non tremano neanche quelle dell’Abbracciavento quando butta giù un primo tempo imprendibile.
Terzo match-point per la Palafiom (26-25), ma Clara viene murata.
Ace dell’Abbracciavento con un pallone flottante che sorprende la nostra difesa e primo set-point per Putignano (26-27). Lo annulla Michela (27-27).
Ragazzi, quante emozioni! La febbre di Valentina, che segue da casa l’evolversi del match, è salita a 43,5.
Punto Putignano e risposta di Michela che mira alle mani del muro avversario (28-28). Terzo set-point per Putignano ed è ancora Michela ad annullarlo! Non ho parole per definire la bravura e il carattere di questa ragazza.
Attenzione: attacco di Silvietta che colpisce in volto Stella Frascati. L’impatto è talmente violento che la palla rimbalza sul soffitto. Purtroppo l’opposto putignanese è costretta alle cure mediche. E questo ci dispiace. Ma la Palafiom può giocarsi la quarta palla del match (30-29). E questo ci fa piacere. Diagonale della numero 11 da posto quattro (30-30), muro del Putignano (30-31) e nuovo attacco del martello locale (30-32).
Putignano ha vinto il quarto set facendo esplodere la gioia del palazzetto.
Peccato. Però è stato bello.
Tie-break.
Mani fuori del Putignano ed ennesimo fallo di posizione della Palafiom (0-2). Quando mai siamo incappati in questi errori? Ecco cosa succede a passare da Massafra...

Michela non ha perso la sua carica agonistica (1-2), ma adesso il Putignano sta difendendo bene. Noi no (1-4). Dev’essere colpa di quel maledetto computer. Désirée, fai qualcosa! Le occhiatacce non bastano; stacca proprio la spina!
Anche senza computer, Alessandra comprende che conviene puntare su Michela. Renata appare stanca e Silvietta non è stata brillante stasera. Troppa pressione; il suo talento è stato centellinato. Michela tira fuori (1-5), poi dentro, poi ancora dentro e poi viene murata (3-6). Le centrali ci sono. Primo tempo di Silvia (4-6) e due errori consecutivi del Putignano in attacco. Parità (6-6).
Rossella Campanella spezza l’assedio dei servizi efficaci di Michela, che stavano impedendo alle locali di attaccare decentemente, e si va al cambio campo sul 6-8 per Putignano.
Sussulto di Renata e muro perentorio di Clara. Sussultiamo anche noi, sebbene la terza bombola della trombetta stia esalando gli ultimi respiri.
Ancora un primo tempo di Clara (9-9) !
Ace di Silvietta (10-9) !!
Secondo tocco di Alessandra (11-9) !!!
Già normalmente i secondi tocchi mi esaltano, ma fatto in un momento così... Adesso scendo sul parquet e le do un bacetto davanti a tutti.
Putignano chiama il time-out; scommetto che adesso il coach barese leggerà le statistiche. Le atlete locali si riportano subito in parità sfruttando un mani fuori (11-11).
Poi succede qualcosa.
“Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire”. [1]
Tre servizi consecutivi del Putignano mettono in difficoltà la nostra ricezione. Sarà l’effetto. Saranno gli spifferi di vento che entrano nel palazzetto. Sarà il buco nell’ozono. Sarà colpa dell’11 settembre. Roberta, comunque, non c’entra niente, anche se, per sicurezza, al quarto servizio si precipitano sul pallone anche le atlete della panchina.
Punto di Clara (12-14), ma Putignano ha ancora due palle-match. La prima viene annullata su disposizione dell’arbitro per motivi che mi sfuggono. La seconda, ahimé, va a segno.
Putignano ha vinto la partita, una bella partita bisogna dire, e la Palafiom torna a casa con un punticino. Contrariamente alla trasferta di San Giorgio-Pulsano, le attenuanti ci sono visto che abbiamo giocato in condizioni molto particolari. In ogni caso le ragazze hanno messo il cuore. Brave comunque. E complimenti al Putignano capace di rimontare dallo 0-2 al 3-2.
Sul piano della superstizione molte cose sono andate storte per la Palafiom, mentre il Putignano ha preferito puntare sulle certezze: una coccinella stampata sui pantaloncini non dev’essere stata priva di influssi. Coccinella e culo: due simboli di buona sorte. E allora ditelo... Mancava solo un quadrifoglio sulla chiappa destra.
Nonostante fosse la più beccata dal pubblico, Michela, che in passato ha giocato da queste parti, ha conservato anche tanti amici che a fine partita vanno a salutarla. Calorosamente. Troppo calorosamente. E’ un po’ di tempo che la nostra schiacciatrice, ovunque giochi, riceve proposte d’ingaggio. Speriamo solo d’ingaggio...
Fuori piove e grandina. Quando perde la Palafiom, gli dei della pallavolo scatenano sempre la furia degli elementi.
Vediamo i risultati. Chissà? Magari la Tempesta ci ha fatto un regalino.
Col c...o che ci fanno regalini. Oria è passata sul terreno del Maria Pia (1-3) e verrebbe quasi voglia di perdere col Ceglie apposta per fare un dispetto. Tuglie ha superato Ugento (3-1), San Pietro Vernotico ha travolto Nardò (3-0), Ceglie-Trepuzzi 3-1, Torre Santa Susanna-San Giorgio 0-3, Lecce-Corsano 3-1.
Classifica: Palafiom Taranto 40, Oria 38, Tuglie 37, San Pietro Vernotico 34, Ugento 27, Putignano 21, Nardò 19, Lecce e San Giorgio 18, Ceglie 17, Tempesta Taranto 16, Trepuzzi e Corsano 15, Torre Santa Susanna 0.
NOTE:
(1) COELHO, P., L’alchimista, Bompiani, Milano, 1995 (2^ ed.), pag. 157.
Selezione del personale

Ieri ci siamo chiesti quali giocatrici sarebbero scese sul parquet a Putignano. Oggi poniamoci una domanda ancora più inquietante: esaurite le under 18 e le under 16, chi siederà in panchina...?

Chi giocherà a Putignano?

Con chi giocherà la Palafiom sabato prossimo a Putignano? Riepiloghiamo: Ivana, Simona e Rossella sono ko da tempo; Sonia ha uno stiramento; Valentina ha la febbre; Désirée ha il ginocchio gonfio.
Teoricamente dovrebbero giocare: Alessandra (palleggiatrice), Silvietta (opposto), Clara e Silvia (centrali), Michela (schiacciatrice) e Roberta (libero). Manca la seconda schiacciatrice.
Elenchiamo tutte le possibili strategie di emergenza:
1) gioca Valentina Macripò;
2) gioca la misteriosa ragazzina prodigio del ’93;
3) gioca Mary; 
4) gioca Mila;
5) una delle infortunate si riprende in extremis;
6) Don Bosco, nuovo santo protettore di Marcello, fa un miracolo e guariscono tutte;
7) Renata riprende l’aereo da Roma;
8) si gioca in cinque;
9) magari il parquet si allaga e non si gioca proprio;
10) giochiamo senza libero e Roberta fa la schiacciatrice;
11) un’agenzia di lavoro interinale ci presta Laura Albino;
12) gioca Luana, con due palleggiatrici confondiamo le avversarie e Marcello entra nella storia del volley come allenatore più creativo di tutti i tempi (più del mago di Turi);
13) gioca Marcello con i capelli di Paoletta spacciandosi per giocatrice;
14) cloniamo Michela.





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