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Palafiom Taranto-Azzurra Lecce 3-1

di skanderbeg69 (28/01/2007 - 16:33)

Sabato 27 gennaio 2007, ore 17.00.

Seconda partita consecutiva in casa per la Palafiom ed avvio del girone di ritorno. Da una discreta posizione di classifica.

All’”Alfieri” arriva l’Azzurra Lecce, squadra imprevedibile, capace di battere Oria e di far soffrire Ugento, ma anche di perdere a Corsano e con il Nardò tra le mura amiche.

 Lo “sfigometro” della Palafiom rileva l’ennesimo infortunio: Sonia è stata vittima di uno stiramento giovedì scorso (questa, almeno, è la versione ufficiale...), mentre Alessandra viene centrata in volto da una pallonata durante il riscaldamento. In compenso, i tempi di recupero di Rossella sembrano meno preoccupanti di quanto si temesse. Ancora una volta, dunque, le baby d’oro Valentina e Silvietta sono chiamate a servire la patria.

Primo set.

La Palafiom fatica ad entrare in partita e Lecce realizza i primi tre punti dell’incontro. Silvietta dimostra subito che l’emozione di giocare in prima squadra ormai è messa alle spalle (2-3), anzi forse non c’è mai stata visto il suo epico esordio proprio nella palestra leccese di via Bari, ma le tarantine hanno difficoltà a superare il muro salentino (4-8). Alcuni errori in attacco delle ospiti tengono in corsa la Palafiom, che con un muro di Silvietta e un perentorio primo tempo di Clara agguanta il pareggio (9-9).

    Lungolinea della capitana leccese Fefa Rampino e attacco sulla rete delle tarantine (10-12). Bene le nostre centrali. Ace di Clara e finalmente le padrone di casa passano in vantaggio: 13-12. Il fondamentale del servizio sarà un’arma sfruttata soprattutto dalla Palafiom, ma in attacco abbiamo percentuali insoddisfacenti e l’Azzurra torna in vantaggio. Attacco fuori delle salentine (è coach Marcello a urlare di non toccare la palla) e bella diagonale di Michela: siamo 16-14, grazie anche ai servizi tesi di Silvietta.

Il padre del nostro giovane opposto è diviso tra più fronti: osserva la prestazione della figlia e si tiene in contatto con la moglie: “Siete arrivati? Avete iniziato il riscaldamento? A che ora pensi di calare la pasta stasera?”. Non so se gli esiti delle partite influenzino anche il clima familiare. Se moglie e figlia vincono, tutti contenti. Se una vince e l’altra perde, l’atmosfera può ancora essere sopportabile. Ma se perdono entrambe, non vorrei essere nei panni del signor Mastandrea...

Un attacco di Michela induce l’allenatore ospite a fermare il tempo. Il time-out è proficuo perché Lecce si riporta subito in parità: Silvia ha scagliato il pallone verso il quadro svedese e Michela è stata murata. Sul 17-18 per le leccesi è Marcello che tenta la strada di un time-out autoconvocato, ma l’arbitro non è molto d’accordo ed impone la sua autorità. Poi il time-out si può fare.

Si lotta punto su punto in questo set estremamente equilibrato. Muro di Silvia e bomba di Valentina, che finalmente mette un pallone a terra. E’ entrata in partita la piccina. Forse durante la settimana ha l’abitudine di fare la pennichella e la partita del sabato le crea qualche scompenso. Bisogna prendere in considerazione l’ipotesi di iniziare a giocare alle 17.30.

Cambio nel Lecce: entra Federica Cutaia, che rispetto alla partita di andata è cresciuta di altri 30 centimetri, ed è la svolta decisiva del set.

 Un pallone giocato dalle leccesi sfiora il soffitto e passa giusto in mezzo a due rientranze prima di essere schiacciato, poi tocca il nastro e finisce dentro il campo delle padrone di casa (20-21). Un classico punto-culo. Forse la fortuna ha iniziato a sorridere all’Azzurra, come auspicava il ds Antonio prima dell’avvio del match. Clara (primo tempo) e Michela (attacco) non ci stanno (22-21), ma i capovolgimenti di fronte si susseguono: muro ed attacco delle leccesi intervallati da un insolito errore del nostro martello, che di norma, quando la palla scotta, sa come spingerla nel campo avversario (22-24). Silvia annulla una palla-set, ma Clara sbaglia il servizio (25-25). La Palafiom può attaccare e Silvietta chiama il passaggio di Alessandra, con più delicatezza rispetto alle minacce in stile mafioso del match-point della partita d’andata, ma l’esito purtroppo è differente: 25-26. L’Azzurra non ha le vertigini e sfrutta al meglio l’opportunità di attaccare: 25-27.

Il primo set è delle leccesi.

Secondo set.

Sembra la fotocopia della partita d’andata: la Palafiom ci mette un set per entrare in partita e il dottor Jekyll salentino, come spesso avviene in questo campionato, si trasforma in Mister Hyde.

E’ Clara che prende per mano la squadra in questa fase dell’incontro: attacco, muro e siamo sul 5-2. Lecce adesso è distratta in difesa ed imprecisa in attacco. E la battuta della Palafiom fa male. E’ Valentina, in particolare, che sta forzando il servizio con successo (10-3). Ci ha messo un po’ di tempo per entrare in partita, ma adesso non la ferma più nessuno. Le salentine non riescono più ad attaccare, cosa che invece continuano a fare efficacemente Michela e Clara (14-3). Tocco magico di Alessandra. Brava, almeno una volta a partita devi farlo. Michela aumenta il vantaggio di un set ormai segnato (17-4).

    Entra la watussa leccese: bel servizio, bella ricezione, bella lei. Ma non basta (18-7).

Scambio di battute e di sguardi tra Ivana, l’arbitra e Pino Moro: “Perché mi guarda?” “Non guardo” “Guardo lei che guarda lei che guarda me...”

Oltre a contestare vivacemente il direttore di gara, Ivana vorrebbe anche accantonare “il galateo della trombetta”, ma riesco a resistere.

L’Azzurra Lecce sostituisce la palleggiatrice: l’ingegner Di Coste cede il posto alla Santantonio ed ha così modo in panchina di revisionare i progetti di costruzione del gioco, che in questo set è risultato difficoltoso. Punto di Clara, dominatrice del set (19-7), ma il finale è tutto di Valentina. Dopo un riuscito pallonetto dell’alzatrice leccese (a parte questo, comunque, Roberta se l’è cavata bene anche stasera), il nostro giovane martello segna tre punti pesanti con schiacciate devastanti e il set si chiude 25-11.

Terzo set.

        La squadra leccese ha caratteristiche particolari: durante gli intervalli si siedono sul parquet attorno al coach come fanno i boy-scout ai fuochi di bivacco. Ancora più strana è la posizione assunta da alcune giocatrici in fase di ricezione: accosciate, praticamente a contatto con il parquet. Una specie di posizione yoga.

Si riprende a giocare. Rotto il ghiaccio nel secondo set, Valentina continua a picchiare forte anche nel terzo, ma sull’altro fronte non scherza neanche la Rampino (5-6). Intanto cresce anche Michela (6-6).

Valentina continua a servire in modo splendido e realizza anche un ace (8-6)! Marcello le dice di calmarsi, ma la piccina non riesce più a dosare la forza e il servizio finito in viale Magna Grecia suscita una certa irritazione nel coach. Altro secondo tocco di Alessandra e duello a rete tra Michela e la Carbone, vinto questa volta dalla centrale leccese (12-9). Primo tempo di Silvia, ma l’Azzurra sfrutta un mani-fuori e alcuni errori tarantini in fase d’attacco (13-13).

    Si lotta punto a punto. Ace di Silvietta, ma questa volta le maggiori responsabilità pesano sulla coscienza della difesa leccese, un po’ addormentata. Un ace lo avrebbe fatto anche Valentina, ma l’arbitro vede il pallone fuori. La reazione di Ivana rischia di farci avere la prima multa del campionato.

Peraltro, a nostro avviso, l’arbitra ha fatto qualche errore di valutazione tollerando qualche irregolarità di troppo, ma sembra una ragazza simpatica. Non se la tira. Il neoliberismo della signorina è bilanciato dal secondo arbitro, che invece ha tirato le recchie a Marcello per il time-out autoconvocato, alle leccesi per le sostituzioni autogestite e al cameraman che si avvicinava troppo.

 
    Comunque siamo ancora in vantaggio (20-18). Una doppia delle salentine e un primo tempo di Silvia, avvicinano la Palafiom alla conquista di questo parziale (22-19). Lecce prima recupera (22-22) poi si blocca all’improvviso e consente a Valentina di colpire nuovamente avvicinando la chiusura del set (25-22).

Quarto set.

Parte bene la Palafiom (3-0) e Clara si erge a sovrana incontrastata della rete (6-2). Michela perfeziona la sua percentuale di attacchi positivi prima di uno scambio spettacolare che dura una cinquantina di minuti e che viene concluso con un pallone fuori campo di Federica Cutaia (9-3). Con quegli occhi le si può perdonare qualunque errore, ma il coach non è altrettanto romantico e la sostituisce all’istante. Così se la tiene vicina in panchina; chiamalo fesso.

Ottima diagonale della Carbone e pronta replica di Michela. La ricezione della Caracciolo in questa fase è piuttosto creativa, mentre Valentina deve proprio aver esagerato con gli spinaci perché alterna colpi perfetti ad attacchi fuori misura (12-6). Alcuni scambi risultano piuttosto spettacolari: la Palafiom vuole chiudere la pratica, ma l’Azzurra non ci sta a tornare a casa senza punti.

 La capitana Fefa, peraltro poco aiutata dai servizi delle compagne, trascina la squadra con attacchi determinati (13-9), ma Clara ed ulteriori distrazioni difensive delle salentine impediscono ogni tentativo di rimonta. Un mio vicino leccese sta bestemmiando come un turco.

A proposito, l’Azzurra, più che da tifosi, sembra essere circondata da una serie di tecnici sparsi ai quattro angoli del campo che gridano consigli tattici estremamente dettagliati alle atlete. E sempre fra il pubblico il signor Certa nota l’uomo misterioso che si aggirava anche a San Giorgio e Pulsano con la valigetta. Ma questa volta non siamo impreparati: i gesti scaramantici del padre della nostra palleggiatrice proteggono la Palafiom. Anche la stessa palleggiatrice protegge la Palafiom, con la sua bravura.

Pallonetto di Clara (17-10) e doppia fischiata alle leccesi e contestata dalla capitana Fefa. Nessuna discussione, invece, sull’ennesima bomba di Michela da posto 4. La nostra schiacciatrice in questo set è stata semplicemente straordinaria e nella fase finale della partita dà sfogo a tutto il suo talento. Entra Désirée, che si fa trovare preparata in attacco, ma l’Azzurra rintuzza i suoi colpi. Bel punto di Silvia da seconda linea e poi fa tutto Michela: tre punti irresistibili e per la Palafiom è vittoria (25-12).

 

 Al termine dell’incontro, riusciamo a scoprire il vero motivo che ha tenuto in panca il nostro opposto titolare. L’ecografia non lascia dubbi: Anderson, oltre a trascinare la Prisma verso il sesto posto con le sue schiacciate, ha anche trascinato i propri spermatozoi nel punto giusto.

Al termine della partita, alcune riserve dell’Azzurra sono andate a fare la spesa all’adiacente mercato di via Lucania. Parlano testualmente di “spesa dietetica”, ma sta di fatto che, da quando seguo la pallavolo femminile, non sento parlare d’altro che di cibo.

“Il tuo piatto preferito?” – chiedo nelle interviste.

“Tutto!” – rispondono le atlete della Palafiom, ma dal testo scritto i lettori non possono evincere l’espressione bramosa e famelica che accompagna la parola.

            “Il tuo hobby?”

“Mangiareeee...!”

Come si festeggiano gli esordi in campionato? Con i pasticcini.

Se la Palafiom giocasse a basket ed affrontasse il CRAS Pasta Ambra, i pacchi di pasta regalati da Summerton & compagne se li mangerebbero all’istante sul parquet.

Detto questo, diamo un’occhiata ai risultati. Oria-Putignano 3-0, San Giorgio-Tuglie 1-3 (non facciamo commenti perseguibili a querela...), Ugento-San Pietro Vernotico 2-3, Trepuzzi-Tempesta Taranto 3-0, Corsano-Torre Santa Susanna 3-0, Nardò-Ceglie 2-3.

Classifica: Palafiom Taranto 39, Oria 35, Tuglie 34, San Pietro Vernotico 31, Ugento 27, Putignano e Nardò 19, Tempesta Taranto 16, Trepuzzi, Lecce, San Giorgio, Corsano 15, Ceglie 14, Torre Santa Susanna 0.

Sabato prossimo si va a far visita al Putignano, avversario estremamente insidioso.

 

NOTA

Per la cronaca, non è vero che Sonia è incinta.

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