Torre Santa Susanna, non si può staccare la spina

Zero vittorie e 13 sconfitte, zero punti fatti, zero set vinti e 39 persi, una media punti per set ferma a quota 13,8. Queste sono le cifre del Torre Santa Susanna, ultimo in classifica a 12 punti dai play-out e a 16 dalla salvezza.
Ma le speranze sono ormai ridotte al lumicino e per questo la squadra brindisina ha chiesto alla FIPAV di interrompere il campionato: troppa sofferenza; proseguire in queste condizioni è "accanimento agonistico".
Tuttavia non ci sono precedenti di eutanasia sportiva e nell’attuale vuoto legislativo si accavallano prese di posizione contrastanti.
Marco Pannella chiede che il Torre Santa Susanna veda riconosciuto il diritto ad interrompere un trattamento che ormai appare disumanizzante e che espone le giocatrici ad inutili sofferenze di sabato in sabato. E’ già stato presentato un ricorso alla FIPAV cogliendo l’occasione della conclusione del girone d’andata. In questo modo ogni squadra avrebbe giocato una sola partita contro le brindisine e rinuncerebbe alla seconda. Ma i tempi sembrano troppo ristretti per una decisione ponderata e corretta sotto il profilo della legalità.
La Conferenza Episcopale Italiana si è già espressa negativamente: lo sport è un dono che va vissuto fino in fondo. La dignità del campionato sta in tutti gli istanti, dal primo all’ultimo, indipendemente dai risultati.
Un punto di vista che è stato aspramente criticato dai Radicali: esisterebbe, a loro dire, un vero e proprio diritto a non giocare; nessuna società può essere costretta a proseguire un campionato contro la propria volontà.
Il ministro dello Sport, Giovanna Melandri, è intenzionato a far visita alla squadra del Torre Santa Susanna per capire se sussistano ancora motivazioni a giocare. “Nessuno – ha detto il ministro – deve sentirsi abbandonato in queste condizioni. Io sono comunque convinta che tra le atlete prevarrà la voglia di andare avanti”.
Si registra, inoltre, l’immancabile parere di un consigliere regionale, Pietro Lospinuso: “La colpa è tutta di Urago. Il Torre Santa Susanna non è stato assistito con cure adeguate. La ASL sta andando a rotoli”.
Pronta la replica del direttore generale: “Che cavolo c’entra il Torre Santa Susanna con la mia ASL? Al massimo la competenza è dell’ASL di Brindisi...”





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