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di skanderbeg69 (31/01/2007 - 15:15)

DéSIRéE FIORE

Schiacciatrice

Nata a Taranto 14 anni fa, vive a Leporano.

Segno zodiacale: Gemelli.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? Tre anni fa.

Perché proprio la pallavolo? Inizialmente è stato un suggerimento medico; dovevo fare riabilitazione ad una mano. Poi è subentrata la passione.

Quando hai deciso di giocare da schiacciatrice? Veramente il mio ruolo è ancora indefinito; in passato ho giocato anche da centrale.

La tua carriera: Sono cresciuta nella Palafiom, con cui sto disputando anche i campionati Under 16 e Under 18. L’anno scorso ho giocato anche nell’Under 14.

Quando hai saputo che saresti stata aggregata alla 1^ squadra per questa stagione? Te l’aspettavi? Poco prima dell’inizio di questo campionato. E’ stata una sorpresa: inattesa e gradita.

Cos’altro fai nella vita? Studio al “Pitagora”, istituto tecnico commerciale.

I tuoi hobbies? Mangiare...

L’ultimo libro che hai letto: L’amico ritrovato di Fred Uhlman. Imposto dalla scuola.

L’ultimo film che hai visto: Olè

Il tuo piatto preferito: Tutto ciò che è commestibile. In particolare, però, prediligo la parmigiana di mia nonna.

Il viaggio dei tuoi sogni: Mi piacerebbe fare una bella crociera.

Beh, c’è in gioco il premio dello sponsor. La città in cui ti piacerebbe vivere: Mi piacerebbe visitare Parigi.

Sapresti elencare i tuoi principali pregi? No.

...E i tuoi difetti? Tanti; meglio non specificarli.

Il più bel complimento che hai ricevuto dal coach: Stai saltando di più a rete.


Il più bel ricordo della tua carriera: I campionati provinciali Under 14 dell’anno scorso, tutta la stagione.

Il più amaro: La sconfitta contro il Torricella, sempre l’anno scorso.

Cosa ti piace della Palafiom? Tutto. L’elenco sarebbe troppo lungo.

Cosa non ti piace? La palestra della scuola “Alfieri”.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite? Durante la partita metto la molla sotto la coscia destra. Fino adesso è andata bene; se, però, non dovesse funzionare, cambierei posizione.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere? Il bagher e l’attacco.

Giocatore o giocatrice che ammiri di più: Francesca Piccinini e mio fratello Alessio, che gioca a Squinzano in B1.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera? La vittoria per 3-0 sul Corsano, che ha segnato il mio esordio nella prima squadra. Non me l’aspettavo e sono stata molto felice.

E la partita che vorresti cancellare? La già citata sconfitta con il Torricella a Monteiasi.

Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo? Molte cose: l’atmosfera, l’emozione che precede una partita, il gioco, il rapporto con le compagne di squadra...

C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce? Direi di no.

I tuoi genitori sono contenti o temono che la pallavolo possa distrarti dallo studio? Sono contenti, anche perché cerco di conciliare lo sport e lo studio.

Ti alleni, fai le trasferte, spendi lo stesso tempo in palestra delle titolari eppure sino a questo momento hai giocato soltanto tre spezzoni di partita. Tanta fatica per niente...? Non credo proprio. A parte il fatto che mi piace questo ambiente e questa squadra, io credo che questa stagione sia comunque molto importante per me. E’ un’esperienza preziosa. E poi ritengo che un po’ di gavetta renda anche più forti.

Come ti trattano le compagne di squadra più grandi? Bene. Non soltanto me, ma tutte le ragazze provenienti dalle giovanili. Ci offrono molti consigli, soprattutto Clara che ha una grande capacità di sopportazione nei miei riguardi...

Aspettative per questa stagione: ... (Questa risposta è censurata perché Désirée ha affiancato una lettera ed una cifra innominabili).

Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro: Sono legati in particolare ai progressi che vorrei compiere come giocatrice.


NOTA:

La foto di Alessio Fiore è tratta dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 22 gennaio 2006.

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San Giorgio ha un nuovo palazzetto

di skanderbeg69 (31/01/2007 - 15:00)

    A San Giorgio Jonico sta per essere inaugurato un nuovo palazzetto dello sport. Dopo 25 anni di lavori e di interruzioni, è finalmente pronta la nuova struttura di zona Tagghiate. Capienza di 1.500 posti, due piscine, servizi, il palazzetto che sarà inaugurato alla presenza di numerose autorità il 10 febbraio prossimo, dovrebbe essere un gioiellino.

Tutte le squadre del girone B possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. La data dell’inaugurazione era inizialmente prevista per il 3 febbraio, ma c’è stato un piccolo slittamento. Speriamo che sia l’ultima cosa a slittare a San Giorgio dopo tante scivolate sul vecchio parquet della scuola “Maria Pia”...

 

NOTA

La foto dell’articolo è tratta dalla Gazzetta del Mezzogiorno, ediz. di Taranto, 14 gennaio 2007, pag. 7.

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Palafiom Taranto-Azzurra Lecce 3-1

di skanderbeg69 (28/01/2007 - 16:33)

Sabato 27 gennaio 2007, ore 17.00.

Seconda partita consecutiva in casa per la Palafiom ed avvio del girone di ritorno. Da una discreta posizione di classifica.

All’”Alfieri” arriva l’Azzurra Lecce, squadra imprevedibile, capace di battere Oria e di far soffrire Ugento, ma anche di perdere a Corsano e con il Nardò tra le mura amiche.

 Lo “sfigometro” della Palafiom rileva l’ennesimo infortunio: Sonia è stata vittima di uno stiramento giovedì scorso (questa, almeno, è la versione ufficiale...), mentre Alessandra viene centrata in volto da una pallonata durante il riscaldamento. In compenso, i tempi di recupero di Rossella sembrano meno preoccupanti di quanto si temesse. Ancora una volta, dunque, le baby d’oro Valentina e Silvietta sono chiamate a servire la patria.

Primo set.

La Palafiom fatica ad entrare in partita e Lecce realizza i primi tre punti dell’incontro. Silvietta dimostra subito che l’emozione di giocare in prima squadra ormai è messa alle spalle (2-3), anzi forse non c’è mai stata visto il suo epico esordio proprio nella palestra leccese di via Bari, ma le tarantine hanno difficoltà a superare il muro salentino (4-8). Alcuni errori in attacco delle ospiti tengono in corsa la Palafiom, che con un muro di Silvietta e un perentorio primo tempo di Clara agguanta il pareggio (9-9).

    Lungolinea della capitana leccese Fefa Rampino e attacco sulla rete delle tarantine (10-12). Bene le nostre centrali. Ace di Clara e finalmente le padrone di casa passano in vantaggio: 13-12. Il fondamentale del servizio sarà un’arma sfruttata soprattutto dalla Palafiom, ma in attacco abbiamo percentuali insoddisfacenti e l’Azzurra torna in vantaggio. Attacco fuori delle salentine (è coach Marcello a urlare di non toccare la palla) e bella diagonale di Michela: siamo 16-14, grazie anche ai servizi tesi di Silvietta.

Il padre del nostro giovane opposto è diviso tra più fronti: osserva la prestazione della figlia e si tiene in contatto con la moglie: “Siete arrivati? Avete iniziato il riscaldamento? A che ora pensi di calare la pasta stasera?”. Non so se gli esiti delle partite influenzino anche il clima familiare. Se moglie e figlia vincono, tutti contenti. Se una vince e l’altra perde, l’atmosfera può ancora essere sopportabile. Ma se perdono entrambe, non vorrei essere nei panni del signor Mastandrea...

Un attacco di Michela induce l’allenatore ospite a fermare il tempo. Il time-out è proficuo perché Lecce si riporta subito in parità: Silvia ha scagliato il pallone verso il quadro svedese e Michela è stata murata. Sul 17-18 per le leccesi è Marcello che tenta la strada di un time-out autoconvocato, ma l’arbitro non è molto d’accordo ed impone la sua autorità. Poi il time-out si può fare.

Si lotta punto su punto in questo set estremamente equilibrato. Muro di Silvia e bomba di Valentina, che finalmente mette un pallone a terra. E’ entrata in partita la piccina. Forse durante la settimana ha l’abitudine di fare la pennichella e la partita del sabato le crea qualche scompenso. Bisogna prendere in considerazione l’ipotesi di iniziare a giocare alle 17.30.

Cambio nel Lecce: entra Federica Cutaia, che rispetto alla partita di andata è cresciuta di altri 30 centimetri, ed è la svolta decisiva del set.

 Un pallone giocato dalle leccesi sfiora il soffitto e passa giusto in mezzo a due rientranze prima di essere schiacciato, poi tocca il nastro e finisce dentro il campo delle padrone di casa (20-21). Un classico punto-culo. Forse la fortuna ha iniziato a sorridere all’Azzurra, come auspicava il ds Antonio prima dell’avvio del match. Clara (primo tempo) e Michela (attacco) non ci stanno (22-21), ma i capovolgimenti di fronte si susseguono: muro ed attacco delle leccesi intervallati da un insolito errore del nostro martello, che di norma, quando la palla scotta, sa come spingerla nel campo avversario (22-24). Silvia annulla una palla-set, ma Clara sbaglia il servizio (25-25). La Palafiom può attaccare e Silvietta chiama il passaggio di Alessandra, con più delicatezza rispetto alle minacce in stile mafioso del match-point della partita d’andata, ma l’esito purtroppo è differente: 25-26. L’Azzurra non ha le vertigini e sfrutta al meglio l’opportunità di attaccare: 25-27.

Il primo set è delle leccesi.

Secondo set.

Sembra la fotocopia della partita d’andata: la Palafiom ci mette un set per entrare in partita e il dottor Jekyll salentino, come spesso avviene in questo campionato, si trasforma in Mister Hyde.

E’ Clara che prende per mano la squadra in questa fase dell’incontro: attacco, muro e siamo sul 5-2. Lecce adesso è distratta in difesa ed imprecisa in attacco. E la battuta della Palafiom fa male. E’ Valentina, in particolare, che sta forzando il servizio con successo (10-3). Ci ha messo un po’ di tempo per entrare in partita, ma adesso non la ferma più nessuno. Le salentine non riescono più ad attaccare, cosa che invece continuano a fare efficacemente Michela e Clara (14-3). Tocco magico di Alessandra. Brava, almeno una volta a partita devi farlo. Michela aumenta il vantaggio di un set ormai segnato (17-4).

    Entra la watussa leccese: bel servizio, bella ricezione, bella lei. Ma non basta (18-7).

Scambio di battute e di sguardi tra Ivana, l’arbitra e Pino Moro: “Perché mi guarda?” “Non guardo” “Guardo lei che guarda lei che guarda me...”

Oltre a contestare vivacemente il direttore di gara, Ivana vorrebbe anche accantonare “il galateo della trombetta”, ma riesco a resistere.

L’Azzurra Lecce sostituisce la palleggiatrice: l’ingegner Di Coste cede il posto alla Santantonio ed ha così modo in panchina di revisionare i progetti di costruzione del gioco, che in questo set è risultato difficoltoso. Punto di Clara, dominatrice del set (19-7), ma il finale è tutto di Valentina. Dopo un riuscito pallonetto dell’alzatrice leccese (a parte questo, comunque, Roberta se l’è cavata bene anche stasera), il nostro giovane martello segna tre punti pesanti con schiacciate devastanti e il set si chiude 25-11.

Terzo set.

        La squadra leccese ha caratteristiche particolari: durante gli intervalli si siedono sul parquet attorno al coach come fanno i boy-scout ai fuochi di bivacco. Ancora più strana è la posizione assunta da alcune giocatrici in fase di ricezione: accosciate, praticamente a contatto con il parquet. Una specie di posizione yoga.

Si riprende a giocare. Rotto il ghiaccio nel secondo set, Valentina continua a picchiare forte anche nel terzo, ma sull’altro fronte non scherza neanche la Rampino (5-6). Intanto cresce anche Michela (6-6).

Valentina continua a servire in modo splendido e realizza anche un ace (8-6)! Marcello le dice di calmarsi, ma la piccina non riesce più a dosare la forza e il servizio finito in viale Magna Grecia suscita una certa irritazione nel coach. Altro secondo tocco di Alessandra e duello a rete tra Michela e la Carbone, vinto questa volta dalla centrale leccese (12-9). Primo tempo di Silvia, ma l’Azzurra sfrutta un mani-fuori e alcuni errori tarantini in fase d’attacco (13-13).

    Si lotta punto a punto. Ace di Silvietta, ma questa volta le maggiori responsabilità pesano sulla coscienza della difesa leccese, un po’ addormentata. Un ace lo avrebbe fatto anche Valentina, ma l’arbitro vede il pallone fuori. La reazione di Ivana rischia di farci avere la prima multa del campionato.

Peraltro, a nostro avviso, l’arbitra ha fatto qualche errore di valutazione tollerando qualche irregolarità di troppo, ma sembra una ragazza simpatica. Non se la tira. Il neoliberismo della signorina è bilanciato dal secondo arbitro, che invece ha tirato le recchie a Marcello per il time-out autoconvocato, alle leccesi per le sostituzioni autogestite e al cameraman che si avvicinava troppo.

 
    Comunque siamo ancora in vantaggio (20-18). Una doppia delle salentine e un primo tempo di Silvia, avvicinano la Palafiom alla conquista di questo parziale (22-19). Lecce prima recupera (22-22) poi si blocca all’improvviso e consente a Valentina di colpire nuovamente avvicinando la chiusura del set (25-22).

Quarto set.

Parte bene la Palafiom (3-0) e Clara si erge a sovrana incontrastata della rete (6-2). Michela perfeziona la sua percentuale di attacchi positivi prima di uno scambio spettacolare che dura una cinquantina di minuti e che viene concluso con un pallone fuori campo di Federica Cutaia (9-3). Con quegli occhi le si può perdonare qualunque errore, ma il coach non è altrettanto romantico e la sostituisce all’istante. Così se la tiene vicina in panchina; chiamalo fesso.

Ottima diagonale della Carbone e pronta replica di Michela. La ricezione della Caracciolo in questa fase è piuttosto creativa, mentre Valentina deve proprio aver esagerato con gli spinaci perché alterna colpi perfetti ad attacchi fuori misura (12-6). Alcuni scambi risultano piuttosto spettacolari: la Palafiom vuole chiudere la pratica, ma l’Azzurra non ci sta a tornare a casa senza punti.

 La capitana Fefa, peraltro poco aiutata dai servizi delle compagne, trascina la squadra con attacchi determinati (13-9), ma Clara ed ulteriori distrazioni difensive delle salentine impediscono ogni tentativo di rimonta. Un mio vicino leccese sta bestemmiando come un turco.

A proposito, l’Azzurra, più che da tifosi, sembra essere circondata da una serie di tecnici sparsi ai quattro angoli del campo che gridano consigli tattici estremamente dettagliati alle atlete. E sempre fra il pubblico il signor Certa nota l’uomo misterioso che si aggirava anche a San Giorgio e Pulsano con la valigetta. Ma questa volta non siamo impreparati: i gesti scaramantici del padre della nostra palleggiatrice proteggono la Palafiom. Anche la stessa palleggiatrice protegge la Palafiom, con la sua bravura.

Pallonetto di Clara (17-10) e doppia fischiata alle leccesi e contestata dalla capitana Fefa. Nessuna discussione, invece, sull’ennesima bomba di Michela da posto 4. La nostra schiacciatrice in questo set è stata semplicemente straordinaria e nella fase finale della partita dà sfogo a tutto il suo talento. Entra Désirée, che si fa trovare preparata in attacco, ma l’Azzurra rintuzza i suoi colpi. Bel punto di Silvia da seconda linea e poi fa tutto Michela: tre punti irresistibili e per la Palafiom è vittoria (25-12).

 

 Al termine dell’incontro, riusciamo a scoprire il vero motivo che ha tenuto in panca il nostro opposto titolare. L’ecografia non lascia dubbi: Anderson, oltre a trascinare la Prisma verso il sesto posto con le sue schiacciate, ha anche trascinato i propri spermatozoi nel punto giusto.

Al termine della partita, alcune riserve dell’Azzurra sono andate a fare la spesa all’adiacente mercato di via Lucania. Parlano testualmente di “spesa dietetica”, ma sta di fatto che, da quando seguo la pallavolo femminile, non sento parlare d’altro che di cibo.

“Il tuo piatto preferito?” – chiedo nelle interviste.

“Tutto!” – rispondono le atlete della Palafiom, ma dal testo scritto i lettori non possono evincere l’espressione bramosa e famelica che accompagna la parola.

            “Il tuo hobby?”

“Mangiareeee...!”

Come si festeggiano gli esordi in campionato? Con i pasticcini.

Se la Palafiom giocasse a basket ed affrontasse il CRAS Pasta Ambra, i pacchi di pasta regalati da Summerton & compagne se li mangerebbero all’istante sul parquet.

Detto questo, diamo un’occhiata ai risultati. Oria-Putignano 3-0, San Giorgio-Tuglie 1-3 (non facciamo commenti perseguibili a querela...), Ugento-San Pietro Vernotico 2-3, Trepuzzi-Tempesta Taranto 3-0, Corsano-Torre Santa Susanna 3-0, Nardò-Ceglie 2-3.

Classifica: Palafiom Taranto 39, Oria 35, Tuglie 34, San Pietro Vernotico 31, Ugento 27, Putignano e Nardò 19, Tempesta Taranto 16, Trepuzzi, Lecce, San Giorgio, Corsano 15, Ceglie 14, Torre Santa Susanna 0.

Sabato prossimo si va a far visita al Putignano, avversario estremamente insidioso.

 

NOTA

Per la cronaca, non è vero che Sonia è incinta.

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Torre Santa Susanna, non si può staccare la spina

di skanderbeg69 (27/01/2007 - 15:02)

Zero vittorie e 13 sconfitte, zero punti fatti, zero set vinti e 39 persi, una media punti per set ferma a quota 13,8. Queste sono le cifre del Torre Santa Susanna, ultimo in classifica a 12 punti dai play-out e a 16 dalla salvezza.

Ma le speranze sono ormai ridotte al lumicino e per questo la squadra brindisina ha chiesto alla FIPAV di interrompere il campionato: troppa sofferenza; proseguire in queste condizioni è "accanimento agonistico".

Tuttavia non ci sono precedenti di eutanasia sportiva e nell’attuale vuoto legislativo si accavallano prese di posizione contrastanti.

   Marco Pannella chiede che il Torre Santa Susanna veda riconosciuto il diritto ad interrompere un trattamento che ormai appare disumanizzante e che espone le giocatrici ad inutili sofferenze di sabato in sabato. E’ già stato presentato un ricorso alla FIPAV cogliendo l’occasione della conclusione del girone d’andata. In questo modo ogni squadra avrebbe giocato una sola partita contro le brindisine e rinuncerebbe alla seconda. Ma i tempi sembrano troppo ristretti per una decisione ponderata e corretta sotto il profilo della legalità.

La Conferenza Episcopale Italiana si è già espressa negativamente: lo sport è un dono che va vissuto fino in fondo. La dignità del campionato sta in tutti gli istanti, dal primo all’ultimo, indipendemente dai risultati.

Un punto di vista che è stato aspramente criticato dai Radicali: esisterebbe, a loro dire, un vero e proprio diritto a non giocare; nessuna società può essere costretta a proseguire un campionato contro la propria volontà.

Il ministro dello Sport, Giovanna Melandri, è intenzionato a far visita alla squadra del Torre Santa Susanna per capire se sussistano ancora motivazioni a giocare. “Nessuno – ha detto il ministro – deve sentirsi abbandonato in queste condizioni. Io sono comunque convinta che tra le atlete prevarrà la voglia di andare avanti”.

Si registra, inoltre, l’immancabile parere di un consigliere regionale, Pietro Lospinuso: “La colpa è tutta di Urago. Il Torre Santa Susanna non è stato assistito con cure adeguate. La ASL sta andando a rotoli”.

Pronta la replica del direttore generale: “Che cavolo c’entra il Torre Santa Susanna con la mia ASL? Al massimo la competenza è dell’ASL di Brindisi...”

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di skanderbeg69 (25/01/2007 - 13:07)

ROBERTA MANZACCA

Libero

 

Nata a Taranto, dove vive, 21 anni fa.

Segno zodiacale: Bilancia.

Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? A 12 anni.

Perché proprio la pallavolo? Per quattro anni ho giocato a tennis, ma ho sempre coltivato il desiderio della pallavolo. Probabilmente per colpa di Mila e Shiro anche nel mio caso. Per un po’ ho conciliato i due sport, ma poi ho capito che la pallavolo è la mia vita!

Quando hai deciso di giocare da libero? E’ una scelta recente. A scuola ero palleggiatrice, poi ho giocato anche da attaccante.

Nella mia ignoranza, ho sempre pensato che il libero fosse una specie di “giocatore dimezzato”, invece vedo che sei entusiasta di questo ruolo. Come mai? Non ti mancano le schiacciate, i servizi...?

E’ un bel ruolo. E’ un ruolo che ti fa sentire davvero parte di una squadra: tu non giochi per fare punto; la tua gratificazione coincide con quella delle compagne. Se una ricezione è precisa, faciliti il lavoro dell’alzatrice e delle attaccanti. Per non parlare della soddisfazione di salvare i palloni difficili, i cosiddetti “miracoli” (quelli graditi al nostro coach; anzi, “pretesi” dal nostro coach...).

La tua carriera: Per circa 7 anni ho giocato nel Talsano (1^ Divisione, serie D, serie C) sia da schiacciatrice che da libero. Questo è il secondo anno alla Palafiom.

Cos’altro fai nella vita? Studio Scienze del Servizio Sociale a Taranto. Però mi sarebbe piaciuta anche Medicina. Magari in futuro.

Qualche altra facoltà...? I tuoi hobbies? Tutto quello che mi fa passare il tempo e mi rende felice.

L’ultimo libro che hai letto: Ho voglia di te, di Federico Moccia. Ultimamente, però, ho dovuto accantonare la narrativa per dedicarmi ai testi di Diritto Penale, Politiche Sociali, ecc.

L’ultimo film che hai visto: Natale a New York.

Il tuo cantantegruppo preferito: Ascolto di tutto.

Il tuo piatto preferito: Anche qui, non ho preferenze: mangio qualunque cosa tranne le verdure.

Mangiate tutte a quattro ganasce; come fate a conservare fisici così tonici...?! Il viaggio dei tuoi sogni: L’America. Anzi, le Americhe, del Nord e del Sud.

On the road. La città in cui ti piacerebbe vivere: Mi adatto ovunque.

Sapresti elencare i tuoi principali pregi? Credo di essere buona di natura, allegra, solare, socievole. Anche lunatica, la qual cosa può essere un pregio e un difetto.

...E i tuoi difetti? Suscettibile, permalosa.

Il più bel ricordo della tua carriera: La finale Under-17 Talsano-Orchidea 3-0. Fui nominata miglior giocatrice della partita e per un libero si tratta di un fatto piuttosto insolito.

Il più amaro: Un’altra finale giovanile, questa volta a Trani contro il Brindisi nel torneo Under-19 di tre anni fa. Quella volta perdemmo, però, a parte il risultato finale, il ricordo complessivo di quel torneo è positivo; fu una bella esperienza.

Cosa ti piace della Palafiom? Tutto! Se proprio devo scegliere, la mia amicizia con Michela è il più bel regalo che mi ha dato la Palafiom. Anche durante le partite riusciamo a trovare un momento per consolidarla.

Cosa non ti piace? Quando non giochi mai finisci con il sentirti ai margini della squadra; ti senti poco considerata. Adesso spero di sentirmi a pieno titolo parte di questa squadra meravigliosa.

Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite? Mai giocare con scarpe, ginocchiere o altri accessori nuovi. Bisogna averli testati in allenamento almeno il giorno prima. Poi tutto l’abbigliamento (interno ed esterno) dev’essere sempre lo stesso. E naturalmente non posso rinunciare all’elastico bianco tra i capelli (in base al colore della maglia!). In panchina mi siedo sempre di fianco a Mary che mi mette la giacca e mi fa il massaggino alla schiena. Al termine di ogni set, infine, l’ultima a cui devo battere le mani è Michela, la mia migliore amica.

Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere? Devo muovermi di più sui piedi; sono ancora un po’ troppo lenta. Spesso non so “leggere” i pallonetti. E poi mi lascio condizionare emotivamente dall’andamento dell’incontro; avverto la pressione psicologica più del dovuto.

Giocatore o giocatrice che ammiri di più: Ovviamente Paola Cardullo, punto di riferimento per il mio ruolo. Tra i maschi, Andrea Giani resta sempre il migliore.

Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera? La finale Under-17 di cui ti ho parlato prima. Anche Palafiom-Trepuzzi, il mio esordio nella Palafiom.

Cosa hai provato quando il coach ti ha detto che avresti giocato quella partita? L’ho saputo all’ultimo momento: arrivata in palestra, Marcello mi ha fatto trovare il completino. Non ho neanche avuto il tempo di andare in ansia. Dopo tanta panchina e tanta malinconia, per me è stata una liberazione ed una grande gioia. Mi dispiace soltanto che la scelta sia stata determinata dall’infortunio di Simona; avrei preferito esordire in ragione dei miei meriti e non “approfittando” di una circostanza sfortunata per una compagna a cui, peraltro, auguro di riprendersi al più presto e a cui voglio rinnovare il mio affetto.

Cosa ti ha detto il coach al termine di quella partita? Si è congratulato, immagino. Veramente non mi ha detto niente... Però è quando parla che bisogna preoccuparsi.

Quindi vuol dire che forse ha apprezzato. Un anno e mezzo di allenamenti senza mai scendere sul parquet. Cosa ti ha dato la forza per fare tanti sacrifici apparentemente inutili? L’amore per la pallavolo. Però è stata dura: dopo le partite che guardavo dalla panchina o - più spesso – dalle tribune (perché in panchina conviene disporre di attaccanti) mi veniva da piangere. Ma non ho mollato.

Qual è la partita che vorresti cancellare? La finale Under-19 persa a Trani e la sconfitta a San Giorgio (e a Pulsano...) dello scorso dicembre.

...Che rimane un ricordo traumatico per molte. Coach Marcello deve avervi fatto nuove nuove... Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo? La pallavolo in quanto tale.

C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce? L’importanza che riveste la statura in questo sport...!

Quale squadra o quale avversaria ti ha spaventato di più quest’anno? Quando si è tranquille e concentrate, le avversarie non contano, neanche quelle notoriamente pericolose. Devo dire, però, che i pallonetti dell’alzatrice di Ugento mi hanno creato molti grattacapi.

Aspettative per questa stagione: Non si può dire e ormai dovresti saperlo. Per quello che mi riguarda, vorrei continuare a giocare e a giocare bene.

Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro: Realizzarmi nel lavoro. E ovviamente giocare in Nazionale, no...?

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All'amicizia

di skanderbeg69 (24/01/2007 - 17:58)

A metà del campionato, desidero staccare un momento l’attenzione dai risultati per soffermarmi su quelli che potremmo definire “effetti collaterali” positivi dello sport. Non voglio usare la ripugnante e inflazionata espressione “valore aggiunto”. Lo sport è costituito anche da valori, direi soprattutto da valori, tra i quali vorrei ricordare la lealtà e il rispetto. E lo sport è anche occasione di amicizia. Bene, a questo punto vorrei salutare società o persone amiche incontrate in questi mesi. O almeno quelle che considero mie amiche; non escludo che qualcuno in Palafiom la pensi diversamente (soprattutto riguardo alla Tempesta dopo quello che è successo nel derby...), ma se non c’è condivisione, ci sia almeno tolleranza per i miei “sentimenti”.

  Prima di tutto saluto la SILICON VOLLEY FIRENZE, il cui nome è già tutto un programma di ironia e di simpatia. Disputa un campionato misto dell’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport) e ci gioca Lucyblade, che con mia sorella mi ha attivato questo blog e che sul proprio (www.lucyblade.splinder.com) scrive interventi brillanti, sarcastici, degni di Curzio Maltese, Woody Allen, Milana Runjic e Beppe Grillo messi insieme. Da cattolico praticante, la trovo un pochino troppo anticlericale, ma la mia ammirazione per la sua intelligenza resta sconfinata. Un giorno andrò a vederla giocare ed a sostenere la sua squadra. Peccato per l’occasione persa nello scorso dicembre. Per chi volesse conoscere le vicende della squadra, dopo essere entrati nel sito di Lucy basta cliccare sul tag “pallavolo” o “Silicon Volley” ed escono in successione tutti gli articoli sull’argomento (ma consiglio di leggere anche gli altri).

Per questo blog, il mio, rinnovo la mia gratitudine a Lucy, a mia sorella e a tutta Dada.net

Un saluto anche alla PALLAVOLO MARTINA, in cui gioca Federica Paulon e che si sta facendo onore in prima divisione. Squadra femminile a parte, la società merita un plauso per aver conquistato (senza falli di rotazione...) la B2 maschile l’anno scorso ed anche per un sito internet che la Sisley Treviso se lo sogna. L’augurio è quello di un immediato ritorno in serie D per le ragazze, così da poter poi giocare i play-off con il particolare pallone che sappiamo, secondo l’auspicio di una saggia giocatrice di questa squadra (il pallone sarebbe la testa di un noto politico milanese che aveva assunto uno stalliere mafioso). Il 17 marzo, intanto, affronteranno la Mondial Volley alla scuola Leonida in contemporanea con Palafiom-Nardò. Se le tarantine fanno “una cosa presto” e le martinesi trascinano la Mondial al tie-break, si corre a tifare per Fifì & compagne contro Pino Caputo (e non voglio andarci da solo; chi ha orecchie per intendere...).

Un saluto anche a Dario Giacovelli, che gioca nelle giovanili.

Un abbraccio all’ATHENA CISTERNINO di Salvino e di Rita, serie D. Grazie per l’ospitalità dell’anno scorso e per la vostra simpatia. Due figlie meravigliose, d’altra parte, non nascono per caso. Poi è passata la diarrea alla numero nove...? L’allenatore Salvino, qualche settimana fa, è stato vittima di un incidente domestico che gli ha procurato qualche ustione lieve. Questa spiega il disegno che segue e un in-bocca-al-lupo rafforzato.

Ossequi prudenti anche alla TEMPESTA TARANTO, che è una squadra della nostra città ma è pur sempre un’avversaria. L’etica dello sport non contempla trattamenti di favore e un brutto sgambetto ce lo hanno già fatto nell’incontro di andata. E poi, ovviamente, è la squadra dove una palleggiatrice made in Palafiom, Paola Marcianò, sta compiendo progressi notevoli e sta dimostrando di essere anche brava.

  Ho assistito a due partite della Tempesta (mezza+una+mezza = due), ne seguo i risultati e mi sono fatto una mia idea. Uno degli sponsor della Tempesta è la catena di supermercati “Acqua & Sapone”. Mai abbinamento fu più adatto. La Tempesta mi sembra, infatti, una squadra di brave piccine, molto giovani, il cui approccio con le partite è fondato sulla serenità. Sembrano consapevoli dei propri limiti tecnici (sono brave, per carità, ma non puntano a vincere il campionato), ma proprio per questo scendono sul parquet senza grandi pretese ma anche senza lasciare nulla di intentato. Fanno la loro buona partita, senza angosce e senza stress. Quando l’avversario le mette sotto, subiscono pazientemente senza scomporsi, in una sorta di ritirata strategica, ma al momento buono riescono a cogliere tutte le opportunità che l’incontro presenta loro. Io credo e spero che l’obiettivo della salvezza sarà raggiunto.

Ovviamente non posso esimermi dal salutare il signor Cirillo (quanto ci manca...) e Alessandra (che ci ha regalato tanta bravura, tante schiacciate e tanta simpatia).

Un saluto all’AZZURRA LECCE, squadra che abbiamo affrontato alla prima di campionato. C’è stato uno scambio di “visite di cortesia telematiche” e soprattutto uno scambio di apprezzamenti e di incoraggiamenti. Non lo so perché, ma è successo e mi fa piacere. Mi colpì il clima che trovammo nella palestra leccese: gente di tutte le età, molti bambini, una signora con il chador, tutti attirati dalla passione per il volley e nessun disturbo arrecato al nostro tifo. L’Azzurra, peraltro, persegue anche finalità sociali essendo nata nel 1985 in un quartiere periferico di Lecce come luogo di aggregazione sano per i ragazzi.

“Ogni volta che entrerete in casa Azzurra sarete ospiti e come tali sarete trattati e sarà un piacere essere trattati da ospiti ogni volta che ci troveremo in trasferta... è questo il vero volley e il piacere di un mondo speciale!!!!” - scrive l’allenatore dell’Azzurra. Come non condividere? A Taranto, proprio sabato prossimo, bisogna ricambiare quest’ospitalità anche se sul parquet – come è giusto che sia – sarà battaglia.

Altra nota di merito. Io non è che voglia sembrare un maniaco, però a Lecce fui costretto a sedermi dietro una delle due linee di fondo. Là stavano le sedie e non si poteva fare altrimenti; la signora Elisabetta mi è testimone. Quando uno che è “alto” 1,65 è seduto e davanti a lui si presentano per effettuare il servizio, a un metro di distanza e dandogli... le spalle, ragazze alte 1,80, cosa viene a trovarsi proprio davanti agli occhi della persona seduta? Beh, devo dire che anche da questo di vista, le leccesi e le tarantine sono accomunate da ottimi... stati di forma. Tonici, equilibrati e senza un centimetro quadrato di cellulite.

 

Last but non least, un saluto anche ad un’altra squadra di Lecce, la SERAFINO VIAGGI VOLLEY, 2^ divisione locale. Per noi è una squadra sconosciuta, ma rende agli appassionati pugliesi un “servizio pubblico” estremamente prezioso: il sito www.forzaragazze.it, una sorta di documentatissimo notiziario della pallavolo regionale. Inoltre va apprezzata la filosofia della squadra e della web-master (anche se quest’ultima mi censura sempre alcune parti delle cronache della Palafiom che invio settimanalmente...):

 

“Forzaragazze.it nasce fondalmente da un’idea: che lo sport sia un gioco e che come tale dovrebbe essere sempre considerato. (...)

Pensiamo, e forse siamo un po’ matti, che lo sport non sia sinonimo di denaro, corruzione, violenza psicologica... (...)

Non siamo campioni, e non ci importa di esserlo. Vogliamo divertirci e divertirvi.

Vogliamo creare un luogo dove incontrarsi, giocare e, sì, vincere. Perché noi abbiamo un’anima”.

        Può sembrare contraddittorio che proprio io sottoscriva tale filosofia dopo aver riempito di osservazioni maligne questo blog riferendomi, in particolare, ad alcune squadre della provincia di Taranto, zona centro-occidentale. Ma, in fondo, come ho già spiegato, lo faccio solo per alimentare il gusto della satira e del sarcasmo, senza alcun sentimento di odio verso nessuno. Si fa per riderci sopra, via!

In fondo.

Tornando alla Serafino Viaggi Volley, aggiungo che hanno invitato la Palafiom ed il sottoscritto a giocare un’amichevole (solo la Palafiom) con seguito di pizza e birra (la Palafiom ed il sottoscritto). Aggiungo anche, per concludere, che a metà ottobre la Serafino Viaggi Volley ha avuto l’opportunità di passare in 1^ divisione grazie ad un ripescaggio, ma la società ha rinunciato perché la promozione vogliono conquistarla e festeggiarla sul campo.

Complimenti, questo è sport.

 

NOTE:

Le foto sono tratte da: www.lucyblade.splinder.com (allenamento della SiliconVolley), www.pallavolomartina.it (Pallavolo Martina), www.azzurravolleyteam.it (Azzurra Lecce), www.forzaragazze.it (Serafino Viaggi Volley).