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La dura legge dell'ex

di skanderbeg69 (15/12/2006 - 08:51)

    Partendo dallo spunto delle ex-giocatrici della Palafiom nella foto ufficiale e da un recente episodio di cronaca importato dal calcio, vorrei approfondire la questione.

L’episodio di cronaca riguarda l’ex-calciatore del Taranto Luigi Panarelli, poi ingaggiato dalla Salernitana e licenziato in tronco dalla società campana.

Il difensore, al termine della partita Taranto-Salernitana di qualche giorno fa, aveva dichiarato di avere Taranto nel cuore e che sarebbe tornato a giocare volentieri con la maglia rossoblù. La Salernitana si è sentita rinnegata da un giocatore che aveva acquistato appena una settimana prima.

A parte il fatto che Panarelli è anche tarantino, la reazione della Salernitana a quella che era una semplice dichiarazione di affetto da parte del calciatore verso la città e verso la squadra in cui era cresciuto mi sembra piuttosto discutibile, anche se la questione è un po' più complessa di come l'ho sintetizzata io.

Se una pallavolista che ha giocato nella Palafiom, Paoletta poniamo, dichiarasse di sentirsi ancora legata alla ex-squadra, non solo non ci vedrei niente di male, ma si tratterebbe, anzi, di un gesto cordiale ed ammirevole.

E ponendoci dall’altra parte, non sarebbe uno scandalo né ci sentiremmo traditi – credo - se Rossella, ad esempio, fermo restando l’impegno totale ed assoluto sul parquet per i nuovi ed attuali colori, esprimesse affetto all’Oria o ad un’altra sua ex-squadra.

Un giocatore che sa esprimere simpatia e riconoscenza verso le società in cui ha militato non lo vedo come una minaccia o un infiltrato, ma come una persona in grado di stabilire una relazione significativa, che va al di là della mera prestazione tecnica, con gli ambienti che ha frequentato.

    E la cosa è reciproca. Dovrebbe cioè riguardare anche i tifosi: a me non sono mai piaciuti i fischi agli ex quando questi tornavano a giocare a Taranto da avversari (calcio, pallavolo, basket), soprattutto dopo che qui avevano lasciato bei ricordi e giocato con professionalità.
        Come si fa a fischiare la play-maker Betta Moro dopo le stagioni esaltanti trascorse a Taranto, le emozioni regalate, lo scudetto, soltanto perché scelte di vita e professionali l’hanno condotta verso una squadra concorrente? Non mi stanno bene neanche i soliti insulti a Mastrangelo, che a Taranto non ha mai giocato ma è un atleta di cui la città, o meglio la provincia, dovrebbe essere orgogliosa.

Ammetto l’eccezione soltanto nei casi in cui qualcuno si fosse macchiato di colpe gravi (partite truccate, dichiarazioni velenose, condotta discutibile, ecc.).

Credo che sia anche più rassicurante per un atleta sapere che gli incoraggiamenti sono incondizionati e non strumentali o temporanei (finché sei qui, ti sosteniamo; appena te ne vai, torni ad essere uno stronzo qualunque).

Certo, se Luana esprimesse sentimenti di affetto verso la propria ex-squadra, beh, allora il discorso cambierebbe un po’...

 

NOTE:

La foto di Luigi Panarelli è tratta da www.salernitana1919.it.

La foto di Betta Moro è tratta da www.familabasket.it

La foto di Luigi Mastrangelo è tratta da www.comune.mottola.ta.it

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