Dieci desideri per il 2007
Caro Babbo Natale, per queste feste non voglio regali materiali. Piuttosto avrei dieci desideri per l’anno nuovo che ti prego di realizzare. Veramente ne avrei molti di più: l’inserimento della questione ambientale al primo posto delle agende dei capi di stato perché, se continua così, grazie ai cambiamenti climatici Alessandra potrà andare al mare a dicembre, nevicherà a Ferragosto e l’aria di Taranto farà impallidire Seveso e forse pure Chernobyl. Oppure la pace in Israele e nel resto del Medioriente. O imparare a usare la fotocamera.
A proposito, ringrazio per la consulenza tecnica Luca, tifoso della Prisma (e della Palafiom), che ha aperto un forum di sostenitori della squadra di Di Pinto e di appassionati della pallavolo locale (con un'area dedicata ai campionati regionali): http://tarantovolley.forumup.com.
Ma senza andare troppo lontano, mi limito ad esprimere desideri legati alla mia squadra del cuore. Lo so che Natale è già passato, però, visto che per 364 giorni su 365 passi il tempo a grattarti la pancia, cerca di renderti utile.
Questo è l’elenco; vedi tu che cosa puoi fare:
1) Ivana sul parquet prima che finisca il girone di ritorno e tanta salute per tutte, a cominciare da Simona.
2) Assistere alla parte teorico-tattica di un allenamento.
3) Virginia Vuovolo (ex-Manfredonia) che viene a giocare nella Palafiom. In panchina, s'intende.
4) Una giocatrice di Laterza in squadra entro tre anni.
5) La Palafiom che gioca una partita al Palafiom.
6) La deducibilità fiscale delle spese per le ricariche della trombetta a partire dalla prossima finanziaria.
7) Nicolino che assiste ad una partita all’Alfieri.
8) L’ingresso in campo di Desiree. Se non altro come risarcimento per il bastone che le hanno lanciato a Ugento, almeno uno scambio di dieci secondi ha il diritto di giocarlo prima che finisca il campionato...
9) Trovare un giorno un commento di Vincenzo Di Pinto su questo blog.
10) ...E poi il desiderio innominabile composto da una lettera e da un numero...
“Almeno l’80% dei desideri potrà essere realizzato”

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la replica di coach Marcello Presta, che batte sul tempo Babbo Natale:
“Vediamo un po' cosa posso fare io...
Allora: per quanto riguarda la Vuovolo il quesito mi era stato posto da molti, compreso il mio PRESIDENTE che da subito è stato un suo grande estimatore. Ebbene, ufficializzo che non rientra assolutamente nei nostri piani, e in panchina non c'è posto per lei. 
Al contrario, le due gemelle, per intenderci le bionde, le seguiamo da tre anni, da quando le ho avute in rappresentativa regionale... Vedremo.
Per assistere a un allenamento e anche più, non c'è assolutamente problema, scegliti il giorno, sapendo che il lunedì discutiamo della partita giocata e il mercoledì e giovedì ci dedichiamo alla soluzione di problemi tecnico-tattici e prepariamo la successiva.
Per quanto riguarda Vincenzo (Di Pinto, per noi comuni mortali, ndr), purtroppo conosco bene il suo cattivo rapporto con l'informatica, però vedremo...
Desiree la vedrai molto presto in campo...
Per giocare al Palafiom dipende solo da quella cosa innominabile...
Per Ivana penso che sia il desiderio di tutti rivederla in campo che mi manda a quel paese... quanto mi mancano quelle belle e sane litigate, tutti quei vaff... che mi gridava girandosi dall'altro lato, quel caos organizzato che regnava con lei in campo, quelle scariche di rabbia che mi provocava... e quel cinque che mi dava quando faceva una grande cosa, l'abbraccio a fine partita...
Ecco,se permetti, il mio primo e più grande augurio,va a LEI...”
Marcello
NOTE:
La foto di Virginia Vuovolo è tratta da www.aspav.it, quella con le gemelle Liguori da www.manfredonia.net (ché se aspettavo il reportage di Paolo su Palafiom-Manfredonia stavo fresco; avìsse fatt’ l’ vijerme...).
Democrazia telematica

Per Time sono l’uomo dell’anno 2006.
Sulla copertina della prestigiosa rivista internazionale c’è uno specchio a forma di computer sotto l’indicazione “Person of the year: you”. Non ho vinto solo io (grazie alla Palafiom), ma tutti coloro – scrive Time – che hanno partecipato alla rivoluzione culturale della democrazia digitale.
Su internet possono circolare informazioni che non si trovano sui giornali o in televisione. Chiunque può aprire un sito o un blog e scrivere quello che vuole.
“Questi blog ci parlano di eventi attraverso modalità che spesso sono più immediate ed autentiche di quelle dei media tradizionali” – scrive l’editore di Time, Richard Stengel. [1]
Non pensiamo soltanto alla Palafiom o allo sport, ma a tutti i campi di applicazione.
Un piccolo esempio: la società spagnola Gas Natural, che vuole costruire un rigassificatore sullo Jonio, invita i giornalisti di alcuni quotidiani tarantini a Barcellona per dimostrare loro l’efficacia e la sicurezza degli impianti. I direttori, invece di rispedire indietro un invito palesemente viscido, strumentale ed offensivo per la dignità di qualunque giornalista indipendente, in Spagna mandano qualcuno (chissà a spese di chi) e ne viene fuori un “bel” reportage, di fatto confezionato da Gas Natural. Figuriamoci dove va a finire l’obiettività in queste condizioni.
Ma su altri siti – e questa è la ricchezza della democrazia on line – possono levarsi voci più critiche, più indipendenti, spesso più obiettive, sicuramente diverse. Proprio a Taranto c’è Peacelink, ormai un punto di riferimento nazionale, e non solo, in materia di diffusione di notizie sull’ambiente, la pace, i diritti umani. Durante i bombardamenti sulla Serbia del 1999, diffondeva le email di tre cittadini serbi, le cui testimonianze dirette fornivano un quadro della situazione non allineato ai briefings della NATO. Un quadro forse condizionato emotivamente (e vorrei vedere il contrario quando piovono bombe a tre isolati da casa tua...), ma comunque differente. Un’altra campana. [2]
La democrazia digitale, ovviamente, non è tutta rose e fiori. Come ogni mezzo, e come dice la nonna della mia amica Efisia, tutto dipende dall’uso che se ne fa. E come chiunque può scrivere dietro la porta di un bagno pubblico che Tizio è cornuto o che Caia è un po’ libertina, la stessa cosa può avvenire su internet. Con l’aggravante di un potenziale pubblico di centinaia di milioni di abitanti della terra che navigano in rete.
L’altro problema è che internet rischia di rappresentare un ulteriore elemento di divario tra chi ha risorse e chi non ne ha, tra chi possiede le conoscenze (informatiche) per usare questo strumento e chi non le possiede, tra chi può spendere soldi per computer e connessioni e chi non può. Internet può dunque risultare uno strumento di informazione democratica e indipendente ma – al tempo stesso – anche un mezzo di esclusione.
L’importante è che le persone di buona volontà non si lascino sfuggire questa opportunità, che arrivino prima degli estremisti, dei poteri forti, dei pedofili e di tutti coloro che vogliono sfruttare internet e la democrazia telematica per usi distorti.
Per quello che ci riguarda, la mission è divulgare le imprese della Palafiom Taranto e promuovere i valori sani e puliti dello sport, sorridendoci sopra (perché in teoria la pallavolo sarebbe sempre un gioco, sebbene bello, formativo e importante per molti).
Non è un obiettivo ma una conseguenza: grazie soprattutto alle sinergie con Forzaragazze.it, sta crescendo la visibilità telematica della squadra e delle giocatrici.
Tra il 20 e il 26 dicembre il blog è stato visitato 571 volte. Beh, sono conteggiate anche le ripetizioni, quindi almeno 500 contatti sono da ricondurre a me, che, dopo ogni articolo, controllo, verifico, aggiusto, ritocco. Però dei lettori ce li abbiamo; peccato che siano stati conteggiati in una settimana non proprio felice per la squadra.
Ma questo è niente.
Cliccando la parola “palafiom” su un motore di ricerca, Google ad esempio, fino a poche settimane fa uscivano soltanto siti relativi ad eventi avvenuti al Palafiom-struttura. Adesso skanderblog.blog.dada.net (cioè un blog sulla Palafiom-squadra) è tra il terzo e il quarto posto (dopo un sito di studenti sul Mundialito Escuela e Isolabasket.it) e Forzaragazze.it al tredicesimo.
Scrivendo i nomi e i cognomi delle giocatrici, di solito esce ai primi posti il sito di Forzaragazze.it (con le mie cronache) e, più indietro, Skanderblog (con cronache in cui di solito ometto i cognomi). Questo non vale per tutte; è anche questione di fortuna: giocatrici con cognomi molto diffusi o giocatrici con cognomi che hanno un significato (certa, ad esempio) non sono molto visibili in rete perché prevalgono altri siti, quelli delle loro omonime in particolare. Pazienza; magari è solo questione di tempo.
La cosa un po’ mi spaventa; aumenta il peso della responsabilità di quello che scrivo sulle giocatrici. Ma, tutto sommato, credo che la crescente visibilità telematica giovi alla causa della Palafiom visto che comunque siamo persone serie (io cerco di limitare le fesserie che scrivo; le atlete sicuramente non si montano la testa per così poco). E siccome sono un sostenitore della Palafiom e non un giornalista con il dovere della critica e dell’obiettività, chiunque – lo ricordo - può chiedermi in qualunque momento di eliminare eventuali parti ritenute non gradite. Vale soprattutto per la Palafiom, ma anche per le avversarie (tranne il Massafra...) se ci leggessero. Questo blog è un diario in cui ci si può anche prendere in giro, ma lungi da me il proposito di offendere o di mettere in imbarazzo.
A proposito di montarci la testa, ora puntiamo a superare nei motori di ricerca la Lube Macerata e la Piccinini !

Ultima questione. Da Dada.net mi è arrivata la proposta di inserire la pubblicità. Non sarebbe invasiva: comparirebbero gli url (scritti in piccolo) di 5 o 6 siti sui primi due articoli, quelli più in alto, e si tratterebbe di siti tematici (quindi, presumibilmente, abbigliamento o attrezzature per il volley). Il guadagno, proporzionato ai contatti, potrebbe essere nell’ordine di un centinaio di euro fino alla fine del campionato.
Istintivamente sarei tentato di rifiutare “la dittatura del consumismo”, il nuovo e più repressivo totalitarismo che si sia mai visto [3] e sicuramente non ho la minima intenzione di guadagnare un centesimo sulla Palafiom; il mio tifo è genuino. Al massimo il ricavato potremmo darlo in beneficenza a fine campionato a nome della squadra, concordando la sua destinazione. Potremmo piantare 10 alberelli in Galilea, regalare un mattone per la ricostruzione di quel meraviglioso Paese che è la Bosnia, fare una donazione alla Caritas della parrocchia rét’ a casa.
Venderci allo strapotere della pubblicità sia pure per fare del bene? O rinunciare a dare un aiutino a chi potrebbe averne bisogno per una questione di principio?
Sono piuttosto indeciso anche se sarei più propenso per il rifiuto della pubblicità, tanto le donazioni si possono sempre fare quando si vuole. La mettiamo ai voti?
NOTE:
(1) Cfr. STENGEL, R., Now it’s your turn, “Time”, Londra, 25 dicembre 2006-1 gennaio 2007, pag. 4.
(2) Cfr. PEACELINK (a cura di), Cronache da sotto le bombe, Multimage, Torino, 2000.
(3) Cfr. PASOLINI, P.P., Scritti corsari, Garzanti, Milano, 1975, pag. 47.
Calendari

La UISP Putignano, brillante protagonista dell’ultima giornata di campionato (3-0 all’Ugento) non è una squadra generosa soltanto in fatto di doppie (alla Palafiom ne regalò una decina); è generosa anche nel senso più nobile della parola. La società barese ha aderito ad un’iniziativa benefica dell’associazione S.ol.Co ONLUS: con un contributo di 10 euro si possono finanziare progetti di sviluppo in Africa ricevendo un bel calendario da parete. Maggiori dettagli sul sito www.solconlus.org. Se qualcuno volesse aderire, converrebbe fare un acquisto di gruppo così si ammortizzano le spese postali.
A proposito di calendari, quest’anno la Piccinini non ha posato per Men’s Health come fece nel 2004. E’ la Cacciatori, in compenso, che ha deciso di buttare nel gabinetto un nome, un’immagine ed una gloriosa carriera per sputtanarsi sull’Isola dei morti di fama.
Un calendario per beneficenza in favore dell’Associazione Italiana Leucemie lo fecero le cestiste del CRAS nell’anno in cui avrebbero vinto lo scudetto.
Brave, quell’anno, ma non bellissime: a gennaio c’era una splendida Tiziana Cannella e quella pagina rimase appesa in ufficio fino ad agosto, il mese dell’italoamericana Teresa Palmisano, perché per il resto, salvo una sorprendente Vicky Bullett, non è che le altre fossero molto coreografiche.
Beh, io che parlo di bellezza... è come se Provenzano parlasse di legalità.
Comunque, visto che il calendario del CRAS portò allo scudetto, forse la Palafiom potrebbe farci un pensierino. Magari è quello che chiede il fato per condurre la squadra verso i traguardi che auspichiamo...
Credo di intuire quello che sta pensando Marcello, sempre prodigo di apprezzamenti verso le atlete (E ci è ca se l’accàtt’...?!).
I ricavati delle vendite potrebbero essere devoluti per la lotta ai disturbi del colon, per la campagna internazionale contro il mal di schiena dei liberi, per l’Unione Spalle Doloranti, per la ricostruzione delle unghie delle palleggiatrici, per l’Associazione Vittime dei Falli di Rotazione...
Insomma, le giuste cause non mancano.
NOTE:
La foto del calendario “Africa sulla testa” è tratta da www.solconlus.org, quella di Francesca Piccinini da http://canali.libero.it, quella di Teresa Palmisano da http://teresapalmisano.tripod.com, quella di Ana Paula Mancino da www2.raisport.rai.it.
Palafiom al Palafiom

In questi giorni la Palafiom si sta allenando al Palafiom. L’effetto visivo non è male, con lo sfondo di un palazzetto di serie A1. Quasi quasi una foto di squadra con le maglie ufficiali potremmo farla qui. Certo, è un po’ paradossale una squadra che si allena in un palazzetto omologato per l’A1 e poi gioca in una palestra come quella dell’Alfieri, però va bene così. Ho visto Marcello Presta elevarsi sullo stesso banco da cui il mago di Turi, Vincenzino Di Pinto, è solito bombardare i propri ricettori.

Peccato che le atlete della Palafiom non si siano incrociate con i giocatori della Prisma. Mi sarebbe piaciuto presentarmi alla fine della sessione con il mio pallone da spiaggia per farmelo autografare dalle ragazze dopo essere passato davanti ai giocatori della Prisma.
Ignorandoli.
“Scusa, Granvorkà, lèvati da nanz’ ché devo farmi firmare il pallone da Valentina Moro...”
Oppure avvicinarmi a Rodrigues Anderson con il taccuino e la penna.
“Vuoi un mio autografo? - mi avrebbe forse chiesto il brasiliano - Vuoi l'autografo di un campione del mondo?”
“Ma ce vuè cchianne? Sto andando a intervistare Silvia Mastrandrea...”
Si fa per scherzare. La Prisma, anzi, ha disputato una bellissima partita mercoledì scorso: 3-0 al Modena. E’ stata una delle più belle partite di pallavolo a cui abbia mai assistito dalla notte dei tempi. Neanche un fuoriclasse come il palleggiatore Ricardo è riuscito ad arginare la squadra di Di Pinto.

Buon Natale !

Tanti auguri per un felice Natale alle giocatrici della Palafiom, alle loro famiglie, al coach, al presidente e alla consorte, a tutto lo staff, ai tifosi, alla famiglia Leone, al custode dell’Alfieri, al venditore di ricariche della trombetta (è il negozio di giocattoli in via Emilia; così gli faccio un po’ di pubblicità...), alle squadre avversarie, in particolare a quelle della provincia di Taranto (noi... abbiamo già dato; ora fate il vostro dovere con le altre), ad Alessandra Passaro a cui vogliamo sempre tanto bene nonostante il “tradimento” e il fatto che non sia mai venuta all’Alfieri quest’anno, a Renata e a chi segue le vicende della Palafiom da lontano, ai giornalisti che non azzeccano mai l’orario, agli sbandieratori di Ugento, alle tugliesi (che possano festeggiare ingrassando di 25 chili cadauna e poi ritornare al peso forma dopo febbraio), a tutti coloro che praticano e guardano la pallavolo.
Auguri alla Palafiom anche da parte di Forzaragazze.it.
Ritratti
CLARA CLEMENTE
Centrale, schiacciatrice
Nata a Barletta (BA), 35 anni fa, vive a Taranto
Segno zodiacale: Ariete
Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? A 14 anni ero in prima divisione; fu anche l’anno della prima promozione.
Perché proprio la pallavolo? Veramente all’inizio giocavo a basket, poi sono passata alla pallavolo.
La tua carriera: Vital Taranto in 1^ Divisione, Bari in C (promozione in serie B2), sei campionati in A1 a Bari, poi tre anni a Palermo (in A2), tre anni a Messina (due in A2, uno in A1), poi sono tornata a Taranto: prima nella Tempesta (B1) e poi tre anni nella Palafiom in serie C. Ho anche giocato in Nazionale juniores.
Centrale fino allo scorso anno e adesso schiacciatrice? No, avevo giocato in posto 4 anche in passato; non è una novità. Ma potrebbero esserci dei cambiamenti anche nel prossimo futuro.
Cos’altro fai nella vita? Sono addetta amministrativa in un centro sportivo. E nel frattempo, proprio sabato scorso, mi sono laureata in Sociologia a Milano.
Auguri, allora ! Grazie. Quella dell’università è stata una bella esperienza ed una scelta libera, senza l’ossessione del titolo o delle scadenze per gli esami. Si può dire che ho studiato per diletto. E sono arrivati anche i risultati.
I tuoi hobbies? Lettura, cinema e la gattina che ho “adottato”: Virma.
L’ultimo libro che hai letto: Essendomi appena laureata, si tratta per lo più di saggi. Ho scritto una tesi sul mobbing e quindi ho consultato testi su quest’argomento specifico, sulla storia industriale, sulla politica.
L’ultimo film che hai visto: Il Codice da Vinci, coinvolgente.
Il tuo cantantegruppo preferito: Mi piace la musica italiana.
Il tuo piatto preferito: Le lasagne. Soprattutto quelle della mamma.
Il viaggio dei tuoi sogni: Australia.
La città in cui ti piacerebbe vivere: A Palermo mi sono trovata molto bene. E’ una bella città.
Sono d’accordo. Sapresti elencare i tuoi principali pregi? Preferirei che fossero gli altri a definirli.
E i tuoi difetti? Temo di essere un po’ permalosa.
Il più bel ricordo della tua carriera: L’esperienza a Messina nell’anno della promozione dall’A2 all’A1. Eravamo un bel gruppo, molto coeso.
Il più amaro: Non c’è un ricordo specifico, ma tanti piccoli episodi. Le sconfitte, in generale, sono sempre amare; però fanno parte dello sport e bisogna saperle accettare.
Cosa ti piace della Palafiom? Lo spirito che caratterizza l’intero ambiente. E poi, rispetto alla serie C, è una società molto ben organizzata e con una mentalità da categoria superiore.
Cosa non ti piace? Non saprei dirlo; a me sembra tutto perfetto qui.
Tu hai una grande esperienza, hai giocato per anni nella massima serie. Adesso sei in serie C con una squadra ambiziosa ma con giocatrici anche molto giovani. Avverti una responsabilità speciale? Adesso gioco con uno spirito particolare, con meno ansia, per divertimento. Anche il mio rapporto con il gruppo è molto fluido, sereno. Certo, mi piacerebbe trasmettere qualcosa alle compagne più giovani.
Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite? Eccome! L’intera giornata della partita segue un iter particolare: dal momento del risveglio a quello che faccio sul luogo di lavoro, dalla sistemazione dei fermagli alle calze. Insomma, il sabato è tutto dedicato ai rituali.
Io non vi capisco... E quando si perde? La sconfitta non fa crollare l’efficacia dei rituali? Ma infatti i rituali scaramantici non sono immutabili; una sconfitta può determinare dei piccoli cambiamenti...
Lasciamo perdere... Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere? La battuta. Credo che sia il mio fondamentale peggiore.
Però non la sbagli mai. Giocatore/giocatrice che ammiri di più: Io ho avuto la fortuna di giocare con compagne di altissimo livello. Penso in particolare a Consuelo Turetta del Palermo: non mollava mai, una personalità vincente. Ricordo con grande stima anche Svetlana Safranova.
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera? Messina-Fano 3-0, la partita della promozione in serie A1. Giocammo in un palazzetto entusiasta; c’era un’atmosfera indimenticabile.
E la partita che vorresti cancellare? Beh, c’è il ricordo fresco di San Giorgio. Ma anche la sfida conclusiva dei play-off ad Aci Castello ha lasciato una grande amarezza.
Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo? Molte cose: non tanto le vittorie in sé quanto le piccole gratificazioni che ti ripagano di tanti sacrifici. E poi il sentirsi parte di un gruppo, peraltro molto unito in questi anni. Non è facile ritrovare queste stesse condizioni in altri settori, nell’ambiente di lavoro, ad esempio. E’ per questo che non riesco a smettere di giocare.
E perché dovresti?! C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce? La presunzione. In particolare quella di alcuni allenatori. Ma per fortuna non è il caso di Marcello!
Aspettative per questa stagione: ... Ehm...
Vabbè, non si può dire...! Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro: Vorrei realizzarmi maggiormente in ambito lavorativo.
Nuovo comunicato della FIPAV: niente più spareggio Palafiom Taranto - Italgest Tuglie
In data 22 dicembre 2006 il Comitato Regionale della FIPAV
PRESO ATTO
dell’impressionante livello di scaramanzia esistente nel mondo della pallavolo, nonché dell’elevato numero di irritazioni cutanee alle parti basse segnalate in questi giorni dalla ASL di Taranto e dovute ai gesti scaramantici posti in essere dopo la diramazione del precedente comunicato di questa Federazione Regionale;
VISTI
gli effetti del precedente comunicato ed in particolare il risultato dell’incontro n. 2568 Volley Ball Players San Giorgio J. – AS Polisportiva Palafiom Taranto, che sembrerebbero confermare le teorie scaramantiche di tecnico, atlete e staff;
AL FINE DI
non danneggiare ulteriormente l’AS Polisportiva Palafiom Taranto, nonché le parti basse del tecnico (si preferisce non approfondire in questa sede la natura dei gesti scaramantici delle atlete);
REVOCA
il comunicato ufficiale n. 14 C e D del 13 dicembre 2006, disponendo la regolare prosecuzione del campionato a 14 squadre e gli originari meccanismi di promozione e di retrocessione.
INOLTRE, VISTO CA S'ACCHIE, EMETTE IL SEGUENTE
PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE:
Gara n. 2568: VB PLAYERS S.GIORGIO J. – ASP PALAFIOM TARANTO.
Società: ASP PALAFIOM TARANTO – Multa di €. 5,00 per avere un tifoso diffuso musichette natalizie da ottobre a dicembre e per essersi lo stesso tifoso assentato a partire dal 2^ set della partita in argomento, ossia proprio la partita pre-natalizia in cui le suddette musichette sarebbero risultate consone, opportune e giustificate.

"Urago deve dimettersi !"
Non si fanno attendere le prime reazioni alla sconfitta della Palafiom.
Il consigliere regionale Pietro Lospinuso e il sindaco di Ginosa Gino Montanaro, nel corso di una conferenza stampa congiunta, hanno chiesto le dimissioni del presidente della società, Marco Urago.
“Come è possibile – ha esordito Lospinuso – che proprio la squadra del direttore generale dell’ASL sia piena di giocatrici infortunate? E perché nessun ispettore dell’Ufficio Igiene ha compiuto verifiche sul parquet di San Giorgio Jonico, la cui aria era insalubre a causa dell’umidità e il cui terreno esponeva le atlete a rischi per la loro incolumità?"
“Ma questa è solo la punta di un iceberg – attacca il sindaco Montanaro -; i problemi sono molteplici e strutturali. Tanto per cominciare, nel processo di potenziamento della pallavolo ionica si assiste alla mancata concertazione con i rappresentanti del territorio e questo finisce con il creare squilibri di forza tra le aree della provincia. Se a Taranto c’è la Tempesta e a San Giorgio c’è la Volleyball Players, non si capisce come mai Urago non abbia trasferito la Palafiom a Ginosa. Solo la zona occidentale, infatti, è priva di pallavolo di alto livello. Sì, c’è il Massafra in B2, ma, appunto, io parlavo di pallavolo di alto livello...
A norma di legge, qualunque cittadino deve potersi recare ad un incontro di pallavolo in un arco di tempo di 20 minuti dall’uscita dalla propria abitazione. Da Ginosa, Laterza e Castellaneta, invece, si impiegano trenta minuti per andare a vedere Tempesta e Palafiom, le squadre più vicine. Compresi i tempi per parcheggiare.”
“Inoltre – riprende Lospinuso – i viaggi in Israele del direttore generale dell’ASL sono uno spreco. E’ assurdo spendere risorse per analizzare i servizi d’emergenza sanitaria quando sarebbe stato più opportuno studiare nuove tecniche di allenamento, valutare sistemi di ottimizzazione dei fondamentali, selezionare giocatrici per allungare la panchina ed acquisire batterie contraeree per intercettare i pezzi di aste di bandiere lanciati dal pubblico di Ugento.
Le scelte di Urago in materia di pallavolo – conclude il consigliere di AN – rispecchiano una visione politica dello sport”.
Dal gabinetto di Urago (cioè dall’ufficio di gabinetto...) è giunta una replica soltanto in merito a quest’ultima accusa: “Come fanno ad accusarmi di gestione politica della squadra quando ho persino cambiato il colore della maglia del libero passando dal rosso al bianco proprio per fugare ogni sospetto malevolo...?”
L'articolo "taroccato" è della Gazzetta del Mezzogiorno. La foto di Gino Montanaro è tratta da www.ginosa.com, quella del presidente Urago da www.tarantosera.com. E, a scanso di equivoci, le dichiarazioni di Lospinuso, di Montanaro e di Urago sono evidentemente inventate...
San Giorgio Jonico-Palafiom Taranto 3-2

Sabato 16 dicembre 2006, ore 19.00
San Giorgio Jonico, secondo derby provinciale di questo campionato. Il precedente derby della Volleyball Players con la Tempesta è stato piuttosto travagliato. Il primo set si è giocato a San Giorgio, poi il parquet si è fatto scivoloso (secondo me è coach Lafratta che si porta l’umidità appresso; anche nella partita con la Palafiom c’erano problemi dello stesso tipo dalle parti della sua panchina) e le squadre si sono trasferite in una palestra di Grottaglie per continuare la partita.
Un dirigente del San Giorgio, inoltre, tempo fa è stato sospeso “da ogni attività federale fino al 22 novembre 2006” per avere, in un precedente incontro, rivolto frasi minacciose durante la gara ed offensive alla fine della partita.
La squalifica di un allenatore o di un atleta la posso capire, ma non ho mai capito quale danno derivi ad una squadra dalla “sospensione da ogni attività federale” di un dirigente. In cosa consiste concretamente “l’attività federale”? Alla fine il problema è che bisogna trovare un altro segnapunti?
In tale occasione il San Giorgio è stato multato, per la sospensione del dirigente, anche di 26 euro. Io al posto suo mi sarei offeso: Tuglie è stata multata di 30 euro per lo scoppio di un petardo; che cavolo, un dirigente vale 4 euro in meno di un petardo?
Comunque, spero di non leggere mai sui comunicati FIPAV di multe alla Palafiom per uso improprio di trombette. Non dovrebbe accadere visto che la uso soltanto per i punti realizzati dalle tarantine e mai per gli errori delle avversarie. Tranne rare eccezioni. Ma, come dice Silvia, ogni tanto si incontra qualche arbitro “con le crisi ormonali”.
Le ragazze locali sono a metà classifica: 4 vittorie, 5 sconfitte. Con le grandi sino ad ora non hanno brillato, ma non vanno prese sotto gamba. Anche in trasferta qualche soddisfazione se la sono presa.
La scuola è intitolata a Maria Pia, come quella della Tempesta. Forse Maria Pia di Savoia giocava nella nazionale di pallavolo di fine Ottocento.
La struttura tensostatica di San Giorgio colpisce per le sue dimensioni: sembra la palestra di Big Jim; sembra di stare dentro una tenda ad igloo da campeggio. Ma non sarà questo il vero problema.
Primo set.
I veri problemi, tanto per cominciare, stanno nelle braccia e soprattutto nella testa della Palafiom. L’avvio di partita è raccapricciante: 0-6 in favore delle locali. Le azzurre sembrano completamente addormentate. Sul piano fisico le uniche preoccupazioni riguardano la caviglia di Alessandra e la schiena di Roberta; ma è con la testa che non ci siamo. Michela mette un pallone a terra, Silvia si dà da fare sotto rete, ma stiamo giocando uno dei peggiori parziali del campionato: 8-12.
Siedo accanto al signor Moro. Per un quarto d’ora non riusciamo a pronunciare una parola, allibiti per questa prestazione sconcertante quanto inattesa.
Le avversarie, di contro, sono in forma. Tra le loro fila ci sono due Titti. La prima è un peluche (il celebre canarino di Gatto Silvestro) che una giocatrice sangiorgese si porta in panchina come portafortuna; la seconda Titti è l’alzatrice. Piccolina di statura ma molto elegante e rapida nei movimenti; vederla giocare è davvero un piacere per un tifoso della pallavolo. Per un tifoso della Palafiom un po’ meno. Una sua perfida palla lunga aumenta il vantaggio: 8-14.





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