Tempesta Taranto-Palafiom Taranto 2-3

Sabato 11 novembre 2006 – Ore 18.00.
E siamo al derby tra le due squadre del capoluogo tarantino: la Tempesta (in casa) e la Palafiom (ospite). Si gioca alle 18 anche se la Gazzetta, per la terza volta su cinque, indica l’orario sbagliato (adesso siamo al 20% di indicazione perfetta, 20% orario non pervenuto, 60% errore).
“Tempesta” non è un nome scelto per indicare l’impeto con cui giocano le ragazze o per impressionare le avversarie (sul modello americano dei Chigaco Bulls o dei Seattle Supersonics o dei New York Knights, ecc.); è semplicemente la scuola in cui ha mosso i primi passi questa società che vanta un glorioso passato in B1.
Tornando al modello dei nomi americani, come potrebbe chiamarsi la Palafiom, polisportiva che affonda le proprie origini nel sindacato CGIL-FIOM, se giocasse oltre Atlantico? Vediamo... Palafiom Strikers (Scioperanti)? Palafiom Labour Disputies (Vertenze)? Palafiom Trade-Union Assemblies (Assemblee sindacali)? Palafiom Fiscal Wedges (Cunei fiscali)...?
Palafiom Strikers suona bene: oltre che scioperanti, può voler dire anche colpitrici.
E’ inutile dire che la Tempesta non gioca nella palestra della scuola “Livio Tempesta” ma in quella del “Maria Pia”, così come la Palafiom non gioca al Palafiom (dove gioca la Prisma, serie A1 maschile) ma all’ “Alfieri”.
Che casino.
Piccé nisciùne sciuèca a casa soa...?!
(traduzione per Silvia, che è “altitaliana”: perché nessuno gioca a casa propria?)
Mi sorprende che non ci siano ancora stati equivoci del tipo: il Torre Santa Susanna un sabato pomeriggio intende giocare con la Palafiom, va al Palafiom e si ritrova contro Granvorka e Castellano (temo di poter prevedere l’esito dell’incontro...).
Oppure l’Ugento viene a Taranto in cerca della squadra Tempesta, va alla scuola elementare Tempesta e finisce col giocare contro la selezione delle prime elementari trattenutesi in sede per ripetere la tabellina del tre (non che l’età media delle vere giocatrici della Tempesta sia molto più alta...).
La Sisley Treviso cerca la Prisma, va in via Minniti e invece di giocare contro Felizardo e compagni, favorisce la merenda dei bambini ospiti nella comunità per minori...
La Tempesta si trova quest’anno in serie C per aver acquistato il titolo sportivo dal Castellaneta così come la Prisma maschile acquistò due anni fa il titolo sportivo del glorioso Parma per tornare in A1. Come alle aste giudiziarie.
Dico io: perché le ragazze della Palafiom devono farsi il mazzo sul parquet per ventisei settimane quando il presidente Urago potrebbe tranquillamente acquistare un titolo sportivo di serie A1...? Altro che B2. Basta soffrire in palestra; aspettiamo i saldi di gennaio e poi Urago si cali l’ man’ ‘nzacca (traduzione per Silvia che è altitaliana: metta mano al portafogli) per acquistare un titolo sportivo della massima serie.
Con la Tempesta siamo in buoni rapporti: cessioni di giocatrici, transumanza di tifosi, nessuna rivalità da stracittadina. Anzi, peccato che lo scontro diretto non sia all’ultima giornata altrimenti negli accordi bilaterali si sarebbe potuto introdurre l’accomodamento della partita...
Ad essere sinceri, la transumanza di tifosi è a senso unico: dalla Palafiom alla Tempesta. Ed anche gli organi di informazione dedicano più attenzione alla squadra del “Maria Pia”.
Alla prima partita c’era persino Studio 100, evidentemente disimpegnata da quando non c’è più la sindaca da intervistare dieci volte al giorno.
Però non è mica giusto: la Palafiom sfiora la B2 per due anni consecutivi e a stento riesce ad avere due righe sui giornali, poi arrivano queste, fresche fresche, e ci fregano tifosi ed attenzioni mediatiche.
Inoltre, i dubbi della vigilia sulle presenze del signor Cirillo e di Alessandra hanno, ahimé, trovato conferma: il capo ultras e la nostra indimenticata ex-schiacciatrice sono passati dall’altra parte della barricata.
Speravo di vedere Ivana in campo, in qualunque ruolo. Purtroppo i problemi alla spalla persistono e sembra ormai necessario l’intervento. Bruttissima notizia. Ivana è in tribuna ed è lo specchio della tristezza.
La squadra indossa le nuove maglie. Fino a ieri definire le giocatrici “rossoblù” era un azzardo dato che erano solo blù; adesso neanche quello. Sono azzurre con bordi bianchi. Sono cambiati anche alcuni numeri: Sonia è passata all’11, Luana al 12 (forse la maglia numero 10 è stata ritirata per sempre in onore di Alessandra Passaro), Valentina al 9, Rossella al 2, Alessandra al 14.
Rossoblù (più rosse che blù) sono invece le ragazze della Tempesta, che, al momento dei saluti, donano un fiore ciascuna alle proprie avversarie. Che carine.
Si gioca. Serve l’ex Paola Marcianò, già palleggiatrice di riserva della Palafiom. Non attende il fischio dell’arbitro e dovrà ripetere il servizio due volte tra i sorrisi dell’interessata, del pubblico e dell’arbitra. Sorridiamo adesso; fra un’oretta la situazione sarà leggermente diversa.
Paoletta, non fare scherzi... Ricordati delle tue radici. Ricorda che sei sangue del nostro sangue.
Ancora ieri eri seduta sulle ginocchia di Clara, Alessandra Passaro ti dava le pappine e Silvia ti aiutava a compiere i primi passi sul parquet. “L’importante – ti ammoniva coach Presta - è che non superi quella linea bianca. Dentro quel rettangolo c’è gente cattiva che può tirarti pallonate addosso. E’ pericoloso...” E tu, obbediente, davi la manina ad Alessandra Certa, che ti riaccompagnava in un angolo della palestra e si assicurava che restavi lì, buona buona, a giocare con Valentina.
Veramente la manina immacolata, che non aveva mai toccato un pallone, alla fine delle partite la porgevi a tutti tranne che a me. Forse perché il coach ti aveva raccomandato di non accettare caramelle dagli sconosciuti ed in particolare da Trombetta.
Ti ricordi? Non vorrai adesso rivoltarti contro chi ti ha cresciuta, nutrita ed accudita. Non ti azzard... Insomma, ora hai la possibilità di ricambiare tutte le amorevoli premure di chi ti ha voluto bene.
La Palafiom parte bene (4-1), ma già in avvio del primo set si capisce che non sarà una passeggiata. Una serie di errori e di malintesi in difesa incoraggiano la rimonta delle nostre avversarie che si portano sul 5-11 (per convenzione, indico sempre prima i punti della Palafiom). Michela interrompe per un attimo la serie negativa, ma le ragazze della Tempesta pungono in attacco, difendono bene, murano e proprio Paola, in stato di grazia, si toglie lo sfizio di un secondo tocco e di una schiacciata.

Non so cosa Alessandra abbia insegnato a Paoletta durante gli allenamenti della scorsa stagione. Sta di fatto che l’interpretazione del secondo tocco da parte della giovane palleggiatrice della Tempesta è decisamente originale: lei non scaglia la palla a terra con un perfido colpetto secco ma effettua un morbido pallonetto a due mani all’indietro, praticamente un’alzata verso il campo avversario, talmente elementare che sembra un passaggio sbagliato. Mai vista una cosa simile. E il bello è che ogni tanto funziona.
La Tempesta conduce 11-16 e forse non sarà un fuoco di paglia come tutti pensavamo all’inizio.
Sospensione di tre minuti perché coach Lafratta pretende una minuziosa pulitura del parquet. Non il campo di gioco, ma l’area della sua panchina, dove non è certamente scivolata nessuna giocatrice. Forse è lui che inumidisce il terreno sputacchiando gioppini.
La Palafiom sta giocando maluccio. Solo Rossella, oggi piuttosto incostante, trova un break personale di due punti, compreso un bel pallonetto.
E’ un buon momento (18-21); ogni tanto la Tempesta ha delle pause e bisogna approfittarne. Doppia di Paola, subito sostituita per un paio di minuti dal coach. Spietato. La palleggiatrice indossa scarpe rosso-shocking. Uhm... brutto segno. Anche le maglie della Tempesta sono rosse; ho l’impressione che questa sia una palese manifestazione di attaccamento e di identificazione con i colori sociali della nuova squadra.
Per fortuna c’è Michela che consente il sorpasso alla Palafiom 22-21 e rimedia ad una doppia della nostra Alessandra. Sonia, che sta sbagliando tanto, mette a terra una palla pesante (24-22) e il set si chiude 25-23 per la Palafiom.
Che sofferenza. Ed ancora è niente.
Il secondo set è un incubo. Sonia sbaglia a ripetizione (0-4) e ci si mette pure un fallo di posizione. Silvia spezza la serie negativa (2-8) e finalmente Clara vince qualche duello a rete (7-10). La sensazione di risolvere col tempo anche questa partita lascia spazio a un po’ d’ansia quando ulteriori errori delle azzurre incrementano il divario (8-13). Coach Presta è imbufalito. La Tempesta sta giocando bene, ma è soprattutto la Palafiom ad essere in difficoltà. Viene murata persino Michela. Dopo l’ennesimo attacco sulla rete di Sonia (9-17), l’opposto lascia il posto a Valentina che ha così modo di confrontarsi da avversaria con la sua amica Paola. Due bei muri di Silvia riaccendono la speranza (12-17), ma la Tempesta sa attaccare con efficacia e l’omaggio floreale di inizio partita viene ricambiato con un secondo errore di posizione della Palafiom (14-22) e con un tecnico assegnato dopo le veementi proteste di Clara e di coach Presta.
“Non ne stai azzeccando una” è l’unica espressione rivolta da Marcello all’arbitra che sentiamo dagli spalti. Il secondo arbitro percorre il campo più volte per riferire misfatti alla prima arbitra. Se vuoi intrallazzare con lei, invitala fuori a cena, senza che fai l’infamone ogni due minuti per avere il pretesto di parlarle...
Mai vista tanta tensione da quando seguo la Palafiom. E meno male che questo è il derby dell’amicizia... In effetti, le squadre si rispettano; è tra la Palafiom e il duo arbitrale che scorrono fiumi di veleno.
Si riprende sul 16-23. Michela schiaccia sulla rete e Clara manda la palla fuori: 16-25. Gli errori arbitrali, il nervosismo e soprattutto l’autolesionismo della Palafiom non devono oscurare i meriti della Tempesta, squadra equilibrata e dotata in tutti i reparti.
Prima dell’inizio del terzo set, c’è l’ennesima discussione tra le azzurre e l’arbitra. Oltre a Silvia (che è la capitana; solo adesso ci sono arrivato...) si avvicina Michela. Pericolo... Per fortuna la schiacciatrice fa solo il gesto degli occhiali.
Le ragazze sembrano più concentrate. Rossella urla le proprie richieste di primo tempo e Alessandra l’accontenta. Ma la Tempesta ribatte colpo su colpo. Errore in battuta della Palafiom (otto in tutto l’incontro) ed ace fortunato delle avversarie, che si portano in vantaggio sul 6-8. Finalmente Sonia dà segni di ripresa e riesce a portare la squadra in vantaggio per 13-12. Alessandra, oggi un po’ distratta, mette a segno un “tocco magico” rimediando ad un attacco infruttuoso di Rossella (15-15). Un muro in coppia Michela-Rossella ed un provvidenziale ace di Clara sembrano il preludio alla fine dell’incubo (17-15), ma c’è un’altra contestazione: l’arbitra non avrebbe visto un tocco del muro su un attacco della Palafiom finito fuori (18-17).
Il momento è delicato e la tensione condiziona anche la condotta sugli spalti: Giovanni definisce Baff’ d’ chiumme un sostenitore della Tempesta e il padre di Valentina urla consigli tattici alla figlia: “Rimettiti la tuta!”
Un primo tempo di Silvia, un altro bel muro ed un attacco di Michela permettono alla Palafiom di conservare il vantaggio (21-19), ma le furie rosse non si arrendono e pareggiano grazie ad un fallo poco chiaro fischiato a Clara (un’invasione?). E grazie alla propria bravura, ovviamente. Uno scambio lungo e tirato premia le padrone di casa (22-24), Sonia viene murata e la Tempesta chiude il set sul 22-25. Siamo sotto di due set a uno; abbiamo ceduto il primo punto in classifica dall’inizio del torneo.
Ora bisogna almeno raddrizzare questa partita. Marcello Presta nell’intervallo è incavolato nero.

La sua strigliata darà buoni frutti perché nel quarto set la Palafiom scende in campo con la giusta determinazione. Già nel terzo c’era stato qualche segnale di ripresa ma era stata brava la Tempesta a contenere le ospiti con una difesa ammirevole.
Sonia è trasformata ed offre un saggio del proprio valore con una serie di attacchi rabbiosi. Anche Clara gioca un parziale perfetto e condito da muri e da conclusioni efficaci. Un suo splendido pallonetto ci porta sul vantaggio di 6-1.
Silvia si fa rispettare sotto rete ed un secondo tocco di Alessandra aumenta il vantaggio: 9-3. Ogni giocatrice sta adesso mostrando il meglio del proprio repertorio. Era ora. Soltanto Simona appare a volte in difficoltà, ma, per il dolore alla schiena che la affligge stasera, sta facendo fin troppo. C’è anche Michela (10-3), sebbene la nostra laterale sia solita tenersi da parte i colpi migliori per le fasi conclusive dei set. La Tempesta prova a rimontare (17-11), ma è propria Sonia che ripristina le distanze prima di lasciare spazio agli attacchi indifendibili di Clara (20-14) e Michela (22-15). La vera Palafiom, quella che abbiamo atteso per tutta questa serata disgraziata, vince il set per 25-17.
Il tie-break sembra, fortunatamente, la prosecuzione del quarto parziale, con le stesse protagoniste ed una particolare nota di merito per Silvia, che compie salvataggi acrobatici e sfrutta ottimamente il proprio turno in battuta (5-1).
Il capro espiatorio della Tempesta è Paola, che riprende fiato in panchina.
Ma la sua è stata un’ottima partita. In pochi mesi questa piccina si è trasformata da soprammobile della panchina Palafiom a leader di una buona squadra mostrando già una padronanza sorprendente del proprio ruolo.
In casa Palafiom anche Rossella trova il modo per dimostrare il proprio talento, certamente enorme ma messo in luce troppo raramente in questa stagione. Sull’8-4 per le ospiti, la Tempesta vuole dimostrare che la partita non è ancora finita e tenta la rimonta (10-8). E’ l’ora di Michela, che affonda una diagonale rassicurante (11-8).
Ace della Tempesta, in cui è rientrata Paoletta, e replica di Michela (12-10).
Ora, però, il nostro martello è in seconda linea. Sonia mette a terra un nitido pallonetto (14-11). Sembra fatta, ma un errore in servizio di Silvia, un attacco fuori dell’opposto ed una bella azione delle furie rosse riportano l’incontro in parità: 14-14. Mi spiace dirlo, ma stasera la Tempesta ha dimostrato di meritare la salvezza più di quanto la Palafiom abbia dimostrato di meritare la promozione.
Ciò non toglie che le azzurre abbiano carattere e nervi saldi nel momento decisivo. Sonia mette a terra un altro pallonetto e l’attacco finale della Tempesta finisce sull’asticella (16-14).
L’applauso del pubblico accomuna le due squadre. Per la Palafiom ha il valore di un affetto incondizionato (cioè non condizionato certamente dall’altalenante prestazione odierna) e di un incoraggiamento a far risaltare con più costanza gli indiscussi talenti che compongono questa squadra. Di buono c’è stato il carattere dimostrato nei momenti più delicati e la capacità di reazione, sebbene tardiva.
Oltre alla continuità bisogna ritrovare anche i pantaloni della tuta di Valentina; ecco cosa succede a non ascoltare i consigli di papà che da un’ora stava invitando la figlia a indossare la tuta...
Dal profondo Salento giungono cattive notizie: Tuglie ha battuto l’Azzurra Lecce 3-0, l’Ugento è andato a vincere 3-1 a Trepuzzi e il San Pietro Vernotico è tornato in corsa sbarazzandosi del Corsano (3-0). Oria giocherà il Sunday Night a Nardò; è un terreno ostico, ma in caso di vittoria netta le oritane resterebbero sole al comando.
In conclusione, per me non è stato il migliore dei compleanni possibili, pur essendo stata una partita emozionante.
Classifica:
Palafiom Taranto 14
Tuglie 14
Oria 12 (una partita in meno)
Ugento 11
S.Pietro Vernotico 10





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