Ritratti
IVANA GALLO INGRAO
Opposto (...libero? laterale?)
Nata a Taranto, dove vive, 24 anni fa.
Segno zodiacale: Ariete
Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? A 6 anni, già in modo costante.
Perché proprio la pallavolo? Merito di... Mila e Shiro.
Chi...? Cartoni animati giapponesi che guardavo da piccola.
La tua carriera: Ho fatto tutti i campionati giovanili nella Mondial Volley, con cui ho anche disputato due campionati in serie D ed altri due in serie C. Per tre stagioni sono stata in prestito, sempre in serie C: San Giorgio Jonico, Monfalcone (in Friuli) e Palafiom. Dal 2003-2004, grazie all’allenatore Marcello Presta che mi ha “riscattato” dalla Mondial sottraendomi alla “tratta delle bianche”, sono una tesserata della Palafiom, con cui ho disputato altri quattro campionati in serie C, compreso quello in corso.
Quando hai deciso di giocare da opposto? Nei campionati giovanili giocavo da centrale; coach Caputo decise di impiegarmi da opposto. Inizialmente non mi piaceva, poi mi sono adattata e adesso non tornerei più indietro. Per me è il ruolo più bello.
Cos’altro fai nella vita? Studio all’università: scienze della formazione, laurea in servizio sociale. Come del resto sai benissimo... Inoltre lavoro nella segreteria della Polisportiva Palafiom.
I tuoi hobbies? A parte tutti gli sport contemplati dal CONI e in particolare il beach-tennis e il beach-volley, adoro le escursioni nella natura, i viaggi. Anche la lettura, ma ho poco tempo.
L’ultimo libro che hai letto: La casa degli spiriti di Isabel Allende, sicuramente la mia autrice preferita.
Ecco, bene. Il libro che hai portato in Sicilia, invece, ha finito col portare sfiga. L’ultimo film che hai visto: Ti va di ballare? in videocassetta. Una commedia simpatica.
Il tuo cantante preferito: I cantautori italiani “storici”: Adriano Celentano, Lucio Battisti.
Il tuo piatto preferito: Mangio tutto ! (ma non lo diciamo al coach...)
Il viaggio dei tuoi sogni: Una località di mare esotica, magari nei Caraibi. Purché, ovviamente, sia possibile praticare vela, immersioni, beach-volley...
La città in cui ti piacerebbe vivere: Fondamentalmente riesco ad adattarmi ovunque, persino a Taranto.
Sapresti elencare i tuoi principali pregi? La lealtà, la schiettezza.
Sì, lo rileviamo ogni sabato... E i tuoi difetti? Pesante, pignola, tendo a rompere le scatole al prossimo, soprattutto a chi mi vuole bene. E poi a volte sento il bisogno di stare da sola per i fatti miei; è una mia esigenza, ma per qualcuno potrebbe sembrare un difetto.
Il più bel ricordo della tua carriera: La “liberazione” da Pino Caputo, senza ombra di dubbio.
Il più amaro: Non è un episodio specifico, ma è il rammarico di non aver mai [per ora, ndr] giocato in serie B. E il rammarico è aumentato dalla sensazione che saremmo in grado di sostenere quel campionanto.
Cosa ti piace della Palafiom? Tutto: l’allenatore, che è il migliore in circolazione ed ho una venerazione per lui [beh, vista dai bordi della palestra, non si direbbe..., ndr], le compagne, la serenità, l’atmosfera in generale. Anche il fatto di essere seguite da uno staff molto qualificato. E’ una società pulita, limpida; in serie C non giocherei in nessun’altra squadra.
Cosa non ti piace? Giocare in una palestra inadeguata e lo scarso interesse manifestato nei nostri confronti dalla città. Forse, però, dipende anche da noi; dovremmo curare meglio questo aspetto.
Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite? L’abbigliamento interno dev’essere sempre lo stesso, “quello del sabato”, e poi compio un esercizio ginnico prima delle partite in casa.
Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere? Posso migliorare al muro e dovrei anche adattare meglio i tempi di attacco in rapporto al movimento della palla che mi viene passata. Se chiediamo un parere al coach, però, immagino che abbia un lungo elenco da aggiungere...
Il giocatore che ammiri di più: Andrea Giani.
Se potessi, quale avversaria porteresti nella Palafiom? Questa è una domanda maligna... Se rispondessi sarebbe scorretto nei confronti della compagna che gioca in quel ruolo e che teoricamente dovrebbe cederle il posto.
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera? Palafiom-Holiday 3-1 del 2002-2003. Quella sera sembravo drogata.
Vista la tua borsa personale di farmaci, forse lo eri... Scherzo. E la partita che vorresti cancellare? Aci Castello-Palafiom 3-1 dello scorso anno. Brucia ancora, soprattutto il quarto set.
Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo? La sua caratteristica peculiare: è uno sport di squadra ma senza contatto fisico. Quindi la coesione della squadra è determinante. Inoltre quest’attività mi ha permesso di conoscere tanta gente e di stringere legami importanti, mi ha permesso di crescere con dei valori. La squadra è una micro-società e si sperimentano dinamiche relazionali ed esperienze che ritrovi nella vita reale.
C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce? Il tifo inappropriato, la volgarità stupida.
Aspettative per questa stagione: In questo momento sono ancora ferma per un infortunio alla spalla, quindi la mia attuale priorità è quella di stare bene e di tornare a giocare. E poi, ovviamente, la B2.
Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro: Riuscire a trasferire nello studio la dedizione, la passione, la costanza con cui pratico questo “maledetto” sport. Credo che a quest’ora avrei già tre lauree.
Enciclopedia Palafiom
Sembra che la comunità americana di mormoni abbia scavato alcune gallerie nelle rocce delle montagne dello Utah. Le gallerie conducono ad un archivio in cui
“si conservano i nomi di diciotto miliardi di persone, vive e defunte, riportati con cura su un milione e duecentocinquantamila microfilm. (...) Lo scopo finale di questa impresa gigantesca è di catalogare su microfilm l’intero genere umano. (...) Per i mormoni, infatti, la genealogia rappresenta l’elemento essenziale della religione. Ogni mormone può, grazie a questo fantastico archivio, tornare nel passato, scendendo lungo il proprio albero genealogico, e così impartire retroattivamente il battesimo a quegli antenati che non hanno avuto la fortuna di conoscere la rivelazione mormonica”. [1]
A Lecce, nei sotterranei di una palestra in via Di Vereto, una comunità di aderenti al culto di Forzaragazze.it raccoglie i nomi e le interviste dei giocatori di tutte le squadre di pallavolo della Puglia. Lo scopo finale di questa impresa gigantesca è di catalogare su files l’intero genere pallavolistico.
A parte gli scherzi ed al di là della richiesta di Forzaragazze.it, da oggi iniziamo a far conoscere meglio le atlete della Palafiom agli appassionati di pallavolo.
Intendo procedere come segue.
Le interviste, ovviamente, non sono obbligatorie. Io preferei fornire un quadro completo della squadra non tanto sul mio blog quanto su Forzaragazze.it, che è consultato da un pubblico più vasto; però, se qualcuna non se la sente, non deve sentirsi costretta; ci mancherebbe.
Ricordo che i commenti sono filtrati e che, soprattutto per le interviste, non saranno pubblicati commenti che possano non essere graditi alle giocatrici.
L’ideale sarebbe pubblicare un’intervista alla settimana, alternandola dunque, con le partite in modo tale da non rendere monotono il blog. I siti internet delle squadre tecnologicamente più evolute prevedono, di solito, delle sezioni (notizie, risultati e classifiche, profili dei giocatori, sponsor, ecc.); nei blog come questo, purtroppo, tutti gli interventi seguono esclusivamente l’ordine cronologico e quindi credo che convenga mantenere un certo ritmo.
Comincio con Ivana perché ho avuto già l’opportunità di farle il “terzo grado” di persona. Mi pare che il risultato sia apprezzabile e spero che sia da stimolo per le compagne.
Per praticità ho lasciato i questionari a Clara, però, pensandoci bene, forse le interviste vengono meglio con il confronto diretto. Beh, poi vediamo. Vista la carenza di foto, infine, forse non sarebbe male se ogni giocatrice scegliesse e mi inviasse la propria immagine da collocare accanto al testo.
Alla fine, ovviamente, sarà il turno del coach (la foto ce l'abbiamo...).
NOTE:
(1) KIŠ, D., Enciclopedia dei morti, Adelphi, Milano, 1996 (2^ ed.), pagg. 187-188.





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