Palafiom Taranto-Ceglie 3-1
Sabato 4 novembre 2006 – Ore 17.00.
Il campionato di serie A1 è sospeso per i Mondiali; riprenderà nel dicembre del 2013. Perché non li giocano d’estate i mondiali come in tutti gli sport normali? E perché noi non approfittiamo della sospensione del campionato della Prisma per andare a giocare al Palafiom abbandonando questa palestra orripilante?
Comunque stamattina ho visto in televisione Italia-Cuba, campionati del mondo femminili. L’allenatore caraibico sembrava il fratello minore di Compay Segundo (Buena Vista Social Club).
Dall’incontro ho tratto qualche indicazione da sottoporre all’attenzione di Marcello Presta: perché la Palafiom non acquista una cubana...? Magari la Carrillo o la Ortiz. Che cavolo: il Massafra ha un’argentina; vogliamo essere da meno?
Passando alle cose serie, abbiamo già qualche significativo scout stagionale:
Media aces a partita: 5,5
Media errori in battuta: 8,5 (pochi rispetto ai maschietti della Prisma)
Indicazione perfetta dell’orario della partita su La Gazzetta: 33,3%
Abbinamento perfetto delle didascalie con le foto delle giocatrici: 100%
La Gazzetta del Mezzogiorno continua a sbagliare gli orari di inizio delle partite (ha posticipato alle 19 la gara interna con il Putignano ed ha anticipato alle 17 la partita a San Pietro Vernotico; su quella con il Ceglie ha preferito non esprimersi); in compenso non pubblica più la foto di Michela spacciandola per Ivana.
L’approccio alla partita con il Ceglie è stato molto professionale da parte delle ragazze: la palestra è stata trasformata in discoteca ed anche sul piano dell’alimentazione si sono registrate novità. Luana ha svelato il segreto del successo del Massafra, squadra in cui ha militato l’anno scorso: a colazione coppetta di zabaione accompagnata da una tazza di latte corretto con il San Marzano; durante il giorno qualche “richiamo”. E’ così che si vincono le partite.
Soltanto, non bisogna esagerare con il San Marzano altrimenti i muri a due vengono percepiti come muri a quattro.
Ceglie è reduce da due sconfitte consecutive, ma nella prima partita di campionato si è imposto al tie-break sul Nardò, squadra notoriamente rognosa.
A Taranto c’è un’atmosfera strana, da film di fantascienza, genere catastrofico-ambientale. Il dissesto, anzi la criminale gestione del bilancio locale con i suoi 487 milioni di euro di passivo, produce i primi danni. Non ci sono soldi per la manutenzione dei mezzi per la raccolta della spazzatura, i cassonetti straripano e alcuni marciapiedi sono già intasati dalla monnezza. In più è improvvisamente calato il freddo, che alimenta la condizione surreale di una città in cui le paperelle della Villa Peripato non sono state salvate dal degrado igienico dello stagno e dalle incursioni dei cani randagi.
Cosa avranno pensato, entrando in questo scenario da horror, le giocatrici di Ceglie, abituate alla dolcezza della Valle d’Itria, alle candide suggestioni del loro centro storico, ai rinomati ristoranti? Avranno avuto la stessa sensazione di Magellano, quando, avvicinandosi alla punta della Patagonia, scorse dei fuochi ed attribuì a quei territori il nome di “Terra del Fuoco”? Con la differenza che a Taranto i fuochi sono quelli della monnezza bruciata di notte dai teppisti.
Arrivo in palestra appena due minuti prima dell’inizio dell’incontro e lo scenario è squallido. Altro che giocare al Palafiom; persino l’”Alfieri” è troppo grande per la quantità di tifosi presenti stasera al fischio d’inizio.
Colpo di scena: Ivana è in campo (e questa è una splendida notizia), ma è in campo come libero (e questa è una ben strana novità). Simona, infatti, è in castigo per aver saltato un allenamento. Anche se si trattava di un giorno festivo, coach Presta è stato inflessibile. Materia per i sindacati.
Comunque, io l’avevo detto che la frequentazione di Vincenzo Di Pinto si sarebbe rivelata nociva per Marcello Presta; temo che da adesso fino alla fine del campionato nel ruolo di libero si alterneranno tutte le ragazze e finanche le rispettive sorelle e cugine.
Quello che conta è il rientro di Ivana, che si era sottoposta ad una terapia di onde d’urto self-service. Puntava da sola l’apparecchio sulla spalla e ne selezionava l’intensità. Se è efficace sui tendini e sul callo osseo e se me lo presta, quasi quasi lo provo pure io orientando le onde d’urto sulla mia pancia e sperando così di dimagrire un poco.

Mi scoccerebbe fare ginnastica, fa troppo freddo per riprendere a correre e la cyclette potrebbe non essere un buon investimento. L’unico esercizio fisico che vorrei continuare a fare è sollevare le posate per portarmi dolci all’altezza della bocca.
L’avvio della partita è ottimo per le tarantine: 5-0, poi il Ceglie si sveglia e sembra tenere il passo. Le rossoblù incappano in un fallo di posizione; non è da loro commettere questi errori, ma ancora non sappiamo cosa ci attende nel terzo set. A parte questo, le tarantine sembrano in forma e controllano agevolmente la partita.
Ivana in campo come libero fa uno strano effetto: si sacrifica in un ruolo atipico, ma la difesa della squadra è più confusa del solito. La mamma di Simona ha l’impressione che Ivana debba lottare contro i propri istinti per non schiacciare quando è vicina alla rete.
Sul 20-10 la Palafiom decide di vivacizzare l’incontro commettendo qualche errore di troppo. Entra Valentina ed è proprio lei a chiudere il set con determinazione (e senza minacce alla palleggiatrice, credo...): 25-19.
Nell’intervallo coach Marcello è alquanto critico. Forse ha una premonizione di quello che succederà nel corso della partita.
Riprende il gioco. La numero due delle brindisine è molto brava, però la squadra nel suo complesso ha un grave difetto: urlano troppo in campo. Grazie a un bel muro e ad una buona serie di attacchi di Clara, la Palafiom riprende il largo: 12-5.
Breve black-out delle rossoblù, poi super-Alessandra riprende in mano le redini della squadra e Michela realizza tre aces consecutivi. In tutto l’incontro: 9 aces e 6 errori in battuta per le tarantine; nessun servizio vincente e 4 errori per le cegliesi. Evidentemente coach Castellana ha dato indicazioni precise: non prendete iniziative in battuta.
A fine set, con oltre dieci punti di vantaggio, entrano quasi tutte le giovani leve della Palafiom, almeno quelle che hanno la maglia. Fa il suo esordio anche Luana, sostenuta on web dalle sue estimatrici massafresi. Prima tocca la palla in modo irregolare, ma poi dimostra il suo talento e serve a Valentina, puntuale set-winner odierna, la palla del 25-12.
Partenza sprint della Palafiom anche nel terzo set: 8-0. L’allenatore cegliese sta per aggredire fisicamente le proprie atlete, poi chiama il time-out e regola i conti in privato. Molto efficacemente, come si vedrà tra poco. Ivana mostra sempre più padronanza nel suo nuovo ruolo, grazie anche agli allenamenti a cui l’abbiamo sottoposta in ufficio.
Riprendono a scaldarsi tutte le golden babies, ma improvvisamente la partita si trasforma e si torna agli scenari da horror urbano. Dopo un originale servizio boomerang di Rossella, Ceglie avvia una rimonta straordinaria. Dal 10-1 per la Palafiom si arriva ad un incredibile risultato di parità: 14-14!
Sperperato tutto il vantaggio. Come si fa a bruciare un patrimonio così consistente in pochi minuti? Solo l’ex-sindaca Rossana Di Bello sarebbe capace di fare peggio.

Indubbiamente sono le tarantine che stanno facendosi del male da sole: deconcentrate, distratte, incapaci di rientrare in partita, ma quando si subisce una rimonta di nove punti c’è anche il merito delle avversarie. Ceglie crede nell’impossibile ed offre all’allibito pubblico locale una lezione di carattere e – direi – anche di dignità sportiva. A parte un secondo tocco di Alessandra e qualche attacco di Michela, la Palafiom brancola nel buio. Il “vaffa” urlato da Sonia, più che la reazione ad una ricezione difficile, è il destino verso cui si indirizza il set delle rossoblù: Ceglie passa addirittura a condurre 20-18.
Le più attonite sono le riserve della Palafiom, che già pregustavano il terzo ingresso trionfale a metà set e invece sono rimaste ai bordi della palestra. Per come si concluderà il parziale, sarebbe stato meglio se fossero entrate.
Simona si occupa del segnapunti e finge di non conoscere le compagne. Palafiom io? Quando mai? Chi sono queste principianti...?
Per fortuna Paolo Leone ha solo la macchina fotografica e non anche un microfono, perché credo che Marcello Presta stia facendo ricorso a tutte le parolacce coniate dalla notte dei tempi.
O forse avrà citato Schopenhauer, che però, prevedendo il futuro già nell’Ottocento, si riferiva alla Di Bello e non alla Palafiom:
Tutte le donne, con rare eccezioni, sono inclini allo sperpero. Perciò ogni patrimonio, a parte i rari casi in cui l’abbiano acquistato esse stesse, dovrebbe essere messo al sicuro dalla loro stoltezza. [1]
Nel caso delle rossoblù, però, il patrimonio di nove punti di distacco l’avevano “acquistato esse stesse”.
Sul parquet soltanto Michela si risveglia dal torpore e – da sola - riporta la squadra sul 22-22 e poi sul 23-24, ma le brindisine non falliscono l’attacco decisivo e il muro tarantino finisce fuori: 23-25.
Il momento felice di Michela continua nel quarto set (da segnalare una diagonale che è quasi una parallela alla rete), ma, fortunatamente, tutta la Palafiom è di nuovo presente mentalmente e fisicamente. Sotto lo sguardo minaccioso del coach, si portano sul 4-1, sul 7-2 e sul 12-3. Particolarmente felice è il turno in battuta di Silvia, ma anche Rossella ritrova continuità. Si arriva al 16-6, ma nessuno è più tranquillo; basta che il Ceglie realizzi due punti di seguito perché il terrore cali nuovamente in palestra. L’accenno di rimonta si ferma sul 18-11. Un ace di Sonia contestato dalle brindisine, due punti pesanti di Michela e il buon lavoro delle “piccole” consentono alla Palafiom di conservare il vantaggio fino alla fine. Il punto del 25-14 è un beffardo ace di Rossella aiutato dal nastro.
Risultati che ci interessano:
Oria – Trepuzzi 3-1
Torre Santa Susanna– Tuglie 0-3
Ugento – Nardò 3-1
...E domani, forza Lecce!, squadra con cui ho un personale gemellaggio telematico in atto.
Classifica:
Palafiom Taranto 12
Oria 12
Tuglie 11
Ugento 8
Ho fatto una ricerca negli archivi e vorrei far notare che l’anno scorso, alla quarta giornata di campionato, il Massafra dei record aveva già ceduto un punto in un tie-break. In questo momento, dunque, in una virtuale tabella di marcia comparata noi siamo avanti.
Sabato prossimo c’è il derby con la Tempesta, che oggi ha compiuto una piccola impresa espugnando Corsano. Brave ragazze! E’ un derby tra amici, ma la trasferta, se così vogliamo chiamarla, al “Maria Pia” sarà anche l’occasione per una verifica. Il cognome del presidente della società, Luca Passaro, mi insospettisce. E in effetti si tratta proprio del padre della nostra ex-schiacciatrice.
Se scopro che Alessandra sta andando a fare il tifo per la Tempesta invece che per la Palafiom, ritiro tutto quello che ho scritto su di lei nel blog. E cospargo il terreno del “Maria Pia” di cose indicibili (comunque di animali) così quando poi si pulisce la scarpa sulla mano (o la mano sulla scarpa – ancora non l’ho capito) saranno fatti suoi.
Di Tempeste, veramente sembrano essercene due: quella del “Maria Pia” (serie C) e quella che gioca a Monteiasi (serie D). E presumo che il Luca Passaro della Tempesta di serie C sia lo stesso della Tempesta della serie D, anche se in un articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno si fa menzione di un certo Luca... Passera. [2]

L’errore è ripetuto per due volte, quindi – come ci dicevano a scuola - non si tratta di distrazione. Piuttosto potrebbe trattarsi di un lapsus del giornalista. E poiché Sigmund Freud riteneva che i lapsus non fossero casuali ma fossero la manifestazione di un desiderio inconscio che affiora ed in tal modo trova soddisfacimento, mi chiedo: quale desiderio inconscio sta manifestando il giornalista che scrive Passera invece di Passaro...?
A parte Alessandra, anche il signor Cirillo, il capo ultras, il mio superiore gerarchico, è sparito. Ed anche lui pare che sia stato avvistato al “Maria Pia” a tifare per la Tempesta.
Tradimento!
No, vabbè, nessun tradimento; il signor Cirillo è troppo simpatico ed è un appassionato vero. In quanto tale, però, qualche comparsa alle partite all’”Alfieri” della Palafiom (solitamente coincidenti con le trasferte della Tempesta) potrebbe anche farla. Lo aspettiamo.
NOTE:
(1) SCHOPENHAUER, A., L’arte di trattare le donne, Adelphi, Milano, 2005 (8^ ed.), pag. 46.
(2) L.P., Monteiasi in festa nonostante il ko, “La Gazzetta del Mezzogiorno” – Ediz. di Taranto, 21 ottobre 2006, pag. 12.
La foto di Arthur Schopenhauer è tratta da http:it.wikipedia.org; quelle dei cubani non me lo ricordo.





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