Di foto, allenamenti ed altro
Fotografie.
Avevo promesso di inviarle via email ad alcune giocatrici, ma le uniche decenti sono quelle già pubblicate. Figuratevi il resto. Qui aggiungo quelle che sono venute mosse; se volete, ve le spedisco lo stesso, ma, come vedete, fanno proprio schifo.
Da cosa può dipendere? 1) Non so più fare fotografie. 2) Senza saperlo, ho una forma precoce di morbo di Parkinson. 3) Ho usato un grado di esposizione sbagliato.
4) Le giocatrici sul parquet si muovono troppo (tranne in occasione dell’ace subìto alla fine del quarto set; avrei dovuto scattare allora...) 5) Sono venute male solo quelle con lo zoom.
In molti casi sono mossi anche gli sfondi oltre che le giocatrici e quindi la colpa è mia. Però anche i movimenti minimi trasformano le atlete in entità metafisiche... Guardate nella foto sotto la giocatrice di Nardò sotto rete: sta semplicemente camminando eppure sembra un fantasma.
Come fanno i fotografi sportivi a immortalare perfettamente scene movimentate? Attendo la consulenza di Marcello.
Comunque Rossella, alle spalle di Michela, aveva solo salutato senza fare le corna...
Allenamenti.
Altra questione sollevata dal coach a cui rispondo volentieri. Assistere ad un allenamento mi piacerebbe. Non te l’avevo chiesto perché davo per scontato che gli estranei fossero un elemento di disturbo. Però mi piacerebbe per tanti motivi. Primo: perché noi spettatori assistiamo soltanto alla fase conclusiva del lavoro settimanale e non abbiamo la minima idea dei sacrifici quotidiani che compiono le ragazze nel resto della settimana. Assistere ad un solo allenamento e moltiplicarlo mentalmente per cinque giorni alla settimana, per quattro settimane al mese, per otto mesi all’anno, mi aiuterebbe a comprendere chi sono veramente tecnico e atlete.
Secondo: mi incuriosisce la modalità con cui viene “riletta” la partita precedente e l’individuazione della strategia per la partita successiva. Se c’è il tuo consenso, a me piacerebbe osservare un allenamento nel girone di ritorno (perché immagino che ci siano anche dei riferimenti alla partita di andata).
Scout.
Gli scout, invece, sono un po’ troppo complessi: già durante la partita devo suonare la trombetta, prendere appunti e fare le foto contemporaneamente...! Però le cuffiette e le ricetrasmittenti le potremmo portare lo stesso per atteggiarci, facendo finta di usarle... Sai che figurone !? Manco Montali...
Interviste.
Ultima cosa: siamo d’accordo a completare le interviste prima o dopo gli allenamenti? Ci accordiamo e faccio un salto all’ora più gradita. Prima di pubblicare qui e sul sito di Forzaragazze.it le interviste delle giocatrici minorenni, però, vorrei che il testo finale fosse preventivamente riletto dai genitori. Non che nelle interviste si possa esprimere chissà che cosa, però mi pare più opportuno.
Serie B2.
L’ultima foto l’ho scattata nei pressi dell’edicola di casa mia...

Nardò-Palafiom Taranto 0-3

Domenica 26 novembre, ore 18.00.
Ho scoperto che tutti i provvedimenti di natura disciplinare vengono pubblicati sul sito della FIPAV Puglia. La lettura è interessante. Facciamo qualche esempio:
Comunicato ufficiale n. 8 del 15 novembre 2006.
“Gara n. 2533 Società AS Polisportiva Palafiom – Atl. Clemente Clara - Squalifica per una giornata di gara e diffida per penalizzazione durante la gara e per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine incontro.
Atl. Benefico Michela - Squalifica per una giornata di gara per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine gara.”
Se le cose si fanno, bisogna farle bene. Visto che è così precisa, perché la FIPAV non indica anche con esattezza le frasi offensive rivolte al 2° arbitro alla fine dell’incontro con la Tempesta? Lo dico nell’interesse della Federazione, i cui comunicati diventerebbero un best-seller.
A proposito, la frase di Michela la conosciamo; quella di Clara è la stessa...? Proseguiamo nella lettura:
“Pallavolo 1979 Cutrofiano – Multa di €. 35,00 per avere alcuni sostenitori rivolto frasi offensive nei confronti degli arbitri”.
Meno male che nessuno ha annotato le frasi urlate agli arbitri di Tempesta-Palafiom da Paolo Leone altrimenti avremmo avuto una multa superiore al deficit del bilancio comunale.
“ASD Sport Salus Volley Tuglie - Multa di €. 30,00 per aver fatto esplodere un petardo all’inizio della gara”.
Comunicato ufficiale n. 9 del 22 novembre 2006.
“Gara n. 2538 VB Players S.Giorgio-GS Livio Tempesta Considerato che la gara per cause di forza maggiore si è in parte disputata su un campo diverso da quello indicato in calendario, la soc. VB Players S.Giorgio è tenuta al versamento di €. 52,00 quale tassa omologazione campo di gara.”
Hanno giocato il primo set a San Giorgio e il resto della partita a Grottaglie. Le cause di forza maggiore erano il terreno scivoloso, però non sarebbe, in generale, una cattiva idea spostarsi di città in città per promuovere la diffusione capillare di questo sport. Volley on the road. Partite itineranti: un set a Taranto la mattina, un altro set a Martina Franca dopo pranzo, il terzo set a Laterza in serata. Se non è finita, la partita prosegue il giorno dopo in altre località.
La GEDA Trani è diffidata “a mettere a disposizione un segnapunti più diligente”.
“Euro Pallavolo Lecce – Richiamo per assenza allenatore”... Hanno giocato senza allenatore?! Una squadra autogestita...!
A questo punto mi sono preso il fastidio di andare a controllare il risultato: Mira Taranto-Euro Pallavolo Lecce 2-3... Hanno pure vinto, senza allenatore !!!
“Società AS Trepuzzi – Multa di €. 150,00 per avere i propri sostenitori invaso il campo a fine gara e per avere uno di essi tirato per la maglia il 2° arbitro, per frasi offensive rivolte nei confronti dello stesso e per aver un dirigente non identificato messo in dubbio l’imparzialità dell’arbitro”.
Questo è successo dopo la partita contro la Palafiom. Ma se non è stato identificato, come si fa a sapere che era un dirigente e non un tifoso?
Certo che chi leggesse tutti questi comunicati senza assistere alle partite, si farebbe un’idea della pallavolo non proprio edificante: frasi offensive, arbitri tirati per la maglia, petardi, tasse non pagate...
Sembra Scampia, o il quartiere ZEN di Palermo, o Montecitorio.
Stasera la Palafiom gioca il posticipo domenicale conoscendo i risultati delle avversarie. Negli scontri diretti Tuglie ha espugnato San Pietro Vernotico (0-3) e Oria ha sconfitto l’Ugento per 3-1.
In classifica sono rimasti pochi zeri. Uno zero si trova nella colonna delle sconfitte del Tuglie, un altro rappresenta le vittorie del Torre Santa Susanna (ahimé, c’è anche uno zero alla voce “set vinti” dalle torresantasusannesi: 0 vinti, 18 persi, poverine). L’ultimo zero non lo diciamo per scaramanzia.
Sempre per scaramanzia sono indotto a recarmi a Nardò con il presidente e la consorte (perché a Lecce portò bene) rinunciando al passaggio-lezione di coach Marcello. Comunque anche il presidente è un super-esperto di pallavolo e mi preannuncia, ad esempio, che la Federazione Internazionale sta studiando l’ipotesi di introdurre la figura del secondo libero per aumentare la lunghezza degli scambi e la spettacolarità del gioco.
Il campionato sembra spezzato in due: cinque squadre forti (Palafiom, Tuglie, Oria, Ugento e San Pietro Vernotico) separate da un divario di punti e di natura tecnica da tutte le altre.
Ad eccezione del Lecce e del Nardò, che – secondo me - occupano una posizione di classifica precaria, ma hanno un buon tasso tecnico a cui non ha corrisposto sino a questo momento l’acquisizione dei punti che potenzialmente potrebbero raccogliere (strappandoli anche alle squadre di “prima fascia” come ha dimostrato Lecce domenica scorsa).
Sul piano turistico, invece, quella di Nardò era certamente una delle poche trasferte di “prima fascia”; peccato che la tensostruttura fosse lontana dal centro storico e che non ci sia stato il tempo per una visita alla rinomata cattedrale.
Il pubblico di Nardò è noto per essere uno dei più caldi del campionato e in effetti la palestra è affollata e le trombette sono numerose.
Oltre alle nuove maglie, la Palafiom ha anche le nuove tute (che con le nuove maglie non ci azzeccano molto). A giudicare dal colore, forse c’è anche un nuovo sponsor individuato tra le agenzie di pompe funebri.

Primo set. La Palafiom, che non può contare su Ivana e su Simona, schiera Alessandra in regia, Sonia opposto, Michela e Clara laterali, Silvia e Rossella centrali, Roberta libero con il fermacapelli bianco.
Le azzurre non si lasciano impressionare dal frastuono del pubblico locale ed imprimono subito il proprio marchio sull’incontro: 6-1. Il turno in battuta di Rossella aumenta ulteriormente il vantaggio portando l’incontro sul 13-3. La manduriana sta servendo con moderazione, senza strafare e senza follie. E poi anche lei legge il blog, quindi si merita un bella valutazione. Solo Alessandra deve avere mazzate.
A parte gli scherzi, stanno giocando bene in tutti i fondamentali e in particolare al muro; Roberta è sempre più sicura e precisa e l’attacco funziona bene anche se non è particolarmente spumeggiante. Il presidente Urago si diverte ad indovinare i time-out dell’allenatore locale.
Sul 22-8 subentra un po’ di rilassamento e Nardò ne approfitta per rosicchiare qualche punto (22-12). Allora è coach Presta a chiamare il time-out e, nonostante una distrazione difensiva grave, Sonia e Silvia chiudono il primo parziale (25-14).
Il secondo set è più combattuto. Nardò, che nelle precedenti partite ha tolto un punto al San Pietro Vernotico e ha dato fastidio all’Ugento, rientra sul parquet con maggiore determinazione e passa in vantaggio (3-5). Ancora Rossella riporta la Palafiom avanti, ma Nardò sta crescendo visibilmente. Ogni tanto murano anche le salentine (10-13). Sono le nostre centrali a svolgere un ruolo determinante in questa partita, ma Sonia e Michela non stanno a guardare e proprio il nostro martello mette a terra un difficile pallone che riporta le azzurre in parità: 15-15. Soltanto Clara è un po’ in ombra in questo set, ma al centro stiamo murando tutto e le veloci non si contano: 18-16 per la Palafiom. “Veloci” è un modo di dire. Soprattutto quando attacca Rossella, sembra che la nostra centrale resti sospesa in aria in stand-by per qualche frazione di secondo. Sembra che stia per perdere l’attimo giusto, ma poi riesce sempre a rimediare, anche se in quelle frazioni di secondo ha incrementato i capelli bianchi dei tifosi. Silvia è più diretta, ma oggi Alessandra l’ha cercata meno spesso.
Un gruppo di bambini intona cori che non giovano all’armonia regionale, ma fondamentalmente il clima è molto civile. Soltanto una voce femminile alle spalle della panchina neretina (o forse sulla panchina?) tende ad essere irritante con commenti acidi urlati a squarciagola. Forse la ritroveremo nella prossima lista di provvedimenti disciplinari... Le trombette locali si affievoliscono; solo la mia trombetta Duracell resiste fino alla fine.
L’allenatore locale è un po’ contrariato dalle occasioni perse dalla propria squadra, ma le salentine non si sono arrese. Sul 19 pari, l’opposto gialloblù commette un erroraccio che l’allenatore vorrebbe vendicare sbranandola. In compenso, il libero neretino compie salvataggi miracolosi. E’ davvero brava questa ragazza, complimenti. Si chiama Demelza di nome. Quando glielo chiederò a fine partita, mi spiegherà che il nome potrebbe avere origini russe, ma si tratta solo di un’ipotesi. A Nardò sono in cinque a chiamarsi così.
Comunque, noi a liberi stiamo a posto. Anzi, la cosa inizia a diventare imbarazzante: se dico che Roby ha giocato bene, potrebbe risentirsi Simona; se auguro a Simona di riprendersi presto, si offenderebbe Roberta. Potremmo anticipare in via sperimentale l’utilizzo di due liberi contemporaneamente. Oppure rispolveriamo il metodo di Oronzo Canà, l’allenatore nel pallone, e scendiamo sul parquet con il 5-5-5... Potrei anche applicare la par condicio: ogni apprezzamento a Roberta sarà seguito da un apprezzamento a Simona e viceversa.
Sprechiamo tre punti delicati sul 22-19: un buon attacco del Nardò, una doppia di Silvia e un perfido attacco dell’opposto che si fa perdonare l’errore precedente. Coach Presta chiama un provvidenziale time-out.
Un attacco delle salentine finisce sulla rete; un lunghissimo scambio viene risolto da Sonia; Alessandra e Rossella confezionano un magistrale primo tempo: il set si chiude sul 25-22.
Anche il terzo set si apre con un vantaggio del Nardò: 0-3, grazie soprattutto ad un’eccesso di foga dei nostri attacchi. Sul 3-5 la consueta voce femminile informa i presenti che le tarantine “hanno bisogno dell’ossigeno”... Queste provocazioni caricano Michela, che prima schiaccia il punto del 6-7, poi serve in modo pericoloso consentendo a Clara di spezzare il digiuno: 9-9 e l’ossigeno portalo a mamata.
Il coach locale ha un brutto presentimento e decide di effettuare due cambi, ma la mossa non produce i frutti sperati: Sonia, Rossella e ancora Sonia portano la Palafiom in vantaggio per 14-10. Potrebbe essere lo scatto decisivo, ma qualcuno in tribuna esprime preoccupazione: Simona nota, infatti, che Roberta non porta la maglia infilata nei pantaloncini in modo uniforme. Un po’ è dentro e un po’ è fuori; così potrebbe rovinarsi, diamine! Io invece mi chiedo come abbia fatto una parte della maglia ad entrare nei pantaloncini visto che le nuove divise della Palafiom sono indubbiamente molto belle, ma l’impressione è che abbiano ordinato un paio di taglie in meno per ciascuna giocatrice. Basta che le ragazze facciano un movimento più complicato del solito e le maglie risalgono pericolosamente. Se una squadra giocasse con le maglie della Palafiom di quest’anno ed i pantaloncini-tanga del Torre Santa Susanna dell’anno scorso, sarebbe come scendere sul parquet in bikini.
Torniamo alla partita: sul 18-14 si apre un conflitto a fuoco tra tutte le attaccanti della Palafiom e il libero del Nardò, che risponde colpo su colpo.

Sul 20-17 c’è l’ennesima “mossa di Rossella”: Alessandra serve all’indietro, breve corsetta della nostra centrale verso il posto 2 e schiacciata efficace (21-17). Palla fuori di Nardò e attacco di Silvia sul libero, che non riesce a tenere in campo la sfera. Se cede anche Demelza, vuol dire che per le salentine è proprio finita (24-17). L’ultimo punto lo deve fare per forza Alessandra: prima ci prova con un primo tempo, poi con una palla appoggiata, poi con due muri, poi con una schiacciata; dopo altri quarantacinque tentativi, alla fine mette a terra la palla del match: 25-17.
La Palafiom ha giocato bene. Sonia sta crescendo, Rossella ha giocato da Rossella, Alessandra è sempre una garanzia anche se Silvia medita di riproporre domande in carta da bollo, Roberta è stata eccellente (come Simona!), Valentina si è riscaldata in modo encomiabile e ha preso 7,5 in latino, Michela e Clara non hanno brillato come al solito (anche perché il coach, grande stratega, ha impostato l’incontro sulle centrali) ma nei momenti importanti si sono fatte trovare preparate. C’è più scioltezza e forse anche più serenità e certezza dei propri mezzi. Manca solo un pizzico di continuità. E manca Ivana, a cui rivolgo un saluto e un abbraccio.

Le uniche note negative vengono dalla macchina fotografica che mi ha ceduto mia sorella: devo ancora imparare ad usarla, le foto sono tutte mosse e non solo per effetto del dinamismo delle atlete durante le fasi di gioco.
Al termine dell’incontro, il parquet è invaso dai bambini del minivolley e questo entusiasmo, oltre a giovare allo sport, vale quanto una vittoria e dovrebbe rincuorare la squadra di casa.
Classifica alla vigilia dell’importantissimo incontro con l’Oria:
Tuglie 20
Palafiom Taranto 20
Oria 19
Ugento 14
S.Pietro Vernotico 13
I grandi quesiti dell'umanità - 3

Per indicare la squadra, si dice il Palafiom o la Palafiom? Io credo sia meglio la Palafiom per distinguerla dal palazzetto, ma recentemente qualcuno mi ha fatto sorgere il dubbio. Comunque, io ormai mi sono abituato e sarà difficile cambiare.
L’intervista a Ivana, che saluto con affetto, è su Forzaragazze.it !
Le altre a che punto stanno? State facendo i compiti?
La foto del Palafiom è tratta da www.sjs.it ; il logo di Forzaragazze.it è tratto, ovviamente, dall’omonimo sito.
Le ultime parole famose - 2
"Per ciò che concerne la squadra abbiamo delle atlete con la lettera A maiuscola, costituito da ragazze solari, senza grilli per la testa che lavorano con impegno e serietà e soprattutto sanno fare gruppo”.
“Mi sembra un gruppo omogeneo senza “prime donne” e con la voglia, anche nelle più esperte, di mettersi in discussione e di migliorarsi continuamente”.

Dichiarazioni del direttore sportivo del Massafra, Annalisa Conforti (2 novembre 2006, ossia tre settimane dopo):
“In queste prime uscite stagionali veniamo penalizzati da alcuni atteggiamenti strani mostrati dalla squadra. Abbiamo evidenziato nel corso delle partite paurosi cali di concentrazione frutto di un approccio superficiale alla gara da parte di qualche atleta.”
“Con tre palle set a disposizione, non puoi buttare alle ortiche quanto di buono fatto sino a quel punto con errori stupidi e banali”.
“Si alternano momenti di bel gioco ad errori da principianti. Forse questo gruppo caratterialmente non è all’altezza per poter sopportare un campionato di B2 o forse manca il cuore, l’umiltà, la volontà di migliorarsi mettendosi sempre in discussione.”
La foto di Annalisa Conforti è tratta da www.forzaragazze.it; le dichiarazioni sono tratte dal sito dell'A.S. Volley Massafra.
Palafiom Taranto-Trepuzzi 3-1
Sabato 18 novembre, ore 17.00.
Cinque giornate di campionato hanno espresso i primi verdetti sul rendimento delle giocatrici. Stanno giocando bene Ivana, Silvia e Clara (perché hanno manifestato apprezzamento al mio blog).
Stanno giocando male Alessandra, Luana, Simona, Sonia, Michela, Rossella, Valentina, Silvietta e Desiree (che il blog non l’hanno manco letto. E se l’hanno letto, non hanno mandato neanche un commento).
Da questo punto di vista, una nota di merito anche a coach Marcello.
Parlando di cose serie, la tegola del giudice sportivo è arrivata giovedì: Clara e Michela sono squalificate per una giornata a seguito della condotta assunta nel “derby dell’amicizia”. Se consideriamo che Ivana è infortunata e che il mal di schiena di Simona si è aggravato, viene da chiedersi chi scenderà in campo stasera. Forse Renata dovrà davvero prendere un aereo da Roma.
Coach Presta punta sulle golden babies, le piccine d’oro della Palafiom: Valentina e Silvietta affiancheranno Sonia in attacco; una certa Roberta inaugura la nuova maglia (bianca) del libero.
Tutte le volte che sono state chiamate in causa, le giovani leve della Palafiom hanno fatto il proprio dovere, trasformandosi anzi da golden babies in baby-gang, vista la determinazione con cui hanno chiuso set e partite, ma giocare un’intera partita dall’inizio è cosa ben diversa.
Sonia stasera deve cancellare le ultime prestazioni incerte, ma per questo è sostenuta da un chiassoso gruppo ultras di Fragagnano. Alessandra, dal canto suo, ha responsabilità psicologiche oltre che tecniche perché dovrà valutare, di volta in volta, le compagne che se la sentiranno di osare; mentre le centrali dovranno dare il meglio per compensare eventuali e prevedibili squilibri. Che il cielo sia benigno.
Il calendario ci viene incontro: Trepuzzi è un’avversaria che lotta per salvarsi. Ma non va presa sotto gamba: la schiacciatrice con il numero 11 è piuttosto brava e ci sono un paio di ragazze che servono in modo insidioso. Contro la Tempesta giocarono dieci minuti alla grande; il loro problema è che perdono la testa quando le cose iniziano a girare male e soprattutto il libero, in quella occasione, andò in tilt dopo una prestazione discreta.
Clara si occupa del cartello segnapunti. Se l’idea di spostarlo al centro, tra le due panchine, è stata sua, ha dimostrato anche in questo di essere una grande giocatrice. Finalmente si legge qualcosa.

Michela osserva la partita tra i suoi piccoli fans, che però, data l’assenza sul parquet della loro beniamina, si dedicano esclusivamente al Game Boy. Ivana non è ancora arrivata. Simona chiede telefonicamente come sta andando l’incontro (vero) e qual è il livello di sudorazione di Roberta, che sta usando la sua maglietta nuova (falso).
Primo set. L’inizio è sconcertante: 1-5. Non riusciamo a difendere e non riusciamo ad attaccare. Arranchiamo fino al 3-8, poi le piccole mettono qualche pallone a terra e ci portiamo sull’8-9. Rossella compie buoni interventi in fase difensiva mentre Silvia inaugura una serie di primi tempi che a fine partita risulterà significativa.
Ma siamo ancora sotto; anzi, dal 12-14 Trepuzzi sembra poter prendere il largo (12-18). Roberta si sta dando da fare, ma il nuovo assetto della squadra provoca gravi incertezze in ricezione. Però la Palafiom cresce in attacco e tira fuori il carattere: break di sei punti e pareggio sul 18-18. E’ Silvia la principale protagonista di questa rimonta: primo tempo, servizio pericoloso, altro primo tempo. Valentina ci fa assaporare il vantaggio (20-19), ma una falla difensiva, molto poco gradita a coach Presta, annulla lo scatto delle azzurre.
Anche Rossella sfrutta i primi tempi (21-20) e poi emerge la potenza di Sonia. Sul 24-22, però, un pallone delle salentine finisce tra quattro giocatrici tarantine immobili; incertezze a cui non siamo abituati. La prima palla-set è annullata.
L’ingresso in palestra di Ivana è decisivo; la sua presenza garantisce un flusso energetico favorevole e il set si chiude 25-23. Che sofferenza. Ma al di là del gioco, che presenta diverse criticità, sul piano caratteriale la Palafiom, quello che resta della Palafiom, è stata ammirevole.
Secondo set. Sul turno in battuta di Rossella, Silvia respinge a muro due attacchi delle trepuzzine e trascina la Palafiom sul 4-0.
A proposito, come si chiamano le abitanti di Trepuzzi? Trepuzzine? Trepuzzette? Tre puzzette?
Mi scuso per la battuta di dubbio gusto, ma se non insulto un po’ le avversarie, qualcuno non è contento...
La Palafiom adesso sta giocando bene anche in difesa e Sonia è devastante in attacco. I suoi ultras sono attrezzati: trombetta carnevalesca, megafono e musichetta Jingle Bells. L’opposto li ripaga con un parziale travolgente.
Un suo muro in comproprietà con Silvia ci porta sull’ 8-2. Mai visto un segnapunti così esaltato: prima di girare il fogliettino, i gesti di esultanza di Clara si sprecano. Il martello leccese non è in serata di grazia ed anche in battuta le salentine non brillano (un solo ace e dieci errori complessivi). Neanche le azzurre, veramente, stanno picchiando duro in battuta, ma almeno non sbagliano. In compenso si brilla sotto rete: primo tempo di Silvia, primo tempo di Rossella, diagonale imperiosa di Valentina, attacco perfetto di Sonia da seconda linea: 13-4. Ancora un attacco della giovane laterale, che poi si concede anche il lusso di un ace (15-5).
Brava Valentina. Questa ragazza sa stare in campo con personalità.
Anche Silvietta sta giocando bene, ma l’ansia della madre si espande fino al parquet ed avvolge la piccina.
In generale, mi pare che padri e madri abbiano un atteggiamento differenziato nei confronti della pratica sportiva delle ragazze.
I padri sono palesemente orgogliosi delle figlie. Vengono a vederle (nelle partite in casa), le sostengono, le incitano, gridano persino consigli tecnici durante gli incontri.
Le madri sono meno entusiaste e più silenziose. “Siamo una famiglia perbene e distinta – sembrano dire i loro sguardi perplessi -; perché mia figlia deve trascorrere i pomeriggi tuffandosi sul pavimento di una palestra, picchiando un pallone e jastemàndo come un camionista? Perché non fa danza classica come la vicina di casa? Perché non suona il violino come la cugina? Perché non resta a casa a guardare Beautiful?”
L’allenatore delle ospiti chiama il time-out; il punteggio si sta facendo imbarazzante. Ma al rientro in campo la musica non cambia. Un perfido servizio di Valentina spiana la strada all’ennesima bomba di Sonia.
Ecco la scena che ho sempre sognato: una giocatrice (ovviamente avversaria) sostituisce una compagna per andare a servire e la battuta finisce sulla rete. Caspita, che specialista...
Sonia mette a terra anche un pallonetto (21-6); in attacco ha davvero fatto tutto quello che si poteva fare, ma va ricordato che le golden babies non l’hanno lasciata sola. Soltanto in difesa si continua a registrare qualche problema, ma fortunatamente nel secondo set sono arrivati pochi palloni da questa parte.
Il punto finale di questo set superbo è di Valentina: 25-8.

Terzo set. Trepuzzi torna in campo con maggiore determinazione. Alessandra “timbra” il secondo tocco quotidiano. E’ la ciliegina sulla torta di una partita delicata giocata con intelligenza. Chi ha detto poi che la nostra palleggiatrice sfrutta poco le centrali...?
Chi proprio il ruolo di palleggiatrice non ambisce a farlo è Rossella, che in bagher alza un pallone all’altezza delle docce.
Troppi errori in difesa da parte nostra e maggiore concentrazione da parte delle salentine: sul 5-8 coach Presta chiama il time-out. E’ un’interruzione proficua. Un pallonetto da seconda linea di Sonia, un primo tempo e un ace di Silvia, un punto sotto rete di Silvietta riportano la Palafiom in parità: 15-15.
Ma Trepuzzi non ci sta a farsi rimontare nuovamente: i loro attacchi ed alcuni errori delle azzurre rappresentano la svolta decisiva del set: 15-19. Le salentine ritrovano anche un buon servizio che crea ulteriori problemi alla nostra ricezione. Il vantaggio aumenta sino al 17-25.
E’ stato un errore di percorso o siamo di fronte ad un’involuzione della partita?
Il quarto set inizia male per il Trepuzzi, che sbaglia l’ennesima battuta e scarica un attacco su coach Presta. La gambizzazione di Marcello è comunque fuori dal rettangolo di gioco e quindi si parte dal 2-0. Muro di Valentina e schiacciata di Sonia; aumenta il vantaggio (6-3) finché non c’è una palla contestata assegnata alle leccesi. La capitana va a parlare con l’arbitro. Silvia, stai calma; se ti fai squalificare pure tu bisognerà fermare una passante da corso Italia e convincerla a giocare per fare numero.
La Palafiom rinuncia alle polemiche e risponde con i fatti portandosi sul 10-4. L’allenatore del Trepuzzi si toglie la tuta per dare la carica. Un muro ed un buco scovato nei pressi del nostro posto uno avvicinano le salentine (11-6). In relazione al buco, l’urlo di disapprovazione di Marcello supera in decibel tutte le voci dell’adiacente mercato di piazza Sicilia.
Silvia e Sonia sembrano un po’ stanche, hanno dato tutto; mentre le giovanissime, messa ormai da parte l’ansia iniziale, giocano e attaccano con gusto: 18-13.
Confesso a Ivana di non riuscire a vedere in modo nitido le doppie, modalità di palleggio di cui si sta celebrando un festival sul parquet. L’opposto latente della Palafiom mi svela un trucco: tanto più il pallone ruota su se stesso quanto più il tocco dovrebbe essere stato sporco; se la sfera compie la parabola senza girare come la terra intorno al sole, il tocco dovrebbe essere stato pulito. Mi invita ad osservare la differenza di rotazione tra i palloni toccati dalla palleggiatrice del Trepuzzi e quelli, vicini alla perfezione, alzati da Alessandra.
Silvia-chiudi-partita, intanto, vorrebbe confermare il proprio soprannome: una splendida schiacciata ed un ace portano la Palafiom sul 21-16, ma Trepuzzi risponde colpo su colpo e riduce lo svantaggio: 23-20. Time-out Palafiom.
Commosso dalle note di Jingle Bells dei tifosi di Sonia, l’arbitro anticipa di un mese l’omaggio natalizio alle padrone di casa fischiando un fallo misterioso alle salentine (24-20). Forse hanno fatto invasione con il respiro. A caval donato non si guarda in bocca ed accettiamo anche il regalo di un errore in attacco del Trepuzzi: il set termina 25-20.
Prima del fischio d’inizio, molti di noi avrebbero messo la firma per un pareggio, se fosse esistito nella pallavolo. E’ andata meglio del previsto. Le “senatrici” della squadra hanno retto la baracca facendosi il mazzo tanto e adesso sappiamo di poter anche contare su una panchina di qualità. Il grande rimpianto riguarda sempre le infortunate; che grande squadra sarebbe al 100% delle potenzialità.
A fine partita il presidente Urago confessa Rossella (“Quanti primi tempi, figliola?”); a proposito, non abbiamo ancora fatto l’esorcismo a Luana.
Dagli altri campi stasera c’era poco da attendersi: Tuglie ha liquidato il Putignano (3-0), Ugento ha battuto Ceglie (3-0) e San Pietro Vernotico ha preso tre punti a Torre Santa Susanna (0-3). Confidiamo nella grinta e nella voglia di riscatto dell’Azzurra Lecce, che domani tenterà di bloccare la fuga dell’Oria. Una scatola di cioccolatini se ci riescono (tanto è corruzione offrire doni per perdere, non per vincere).
Classifica:
Palafiom Taranto 17
Tuglie 17
Oria 15 (una partita in meno)
Ugento 14
S.Pietro Vernotico 13
In serie B2, intanto, si gioca Massafra-Valenzano, lo scontro tra chi impedì il salto di categoria alla Palafiom vincendo nel modo che sappiamo la partita decisiva l’anno scorso e chi lo impedì vincendo lo spareggio play-off due anni fa.
Kim Jong Sung Il Chang..., come cacchio ti chiami, onorevole presidente della Corea del Nord, lo sai, vero, dove devi testare il prossimo missile nucleare in questo 18 novembre alle ore 18.30?
Solo una persona deve sopravvivere (l’ex-manfredoniana, che adesso gioca nel Valenzano).

L'uso del blog
Qualche istruzione per i gentili lettori.
Il blog è sempre più grosso, merito della squadra che continua a fornire ispirazione: gli articoli (detti post) aumentano, sono piuttosto corposi e contengono immagini. Per chi non ha l’ADSL presumo che occorrano venti minuti prima di visualizzare il sito... Se ci dovessero essere problemi di questo tipo, avvisatemi. Potrei visualizzare solo l’inizio degli articoli, che sarebbero leggibili nella loro interezza premendo un tasto “continua” o “leggi tutto”. Per ora lascio tutto com’è.
In ogni caso, gli articoli più vecchi non sono già più visibili con immediatezza. Da adesso in poi ogni nuovo articolo dovrebbe, più o meno, mandarne in archivio uno vecchio. Mi hanno assicurato che in archivio dovrebbero essere conservati tutti gli articoli arretrati. Per poterli consultare bisogna andare sulla colonna grigia a destra, sotto la trombetta, cercare la voce “Archivio” e cliccare sul mese desiderato (tenete conto che tutti gli articoli relativi alla stagione 2005-’06 si trovano nel mese “Ottobre 2006”). Cliccando sul mese desiderato, potrebbe essere visualizzata una parte degli articoli; per consultare i precedenti (“postati” in quello stesso mese), bisogna cliccare, in alto a destra, su (pagina) “successiva”.
Ogni articolo-post ha dei “tag” (etichette), ossia gli argomenti trattati. Tanto più sono trattati determinati argomenti, tanto più grandi sono i relativi tag, che si trovano anch’essi sulla colonna grigia a destra in alto (sotto la trombetta). Fondamentalmente gli argomenti trattati sono sempre “palafiom” e “pallavolo”; in più c’è il nome della località della squadra avversaria (o dello sponsor nei casi equivoci). Chi volesse esaminare tutti (e soltanto) gli articoli in cui si parla, ad esempio, del Tuglie, deve cliccare sul tag “Tuglie”. Poiché non tutti i tag sono visibili immediatamente, ma soltanto i più frequenti e i più recenti, chi volesse consultare tutti gli argomenti trattati, deve prima cliccare su “Tag” e poi sull’argomento prescelto.
Permangono alcuni problemi con i “commenti”. Inserendone uno, a volte, ne sparisce un altro. Allora devo usare e rinnovare di volta in volta un piccolo stratagemma che non sto a spiegarvi. Mi scuso semplicemente se dovessero sparire all’improvviso e per un breve periodo alcuni commenti. Non è per cause dipendenti dalla mia volontà.
Grazie per l’attenzione.
Tempesta Taranto-Palafiom Taranto 2-3

Sabato 11 novembre 2006 – Ore 18.00.
E siamo al derby tra le due squadre del capoluogo tarantino: la Tempesta (in casa) e la Palafiom (ospite). Si gioca alle 18 anche se la Gazzetta, per la terza volta su cinque, indica l’orario sbagliato (adesso siamo al 20% di indicazione perfetta, 20% orario non pervenuto, 60% errore).
“Tempesta” non è un nome scelto per indicare l’impeto con cui giocano le ragazze o per impressionare le avversarie (sul modello americano dei Chigaco Bulls o dei Seattle Supersonics o dei New York Knights, ecc.); è semplicemente la scuola in cui ha mosso i primi passi questa società che vanta un glorioso passato in B1.
Tornando al modello dei nomi americani, come potrebbe chiamarsi la Palafiom, polisportiva che affonda le proprie origini nel sindacato CGIL-FIOM, se giocasse oltre Atlantico? Vediamo... Palafiom Strikers (Scioperanti)? Palafiom Labour Disputies (Vertenze)? Palafiom Trade-Union Assemblies (Assemblee sindacali)? Palafiom Fiscal Wedges (Cunei fiscali)...?
Palafiom Strikers suona bene: oltre che scioperanti, può voler dire anche colpitrici.
E’ inutile dire che la Tempesta non gioca nella palestra della scuola “Livio Tempesta” ma in quella del “Maria Pia”, così come la Palafiom non gioca al Palafiom (dove gioca la Prisma, serie A1 maschile) ma all’ “Alfieri”.
Che casino.
Piccé nisciùne sciuèca a casa soa...?!
(traduzione per Silvia, che è “altitaliana”: perché nessuno gioca a casa propria?)
Mi sorprende che non ci siano ancora stati equivoci del tipo: il Torre Santa Susanna un sabato pomeriggio intende giocare con la Palafiom, va al Palafiom e si ritrova contro Granvorka e Castellano (temo di poter prevedere l’esito dell’incontro...).
Oppure l’Ugento viene a Taranto in cerca della squadra Tempesta, va alla scuola elementare Tempesta e finisce col giocare contro la selezione delle prime elementari trattenutesi in sede per ripetere la tabellina del tre (non che l’età media delle vere giocatrici della Tempesta sia molto più alta...).
La Sisley Treviso cerca la Prisma, va in via Minniti e invece di giocare contro Felizardo e compagni, favorisce la merenda dei bambini ospiti nella comunità per minori...
La Tempesta si trova quest’anno in serie C per aver acquistato il titolo sportivo dal Castellaneta così come la Prisma maschile acquistò due anni fa il titolo sportivo del glorioso Parma per tornare in A1. Come alle aste giudiziarie.
Dico io: perché le ragazze della Palafiom devono farsi il mazzo sul parquet per ventisei settimane quando il presidente Urago potrebbe tranquillamente acquistare un titolo sportivo di serie A1...? Altro che B2. Basta soffrire in palestra; aspettiamo i saldi di gennaio e poi Urago si cali l’ man’ ‘nzacca (traduzione per Silvia che è altitaliana: metta mano al portafogli) per acquistare un titolo sportivo della massima serie.
Con la Tempesta siamo in buoni rapporti: cessioni di giocatrici, transumanza di tifosi, nessuna rivalità da stracittadina. Anzi, peccato che lo scontro diretto non sia all’ultima giornata altrimenti negli accordi bilaterali si sarebbe potuto introdurre l’accomodamento della partita...
Ad essere sinceri, la transumanza di tifosi è a senso unico: dalla Palafiom alla Tempesta. Ed anche gli organi di informazione dedicano più attenzione alla squadra del “Maria Pia”.
Alla prima partita c’era persino Studio 100, evidentemente disimpegnata da quando non c’è più la sindaca da intervistare dieci volte al giorno.
Però non è mica giusto: la Palafiom sfiora la B2 per due anni consecutivi e a stento riesce ad avere due righe sui giornali, poi arrivano queste, fresche fresche, e ci fregano tifosi ed attenzioni mediatiche.
Inoltre, i dubbi della vigilia sulle presenze del signor Cirillo e di Alessandra hanno, ahimé, trovato conferma: il capo ultras e la nostra indimenticata ex-schiacciatrice sono passati dall’altra parte della barricata.
Speravo di vedere Ivana in campo, in qualunque ruolo. Purtroppo i problemi alla spalla persistono e sembra ormai necessario l’intervento. Bruttissima notizia. Ivana è in tribuna ed è lo specchio della tristezza.
La squadra indossa le nuove maglie. Fino a ieri definire le giocatrici “rossoblù” era un azzardo dato che erano solo blù; adesso neanche quello. Sono azzurre con bordi bianchi. Sono cambiati anche alcuni numeri: Sonia è passata all’11, Luana al 12 (forse la maglia numero 10 è stata ritirata per sempre in onore di Alessandra Passaro), Valentina al 9, Rossella al 2, Alessandra al 14.
Rossoblù (più rosse che blù) sono invece le ragazze della Tempesta, che, al momento dei saluti, donano un fiore ciascuna alle proprie avversarie. Che carine.
Si gioca. Serve l’ex Paola Marcianò, già palleggiatrice di riserva della Palafiom. Non attende il fischio dell’arbitro e dovrà ripetere il servizio due volte tra i sorrisi dell’interessata, del pubblico e dell’arbitra. Sorridiamo adesso; fra un’oretta la situazione sarà leggermente diversa.
Paoletta, non fare scherzi... Ricordati delle tue radici. Ricorda che sei sangue del nostro sangue.
Ancora ieri eri seduta sulle ginocchia di Clara, Alessandra Passaro ti dava le pappine e Silvia ti aiutava a compiere i primi passi sul parquet. “L’importante – ti ammoniva coach Presta - è che non superi quella linea bianca. Dentro quel rettangolo c’è gente cattiva che può tirarti pallonate addosso. E’ pericoloso...” E tu, obbediente, davi la manina ad Alessandra Certa, che ti riaccompagnava in un angolo della palestra e si assicurava che restavi lì, buona buona, a giocare con Valentina.
Veramente la manina immacolata, che non aveva mai toccato un pallone, alla fine delle partite la porgevi a tutti tranne che a me. Forse perché il coach ti aveva raccomandato di non accettare caramelle dagli sconosciuti ed in particolare da Trombetta.
Ti ricordi? Non vorrai adesso rivoltarti contro chi ti ha cresciuta, nutrita ed accudita. Non ti azzard... Insomma, ora hai la possibilità di ricambiare tutte le amorevoli premure di chi ti ha voluto bene.
La Palafiom parte bene (4-1), ma già in avvio del primo set si capisce che non sarà una passeggiata. Una serie di errori e di malintesi in difesa incoraggiano la rimonta delle nostre avversarie che si portano sul 5-11 (per convenzione, indico sempre prima i punti della Palafiom). Michela interrompe per un attimo la serie negativa, ma le ragazze della Tempesta pungono in attacco, difendono bene, murano e proprio Paola, in stato di grazia, si toglie lo sfizio di un secondo tocco e di una schiacciata.

Non so cosa Alessandra abbia insegnato a Paoletta durante gli allenamenti della scorsa stagione. Sta di fatto che l’interpretazione del secondo tocco da parte della giovane palleggiatrice della Tempesta è decisamente originale: lei non scaglia la palla a terra con un perfido colpetto secco ma effettua un morbido pallonetto a due mani all’indietro, praticamente un’alzata verso il campo avversario, talmente elementare che sembra un passaggio sbagliato. Mai vista una cosa simile. E il bello è che ogni tanto funziona.
La Tempesta conduce 11-16 e forse non sarà un fuoco di paglia come tutti pensavamo all’inizio.
Sospensione di tre minuti perché coach Lafratta pretende una minuziosa pulitura del parquet. Non il campo di gioco, ma l’area della sua panchina, dove non è certamente scivolata nessuna giocatrice. Forse è lui che inumidisce il terreno sputacchiando gioppini.
La Palafiom sta giocando maluccio. Solo Rossella, oggi piuttosto incostante, trova un break personale di due punti, compreso un bel pallonetto.
E’ un buon momento (18-21); ogni tanto la Tempesta ha delle pause e bisogna approfittarne. Doppia di Paola, subito sostituita per un paio di minuti dal coach. Spietato. La palleggiatrice indossa scarpe rosso-shocking. Uhm... brutto segno. Anche le maglie della Tempesta sono rosse; ho l’impressione che questa sia una palese manifestazione di attaccamento e di identificazione con i colori sociali della nuova squadra.
Per fortuna c’è Michela che consente il sorpasso alla Palafiom 22-21 e rimedia ad una doppia della nostra Alessandra. Sonia, che sta sbagliando tanto, mette a terra una palla pesante (24-22) e il set si chiude 25-23 per la Palafiom.
Che sofferenza. Ed ancora è niente.
Il secondo set è un incubo. Sonia sbaglia a ripetizione (0-4) e ci si mette pure un fallo di posizione. Silvia spezza la serie negativa (2-8) e finalmente Clara vince qualche duello a rete (7-10). La sensazione di risolvere col tempo anche questa partita lascia spazio a un po’ d’ansia quando ulteriori errori delle azzurre incrementano il divario (8-13). Coach Presta è imbufalito. La Tempesta sta giocando bene, ma è soprattutto la Palafiom ad essere in difficoltà. Viene murata persino Michela. Dopo l’ennesimo attacco sulla rete di Sonia (9-17), l’opposto lascia il posto a Valentina che ha così modo di confrontarsi da avversaria con la sua amica Paola. Due bei muri di Silvia riaccendono la speranza (12-17), ma la Tempesta sa attaccare con efficacia e l’omaggio floreale di inizio partita viene ricambiato con un secondo errore di posizione della Palafiom (14-22) e con un tecnico assegnato dopo le veementi proteste di Clara e di coach Presta.
“Non ne stai azzeccando una” è l’unica espressione rivolta da Marcello all’arbitra che sentiamo dagli spalti. Il secondo arbitro percorre il campo più volte per riferire misfatti alla prima arbitra. Se vuoi intrallazzare con lei, invitala fuori a cena, senza che fai l’infamone ogni due minuti per avere il pretesto di parlarle...
Mai vista tanta tensione da quando seguo la Palafiom. E meno male che questo è il derby dell’amicizia... In effetti, le squadre si rispettano; è tra la Palafiom e il duo arbitrale che scorrono fiumi di veleno.
Si riprende sul 16-23. Michela schiaccia sulla rete e Clara manda la palla fuori: 16-25. Gli errori arbitrali, il nervosismo e soprattutto l’autolesionismo della Palafiom non devono oscurare i meriti della Tempesta, squadra equilibrata e dotata in tutti i reparti.
Prima dell’inizio del terzo set, c’è l’ennesima discussione tra le azzurre e l’arbitra. Oltre a Silvia (che è la capitana; solo adesso ci sono arrivato...) si avvicina Michela. Pericolo... Per fortuna la schiacciatrice fa solo il gesto degli occhiali.
Le ragazze sembrano più concentrate. Rossella urla le proprie richieste di primo tempo e Alessandra l’accontenta. Ma la Tempesta ribatte colpo su colpo. Errore in battuta della Palafiom (otto in tutto l’incontro) ed ace fortunato delle avversarie, che si portano in vantaggio sul 6-8. Finalmente Sonia dà segni di ripresa e riesce a portare la squadra in vantaggio per 13-12. Alessandra, oggi un po’ distratta, mette a segno un “tocco magico” rimediando ad un attacco infruttuoso di Rossella (15-15). Un muro in coppia Michela-Rossella ed un provvidenziale ace di Clara sembrano il preludio alla fine dell’incubo (17-15), ma c’è un’altra contestazione: l’arbitra non avrebbe visto un tocco del muro su un attacco della Palafiom finito fuori (18-17).
Il momento è delicato e la tensione condiziona anche la condotta sugli spalti: Giovanni definisce Baff’ d’ chiumme un sostenitore della Tempesta e il padre di Valentina urla consigli tattici alla figlia: “Rimettiti la tuta!”
Un primo tempo di Silvia, un altro bel muro ed un attacco di Michela permettono alla Palafiom di conservare il vantaggio (21-19), ma le furie rosse non si arrendono e pareggiano grazie ad un fallo poco chiaro fischiato a Clara (un’invasione?). E grazie alla propria bravura, ovviamente. Uno scambio lungo e tirato premia le padrone di casa (22-24), Sonia viene murata e la Tempesta chiude il set sul 22-25. Siamo sotto di due set a uno; abbiamo ceduto il primo punto in classifica dall’inizio del torneo.
Ora bisogna almeno raddrizzare questa partita. Marcello Presta nell’intervallo è incavolato nero.

La sua strigliata darà buoni frutti perché nel quarto set la Palafiom scende in campo con la giusta determinazione. Già nel terzo c’era stato qualche segnale di ripresa ma era stata brava la Tempesta a contenere le ospiti con una difesa ammirevole.
Sonia è trasformata ed offre un saggio del proprio valore con una serie di attacchi rabbiosi. Anche Clara gioca un parziale perfetto e condito da muri e da conclusioni efficaci. Un suo splendido pallonetto ci porta sul vantaggio di 6-1.
Silvia si fa rispettare sotto rete ed un secondo tocco di Alessandra aumenta il vantaggio: 9-3. Ogni giocatrice sta adesso mostrando il meglio del proprio repertorio. Era ora. Soltanto Simona appare a volte in difficoltà, ma, per il dolore alla schiena che la affligge stasera, sta facendo fin troppo. C’è anche Michela (10-3), sebbene la nostra laterale sia solita tenersi da parte i colpi migliori per le fasi conclusive dei set. La Tempesta prova a rimontare (17-11), ma è propria Sonia che ripristina le distanze prima di lasciare spazio agli attacchi indifendibili di Clara (20-14) e Michela (22-15). La vera Palafiom, quella che abbiamo atteso per tutta questa serata disgraziata, vince il set per 25-17.
Il tie-break sembra, fortunatamente, la prosecuzione del quarto parziale, con le stesse protagoniste ed una particolare nota di merito per Silvia, che compie salvataggi acrobatici e sfrutta ottimamente il proprio turno in battuta (5-1).
Il capro espiatorio della Tempesta è Paola, che riprende fiato in panchina.
Ma la sua è stata un’ottima partita. In pochi mesi questa piccina si è trasformata da soprammobile della panchina Palafiom a leader di una buona squadra mostrando già una padronanza sorprendente del proprio ruolo.
In casa Palafiom anche Rossella trova il modo per dimostrare il proprio talento, certamente enorme ma messo in luce troppo raramente in questa stagione. Sull’8-4 per le ospiti, la Tempesta vuole dimostrare che la partita non è ancora finita e tenta la rimonta (10-8). E’ l’ora di Michela, che affonda una diagonale rassicurante (11-8).
Ace della Tempesta, in cui è rientrata Paoletta, e replica di Michela (12-10).
Ora, però, il nostro martello è in seconda linea. Sonia mette a terra un nitido pallonetto (14-11). Sembra fatta, ma un errore in servizio di Silvia, un attacco fuori dell’opposto ed una bella azione delle furie rosse riportano l’incontro in parità: 14-14. Mi spiace dirlo, ma stasera la Tempesta ha dimostrato di meritare la salvezza più di quanto la Palafiom abbia dimostrato di meritare la promozione.
Ciò non toglie che le azzurre abbiano carattere e nervi saldi nel momento decisivo. Sonia mette a terra un altro pallonetto e l’attacco finale della Tempesta finisce sull’asticella (16-14).
L’applauso del pubblico accomuna le due squadre. Per la Palafiom ha il valore di un affetto incondizionato (cioè non condizionato certamente dall’altalenante prestazione odierna) e di un incoraggiamento a far risaltare con più costanza gli indiscussi talenti che compongono questa squadra. Di buono c’è stato il carattere dimostrato nei momenti più delicati e la capacità di reazione, sebbene tardiva.
Oltre alla continuità bisogna ritrovare anche i pantaloni della tuta di Valentina; ecco cosa succede a non ascoltare i consigli di papà che da un’ora stava invitando la figlia a indossare la tuta...
Dal profondo Salento giungono cattive notizie: Tuglie ha battuto l’Azzurra Lecce 3-0, l’Ugento è andato a vincere 3-1 a Trepuzzi e il San Pietro Vernotico è tornato in corsa sbarazzandosi del Corsano (3-0). Oria giocherà il Sunday Night a Nardò; è un terreno ostico, ma in caso di vittoria netta le oritane resterebbero sole al comando.
In conclusione, per me non è stato il migliore dei compleanni possibili, pur essendo stata una partita emozionante.
Classifica:
Palafiom Taranto 14
Tuglie 14
Oria 12 (una partita in meno)
Ugento 11
S.Pietro Vernotico 10
Ritratti
IVANA GALLO INGRAO
Opposto (...libero? laterale?)
Nata a Taranto, dove vive, 24 anni fa.
Segno zodiacale: Ariete
Quando hai iniziato a giocare a pallavolo? A 6 anni, già in modo costante.
Perché proprio la pallavolo? Merito di... Mila e Shiro.
Chi...? Cartoni animati giapponesi che guardavo da piccola.
La tua carriera: Ho fatto tutti i campionati giovanili nella Mondial Volley, con cui ho anche disputato due campionati in serie D ed altri due in serie C. Per tre stagioni sono stata in prestito, sempre in serie C: San Giorgio Jonico, Monfalcone (in Friuli) e Palafiom. Dal 2003-2004, grazie all’allenatore Marcello Presta che mi ha “riscattato” dalla Mondial sottraendomi alla “tratta delle bianche”, sono una tesserata della Palafiom, con cui ho disputato altri quattro campionati in serie C, compreso quello in corso.
Quando hai deciso di giocare da opposto? Nei campionati giovanili giocavo da centrale; coach Caputo decise di impiegarmi da opposto. Inizialmente non mi piaceva, poi mi sono adattata e adesso non tornerei più indietro. Per me è il ruolo più bello.
Cos’altro fai nella vita? Studio all’università: scienze della formazione, laurea in servizio sociale. Come del resto sai benissimo... Inoltre lavoro nella segreteria della Polisportiva Palafiom.
I tuoi hobbies? A parte tutti gli sport contemplati dal CONI e in particolare il beach-tennis e il beach-volley, adoro le escursioni nella natura, i viaggi. Anche la lettura, ma ho poco tempo.
L’ultimo libro che hai letto: La casa degli spiriti di Isabel Allende, sicuramente la mia autrice preferita.
Ecco, bene. Il libro che hai portato in Sicilia, invece, ha finito col portare sfiga. L’ultimo film che hai visto: Ti va di ballare? in videocassetta. Una commedia simpatica.
Il tuo cantante preferito: I cantautori italiani “storici”: Adriano Celentano, Lucio Battisti.
Il tuo piatto preferito: Mangio tutto ! (ma non lo diciamo al coach...)
Il viaggio dei tuoi sogni: Una località di mare esotica, magari nei Caraibi. Purché, ovviamente, sia possibile praticare vela, immersioni, beach-volley...
La città in cui ti piacerebbe vivere: Fondamentalmente riesco ad adattarmi ovunque, persino a Taranto.
Sapresti elencare i tuoi principali pregi? La lealtà, la schiettezza.
Sì, lo rileviamo ogni sabato... E i tuoi difetti? Pesante, pignola, tendo a rompere le scatole al prossimo, soprattutto a chi mi vuole bene. E poi a volte sento il bisogno di stare da sola per i fatti miei; è una mia esigenza, ma per qualcuno potrebbe sembrare un difetto.
Il più bel ricordo della tua carriera: La “liberazione” da Pino Caputo, senza ombra di dubbio.
Il più amaro: Non è un episodio specifico, ma è il rammarico di non aver mai [per ora, ndr] giocato in serie B. E il rammarico è aumentato dalla sensazione che saremmo in grado di sostenere quel campionanto.
Cosa ti piace della Palafiom? Tutto: l’allenatore, che è il migliore in circolazione ed ho una venerazione per lui [beh, vista dai bordi della palestra, non si direbbe..., ndr], le compagne, la serenità, l’atmosfera in generale. Anche il fatto di essere seguite da uno staff molto qualificato. E’ una società pulita, limpida; in serie C non giocherei in nessun’altra squadra.
Cosa non ti piace? Giocare in una palestra inadeguata e lo scarso interesse manifestato nei nostri confronti dalla città. Forse, però, dipende anche da noi; dovremmo curare meglio questo aspetto.
Sei scaramantica? Compi “rituali” particolari prima, durante o dopo le partite? L’abbigliamento interno dev’essere sempre lo stesso, “quello del sabato”, e poi compio un esercizio ginnico prima delle partite in casa.
Quale difetto tecnico, se ritieni di averne, vorresti correggere? Posso migliorare al muro e dovrei anche adattare meglio i tempi di attacco in rapporto al movimento della palla che mi viene passata. Se chiediamo un parere al coach, però, immagino che abbia un lungo elenco da aggiungere...
Il giocatore che ammiri di più: Andrea Giani.
Se potessi, quale avversaria porteresti nella Palafiom? Questa è una domanda maligna... Se rispondessi sarebbe scorretto nei confronti della compagna che gioca in quel ruolo e che teoricamente dovrebbe cederle il posto.
Qual è stata la partita più gratificante della tua carriera? Palafiom-Holiday 3-1 del 2002-2003. Quella sera sembravo drogata.
Vista la tua borsa personale di farmaci, forse lo eri... Scherzo. E la partita che vorresti cancellare? Aci Castello-Palafiom 3-1 dello scorso anno. Brucia ancora, soprattutto il quarto set.
Cosa ti piace di più del mondo della pallavolo? La sua caratteristica peculiare: è uno sport di squadra ma senza contatto fisico. Quindi la coesione della squadra è determinante. Inoltre quest’attività mi ha permesso di conoscere tanta gente e di stringere legami importanti, mi ha permesso di crescere con dei valori. La squadra è una micro-società e si sperimentano dinamiche relazionali ed esperienze che ritrovi nella vita reale.
C’è, invece, qualcosa che ti infastidisce? Il tifo inappropriato, la volgarità stupida.
Aspettative per questa stagione: In questo momento sono ancora ferma per un infortunio alla spalla, quindi la mia attuale priorità è quella di stare bene e di tornare a giocare. E poi, ovviamente, la B2.
Obiettivi e desideri personali per il tuo futuro: Riuscire a trasferire nello studio la dedizione, la passione, la costanza con cui pratico questo “maledetto” sport. Credo che a quest’ora avrei già tre lauree.
Enciclopedia Palafiom
Sembra che la comunità americana di mormoni abbia scavato alcune gallerie nelle rocce delle montagne dello Utah. Le gallerie conducono ad un archivio in cui
“si conservano i nomi di diciotto miliardi di persone, vive e defunte, riportati con cura su un milione e duecentocinquantamila microfilm. (...) Lo scopo finale di questa impresa gigantesca è di catalogare su microfilm l’intero genere umano. (...) Per i mormoni, infatti, la genealogia rappresenta l’elemento essenziale della religione. Ogni mormone può, grazie a questo fantastico archivio, tornare nel passato, scendendo lungo il proprio albero genealogico, e così impartire retroattivamente il battesimo a quegli antenati che non hanno avuto la fortuna di conoscere la rivelazione mormonica”. [1]
A Lecce, nei sotterranei di una palestra in via Di Vereto, una comunità di aderenti al culto di Forzaragazze.it raccoglie i nomi e le interviste dei giocatori di tutte le squadre di pallavolo della Puglia. Lo scopo finale di questa impresa gigantesca è di catalogare su files l’intero genere pallavolistico.
A parte gli scherzi ed al di là della richiesta di Forzaragazze.it, da oggi iniziamo a far conoscere meglio le atlete della Palafiom agli appassionati di pallavolo.
Intendo procedere come segue.
Le interviste, ovviamente, non sono obbligatorie. Io preferei fornire un quadro completo della squadra non tanto sul mio blog quanto su Forzaragazze.it, che è consultato da un pubblico più vasto; però, se qualcuna non se la sente, non deve sentirsi costretta; ci mancherebbe.
Ricordo che i commenti sono filtrati e che, soprattutto per le interviste, non saranno pubblicati commenti che possano non essere graditi alle giocatrici.
L’ideale sarebbe pubblicare un’intervista alla settimana, alternandola dunque, con le partite in modo tale da non rendere monotono il blog. I siti internet delle squadre tecnologicamente più evolute prevedono, di solito, delle sezioni (notizie, risultati e classifiche, profili dei giocatori, sponsor, ecc.); nei blog come questo, purtroppo, tutti gli interventi seguono esclusivamente l’ordine cronologico e quindi credo che convenga mantenere un certo ritmo.
Comincio con Ivana perché ho avuto già l’opportunità di farle il “terzo grado” di persona. Mi pare che il risultato sia apprezzabile e spero che sia da stimolo per le compagne.
Per praticità ho lasciato i questionari a Clara, però, pensandoci bene, forse le interviste vengono meglio con il confronto diretto. Beh, poi vediamo. Vista la carenza di foto, infine, forse non sarebbe male se ogni giocatrice scegliesse e mi inviasse la propria immagine da collocare accanto al testo.
Alla fine, ovviamente, sarà il turno del coach (la foto ce l'abbiamo...).
NOTE:
(1) KIŠ, D., Enciclopedia dei morti, Adelphi, Milano, 1996 (2^ ed.), pagg. 187-188.
Opacità

Tra le giocatrici della Palafiom ritratte nella foto ce n’è una particolarmente... opaca.
Indovinate chi è...?
Le ultime parole famose

E la dimostrazione non tarda ad arrivare...
Gli articoli sono tratti dalla Gazzetta del Mezzogiorno.
Il mondo prega per le ragazze della Palafiom

Non si è ancora scatenata l’ira di coach Marcello Presta dopo la partita di sabato scorso. L’esplosione di rabbia è attesa di ora in ora.
In tutto il mondo, intanto, si moltiplicano le veglie di preghiera per l’incolumità delle ragazze della Palafiom.
A Roma, Parigi, New York, Pechino, ovunque, folle immense chiedono clemenza. Secondo indiscrezioni, persino il Papa intenderebbe rivolgere un appello all’allenatore della squadra tarantina perché mostri indulgenza.
“E’ vero, hanno perso un set che conducevano per 10-1 – sostiene un signore intervistato al Central Park – ma hanno pur sempre vinto la partita. E sono in testa alla classifica a punteggio pieno”.
“L’allenatore del Torre Santa Susanna cosa dovrebbe fare?" – chiede una giovane cittadina cinese nel corso di una fiaccolata in piazza Tien An Men.
“C’è stato un calo di concentrazione – aggiunge un pensionato russo raccoltosi in preghiera sulla piazza Rossa – ma poi le ragazze hanno ripreso in pugno l’incontro. E’ giusto riflettere su quello che è successo per evitare che si ripeta, ma non è accaduto nulla di irreparabile. Prego perché coach Presta non le picchi.”
Palafiom Taranto-Ceglie 3-1
Sabato 4 novembre 2006 – Ore 17.00.
Il campionato di serie A1 è sospeso per i Mondiali; riprenderà nel dicembre del 2013. Perché non li giocano d’estate i mondiali come in tutti gli sport normali? E perché noi non approfittiamo della sospensione del campionato della Prisma per andare a giocare al Palafiom abbandonando questa palestra orripilante?
Comunque stamattina ho visto in televisione Italia-Cuba, campionati del mondo femminili. L’allenatore caraibico sembrava il fratello minore di Compay Segundo (Buena Vista Social Club).
Dall’incontro ho tratto qualche indicazione da sottoporre all’attenzione di Marcello Presta: perché la Palafiom non acquista una cubana...? Magari la Carrillo o la Ortiz. Che cavolo: il Massafra ha un’argentina; vogliamo essere da meno?
Passando alle cose serie, abbiamo già qualche significativo scout stagionale:
Media aces a partita: 5,5
Media errori in battuta: 8,5 (pochi rispetto ai maschietti della Prisma)
Indicazione perfetta dell’orario della partita su La Gazzetta: 33,3%
Abbinamento perfetto delle didascalie con le foto delle giocatrici: 100%
La Gazzetta del Mezzogiorno continua a sbagliare gli orari di inizio delle partite (ha posticipato alle 19 la gara interna con il Putignano ed ha anticipato alle 17 la partita a San Pietro Vernotico; su quella con il Ceglie ha preferito non esprimersi); in compenso non pubblica più la foto di Michela spacciandola per Ivana.
L’approccio alla partita con il Ceglie è stato molto professionale da parte delle ragazze: la palestra è stata trasformata in discoteca ed anche sul piano dell’alimentazione si sono registrate novità. Luana ha svelato il segreto del successo del Massafra, squadra in cui ha militato l’anno scorso: a colazione coppetta di zabaione accompagnata da una tazza di latte corretto con il San Marzano; durante il giorno qualche “richiamo”. E’ così che si vincono le partite.
Soltanto, non bisogna esagerare con il San Marzano altrimenti i muri a due vengono percepiti come muri a quattro.
Ceglie è reduce da due sconfitte consecutive, ma nella prima partita di campionato si è imposto al tie-break sul Nardò, squadra notoriamente rognosa.
A Taranto c’è un’atmosfera strana, da film di fantascienza, genere catastrofico-ambientale. Il dissesto, anzi la criminale gestione del bilancio locale con i suoi 487 milioni di euro di passivo, produce i primi danni. Non ci sono soldi per la manutenzione dei mezzi per la raccolta della spazzatura, i cassonetti straripano e alcuni marciapiedi sono già intasati dalla monnezza. In più è improvvisamente calato il freddo, che alimenta la condizione surreale di una città in cui le paperelle della Villa Peripato non sono state salvate dal degrado igienico dello stagno e dalle incursioni dei cani randagi.
Cosa avranno pensato, entrando in questo scenario da horror, le giocatrici di Ceglie, abituate alla dolcezza della Valle d’Itria, alle candide suggestioni del loro centro storico, ai rinomati ristoranti? Avranno avuto la stessa sensazione di Magellano, quando, avvicinandosi alla punta della Patagonia, scorse dei fuochi ed attribuì a quei territori il nome di “Terra del Fuoco”? Con la differenza che a Taranto i fuochi sono quelli della monnezza bruciata di notte dai teppisti.
Arrivo in palestra appena due minuti prima dell’inizio dell’incontro e lo scenario è squallido. Altro che giocare al Palafiom; persino l’”Alfieri” è troppo grande per la quantità di tifosi presenti stasera al fischio d’inizio.
Colpo di scena: Ivana è in campo (e questa è una splendida notizia), ma è in campo come libero (e questa è una ben strana novità). Simona, infatti, è in castigo per aver saltato un allenamento. Anche se si trattava di un giorno festivo, coach Presta è stato inflessibile. Materia per i sindacati.
Comunque, io l’avevo detto che la frequentazione di Vincenzo Di Pinto si sarebbe rivelata nociva per Marcello Presta; temo che da adesso fino alla fine del campionato nel ruolo di libero si alterneranno tutte le ragazze e finanche le rispettive sorelle e cugine.
Quello che conta è il rientro di Ivana, che si era sottoposta ad una terapia di onde d’urto self-service. Puntava da sola l’apparecchio sulla spalla e ne selezionava l’intensità. Se è efficace sui tendini e sul callo osseo e se me lo presta, quasi quasi lo provo pure io orientando le onde d’urto sulla mia pancia e sperando così di dimagrire un poco.

Mi scoccerebbe fare ginnastica, fa troppo freddo per riprendere a correre e la cyclette potrebbe non essere un buon investimento. L’unico esercizio fisico che vorrei continuare a fare è sollevare le posate per portarmi dolci all’altezza della bocca.
L’avvio della partita è ottimo per le tarantine: 5-0, poi il Ceglie si sveglia e sembra tenere il passo. Le rossoblù incappano in un fallo di posizione; non è da loro commettere questi errori, ma ancora non sappiamo cosa ci attende nel terzo set. A parte questo, le tarantine sembrano in forma e controllano agevolmente la partita.
Ivana in campo come libero fa uno strano effetto: si sacrifica in un ruolo atipico, ma la difesa della squadra è più confusa del solito. La mamma di Simona ha l’impressione che Ivana debba lottare contro i propri istinti per non schiacciare quando è vicina alla rete.
Sul 20-10 la Palafiom decide di vivacizzare l’incontro commettendo qualche errore di troppo. Entra Valentina ed è proprio lei a chiudere il set con determinazione (e senza minacce alla palleggiatrice, credo...): 25-19.
Nell’intervallo coach Marcello è alquanto critico. Forse ha una premonizione di quello che succederà nel corso della partita.
Riprende il gioco. La numero due delle brindisine è molto brava, però la squadra nel suo complesso ha un grave difetto: urlano troppo in campo. Grazie a un bel muro e ad una buona serie di attacchi di Clara, la Palafiom riprende il largo: 12-5.
Breve black-out delle rossoblù, poi super-Alessandra riprende in mano le redini della squadra e Michela realizza tre aces consecutivi. In tutto l’incontro: 9 aces e 6 errori in battuta per le tarantine; nessun servizio vincente e 4 errori per le cegliesi. Evidentemente coach Castellana ha dato indicazioni precise: non prendete iniziative in battuta.
A fine set, con oltre dieci punti di vantaggio, entrano quasi tutte le giovani leve della Palafiom, almeno quelle che hanno la maglia. Fa il suo esordio anche Luana, sostenuta on web dalle sue estimatrici massafresi. Prima tocca la palla in modo irregolare, ma poi dimostra il suo talento e serve a Valentina, puntuale set-winner odierna, la palla del 25-12.
Partenza sprint della Palafiom anche nel terzo set: 8-0. L’allenatore cegliese sta per aggredire fisicamente le proprie atlete, poi chiama il time-out e regola i conti in privato. Molto efficacemente, come si vedrà tra poco. Ivana mostra sempre più padronanza nel suo nuovo ruolo, grazie anche agli allenamenti a cui l’abbiamo sottoposta in ufficio.
Riprendono a scaldarsi tutte le golden babies, ma improvvisamente la partita si trasforma e si torna agli scenari da horror urbano. Dopo un originale servizio boomerang di Rossella, Ceglie avvia una rimonta straordinaria. Dal 10-1 per la Palafiom si arriva ad un incredibile risultato di parità: 14-14!
Sperperato tutto il vantaggio. Come si fa a bruciare un patrimonio così consistente in pochi minuti? Solo l’ex-sindaca Rossana Di Bello sarebbe capace di fare peggio.

Indubbiamente sono le tarantine che stanno facendosi del male da sole: deconcentrate, distratte, incapaci di rientrare in partita, ma quando si subisce una rimonta di nove punti c’è anche il merito delle avversarie. Ceglie crede nell’impossibile ed offre all’allibito pubblico locale una lezione di carattere e – direi – anche di dignità sportiva. A parte un secondo tocco di Alessandra e qualche attacco di Michela, la Palafiom brancola nel buio. Il “vaffa” urlato da Sonia, più che la reazione ad una ricezione difficile, è il destino verso cui si indirizza il set delle rossoblù: Ceglie passa addirittura a condurre 20-18.
Le più attonite sono le riserve della Palafiom, che già pregustavano il terzo ingresso trionfale a metà set e invece sono rimaste ai bordi della palestra. Per come si concluderà il parziale, sarebbe stato meglio se fossero entrate.
Simona si occupa del segnapunti e finge di non conoscere le compagne. Palafiom io? Quando mai? Chi sono queste principianti...?
Per fortuna Paolo Leone ha solo la macchina fotografica e non anche un microfono, perché credo che Marcello Presta stia facendo ricorso a tutte le parolacce coniate dalla notte dei tempi.
O forse avrà citato Schopenhauer, che però, prevedendo il futuro già nell’Ottocento, si riferiva alla Di Bello e non alla Palafiom:
Tutte le donne, con rare eccezioni, sono inclini allo sperpero. Perciò ogni patrimonio, a parte i rari casi in cui l’abbiano acquistato esse stesse, dovrebbe essere messo al sicuro dalla loro stoltezza. [1]
Nel caso delle rossoblù, però, il patrimonio di nove punti di distacco l’avevano “acquistato esse stesse”.
Sul parquet soltanto Michela si risveglia dal torpore e – da sola - riporta la squadra sul 22-22 e poi sul 23-24, ma le brindisine non falliscono l’attacco decisivo e il muro tarantino finisce fuori: 23-25.
Il momento felice di Michela continua nel quarto set (da segnalare una diagonale che è quasi una parallela alla rete), ma, fortunatamente, tutta la Palafiom è di nuovo presente mentalmente e fisicamente. Sotto lo sguardo minaccioso del coach, si portano sul 4-1, sul 7-2 e sul 12-3. Particolarmente felice è il turno in battuta di Silvia, ma anche Rossella ritrova continuità. Si arriva al 16-6, ma nessuno è più tranquillo; basta che il Ceglie realizzi due punti di seguito perché il terrore cali nuovamente in palestra. L’accenno di rimonta si ferma sul 18-11. Un ace di Sonia contestato dalle brindisine, due punti pesanti di Michela e il buon lavoro delle “piccole” consentono alla Palafiom di conservare il vantaggio fino alla fine. Il punto del 25-14 è un beffardo ace di Rossella aiutato dal nastro.
Risultati che ci interessano:
Oria – Trepuzzi 3-1
Torre Santa Susanna– Tuglie 0-3
Ugento – Nardò 3-1
...E domani, forza Lecce!, squadra con cui ho un personale gemellaggio telematico in atto.
Classifica:
Palafiom Taranto 12
Oria 12
Tuglie 11
Ugento 8
Ho fatto una ricerca negli archivi e vorrei far notare che l’anno scorso, alla quarta giornata di campionato, il Massafra dei record aveva già ceduto un punto in un tie-break. In questo momento, dunque, in una virtuale tabella di marcia comparata noi siamo avanti.
Sabato prossimo c’è il derby con la Tempesta, che oggi ha compiuto una piccola impresa espugnando Corsano. Brave ragazze! E’ un derby tra amici, ma la trasferta, se così vogliamo chiamarla, al “Maria Pia” sarà anche l’occasione per una verifica. Il cognome del presidente della società, Luca Passaro, mi insospettisce. E in effetti si tratta proprio del padre della nostra ex-schiacciatrice.
Se scopro che Alessandra sta andando a fare il tifo per la Tempesta invece che per la Palafiom, ritiro tutto quello che ho scritto su di lei nel blog. E cospargo il terreno del “Maria Pia” di cose indicibili (comunque di animali) così quando poi si pulisce la scarpa sulla mano (o la mano sulla scarpa – ancora non l’ho capito) saranno fatti suoi.
Di Tempeste, veramente sembrano essercene due: quella del “Maria Pia” (serie C) e quella che gioca a Monteiasi (serie D). E presumo che il Luca Passaro della Tempesta di serie C sia lo stesso della Tempesta della serie D, anche se in un articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno si fa menzione di un certo Luca... Passera. [2]

L’errore è ripetuto per due volte, quindi – come ci dicevano a scuola - non si tratta di distrazione. Piuttosto potrebbe trattarsi di un lapsus del giornalista. E poiché Sigmund Freud riteneva che i lapsus non fossero casuali ma fossero la manifestazione di un desiderio inconscio che affiora ed in tal modo trova soddisfacimento, mi chiedo: quale desiderio inconscio sta manifestando il giornalista che scrive Passera invece di Passaro...?
A parte Alessandra, anche il signor Cirillo, il capo ultras, il mio superiore gerarchico, è sparito. Ed anche lui pare che sia stato avvistato al “Maria Pia” a tifare per la Tempesta.
Tradimento!
No, vabbè, nessun tradimento; il signor Cirillo è troppo simpatico ed è un appassionato vero. In quanto tale, però, qualche comparsa alle partite all’”Alfieri” della Palafiom (solitamente coincidenti con le trasferte della Tempesta) potrebbe anche farla. Lo aspettiamo.
NOTE:
(1) SCHOPENHAUER, A., L’arte di trattare le donne, Adelphi, Milano, 2005 (8^ ed.), pag. 46.
(2) L.P., Monteiasi in festa nonostante il ko, “La Gazzetta del Mezzogiorno” – Ediz. di Taranto, 21 ottobre 2006, pag. 12.
La foto di Arthur Schopenhauer è tratta da http:it.wikipedia.org; quelle dei cubani non me lo ricordo.
I grandi quesiti dell'umanità - 2

Su La Gazzetta del Mezzogiorno del 10 ottobre scorso è stata pubblicata la notizia che vedete qui sopra.
Laterza è una terra cara a me perché lì affondano le mie radici, a coach Presta che vi insegna circondato da bambini e da bambine tra le quali selezionerà le future giocatrici della Palafiom e – soprattutto – al presidente Urago, che vanta... i propri migliori ed irriducibili estimatori proprio tra i sindaci del distretto occidentale.
Il quesito è presto formulato. Se “da ieri il servizio 118 ha il medico sull’ambulanza”, come riporta il titolo dell’articolo, fino ad avant’ieri sull’ambulanza chi c’era? Il fruttivendolo? Il notaio? Il barbiere?
I grandi quesiti dell'umanità - 1
Come è noto, lo sponsor della Palafiom è una concessionaria automobilistica: “Honda La Semauto srl”, via Umbria 33, Taranto.
Analizziamo il nome.
“Honda” è chiaro. E’ la nota casa produttrice giapponese.
“...auto” indica evidentemente il bene commercializzato.
Il grande quesito è “La Sem...”. E’ un richiamo allo storico e prestigioso bar-pasticceria del centro, quello in cui durante le feste compariva la befana?
Dentro la concessionaria, oltre alle automobili, vendono anche le paste e i bignè? Se compri una Civic, ti porti a casa pure un paio di meringhe?
Chi può svelarmi l’etimologia dello sponsor?
Manifesti
Dopo la terza sconfitta su tre partite, tra i tifosi del Massafra serpeggia un po’ di malcontento. Per carità, la squadra è completamente nuova ed ha bisogno di tempo per trovare un minimo di gioco; con un po’ di pazienza qualche risultato – purtroppo – arriverà. Ma mi pare di capire che è proprio il cambiamento radicale, il benservito con cui sono state liquidate tutte le giocatrici della scorsa stagione che, comprensibilmente, non è stato digerito dai tifosi. E siamo d’accordo con loro perché, al di là dei falli di rotazione, dobbiamo riconoscere che molte giocatrici dello scorso anno erano oggettivamente molto forti.
E così sul sito della società massafrese (www.volleymassafra.net), tra i commenti all’ultima sconfitta di Sapri, leggiamo frasi del tipo: “Senza la Michieletto la squadra non ha una spina dorsale... avrebbero duvuto mandare via Fanelli e non lei”.
Oppure, riferendosi all’estate dei “colpi di mercato”:
“Ogni nuova atleta veniva presentata come il massimo nel ruolo denigrando indirettamente chi l’aveva preceduta nello stesso”.
E infine:
“Ma dove diavolo avete pescato le palleggiatrici quest'anno?”
Noi non lo sappiamo dove abbiano pescato le nuove palleggiatrici, ma sappiamo dove è finita una delle “vecchie” palleggiatrici: sui manifesti che pubblicizzano le partite del Massafra...
E soprattutto nella nostra amata Palafiom.





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