Di foto, allenamenti ed altro
Fotografie.
Avevo promesso di inviarle via email ad alcune giocatrici, ma le uniche decenti sono quelle già pubblicate. Figuratevi il resto. Qui aggiungo quelle che sono venute mosse; se volete, ve le spedisco lo stesso, ma, come vedete, fanno proprio schifo.
Da cosa può dipendere? 1) Non so più fare fotografie. 2) Senza saperlo, ho una forma precoce di morbo di Parkinson. 3) Ho usato un grado di esposizione sbagliato.
4) Le giocatrici sul parquet si muovono troppo (tranne in occasione dell’ace subìto alla fine del quarto set; avrei dovuto scattare allora...) 5) Sono venute male solo quelle con lo zoom.
In molti casi sono mossi anche gli sfondi oltre che le giocatrici e quindi la colpa è mia. Però anche i movimenti minimi trasformano le atlete in entità metafisiche... Guardate nella foto sotto la giocatrice di Nardò sotto rete: sta semplicemente camminando eppure sembra un fantasma.
Come fanno i fotografi sportivi a immortalare perfettamente scene movimentate? Attendo la consulenza di Marcello.
Comunque Rossella, alle spalle di Michela, aveva solo salutato senza fare le corna...
Allenamenti.
Altra questione sollevata dal coach a cui rispondo volentieri. Assistere ad un allenamento mi piacerebbe. Non te l’avevo chiesto perché davo per scontato che gli estranei fossero un elemento di disturbo. Però mi piacerebbe per tanti motivi. Primo: perché noi spettatori assistiamo soltanto alla fase conclusiva del lavoro settimanale e non abbiamo la minima idea dei sacrifici quotidiani che compiono le ragazze nel resto della settimana. Assistere ad un solo allenamento e moltiplicarlo mentalmente per cinque giorni alla settimana, per quattro settimane al mese, per otto mesi all’anno, mi aiuterebbe a comprendere chi sono veramente tecnico e atlete.
Secondo: mi incuriosisce la modalità con cui viene “riletta” la partita precedente e l’individuazione della strategia per la partita successiva. Se c’è il tuo consenso, a me piacerebbe osservare un allenamento nel girone di ritorno (perché immagino che ci siano anche dei riferimenti alla partita di andata).
Scout.
Gli scout, invece, sono un po’ troppo complessi: già durante la partita devo suonare la trombetta, prendere appunti e fare le foto contemporaneamente...! Però le cuffiette e le ricetrasmittenti le potremmo portare lo stesso per atteggiarci, facendo finta di usarle... Sai che figurone !? Manco Montali...
Interviste.
Ultima cosa: siamo d’accordo a completare le interviste prima o dopo gli allenamenti? Ci accordiamo e faccio un salto all’ora più gradita. Prima di pubblicare qui e sul sito di Forzaragazze.it le interviste delle giocatrici minorenni, però, vorrei che il testo finale fosse preventivamente riletto dai genitori. Non che nelle interviste si possa esprimere chissà che cosa, però mi pare più opportuno.
Serie B2.
L’ultima foto l’ho scattata nei pressi dell’edicola di casa mia...

Nardò-Palafiom Taranto 0-3

Domenica 26 novembre, ore 18.00.
Ho scoperto che tutti i provvedimenti di natura disciplinare vengono pubblicati sul sito della FIPAV Puglia. La lettura è interessante. Facciamo qualche esempio:
Comunicato ufficiale n. 8 del 15 novembre 2006.
“Gara n. 2533 Società AS Polisportiva Palafiom – Atl. Clemente Clara - Squalifica per una giornata di gara e diffida per penalizzazione durante la gara e per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine incontro.
Atl. Benefico Michela - Squalifica per una giornata di gara per frase offensiva rivolta al 2° arbitro a fine gara.”
Se le cose si fanno, bisogna farle bene. Visto che è così precisa, perché la FIPAV non indica anche con esattezza le frasi offensive rivolte al 2° arbitro alla fine dell’incontro con la Tempesta? Lo dico nell’interesse della Federazione, i cui comunicati diventerebbero un best-seller.
A proposito, la frase di Michela la conosciamo; quella di Clara è la stessa...? Proseguiamo nella lettura:
“Pallavolo 1979 Cutrofiano – Multa di €. 35,00 per avere alcuni sostenitori rivolto frasi offensive nei confronti degli arbitri”.
Meno male che nessuno ha annotato le frasi urlate agli arbitri di Tempesta-Palafiom da Paolo Leone altrimenti avremmo avuto una multa superiore al deficit del bilancio comunale.
“ASD Sport Salus Volley Tuglie - Multa di €. 30,00 per aver fatto esplodere un petardo all’inizio della gara”.
Comunicato ufficiale n. 9 del 22 novembre 2006.
“Gara n. 2538 VB Players S.Giorgio-GS Livio Tempesta Considerato che la gara per cause di forza maggiore si è in parte disputata su un campo diverso da quello indicato in calendario, la soc. VB Players S.Giorgio è tenuta al versamento di €. 52,00 quale tassa omologazione campo di gara.”
Hanno giocato il primo set a San Giorgio e il resto della partita a Grottaglie. Le cause di forza maggiore erano il terreno scivoloso, però non sarebbe, in generale, una cattiva idea spostarsi di città in città per promuovere la diffusione capillare di questo sport. Volley on the road. Partite itineranti: un set a Taranto la mattina, un altro set a Martina Franca dopo pranzo, il terzo set a Laterza in serata. Se non è finita, la partita prosegue il giorno dopo in altre località.
La GEDA Trani è diffidata “a mettere a disposizione un segnapunti più diligente”.
“Euro Pallavolo Lecce – Richiamo per assenza allenatore”... Hanno giocato senza allenatore?! Una squadra autogestita...!
A questo punto mi sono preso il fastidio di andare a controllare il risultato: Mira Taranto-Euro Pallavolo Lecce 2-3... Hanno pure vinto, senza allenatore !!!
“Società AS Trepuzzi – Multa di €. 150,00 per avere i propri sostenitori invaso il campo a fine gara e per avere uno di essi tirato per la maglia il 2° arbitro, per frasi offensive rivolte nei confronti dello stesso e per aver un dirigente non identificato messo in dubbio l’imparzialità dell’arbitro”.
Questo è successo dopo la partita contro la Palafiom. Ma se non è stato identificato, come si fa a sapere che era un dirigente e non un tifoso?
Certo che chi leggesse tutti questi comunicati senza assistere alle partite, si farebbe un’idea della pallavolo non proprio edificante: frasi offensive, arbitri tirati per la maglia, petardi, tasse non pagate...
Sembra Scampia, o il quartiere ZEN di Palermo, o Montecitorio.
Stasera la Palafiom gioca il posticipo domenicale conoscendo i risultati delle avversarie. Negli scontri diretti Tuglie ha espugnato San Pietro Vernotico (0-3) e Oria ha sconfitto l’Ugento per 3-1.
In classifica sono rimasti pochi zeri. Uno zero si trova nella colonna delle sconfitte del Tuglie, un altro rappresenta le vittorie del Torre Santa Susanna (ahimé, c’è anche uno zero alla voce “set vinti” dalle torresantasusannesi: 0 vinti, 18 persi, poverine). L’ultimo zero non lo diciamo per scaramanzia.
Sempre per scaramanzia sono indotto a recarmi a Nardò con il presidente e la consorte (perché a Lecce portò bene) rinunciando al passaggio-lezione di coach Marcello. Comunque anche il presidente è un super-esperto di pallavolo e mi preannuncia, ad esempio, che la Federazione Internazionale sta studiando l’ipotesi di introdurre la figura del secondo libero per aumentare la lunghezza degli scambi e la spettacolarità del gioco.
Il campionato sembra spezzato in due: cinque squadre forti (Palafiom, Tuglie, Oria, Ugento e San Pietro Vernotico) separate da un divario di punti e di natura tecnica da tutte le altre.
Ad eccezione del Lecce e del Nardò, che – secondo me - occupano una posizione di classifica precaria, ma hanno un buon tasso tecnico a cui non ha corrisposto sino a questo momento l’acquisizione dei punti che potenzialmente potrebbero raccogliere (strappandoli anche alle squadre di “prima fascia” come ha dimostrato Lecce domenica scorsa).
Sul piano turistico, invece, quella di Nardò era certamente una delle poche trasferte di “prima fascia”; peccato che la tensostruttura fosse lontana dal centro storico e che non ci sia stato il tempo per una visita alla rinomata cattedrale.
Il pubblico di Nardò è noto per essere uno dei più caldi del campionato e in effetti la palestra è affollata e le trombette sono numerose.
Oltre alle nuove maglie, la Palafiom ha anche le nuove tute (che con le nuove maglie non ci azzeccano molto). A giudicare dal colore, forse c’è anche un nuovo sponsor individuato tra le agenzie di pompe funebri.

Primo set. La Palafiom, che non può contare su Ivana e su Simona, schiera Alessandra in regia, Sonia opposto, Michela e Clara laterali, Silvia e Rossella centrali, Roberta libero con il fermacapelli bianco.
Le azzurre non si lasciano impressionare dal frastuono del pubblico locale ed imprimono subito il proprio marchio sull’incontro: 6-1. Il turno in battuta di Rossella aumenta ulteriormente il vantaggio portando l’incontro sul 13-3. La manduriana sta servendo con moderazione, senza strafare e senza follie. E poi anche lei legge il blog, quindi si merita un bella valutazione. Solo Alessandra deve avere mazzate.
A parte gli scherzi, stanno giocando bene in tutti i fondamentali e in particolare al muro; Roberta è sempre più sicura e precisa e l’attacco funziona bene anche se non è particolarmente spumeggiante. Il presidente Urago si diverte ad indovinare i time-out dell’allenatore locale.
Sul 22-8 subentra un po’ di rilassamento e Nardò ne approfitta per rosicchiare qualche punto (22-12). Allora è coach Presta a chiamare il time-out e, nonostante una distrazione difensiva grave, Sonia e Silvia chiudono il primo parziale (25-14).
Il secondo set è più combattuto. Nardò, che nelle precedenti partite ha tolto un punto al San Pietro Vernotico e ha dato fastidio all’Ugento, rientra sul parquet con maggiore determinazione e passa in vantaggio (3-5). Ancora Rossella riporta la Palafiom avanti, ma Nardò sta crescendo visibilmente. Ogni tanto murano anche le salentine (10-13). Sono le nostre centrali a svolgere un ruolo determinante in questa partita, ma Sonia e Michela non stanno a guardare e proprio il nostro martello mette a terra un difficile pallone che riporta le azzurre in parità: 15-15. Soltanto Clara è un po’ in ombra in questo set, ma al centro stiamo murando tutto e le veloci non si contano: 18-16 per la Palafiom. “Veloci” è un modo di dire. Soprattutto quando attacca Rossella, sembra che la nostra centrale resti sospesa in aria in stand-by per qualche frazione di secondo. Sembra che stia per perdere l’attimo giusto, ma poi riesce sempre a rimediare, anche se in quelle frazioni di secondo ha incrementato i capelli bianchi dei tifosi. Silvia è più diretta, ma oggi Alessandra l’ha cercata meno spesso.
Un gruppo di bambini intona cori che non giovano all’armonia regionale, ma fondamentalmente il clima è molto civile. Soltanto una voce femminile alle spalle della panchina neretina (o forse sulla panchina?) tende ad essere irritante con commenti acidi urlati a squarciagola. Forse la ritroveremo nella prossima lista di provvedimenti disciplinari... Le trombette locali si affievoliscono; solo la mia trombetta Duracell resiste fino alla fine.
L’allenatore locale è un po’ contrariato dalle occasioni perse dalla propria squadra, ma le salentine non si sono arrese. Sul 19 pari, l’opposto gialloblù commette un erroraccio che l’allenatore vorrebbe vendicare sbranandola. In compenso, il libero neretino compie salvataggi miracolosi. E’ davvero brava questa ragazza, complimenti. Si chiama Demelza di nome. Quando glielo chiederò a fine partita, mi spiegherà che il nome potrebbe avere origini russe, ma si tratta solo di un’ipotesi. A Nardò sono in cinque a chiamarsi così.
Comunque, noi a liberi stiamo a posto. Anzi, la cosa inizia a diventare imbarazzante: se dico che Roby ha giocato bene, potrebbe risentirsi Simona; se auguro a Simona di riprendersi presto, si offenderebbe Roberta. Potremmo anticipare in via sperimentale l’utilizzo di due liberi contemporaneamente. Oppure rispolveriamo il metodo di Oronzo Canà, l’allenatore nel pallone, e scendiamo sul parquet con il 5-5-5... Potrei anche applicare la par condicio: ogni apprezzamento a Roberta sarà seguito da un apprezzamento a Simona e viceversa.
Sprechiamo tre punti delicati sul 22-19: un buon attacco del Nardò, una doppia di Silvia e un perfido attacco dell’opposto che si fa perdonare l’errore precedente. Coach Presta chiama un provvidenziale time-out.
Un attacco delle salentine finisce sulla rete; un lunghissimo scambio viene risolto da Sonia; Alessandra e Rossella confezionano un magistrale primo tempo: il set si chiude sul 25-22.
Anche il terzo set si apre con un vantaggio del Nardò: 0-3, grazie soprattutto ad un’eccesso di foga dei nostri attacchi. Sul 3-5 la consueta voce femminile informa i presenti che le tarantine “hanno bisogno dell’ossigeno”... Queste provocazioni caricano Michela, che prima schiaccia il punto del 6-7, poi serve in modo pericoloso consentendo a Clara di spezzare il digiuno: 9-9 e l’ossigeno portalo a mamata.
Il coach locale ha un brutto presentimento e decide di effettuare due cambi, ma la mossa non produce i frutti sperati: Sonia, Rossella e ancora Sonia portano la Palafiom in vantaggio per 14-10. Potrebbe essere lo scatto decisivo, ma qualcuno in tribuna esprime preoccupazione: Simona nota, infatti, che Roberta non porta la maglia infilata nei pantaloncini in modo uniforme. Un po’ è dentro e un po’ è fuori; così potrebbe rovinarsi, diamine! Io invece mi chiedo come abbia fatto una parte della maglia ad entrare nei pantaloncini visto che le nuove divise della Palafiom sono indubbiamente molto belle, ma l’impressione è che abbiano ordinato un paio di taglie in meno per ciascuna giocatrice. Basta che le ragazze facciano un movimento più complicato del solito e le maglie risalgono pericolosamente. Se una squadra giocasse con le maglie della Palafiom di quest’anno ed i pantaloncini-tanga del Torre Santa Susanna dell’anno scorso, sarebbe come scendere sul parquet in bikini.
Torniamo alla partita: sul 18-14 si apre un conflitto a fuoco tra tutte le attaccanti della Palafiom e il libero del Nardò, che risponde colpo su colpo.

Sul 20-17 c’è l’ennesima “mossa di Rossella”: Alessandra serve all’indietro, breve corsetta della nostra centrale verso il posto 2 e schiacciata efficace (21-17). Palla fuori di Nardò e attacco di Silvia sul libero, che non riesce a tenere in campo la sfera. Se cede anche Demelza, vuol dire che per le salentine è proprio finita (24-17). L’ultimo punto lo deve fare per forza Alessandra: prima ci prova con un primo tempo, poi con una palla appoggiata, poi con due muri, poi con una schiacciata; dopo altri quarantacinque tentativi, alla fine mette a terra la palla del match: 25-17.
La Palafiom ha giocato bene. Sonia sta crescendo, Rossella ha giocato da Rossella, Alessandra è sempre una garanzia anche se Silvia medita di riproporre domande in carta da bollo, Roberta è stata eccellente (come Simona!), Valentina si è riscaldata in modo encomiabile e ha preso 7,5 in latino, Michela e Clara non hanno brillato come al solito (anche perché il coach, grande stratega, ha impostato l’incontro sulle centrali) ma nei momenti importanti si sono fatte trovare preparate. C’è più scioltezza e forse anche più serenità e certezza dei propri mezzi. Manca solo un pizzico di continuità. E manca Ivana, a cui rivolgo un saluto e un abbraccio.

Le uniche note negative vengono dalla macchina fotografica che mi ha ceduto mia sorella: devo ancora imparare ad usarla, le foto sono tutte mosse e non solo per effetto del dinamismo delle atlete durante le fasi di gioco.
Al termine dell’incontro, il parquet è invaso dai bambini del minivolley e questo entusiasmo, oltre a giovare allo sport, vale quanto una vittoria e dovrebbe rincuorare la squadra di casa.
Classifica alla vigilia dell’importantissimo incontro con l’Oria:
Tuglie 20
Palafiom Taranto 20
Oria 19
Ugento 14
S.Pietro Vernotico 13
I grandi quesiti dell'umanità - 3

Per indicare la squadra, si dice il Palafiom o la Palafiom? Io credo sia meglio la Palafiom per distinguerla dal palazzetto, ma recentemente qualcuno mi ha fatto sorgere il dubbio. Comunque, io ormai mi sono abituato e sarà difficile cambiare.
L’intervista a Ivana, che saluto con affetto, è su Forzaragazze.it !
Le altre a che punto stanno? State facendo i compiti?
La foto del Palafiom è tratta da www.sjs.it ; il logo di Forzaragazze.it è tratto, ovviamente, dall’omonimo sito.
Le ultime parole famose - 2
"Per ciò che concerne la squadra abbiamo delle atlete con la lettera A maiuscola, costituito da ragazze solari, senza grilli per la testa che lavorano con impegno e serietà e soprattutto sanno fare gruppo”.
“Mi sembra un gruppo omogeneo senza “prime donne” e con la voglia, anche nelle più esperte, di mettersi in discussione e di migliorarsi continuamente”.

Dichiarazioni del direttore sportivo del Massafra, Annalisa Conforti (2 novembre 2006, ossia tre settimane dopo):
“In queste prime uscite stagionali veniamo penalizzati da alcuni atteggiamenti strani mostrati dalla squadra. Abbiamo evidenziato nel corso delle partite paurosi cali di concentrazione frutto di un approccio superficiale alla gara da parte di qualche atleta.”
“Con tre palle set a disposizione, non puoi buttare alle ortiche quanto di buono fatto sino a quel punto con errori stupidi e banali”.
“Si alternano momenti di bel gioco ad errori da principianti. Forse questo gruppo caratterialmente non è all’altezza per poter sopportare un campionato di B2 o forse manca il cuore, l’umiltà, la volontà di migliorarsi mettendosi sempre in discussione.”
La foto di Annalisa Conforti è tratta da www.forzaragazze.it; le dichiarazioni sono tratte dal sito dell'A.S. Volley Massafra.
Palafiom Taranto-Trepuzzi 3-1
Sabato 18 novembre, ore 17.00.
Cinque giornate di campionato hanno espresso i primi verdetti sul rendimento delle giocatrici. Stanno giocando bene Ivana, Silvia e Clara (perché hanno manifestato apprezzamento al mio blog).
Stanno giocando male Alessandra, Luana, Simona, Sonia, Michela, Rossella, Valentina, Silvietta e Desiree (che il blog non l’hanno manco letto. E se l’hanno letto, non hanno mandato neanche un commento).
Da questo punto di vista, una nota di merito anche a coach Marcello.
Parlando di cose serie, la tegola del giudice sportivo è arrivata giovedì: Clara e Michela sono squalificate per una giornata a seguito della condotta assunta nel “derby dell’amicizia”. Se consideriamo che Ivana è infortunata e che il mal di schiena di Simona si è aggravato, viene da chiedersi chi scenderà in campo stasera. Forse Renata dovrà davvero prendere un aereo da Roma.
Coach Presta punta sulle golden babies, le piccine d’oro della Palafiom: Valentina e Silvietta affiancheranno Sonia in attacco; una certa Roberta inaugura la nuova maglia (bianca) del libero.
Tutte le volte che sono state chiamate in causa, le giovani leve della Palafiom hanno fatto il proprio dovere, trasformandosi anzi da golden babies in baby-gang, vista la determinazione con cui hanno chiuso set e partite, ma giocare un’intera partita dall’inizio è cosa ben diversa.
Sonia stasera deve cancellare le ultime prestazioni incerte, ma per questo è sostenuta da un chiassoso gruppo ultras di Fragagnano. Alessandra, dal canto suo, ha responsabilità psicologiche oltre che tecniche perché dovrà valutare, di volta in volta, le compagne che se la sentiranno di osare; mentre le centrali dovranno dare il meglio per compensare eventuali e prevedibili squilibri. Che il cielo sia benigno.
Il calendario ci viene incontro: Trepuzzi è un’avversaria che lotta per salvarsi. Ma non va presa sotto gamba: la schiacciatrice con il numero 11 è piuttosto brava e ci sono un paio di ragazze che servono in modo insidioso. Contro la Tempesta giocarono dieci minuti alla grande; il loro problema è che perdono la testa quando le cose iniziano a girare male e soprattutto il libero, in quella occasione, andò in tilt dopo una prestazione discreta.
Clara si occupa del cartello segnapunti. Se l’idea di spostarlo al centro, tra le due panchine, è stata sua, ha dimostrato anche in questo di essere una grande giocatrice. Finalmente si legge qualcosa.

Michela osserva la partita tra i suoi piccoli fans, che però, data l’assenza sul parquet della loro beniamina, si dedicano esclusivamente al Game Boy. Ivana non è ancora arrivata. Simona chiede telefonicamente come sta andando l’incontro (vero) e qual è il livello di sudorazione di Roberta, che sta usando la sua maglietta nuova (falso).
Primo set. L’inizio è sconcertante: 1-5. Non riusciamo a difendere e non riusciamo ad attaccare. Arranchiamo fino al 3-8, poi le piccole mettono qualche pallone a terra e ci portiamo sull’8-9. Rossella compie buoni interventi in fase difensiva mentre Silvia inaugura una serie di primi tempi che a fine partita risulterà significativa.
Ma siamo ancora sotto; anzi, dal 12-14 Trepuzzi sembra poter prendere il largo (12-18). Roberta si sta dando da fare, ma il nuovo assetto della squadra provoca gravi incertezze in ricezione. Però la Palafiom cresce in attacco e tira fuori il carattere: break di sei punti e pareggio sul 18-18. E’ Silvia la principale protagonista di questa rimonta: primo tempo, servizio pericoloso, altro primo tempo. Valentina ci fa assaporare il vantaggio (20-19), ma una falla difensiva, molto poco gradita a coach Presta, annulla lo scatto delle azzurre.
Anche Rossella sfrutta i primi tempi (21-20) e poi emerge la potenza di Sonia. Sul 24-22, però, un pallone delle salentine finisce tra quattro giocatrici tarantine immobili; incertezze a cui non siamo abituati. La prima palla-set è annullata.
L’ingresso in palestra di Ivana è decisivo; la sua presenza garantisce un flusso energetico favorevole e il set si chiude 25-23. Che sofferenza. Ma al di là del gioco, che presenta diverse criticità, sul piano caratteriale la Palafiom, quello che resta della Palafiom, è stata ammirevole.
Secondo set. Sul turno in battuta di Rossella, Silvia respinge a muro due attacchi delle trepuzzine e trascina la Palafiom sul 4-0.
A proposito, come si chiamano le abitanti di Trepuzzi? Trepuzzine? Trepuzzette? Tre puzzette?
Mi scuso per la battuta di dubbio gusto, ma se non insulto un po’ le avversarie, qualcuno non è contento...
La Palafiom adesso sta giocando bene anche in difesa e Sonia è devastante in attacco. I suoi ultras sono attrezzati: trombetta carnevalesca, megafono e musichetta Jingle Bells. L’opposto li ripaga con un parziale travolgente.
Un suo muro in comproprietà con Silvia ci porta sull’ 8-2. Mai visto un segnapunti così esaltato: prima di girare il fogliettino, i gesti di esultanza di Clara si sprecano. Il martello leccese non è in serata di grazia ed anche in battuta le salentine non brillano (un solo ace e dieci errori complessivi). Neanche le azzurre, veramente, stanno picchiando duro in battuta, ma almeno non sbagliano. In compenso si brilla sotto rete: primo tempo di Silvia, primo tempo di Rossella, diagonale imperiosa di Valentina, attacco perfetto di Sonia da seconda linea: 13-4. Ancora un attacco della giovane laterale, che poi si concede anche il lusso di un ace (15-5).
Brava Valentina. Questa ragazza sa stare in campo con personalità.
Anche Silvietta sta giocando bene, ma l’ansia della madre si espande fino al parquet ed avvolge la piccina.
In generale, mi pare che padri e madri abbiano un atteggiamento differenziato nei confronti della pratica sportiva delle ragazze.
I padri sono palesemente orgogliosi delle figlie. Vengono a vederle (nelle partite in casa), le sostengono, le incitano, gridano persino consigli tecnici durante gli incontri.
Le madri sono meno entusiaste e più silenziose. “Siamo una famiglia perbene e distinta – sembrano dire i loro sguardi perplessi -; perché mia figlia deve trascorrere i pomeriggi tuffandosi sul pavimento di una palestra, picchiando un pallone e jastemàndo come un camionista? Perché non fa danza classica come la vicina di casa? Perché non suona il violino come la cugina? Perché non resta a casa a guardare Beautiful?”
L’allenatore delle ospiti chiama il time-out; il punteggio si sta facendo imbarazzante. Ma al rientro in campo la musica non cambia. Un perfido servizio di Valentina spiana la strada all’ennesima bomba di Sonia.
Ecco la scena che ho sempre sognato: una giocatrice (ovviamente avversaria) sostituisce una compagna per andare a servire e la battuta finisce sulla rete. Caspita, che specialista...
Sonia mette a terra anche un pallonetto (21-6); in attacco ha davvero fatto tutto quello che si poteva fare, ma va ricordato che le golden babies non l’hanno lasciata sola. Soltanto in difesa si continua a registrare qualche problema, ma fortunatamente nel secondo set sono arrivati pochi palloni da questa parte.
Il punto finale di questo set superbo è di Valentina: 25-8.

Terzo set. Trepuzzi torna in campo con maggiore determinazione. Alessandra “timbra” il secondo tocco quotidiano. E’ la ciliegina sulla torta di una partita delicata giocata con intelligenza. Chi ha detto poi che la nostra palleggiatrice sfrutta poco le centrali...?
Chi proprio il ruolo di palleggiatrice non ambisce a farlo è Rossella, che in bagher alza un pallone all’altezza delle docce.
Troppi errori in difesa da parte nostra e maggiore concentrazione da parte delle salentine: sul 5-8 coach Presta chiama il time-out. E’ un’interruzione proficua. Un pallonetto da seconda linea di Sonia, un primo tempo e un ace di Silvia, un punto sotto rete di Silvietta riportano la Palafiom in parità: 15-15.
Ma Trepuzzi non ci sta a farsi rimontare nuovamente: i loro attacchi ed alcuni errori delle azzurre rappresentano la svolta decisiva del set: 15-19. Le salentine ritrovano anche un buon servizio che crea ulteriori problemi alla nostra ricezione. Il vantaggio aumenta sino al 17-25.
E’ stato un errore di percorso o siamo di fronte ad un’involuzione della partita?
Il quarto set inizia male per il Trepuzzi, che sbaglia l’ennesima battuta e scarica un attacco su coach Presta. La gambizzazione di Marcello è comunque fuori dal rettangolo di gioco e quindi si parte dal 2-0. Muro di Valentina e schiacciata di Sonia; aumenta il vantaggio (6-3) finché non c’è una palla contestata assegnata alle leccesi. La capitana va a parlare con l’arbitro. Silvia, stai calma; se ti fai squalificare pure tu bisognerà fermare una passante da corso Italia e convincerla a giocare per fare numero.
La Palafiom rinuncia alle polemiche e risponde con i fatti portandosi sul 10-4. L’allenatore del Trepuzzi si toglie la tuta per dare la carica. Un muro ed un buco scovato nei pressi del nostro posto uno avvicinano le salentine (11-6). In relazione al buco, l’urlo di disapprovazione di Marcello supera in decibel tutte le voci dell’adiacente mercato di piazza Sicilia.
Silvia e Sonia sembrano un po’ stanche, hanno dato tutto; mentre le giovanissime, messa ormai da parte l’ansia iniziale, giocano e attaccano con gusto: 18-13.
Confesso a Ivana di non riuscire a vedere in modo nitido le doppie, modalità di palleggio di cui si sta celebrando un festival sul parquet. L’opposto latente della Palafiom mi svela un trucco: tanto più il pallone ruota su se stesso quanto più il tocco dovrebbe essere stato sporco; se la sfera compie la parabola senza girare come la terra intorno al sole, il tocco dovrebbe essere stato pulito. Mi invita ad osservare la differenza di rotazione tra i palloni toccati dalla palleggiatrice del Trepuzzi e quelli, vicini alla perfezione, alzati da Alessandra.
Silvia-chiudi-partita, intanto, vorrebbe confermare il proprio soprannome: una splendida schiacciata ed un ace portano la Palafiom sul 21-16, ma Trepuzzi risponde colpo su colpo e riduce lo svantaggio: 23-20. Time-out Palafiom.
Commosso dalle note di Jingle Bells dei tifosi di Sonia, l’arbitro anticipa di un mese l’omaggio natalizio alle padrone di casa fischiando un fallo misterioso alle salentine (24-20). Forse hanno fatto invasione con il respiro. A caval donato non si guarda in bocca ed accettiamo anche il regalo di un errore in attacco del Trepuzzi: il set termina 25-20.
Prima del fischio d’inizio, molti di noi avrebbero messo la firma per un pareggio, se fosse esistito nella pallavolo. E’ andata meglio del previsto. Le “senatrici” della squadra hanno retto la baracca facendosi il mazzo tanto e adesso sappiamo di poter anche contare su una panchina di qualità. Il grande rimpianto riguarda sempre le infortunate; che grande squadra sarebbe al 100% delle potenzialità.
A fine partita il presidente Urago confessa Rossella (“Quanti primi tempi, figliola?”); a proposito, non abbiamo ancora fatto l’esorcismo a Luana.
Dagli altri campi stasera c’era poco da attendersi: Tuglie ha liquidato il Putignano (3-0), Ugento ha battuto Ceglie (3-0) e San Pietro Vernotico ha preso tre punti a Torre Santa Susanna (0-3). Confidiamo nella grinta e nella voglia di riscatto dell’Azzurra Lecce, che domani tenterà di bloccare la fuga dell’Oria. Una scatola di cioccolatini se ci riescono (tanto è corruzione offrire doni per perdere, non per vincere).
Classifica:
Palafiom Taranto 17
Tuglie 17
Oria 15 (una partita in meno)
Ugento 14
S.Pietro Vernotico 13
In serie B2, intanto, si gioca Massafra-Valenzano, lo scontro tra chi impedì il salto di categoria alla Palafiom vincendo nel modo che sappiamo la partita decisiva l’anno scorso e chi lo impedì vincendo lo spareggio play-off due anni fa.
Kim Jong Sung Il Chang..., come cacchio ti chiami, onorevole presidente della Corea del Nord, lo sai, vero, dove devi testare il prossimo missile nucleare in questo 18 novembre alle ore 18.30?
Solo una persona deve sopravvivere (l’ex-manfredoniana, che adesso gioca nel Valenzano).

L'uso del blog
Qualche istruzione per i gentili lettori.
Il blog è sempre più grosso, merito della squadra che continua a fornire ispirazione: gli articoli (detti post) aumentano, sono piuttosto corposi e contengono immagini. Per chi non ha l’ADSL presumo che occorrano venti minuti prima di visualizzare il sito... Se ci dovessero essere problemi di questo tipo, avvisatemi. Potrei visualizzare solo l’inizio degli articoli, che sarebbero leggibili nella loro interezza premendo un tasto “continua” o “leggi tutto”. Per ora lascio tutto com’è.
In ogni caso, gli articoli più vecchi non sono già più visibili con immediatezza. Da adesso in poi ogni nuovo articolo dovrebbe, più o meno, mandarne in archivio uno vecchio. Mi hanno assicurato che in archivio dovrebbero essere conservati tutti gli articoli arretrati. Per poterli consultare bisogna andare sulla colonna grigia a destra, sotto la trombetta, cercare la voce “Archivio” e cliccare sul mese desiderato (tenete conto che tutti gli articoli relativi alla stagione 2005-’06 si trovano nel mese “Ottobre 2006”). Cliccando sul mese desiderato, potrebbe essere visualizzata una parte degli articoli; per consultare i precedenti (“postati” in quello stesso mese), bisogna cliccare, in alto a destra, su (pagina) “successiva”.
Ogni articolo-post ha dei “tag” (etichette), ossia gli argomenti trattati. Tanto più sono trattati determinati argomenti, tanto più grandi sono i relativi tag, che si trovano anch’essi sulla colonna grigia a destra in alto (sotto la trombetta). Fondamentalmente gli argomenti trattati sono sempre “palafiom” e “pallavolo”; in più c’è il nome della località della squadra avversaria (o dello sponsor nei casi equivoci). Chi volesse esaminare tutti (e soltanto) gli articoli in cui si parla, ad esempio, del Tuglie, deve cliccare sul tag “Tuglie”. Poiché non tutti i tag sono visibili immediatamente, ma soltanto i più frequenti e i più recenti, chi volesse consultare tutti gli argomenti trattati, deve prima cliccare su “Tag” e poi sull’argomento prescelto.
Permangono alcuni problemi con i “commenti”. Inserendone uno, a volte, ne sparisce un altro. Allora devo usare e rinnovare di volta in volta un piccolo stratagemma che non sto a spiegarvi. Mi scuso semplicemente se dovessero sparire all’improvviso e per un breve periodo alcuni commenti. Non è per cause dipendenti dalla mia volontà.
Grazie per l’attenzione.
Tempesta Taranto-Palafiom Taranto 2-3

Sabato 11 novembre 2006 – Ore 18.00.
E siamo al derby tra le due squadre del capoluogo tarantino: la Tempesta (in casa) e la Palafiom (ospite). Si gioca alle 18 anche se la Gazzetta, per la terza volta su cinque, indica l’orario sbagliato (adesso siamo al 20% di indicazione perfetta, 20% orario non pervenuto, 60% errore).
“Tempesta” non è un nome scelto per indicare l’impeto con cui giocano le ragazze o per impressionare le avversarie (sul modello americano dei Chigaco Bulls o dei Seattle Supersonics o dei New York Knights, ecc.); è semplicemente la scuola in cui ha mosso i primi passi questa società che vanta un glorioso passato in B1.
Tornando al modello dei nomi americani, come potrebbe chiamarsi la Palafiom, polisportiva che affonda le proprie origini nel sindacato CGIL-FIOM, se giocasse oltre Atlantico? Vediamo... Palafiom Strikers (Scioperanti)? Palafiom Labour Disputies (Vertenze)? Palafiom Trade-Union Assemblies (Assemblee sindacali)? Palafiom Fiscal Wedges (Cunei fiscali)...?
Palafiom Strikers suona bene: oltre che scioperanti, può voler dire anche colpitrici.
E’ inutile dire che la Tempesta non gioca nella palestra della scuola “Livio Tempesta” ma in quella del “Maria Pia”, così come la Palafiom non gioca al Palafiom (dove gioca la Prisma, serie A1 maschile) ma all’ “Alfieri”.
Che casino.
Piccé nisciùne sciuèca a casa soa...?!
(traduzione per Silvia, che è “altitaliana”: perché nessuno gioca a casa propria?)
Mi sorprende che non ci siano ancora stati equivoci del tipo: il Torre Santa Susanna un sabato pomeriggio intende giocare con la Palafiom, va al Palafiom e si ritrova contro Granvorka e Castellano (temo di poter prevedere l’esito dell’incontro...).
Oppure l’Ugento viene a Taranto in cerca della squadra Tempesta, va alla scuola elementare Tempesta e finisce col giocare contro la selezione delle prime elementari trattenutesi in sede per ripetere la tabellina del tre (non che l’età media delle vere giocatrici della Tempesta sia molto più alta...).
La Sisley Treviso cerca la Prisma, va in via Minniti e invece di giocare contro Felizardo e compagni, favorisce la merenda dei bambini ospiti nella comunità per minori...
La Tempesta si trova quest’anno in serie C per aver acquistato il titolo sportivo dal Castellaneta così come la Prisma maschile acquistò due anni fa il titolo sportivo del glorioso Parma per tornare in A1. Come alle aste giudiziarie.
Dico io: perché le ragazze della Palafiom devono farsi il mazzo sul parquet per ventisei settimane quando il presidente Urago potrebbe tranquillamente acquistare un titolo sportivo di serie A1...? Altro che B2. Basta soffrire in palestra; aspettiamo i saldi di gennaio e poi Urago si cali l’ man’ ‘nzacca (traduzione per Silvia che è altitaliana: metta mano al portafogli) per acquistare un titolo sportivo della massima serie.
Con la Tempesta siamo in buoni rapporti: cessioni di giocatrici, transumanza di tifosi, nessuna rivalità da stracittadina. Anzi, peccato che lo scontro diretto non sia all’ultima giornata altrimenti negli accordi bilaterali si sarebbe potuto introdurre l’accomodamento della partita...
Ad essere sinceri, la transumanza di tifosi è a senso unico: dalla Palafiom alla Tempesta. Ed anche gli organi di informazione dedicano più attenzione alla squadra del “Maria Pia”.
Alla prima partita c’era persino Studio 100, evidentemente disimpegnata da quando non c’è più la sindaca da intervistare dieci volte al giorno.
Però non è mica giusto: la Palafiom sfiora la B2 per due anni consecutivi e a stento riesce ad avere due righe sui giornali, poi arrivano queste, fresche fresche, e ci fregano tifosi ed attenzioni mediatiche.
Inoltre, i dubbi della vigilia sulle presenze del signor Cirillo e di Alessandra hanno, ahimé, trovato conferma: il capo ultras e la nostra indimenticata ex-schiacciatrice sono passati dall’altra parte della barricata.
Speravo di vedere Ivana in campo, in qualunque ruolo. Purtroppo i problemi alla spalla persistono e sembra ormai necessario l’intervento. Bruttissima notizia. Ivana è in tribuna ed è lo specchio della tristezza.
La squadra indossa le nuove maglie. Fino a ieri definire le giocatrici “rossoblù” era un azzardo dato che erano solo blù; adesso neanche quello. Sono azzurre con bordi bianchi. Sono cambiati anche alcuni numeri: Sonia è passata all’11, Luana al 12 (forse la maglia numero 10 è stata ritirata per sempre in onore di Alessandra Passaro), Valentina al 9, Rossella al 2, Alessandra al 14.
Rossoblù (più rosse che blù) sono invece le ragazze della Tempesta, che, al momento dei saluti, donano un fiore ciascuna alle proprie avversarie. Che carine.
Si gioca. Serve l’ex Paola Marcianò, già palleggiatrice di riserva della Palafiom. Non attende il fischio dell’arbitro e dovrà ripetere il servizio due volte tra i sorrisi dell’interessata, del pubblico e dell’arbitra. Sorridiamo adesso; fra un’oretta la situazione sarà leggermente diversa.
Paoletta, non fare scherzi... Ricordati delle tue radici. Ricorda che sei sangue del nostro sangue.
Ancora ieri eri seduta sulle ginocchia di Clara, Alessandra Passaro ti dava le pappine e Silvia ti aiutava a compiere i primi passi sul parquet. “L’importante – ti ammoniva coach Presta - è che non superi quella linea bianca. Dentro quel rettangolo c’è gente cattiva che può tirarti pallonate addosso. E’ pericoloso...” E tu, obbediente, davi la manina ad Alessandra Certa, che ti riaccompagnava in un angolo della palestra e si assicurava che restavi lì, buona buona, a giocare con Valentina.
Veramente la manina immacolata, che non aveva mai toccato un pallone, alla fine delle partite la porgevi a tutti tranne che a me. Forse perché il coach ti aveva raccomandato di non accettare caramelle dagli sconosciuti ed in particolare da Trombetta.
Ti ricordi? Non vorrai adesso rivoltarti contro chi ti ha cresciuta, nutrita ed accudita. Non ti azzard... Insomma, ora hai la possibilità di ricambiare tutte le amorevoli premure di chi ti ha voluto bene.





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